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	<title>Comments on: I social network in azienda, questione di cultura. Di tutti.</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>By: Anonymous</title>
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		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 07:15:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ha il web nel dna, non è del tutto contestabile nel momento in cui si blog: Fabio Lalli Blog&#039;s &#124; leggi l&#039;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ha il web nel dna, non è del tutto contestabile nel momento in cui si blog: Fabio Lalli Blog&#039;s | leggi l&#039;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</p>
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		<title>By: Massimo</title>
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		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 14:11:10 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema è di natura organizzativa ed è lo stesso che limita il telelavoro. Potenzialmente anche il telelavoro potrebbe aumentare produttività e soddisfazione delle risorse umane, ma esiste anche qui un problema di controllo.
Dico che è un problema organizzativo perché dipende da come viene considerato il rapporto di lavoro: uno scambio fra denaro e ore di lavoro, in cui il datore si sente &#039;padrone&#039; di ciò che ha acquistato, ovvero il tempo del dipendente. 
In questo senso il rapporto è un gioco senza fine simile al dilemma dei prigionieri, in cui i massimi risultati globali si hanno con la fiducia: apertura da una parte, e onestà dall&#039;altra.
Ma in questo caso sarebbe sufficiente un cambiamento culturale: una retribuzione basata sui risultati, magari supportata da strumenti e metodologie di valutazione del valore prodotto, anziché sui minuti contati dal cartellino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è di natura organizzativa ed è lo stesso che limita il telelavoro. Potenzialmente anche il telelavoro potrebbe aumentare produttività e soddisfazione delle risorse umane, ma esiste anche qui un problema di controllo.<br />
Dico che è un problema organizzativo perché dipende da come viene considerato il rapporto di lavoro: uno scambio fra denaro e ore di lavoro, in cui il datore si sente &#8216;padrone&#8217; di ciò che ha acquistato, ovvero il tempo del dipendente.<br />
In questo senso il rapporto è un gioco senza fine simile al dilemma dei prigionieri, in cui i massimi risultati globali si hanno con la fiducia: apertura da una parte, e onestà dall&#8217;altra.<br />
Ma in questo caso sarebbe sufficiente un cambiamento culturale: una retribuzione basata sui risultati, magari supportata da strumenti e metodologie di valutazione del valore prodotto, anziché sui minuti contati dal cartellino.</p>
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	<item>
		<title>By: Notizie dai blog su Social network in azienda: si o no?</title>
		<link>http://fabiolalli.com/2010/03/29/i-social-network-in-azienda-questione-di-cultura-di-tutti/comment-page-1/#comment-216</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su Social network in azienda: si o no?</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 06:00:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  [...]</description>
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		<title>By: Fabius</title>
		<link>http://fabiolalli.com/2010/03/29/i-social-network-in-azienda-questione-di-cultura-di-tutti/comment-page-1/#comment-203</link>
		<dc:creator>Fabius</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 22:27:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Cri. Benvenuta prima di tutto.
Il problema è che questo è un problema che purtroppo è noto a tante persone in aziende diverse. La frustrazione che ci prova in queste situazioni è pesantissima ed il clima che si respira è assolutamente pesante. E poi, in una società di informatica, una cosa del genere è un paradosso... Di soluzioni ce ne sarebbero parecchie: basterebbe avere solo il cervello di fare un pò di ricerca... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Cri. Benvenuta prima di tutto.<br />
Il problema è che questo è un problema che purtroppo è noto a tante persone in aziende diverse. La frustrazione che ci prova in queste situazioni è pesantissima ed il clima che si respira è assolutamente pesante. E poi, in una società di informatica, una cosa del genere è un paradosso&#8230; Di soluzioni ce ne sarebbero parecchie: basterebbe avere solo il cervello di fare un pò di ricerca&#8230; <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Cristina</title>
		<link>http://fabiolalli.com/2010/03/29/i-social-network-in-azienda-questione-di-cultura-di-tutti/comment-page-1/#comment-202</link>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 12:22:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Fabio!

Commento il post perché mi è successo di trovarmi in una situazione di monitoraggio continuo in ufficio (non solo di navigazione, ma anche con telecamere puntate 0_0 ).

Effettivamente questo sistema l&#039;ho trovato frustrante, anche perché ritenevo non mi fosse data fiducia. Anche questo è un messaggio importante e, come dici tu, sarebbe preferibile lavorare sulla responsabilizzazione delle persone.

Ora il ricordo che ho di quel lavoro è di un&#039;atmosfera ipocrita e di capi megalomani, quindi se dovessi sapere che qualcuno sta andando a lavorare per quell&#039;azienda lo metterei sul chi va là, facendogli presente questi aspetti. Certo questa non sarebbe buona pubblicità e si sa che il passaparola negativo, se innescato, può causare gravi danni a volte.

Non sapevo si potesse mettere il tempo limite alla navigazione di determinati siti scelti :-O La soluzione che proponi mi sembra quella migliore per mettere d&#039;accordo tutti, responsabilizzare i socialnetwork-dipendenti e far stare tranquilli i capi.

Bravo Fa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Fabio!</p>
<p>Commento il post perché mi è successo di trovarmi in una situazione di monitoraggio continuo in ufficio (non solo di navigazione, ma anche con telecamere puntate 0_0 ).</p>
<p>Effettivamente questo sistema l&#8217;ho trovato frustrante, anche perché ritenevo non mi fosse data fiducia. Anche questo è un messaggio importante e, come dici tu, sarebbe preferibile lavorare sulla responsabilizzazione delle persone.</p>
<p>Ora il ricordo che ho di quel lavoro è di un&#8217;atmosfera ipocrita e di capi megalomani, quindi se dovessi sapere che qualcuno sta andando a lavorare per quell&#8217;azienda lo metterei sul chi va là, facendogli presente questi aspetti. Certo questa non sarebbe buona pubblicità e si sa che il passaparola negativo, se innescato, può causare gravi danni a volte.</p>
<p>Non sapevo si potesse mettere il tempo limite alla navigazione di determinati siti scelti :-O La soluzione che proponi mi sembra quella migliore per mettere d&#8217;accordo tutti, responsabilizzare i socialnetwork-dipendenti e far stare tranquilli i capi.</p>
<p>Bravo Fa!</p>
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