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	<title>Fabio Lalli &#187; Blogging</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>2012 Happy new year. E adesso&#8230; si parte!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi. Anche quest&#8217;anno come l&#8217;anno scorso lo faccio in &#8220;zona cesarini&#8220;: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pò, e fare spazio al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno come l&#8217;anno scorso lo faccio in &#8220;<em>zona cesarini</em>&#8220;: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pò, e fare spazio al resto, ho deciso di scrivere al volo questo post.</p>
<p>Beh, che dire: il 2011 è stato un anno veramente particolare. Non è stato entusiasmante come mi aspettavo, ma nemmeno eccessivamente negativo. Non ho raggiunto <a href="http://fabiolalli.com/2010/12/31/3-2-1-happy-new-year/">tutti gli obiettivi che mi ero dato</a> nel 2011, anzi ne ho bucati parecchi, ho avuto qualche delusione e allo stesso tempo ho realizzato alcune cose che non mi aspettavo (l&#8217;<a href="http://blog.indigenidigitali.com/statuto/">Associazione Indigeni Digitali</a>, <a href="http://followgr.am">Followgram</a>, <a href="http://iquii.com">IQUII</a>, <a href="http://bebaloo.com">Bebaloo</a>). Insomma un anno che potrei definire di assestamento, di pianificazione e sviluppo e molto, ma molto formativo.</p>
<p>Formativo perchè una serie di errori fatti ed esperienze vissute mi hanno insegnato ancora una volta che le relazioni migliori, quelle che durano veramente tanto, <strong>sono quelle che nascono con le persone con le quali condividi passioni e valori</strong> prima di tutto: non c&#8217;è interesse, c&#8217;è stima e apprezzamento e questo consolida veramente il rapporto.</p>
<p>Ho appreso che<strong> ci sono persone che è meglio perdere che trovare</strong>, purtroppo. Soprattutto, purtroppo, non ho capito ancora come capirlo&#8230; prima di trovarle!</p>
<p>Ho consolidato un idea che ho da tempo: è possibile riuscire a fare quello che vogliamo anche di fronte a obbiettivi insormontabili, e non serve la fortuna. <strong>Bisogna solo volere le cose, avere fede ed impegnarsi con ardore, forza, passione e coinvolgimento</strong>. Poi tutto viene da se.<strong> La fortuna non esiste, è un falso mito</strong>, semmai esistono doni e grazie di qualcuno più grande di noi.</p>
<p>Ho capito che <strong>se non sei da solo, le cose riesci a farle molto meglio e più grandi</strong>. Ho avuto la fortuna, anche grazie allo sviluppo di Indigeni Digitali, di circondarmi di persone di talento, brillanti, professionali e determinate con le quali è possibile costruire qualcosa di veramente importante. Cristiano, Giuliano, Annalisa, David, Diego, Lorenzo, Gabriele, Alessandro, Emanuele, Tommaso, Francesca, Massimiliano, Jacopo, Luca, Massimo, Giovanni e molti altri ancora: grazie a tutti voi.</p>
<p>Ho capito che <strong>sperimentare, provare e fallire è importante</strong>: solo così si può crescere e riuscire a fare il salto.</p>
<p>Ora, cosa mi aspetto dal 2012? Uscire dalla mia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Comfort_zone">zona di comfort</a>, e riuscire a farlo al massimo, anche perchè &#8211; sarà che mi piacciono gli anni pari &#8211; sono convinto che il 2012 sarà un anno particolarmente intenso e pieno di cambiamenti. Il 2010 lo avevo iniziato con un lancio da 4000m&#8230; questa volta lo inizio con un altro lancio. Un pò diverso. <a href="http://iquii.com">I dettagli li saprete tra qualche giorno</a> <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vabbè, ora mi preparo per il secondo e per il brindisi&#8230;. vi faccio i miei più sinceri auguri.</p>
<p>Buon anno nuovo pieno di soddisfazioni e risultati! Daje!</p>
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		<title>StartApp. Dall&#8217;App alla Startup #bto2011</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 08:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[App Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri per la prima volta ho partecipato al BTO 2011 a Firenze con una presentazione dal titolo &#8220;StartApp. Dall&#8217;App alla Startup&#8220;. Ci tengo per prima cosa a fare i complimenti a Mirko Lalli (&#8220;mi0 cugino&#8221; toscano, non mio fratello ) e alla sua organizzazione, perchè organizzare un evento che riesce a crescere di 1000 persone in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ieri per la prima volta ho partecipato al<a href="http://www.buytourismonline.com/" target="_blank"> BTO 2011 a Firenze</a> con una presentazione dal titolo &#8220;<strong>StartApp. Dall&#8217;App alla Startup</strong>&#8220;.</p>
<p>Ci tengo per prima cosa a fare i complimenti a <a href="http://www.linkedin.com/in/mirkolalli" target="_blank">Mirko Lalli</a> (&#8220;mi0 cugino&#8221; toscano, non mio fratello <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) e alla sua organizzazione, perchè organizzare un evento che riesce a crescere di 1000 persone in un anno e raggiungere numeri come quelli visti quest&#8217;anno (circa 5000 persone) è veramente un risultato incredibile. Complimenti veramente, spero di esserci l&#8217;anno prossimo, e perchè no, dare un contributo con Indigeni Digitali in qualche panel.</p>
<p>Il panel che ho tenuto dalle 16.30 alle 17.30 in #Hall1 era orientato allo sviluppo di applicazioni e di come queste possano diventare un progetto di startup. E&#8217; evidente che in un ora è complicatissimo cercare di sviluppare completamente un discorso del genere e quindi ho cercato di riassumere i passaggi a mio avviso più critici, in una 50ina di slide.</p>
<p>I tepi affrontati sono stati:</p>
<ol>
<li>App Economy ed ecosistema delle applicazioni per Smartphone</li>
<li>Importanza della presenza su Mobile</li>
<li>Tipologia di applicazioni HTML5 e applicazioni Native</li>
<li>3 principali errori nell&#8217;approccio allo sviluppo di un progetto di Startup</li>
<li>APP + Startup = <strong>StartApp</strong></li>
<li>Differenza tra Business Plan e Business Model</li>
<li>5 suggerimenti per un progetto di StartApp</li>
<li>Il <strong>Business Model Canvas</strong> di Alexander Osterwalder</li>
<li>Introduzione e qualche approfondimento alla <strong>Customer Development Metodology</strong> di Steve Blank</li>
<li>Lancio di un progetto e la strategia</li>
<li>3 caratteristiche fondamentali per esser virali e coinvolgere gli utenti</li>
</ol>
<div id="__ss_10439859" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="StartApp. Dall'App alla Startup #bto2011" href="http://www.slideshare.net/fabius77/startapp-dallapp-alla-startup" target="_blank">StartApp. Dall&#8217;App alla Startup #bto2011</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10439859" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/fabius77" target="_blank">Fabio Lalli</a></div>
</div>
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		<title>Business Model Canvas &#8211; Creare, fornire e acquistare valore</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 13:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento di StartpDay &#8211; Il futuro è più forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. L&#8217;evento ha l&#8217;obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, università e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze. Durante la serata ho condiviso delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento di <strong>StartpDay &#8211; Il futuro è più forte della crisi</strong>, organizzato da <a href="http://http://medioera.it">Medioera</a> a Viterbo. L&#8217;evento ha l&#8217;obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, università e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze.</p>
<p>Durante la serata ho condiviso delle slide dal titolo<strong> Business Model Canvas &#8211; Creare, fornire e acquistare valore</strong> e affrontato alcuni temi relativi al mondo delle startup, il processo di realizzazione di un business plan e presentato il Business Model Canvas di Alex Osterwalder, pubblicato nel suo libro <a href="http://www.businessmodelgeneration.com/">Business Model Generation</a> di cui consiglio vivamente la lettura, con i suoi vantaggi, le sue applicazioni e le modalità in cui può esser utilizzato.</p>
<p>Il Business Model Canvas è un quadro d’insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model. E&#8217; organizzato in 9 blocchi che identificano le 9 entità che devono esser analizzate affinchè si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi più puntuale possibile.</p>
<p>I 9 blocchi sono:</p>
<ol>
<li><strong>Customer Segment</strong>: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, proﬁtto e canali di distribuzione Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.</li>
<li><strong>Value Proposition</strong>: è tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra società è in grado di offrire. Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classiﬁcandoli in base ai clienti.</li>
<li><strong>Channels</strong>: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita. Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalità in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dell’acquisto e l’esperienza dell’acquisto dell’utente.</li>
<li><strong>Customer Relationships</strong>: Sono tutte le modalità in cui l’azienda si mette in relazione con il cliente e la modalità con cui gestisce la relazione con il cliente. Descrive l’esperienza del cliente ed il modo in cui l’azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura l’efﬁcacia delle proprie relazioni.</li>
<li><strong>Revenue Streams: </strong>Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente A cosa serve Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.</li>
<li><strong>Key Resources: </strong>Sono tutto ciò che serve all’azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse ﬁsiche, intellettuali, umane, ﬁnanziarie Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.</li>
<li><strong>Key Activities: </strong>Sono tutte le attività necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare. Descrive l’elenco delle attività e la relazione con il valore offerto.</li>
<li><strong>Key Partners: </strong>Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al ﬁne di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni. Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing</li>
<li><strong>Cost Structure: </strong>Sono tutti i costi sostenuti dall’azienda per le risolrse, le attività ed i partner. Deﬁnisce l’elenco dei costi ﬁssi e variabili che l’azienda dovrà affrontare.</li>
</ol>
<div>Vi segnalo alcune risorse interessanti per approfondire l&#8217;argomento:</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.businessmodelgeneration.com/">Business Model Generation</a></li>
<li><a href="http://hugowiz.it/business/video-il-business-model-canvas-spiegato/">Il business model spiegato</a></li>
<li><a href="http://businessmodelhub.com/">Business Model Innovation Hub</a></li>
<li><a href="http://www.businessmodelalchemist.com/">Business Model Alchemist</a></li>
<li><a href="http://alexosterwalder.com/">Alexander Osterwalder</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/hugowiz/business-model-canvas-poster-italiano">Business Model Canvas (Schema PDF Italiano)</a></li>
<li><a href="http://www.scrumology.net/2011/06/07/how-to-create-a-business-model-canvas-in-google-docs/">Creare un Business Model Canvas in Google Docs</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/hugowiz/il-business-model-spiegato-a-mia-nonna?from=ss_embed">Il Business Model Canvas spiegato alla nonna</a></li>
</ul>
</div>
<div>Qui di seguito trovare le mie slide pubblicate su Slideshare:</div>
<div id="__ss_9827005" style="width: 425px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Business model canvas - Creare, fornire e acquistare valore." href="http://www.slideshare.net/fabius77/business-model-canvas-creare-fornire-e-acquistare-valore" target="_blank">Business model canvas &#8211; Creare, fornire e acquistare valore.</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/9827005" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/fabius77" target="_blank">Fabio Lalli</a></div>
<div style="padding: 5px 0 12px;"><strong>Ringrazio Medioera e Mauro Rotelli</strong> per aver coinvolto me e il nostro network <a href="http://indigenidigitali.com">Indigeni Digitali</a>: sento e ho il piacere di partecipare ad eventi nei quali è sempre più forte la voglia di fare rete, creare opportunità e dare un forte cambiamento al nostro sistema imprenditoriale giovanile. Sono convinto che questa sia la strada giusta per il cambiamento.</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Hacktivism, partecipare al cambiamento</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 20:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco meno di un anno fa scrissi un post per un blog relativamente al concetto di Hacktivism. Lo ripropongo sul mio blog perchè ritengo sia sempre più attuale. La rete, com’è ormai noto, è divenuta uno straordinario strumento di relazione per costruire luoghi dove sperimentare nuovi modelli di socialità. In questi luoghi digitali – blog, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Poco meno di un anno fa scrissi un post per un blog relativamente al concetto di <strong>Hacktivism</strong>. Lo ripropongo sul mio blog perchè ritengo sia sempre più attuale.</p>
<p>La rete, com’è ormai noto, è divenuta uno straordinario strumento di relazione per costruire luoghi dove sperimentare nuovi modelli di socialità. In questi luoghi digitali – blog, social network, forum, sistemi di instant messaging – si è sviluppata e continua a crescere costantemente una forte interazione tra persone attraverso la <strong>partecipazione libera</strong> ed lo scambio di informazioni e conoscenze.</p>
<p>Questo meta-luogo, dove si conoscono e si vivono ruoli e identità diverse da quelle a cui siamo abituati e che ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, è divenuto il <strong>catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione sociale</strong>. Non solo, la rete si è trasformata in quello spazio dove si può criticare, partecipare e condividere idee, progetti, pensieri e coordinare le azioni e le decisioni da intraprendere per cambiare lo stato presente delle cose.</p>
<p>La partecipazione, l’accesso a queste relazioni e la volontà di fare network è il presupposto dell’<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hacktivism">hacktivism</a> ossia l’evoluzione delle forme dell’attivismo sociale e della militanza politica che presuppongono un utilizzo efficace, <strong>basato sui principi dell’ <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/11/03/etica-hacker/">etica hacker</a></strong>, degli strumenti di comunicazione, e in particolare dei computer e della rete. Questi ultimi smettono di essere soltanto strumenti di produttività e diventano mezzi attraverso i quali gli hacktivisti agiscono per produrre <strong>informazione indipendente e “dal basso”</strong> contrastando i modelli e i simboli della comunicazione dominante e, al tempo stesso, producendo i luoghi e gli strumenti di una <strong>comunicazione libera e orizzontale</strong>.</p>
<p>In questi ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito sempre di più alla mancanza di una vera identità dei partiti, all’immobilismo delle organizzazioni, ma soprattutto alla perdita di interesse per la discussione sulla cosa pubblica, lasciando le decisioni in balia di un’angosciante e deprimente dirigenza politica. Quello che mi fa preoccupare è la mancanza di partecipazione, oggi ridotta esclusivamente alle proteste e alle manifestazioni in piazza, che sono senza dubbio un momento importante, ma che non possono essere l’unico modo di fare politica. Non si può pensare di trasformare un sistema politico-sociale obsoleto, partecipando 3 volte l’anno, in 100.000, in una piazza.</p>
<p>Per far si che le cose cambino e per riuscire a riprenderci la politica, <strong>c’è bisogno di partecipazione fatta di azioni e presenza volontaria, di responsabilità e sostegno attivo, di condivisione e diffusione di dati</strong>, che possa generare veramente valore e cultura. Questo può avvenire attraverso l’utilizzo dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione.</p>
<p>La rete appunto e tutto quello che questo strumento può attivare.</p>
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		<title>Un anno di felicità, vera.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 23:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Un anno fa mi è cambiata veramente la vita: è nato Mattia. Scrissi un post nel quale esprimevo l&#8217;emozione dell&#8217;attesa, poi la sequenza di immagini del parto che ti rimbombano nella testa, l&#8217;incontro del primo giorno di vita e poi la promessa che sarebbe diventato la persona più importante della mia vita. La suo arrivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un anno fa mi è cambiata veramente la vita: è nato Mattia.</p>
<p>Scrissi un post nel quale esprimevo l&#8217;emozione dell&#8217;attesa, poi la sequenza di immagini del parto che ti rimbombano nella testa, l&#8217;incontro del primo giorno di vita e poi la promessa che sarebbe diventato la persona più importante della mia vita. La suo arrivo mi ha reso fin da subito consapevole di una cosa: <a href="http://fabiolalli.com/2010/10/16/tutto-non-sara-piu-come-prima/">tutto non sarebbe stato più come prima</a>.</p>
<p>E&#8217; così, non esagero. Tutto non è più come prima. E&#8217; molto più bello. Anzi, è meglio ed è ancora più indescrivibile di quello che si possa immaginare. Lo puoi capire solo vivendo questa esperienza.</p>
<p>Durante i primi giorni di vita ti addormenti ascoltando il suo respiro ed il tuo sonno rimane leggero perché hai la preoccupazione di non sentirlo, di esser poco attento e pensi possa succedere qualcosa. Cerchi tenerlo vicino pensando che sia più al sicuro. Il livello di attenzione è a livelli altissimi e non vorresti perderlo di vista un secondo. Il livello di dialogo ed interazione dei primi mesi è difficile, e non è semplice capire cosa voglia e ogni volta cerchi di intuire e intercettare, soprattutto quando non sta bene o si lamenta, cosa tu possa fare per fargli capire che ci sei. E&#8217; difficile, stancante e stressante.</p>
<p>Con il passare del tempo lo vedi crescere e progredire. E&#8217; piccolo, ma fa cosa incredibili. E&#8217; piccolo, ma ti sembra stia crescendo velocemente. Alcuni momenti ti sembra che cresca anche troppo velocemente: vorresti ancora coccolarlo così piccolo, dolce e con quell&#8217;odore della pelle che ti manda in estasi e che ti rende impossibile stargli lontano.</p>
<p>Qualcuno pensa che un bambino ti cambi la vita perchè con il suo arrivo non puoi più uscire, non puoi stare con gli amici o non puoi goderti il tempo libero, e lo spazio personale si riduce: si è vero, è indiscutibile che lui richieda attenzione e non si può negare che modifichi le dinamiche e le abitudini di ogni componente della famiglia.</p>
<p>Ma il vero cambiamento non è questo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2383" style="margin: 5px;" title="2e50495fdf9c4e528b52fa52acd9e9c0_7" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/10/2e50495fdf9c4e528b52fa52acd9e9c0_7.jpeg" alt="" width="176" height="176" /></p>
<p>Ti accorgi che ti ha cambiato la vita quando stai lontano da casa e non vedi l&#8217;ora di vederlo. Quando addormentandoti vuoi sentire il suo respiro perché è il suono più piacevole e rilassante che un uomo possa sentire. Quando torni a casa e ti sorride dicendo, a modo suo, Papà e non vorresti più partire. Quando facendo i primi passi verso di te, ti stringe con quelle manine piene di forza prima di cadere, facendoti sentire importante. Quando ti ride a singhiozzo perchè si sta divertendo e ti cancella dalla mente qualsiasi altra cosa. Quando piangendo, malgrado ancora non parli, ti fa capire che vuole qualcosa e ti rendi conto di esserci entrato veramente in sintonia. Quando giocando ti fa capire che per lui non è importante ieri o domani, ma adesso. Quando conoscendo una cosa nuova si stupisce incredibilmente, facendoti pensare all&#8217;importanza della scoperta delle cose semplici e del bisogno di continuare a stupirsi delle piccole cose anche da grande. Quando vorresti immortalare ogni piccola novità perché ti sembra il momento più bello del mondo o ancora quando ogni cosa che fai pensi di farla per lui.</p>
<p>Auguri piccolino di Papà per questo tuo primo anno di vita e grazie per avermi reso così felice.</p>
<p>Papà.</p>
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		<title>Instagram, può esser un modello di startup perfetta?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 09:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Instagram nell&#8217;ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell&#8217;app store ma soprattutto è diventata il social per il photo sharing con maggior crescita. Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di Followgram, abbiamo realizzato la nostra infografica &#8220;Fun and Fact&#8221; nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Instagram</strong> nell&#8217;ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell&#8217;app store ma soprattutto è diventata<strong> il social per il photo sharing con maggior crescita.</strong></p>
<p>Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di <strong><a href="http://followgr.am" target="_blank">Followgram</a></strong>, abbiamo realizzato la nostra <strong><a href="http://fabiolalli.com/2011/08/09/followgram-me-vanity-url-follow-button-feed-rss-e-altro-per-instagram/">infografica &#8220;Fun and Fact&#8221;</a></strong> nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato la vertiginosa crescita di Instagram fino a 7 milioni di utenti in un anno e 150 milioni di foto caricate. Durante il <strong>TechCrunch&#8217;s Disrupt conference</strong> tenutosi pochi giorni fa, Instagram ha annunciato alcuni nuovi numeri: <strong>9 milioni di utenti, (praticamente come Foursquare, ma nella metà tempo) e oltre 200 milioni di foto</strong>.</p>
<p>Incredibile, un incremento di oltre <strong>50 milioni di foto e una crescita di poco meno di 2 milioni di utenti in poco più di un mese</strong> . Impressionante.</p>
<p>Chi legge il mio blog sa quanto sono affascinato da questa applicazione, ma quello che mi ha colpito di più negli ultimi mesi, è il modello con il quale Kevin e Mike, fondatori di Instagram, stanno portando avanti il progetto. Ci sono almeno <strong>4 punti fondamentali che, secondo me, fanno di questa gestione, e quindi di Instagram, un modello di startup perfetta</strong> e che dovrebbe esser preso come esempio.</p>
<p><strong>Costi e struttura</strong>. Fino a pochi anni fa per raggiungere 10 milioni di utenti era necessario immaginare una società composta da migliaia di persone e una rete di vendita o sedi distribuita su territorio mondiale. Instagram ha invece solo 5/6 dipendenti a tempo pieno, una sede non troppo grande, una infrastruttura estremamente scalabile. Eppure, raggiunge quasi 10 milioni utenti e processa un numero di documenti (foto) incredibilmente alto, ogni secondo. Una startup oggi deve puntare ad una struttura snella, ad una infrastruttura basata su cloud e software open source, e mantenere e razionalizzare i costi quanto più possibile.</p>
<p><strong></strong><strong>Mercato</strong>. Instagram è una applicazione che attualmente è solo su iPhone. Non è presente su Android, ed è appena presente sul web, pur non avendo tutte le funzionalità di base dell&#8217;app, grazie alla pubblicazione delle API che hanno permesso lo sviluppo di applicazioni di terze parti. Qualcuno ha più volte detto &#8220;<em>Ma come è possibile che ancora non abbiano investito anche su Android!?</em>&#8220;. Il punto è proprio questo: è stata una strategia e fin ora hanno avuto ragione: oggi il mercato è talmente grande, pieno di tecnologie, ambienti diversi (basti vedere al Mobile con iOS, Android, WindowsPhone, Blackberry, Symbian&#8230;) e una forte diffusione tra gli utenti, che un prodotto immesso sul mercato può crescere molto, anche se focalizzato su uno solo di essi, riducendo così i costi iniziali di sviluppo e manutenzione.</p>
<p><strong>Crescita e distribuzione</strong>. Negli ultimi 4 anni Facebook ha mantenuto un trend di crescita altissimo tanto da stravolgere completamente l&#8217;importanza dei motori di ricerca, e sviluppando numeri incredibili in termini di condivisione e contenuti generati dagli utenti (commenti, like, post, foto, video&#8230;). Ormai ogni 12 mesi i social network raddoppiano i contenuti condivisi in rete. Instagram grazie a questa crescita (e all&#8217;astuta integrazione con le piattaforme più note) sta crescendo due volte più veloce Foursquare che sta crescendo a sua volta più velocemente di Twitter. Questo dimostra che un prodotto sviluppato e ben integrato nei social network, può sfruttare lo sviluppo esponenziale delle piattaforme social e la quantità crescente di dati condivisi, riducendo notevolmente i costi di posizionamento e marketing.</p>
<p><strong></strong><strong>Modello di business</strong>. Chi l&#8217;ha detto che una startup non può partire se non ha un modello di business? Instagram attualmente non ce l&#8217;ha, e non monetizza. Non ha pubblicità, e non vende funzionalità premium. Probabilmente ad un certo punto dovrà tirare fuori un modello di business e cominciare a generare revenue e questo è fuori dubbio. Adesso però non ce l&#8217;ha e momentaneamente non ne ha bisogno: malgrado questo ha già avuto circa 8 milioni di dollari founding. Perchè? Il punto è che l&#8217;esecuzione e la realizzazione è costata pochissimo, la manutenzione e lo sviluppo anche, la struttura è crescente ma sotto controllo, ed il team è ridotto. Per un investitore Instagram è quindi decisamente appetibile: costa poco e cresce tanto. Si può aspettare ancora prima che questa trovi il modello di business vincente.</p>
<p>Secondo voi quindi, esiste un modello di startup perfetto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>UPDATE 8 dicembre 2011</strong></span><br />
Vi segnalo un paio di risorse che potrebbero farvi intuire il livello di architettura e progettazione messo su da Instagram. Se vi fate una lettura approfondita di questi due post vi rendete conto che una architettura di questo tipo, non costa poco e scalarla vuol dire avere un discreto impatto su budget.</p>
<ul>
<li><a href="http://highscalability.com/blog/2011/12/6/instagram-architecture-14-million-users-terabytes-of-photos.html" target="_blank">Instagram Architecture: 14 Million Users, Terabytes Of Photos, 100s Of Instances, Dozens Of Technologies </a></li>
<li><a href="http://instagram-engineering.tumblr.com/post/13649370142/what-powers-instagram-hundreds-of-instances-dozens-of" target="_blank">What Powers Instagram: Hundreds of Instances, Dozens of Technologies</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il futuro delle PMI è social</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 15:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da una estesa presenza di piccole e medie imprese (PMI) che, insieme alle grandi aziende di carattere multinazionale e non, operanti principalmente nel settore TLC e automotive, costituiscono la base dell’economia del nostro Paese. Lo sviluppo di internet e, in particolare, dei social media evidenzia la necessità — e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da una estesa presenza di piccole e medie imprese (PMI) che, insieme alle grandi aziende di carattere multinazionale e non, operanti principalmente nel settore TLC e automotive, costituiscono la base dell’economia del nostro Paese.</p>
<p>Lo sviluppo di internet e, in particolare, dei social media evidenzia la necessità — e l’opportunità — che le PMI utilizzino gli strumenti messi a disposizione dalla Rete per acquisire vantaggi in termini di competitività e relazioni con il mercato. <strong>Essere “social”, oggi, non è prerogativa dei singoli individui ma può essere un vantaggio anche per le PMI italiane.</strong></p>
<p>Ma cosa significa “<strong>essere social</strong>”, e in che modo questo termine può essere applicato all’attività di tutti i giorni?</p>
<p>Occorre in primo luogo fare una considerazione di base. Le PMI nostrane hanno due caratteristiche peculiari:</p>
<ul>
<li>La maggior parte sono a conduzione familiare;</li>
<li>Hanno un forte legame con il loro territorio di appartenenza.</li>
</ul>
<p>Questi due fattori consentono agli imprenditori di godere già in partenza di una rete di relazioni collaudata, che consente loro di fare “networking” con fornitori, clienti e altre imprese presenti sul territorio. Un esempio in questo senso è dato dalla estesa rete di aziende che operano nella filiera agroalimentare del centro-nord italia.</p>
<p>Oggi gli strumenti offerti dal web 2.0 (social network, blog, piattaforme VOIP) possono consentire alle aziende di<strong> estendere e rafforzare le loro relazioni sul territorio</strong>, e possono anche<strong> facilitare la creazione di vere e proprie reti d’impresa</strong> che possano <strong>allargare le attività di business anche oltre i confini nazionali</strong>.</p>
<p>Le funzionalità tipiche dei social network consentono l’apertura di profili aziendali in grado di far crescere relazioni dirette e collaborative con i consumatori; possono <strong>rafforzare il posizionamento degli imprenditori e offrire canali di relazione diretta con professionisti e aziende del settore</strong>. E, dal punto di vista della gestione amministrativa dell’azienda, il web offre anche la possibilità di abbattere i costi legati all’archiviazione documentale e di integrare i processi di office automation.</p>
<p>Affinché tutto questo sia possibile, è tuttavia necessario che gli imprenditori facciano un piccolo sforzo legato alla volontà di comprendere le evoluzioni di Internet e i vantaggi che i suoi strumenti possono offrire in termini reali: <strong>riduzione dei costi, incremento delle relazioni B2B e B2C, facilitazione nella creazione di reti d’impresa</strong>.</p>
<p>Il passaggio culturale delle PMI è quindi necessario: <strong>la cultura digitale deve diventare una vera e propria commodity</strong> al servizio dell’imprenditoria italiana e non solo una serie di valori e opportunità ad uso esclusivo dell’utente della rete.</p>
<p><strong>Una PMI che affronta quindi un progetto evolutivo verso il social deve valutare consapevolmente il passaggio che sta per affrontare e non deve sottovalutare l’impatto che questo cambiamento avrà sull’azienda, sui processi e sul modello operativo</strong>. Il progetto dicomunicazione d’impresa che sarà intrapreso dovrà, infatti, essere integrato all’attività dell’azienda stessa, come sistema coordinatodi strumenti con cui esprimere la Corporate Identity e gestire il dialogo con gli utenti, e non dovrà esser gestito come una attività a parte, scorporata dal resto del piano strategico aziendale.</p>
<p>Operativamente significa, dunque, che sarà necessario organizzare tutte le attività e gli strumenti attivati parallelamente ai modelli tradizionali, riuscendo però ad orchestrare il tutto in modo coerente ed organico, con un progetto di più ampio respiro e di orizzonte temporale più lungo, pianificato in funzione delle specifiche caratteristiche, esigenze e strategia dell’azienda. <strong>La comunicazione d’impresa deve esser ritenuta un fattore competitivo che richiede un investimento a medio-lungo termine e un piano di lavoro ben definito</strong>.</p>
<p><strong>Il processo che porterà una PMI a potersi definire Social, è composto da più passaggi fondamentali: il primo passo è la fase dell’ascolto , fase in cui si inizia a monitorare le conversazioni</strong>. Tale passaggio è propedeutico al lavoro d’interazione e dialogovero a e proprio, che porterà l’azienda alla creazione di una relazione tra brand e cliente finale. L’obiettivo è di valorizzare gli utenti e dar loro la sensazione di essere ascoltati e compresi nelle proprie esigenze, nonché tenuti in considerazione nelle decisioni. Il terzo step è il coinvolgimento attivo degli utenti, ed è la fase in cui bisogna rendere il cliente &#8220;motore e promotore dell’innovazione dei propri prodotti o servizi&#8221; e trasformarlo in ambasciatore del marchio.</p>
<p>Come già detto la fase dell’ascolto permette all’azienda di capire quale sia il target di riferimento: chi parla del brand in genere è anche chi è interessato ai prodotti, e quindi è un potenziale cliente. Non solo. Chi legge i commenti online &#8211; reperibili in rete in qualunque momento, anche nel medio e lungo periodo &#8211; che riguardano un brand specifico è un altro potenziale cliente. <strong>Identificare gli utenti che parlano di un brand, come ne parlano e dove ne parlano permette all’azienda di analizzare gli utenti, individuare gli influencer e studiare la strategia adatta per poter definire e pianificare meglio gli step successivi</strong>.</p>
<p>Una volta individuati i potenziali utenti e aver identificato le possibili piazze virtuali in cui si discute di temi analoghi al prodotto e dove nascono le discussioni, si procederanno con la fase dipartecipazione attiva alla conversazione. A secondo della strategia definita, le metriche di giudizio saranno differenti. E’ importante sottolineare che, tuttavia, non sono applicabili le logiche del marketing tradizionale per valutare i risultati di una campagna di Social.</p>
<p><strong>Costruire una propria identità social in Rete richiede tempo, impegno e professionalità</strong>. I principi di democrazia della Rete, basati sulla cultura della partecipazione, sugli user-generated content e sulla libertà di accesso ai contenuti hanno forti implicazioni per le attività commerciali di qualsiasi azienda.</p>
<p>In primo luogo, oggi i consumatori dispongono degli strumenti che consentono loro di verificare la bontà delle offerte, e più in generale, della comunicazione di qualsiasi impresa. Le persone dialogano sui social network, si scambiano pareri e informazioni su blog e forum; e molto spesso l’azienda non partecipa a queste conversazioni, o addirittura ne è totalmente all’oscuro.</p>
<p>Chiunque navighi su internet entra dunque in contatto con i giudizi, i commenti, le notizie fatte circolare sul web riguardo a un’azienda, un ente pubblico o un personaggio. Ciò che si legge e/o si vede sulla Rete influenza il giudizio degli altri e la reputazione del marchio. E così anche i giudizi, le notizie, i commenti su un’azienda, soprattutto quando sono negativi, si diffondono molto velocemente.</p>
<p><strong>Saper ascoltare la rete e dialogare con le persone che ne fanno parte è oggi fondamentale, e può offrire dei vantaggi consistenti in termini di notorietà, customer satisfaction e vendite</strong>.</p>
<p>Dalle ricerche emerge come <strong>i vantaggi principali nell’uso dei social media per le aziende</strong> sono sette:</p>
<ul>
<li>Maggiore visibilità del marchio e dei prodotti aziendali (per l’85% delle aziende);</li>
<li>Incremento del traffico verso il sito web aziendale (per il 63% delle aziende);</li>
<li>Supporto alla costruzione di nuove relazioni commerciali (per il 56% delle aziende).</li>
<li>Migliore posizionamento sui motori di ricerca (SEO) 54%</li>
<li>Acquisizione di contatti in target 52%</li>
<li>Supporto alla vendita di prodotti e servizi 48%</li>
<li>Riduzione degli investimenti in pubblicità tradizionale 48%</li>
</ul>
<p>Gli strumenti più utilizzati sono i social network come Facebook (utile soprattutto per creare community intorno al brand o a specifiche iniziative commerciali), LinkedIn (per rafforzare le relazioni B2B con altri imprenditori, anche verso l’estero), i blog (per creare canali di conversazione informali e partecipativi con il proprio target), e YouTube (i video sono molto efficaci per presentare le caratteristiche di nuovi prodotti e servizi). Twitter, anche se ancora poco conosciuto nel nostro Paese, è uno strumento molto efficace per comunicare news e informazioni in tempo reale al proprio mercato di riferimento. Un ulteriore strumento che in futuro potrà offrire ulteriori vantaggi alle PMI è Foursquare, molto efficace per stimolare le occasioni di incontro sul territorio e promuovere specifiche iniziative commerciali.</p>
<p>Già oggi l’80% delle persone attive sulla Rete dà per scontato che le aziende debbano essere presenti sui social network come, ad esempio, Facebook. Le pagine aziendali sono mediamente più seguite (68%) perfino rispetto a quelle dei personaggi pubblici/famosi (62,5%). Altra indicazione chiara è l’ &#8220;affetto&#8221; dell’utente di Facebook all’azienda di cui diventa fan: nel 72,8% dei casi è infatti scelta proprio per hobby o interessi personali, nel 55,6% per essere informato rapidamente,nel 48% per interesse professionale, e infine nel 31% dei casi per senso di appartenenza. C’è però anche chi si stanca, e il motivo più diffuso è per i troppi messaggi (64,7%) o per quelli troppo pubblicitari (49,6%) o perché troppo ripetuti e non interessanti (41%).</p>
<p>L’importante, per la PMI che decide di essere presente e attiva su questi strumenti, è che si pianifichi una comunicazione corretta, che coinvolga l’utente/fan, che gli riconosca l’importanza di aver associato il proprio nome a quello della pagina, che gli riconosca correttamente ruolo e intelligenza.<strong> Le persone, infatti, non gradiscono messaggi troppo o esclusivamente commerciali, mentre desiderano un dialogo trasparente e diretto</strong>.</p>
<p>Le due caratteristiche delle PMI italiane (conduzione familiare e forte legame con il territorio) costituiscono un terreno estremamente fertile alla costruzione di un’identità online che comprenda gli elementi “social”:il territorio di appartenenza (comune, provincia, regione) è infatti la prima community in grado di aggregare tutti gli stakeholders dell’azienda intorno a valori comuni: quelli espressi dal brand, dai prodotti e/o dai servizi offerti.</p>
<p>Essere social diviene, in questo modo, proprio lo strumento più naturale per fare innovazione imprenditoriale.</p>
<p><strong>Be social è un must, per le PMI che vogliono e devono innovare.</strong></p>
<p><a href="http://www.technologybiz.it/it/contributi/minigrafie/il-futuro-delle-pmi-e-social-1">Post pubblicato su TechonologyBiz</a></p>
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		<title>Geolocalizzazione e mobile marketing: come fare business con app e social game</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 14:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho ricevuto le prime copie-autore del mio primo libro “Geolocalizzazione e mobile marketing: fare business con le app e i social game”, scritto insieme ad Alessandro Prunesti e pubblicato da Franco Angeli . L&#8217;emozione di vedere la prima copia stampata è indescrivibile. Condivido con tutti questa piccola grande soddisfazione, pubblicando il testo della quarta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-2291" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="copertina-geolocalizzazione-e-mobile-marketing" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/07/copertina-geolocalizzazione-e-mobile-marketing.jpeg" alt="" width="141" height="209" /></p>
<p>Ieri ho ricevuto le prime copie-autore del mio primo libro “<strong>Geolocalizzazione e mobile marketing: fare business con le app e i social game</strong>”, scritto insieme ad <strong><a href="http://alessandroprunesti.wordpress.com/2011/07/20/ecco-le-prime-copie-di-geolocalizzazione-e-mobile-marketing-fare-business-con-le-app-e-i-social-game/" target="_blank">Alessandro Prunesti</a></strong> e pubblicato da Franco Angeli . L&#8217;emozione di vedere la prima copia stampata è indescrivibile.</p>
<p>Condivido con tutti questa piccola grande soddisfazione, pubblicando il testo della quarta di copertina:</p>
<blockquote><p><em>L’evoluzione dei dispositivi mobili – dagli smartphone ai tablet pc – determina il successo dei servizi web accessibili da qualunque posizione: oggi è sufficiente un abbonamento a internet e un’antenna GPS per trasformare il nostro cellulare in uno strumento che ci consente di acquisire in tempo reale informazioni sui luoghi nei quali ci troviamo e condividerle con i nostri amici.</em></p>
<p><em>Anche in Italia le aziende iniziano a utilizzare i Location-based services e le app come strumenti utili alla creazone di attività di marketing geolocalizzate, che consentono agli utenti di accedere all’offerta di prodotti e servizi attraverso attività di social gaming promosse con l’uso di social network come Facebook, Twitter e Foursquare.</em></p>
<p><em>Questo volume descrive le più innovative strategie di utilizzo dei Location Based Services da parte delle aziende che investono nel mobile marketing. Viene dato particolare rilievo alle strategie di sviluppo delle app, dei social game e dei servizi di geolocalizzazione applicabili al marketing turistico e territoriale.</em></p></blockquote>
<p>Il volume, visto che più persone me lo hanno chiesto, sarà disponibile anche in <strong>versione e-book</strong> e sarà disponibile, anche nelle librerie, dai <strong>primi giorni di settembre</strong>. Grazie a tutti, aspetto vostri feedback.</p>
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		<title>Medioera, festival della Cultura Digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 21:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Nuove professionalità 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi segue il mio blog e mi conosce sa che scrivo spesso di Cultura Digitale e sa soprattutto quanto questo argomento mi interessi, tanto da aver avviato, ormai da qualche mese, il progetto CulturaDigitale.com. Proprio per questo fortissimo interesse, quando qualche giorno fa sono stato contattato dall&#8217;organizzazione di Medioera – festival di cultura digitale per partecipare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Chi segue il mio blog e mi conosce sa che scrivo spesso di <a href="http://fabiolalli.com/category/cultura-digitale/">Cultura Digitale</a> e sa soprattutto quanto questo argomento mi interessi, tanto da aver avviato, ormai da qualche mese, il progetto <a href="http://CulturaDigitale.com">CulturaDigitale.com</a>. Proprio per questo fortissimo interesse, quando qualche giorno fa sono stato contattato dall&#8217;organizzazione di <strong><a href="http://www.medioera.it/">Medioera – festival di cultura digitale</a></strong> per partecipare ad un talk, che si terrà <strong><a href="http://www.medioera.it/programma-2011/">sabato 23 alle 22.30</a> a Viterbo</strong>, ho detto subito di si.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, <strong>Medioera</strong> è un evento, quest’anno alla sua seconda edizione, che vuole essere il <strong>momento di incontro ed approfondimento delle tematiche legate all’uso delle nuove tecnologie nei più diversi ambiti della vita</strong>. L&#8217;obiettivo del Festival è quello di disegnare gli scenari prossimi venturi nella loro dimensione necessariamente g-local, dove le micro esigenze locali si legano alle macro mutazioni globali in un processo di interazione cooperativa sconosciuto fino a pochi anni fa. Questo processo, di cui si vuole cogliere criticità ed opportunità, sarà al centro della riflessione di questa edizione 2011 che, oltre alla sessione estiva, prevede una serie di eventi spot a partire dal 12 febbraio per concludersi con la fine dell’anno. La manifestazione è strutturata sul format del cosiddetto “<strong>salotto letterario</strong>”, ossia un incontro/colloquio con l’ospite avente l’obiettivo di approfondire la conoscenza di un argomento specifico.</p>
<p>Io ci sarò appunto sabato dalle 22.30 con Matteo Fini per parlare di Nuove Professionalità 2.0. I talk dell&#8217;intervento saranno svolti in modalità <a href="http://fabiolalli.com/tag/ignite/">Ignite</a>.</p>
<p>Ci si vede li.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando il PHP incontra Business ed Università &#8211; PHP.TO.START Torino</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 20:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<category><![CDATA[politecnico di torino]]></category>
		<category><![CDATA[Symfony Framework]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[Zend framework]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire da quest’anno prende il via il PHP.TO.START un evento dedicato all’incontro tra il mondo Open, le aziende e le Università. Il progetto, nato da un idea di Skuola.net ed Indigeni Digitali, ha l’obiettivo di creare un momento di incontro e condivisione di esperienze delle aziende e professionisti e gli studenti e permettere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>A partire da quest’anno prende il via il <strong><a href="http://blog.indigenidigitali.com/php-to-start-quando-il-php-incontra-business-ed-universita-a-torino/">PHP.TO.START</a></strong> un evento dedicato all’incontro tra il mondo Open, le aziende e le Università. Il progetto, nato da un idea di <a href="http://skuola.net">Skuola.net</a> ed<a href="http://indigenidigitali.com"> Indigeni Digitali</a>, ha l’obiettivo di creare un momento di incontro e condivisione di esperienze delle aziende e professionisti e gli studenti e permettere a questi ultimi di entrare direttamente a contatto con realtà aziendali. Una opportunità soprattutto per coloro che stanno entrando nel mondo del lavoro.</p>
<p>L’evento dal titolo “<strong>Quando il PHP incontra business ed università</strong>” che si svolgerà l&#8217;<strong>11 Luglio 2011</strong> dalle ore 9.30 all’interno dell’I3P, incubatore per le imprese innovative del Politecnico di Torino. Interverranno aziende del settore che riporteranno le loro esperienze, il modello di business sul quale stanno basando il loro percorso e gli impatti positivi che il passaggio al mondo dell’open source può avere. Ci saranno interventi tecnici di esperti e non mancherà la possibilità di fare networking.</p>
<p>Tutte le informazioni per l’iscrizione ed <a href="http://blog.indigenidigitali.com/php-to-start-quando-il-php-incontra-business-ed-universita-a-torino/">il programma dell’evento le trovate sul blog di Indigeni Digitali</a></p>
<p>Il programma sarà il seguente:</p>
<ul>
<li>Ore 9.30/10.00 – Inizio attività di registrazione ed ingresso</li>
<li>Ore 10.30 – Presentazione I3P e Politecnico</li>
<li>Ore 11.00 – Introduzione ai talk</li>
<li>Ore 11.15 – L’esperienza di IDEATO</li>
<li>Ore 11.45 – Enrico Zimuel – Zend Framework</li>
<li>Ore 12.15 – Massimiliano Arione &#8211; Sviluppo rapido di applicazioni</li>
<li>Ore 12.45 – Conclusione attività prima parte</li>
<li>Ore 13.00 – 14.00 Pausa pranzo</li>
<li>Ore 14.00 – L’esperienza DNSEE</li>
<li>Ore 14.30 – L’esperienza di SKUOLA.net</li>
<li>Ore 15.00 – Alessandro Nadalin – Rest</li>
<li>Ore 15.30 – David Funaro – Nosql</li>
<li>Ore 16.00 – Jacopo Romei – Metodologia Agile</li>
<li>Ore 16.30 – Mitch Pirtle – L’esperienza Joomla</li>
<li>Ore 17.00 – Chiusura attività ed inizio networking</li>
</ul>
<p>Vi invito a partecipare perchè sarà un bell&#8217;evento, costruttivo e sicuramente ci saranno delle opportunità per tutti. Vi aspetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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