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Come disabilitare e gestire la privacy con Facebook Places

by Fabio Lalli on 19 August 2010

Facebook Places è un sistema di geolocalizzazione, come tutti gli altri. A differenza degli altri è legato strettamente ad una marea di informazioni personali (come lo è anche Google con Latitude). In rete molti hanno già sparato un miliardo di sentenze su Privacy e riservatezza, ma secondo me, il problema è sempre lo stesso: se volete la vostra privacy, dovete gestirla e non lasciarla in balia dei sistemi. Quindi, informatevi e leggete, senza farvi prendere dal panico, dalla paura, o dal terrorismo psicologico fatto dagli altri media.

Qui, scatta subito la domanda: Come gestisco la mia privacy adesso che tutti possono sapere dove sono e cosa faccio?

Prima di tutto come dice giustamente anche Felter ci sono alcune cose da sapere del servizio Places:

  • quando inviate la vostra posizione su Places, se non avete configurato il vostro account, il messaggio apparirà sullo streaming (bacheca) di tutti i vostri contatti.
  • se non avete gestito correttamente le impostazioni del vostro account, così come avviene per le altre informazioni in facebook, tutti gli utenti nelle vicinanze (anche non vostri amici) sapranno dove sei in quel momento, e avranno accesso alle informazioni della tua posizione.
  • come succede nei tag durante la pubblicazione di foto o status update, anche nella geolocalizzazione i tuoi contatti possono collegarti ad una loro geolocalizzazione e risulterà come se ti fossi geolocalizzato tu.

Detto questo è importante gestire al meglio le proprie impostazioni, secondo quanto vogliamo sapere. Facendo riferimento ad un post su Lifehacker, vi riporto i passaggi da seguire per impostare le impostazioni in facebook:

  • Accedere in Facebook
  • Entrare nelle impostazioni dell’Account e andare in impostazioni sulla privacy
  • Selezionare Personalizza e poi Impostazioni Personalizzate
  • Accedere alla voce Luoghi in cui mi registro e selezionare il livello di sicurezza che vogliamo impostare
  • Selezionare o Deselezionare la voce successiva relativa all’inclusione nell’elenco delle persone in prossimità

Tendenzialmente questo è tutto. Per il resto vi consiglio di leggere le policy di privacy e la pagina dedicata alla spiegazione del funzionamento di Places.

Comunque, ricordatevi che non è il male Places: è solo necessario gestire con cura la propria privacy e comportarsi bene, secondo il galateo di Internet (netiquette).

[UPDATE - Altri link utili del 19/08/2010]

[UPDATE - Altri link utili del 20/08/2010]


    • Massimo

      se volete la vostra privacy, dovete gestirla e non lasciarla in balia dei sistemi.

      Eh no, scusa Fabio ma non sono d’accordo. Su 500M di utenti facebook buoni 450M sono turisti del PC e non capiscono un tubo di come si accede ai settaggi di privacy.
      Metti che qualcuno (come io con mia madre) li ha aiutati ad avere buone impostazioni, essi hanno il diritto di presumere che nulla cambi nel tempo, soprattutto se non sono neanche stati avvisati.

      E comunque abbiamo altro da fare che stare dietro ai settaggi della privacy…

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        Massimo sono d’accordo fino ad un certo punto.

        E’ vero che la comunicazione di Facebook non è così trasparente e facile da capire per tutti, soprattutto quando vengono modificare le opzioni e le funzionalità. Tieni in considerazione però che Facebook utilizza tutti i canali per comunicare: facebook, news, twitter, email e molto spesso sono gli utenti che non si informano e non leggono. Sul fatto che 450milioni non sanno nemmeno come si gestisce la privacy, su questo posso dirti… affari loro: è come se ti compri un cellulare e non sai che tariffe ti verranno applicate, o se compri il microonde e dentro ci metti un animale solo perchè non hai letto le istruzioni. Io sono dell’idea che troppi utenti utilizzano gli strumenti senza informarsi, e questa è una brutta abitudine. Anche mia madre usa FB e non legge gli avvisi, la sua fortuna, come per la tua, è che ci siamo noi che gli diamo qualche dritta.

        E comunque si, ci sono cose più importante che i settaggi della privacy :)

    • Massimo

      … ma pensa a quello che, ignaro, ha la moglie che tramite FB scopre che lui non è in ufficio bensì al mare… io prevedo che in America venga fuori una class action grossa come una casa, ai primi danni subìti. Magari agevolata dai competitor…

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        … ma pensa a quello che, ignaro, ha la moglie che tramite FB scopre che lui non è in ufficio bensì al mare…

        E anche in questo caso, non pensi siano affari dell’ignaro che se ne va al mare invece che in ufficio? Chi gli ha detto di usare FB senza informarsi? ;) Trasparenza e informazione credo che siano due parole molto importanti nell’epoca della convergenza delle informazioni :)

    • Pingback: Tweets that mention Come disabilitare e gestire la privacy con Facebook Places | Fabio Lalli -- Topsy.com

    • http://www.mirkobonadei.com Mirko Bonadei

      Totalmente d’accordo con Fabio e di conseguenza parzialmente d’accordo con Massimo che scrive cose verissime.
      Ma Facebook non obbliga gli utenti ad utilizzarlo e fornisce un servizio con specifico regolamento. Sta all’utente l’arduo compito di dover scegliere se utilizzare o meno il servizio. E se 450 M di utenti non leggono e non si informano è realmente un problema loro. Magari questo chiede mezz’ora di connessione del cervello, ma l’esempio del cellulare calza a pennello.

    • Maveryck

      Ciaoo a tutti volevo maggiori informazioni su questa voce sulla privacy:”Gli amici possono registrarmi nei luoghi che visito” l ho disattivata anchio ma volevo sapere la funzionalità trasmetteva solo geologicamente e geograficamente da quale postazione o paese e posto mi connettevo volevo maggiori dettagli x ki ha scoperto il dallo e la falla su questa impostazione

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        Ciao Maveryck. Non credo si tratti di falla o di bug, quanto di scelta. La disattivazione non permette ad altri di geotaggarti e in questo modo eviti che qualcuno possa distribuire una tua informazione ad altri. Sul blog di Felter stanno approfondendo molto questa tematica. Spero di esserti stato di aiuto, fammi sapere.

    • Massimo

      Chi gli ha detto di usare FB senza informarsi?

      E chi ha detto a FB che può divulgare più informazioni su di me senza consenso? Non mi risulta poi che FB abbia pubblicato un avviso in FB stesso, è un paradosso informarsi su un prodotto per canali esterni. Infine, se per usare un servizio devo sempre stare col c..o parato, allora arrivederci.

      Come se dovessi stare attento che la Coop non mi pubblichi i dati dei miei acquisti tracciati sulla tessera senza chiedermi consenso: chi mi avrebbe obbligato a comprare lì? Poi vengo a sapere su internet che la Coop fa così. Ti pare possibile che possa farlo prima di farmi ri-firmare un consenso di trattamento dei dati?

      Fatto sta che il marito dell’esempio di cui sopra avrebbe molte chances di vincere una causa, e questo la dice tutta su cosa è lecito. La questione è che FB invece di convincere milioni di utenti ad usare il servizio di localizzazione (come deve fare qualsiasi altro servizio che parte da zero come fece 4SQ) lo ha appioppato di default a 500M di utenti, così è utile e funzionale sin da subito.

      Quello che dite voi è far west informatico. Immaginate se Google decidesse di punto in bianco, senza avvertire, di pubblicare la storia delle vostre ricerche.
      Inutile parlare di netiquette se i servizi in sé sono subdoli ed inaffidabili. In questo far west della privacy chi non è ferrato preferisce restare fuori. Se FB non si rende conto che ci sono altri milioni di utenti che non lo usano per questi timori…

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        Massimo anche in questo caso sono parzialmente d’accordo :)
        L’errore di facebook è quello di attivare le funzioni in modalità opt-out e non opt-in , ma questa è una politica. Anche io non condivido l’attivazione dei servizi in questa modalità ma lo so, e mi adeguo.

        Sono d’accordo con te sul fatto che Facebook deve rendersi conto che così crea scontento (anche se fino ad oggi non ha avuto torto, e la mole degli utenti è crescente), però proprio per questo ritengo, come ho scritto anche nel post relativo a facebook, che sistemi come foursquare o altri non moriranno: io se voglio geolocalizzarmi, lo faccio su foursquare e se voglio lo condivido su facebook, altrimenti no.

    • Massimo

      L’errore di facebook è quello di attivare le funzioni in modalità opt-out e non opt-in, ma questa è una politica

      E’ una politica che va contro le regole della privacy. Difatti in Twitter ad esempio la scelta è opt-in, e selezionarla implica consapevolezza di cosa succede: così va bene.

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        Massimo, sei sicuro che non sia solo un fatto di etica? Io non sono riuscito a trovare nulla di ufficiale. Posso condividere che l’opt-out non sia eticamente corretto e che sia contro la privacy, ma non sono sicuro che sia “normativamente” regolato.

    • http://www.nowmedia.it Ric

      Come prima cosa complimenti per l’articolo. Ad ogni modo sono d’accordo con quello che dici: ” io se voglio geolocalizzarmi, lo faccio su foursquare e se voglio lo condivido su facebook, altrimenti no.” Foursquare o simili danno la possibilità di geolocalizzarsi e di poter condividere il check in su facebook o twitter. Quindi, fino a che le cose non saranno più chiare, credo sia preferibile disattivare Places e utilizzare, se lo si desidera, altri tool di check in. Cercherò di trattare l’argomento anche sul mio blog, http://www.nowmedia.it.

      Concudo dicendo che sono pienamente d’accordo anche con Massimo sul fatto che lanciare il servizio come opt-out può sembrare eticamente scorretto. Sarebbe stato consigliabile per un aggiornamento come questo un lancio in opt-in.

    • Massimo

      Fabio,
      chiaramente io non sono un avvocato. Però il fatto di distribuire PIU’ informazioni su di me senza il mio consenso esplicito mi puzza di illegale, e comunque sarebbe un precedente pericoloso. Magari sono parati nelle loro condizioni che non ho letto a fondo, ma il diritto di porre modifiche arbitrarie potrebbe cmq essere considerata una clausola vessatoria.

      Io penso che FB abbia fatto due conti: gli conviene di più lanciare bene la funzionalità e pagare delle fee che non spingere in promozione e rischiare il flop per mancanza di adesioni.

      • http://www.fabiolalli.it Fabius

        Si è possibile sia una decisione di questo tipo. Comunque secondo me l’errore più grande (strategico) sta nel fatto di aver attivato la funzionalità Places solo agli USA invece di attivarla a tutti. Google Wave da questo punto di vista ha insegnato molto e alla fine è andata come sappiamo.

    • Massimo

      … io credo (forse solo spero) che Waves non sia veramente morto definitivamente… ;-)

      il problema è sempre quello dell’adozione iniziale che va ben gestita, anch’io l’ho usato poco perché mancavano interlocutori, perché mancavano client adeguati e perché c’erano ancora troppi bachi e limiti.

      Ma la tecnologia era interessante e, se non riproposta tale e quale quando i tempi saranno maturi, penso che alcuni pezzi saranno ampiamente riutilizzati.

      Per tornare dentro dall’OT, penso invece che la strategia per l’adozione iniziale di FB sia molto diversa e sia abbastanza accorta. Gli USA sono forse l’unico mercato maturo per far partire un servizio lbs, mentre in Europa avrebbero rischiato di generare fastidiosi buzz di fallimento. Quando negli USA sarà un successo (ed avranno gestito le beghe legali in un solo paese) anche l’Europa sarà pronta a seguire.

      Google ha sbagliato ad aprire le porte agli utenti quando Waves era ancora in sviluppo, così che anche gli early adopters hanno avuto tempo di disamorarsi non trovandone utilità immediata – a causa di bachi e di mancanza di interlocutori, appunto.

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