NFC: l’ingresso di Apple può fare la differenza

Da un po’ di tempo sto approfondendo molto le tematiche legate all’NFC (Near-Field Communication), ai pagamenti di prossimità e alle varie implementazioni possibili grazie a questa tecnologia.

Per iniziare i miei primi test ed i primi sviluppi mi sono preso un Samsung (uno dei vari smartphone attualmente disponibili sul mercato e pronti per l’NFC) e mi sono fatto arrivare dalla Cina degli oggetti per completare il cerchio (braccialetti, adesivi e portachiavi con NFC). I primi esperimenti sono stati veramente divertenti e le applicazioni possibili sono veramente tante, sia in ambito payments che sia in ambito marketing più in generale.

Ultimamente sia su Facebook che su Twitter mi sono trovato a scambiare opinioni sulle possibilità, sulle evoluzioni e sulle criticità che ci sono oggi per far sì che questo tipo di tecnologia entri realmente nella vita di tutti i giorni delle persone. Le criticità per lo sviluppo dell’NFC che sono sempre emerse sono praticamente riassumibili in 3 punti:

  1. Diffusione dei sistemi di pagamento POS con tecnologia contactless nei punti vendita
  2. Diffusione dei dispositivi mobili con NFC
  3. Cultura e predisposizione delle persone

Il primo punto è legato strettamente ai commercianti e agli esercenti, nonchè alle banche che dovrebbero sostituire gli attuali POS con altri adatti e predisposti per NFC. Finchè il mercato però non sarà ricettivo, dubito che le banche o gli esercenti facciano pressione per accelerare la sostituzione e facciano un investimento importante per la sostituzione di tutti i POS, come hanno già fatto per il passaggio delle carte da banda magnetica a chip.

Il secondo punto dipende dalla diffusione sul mercato di dispositivi smartphone con tale tecnologia e quindi dai produttori e dal loro investimento. Attualmente Samsung si è mossa molto bene soprattutto con il Samsung Galaxy S3 le cui vendite sono state altissime.

Il terzo punto è quello paradossalmente più complesso perchè prevede sia un cambio di approccio (si passa dall’utilizzo della carta e del contante all’utilizzo del telefono) sia di adozione (gli utenti devono cambiare il loro dispositivo e imparare ad utilizzare applicazioni e tecnologia). E come in ogni cambiamento che si rispetti, ci sarà chi vedrà solo il lato negativo in questa tecnologia.

In Italia, come in molti altri paesi del mondo (a parte quelli un pelino più avanti come la Cina per esempio…) ci sono progetti in via di sviluppo e test: da noi le banche, ad esempio Intesa San Paolo in collaborazione con Mastercard e Samsung nel progetto Move and Pay - che se non erro ha iniziato per prima – , hanno avviato dei progetti di ricerca, sviluppo ed integrazione nei sistemi di pagamento e hanno iniziato a sviluppare progetti e soluzioni NFC. Ma non solo le banche si stanno muovendo, cominciano ad esserci molti progetti e startup che muovono i primi passi in questa direzione.

Alcuni report e alcuni dati on line riportano che l’NFC avrà il suo vero sviluppo in Italia a partire dal 2015. Ma siamo veramente così lontani? In effetti non è facile superare le tre barriere di cui ho accennato, fatto salvo una iniezione nel mercato.

La notizia dell’integrazione dell’NFC nel prossimo iPhone, confermata da alcune caratteristiche dell’iOS beta uscito da poco, mi fa però ben pensare. Ed ecco il motivo del titolo di questo post.

A mio avviso il lancio del nuovo iPhone5 e la modalità con la quale la Apple spinge i cambiamenti di mercato, può generare un’accelerazione tale da aumentare la diffusione dei dispositivi e portare la tencologia alla conoscenza degli utenti finali anche attraverso lo sviluppo di applicazioni dell’ecosistema dei developer.

Ma non solo: l’arrivo di Apple renderebbe l’NFC non più una tecnologia di cui parlare e di cui si è sentito dire, ma in una tecnologia concreta, a portata di mano. I negozianti, vedendo gli utenti con dispositivi abilitati,  avranno una motivazione in più per spingere al cambiamento dei sistemi di pagamento nei loro punto vendita.

A mio avviso, Apple è l’unico brand in grado di poter modificare lo stato di “lentezza” di crescita ed accelerare l’adozione dell’NFC per i pagamenti. Così come fece con i tablet e con i pagamenti da mobile (iTunes, App, Libri…).

Apple ha centinaia di milioni di utenti che già oggi hanno un conto con Apple e che utilizzano la carta di credito memorizzata sul telefono per acquistare beni: il potere degli utenti abituati all’acquisto da mobile, abbinato alla spinta della vendita dell’iPhone 5 potrebbe fare veramente la differenza.

L’NFC potrebbe così avere la possibilità di raggiungere una massa critica, tutto in un colpo, e Apple si troverebbe in una posizione incredibilmente forte nel mercato competitivo e crescente dei pagamenti da mobile.

 

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Addio Steve, ingegnere dei nostri sogni

Vi riporto il testo dell’articolo di Beppe Severgnini pubblicato sul Corriere di oggi. Tra i tanti articoli, post e tweet letti oggi, questo è quello che mi ha colpito di più ed è riuscito ad emozionarmi.

Arrivederci Steve Jobs, ingegnere dei sogni, genio di senso pratico, uomo non facile specializzato in cose facilissime da usare. Non ti hanno assegnato il premio Nobel: troppo difficile collocarti in una categoria. Qualcuno ha scritto che non ci hai lasciato, ti sei soltanto trasferito sulle nuvole «a settare il nuovo iCloud». Sono le consolazioni poetiche del lutto, il modo in cui chi resta s’inventa fili con chi va. Come se certi morti fossero aquiloni, cui non vogliamo assolutamente rinunciare. Steve Jobs è nostro: proprietà collettiva. Appartiene a chi ha scelto da molti anni i suoi prodotti, intuendone la genialità; a chi s’è innamorato di un iPhone o di un iPad solo recentemente, riconoscendo le icone del nuovo secolo; a chi ha lavorato con lui o per lui o contro di lui; a chi scrive questo saluto nella sera lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, MacBook Air sulle ginocchia. Tredici etti di metallo e intelligenza che mi tengono compagnia nel mondo. Il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California: Powerbook 140, il mio veicolo grigio verso un’Internet ancora in bianco e nero.

Il primo computer è stato un Macintosh SE (1987), solido e cubico: ci ho scritto il primo libro. Gli amici chiedevano «Ma è compatibile?», e io rispondevo: con me di sicuro, con Microsoft non m’importa. Ricordi personali, certo. Ma il saluto del mondo, oggi, è la somma di un miliardo di ricordi, tanti sussurri che diventano un tuono riconoscente. Servizi e strumenti non alla portata di tutti? Certo. Ma alla portata di tanta gente, sempre di più. Prodotti costosi? Forse. Ma prodotti unici. Egoismo, piattaforme chiuse? Però con iTunes la musica è rinata, e App Store è il mercato dei sogni a 0,79 €.

Steve Jobs, puoi andartene orgoglioso. Hai cambiato il mondo che hai trovato, e questa è una buona maniera di vivere, per tutti. Hai dimostrato come le industrie possano migliorare la vita della gente; ed è giusto che vengano premiate dai fatturati, quando ci riescono. In trent’anni di mestiere non ti ho mai incontrato di persona, a differenza di altri americani celebri. Non ho mai partecipato ai riti di Cupertino, non ho mai assistito dal vivo alle tue splendide presentazioni egocentriche. Non ho mai acquistato un’azione Apple, anche se sono sempre stato convinto – fin da subito – del prodotto e del progetto. In fondo, non mi dispiace. Steve Jobs e Apple non saranno per me un modo per far soldi ma un modo per spenderne: bene così. Resteranno un’idea un po’ fiabesca.

La mela morsicata, come sai, è un classico delle favole. Stay hungry, stay foolish, hai lasciato detto ai ragazzi americani, quando già sapevi della malattia. Restate affamati, restate folli. In tanti – non solo ragazzi, non solo in America – oggi vorrebbero dirti semplicemente: stay, Steve. Resta.
Stay,
Just a little bit longer
We want to play
Just a little bit longer
Ma ormai è tardi, neppure Jackson Browne riuscirebbe a trattenerti. Sei partito per un posto che nessuno conosce. Se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giù: sarà celestiale.

Di Beppe Severgnini da Corriere del 07.10.2011

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La Apple smartPhonizza il Mac e decreta l’inizio della fine dei lettori DVD

Come aveva già anticipato meno di un mese fa, la Apple oggi ha confermato l’apertura del Mac App Store, praticamente un nuovo servizio simile all’App Store per iPhone, iPod e iPad e che permette così agli utenti di acquistare e scaricare le apps per il proprio mac. Per poter utilizzare il nuovo store è necessaria l’installazione dell’ultimo aggiornamento rilasciato per Leopard versione 10.6.6.

L’accesso allo store è semplice e può esser effettuato (per gli utenti di iTunes) utilizzando lo stesso account Apple. Una volta entrati nello store ci si accorge subito che la modalità di vendita del software e l’interfaccia proposta all’utente, è uguale allo store di iTunes: ricerche veloci, software classificati in categorie semplici ed intuitive, scheda del prodotto, tasto per procedere all’acquisto (free o a pagamento), aggiornamenti del software. I vantaggi per l’utente, così a primo impatto sono:

  1. possibilità di poter acquistare software quando serve, in modo sicuro, senza preoccuparsi dell’attendibilità del sito e dello sviluppatore
  2. possibilità di acquistare con un solo metodo di pagamento, integrato e certificato
  3. superamento del concetto di installazione da CD/DVD
  4. aggiornamenti centralizzati per tutti i software installati

Insomma, gli stessi vantaggi che si percepiscono utilizzando un iPhone o un iPad. E’ come dire che la Apple stia smartphonizzando il mac!

Anche se il concetto di store del software non è nuovo al mercato e agli utenti e più aziende hanno già provato a lanciarne uno, secondo me il Mac Store avrà un impatto diverso. Personalmente ho sempre riconosciuto alla Apple la bravura di saper scegliere il tempo di uscita, la modalità e la strategia di prodotto al “momento giusto”, così come ha fatto per esempio anche con l’iPad.

Dal mio punto di vista infatti questo è il momento giusto proprio perchè dopo l’esplosione del mercato degli smartphone e conseguentemente alla crescita dell’abitudine all’acquisto di apps e musica, gli utenti saranno più propensi ad acquistare anche software, nella stessa modalità. Poco, subito e ovunque, senza dover andare al negozio a prendere un CD/DVD per esempio.

Ritengo inoltre che sia anche la modalità giusta, perchè sta uscendo con una piattaforma che utilizza un modello già funzionante, lo store: tutti comprano con una sola piattaforma di acquisto, da un solo punto, un account. Il mercato è spinto dagli sviluppatori e dalle aziende che producono software per quel “sistema”.

La strategia di prodotto è infine assolutamente puntuale: il Macbook Air è stato inserito sul mercato un attimo prima dell’uscita dello store. Questo modello di Mac per chi no lo sapesse, è un prodotto sul quale non è presente un lettore di CD/DVD, e soprattutto, a differenza della campagna pubblicitaria della precedente versione, da nessuna parte si vede mai un lettore esterno su USB. E’ un pò come voler far dimenticare qualcosa che non serve più. Vi ricordate il Floppy Disk per esempio? Quando la Apple decise di toglierlo dai suoi Mac molti degli utenti pensarono che fosse un errore strategico, eppure, non è stato così.

Insomma questa che per molti (come si legge già in rete) non è una novità o per qualcuno è l’ennesimo modo di Apple di attirare a se l’utenza e stringere ancora di più la maglia intorno al DRM, dal mio punto di vista il Mac Store sarà l’inizio di un’ennesima rivoluzione che avrà l’effetto di iniziare la dismissione dei cd/dvd, l’utilizzo del cloud e una modalità diversa di distribuzione del software.

Il prossimo passaggio sarà l’apertura di un apps store per la Apple TV e la vendita di Apps per l’home entertainment: tutto avverrrà nel momento in cui la Apple deciderà di chiudere il mercato dei PC casalinghi… ;)

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Instagram: una semplice app che genera dipendenza emotiva

Da qualche giorno sono tornato in possesso di un appleFonino: l’iphone4. Questo mi ha permesso di mettere da parte (finalmente) il Blackberry che avevo da Aprile e ricominciare ad utilizzare varie app divertenti che su iPad non potevo sfruttare al massimo.

Chi mi segue su Twitter, Facebook o altri social, avrà notato che da qualche giorno condivido foto scattate in qualunque posto e a qualsiasi cosa o persona. Le foto hanno la caratteristica di sembrare foto d’epoca, anticate e simili al formato delle polaroid. Emozionali, aggiungerei.

L’applicazione che sto utilizzando e che ha catturato completamente la mia attenzione tanto da generare in me “dipendenza da foto” – e credo di non esser l’unico: lucasartoni, yoriah, bastetinthesky … – si chiama Instagram (Download gratis). Si tratta di una piccola semplice app che permette di scattare foto, invecchiarle con alcuni effetti (10) , condividerle, cross-postarle e geolocalizzarle su diversi social (Facebook, Twitter, Flickr, Foursquare e Tumblr). La particolarità inoltre è la funzione di following dei propri amici e soprattutto la possibilità di poter ricevere notifiche sulla pubblicazione di foto, commenti e like in modalità push, un pò come avviene su Twitter, solo che al posto di 140 caratteri c’è una foto.

Qualcuno potrebbe dire, “E cosa c’è di nuovo?” In effetti praticamente nulla, se non la semplicità di utilizzo, caratteristica principale del sistema.

Sul sito ufficiale, il team di Instagram descrivere l’applicazione come un “divertente e bizzarro modo di condividere la tua vita con gli amici attraverso una serie di immagini. Scatta una foto, quindi scegliere un filtro per trasformare il look and feel del tiro in una memoria per tenere in giro per sempre.

Instagram è un applicazione sviluppata dallo stesso team stava sviluppando Burbn, un servizio iniziato da Kevin Systrom in HTML5 che permette di effettuare check-in su Foursquare e cresciuto grazie all’investimento di 500.000 dollari in finanziamenti da Ventures Baseline e Andreessen Horowitz all’inizio di quest’anno. Burbn però non è mai stato lanciato ufficialmente poichè il team ha deciso di focalizzarsi su Instagram, individuando in questa un vero potenziale da sfruttare grazie alla popolarità di Flickr, l’utilizzo di Facebook, l’interesse per Daily Booth ed il momento positivo per il social-foto-sharing.

Leggendo dei post in giro della rete ho trovato alcune informazioni che confermano e danno ragione alla scelta del team: infatti secondo alcuni rapporti pubblicati, Instagram ha già raggiunto oltre 200.000 utenti e ben oltre 750.000 foto caricate , così come confermato anche dal co-fondatore Kevin Systrom durante un intervista “750.000 foto? La cifra reale è di gran lunga al di sopra di questo valore”. Secondo un rapporto del New York Times , il servizio ha inoltre raggiunto la frequenza di caricamento di una foto ogni secondo.

Da un punto di vista tecnico l’applicazione di Instagram è piuttosto semplice e non utilizza particolari personalizzazioni nelle logiche di navigazione e questo la rende facile da utilizzare. La piattaforma web invece in se e per se è piuttosto base: non ha ancora funzionalità specifiche per l’utente sul web se non la modifica dei dati personali, non espone API per poter effettuare mashup e non ha funzionalità di streaming. Credo sia solo questione di tempo comunque.

Instagram, secondo me, può esser un esempio di come un app fatta bene e semplice possa esser più efficace di una buona idea, non sviluppata. Per molti versi è il prodotto giusto al momento giusto: wireless a banda larga in pieno boom, crescita esponenziale degli smartphone come iPhone (e iPod), iperconnessione e social mania crescente.

Chissà se diventerà un mainstream per il foto-sharing o verrà acquisito prima da qualcuno…. chessò da Yahoo per rimpiazziare Flickr, o magari proprio Facebook!

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iPad iOS 4.2, problemi e nuove funzioni

Ieri pomeriggio dopo aver aggiornato per errore dalla versione 3.2.1 alla versione 3.2.2 il mio ipad, ed aver così buttato al vento la possibilità di poterlo di nuovo Jailbrekkare, ho deciso di installare la versione beta di iOS 4.2 appena rilasciata agli sviluppatori. La versione definitiva dovrebbe arrivare a novembre 2010.

Dopo una giornata di utilizzo e qualche “martellata” mi son deciso a scrivere due righe di riflessioni relativamente alle novità introdotte, alle potenzialità e anche la segnalazione di qualche problemino riscontrato. Da una prima esplorazione di iOS 4.2 per iPad la prima cosa che ovviamente balza all’occhio è il supporto al multitasking, la mailbox unificata, la gestione delle cartelle ed il Game Center.

Il multitasking si abilita cliccando due volte sul tasto Home e fa apparire la barra delle applicazioni attive. Per chiudere definitivamente una delle applicazioni attive è sufficiente tenere l’icona dell’applicazione che si vuole chiudere (come avviene per la disinstallazione delle apps) per poi cliccare sul pallino nero. Scorrendo in orizzontale è possibile visualizzare tutte le applicazioni attive.

Per quanto riguarda la mailbox unificata devo dire che poter leggere in unico punto tutte le email di più caselle è una vera comodità, soprattutto per chi come me gestisce almeno 3 o 4 account. Tra le altre novità della client di posta c’è un altra funzionalità interessante ed utile e riguarda l’aggregazione delle discussioni. Se avete ricevuto più email relative alla stessa discussione vedrete un quadratino dagli angoli stondati in prossimità della email contenente un numero (rappresenta il numero di email). Se ci cliccate sopra vi porterà all’elenco delle email della discussione.

Aldilà del Game Center e del tasto per il blocco dell’audio che personalmente non utilizzo, un’altra novità importante è AirPrint (questo è il nome ufficiale), attualmente in beta, ed è una funzione che in modo del tutto trasparente permetterà di cercare le stampanti sulla rete locale alle quali inviare testi, foto ed elementi grafici senza bisogno di installare drivers o scaricare software. All’interno del browser la funzionalità contenute nel tasto Inoltra sono infatti diventate 4 e l’ultima è proprio Stampa. Riguardo a questa funzione Apple ha già dato il via ad una serie di accordi con produttori di stampanti (HP per prima).

Come dicevo, dopo una giornata di utilizzo ho individuato questi problemini (ovviamente presenti sulla versione 4.2 beta e che spero vengano corretti quanto prima):

  • Gestore APN non attivo: la funzione non è più abilitata e quindi al cambio della MicroSim o alla prima configurazione non è possibile navigare. Per personalizzare l’APN dell’iPad con iOS 4.2 è necessario attivare una connessione Wifi e da browser navigare sul sito Unlockit e creare una configurazione per il proprio provider. Questa applicazione web è navigabile solo dal dispositivo e funziona anche su iPhone.
  • Il sistema tendenzialmente sembra lento, alcune operazioni impiegano molto tempo per completare il caricamento
  • Uso in aereo non funzionante: quando viene messo in modalità aereo il sistema rimane connesso alla rete dell’operatore. Per disattivare la rete è necessario entrare in Generali > Rete e disabilitare Dati cellulare
  • La ricezione del segnale dati mi sembra tendenzialmente più bassa
  • Il Wifi va spesso in blocco ed è necessario riavviare l’iPad
  • Il Multitasking tende a consumare molto di più la batteria, soprattutto se le applicazioni lasciate attive hanno un refresh automatico e si connettono ad internet (Twitter per esempio)
  • La navigazione del browser sembra più lenta

Per ora penso di lasciare questa versione malgrado i problemi riscontrati. Trovo assolutamente evolutiva ed utile la funzione del multitasking. Poter lasciare aperte applicazioni come Skype, Twitter, sistemi di IM ed altre applicazioni, mentre si lavora sulla posta o alla scrittura di documenti è assolutamente comodo. Enjoy!

UPDATE

18-09-2010 – ore 21.50 Ho riscontrato altri problemi su Wifi e connessione 3G. Ci sono anche problemi di stabilità con applicazioni non sviluppate per 4.x. Non è inoltre possibile tornare alla versione 3.1 se non con metodi “brutali”

18-09-2010 – ore 17.00 Attenzione ad installare la versione beta 4.2 su device sui quali non è attivato un certificato per Developer. L’installazione non potrà esser completata e ci saranno grosse difficoltà a procedere con il downgrade della versione (purtroppo l’ho testato oggi sull’ipad di un amico!)

09-11-2010 – ore 0.04 Vi segnalo un link veramente interessante che contiene una linea completa a tutte le nuove funzionalità del iOS 4.2: AirPlay, Air

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Adesso che ho l’iPad, voglio anche il teletrasporto

Visto che in questi giorni ne ho parlato/twittato/commentato a go go, prometto che questo è l’ultimo post che scrivo in modo dedicato, con le mie prime impressioni e poi non vi ammorbo più. Ho deciso di fare un post un pò marzulliano: mi faccio le domande (che poi son quelle che mi sono state fatte) e mi rispondo.

Perchè ho comprato l’iPad
Beh, le motivazioni più o meno serie le ho già spiegate nel post precedente dal titolo “Ecco i 10 motivi del mio acquisto” . Cito un Tweet di MassaraSi compra con le emozioni, si giustifica un acquisto con la logica…”. E’ vero ed è quello che è successo a me, però posso confermare, dopo oltre 4gg di utilizzo, quello che pensavo di questo oggetto: è un prodotto che darà il via ad una ulteriore rivoluzione digitale ed al modo di concepire l’interazione tra uomo ed informazione.

Impressioni a primo impatto
Si lo ammetto. Mi sono sentito come il Capitano Kirk in Star Trek quando, a bordo dell’Enterprise, impugnava il PADD (Personal Access Display Device) per intercettare il segnale del tele trasporto.

La sensazione principale che ho provato è stata quella di utilizzare qualcosa di futuristico, anche se in fondo, non c’è niente di nuovo, anzi. L’iPad permette di fare le stesse cose di prima, quelle che avreste fatto con un cellulare (o una chiavetta) e un pc (magari un netbook), ma con una maggiore semplicità e mobilità.

Dal punto di vista del design e dell’interfaccia non c’è nulla di cui rimaner stupiti: è un iPhone gigante con le stesse identiche caratteristiche.

Alcuni pregi
Sicuramente la semplicità d’uso. In generale questa caratteristica contraddistingue in generale i prodotti Apple, ma nel caso dell’iPhone e dell’iPad è veramente alta.

In particolare la cosa che mi ha colpito è la tastiera virtuale: la dimensione, non so se ci avete fatto caso, è la stessa della tastiera reale dei MacBook. Mi viene quasi da pensare che la dimensione dell’iPad sia vincolata proprio alla scelta di dare all’utente una tastiera “reale”.

Un altro pregio, ma questo potrò confermarlo con il passare del tempo, è la durata della batteria: in questi giorni tra installazioni, utilizzo, navigazione e via dicendo, penso di averlo stressato a sufficienza, ma la batteria è durata intorno alle 9/10 ore.

Qualche difetto
Il primo che ho riscontrato è relativo alla video camera, non parlo della fotocamera dopo tutto non lo utilizzerò mai per fare foto, ma forse in mobilità, una videoconferenza, magari su Skype, l’avrei fatta volentieri.

Il secondo che ho potuto verificare è relativo al browser: essendo un sistema touch, molti siti sono “mozzi” e non funzionano correttamente. Su twitter per esempio non appaiono i tasti retweet e rispondi che sono attivati dall’evento onmouseover (non utilizzabile su sistemi touch che scatenano solo eventi al click). Forse sarebbe stato più corretto implementare un sistema di “freccia” del mouse, come avviene per esempio su i browser dei cellulari nokia o forse è necessaria un’ accelerazione nella progettazione di interfacce per device touch.

Il terzo è relativo alla gestione dei documenti e questo lo rende ancora “non completo”. Mi spiego meglio. Per gestire i documenti devo o lavorare in Cloud (via web) o comunque connesso ad un Mac (o pc) via iTunes. Questo limite, secondo me, non permette di decidere di comprare un iPad e sostituirlo completamente ad un dispositivo fisso o portatile in modo definitivo.

Il quarto è il peso: è leggero e non si mette in discussione, ma durante la lettura di un libro è facile stancarsi se si tiene con una mano sola.

Poi ci sono poi i “difetti” noti e ultra-segnalati su tantissimi siti: non c’è la possibilità del tethering, non si possono inviare SMS, è stata tolta la sveglia, non c’è il multitasking, ci sono ancora poche applicazioni, ma questi li ritengo difetti superabili con qualche workaround.

Libri e giornali
Per quanto riguarda i libri ho iniziato a convertire qualche pdf in formato eBook e devo dire che la consultazione (ricerca inclusa nel testo) è veramente comoda. Potrebbe esser utile un sistema di bookmark del testo, tag delle pagine e magari interazione (sottolineare e disegnare come se fosse un vero libro).

Riguardo ai giornali, invece, come ha scritto già Marco Massarotto nel suo post, le testate italiane purtroppo sono ancora molto indietro in termini di progettazione. Hanno realizzato applicazioni che non fanno altro che scaricare un PDF in locale e questo le rende poco fruibili. Ci sono applicazioni invece molto interessanti come per esempio Mashable, BBC e Time che permettono anche l’acquisto diretto della copia del giornale.

Applicazioni
Per adesso non ho installato molte applicazioni anche perchè sono dell’idea che moltissime cose si possano fare direttamente on line, utilizzando il browser. Tra quelle che però che consiglio assolutamente ci sono:

  • Pages, Keynote e Numbers (suite iWork, a pagamento)
  • DropBox (gratuita)
  • CloudReaders per la gestione in cloud dei documenti (gratuita)
  • WordPress (gratuita)
  • FeeddlerRSS (gratuita)
  • RDP, VNC e TeamViewer per l’assistenza remota (gratuite le versioni lite)
  • Adobe Ideas (gratuita)

In che modo si può usare
Per quanto mi riguarda lo utilizzo prevalentemente per lavorare (posta, documenti, ricerche web) e per social divertimenti vari. Lo utilizzo per scrivere il mio blog e per leggere giornali e libri. Attualmente non l’ho utilizzato per ascoltare la musica, mentre ho avuto modo di vedere una puntata di flash forward, e con mio grossa soddisfazione, devo dire che è fantastico.

L’iPad può esser visto come device per gioco ed entertainment (ci sono giochi fantastici), ma l’idea di spendere una cifra di questo tipo solo per giocare mi sembra eccessiva.

Con applicazioni mirate e verticali ritengo che l’iPad possa diventare un dispositivo per la mobilità veramente completo: pensiamo per esempio agli agenti di vendita, alla distribuzione, agli agenti immobiliari e a tutti coloro che svolgono attività fuori sede. Con uno strumento del genere avrebbero veramente l’ufficio a portata di mano.

Potrebbe esser utilizzato per la formazione e a livello scolastico: i libri, il diario, e la gestione dei documenti in cloud potrebbero dare vita ad un nuovo modo di “fare” e “andare” a scuola.

Connessione e modello
Io ho comprato il modello 32GB + Wifi/3G. Ho scelto di prendere il 3G per avere sia il GPS che la possibilità di connettermi indipendentemente dal cellulare. Se avete però un Android con sistema Froyo (o altri cellulari che permettono la condivisione della connessione in hotspot) potete tranquillamente procedere con l’acquisto di un modello senza 3G, funziona benissimo e ho fatto dei test. La scelta della capacità 32Gb fondamentalmente non ha nessuna spiegazione particolare: ritengo semplicemente di non avere bisogno di così tanto spazio. Per quanto riguarda la connessione utilizzo, attualmente, una microsim di H3G.

Consiglio l’iPad
Ho ricevuto più volte la domanda: “Me lo consigli?“. La risposta è “Non compratelo, aspettate ancora.” Secondo me è giusto rimanerne senza e decidere di non spendere soldi, però poi, non ditemi “Posso provarlo!?!!”. A parte gli scherzi, è sicuramente un oggetto molto utile per chi lavora in mobilità: posta, internet, gestione dei documenti. Se poi, avete la possibilità di utilizzare una connessione 3G integrata o vi connettete in tethering attraverso altro cellulare, beh, è il massimo.

Dal mio punto di vista è un prodotto che, attualmente, non può sostituire in tutto un pc: il software non è ancora così completo, c’è molto da studiare in termini di interfacce e poi il prezzo è ancora troppo alto. Se pensate di prenderlo per togliere completamente il pc allora direi di no. E’ un prodotto che ancora non può vivere da solo.

Cosa penso del futuro di questi device
Dal mio punto di vista i netbook, intesi come “piccoli pc” a prezzi economici, saranno completamente sostituiti da dispositivi touch e la tendenza sarà sempre più verso sistemi integrati che permettano connessione, gestione documenti e posta. Sono sicuro che l’iPad non sarà l’unico (e non è il primo, vista l’esistenza di altri device tablet), ma è sicuramente il prodotto che metterà in moto un mercato enorme fatto di applicazioni, geolocalizzazione ed altri dispositivi correlati.

Conclusioni
Sono contento dell’acquisto ed il mio giudizio generale è positivo. Adesso che abbiamo l’iPad, e facendo sempre riferimento al Capitano Kirk, quando avremo anche il tele-trasporto?

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UPS non mi scappi, hai il mio iPad!

Come tutti i miei follower, amici e lettori ormai sapranno, ho ordinato l’ipad online qualche giorno fa e da poco meno di 48 ore ne sono entrato in possesso… in modo un pò alternativo!

Giovedi mattina, grazie al servizio online di Apple scopro che la consegna sarebbe stata fatta in giornata. Tra l’emozionato e l’euforico chiedo a mia moglie di allontanarsi il meno possibile da casa. Nel pomeriggio non vedendo arrivare nessuno è andata a fare la spesa… ti pare che passa proprio adesso?

Ovviamente se si fossero organizzati non sarebbe successo: il corriere UPS è passato proprio quando casa era vuota e non avendo trovato nessuno a cui consegnare, giustamente, è andato via! Alle 17.30 arrivato a casa, trovo il bigliettino giallo della mancata consegna nella cassetta della posta: “Coooosa!?? Devo aspettare fino a domani?”. No no…

E così mi sono messo al telefono: prima il numero verde, poi un centralino di Milano, poi ancora un altro finchè non sono arrivato ad una signorina che mi avvisa che, vista la mia indisponibilità per il venerdì (ero a Milano per lavoro), non avrei potuto avere il mio pacco fino a lunedì. “No, non se pò fa”. Dopo una rapida ricerca su Google ho scoperto che, non troppo lontano da casa, ho la sede di UPS dove avviene lo smistamento di Roma (!). Ho preso lo scooter e alle 18.30 ho raggiunto gli uffici e dopo aver rotto le scatole ad una gentilissima signorina, ho avuto l’informazione che cercavo: il tragitto del corriere che trasportava il mio iPad.

Salgo di nuovo in scooter ed inizio a percorrere (sempre vicino casa) la strada che avrebbe dovuto seguire il corriere. Alle 19.20 quando stavo per decidere di tornarmene a casa, vedo passare davanti a me un furgone nero con scritto UPS…. non poteva che esser lui. E così ho iniziato l’inseguimento!

Lo inseguo per qualche minuto e lo affianco a sinistra, lato autista, al primo semaforo utile. Gli busso sul vetro ed il tizio, dopo avermi guardato male, tira giù il finestrino. Io gli faccio: “Hai il mio iPad!” e lui con aria sbalordita mi fa “Ma che daveeero?” e subito dopo, “Te sei matto!”. Dopo uno scambio di battute, si è accostato e mi ha consegnato il mio iPad.

Come avrebbe detto il signor Rezzonico (di Aldo Giovanni e Giacomo), se non mi avesse dato il mio pacco, “Poteva rimanere offesooo”. Alla fine, l’ipad è arrivato a casa!

Lo so, sembra un gesto di follia, ma la voglia di cominciare a metterci le mani sopra (utilizzo e sviluppo) era troppo grande. L’Ipad è arrivato nello stesso giorno in cui è nato, e si è radunato, il gruppo degli indigeni per lo sviluppo di applicazioni ipad/iphone/android…  non può essere che un segno!

E adesso mi cimento in un post di impressioni ed idee.

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La mia esperienza con Apple

Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo Linkedin di One Consulenza Evolutiva dal titolo Apple investe di meno ma cresce più della concorrenza nata dal post su Macynet. Aldilà dell’analisi fatta nell’articolo, che è molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato è stata la domanda di Lorenzo Campese:

Quali sono secondo voi i punti forti della strategia di Apple? Cosa possono imparare le aziende italiane per il futuro?

Questa è stata la mia risposta che riporto per intero.

La discussione mi appassiona così tanto che sono entrato in fibrillazione da voglia di scrivere di tutto di più, della mia esperienza con il mondo Apple, del mio acquisto dell’iPad e del fatto che oggi porto i gemelli al polso, bianchi con il Ctrl e l’alt…

Sono diventato un Apple Addicted da circa un anno e mezzo, quindi non sono un anziano utilizzatore, anzi mi ritengo ancora un novizio. Ho sempre pensato che i prodotti Mac in generale costassero troppo, e quindi per motivi banalmente economici, non ne avevo mai acquistato uno. La prima esperienza è stata l’acquisto un un iPod a Cupertino, nell’Apple store all’interno della sede della Apple. Non ho fatto fatto nulla, se non indicare il prodotto, e in 3 minuti netti (nemmeno su un ecommerce sarebbe così veloce) avevo il prodotto in mano, con busta elegantissima e ricevuta tramite posta elettronica. Stupefacente.

Negli ultimi anni, la mia passione per le tecnologie e la curiosità per tutto ciò che è nuovo ed innovativo mi ha portato a pensare: “Cavolo, non ho mai provato un prodotto Apple. Come faccio a parlarne, se non ho mai provato?”. Ho così comprato un iPhone. L’obiettivo era studiare, capire e sviluppare applicazioni, nulla di più. Qui è scattata la prima scintilla: la user experience dell’iphone è stata fantastica e dopo pochi minuti mi sono sentito a mio agio, senza leggere un manuale, senza che nessuno mi abbia spiegato nulla. L’iphone, lo accendi, lo usi e sei confidente. Questa cosa mi ha affascinato. Non era un problema estetico, e nemmeno tecnico, dopo tutto l’iphone è pieno di difetti (batteria, facilità di rottura…), ma la l’usabilità e l’assistenza clienti mi hanno stupito.

Ho allora pensato di acquistare successivamente un MacBook Pro, con la solita curiosità e con la voglia di poter dire la mia “vediamo se l’iphone è un caso, o meno…

Ora, ma questo un giorno potrebbe cambiare per qualcosa di più nuovo e magari migliore, non posso pensare di cambiare da Apple. Anzi, ho comprato l’iPad e oggi dovrebbe arrivarmi. Fatta tutta questa premessa e sottolineato che in questo momento sono innamorato ma pronto a divorziare per qualcosa di migliore, posso dire che secondo me, quello che differenzia la Apple è riconducibile ad un solo fattore: l’attenzione per l’utente, attenzione, non il cliente, l’utente.

L’utente è al centro della progettazione, di tutti i dispositivi di apple dalla progettazione hardware (design, ergonomia) fino al software (stabilità usabilità). In questo caso il caso lampante è che la Apple (se pur superficialmente ormai vista la mole di applicazioni nell’appstore) si prende il tempo di verificare il software che viene sviluppato, cosa che non avviene negli altri store (esempio Market di Android).

L’utente è al centro della comunicazione di apple, dalla pubblicità semplice (pochi messaggi e facilmente intuibili anche per mia nonna che mi dice “Cavolo, ma con quel coso trovi proprio tutto eh!“) alla comunicazione tecnica (efficiente e puntuale).

L’utente è al centro della vendita e del post vendita dai centri Apple nei quali ti fanno formazione, assistenza e supporto e alle informazioni disponibili on line. L’assistenza per esempio per problemi è incredibile: prenoti l’appuntamento su Consierge (sistema di booking per gli appuntamenti, nel quale scegli anche l’ora, non solo il giorno) e hai un tecnico assegnato (nome e cognome) tutto per te, dedicato per tutto il tempo necessario.

L’utente è al centro delle scelte della Apple.

Non vorrei che qualcuno pensasse che questa è una marketta, ma è la sintesi di un anno di esperienza. Non so se avete letto il libro “Nella testa di Steve“, se non l’avete fatto, lo consiglio, è illuminante .

Apple ha una brand awarness molto forte indotta dal fatto che il cliente apprezza questo tipo di attenzione e ne parla bene. Questo è “l’investimento” con il roi più alto: il cliente.

Per quanto riguarda Google, non voglio scrivere un altra spataffia, ma condivido con Massimo che sia una delle imprese più innovative, ma c’è da tenere in considerazione che sono aziende con un DNA completamente diverso: una fa servizi, una fa prodotti. Una fa servizi gratuiti via web e che quindi raggiungono la massa velocemente (notare che i prodotti business non sono così noti a tutti), l’altra fa prodotti estremamente costosi che più lentamente arrivano alla massa (ma ci sono arrivati). Siccome non mi faccio mancare niente di tecnologia, ho anche un Nexus One (il googlefonino) ma vi assicuro che, per quanto potente non ha nulla a che fare con l’esperienza dell’iphone.

Poi che dire, ho un blog dedicato a Google, utilizzo circa 26 servizi di google (dalla posta a molto altro…), come non posso amare questa azienda! :-)

Voi cosa ne pensate?

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iPad: ecco i 10 motivi del mio acquisto

In questi giorni ho pensato più volte all’acquisto dell’iPad, non posso nasconderlo. Inizialmente ne facevo anche una questione di rapporto prezzo / servizio, poi una persona mi ha domandato : ”Ma come, ancora non ce l’hai? Tu!?”.

E già, non ce l’ho. Colpito nell’orgoglio Geek. E’ così mi sono rimesso di nuovo con la testa e con il pensiero, finchè ieri non ho ricevuto la mail della Apple, dall’oggetto “Ipad arriva. 28 maggio. Preordina oggi”. E così l’ho fatto.

Per prepararmi alle mille domande di mia moglie e degli amici, ho classificato i motivi che mi hanno spinto all’acquisto dell’iPad in seri e un pò meno… seri:

Motivi seri

1) Ritengo sia uno strumento in grado di migliorare l’attività lavorativa in mobilità. Si è vero, con il portatile e un iPhone (o una chiavetta) si può certamente fare a meno di averlo, ma vuoi mettere la facilità con la quale puoi accedere alle informazioni (posta, internet, giornali, documenti e altro) in qualsiasi circostanza, senza per forza dover organizzare una postazione di lavoro?

2) La presenza di iWork permette di utilizzare iPad come strumento di lavoro (Powerpoint > Keynote, Pages > Word, Numbers > Excel)

3) Utilizzare un sistema nuovo è motivo di riflessioni e studio, nonché idee. Chi si occupa di sviluppo, tecnologie e comunicazione, secondo me deve provare prodotti nuovi per capire e progettare.

4) Tutti dicono che l’Ipad non è un notebook, non è un book reader, non è una cornice digitale, non è uno storace per video, non è un laptop. E’ vero, è così. E’ un pò di tutti, per questo lo trovo fantastico.

Altri motivi…

1) Si ho il MacbookPro, il NexusOne, l’Iphone, il BlackBerry, un pc fisso, l’acer aspire one. Ma questo è diverso, nella forma. No?

2) E’ Geek e come tutti i prodotti Apple, è un oggetto di culto, un oggetto che aggrega e che ti porta a volerlo. Non dite di no, non vi è mai capitato di attaccare a parlare con qualcuno solo perché ha l’iPhone… (Esempio: “Che applicazioni hai installate?”) o ancora prima l’iPod? A me si…

3) Cosa penserebbe di me chi mi conosce e sa come reagisco di fronte ad una vetrina o uno scaffale pieno di giocattoli tecnologici? Sarà mica un caso che su FourSquare sono il sindaco di Unieuro!

4) La sera quando leggo e mi rilasso sul divano o sul letto, è sicuramente più comodo.

5) Tutte le applicazioni che ho comprato per iPhone, che faccio, non le provo anche sull’iPad?

6) Mia moglie non potrà dire più “Stai sempre al PC” oppure “Stai sempre al telefono”… voglio vedere come definisce l’iPad!

Forse le motivazioni sono un pò sbilanciate…

UPDATE 24/05/2010 : Ho appena ricevuto un messaggio dalla Apple che mi comunica che l’ordine è partito ed entro (e non oltre) il 28/05/2010 il gioiello sarà nelle mie mani. WhooooW!

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