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Pagare con un tweet: il sistema di pagamento sociale

by Fabio Lalli on 20 August 2010

Oggi casualmente mi sono imbattuto in un tweet, che mi ha portato al download di un PDF, un ebook gratuito.

Ho pagato questo ebook con un Tweet. Si qualcuno mi ha venduto un contenuto per un semplice tweet. Li per li sono rimasto indifferente, poi dopo averci ragionato un pò e aver letto il sito Pay with a Tweet – A social payment system, ho pensato che è un idea veramente geniale.

Oggi il valore del passaparola delle persone è spesso superiore al valore del denaro stesso che si ottiene dalla vendita di un prodotto/servizio.

Pagare con un Tweet è una modalità di pagamento sociale: le persone pagano con il valore della propria rete sociale e semplicemente ogni volta che qualcuno paga con un tweet, non fa altro che condividere e comunicare a tutti i propri follower, contatti o lettori informazioni sul prodotto che ha comprato. Eccezionale, quando semplice.

I campi di applicazione sono moltissimi. In linea di massima tutti coloro che oggi producono contenuti e che allo stesso tempo vogliono creare del buzz in rete per se stessi, per il loro personal brand, o per un prodotto o un servizio. Da chi fa musica e vuole vendere un mix o un brano per pubblicizzare per esempio, attraverso il Tweet, il prossimo spettacolo.

Il sito PayWithAtweet in effetti si rivolge a moltissime persone:

  • Giornalisti ed editori che vogliono vendere un proprio articolo per promuovere la rivista, giornale o promuovere un servizio a pagamento
  • Autori di libri che con un Tweet vogliono stimolare le vendite
  • Aziende e Brands che vogliono far girare il marchio creando Tweet virali
  • Creativi o programmatori che vogliono aumentare il grado di popolarità del proprio sito, facendo scaricare immagini, foto, loghi o porzioni di codice gratuitamente
  • Studenti, professionisti che vogliono condividere la propria tesi di laurea, uno studio, o una prosentazione (slideshare o le infografiche di oggi) per aumentare la tua popolarità nel proprio campo
  • Sviluppatori di applicazioni per Ipad, iphone e Android che vogliono rilasciare la propria applicazione gratuitamente ma vogliono pubblicizzare la versione a pagamento

La condivisione può avvenire attraverso diversi sistemi, da Twitter a Facebook. Insomma, sembra sia nata la valuta per chi vuole produrre e condividere gratuitamente contenuti in rete, scambiando tutto per un Tweet.

Nel frattempo molti di voi comincieranno a vedere Tweet tipo: “This Book helps you to move into the Digital era of awesomeness. Download it for free: http://www.ohmygodwhathappened.com“. Perfetto, è quello che ho scaricato anche io ;)

UPDATE

Aggiungo una simpatica citazione di un tweet di Giuseppe Lanzi, della serie:

“Chi siete? Da dove venite? Si ma quanti siete? Un twittino!

Enjoy, e buono sharing!

  • Pingback: Tweets that mention Pagare con un tweet: il sistema di pagamento sociale | Fabio Lalli -- Topsy.com

  • http://www.andreavascellari.com Andrea Vascellari

    Hmmm…hehhh yes buona idea davvero. Semplice, facile e veloce. Appena slavata nella mia TO DO list ;) Thanks for sharing!

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Grazie per la visita. E’ un vero piacere trovare un tuo commento Andrea ;)

  • http://www.mamma.am Carlo Gubitosa

    Rimane il dubbio: in che modo questo sistema genera revenues per l’autore del libro? A me sembra che sia solo in grado di garantire una vasta diffusione.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Ciao Carlo, prima di tutto benvenuto. Si il sistema non ha un modello di revenues dirette, è basato tutto sul concetto di diffondere di più per generare revenues indirette. Come ho scritto nel post ogni tipologia di prodotto/servizio potrebbe esser gestito con un Tweet mirato, per esempio per un libro potresti far scaricare la versione del libro quasi completa in pdf e poi far comprare la versione eBook, o anche far scaricare la versione completa di un libro vecchio per pubblicizzarne uno nuovo. Insomma non ha un ritorno diretto in termini di revenue, è evidente, ma secondo me ha delle grandi potenzialità

  • Massimo

    L’idea è davvero efficace, se pensiamo che i tweet degli amici si leggono molto più attentamente degli ad di Google e di Facebook…

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      @Massimo è vero ;)

  • Otello Martini

    Personalmente sono interessanto – e ci metto mi piace – ma a parte il passaparola (tipo catena di Sant Antonio) non riesco a vedere (e a comprendere) tutto questo entusiasmo!

    Un progetto ce l’ho anch’io, per fare gruppo e per migliorare la società (mentre al contempo, miglioriamo il potere d’acquisto dei meno abbienti) ma bisognerebbe parlarne a voce e con persone ben disposte a realizzare, una spece di “tutti per uno e uno per tutti”!

  • http://Www.giuseppelanzi.org Giuseppe Lanzi

    Ribadisco che è un bel pezzo – grazie per la citazione – ed un sistema di “pagamento” interessante! Certo, l’obiezione di Carlo è sensata però credo che non vada posta in termini economici la questione: in pratica uno con il twittino si fa conoscere (e non è poco!) e questo già apre delle nuove possibilità…. Una sorta di assaggio prima dell’acquisto…. Di questi tempi anche solo fare sapere di esistere non è poco no?

  • http://www.banca20.it Roberto Grossi

    Fabio,
    come ha scritto qualcuno (vedi i commenti a http://paymentsviews.com/2010/06/24/pay-with-a-tweet-a-social-payment-system/
    forse il nome piu’ appropriato sarebbe “Pay via Spam” :-)
    Il confine tra informazione e spam su twitter è sempre molto labile …

    Roberto

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Ciao Roberto. Grazie per la segnalazione. Sono d’accordo sul fatto che il confine tra spam e informazione sia veramente borderline, ma dipende sempre dal tipo di utilizzo che se ne fa. Se io ho scritto un documento, delle slide e un ebook, e decido di condividerlo gratuitamente in rete in cambio di un tweet perchè dovrebbe diventare spam? Questo soprattutto se il messaggio che viene tweetato è personalizzabile dall’utente. No? L’unica cosa “stonata” relativa al nome del servizio è legata, secondo me, al concetto di pay che a primo impatto non è proprio chiaro.

  • Massimo

    Trovo che le idee sulla privacy siano in generale un po’ confuse, dall’idea che sia giusto dover tenere costantemente sotto controllo le condizioni dei servizi che si usano – e che i provider, in virtù della loro gratuità, possano giocare quasi come vogliono coi nostri dati -, allo scambiare informazioni in poll per spam.

    Lo spam è qualcosa che ti arriva senza consenso e che non riesci a far smettere. Su Twitter si segue qualcuno volontariamente e si può smettere in ogni momento.

    IMHO sarà chi emette tweet non interessanti a rischiare l’un-follow dei suoi seguaci e ad aver interesse a tarare i propri “spam”.

    Just my 2 cents

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Perfettamente allineato. Quoto Massimo. Tnx come al solito

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