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	<title>Fabio Lalli &#187; Google</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>A Firenze parlare di Business è un arte</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 21:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Business Roadshow]]></category>
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		<category><![CDATA[Forum della Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2 Maggio a Firenze, presso l&#8217;Auditorium di S.Apollonia si svolgerà il Business Roadshow Firenze. L&#8217;evento ha come obiettivo quello di far incontrare la Business Community di imprenditori, top manager, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione ed innovatori del panorama nazionale, per contribuire all&#8217;aumento della competitività del territorio toscano e non solo. Il Business Roadshow Firenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il <strong>2 Maggio a Firenze, presso l&#8217;Auditorium di S.Apollonia</strong> si svolgerà il <strong>Business Roadshow Firenze</strong>. L&#8217;evento ha come obiettivo quello di far incontrare la Business Community di imprenditori, top manager, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione ed innovatori del panorama nazionale, per contribuire all&#8217;aumento della competitività del territorio toscano e non solo.</p>
<p>Il Business Roadshow Firenze è la prima tappa dei <strong>Business Roadshow di Comunicazione Italiana</strong> che si svolgeranno in Italia, pensati con una triplice funzione:</p>
<ul>
<li> anticipare e preparare le edizioni annuali del Forum della Comunicazione, del Forum Risorse Umane e del Forum Digitale.</li>
<li>Portare sul territorio il know how e le migliori pratiche dell&#8217;innovazione, della comunicazione e dell&#8217;imprenditoria.</li>
<li>Favorire la creazione di nuove opportunità di business.</li>
</ul>
<p>Il programma della giornata è molto intenso e pieno di interventi interessanti. Per quanto mi riguarda, sarò presente in qualità di moderatore durante la sessione dell&#8217;Ignite che si svolgerà dalle 16:00 alle 17:00 in collaborazione con ToscanaIn ed Indigeni Digitali. L&#8217;elenco dei talk è è il seguente:</p>
<ul>
<li>Laura De Benedetto, Presidente ToscanaIN &#8211; “Dal virtuale al reale come catalizzatori di innovazione sul territorio”</li>
<li>Bruno Vairo, Amm.re Medicare - “Qualità ecologica per qualità di vita“</li>
<li>Roberto Montelatici, Amministratore Unico start-up ROBOING s.r.l. (Incubatore Firenze) - “Semplificare lo sviluppo del software e della cartografia”</li>
<li>Giovanni Morozzo, Local Logic Scarl - “Tecnologie Mature e tecnologie innovative … un matrimonio di efficienza”</li>
<li>Gian Enrico Barbagli, Advertigo - “Inside the community &#8211; il payoff dell&#8217;agenzia”</li>
<li>Alessandro Belli, Coordinatore progetto UE 7°PQ &#8220;BIKE INTERMODAL&#8221;, Tecnologie Urbane, studio di design industriale e ambientale, partner capofila del progetto - “Smaterializzare la bici”</li>
<li>Edoardo Pagnini, Managing Director F.I. &amp; N.E. - “Russia Experience Italy”</li>
<li>Marco Badiani, A.D. Flod - “Flod: gruppo multiforme di soggetti creativi e multiculturali”</li>
<li>Michele Ruini, cofounder Metwit.me - “Metwit.me &#8211; Meteo 2.0”</li>
<li>Niccolò Fanfani, Energiachiara.it - “Energiachiara.it, chi più sa meno spende”</li>
<li>Daniele Nuzzo, Amministratore WebDev s.r.l. e fondatore di RoadSharing.com - &#8221;RoadSharing 500 giri del mondo in due anni&#8221;</li>
</ul>
<p>Ci vediamo a Firenze, per parlare di business, arte e digitale e fare un pò di networking. Se volete maggiori informazioni le trovate sul <a href="http://bit.ly/jMGKSI">sito di Comunicazione Italian</a>a.</p>
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		<title>Quella strana puntata di Social-Report</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 06:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera è andata in onda una &#8220;strana puntata&#8221; di Report dal titolo &#8220;Il prodotto sei tu&#8221; e si è parlato di rete, social e tanti altri argomenti in qualche modo correlati. Come faccio di solito, ho seguito contemporaneamente i tweet e le discussioni che avvenivano in rete prima dell&#8217;inizio del programma, durante e dopo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ieri sera è andata in onda una &#8220;strana puntata&#8221; di Report dal titolo &#8220;<strong>Il prodotto sei tu</strong>&#8221; e si è parlato di rete, social e tanti altri argomenti in qualche modo correlati. Come faccio di solito, ho seguito contemporaneamente i tweet e le discussioni che avvenivano in rete prima dell&#8217;inizio del programma, durante e dopo.  La puntata in questione era stata <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-47f24a67-0008-4a89-a6b3-ddab3eff9d5e.html">anticipata sul sito ufficiale</a> in questo modo:</p>
<blockquote><p>“Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie? Condividere è facile anche su Youtube, dove gli Italiani cliccano i video un miliardo di volte al mese e può succedere che qualcuno condivide la roba tua anche se non te lo saresti mai aspettato. Come si fa a difendersi? E come si evitano le trappole che i criminali allestiscono per derubare gli utenti di Facebook quando cliccano il tasto “mi piace”? Circa 17 milioni di Italiani usano Facebook ogni giorno per comunicare con i loro amici, ma in certi casi ti ritrovi buttato fuori. C’è libertà di espressione su Facebook o hanno fatto accordi con il Ministero dell’Interno per monitorare quello che dicono gli utenti? Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni sta preparando un sistema per oscurare parti di siti italiani o per sbarrare totalmente l’accesso ai siti esteri sospettati di violare il diritto d’autore. Migliaia di siti potrebbero diventare inaccessibili come oggi capita a thePiratebay, ma c’è anche il sistema per aggirare la censura italiana. Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?</p></blockquote>
<p>Anche io durante il programma sono stato un pò critico, però poi riflettendoci un pò ho cambiato idea riguardo alla riuscita della puntata: <strong>la delusione è un effetto soggettivo</strong> e ognuno la vive rispetto ad una aspettativa dettata dal proprio grado di preparazione e conoscenza dell&#8217;argomento.</p>
<p>Quello che accomuna tutti i delusi guarda caso <strong>è l&#8217;appartenenza alla stessa famiglia e allo stesso gruppo di &#8220;conoscenza&#8221;: la rete.</strong></p>
<p>Il programma della Gabanelli a mio avviso ha rispettato la linea di contenuto che aveva anticipato anche nel post del proprio sito ed il livello di approfondimento che in ogni puntata viene dato agli argomenti trattati. In 2 ore, c&#8217;è da considerare che in un format televisivo e con determinati ritmi, più di tanto in profondità non si può andare.</p>
<p>Il problema è che a mio avviso si è generato un enorme misunderstanding: da una parte <strong>la rete aveva una aspettativa alta su questi argomenti </strong>e dall&#8217;altra il contenuto era tarato, probabilmente, <strong>per un target diverso</strong>. Lo si evince riascoltando il linguaggio utilizzato, gli esempi citati ed il livello di complessità con cui sono stati affrontati alcuni argomenti (vedi per esempio la sicurezza).</p>
<p>Nella mia testa mi immagino che quando Report parla di altri argomenti (nucleare, leggi e via dicendo&#8230;), potenzialmente ci sia lo stesso &#8220;effetto delusione&#8221; negli esperti dell&#8217;argomento in questione. Questo credo sia normale proprio perchè ognuno si aspetta un contenuto più approfondito rispetto alla propria conoscenza e preparazione. Un contenuto di alto livello sarebbe incomprensibile per i non addetti ai lavori e viceversa. Non esiste un contenuto ottimo per tutti.</p>
<p>In particolare poi <strong>la rete, da questo punto di vista, è una brutta bestia</strong>: è particolarmente suscettibile quando si toccano argomenti come social, internet e sicurezza, e basta che uno ne parli leggermente fuori dalle righe o al di sotto dell&#8217;aspettativa che tutti scrivono, strillano, tweettano e postano incazzati come bisce scagliandosi alla velocità della luce anche contro un qualcosa che fino a due ore prima era un must.</p>
<p>Report ha toccato tanti argomenti più o meno importanti, forse, con eccessiva divagazione, ma tutti particolarmente delicati e da approfondire, soprattutto per <strong>un target che ancora oggi confonde Internet con Facebook</strong>, <strong>utilizza la rete in modo inconsapevole</strong>, <strong>inserisce i propri dati in siti web senza leggere chi e come li utilizzerà</strong> ed<strong> imposta le password dei propri account di posta in modo talmente tanto banale</strong> che anche un non-cracker sarebbe in grado di violare.</p>
<p>Io credo che il programma abbia fatto da una parte sensibilizzazione e dall&#8217;altra eccessivo terrorismo psicologico. Se da una parte è lodevole aver toccato, finalmente, anche questi temi, dall&#8217;altra parte ha peccato di superficialità dando spazio ad argomenti che potevano esser evitati: esempio io avrei spiegato perchè il tizio ha subito la violazione della casella di posta elettronica su Google (password debole) invece di spiegare l&#8217;utilizzo di firesheep per sniffare i profili di facebook attivi sulla stessa rete.</p>
<p>Concludendo, per quanto riguarda proprio il discorso &#8220;<strong>terrorismo psicologico</strong>&#8221; (e qui so di andare un pò controcorrente), io credo che ci siano dei casi in cui è necessario affrontare argomenti in modo più diretto e purtroppo è facile che si superi il livello di sensibilizzazione e di messa in guardia esagerando: però basti pensare al modo in cui è stato necessario sensibilizzare le persone all&#8217;utilizzo della cintura di sicurezza o all&#8217;utilizzo del casco (esempio: ci è voluta la pubblicità che faceva vedere incidenti stradali e alcune testimonianze), oppure il modo in cui le persone sono state sensibilizzate sulla pericolosità del Nucleare (esempio: ci è voluto Fukushima, non era bastato Cernobil) o infine il discorso fame nel mondo (esempio: c&#8217;è bisogno di vedere il bambino mezzo morto tra le braccia della madre per capirlo). Sono tutti casi in cui la <strong>sensibilizzazione è borderline con l&#8217;esagerazione</strong>.</p>
<p><strong>In Italia la questione digitale a mio avviso è grave</strong>: tutti pensano che <strong>il problema sia la Tecnologia, il Digital Divide e le Leggi quando invece il problema più grande è proprio la mancanza di Cultura Digitale e conoscenza della rete</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Google +1, come si attiva, come funziona e gli effetti sulla rete</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa Google, dopo un post su blogspot nel Webmaster Central, ha attivato Google +1 e in rete si è sentito e letto molto dell&#8217;effetto che questa nuova funzionalità dovrebbe avere sulle ricerche. Qui potete visualizzare il video Introducing the +1 Button pubblicato su Youtube. Attualmente Google + 1 è attivo solo nella versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un paio di giorni fa Google, dopo un <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/03/introducing-1-button.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FamDG+%28Official+Google+Webmaster+Central+Blog%29"><strong>post su blogspot nel Webmaster Central</strong></a>, ha attivato <strong><a href="http://www.google.com/+1/button/">Google +1</a> </strong>e in rete si è sentito e letto molto dell&#8217;effetto che questa nuova funzionalità dovrebbe avere sulle ricerche. Qui potete visualizzare il video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OAyUNI3_V2c&amp;feature=player_embedded">Introducing the +1 Button</a> pubblicato su Youtube.</p>
<p>Attualmente Google + 1 è attivo solo nella versione Inglese e per attivarlo è necessario seguire una semplice procedura. Prima di tutto è necessario aver attivato un profilo pubblico su <a href="https://profiles.google.com/"><strong>Google Profile</strong></a> e poi <strong>spostare il proprio account alla versione inglese di Google</strong> per poter accedere a <strong>Google.com</strong> (e non al .IT). Per poter effettuare questa modifica è sufficiente accedere alla home page classica di Google e premere &#8220;<strong>Google.com in English</strong>&#8220;. Una volta completato questo passaggio vi accorgerete di avere un interfaccia leggermente diversa, ma soprattutto in inglese! Da questo momento in poi il vostro profilo sarà impostato (se non l&#8217;avevate già) sulla versione in Inglese. Personalmente consiglio l&#8217;utilizzo di questa versione di default.</p>
<p>Ora per poter attivare ed accedere alle funzionalità di <strong>Google +1</strong> entrate nel <strong>Labs di Google,</strong> precisamente nella sezione <a href="http://www.google.com/experimental/index.html#PlusOne::PublicOptIn">Experimental Search</a> dove troverete le ultime idee in sviluppo e che potete attivare per poterle utilizzare e testare prima dell&#8217;ufficializzazione.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px">
	<img class="size-full wp-image-2061 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Attivazione Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.06.16.png" alt="" width="520" height="350" />
	<p class="wp-caption-text">Attivazione Google +1</p>
</div>
<p style="text-align: left;">Per attivare la funzionalità premete il tasto <strong><em>Join this experiments</em></strong> riportato alla destra del nome del nuovo servizio da attivare. Una volta attivata la funzionalità (vedrete apparire una scritta <strong><em>This is your selected experiment. Leave</em></strong>). Attivazione completata!</p>
<p style="text-align: left;">Ora sarà sufficiente tornare sulla home page di Google.com e procedere con una ricerca, niente di più facile. Noterete che vicino ad ogni risultato apparirà il nuovo tastino di +1, una scritta che riporta il numero delle persone che hanno effettuato lo share (<strong><em>You +1&#8242;d this pubblicity</em></strong>) del risultato e l&#8217;elenco delle fototo degli avatar degli utenti che hanno effettuato la condivisione. Una volta cliccato sul pulsante +1 il colore del pulsante cambierà e diventerà colorato, ad indicarvi che avete già espresso la vostra preferenza per quel link.</p>
<div id="attachment_2064" class="wp-caption aligncenter" style="width: 503px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.10.16.png"><img class="size-full wp-image-2064  " title="Ricerca Fabio Lalli in Google.com" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.10.16.png" alt="" width="503" height="310" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Risultato della Ricerca &quot;Fabio Lalli&quot;</p>
</div>
<p>Quando cliccate sul tasto per esprimere una preferenza, Google vi mostrerà una pagina in un popup nella quale vi chiederà di confermare la vostra preferenza e personalizzare il vostro profilo di Google affinchè i risultati selezionati possano esser raccolti in una pagina e consultati successivamente.</p>
<div id="attachment_2065" class="wp-caption aligncenter" style="width: 542px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-07.51.09.png"><img class="size-full wp-image-2065  " title="Esprimere una preferenza con Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-07.51.09.png" alt="" width="542" height="331" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Esprimere una preferenza con Google +1</p>
</div>
<p>Da questa pagina è possibile accedere alle <a href="http://www.google.com/intl/en/privacy/plusone/">Privacy Policy</a> che consiglio di leggere per due motivi:</p>
<ol>
<li>dalla pagina delle Policy potete capire <strong>in che modo verrà utilizzata la vostra preferenza</strong></li>
<li>dalla pagina delle Policy si può accedere alla funzione di configurazione OPT-out di Google e poter <strong>decidere se far apparire il vostro nome nel risultato di ricerca di altri utenti</strong>, al fine di influenzare la decisione di altri utenti.</li>
</ol>
<div id="attachment_2066" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.31.50.png"><img class="size-full wp-image-2066 " title="Impostazioni OPT-out Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.31.50.png" alt="" width="589" height="273" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Impostazioni OPT-out Google +1</p>
</div>
<p>Fatto tutto questo, e selezionate le vostre preferenze, ecco che vedrete apparire nel vostro <strong><a href="https://profiles.google.com/">Google Profile</a></strong> un tab riservato ed accessibile solo a voi, all&#8217;interno del quale verranno aggregate tutte le vostre scelte.</p>
<div id="attachment_2067" class="wp-caption aligncenter" style="width: 586px">
	<a rel="attachment wp-att-2067" href="http://fabiolalli.com/2011/04/01/google-1-come-si-attiva-come-funziona-e-gli-effetti-sulla-rete/schermata-2011-04-01-a-08-33-51/"><img class="size-full wp-image-2067 " title="Google Profile e attivazione del tab +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.33.51.png" alt="" width="586" height="352" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Google Profile e attivazione del tab +1</p>
</div>
<p>Per i blogger, gli sviluppatori ed i proprietari di siti internet, sarà presto <strong>un&#8217;altro bottoncino</strong> da &#8220;appiccicare&#8221; sul proprio sito, ma anche se per adesso non è attivo, è possibile farne <a href="https://services.google.com/fb/forms/plusonesignup/">richiesta su una apposita pagina web</a>.</p>
<p>Anche se la funzionalità Google+1 può sembrare la risposta immediata al «Like» di Facebook, non è così. Le due funzioni (Like e +1) esprimono la nostra preferenza in modo diverso: il «Like» di <strong>Facebook esprime il nostro gradimento su un particolare contenuto</strong> all&#8217;interno di Facebook, di un sito o di un blog e si propaga all&#8217;interno di Facebook stesso, mentre il <strong>+1 di Google influenza direttamente i risultati di ricerca</strong>, AdWords e AdSense andando a definire un <strong>parametro di &#8220;meritocrazia&#8221; della rete</strong>.</p>
<p>Praticamente il valore di un contenuto si sposta sempre più nelle mani degli utenti, che saranno sempre più in grado di <strong>influenzare le scelte delle ricerche su internet</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UPDATE 01/06/2011 :</strong> Google pochi minuti fa mi ha attivato la funzionalità (come ad altri utenti) e così ho realizzato al volo un plugIn per poter inserire il bottoncino di Google + 1 all&#8217;interno di WordPress. Potete scaricarlo da questa pagina: <a href="http://fabiolalli.com/google1button">http://fabiolalli.com/google1button</a></p>
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		<title>E ora misuriamo Like e tutto ciò che è social!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 00:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[/like]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la Like Economy. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la <a href="http://marketingarena.it/2011/03/08/i-5-principi-della-like-economy/">Like Economy</a>. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprio <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">Check In del web</a> .</strong></p>
<p>Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed è cresciuta sempre più l&#8217;esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">C&#8217;era una volta un Like</a>, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalità di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.</p>
<p>In queste ore infatti, come si può leggere sul blog di Facebook, è stata rilasciata una <strong><a href="http://www.facebook.com/insights/">nuova piattaforma di Statistiche per i siti web</a></strong>, chiamata<strong> Real-Time Analytics For <a href="http://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social Plugins</a></strong>. La serie di funzionalità messe a disposizione da Facebook, servirà a migliorare l&#8217;analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l&#8217;interazione con le pagine ed aiutare così le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell&#8217;ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.</p>
<p>Partendo dal <a href="http://developers.facebook.com/blog/post/476">post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook</a>, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:</p>
<p><strong>Analisi del Like</strong><br />
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l&#8217;analisi del Like sarà possibile testare l&#8217;impatto della posizione dei pulsanti all&#8217;interno delle pagine e misurare cosi il CTR.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1938" title="insights-likes" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-likes.jpeg" alt="" width="480" height="186" /></p>
<p><strong><br />
Analisi dei commenti</strong><br />
Attraverso questa funzionalità sarà possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1936" title="insights-comments" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-comments1.jpeg" alt="" width="480" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Analisi della popolarità delle pagine</strong><br />
Mostrerà all&#8217;utente la popolarità delle pagine basando la valutazione su più parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1932" title="insights-popular-pages" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-popular-pages.jpeg" alt="" width="479" height="114" /></p>
<p><strong><br />
Analisi demografica</strong><br />
Permetterà la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di età, lingua e nazionalità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1931" title="insights-demographics" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-demographics.jpeg" alt="" width="479" height="145" /></p>
<p><strong>Analisi delle condivisioni </strong><br />
Questo strumento permetterà di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalità in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all&#8217;interno delle bacheche.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1930" title="insights-sharing" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-sharing.jpeg" alt="" width="479" height="165" /></p>
<p>Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l&#8217;utilizzo dell&#8217;Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrà viaggiare in parallelo e non ci sarà sovrapposizione.</p>
<p>Ovviamente questo sarà vero almeno finchè Facebook non deciderà, in accordo con Microsoft, di integrare l&#8217;analisi del traffico derivante da Bing.</p>
<p>Ora che ho lanciato <a href="http://yeplike.com">YepLike!</a>, che attraverso l&#8217;integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtà è a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzate dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarà possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.</p>
<p>Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori è tutto <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/api/#analytics">accessibile attraverso le API</a> ed il linguaggio per query <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/fql/insights/">FQL</a>. Tutta la <a href="http://developers.facebook.com/docs/insights/">documentazione è disponibile nella sezione Insight</a>, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c&#8217;è veramente da sbizzarrirsi.</p>
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		<title>Google Instant è arrivato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 17:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[google instant]]></category>
		<category><![CDATA[instant]]></category>
		<category><![CDATA[real time]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Instant è arrivato. Dopo due giorni di loghi (doodles) che hanno fatto chiacchierare la rete, ecco il vero botto (il logo di ieri): la ricerca istantanea. Le palline colorate che si spostavano al passaggio del mouse, rappresentavano i molteplici risultati che la nuova ricerca di Google avrebbe fornito all&#8217;utente, mentre il logo grigio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.google.it/instant/">Google Instant</a> è arrivato. Dopo due giorni di loghi (doodles) che hanno fatto chiacchierare la rete, ecco il vero botto (il logo di ieri): <strong>la ricerca istantanea</strong>. Le palline colorate che si spostavano al passaggio del mouse, rappresentavano i molteplici risultati che la nuova ricerca di Google avrebbe fornito all&#8217;utente, mentre il logo grigio di oggi, rappresenteva la ricerca real time, live. Proprio su questo si è focalizzato l&#8217;evento presentato in <a href="http://www.youtube.com/google">live streaming</a> : <strong>Google Instant</strong>.</p>
<p>La nuova funzionalità praticamente mostra i risultati durante la digitazione, appunto Instant. Nella pagina dedicata alla nuova funzionalità, il team di Google afferma che l&#8217;azienda sta spingendo al limite le potenzialità delle infrastrutture tecnologiche per <strong>aiutare l&#8217;utente ad ottenere risultati di ricerca migliori</strong>, <strong>più precisi e più veloci.</strong></p>
<p><strong> </strong>Il cambiamento più evidente del nuovo motore è il modo veloce di visualizzare l&#8217;&#8221;anteprima&#8221; del risultato, praticamente in real time: il corpo del risultato di ricerca si modifica man mano che viene completata la parola da ricercare dando all&#8217;utente, a colpo d&#8217;occhio, la possibilità di velocizzare la ricerca.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-thumbnail wp-image-1416 aligncenter" title="Schermata 2010-09-08 a 20.57.53" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-08-a-20.57.53-220x220.png" alt="" width="220" height="220" /></p>
<p>L&#8217;ulteriore cambiamento è il suggerimento della parola che si sta cercando: il suggerimento, oltre ad apparire nel menù a tendina, viene visualizzato in grigio direttamente nel campo di ricerca.</p>
<p>Google afferma che un utente in media impiega 9 secondi per digitare nel campo di ricerca una parola e altri 15 secondi per selezionare il risultato, portando a termine la ricerca. Con Google Instant invece sarà possibile effettuare ricerche più rapide con un risparmio medio di 5 secondi su ogni ricerca e di conseguenza ben 11 ore al mese ad ogni utente.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1406 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Schermata 2010-09-08 a 19.46.17" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-08-a-19.46.17.png" alt="" width="308" height="205" /></p>
<p>Secondo Google, ed è già evidente, ci sono i seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li><strong>Ricerche più veloci</strong></li>
<li><strong>Previsione delle ricerche</strong></li>
<li><strong>Risultati immediati</strong></li>
</ul>
<p>Anche se ritengo che si tratta di una funzionalità eccezionale e importantissima per il search, c&#8217;è qualcosa che comunque vorrei approfondire:</p>
<ul>
<li><strong>Traffico della rete</strong>: se ci pensate ad ogni carattere digitato, viene eseguita una chiamata al server di Google. Da un mio rapido calcolo (da approfondire), prendendo in considerazione che in ogni pagina di 10 risultati, il peso del contenuto caricato si aggira tra i 5Kb e i 9Kb. Ipotizzando un peso medio di 7Kb per 10 risultati caricati, la ricerca &#8220;Fabio Lalli&#8221; genera un traffico di 7Kb x 11 caratteri = 77Kb. Solo per la ricerca della prima pagina. Personalmente ritengo che se dovessi cercare solo una parola della quale sono sicuro, e considerando la velocità con la quale digito, trovo sia uno spreco effettuare questa quantità di chiamate.</li>
<li><strong>Utente loggato</strong> <strong>durante la ricerca: </strong>ma secondo voi, perchè Google abiliterebbe questa funzionalità solo agli utente loggati? Personalmente non credo sia solo per spingere gli utenti a registrarsi, ne tanto meno per diminuire il numero delle chiamate. Non è da Google. Secondo me questa mossa ha un unico scopo: memorizzare ancora più dati degli utenti e archiviare sempre di più abitudini, gusti e informazioni. Teneniamo in considerazione che questa cosa già avviene su tutti gli utenti registrati a Google che effettuano ricerche: si chiama <strong><a href="http://www.google.com/history">WebHistory</a> (cronologia web)</strong>.</li>
<li><strong>SEO</strong>: che impatti avrà questa nuova funzionalità sul SEO? Non mi occupo di questo ma credo che delle evoluzioni e delle modifiche importanti ci saranno. L&#8217;utente in questo modo può esser &#8220;distratto&#8221; dal suggerimento. I siti dovranno ottimizzare per particolari combinazioni di lettere, non solo parole chiave intere.</li>
<li><strong>Advertising</strong>: mi domando che effetto avrà sulle inserzioni sponsorizzate di Adwords? Se provate la nuova ricerca, e cercate una parola chiave che restituisce inserzioni a pagamento, queste vanno e vengono in base all&#8217;anteprima mostrata nel live. Che effetto ha questa cosa sull&#8217;utente? Forse un incremento delle impression e magari un abbassamento dei CTR (medi) anche di <a href=" http://tinyurl.com/22upx7c">Adwords</a></li>
</ul>
<p>Sulla <a href="http://www.google.it/instant/#utm_campaign=launch&amp;utm_medium=van&amp;utm_source=instant">pagina dedicata a Google Instant</a> ci sono un pò di domande e risposte interessanti.</p>
<p>La domanda che secondo me è più interessante, e che non ho trovato nel sito è: &#8220;<strong><em>Chi ha più bisogno di Instant, gli utenti o Google?</em></strong>&#8221; (<a href="http://www.stilografico.com/2010/09/08/chi-ha-bisogno-di-google-instant-search-gli-utenti-o-google/">provocazione di Ezekiel</a>) Io dico Google : &#8211; )</p>
<p>Vabbè, insomma, Google Instant ci farà discutere ancora per un bel pò, finchè non ne avremo appreso tutti i benefici e non potremo più farne a meno! Vi lascio al video.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ElubRNRIUg4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="400" src="http://www.youtube.com/v/ElubRNRIUg4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Google Me come è messo nella corsa al social network?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 18:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google Me]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio in questi giorni ho scritto un post relativo alla strana convergenza dei Social Network e all&#8217;equilibrio a cui si sta arrivando dal punto di vista delle funzionalità delle piattaforme di Social. Appiattimento causato da un lato, positivo, dal completamento dei servizi all&#8217;utente da parte di tutti i big e dall&#8217;altro, negativo, dall&#8217;effetto moda/emulazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Proprio in questi giorni ho scritto un post relativo alla <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">strana convergenza dei Social Network</a> e all&#8217;equilibrio a cui si sta arrivando dal punto di vista delle funzionalità delle piattaforme di Social. Appiattimento causato da un lato, positivo, dal completamento dei servizi all&#8217;utente da parte di tutti i big e dall&#8217;altro, negativo, dall&#8217;effetto moda/emulazione di sistemi concorrenti. Nel post infatti ho scritto che tutti copiano qualcosa e Google copia un pò tutti.</p>
<p>A seguito dei commenti lasciati sul post, ho iniziato a riflettere sulla politica di Google ed in particolare sul possibile servizio <strong>Google Me</strong> (se così si chiamerà&#8230;?) e le sue funzionalità.</p>
<p>Google Me sarebbe ipoteticamente il guanto di sfida ufficiale a Facebook nell&#8217;ambito dei Social Network, ma lanciare un nuovo servizio adesso, viste le cattive acque in cui naviga Google in questo momento, sarebbe poco propizio: i vari problemi derivanti dalla <strong>Privacy e dalla gestione dei dati</strong>, la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-14/oracle-cita-giudizio-google-080038.shtml?uuid=AYOwUkGC">battaglia contro Oracle per il discorso Java/Android</a>, <a href="http://www.huffingtonpost.com/josh-silver/google-verizon-deal-the-e_b_671617.html">l&#8217;accordo con Verizon</a> ed il discorso della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralità_della_Rete">Net Neutrality</a></strong>, la chiusura ed il <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/08/05/news/google_wave_finisce_nel_cestino-6086764/">flop di Google Wave</a>, l&#8217;abbandono del Nexus One e via dicendo.</p>
<p>Anche se Google sta già lavorando per questo sviluppo ( <a href="http://techcrunch.com/2010/07/12/google-social-networking-focus-group/">focus group sui social network</a> ), probabilmente dovremo aspettare ancora un pò prima di vedere e poter utilizzare un social marchiato google.</p>
<p>Comunque, così per farmi un idea, ho tirato giù un paio di riflessioni su come potrebbe esser il Social Network di Google e quali potenzialità e sviluppi potrebbe avere.</p>
<p>La prima idea è che Google possa puntare ai profili degli utenti e trasformare la piattaforma <strong>Google Profile</strong> nel sistema di base di autenticazione, personalizzazione del profilo e gestione della privacy (quello che in Facebook è il Profilo). Per quanto riguarda la messaggistica, la posta e gli eventi, non c&#8217;è dubbio che il sistema potrebbe esser <strong>Gmail</strong> per i messaggi, <strong>Google Buzz</strong> per tutto quello che riguarda lifestream e attività, <strong>Google Contacts</strong> per la rubrica e <strong>Google Calendar</strong> per tutto quello che riguarda eventi, compleanni e scadenze.</p>
<p>Le funzionalità social verrebbero importate da <strong>Orkut</strong> e questo permetterebbe la gestione dell&#8217;amicizia e il following. La struttura delle relazioni e delle amicizie sarebbe basata su <strong>Google Social Graph </strong>e la piattaforma potrebbe esser sviluppata sullo standard <strong>Open Social.</strong><strong> <span style="font-weight: normal;">Le discussioni di gruppo potrebbero esser gestite da <strong>Google Groups</strong>, e <strong>Blogger</strong> verrebbe integrato per dare la possibilità di fare blogging all&#8217;interno della piattaforma stessa. </span>Google Documents<span style="font-weight: normal;"> integrerebbe la parte collaborativa e di gestione documentale che oggi non è presente su nessun altro Social Network, mentre </span>Knol<span style="font-weight: normal;"> verrebbe utilizzato dagli utenti come sistema di knowledge base in stile Wikipedia.</span></strong></p>
<p><strong></strong><strong>Picasa</strong> e <strong>Youtube</strong> potrebbero esser integrate rispettivamente per la gestione delle foto e dei video. La chat verrebbe implementata su <strong>Google Talk</strong>, con tanto di possibilità di video chiamata. Per la geolocalizzazione potrebbe esser utilizzato <strong>Google Latitude</strong>, che fino ad oggi non è mai stato sfruttato a pieno (<a href="http://techcrunch.com/2010/05/06/google-latitude-users-check-in/">e ha già 3 milioni di utenti attivi</a>), e <strong>Google Maps</strong> per la visualizzazione e gestione dei dati su mappa.</p>
<p>Ci sarebbe poi la funzionalità di Advertising che potrebbe esser demandata ad <strong>AdSense</strong> e <strong>AdWords. </strong>In questo caso Google potrebbe addirittura implementare una cosa in più: dare la possibilità all&#8217;utente di dedicare degli spazi AdSense all&#8217;interno del proprio profilo e far sfruttare la propria visibilità per guadagnare, come quello che oggi avviene sui blog con l&#8217;inserimento delle inserzioni AdSense. L&#8217;analisi del traffico e l&#8217;Insight verrebbe gestito attraverso <strong>Google Analitycs,</strong> ovviamente.</p>
<p><strong>Google Alert</strong> e <strong>Google SMS</strong> potrebbero esser utilizzati come sistema di notifica e avviso di eventuali aggiornamenti. Per quanto riguarda la sezione del marketplace e della piattaforma di pagamento, Google secondo me parte da un buon punto: <strong>CheckOut</strong> per quanto riguarda il pagamento e <strong>Google Site</strong> per gestire un proprio micro sito web per l&#8217;ecommerce.</p>
<p>Per quanto riguarda infine lo sviluppo e l&#8217;integrazione verso il mondo esterno ed i blog, Google potrebbe tranquillamente continuare a pubblicare le <strong>API</strong> così come sono oggi e potenziare il sistema <strong>Google Connect </strong>per gli sviluppatori, in concorrenza a Facebook Connect. Gli sviluppi di terzi (widget e porzioni di apps) continuerebbero a funzionare nella stessa modalità delle <strong>Widget di iGoogle</strong>, come alternativa alle Facebook Apps.</p>
<p>Visto l&#8217;utilizzo intenso dei Social Network che oggi facciamo e visto che presto tutti cominceremo a farlo anche durante la giornata nelle attività quotidiane, e se Google integrasse anche <strong>Google Health</strong> nella sua piattaforma? Potreste richiedere le ricette al medico, verificare l&#8217;elenco delle medicine comprate, ricordarvi quando avete delle visite e verificare lo stato di salute di un vostro parente che vi ha condiviso le informazioni.</p>
<p>Insomma con un integrazione di questo tipo, con tutti i servizi già sviluppati e quelli che si potrebbero sviluppare ed aggiungere Google potrebbe raggiungere (e forse superare), secondo me, Facebook nella corsa al Social Network. Dal punto di vista dei numeri Facebook ha già oltre 500 milioni di utenti, mentre Google dovrebbe raggruppare gli utenti di servizi diversi (anche se tutti registrati con account Google) per poter raggiungere lo stesso numero. Da una parte inoltre Google potrebbe aver interesse a sviluppare una piattaforma integrata perchè gli servirebbe per scalzare Facebook. Da un altro punto di vista invece potrebbe non avere senso perchè, dopo tutto, Google è già un enorme social network.</p>
<p>E voi che ne pensate?</p>
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		<title>La mia esperienza con Apple</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo Linkedin di One Consulenza Evolutiva dal titolo Apple investe di meno ma cresce più della concorrenza nata dal post su Macynet. Aldilà dell&#8217;analisi fatta nell&#8217;articolo, che è molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato è stata la domanda di Lorenzo Campese: Quali sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo <a href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;gid=2727833&amp;discussionID=20793270&amp;sik=1274946475524&amp;trk=ug_qa_q&amp;goback=.anh_2727833.ana_2727833_1274946475524_3_1">Linkedin</a> di <a href="http://www.oneweb.biz">One Consulenza Evolutiva</a> dal titolo<strong> Apple investe di meno ma cresce più della concorrenza </strong>nata dal post su <a href="http://www.macitynet.it/macity/articolo/Apple-investe-di-meno-ma-cresce-pi-della-concorrenza/aA43941">Macynet</a>. Aldilà dell&#8217;analisi fatta nell&#8217;articolo, che è molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato è stata la domanda di Lorenzo Campese:</p>
<blockquote><p>Quali sono secondo voi i punti forti della strategia di Apple? Cosa possono imparare le aziende italiane per il futuro?</p></blockquote>
<p>Questa è stata la mia risposta che riporto per intero.</p>
<blockquote><p>La discussione mi appassiona così tanto che sono entrato in fibrillazione da voglia di scrivere di tutto di più, della mia esperienza con il mondo Apple, del mio acquisto dell&#8217;iPad e del fatto che oggi porto i gemelli al polso, bianchi con il Ctrl e l&#8217;alt&#8230;</p>
<p>Sono diventato un <strong>Apple Addicted</strong> da circa un anno e mezzo, quindi non sono un anziano utilizzatore, anzi mi ritengo ancora un novizio. Ho sempre pensato che i prodotti Mac in generale costassero troppo, e quindi per motivi banalmente economici, non ne avevo mai acquistato uno. La prima esperienza è stata l&#8217;acquisto un un <strong>iPod</strong> a <strong>Cupertino</strong>, nell&#8217;Apple store all&#8217;interno della sede della Apple. Non ho fatto fatto nulla, se non indicare il prodotto, e in 3 minuti netti (nemmeno su un ecommerce sarebbe così veloce) avevo il prodotto in mano, con busta elegantissima e ricevuta tramite posta elettronica. Stupefacente.</p>
<p>Negli ultimi anni, la mia passione per le tecnologie e la curiosità per tutto ciò che è nuovo ed innovativo mi ha portato a pensare: &#8220;Cavolo, non ho mai provato un prodotto Apple. Come faccio a parlarne, se non ho mai provato?&#8221;. Ho così comprato un <strong>iPhone</strong>. L&#8217;obiettivo era studiare, capire e sviluppare applicazioni, nulla di più. Qui è scattata la prima scintilla: la user experience dell&#8217;iphone è stata fantastica e dopo pochi minuti mi sono sentito a mio agio, senza leggere un manuale, senza che nessuno mi abbia spiegato nulla. L&#8217;iphone, lo accendi, lo usi e sei confidente. Questa cosa mi ha affascinato. Non era un problema estetico, e nemmeno tecnico, dopo tutto l&#8217;iphone è pieno di difetti (batteria, facilità di rottura&#8230;), ma la l&#8217;usabilità e l&#8217;assistenza clienti mi hanno stupito.</p>
<p>Ho allora pensato di acquistare successivamente un <strong>MacBook Pro</strong>, con la solita curiosità e con la voglia di poter dire la mia &#8220;<em>vediamo se l&#8217;iphone è un caso, o meno&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Ora, ma questo un giorno potrebbe cambiare per qualcosa di più nuovo e magari migliore, non posso pensare di cambiare da Apple. Anzi, ho comprato l&#8217;iPad e oggi dovrebbe arrivarmi. Fatta tutta questa premessa e sottolineato che in questo momento sono innamorato ma pronto a divorziare per qualcosa di migliore, posso dire che secondo me, quello che differenzia la Apple è riconducibile ad un solo fattore: l&#8217;attenzione per l&#8217;utente, attenzione, non il cliente, l&#8217;utente.</p>
<p><strong>L&#8217;utente è al centro della progettazione</strong>, di tutti i dispositivi di apple dalla progettazione hardware (design, ergonomia) fino al software (stabilità usabilità). In questo caso il caso lampante è che la Apple (se pur superficialmente ormai vista la mole di applicazioni nell&#8217;appstore) si prende il tempo di verificare il software che viene sviluppato, cosa che non avviene negli altri store (esempio Market di Android).</p>
<p><strong>L&#8217;utente è al centro della comunicazione di apple</strong>, dalla pubblicità semplice (pochi messaggi e facilmente intuibili anche per mia nonna che mi dice &#8220;<em>Cavolo, ma con quel coso trovi proprio tutto eh!</em>&#8220;) alla comunicazione tecnica (efficiente e puntuale).</p>
<p><strong>L&#8217;utente è al centro della vendita e del post vendita</strong> dai centri Apple nei quali ti fanno formazione, assistenza e supporto e alle informazioni disponibili on line. L&#8217;assistenza per esempio per problemi è incredibile: prenoti l&#8217;appuntamento su Consierge (sistema di booking per gli appuntamenti, nel quale scegli anche l&#8217;ora, non solo il giorno) e hai un tecnico assegnato (nome e cognome) tutto per te, dedicato per tutto il tempo necessario.</p>
<p><strong>L&#8217;utente è al centro delle scelte della Apple.</strong></p>
<p>Non vorrei che qualcuno pensasse che questa è una marketta, ma è la sintesi di un anno di esperienza. Non so se avete letto il libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788820046927/kahney-leander/nella-testa-steve.html"><strong>Nella testa di Steve</strong></a>&#8220;, se non l&#8217;avete fatto, lo consiglio, è illuminante .</p>
<p>Apple ha una brand awarness molto forte indotta dal fatto che il cliente apprezza questo tipo di attenzione e ne parla bene. Questo è &#8220;l&#8217;investimento&#8221; con il roi più alto: il cliente.</p>
<p>Per quanto riguarda Google, non voglio scrivere un altra spataffia,  ma condivido con Massimo che sia una delle imprese più innovative, ma  c&#8217;è da tenere in considerazione che sono aziende con un DNA  completamente diverso: una fa servizi, una fa prodotti. Una  fa servizi gratuiti via web e che quindi raggiungono la massa  velocemente (notare che i prodotti business non sono così noti a tutti),  l&#8217;altra fa prodotti estremamente costosi che più lentamente arrivano  alla massa (ma ci sono arrivati). Siccome non mi faccio  mancare niente di tecnologia, ho anche un Nexus One (il googlefonino)  ma vi assicuro che, per quanto potente non ha nulla a che fare con  l&#8217;esperienza dell&#8217;iphone.</p>
<p>Poi che dire, ho un<a href="http://www.ilovegoogle.it"> blog  dedicato a Google</a>, utilizzo circa 26 servizi di google (dalla posta a  molto altro&#8230;), come non posso amare questa azienda! <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>Il QR Code fa il Check-In su Foursquare</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 20:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[QR Code]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa avevo parlato dei Location Based Services e anche della possibilità di utilizzare i QR Code per taggare e geolocalizzare allo stesso tempo. Detto, fatto. Poco fa, mentre girovagavo per la rete, ecco in cosa mi sono imbattuto: progetto φ ² dell&#8217;Università di Stoccolma, basato appunto sull&#8217;incrocio tra i QR Code ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Qualche giorno fa avevo parlato dei <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/05/15/dove-stanno-andando-le-location-based-applications/">Location Based Services</a> e anche della possibilità di utilizzare i <strong>QR Code</strong> <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/05/22/tagghiamo-tutt-con-i-qr-code/">per taggare e geolocalizzare</a> allo stesso tempo. Detto, fatto. Poco fa, mentre girovagavo per la rete, ecco in cosa mi sono imbattuto: <strong><a href="http://phi2.mobilelifecentre.org/">progetto φ ² dell&#8217;Università di Stoccolma</a>, </strong>basato appunto sull&#8217;incrocio tra i QR Code ed il <strong>Check-in</strong> di <strong>Foursquare</strong>. Ne avete sentito parlare? Beh, io no, fino a qualche minuto fa, ma è la stessa cosa di cui parlavo io qualche giorno fa. Praticamente il <strong>φ² Scanner per Android</strong> è il primo risultato delle ricerche e degli studi di questa Università: un software che semplifica il processo di check-in in foursquare attraverso la lettura dei codici a barre 2D (codici QR) in un determinato posto.</p>
<p>L&#8217;idea è molto simile a quello che Google sta facendo con le &#8220;<a href="http://www.google.com/help/maps/favoriteplaces/">Favorites Plates</a>&#8221; sempre attraverso l&#8217;utilizzo dei codice QR, ma questa applicazione è specifica per Foursquare e richiede agli utenti di scaricare e installare un&#8217;applicazione <strong>Android</strong>.</p>
<p>Ecco come funziona: il proprietario di un locale genera un codice a QR Code utilizzando l&#8217;indirizzo fisico (Via tal dei tali&#8230;) o l&#8217;ID di Foursquare e attacca il codice in punto ben visibile del locale stesso. I visitatori/clienti possono quindi utilizzare la semplice lettura del barcode utilizzando l&#8217;apposito software [<a href="market://search?q=pname:org.mobilelifecentre.phisq">Android download link</a>] per scattare una foto al QR. La scansione rileva le informazioni ed effettua il check in modo più rapid0.</p>
<p>Attualmente questo tipo di funzionalità è attiva solo per Android e non esiste ancora un client per Iphone. Ovviamente questo è un limite ma la scelta dell&#8217;integrazione tra i due sistemi è assolutamente giusta. Mi aspetto di vedere questo tipo di logica e tecnologia applicata ad altri contesti, ma affinchè prenda piede è necessario che i consumatori, gli utenti inizino ad utilizzare attivamente lo scanner per codici QR o altri tipi di sistemi di lettura di TAG.</p>
<p>Qui sotto il video di Google:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zuVSpG-ZdkU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://www.youtube.com/v/zuVSpG-ZdkU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Mentre qui il video del progetto φ²:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11743393&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11743393&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/11743393">Foursquare Physical Checkin</a> from <a href="http://vimeo.com/user1308867">mobile life</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Dove stanno andando le Location Based Applications?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 21:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Location Based Services]]></category>
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		<category><![CDATA[foursquare]]></category>
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		<description><![CDATA[Fino a poco tempo fa, se avessimo chiesto agli utenti della rete di condividere informazioni personali pubblicamente, avremmo ricevuto sguardi tra il diffidente ed il preoccupato e valanghe di domande improbabili riguardanti la sicurezza. Con il passare del tempo abbiamo assistito, prima con i blog e poi con i social network, ad una crescente pubblicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Fino a poco tempo fa, se avessimo chiesto agli utenti della rete di condividere informazioni personali pubblicamente, avremmo ricevuto sguardi tra il diffidente ed il preoccupato e valanghe di domande improbabili riguardanti la sicurezza. Con il passare del tempo abbiamo assistito, prima con i blog e poi con i social network, ad una crescente pubblicazione di dati, contenuti personali e momenti di vita privata in rete. Oggi si può dire che siamo arrivati all&#8217;esplosione definitiva di quella che mi piace definire <strong>life sharing mania</strong>, ossia quella voglia irrefrenabile di condividere tutto con tutti. Gli utenti non sembrano più avere freni, preoccupazioni ed inibizioni relative alla propria <strong>privacy</strong> e alla <strong>sicurezza delle informazioni</strong>, dalle foto ai video, dai commenti alle relazione, fino alla <strong>posizione geografica</strong>, in real time.</p>
<p>Aziende e sviluppatori, intravista in questa tendenza la possibilità del raggiungimento dell&#8217;El Dorado tanto ricercato, hanno dato il via ad uno sviluppo esponenziale di applicazioni e servizi mobili di localizzazione (<strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Location-based_service">location base service</a> </strong>o <strong>lbs</strong>). La posizione geografica è diventata la componente fondamentale di alcune applicazioni sociali di successo, come per esempio in <strong>Foursquare</strong>, <strong>Gowalla</strong>, <strong>Google Buzz</strong> e da poco tempo anche <strong>Twitter</strong>.</p>
<p><strong>Foursquare</strong>, noto per il concetto del <strong>Check-In</strong>, permette di fare appunto il checkin (ossia dichiarare la presenza) all&#8217;arrivo in un determinato posto, di condividere il luogo in cui si è bevuto un caffè , la libreria preferita, la location di un evento, un ristorante, un appuntamento o il posto di lavoro, in cambio di punteggi e badge. Grazie a questi premi gli utenti acquistano notorietà e la condivisione della posizione e dei feedback genera la creazione naturale di nuove comunità basate su preferenze, gusti, età, sesso, interessi e zona geografica.</p>
<p>La mole dei dati raccolti da questi sistemi diventa sempre più importante, puntuale ed interessante in termini analisi ed utilizzo. L&#8217;idea di poter gestire tutte queste informazioni, dall&#8217;età agli interessi, dalla localizzazione alle relazioni sociali degli utenti, fa venire l&#8217;acquolina in bocca e fa bollire la testa a suon di idee e possibili applicazioni!</p>
<p>Il potenziale delle informazioni geolocalizzate è enorme e gli sviluppi che questa tecnologia può avere sono secondo me molteplici: pensiamo per esempio ai <strong>giochi di ruolo</strong>, qualcosa tra realtà aumentata e 3D in cui sono coinvolti gli altri giocatori sulla stessa strada e nella stessa partita, oppure applicazioni per <strong>organizzare incontri di networking</strong> con persone nella stessa zona senza aspettare l&#8217;aperitivo serale. Oggi per esempio, ci pensavo mentre ero in un locale, mi è venuto in mente il concetto del <strong>Check-out</strong> ( <a href="http://gsfn.us/t/12fo3">proposto come idea a FourSquare</a> ) che permetterebbe di sapere, a seguito del Check-In, anche il tempo di permanenza in un determinato posto. Banalmente FourSquare dovrebbe implementare questo servizio e dare punti e badge agli utenti che effettuano anche l&#8217;uscita.</p>
<p>Nel breve periodo, grazie alle applicazioni già esistenti, alla presenza di telefoni cellulari e smartphone sempre più sofisticati, e alla durata della vita della batteria che consente di mantenere il GPS always-on, secondo me assisteremo a due tipi di crescite: la prima è relativa al <strong>numero di utilizzatori</strong> mentre  la seconda al numero di <strong>check in giornalieri </strong>(o anche check-out&#8230;). La crescita secondo me sarà piuttosto veloce e porterà ad un utilizzo &#8220;naturale&#8221; nei vari momenti della vita quotidiana, e non solo per divertimento come succede attualmente. I servizi mobili basati sulla localizzazione saranno uno strumento basilare non solo per la comunicazione, ma anche e soprattutto come supporto per gli utenti nella ricerca di persone, prodotti e servizi in modo puntuale e localizzato. Mi aspetto nel breve termine che sistemi di Social come Facebook e Twitter integrino nei loro sistemi la possibilità di geolocalizzare le informazioni.</p>
<p>Dal mio punto di vista il potenziale di questa tecnologia è così alto che un giorno tutte le applicazioni avranno la localizzazione integrata nativamente. Sono sicuro che assisteremo allo sviluppo frenetico di questo mercato e nei prossimi anni questo settore creerà moltissime opportunità, darà vita ad innovative forme di applicazione e sarà fonte di reddito per l&#8217;industria del software mobile.</p>
<p>Dobbiamo solo decidere di condividere ed utilizzare queste informazioni.</p>
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		<title>Scegliere di fare l&#8217;imprenditore con proprie idee di business</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 15:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma &#8220;<strong>Posto di lavoro da dipendente o fare l’imprenditore ?</strong>&#8220;. In effetti non è un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere già fatto un passo: chi si pone la domanda (imho) è una di quelle persone che sentono un fuoco, particolare, ardere dentro. Quel fuoco che fa continuamente pensare a come sarebbe la propria azienda, alle proprie <a href="http://fabiolalli.com/tag/idee-business/">idee</a>, al modo in cui <a href="http://fabiolalli.com/tag/idee-innovative/">si potrebbe migliorare qualcosa di esistente</a> o perché no inventare qualcosa di nuovo. Se non si ha questo fuoco difficilmente ci si pone questo tipo di domanda.</p>
<p>Lasciare un posto di lavoro è come dire lasciare la routine e la noia per la fantasia, l’imprevedibilità e, perché no, il denaro e il successo. Allora, <strong>p</strong><strong>erché non provare?</strong> Ognuno di noi ha in mente la sua azienda ideale, un progetto che può essere supportato e pianificato, ma spesso la mancanza di coraggio e la non predisposizione al rischio, personale e/o di chi ci sta vicino, ci induce a temporeggiare, aspettare e ripensare fino ad arrivare al cedimento e lasciar spegnere quella fiamma e far passare il momento.</p>
<p>La scelta non è facile e prima di lanciarsi in una scelta credo sia essenziale conoscere se stessi, avere ben chiari i propri limiti, le proprie potenzialità, sapere quanto siamo disposti a rischiare e avere focalizzato i propri obiettivi. E&#8217; importante esser consapevoli dei rischi, ma anche dei benefici ai quali si va incontro. Bisogna avere le idee più chiare possibile e questo ovviamente non è facile. Mi vengono in mente alcuni punti fondamentali da tenere considerare prima di di partire con un progetto:</p>
<ul>
<li>è necessario scegliere i mercati in modo mirato</li>
<li>è fondamentale conoscere i potenziali clienti</li>
<li>è impossibile procedere se non si conoscono i propri competitor</li>
<li>è importante saper posizionare la propria idea</li>
<li>è assurdo non sapere i vantaggi della propria idea rispetto alle altre</li>
<li>bisogna saper presentare, con enfasi ed entusiasmo, il proprio progetto</li>
</ul>
<p>Per alcuni tipi di progetti è importante riuscire a trovare fin da subito finanziatori, imprenditori e aziende che credano nell&#8217;idea e nel progetto al fine di dare lo sprint iniziale che, senza capitali, stenterebbe a decollare o lo farebbe molto lentamente. In Italia è un problema molto sentito dalle piccole e medie imprese.</p>
<p>Negli ultimi anni, finalmente, cominciano ad esistere piazze ed eventi importanti per provare a far conoscere la propria idea. Recentemente ho assistito, via web, ad alcuni <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/" target="_blank">Working Capital</a> di Telecom:  un modo molto interessante di dare spazio alle idee, all&#8217;innovazione e far conoscere i progetti e le aziende. Ovviamente il suggerimento che ho dato al mio amico è stato proprio in questa direzione: preparare un progetto, presentarlo e far vedere di cosa si tratta. Anche se non si avranno risposte immediate, ritengo che saranno utili i feedback, gli spunti e i punti di debolezza che ne usciranno fuori. Questo sarà un buon punto di partenza per affinare ancora di più il progetto nel quale si crede e partire.</p>
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