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A settembre QR Code e CheckIn a scuola?

by Fabio Lalli on 1 August 2010

Ieri al mare ascoltavo due signore vicine di ombrellone discutere di alcune problematiche relative agli studenti: non studiano, non si presentano alle lezioni, portano il cellulare in classe, non si portano i libri a scuola e via dicendo. Ascoltandole mi sono venute in mente alcune possibili applicazioni legate proprio ai problemi che loro evidenziavano. Secondo me la tecnologia potrebbe in parte risolvere o comunque stimolare gli studenti. Mi spiego.

Immaginiamo per esempio una dispensa didattica per gli studenti contenente un QR Code su alcuni capitoli, su eventuali argomenti da approfondire o alla fine di ogni capitolo. Le applicazioni sarebbero molteplici: lo studente semplicemente leggendo il barcode QR dal proprio cellulare potrebbe andare velocemente ad un sito di approfondimento contenente video, foto, audio e altri testi. Potrebbe interagire direttamente con il professore o con un tutor e porre domande su argomentazioni specifiche, o anche leggendo un QR code potrebbe esser dirottato su una pagina di esercizi per la verifica di fine capitolo.

Il professore potrebbe condividere rapidamente contenuti e link senza dover dettare indirizzi lunghissimi o inviare materiale, avrebbe la possibilità di visualizzare le statistiche di lettura, l’avanzamento degli studi degli studenti in base agli esercizi svolti e gli approfondimenti letti e potrebbe raggiungere un livello di interazione maggiore di quello che c’è oggi. Banalmente non sarebbe altro che l’utilizzo e l’evoluzione dei sistemi attualmente utilizzati da alcune Università con FAD anche alle scuole medie e superiori.

Se a tutto questo questo fosse legata un ambientazione in formato social network (strumento sicuramente utilizzato dagli studenti) si potrebbe pensare per esempio alla condivisione dei punteggi (magari postando su Facebook o su Twitter il valore raggiunto) e stimolando lo studio sotto forma di gaming in un contesto più familiare e attuale. Chissà magari il Secchione potrebbe diventare una nuova tendenza!

Infine pensavo all’utilizzo del CheckIn come forma di registrazione della presenza a scuola, ma non appena ho finito la riflessione, ho pensato a quante parolacce mi potrei prendere e mi hanno iniziato a fischiare subito le orecchie…

Chissà, magari in futuro non troppo lontano, veramente lo studente farà checkin a scuola, leggerà con il cellulare i QR code, prenderà appunti su ipad e leggerà libri nell’eBook.

Fantascienza, cosa ne pensate?

  • http://www.catepol.net/ catepol

    LIKE. ci torno anche io su queste cose… grazie del post, intanto

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Grazie Catepol. Mi leggerò volentieri anche il tuo post. Queste erano un paio di riflessioni, ma ci sono mille altre applicazioni che secondo me si potrebbero fare, soprattutto per stimolare gli studenti attraveso gaming o ambienti a loro “familiari” :)

  • http://www.koalalorenzo.com Lorenzo Setale

    Magari… peccato che ci sia vietato l’uso di telefonini e strumenti digitali! Ed anche se fosse io non riesco a vivere senza il cartaceo! Ho già provato a non utilizzarlo e l’iPad mi sembra ancora troppo Dispositivo e meno Libro: una mia prof vuole portare i libri nel formato digitale e ne abbiamo discusso… Stanca troppo uno schermo rispetto al classico libro. Però esigo i QR code negli istituti per fare… tutto :)

    Il problema come al solito sono i prof, che da una parte ragionano troppo velocemente e dall’altra parte non accettano l’evoluzione.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Grazie per l’utilissimo intervento Lorenzo :)

  • Marco

    Tutte ottime idee! Avendo un 18enne in casa confermo che integrare la scuola con le tecnologie mobile e i social potrebbe essere un modo per avvicinare i nativi del mobile e la scuola. Per il check in, c’è già il badge in molte scuole…!

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Grazie Marco. Il CheckIn toglierebbe il badge di mezzo. Dopotutto i ragazzi il cellulare non se lo scordano mai, il resto … forse :)

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  • Riccardo

    Grazie Fabio … è mio interesse (come sai) che si sviluppi la concezione/”ideologia” QR code e questa mi sembra una delle tante utili e appassionanti applicazioni del codice.

  • Massimo

    Gran belle idee…

    purtroppo per far evolvere un dominio pubblico come la scuola (dove c’è di tutto) occorre prima un adeguamento culturale particolarmente lento. Forse sarebbe opportuno cominciare dalle università

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Massimo, hai centrato la mia idea. Con gli Indigeni Digitali, sto iniziando proprio dalle Università ;)

  • http://www.mirkobonadei.com Mirko Bonadei

    Ciao Fabio, ottimo articolo ed ottime idee.
    Ne parlavo per e-mail con una mia ex professoressa giusto giusto il mese scorso. Ora le mando il link a questo post.
    Bisogna avere spirito di cambiamento, ed in molti ambienti questo non c’è affatto. Tutte queste cose, rappresentano un numero infinito di “plus” ed un numero ridotto di “minus”. Bisogna iniziare a mostrarli a coloro che queste cose non ne masticano :)

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Grazie Mirko per la segnalazione alla tua Prof. Sempre disponibile a discuterne! :) Anzi, se ti serve supporto, ci sto.

  • http://lucacepollaro.com Luca

    Non lo so…. Non sono convinto. Stimolare la ricerca delle informazioni a scuola è importante. Ridurre tutto al possesso di un barcode per risalire a quello che cerchi, non mi sembra utile didatticamente.
    Poi per il CheckIn… una cosa è il badge un’altra è essere controllato “a 360°”. Siamo stati studenti tutti e questo non ci piace….
    Non bisogna farsi prendere dalla smania di “ottimizzare” tutto e di “checkin-care” tutti. Bisogna saper contestualizzare.
    Nelle università il discorso può cambiare, il barcode può avere un senso come d’altronde il checkin) ma questo è un discorso più ampio.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Luca sicuramente dire di avere tutto per settembre è una provocazione, ma nemmeno troppo. L’idea è quella di stimolare all’utilizzo di nuove tecnologie e fare innovazione anche nelle scuole, utilizzando sistemi e linguaggi comuni ai ragazzi e attuali. Poi, per quanto riguarda cosa e come, ovviamente, queste sono idee e non per forza sono quelle giuste. Sul discorso della stimolazione degli studenti attraverso sistemi di social game, io sono convinto che possa funzionare. Perchè no?

  • http://www.mirkobonadei.com Mirko Bonadei

    Grazie Fabio.
    Riprendendo quello che diceva Claudio su Twitter, anche noi avevamo sviluppato un sistema di controllo presenza e segnalazione via sms per le assenze dopo un certa ora.
    Si dovevano usare i codici a barre ma poi non se ne fece più nulla.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Mirko, non se ne è fatto più nulla nel senso che si è arenato e in attesa di qualche “autorizzazione” o proprio che non ha funzionato e quindi si è chiuso il progetto?

  • http://lucacepollaro.com Luca

    Perchè tu parli da appassionato… Devi pensare anche a chi diversamente da te non ragiona “senza interessi”.
    E’ sicuramente vero che “educare” i ragazzi all’utilizzo di nuove tecnologie può essere una cosa molto valida. Quanto è vero che l’utilizzo dei social game potrebbero aumentare la frammentazione (dal punto di vista collettivo) della nostra società, come è accaduto con i social network.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Luca, io non parlo da appassionato, semmai da sognatore ;) Comunque non capisco alcune cose:
      1) che significa ragionare senza interessi? Non mi è proprio chiaro
      2) “Frammentazione della società derivante dall’uso dei Social Network” ???? Che vuol dire? Se ho capito la tua obiezione, io sono dell’idea che i social network contrariamente a quanto si pensa comunemente, creino aggregazione e non frammentazione. Guarda per esempio le community o la relazione fra persone logisticamente lontane che possono condividere pareri, dubbi o idee e poi incontrarsi in qualche posto e relazionarsi come se si conoscessero da tempo.

  • http://lucacepollaro.com Luca

    Ragionare “senza interessi” come fai tu. Le cose che fai, le fai non per un interesse, diciamo economico, ma per un interesse “intellettuale”… perchè ti piace indipendentemente dal tuo tornaconto personale. Quindi il riferimento è a tutti quelli che approfittano di queste situazioni per poi trarre beneficio a discapito degli altri (il classico stai attento, valuta….)

    Frammentazione della società derivante dall’uso dei Social Network? Assolutamente si.
    Lo vedi dal fatto che se prima si condivideva un idea, un’informazione, un pensiero in un forum piuttosto che i una chat…. oggi lo stesso pensiero deve essere “necessariamente” condiviso in diversi “luoghi digitali”: facebook, twitter, friendfeed, buzz, etc. Come si può pensare di aggregare le persone quando si è costretti a “pubblicare” i propri pensieri in diverse forme e in diversi contesti. Qualche anno fa era la moda di facebook (prima ancora MySpace), poi è arrivato Twitter, domani ci sarà altro ancora…. così facendo “si perdono i pezzi per strada”. E chi resta? Restano solo quelle persone che riescono, vuoi per lavoro vuoi per passione, a reggere il passo di tutto questo.
    Quando si parla di aggregazione, lo si fa pensando a tutti. E quando dico tutti mi riferisco soprattutto a quegli “indigeni digitali” a te tanto cari. L’aggregazione si ottiene facilitando le persone ad “incontrarsi” e non rendendo il loro cammino più difficoltoso.

  • http://www.mirkobonadei.com Mirko Bonadei

    Fabio, eccomi qua con immenso ritardo. Comunque non se ne fece nulla per la scarsa serietà che i piani alti avevano messo nel progetto.
    Il codice c’era e funzionava, ma diciamo che mancava la voglia di cambiare e chi doveva ci credeva poco. Abbastanza demotivante, valse un 9 al gruppo che sviluppò se non sbaglio ma nulla di più.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Peccato. Quando vedo sfumare certe idee e certi progetti, … mi vien voglia di farne altri e altri ancora! :) Complimenti per il 9

  • http://alessandroprunesti.wordpress.com/ Alessandro Prunesti

    Ciao Fabio,

    l’idea di abbinare il QR code per i checkin a scuola, con tutti i problemi che ha la scuola in questi tempi, mi sembra troppo fantascientifico….anche perché ritengo che l’uso dei cellulari, almeno ancora per i prossimi anni, sia preferibile lasciarlo fuori dalle aule.

    La tua idea mi sembra applicabile molto più facilmente ai contesti accademici. E qui, oltre al checkin, penso alla possibilità di integrare le lezioni e le dispense con link a contenuti online, magari condivisibili in una piattaforma social creata ad hoc per gli studenti dei corsi, dove prof e ragazzi possano interagire (Moodle?)

    Quasi quasi provo a portare questa innovazione all’Università dove lavoro, per i corsi che faccio……

    Sei una fonte inesauribile di idee!

  • http://www.mpconsult.it Mario

    Ciao Fabio,
    per la mia attività professionale sto sperimentando l’uso dei QR Code. La cosa che mi interessa maggiormente sono le statistiche relative all’uso dei miei QR Code: cercando su internet ho trovato una piattaforma che si chiama QR Lab che fa proprio questo. Un mesetto fa parlavamo con uno dei titolari proprio della tua idea di integrare i testi scolastici con i QR code in modo da linkare approfondimenti, foto, video ecc. ecc. In questo modo i testi si sarebbero anche ridotti di dimensioni e di peso avendo stampato solo le cose veramente importanti. Le case editrici non sembrano molto inclini in quanto vedono in questo una ulteriore riduzione dei loro guadagni.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Ciao Mario.
      Prima di tutto piacere di conoscerti, benvenuto e grazie per esser passato sul mio blog. Sul discorso delle statistiche se vuoi, fammi sapere: ho sviluppato anche io un sistema di stat e monitoraggio, magari parliamone. Per quanto riguarda la tua osservazione relativa ai libri scolastici in fondo è quello che abbiamo sempre voluto tutti quando eravamo a scuola: libri più leggeri, quindi come non condividere! :)
      Infine, per il discorso case editrici, io non sono sicuro di questo, anzi. Ti posso portare il mio esempio: a settembre uscirà un mio libro con una casa editrice e noi abbiamo inserito un sia per il libro, sia per alcune sezioni, approfondimenti tramite QR code, e la casa editrice ha preso questa scelta proprio come una scelta innovativa. In teoria il codice QR potrebbe rimpiazzare il codice ISBN o diventarne contenitore. Grazie per l’intervento a presto.

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