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Infografiche, tra moda e utilità

by Fabio Lalli on 30 August 2010

Questa mattina ho letto il post relativo alle infografiche sul blog di Paolo Ratto, che leggo ormai da qualche giorno. Bei post, sintetici e precisi.

Riprendo il discorso relativo alle infografiche per poi rispondere alle domande che si pone Paolo: “Cosa ne pensate dell’utilizzo delle infografiche? Le ritenete utili per la comprensione di un fenomeno, o superflue? Le utilizzate nelle vostre pubblicazioni?

Bene, prima di tutto inquadriamo l’argomento: cosa sono le Infografiche. Wikipedia definisce le infografiche in questo modo:

(…) graphic visual representations of information, data or knowledge. These graphics present complex information quickly and clearly, such as in signs, maps, journalism, technical writing, and education. With an information graphic, computer scientists, mathematicians, and statisticians develop and communicate concepts using a single symbol to process information ()

Un infografica non è altro che una rappresentazione di dati ed informazioni in formato grafico, con un layout che privilegia l’estetica per far risaltare alcune informazioni importanti. Le infografiche non sono un tema così moderno come si potrebbe pensare, anzi tutt’altro. Le prime infografiche sono riconducibili alla preistoria, poi successivamente alle prime cartografie e agli sviluppi successivi della toponomastica, dell’astronomia e dell’astrologia.

Oggi le infografiche sono il pane quotidiano degli Information Designers e l’utilizzo è diffusissimo dal web ai giornali, dalle riviste e pubblicazioni di statistica a libri di testo, fino al frequente utilizzo da parte di matematici, informatici e persone del marketing. La comunicatività di queste rappresentazioni, la semplicità di distribuzione e il design semplifica notevolmente i processi di comunicazione di informazioni astratte o meno.

La disponibilità dei dati in rete ha dato inoltre vita ad una nuova forma di comunicazione:  l’infografica animata. I dati messi a disposizioni da testate giornalistiche, siti specializzati, società di ricerche di mercato, ha portato molti grafici e designer dell’informazione a pubblicare in rete una mole crescente di grafici animati integrando attraverso l’utilizzo di standard come l’HTML5 o il Flash, da così vita a grafici interattivi e consultabili.

Nel blog Information is beautiful di David McCandless, architetto dell’informazione che raccoglie esempi interessanti di utilizzo della componente visiva per migliorare la comprensione e la memorizzazione dei messaggi, emerge in modo evidente  l’utilità e l’importanza delle immagini ed il valore delle infografiche per raccontare un fenomeno in maniera molto sintetica e mirata, che io condivido pienamente. L’utente che si trova davanti ad una serie di numeri e dati graficamente coordinati ed impostati, secondo me è  favorito nella lettura, nella comprensione e nella memorizzazione e soprattutto viene stimolato all’approfondimento.

Però, c’è un però e un grosso Mah!

Qualche giorno fa ho scritto un tweet “Continuo a non capire l’utilità della condivisione di infografiche non commentate. I numeri vanno letti e commentati, no? #infographic“.

Sì, a cosa servono? Perchè stanno proliferando in questo modo, a volte, inutilmente?

Le infografiche, a mio avviso, stanno diventando una moda, purtroppo: la moda di chi condivide l’infografica più bella e più fashion, quella più cool e quella che parla del tema più caldo in quel momento, solo per esser retwittato. Poi c’è chi addirittura le mette così, as is, sul proprio blog, senza commentarle, come per dire “Toh, guarda che numeri e che stile! Ma mi raccomando, …commentateli da solo…

Quindi, rispondendo a Paolo, con il quale mi trovo d’accordo sull’utilità e sul tipo di utilizzo delle infografiche, posso dire che trovo completamente inutile chi condivide dati aggregati e informazioni senza dirci cosa ne pensa e perchè, ma solo per il gusto di fare un pò di traffico e perchè no, fare attività di marketing per il proprio (personal) brand. Dopotutto, se ho bisogno di un quadro da commentare, magari me ne vado al museo, no?

Secondo me le infografiche sono sicuramente uno strumento efficace e con un forte impatto sulla comunicazione, sono un integrazione ad un contenuto e una modalità diversa di vedere i dati, ma soprattutto sono utili e generano dibattito, se commentate e approfondite.

  • http://www.lissimattia.com mattial

    I numeri vanno letti e commentati, no? Certo che SI, hai pienamente ragione. Io ad esempio utilizzo molto gli infographic ma cerco sempre di estrapolare qualche considerazione personale..

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Mattia, grazie per il commento :)

  • Pingback: Tweets that mention Infografiche, tra moda e utilità | Fabio Lalli -- Topsy.com

  • http://giulianoiacobelli.com Giuliano

    Concordo pienamente, le infografiche sono decisamente un trend nel settore dell’informazione e purtroppo questo sta portando all’industrializzazione di questo prodotto che ha due effetti principali:

    1) quello che hai sottolineato te, ovvero numerosi blogger che condividono l’informazione senza uno straccio di commento semplicemente per aumentare il traffico e ottenere qualche RT. (Io personalmente le adoro e sono il primo a pubblicarle se le trovo ben fatte ed interessanti)

    2) la creazione massiccia di infografiche che in alcuni casi sono fin troppo “info” e molto poco “grafiche”, facendogli perdere il loro punto di forza principale.

    Le infografiche sono uno strumento fantastico, ma vanno usate responsabilmente ;)

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Giuliano, forse più che responsabilmente direi in modo strutturato. Linkarle da un tweet ok, è una segnalazione dopo tutto e può esser utile. Pubblicarle invece sul proprio blog (spesso senza link alla fonte) è poco utile veramente e direi anche un pò scorretto. :)

  • http://www.nowmedia.it Ric

    D’accordo. Completamente d’accordo.

    Tuttavia, credo che sia utile anche proporre un’infografica semplicemente per dare accesso a determinate informazioni in un formato più creativo e piacevole; talvolta i commenti possono essere anche superflui.

    E’ giusto piuttosto riassumere sempre i dati dell’infografica, e dare comunque un concetto chiave che racchiuda l’essenza dell’immagine in poche parole.

    Complimenti per i tuoi post! Sempre interessanti!

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Ciao Ric, benvenuto e grazie per i complimenti. Beh si come dicevo a Giuliano segnalare per informare ok, ma pubblicare sul proprio sito un infografica, non mettendo commenti e senza due righe per dire perché quella grafica è utile edinteressante, che senso ha? Giusto invece dare feedback e dati come dici tu.

  • http://paoloratto.blogspot.com/ Paolo Ratto

    Ciao Fabio,

    grazie per aver risposto alla mia domanda, in modo assolutamente completo, sollevando peraltro dei dubbi che condivido pienamente.
    L’utilità delle infografiche non si discute: proprio per una questione di impatto e di sintesi dell’informazione si dimostrano davvero efficaci per accompagnare il lettore nella comprensione di un fenomeno in breve tempo.
    Io per esempio ne propongo molte, soprattutto perchè per me sono fonti (inutile negarlo!) di numeri, dati, statistiche, da cui si può partire per effettuare degli approfondimenti.
    Mi sembra anche molto più tangibile per il lettore partire da qualcosa di concreto per poi “elevarsi” a discussioni più profonde.

    Pertanto è importante a mio avviso commentarle e… (ancora meglio) stimolare un dibattito (come in questo caso!).
    Dunque, che la conversazione continui…

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Ciao Paolo, grazie a te. Condivido tutto, che la conversazione continui :)

  • http://www.nowmedia.it Ric

    Infatti postare un infografica senza aggiungere niente ha poco senso, ancora meno se non si linka alla fonte. Tuttavia, è possibile che la vera e propria discussione molte volte si crei anche al link della fonte.

  • http://www.tommasosorchiotti.com Tommaso Sorchiotti

    Sposo in pieno la tesi. Troppe infografiche e poco approfondimento non lasciano veramente un valore, se non quello del primo approccio e del fascino grafico.

    Non vorrei che fosse non tanto una moda, ma una modalità di comunicazione che prende piede in Rete, dove l’approfondimento richiede tempo e siamo distratti da millemila atività contemporanee.

    L’infografica deve rimanere come sintesi, non come sostanza.

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      Tommaso, condivido. Benvenuto sul mio blog ;)

  • Pingback: Infografica, cosa e perché ~ Tiragraffi

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  • http://twitter.com/dariopagnoni Dario Pagnoni

    Bel post, che condivido in gran parte.

    Per aggiungere un elemento di riflessione vorrei segnalare che anche un giornale importante come il Sole 24 ORE ha scelto di dare spazio alle infografiche come strumento prezioso per comunicare efficacemente i dati, attraverso la pubblicazione sull’OpenDataBLOG (http://opendatablog.ilsole24ore.com) – blog creato appunto per valorizzare l’enorme mole di dati che il Sole si trova ad interpretare e discutere ogni giorno nei suoi articoli.In questo caso le infografiche sono pubblicate senza un commento nell’immediato, ma sempre collegate ad un articolo che esprime considerazioni ed opinioni, fornendo spunti al dibattito.

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