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La mia esperienza con Apple

by Fabio Lalli on 27 May 2010

Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo Linkedin di One Consulenza Evolutiva dal titolo Apple investe di meno ma cresce più della concorrenza nata dal post su Macynet. Aldilà dell’analisi fatta nell’articolo, che è molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato è stata la domanda di Lorenzo Campese:

Quali sono secondo voi i punti forti della strategia di Apple? Cosa possono imparare le aziende italiane per il futuro?

Questa è stata la mia risposta che riporto per intero.

La discussione mi appassiona così tanto che sono entrato in fibrillazione da voglia di scrivere di tutto di più, della mia esperienza con il mondo Apple, del mio acquisto dell’iPad e del fatto che oggi porto i gemelli al polso, bianchi con il Ctrl e l’alt…

Sono diventato un Apple Addicted da circa un anno e mezzo, quindi non sono un anziano utilizzatore, anzi mi ritengo ancora un novizio. Ho sempre pensato che i prodotti Mac in generale costassero troppo, e quindi per motivi banalmente economici, non ne avevo mai acquistato uno. La prima esperienza è stata l’acquisto un un iPod a Cupertino, nell’Apple store all’interno della sede della Apple. Non ho fatto fatto nulla, se non indicare il prodotto, e in 3 minuti netti (nemmeno su un ecommerce sarebbe così veloce) avevo il prodotto in mano, con busta elegantissima e ricevuta tramite posta elettronica. Stupefacente.

Negli ultimi anni, la mia passione per le tecnologie e la curiosità per tutto ciò che è nuovo ed innovativo mi ha portato a pensare: “Cavolo, non ho mai provato un prodotto Apple. Come faccio a parlarne, se non ho mai provato?”. Ho così comprato un iPhone. L’obiettivo era studiare, capire e sviluppare applicazioni, nulla di più. Qui è scattata la prima scintilla: la user experience dell’iphone è stata fantastica e dopo pochi minuti mi sono sentito a mio agio, senza leggere un manuale, senza che nessuno mi abbia spiegato nulla. L’iphone, lo accendi, lo usi e sei confidente. Questa cosa mi ha affascinato. Non era un problema estetico, e nemmeno tecnico, dopo tutto l’iphone è pieno di difetti (batteria, facilità di rottura…), ma la l’usabilità e l’assistenza clienti mi hanno stupito.

Ho allora pensato di acquistare successivamente un MacBook Pro, con la solita curiosità e con la voglia di poter dire la mia “vediamo se l’iphone è un caso, o meno…

Ora, ma questo un giorno potrebbe cambiare per qualcosa di più nuovo e magari migliore, non posso pensare di cambiare da Apple. Anzi, ho comprato l’iPad e oggi dovrebbe arrivarmi. Fatta tutta questa premessa e sottolineato che in questo momento sono innamorato ma pronto a divorziare per qualcosa di migliore, posso dire che secondo me, quello che differenzia la Apple è riconducibile ad un solo fattore: l’attenzione per l’utente, attenzione, non il cliente, l’utente.

L’utente è al centro della progettazione, di tutti i dispositivi di apple dalla progettazione hardware (design, ergonomia) fino al software (stabilità usabilità). In questo caso il caso lampante è che la Apple (se pur superficialmente ormai vista la mole di applicazioni nell’appstore) si prende il tempo di verificare il software che viene sviluppato, cosa che non avviene negli altri store (esempio Market di Android).

L’utente è al centro della comunicazione di apple, dalla pubblicità semplice (pochi messaggi e facilmente intuibili anche per mia nonna che mi dice “Cavolo, ma con quel coso trovi proprio tutto eh!“) alla comunicazione tecnica (efficiente e puntuale).

L’utente è al centro della vendita e del post vendita dai centri Apple nei quali ti fanno formazione, assistenza e supporto e alle informazioni disponibili on line. L’assistenza per esempio per problemi è incredibile: prenoti l’appuntamento su Consierge (sistema di booking per gli appuntamenti, nel quale scegli anche l’ora, non solo il giorno) e hai un tecnico assegnato (nome e cognome) tutto per te, dedicato per tutto il tempo necessario.

L’utente è al centro delle scelte della Apple.

Non vorrei che qualcuno pensasse che questa è una marketta, ma è la sintesi di un anno di esperienza. Non so se avete letto il libro “Nella testa di Steve“, se non l’avete fatto, lo consiglio, è illuminante .

Apple ha una brand awarness molto forte indotta dal fatto che il cliente apprezza questo tipo di attenzione e ne parla bene. Questo è “l’investimento” con il roi più alto: il cliente.

Per quanto riguarda Google, non voglio scrivere un altra spataffia, ma condivido con Massimo che sia una delle imprese più innovative, ma c’è da tenere in considerazione che sono aziende con un DNA completamente diverso: una fa servizi, una fa prodotti. Una fa servizi gratuiti via web e che quindi raggiungono la massa velocemente (notare che i prodotti business non sono così noti a tutti), l’altra fa prodotti estremamente costosi che più lentamente arrivano alla massa (ma ci sono arrivati). Siccome non mi faccio mancare niente di tecnologia, ho anche un Nexus One (il googlefonino) ma vi assicuro che, per quanto potente non ha nulla a che fare con l’esperienza dell’iphone.

Poi che dire, ho un blog dedicato a Google, utilizzo circa 26 servizi di google (dalla posta a molto altro…), come non posso amare questa azienda! :-)

Voi cosa ne pensate?

  • http://comunicazioneplurale.blogspot.com/ Enrico Pellegrino

    Ciao Fabio, bel post innanzitutto.
    Condivido tutto quanto detto riguardo il cliente-utente e l’usabilità che fanno di Apple il core business. Ma anche io avrei da scrivere un post sul mio blog in quanto come te inizialmente ho avuto in vita mia due iPod (adesso ho il Touch da 16 giga, prima il nano 2g) e poi ho voluto comprare l’ultimo MacBook bianco.. Peccato che al primo mi si è rotta dopo 5 giorni di vita la scheda logica e me l’hanno sostituito. Al secondo Mac, quello da cui scrivo, dopo qualche mese hanno dovuto cambiare ram e hard disk in due differenti giorni. Ho passato dei giorni terribili credimi che mi hanno fatto svanire l’entusiasmo per l’azienda, ma i “Genius” sono stati al mio fianco e quindi la disaffezione nei confronti del mio Mac non è mai arrivata del tutto. Anche su Google mi trovi d’accordo, ma allora mi chiedo una cosa… come mai non sono tra le 50 top aziende mondiali come “Great Place to Work” uscite sul Sole24Ore qualche giorno fa?? Non è una polemica al tuo post… è semplice curiosità… :-D
    A presto…
    NB: la prima delle 50 è Microsoft! :-D

  • Lorenzo

    Caro Fabio, grazie della citazione
    A mio avviso, non sono tra le 50 aziende “Great Place to Work” perché non ne hanno alcun bisongo. Non devono dimostrare nulla, a differenza di chi rincorre reputazione e consenso. Attenzione che GPW non è un ente super partes che valuta disinteressatamente la qualità del clima di lavoro; è un’azienda di consulenza e formazione che prima ti vende il servizio e poi ti fa entrare nella sua stessa graduatoria. Personalmente, non è su questa base che valuterei le aziende. Ciao ;-)

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