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La politica che vorrei

by Fabio Lalli on 26 August 2010

Oggi ho ricevuto una mail da un amico che mi ha invitato a leggere la lettera aperta che ha scritto al partito, con lo scopo di discuterne, criticarla, magari integrarla e condividerla in rete. Di solito non mi piace scrivere di politica, fantapolitica, destra o sinistra. Ci sono argomenti che secondo me, malgrado siano borderline tra politica e cultura è giusto condividere e affrontare. Indipendentemente dallo schieramento politico.

Leggere il post mi ha fatto riflettere su alcuni temi, e sulla politica che vorrei.

Un sistema senza trasparenza non può costruire fiducia perché favorisce i furbi e costringe gli onesti in uno stato di illegalità latente; la trasparenza, al contrario, promuove la responsabilità e il merito. Nell’epoca della cultura digitale essere trasparenti significa adottare il modello dell’open government.

Lo Stato del ventunesimo secolo deve puntare alla co-produzione dei servizi pubblici, riconoscendo che i cittadini hanno competenze da mettere in campo e rappresentano delle risorse da coinvolgere. Gli individui, le famiglie, i vicinati, le comunità locali rappresentano il sistema operativo sul quale funzionano i servizi assicurati dalle pubbliche amministrazioni. Quando queste ultime operano in contrasto con i primi i risultati sono performance scadenti, un basso livello di fiducia, una scarsa volontà di partecipazione. Il riferimento al computer non è casuale perché il tipo di tecnologia che viene sviluppata e che si diffonde in una società ne plasma in modo decisivo la struttura materiale e la politica non può continuare a ignorare la cultura digitale, che sottolinea valori come la responsabilità, la collaborazione, l’innovazione e la libertà.

Nella politica attuale i cittadini hanno veramente poca influenza sulle decisioni prese nel loro nome dai rappresentanti eletti durante il lungo periodo del mandato.

Oggi, secondo me, è necessario creare dei canali di comunicazione e dei luoghi di aggregazione aggregazione, virtuali e reali, in cui il cittadino possa partecipare attivamente alle scelte, cancellando quel confine e quella distanza che si crea tra l’elettore e l’eletto: luoghi di deliberazione pubblica che, oltre al valore dato dalla condivisione della conoscenza e delle esperienze, diano la possibilità ai partecipanti di accrescere il proprio senso civico e il proprio senso di responsabilità verso ciò che è collettivo.

La partecipazione genera un maggior coinvolgimento, un maggior grado di informazione e trasparenza, la fiducia nelle informazioni condivise, un senso di responsabilità e lo sviluppo di momenti di riflessione partecipativa. Essere “costretti” a confrontarsi in pubblico, attenua tramite il pudore la ricerca dell’interesse personale, a vantaggio di comportamenti finalizzati al bene generale.

La politica che vorrei è fatta dei valori condivisi dal popolo della rete e che si trovano nei principi della Cultura Digitale: trasparenza, etica, fiducia, responsabilità, partecipazione e coinvolgimento.

Vi invito a leggere anche il post di Nicola.

  • emanuela de vita

    come ho scritto sulla bacheca dell’amico Giuseppe Lenzi
    lo penso da tanto tempo che ogni scelta dovrebbe essere condivisa ed approvata dai cittadini che hanno votato il proprio rappresentante, partendo dagli Enti locali come Comune etc,passando per Provincia e Regione mediante strumenti digitali o semplici luoghi di aggregazione così da potersi esprimere sull’approvazione o non approvazione di un determinato progetto,prendendo il considerazione anche suggerimenti di intuizioni brillanti per estendere il progetto o fare eventuali variazioni o abrogazioni.Questo vale anche per le preferenze parlamentari, eleggere una persona non vuol dire dar Lui dico lui perchè siamo lontani ancora dal dire dar Lei,pieno potere onnivoro per ogni scelta, ma solo preferire e sperare nella sua professionalità , etica e competenza sociale, con le stesse possibilità di interazione di cui sopra da parte degli elettori, questa sarebbe una vera democrazia, dopotutto il potere sovrano del popolo è contemplato nella costituzione peccato che pochi lo sanno.Anche per il sistema carcerario ho pensato ad un nuovo progetto…ma di questo ne parleremo in seguito…

  • Massimo

    Incredibile la sincronicità di questo post con alcuni pensieri che mi hanno attraversato nei giorni scorsi.

    Io credo che sarebbe molto utile (direi, necessario) un luogo telematico ove istituzioni e cittadini si possano incontrare. Non certo, come si potrebbe pensare, per poter scaricare le proprie rimostranze ai politici – cosa che creerebbe solamente un ulteriore aggregatore di luoghi comuni. Ma anche per dar modo ai politici stessi di fornire un’interpretazione adeguata dei motivi di una scelta. Spesso i politici devono compiere scelte “elettorali” perché non c’è modo di spiegare scelte impopolari, per di più filtrate da stampa pronta a deformare per far notizia, e quindi non conviene farle.

    Recentemente, dicevo, stavo riflettendo sul concetto di _democrazia continua_, un sistema di misurazione del consenso real-time che, se non può essere certamente usato per elezioni vere e proprie, almeno può essere considerato un sondaggio trasparente e non manipolabile. Unito a luoghi di discussione e commenti, con il feedback delle critiche, il politico può dare luce sugli obiettivi reali del proprio operato, e nuove soluzioni possono essere trovate integrando le competenze di tutti.
    Perché, è chiaro, per fare il politico (anche se ci piace pensare che siano solo cialtroni senza qualità che ci rubano il pane) ci vogliono spiccate qualità di comunicazione e di sintesi “orizzontale” multi-contesto che noi “popolo” non abbiamo (altrimenti saremmo lì, a combattere per le nostre stupende idee anziché lamentarci); e tuttavia, quelle qualità sono quasi necessariamente associate a una mancanza di specificità tecnica sugli argomenti che pure si devono gestire.

    Ecco allora il pre-parlamento online ove si riconoscono le esigenze popolari e si raffinano le leggi collettivamente ed efficientemente prima di proporle in parlamento con un grado di gradimento popolare già comprovato… un sito da milioni di hit.

    Se qualcuno vuole “rubare” l’idea lo faccia… ;)

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