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	<title>Fabio Lalli &#187; Social Network</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>Il tuo prodotto non ha una community, la tua community è parte del tuo prodotto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 18:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, tra una lettura e un&#8217;altra sono capitato su un post di SocialFresh dal titolo “Your Product Does Not Have A Community, Your Community Is Part of Your Product” e così oggi con Woork aka Antonio Lupetti abbiamo deciso di commentarlo un pò, partendo con un video post  di sperimentazione dal titolo &#8220;Tech Juice&#8220;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ieri sera, tra una lettura e un&#8217;altra sono capitato su un post di SocialFresh dal titolo “<a href="http://socialfresh.com/community-is-product/" target="_blank"><em><strong>Your Product Does Not Have A Community, Your Community Is Part of Your Produc</strong></em>t</a>” e così oggi con <a href="http://woorkup.com" target="_blank">Woork aka Antonio Lupetti</a> abbiamo deciso di commentarlo un pò, partendo con un video post  di sperimentazione dal titolo &#8220;<strong>Tech Juice</strong>&#8220;.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/41617727" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p><em>[update 06/05/2012] Vi riporto il testo del video, se non avete voglia di vederlo:</em></p>
<p>Parlando dell’importanza del social, del community management e del coinvolgimento degli utenti on line, mi ritrovo spesso a dover spiegare che <strong>gli utenti non sono un problema marginale da gestire, ma una parte importante e fondamentale del ciclo di vita del prodotto</strong>.</p>
<p>In genere non costituiscono un elemento di disturbo o esterno al marketing, fanno parte del ciclo di sviluppo e crescita del prodotto: lo seguono, si connettono, partecipano all’evoluzione, tanto da diventarne ambasciatori, evangelist e in alcuni casi una community .</p>
<p>In pratica l’utente che acquista un prodotto passa da una semplice relazione di scambio di valore fisico (pago per aver il prodotto) a qualcosa di più: si sente parte integrante del prodotto e partecipa per migliorarlo, per suggerire evoluzioni e miglioramenti.</p>
<p>Avere un gruppo di persone che “sposano” il prodotto e la filosofia che c’è dietro diventa quindi fondamentale per poter fare domande, chiedere e dare aiuto e costruire relazioni reali, migliorando così l’esperienza d’uso e creare un legame emotivo che è difficile da sostituire. Il contributo più importante che si può raccogliere da una community deriva dalle conversazioni degli utenti. <strong>Il modo migliore per imparare che cosa il prodotto deve fare per rendere il cliente soddisfatto, è quello di recepire le opinioni degli utenti</strong>.</p>
<p>E’ così possibile comprendere i trend, le preferenze e i gusti, fino ad arrivare ad un alto livello di personalizzazione.</p>
<p>Per quanto riguarda la relazione tra gli utenti, la connessione all’interno del ecosistema del prodotto può esser stimolata, ma prima di muoversi ed agire è fondamentale osservare dove le relazioni si sviluppano spontaneamente. Prendete per esempio il caso Apple o Instagram e la community degli instagramers che si è creata intorno. <strong>Se si riesce ad instaurare una connessione emozionale positiva, verrà da se, praticamente con un comportamento naturale, l’effettivo aumento dell’attivismo degli utenti nei confronti del prodotto</strong>.</p>
<p>Quando le persone fanno parte di una community, vogliono essere considerate come una parte integrante del prodotto, ed per questo che vanno sottovalutate.</p>
<p><strong>Il senso di appartenenza, che da un lato come detto è molto positivo, può velocemente trasformarsi in un problema</strong> : un utente ascoltato è disposto a “marchiarsi” del brand, ma se non viene ascoltato malgrado il suo attivismo, può trasformarsi nel peggiore dei “nemici”. Può influenzare negativamente gli altri utenti e generare un allontanamento dal brand.</p>
<p>Sviluppare quindi una comunità di utenti intorno ad un prodotto, non è solo una mera attività di marketing, ma <strong>rappresenta la costruzione di una relazione più ampia rivolta al miglioramento del prodotto stesso</strong>.</p>
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		<title>Location Based Services: non è solo una questione di Lat e Lng</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 17:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le nuove tecnologie sono diventate un fenomeno di massa che coinvolge la maggior parte della popolazione. Mobile, Smartphone e Social sono parole che tutti cominciamo a conoscere: a Novembre del 2011 circa il 70% della popolazione italiana era connessa ad internet e di questi circa 93% è anche presente sui Social Network. Nel 2011 la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Le nuove tecnologie sono diventate un fenomeno di massa che coinvolge la maggior parte della popolazione. Mobile, Smartphone e Social sono parole che tutti cominciamo a conoscere: a Novembre del 2011 circa il 70% della popolazione italiana era connessa ad internet e di questi circa 93% è anche presente sui Social Network. Nel 2011 la penetrazione degli smartphone in Italia supera il 30% e raggiunge i 25 milioni di dispositivi con una crescita di circa il 52% rispetto al 2010. Dei possessori di smartphone <a href="http://fabiolalli.com/2010/05/15/dove-stanno-andando-le-location-based-applications/">la percentuale che utilizza servizi di geolocalizzazione ( LBS &#8211; Location Based Services ) è assolutamente crescente</a>.</p>
<p>La <a href="http://fabiolalli.com/tag/geolocalizzazione">geolocalizzazione</a>, ossia l&#8217;identiﬁcazione della posizione geograﬁca nel mondo reale di un dato oggetto, è presente nella vita quotidiana ed il concetto di <a href="http://fabiolalli.com/tag/checkin/">CheckIn</a>, l’azione che permette ad un utente la condivisione di un istante, è sempre più integrata nei servizi utilizzabili da Mobile. Se si vogliono analizzare i motivi di crescita dei sistemi di geolocalizzazione, a mio avviso i tre fattori determinanti sono stati tecnologia, dati e mercato delle app. In particolare:</p>
<ol>
<li><strong>l’aumento della precisione dei dispositivi </strong>è passata nel giro di pochi anni da 100/5000 metri a 5/20 metri ed il tempo di allineamento della rilevazione è passato da 10 secondi a 1 secondo, generando un abbattimento dei costi e la possibilità di informazioni praticamente in realtime;</li>
<li><strong>l&#8217;adozione e lo sviluppo delle tecnologie preinstallate negli smartphone </strong> ha reso le funzionalità di geolocalizzazione disponibili a tutti;</li>
<li><strong>la disponibilità della connettività da mobile</strong> ha permesso a più persone di iniziare ad interaggire maggiormente con piattaforme, social e applicazioni;</li>
<li><strong>l&#8217;ecosistema delle app, gli store e le API</strong> hanno generato e accelerato lo sviluppo di applicazioni per i dispositivi, la possibilità di integrare dati e generare opportunità di business.</li>
</ol>
<p>La domanda e anche la risposta al &#8220;<em>perchè la posizione e gli <a href="http://fabiolalli.com/tag/lbs/">LBS</a> oggi stanno diventando diventando così importante</em>&#8220;, diventa quasi banale: la geolocalizzazione, vista dal lato business risponde a domande importanti e che permettono di conoscere ed analizzare i propri utenti, non solo dal punto di vista analitico, ma soprattutto comportamentale.</p>
<p>Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di confrontarmi con varie startup che stanno implementando sistemi di geolocalizzazione, e mi sono accorto che l&#8217;attenzione è soprattutto focalizzata sugli effetti &#8220;social&#8221; derivanti dalla condivisione di una posizione e molto meno sull&#8217;importanza analitica e strategica dello studio di quel dato. Durante il corso che ho tenuto in <strong>Digital Accademia</strong> e durante il <strong>Master di MakeItSo</strong>, ho approfondito questo tema analizzando il valore del &#8220;CheckIn&#8221; per le aziende e per il business, cercando di andare oltre l&#8217;effetto della diffusione e della condivisione sociale.</p>
<p>Prima di tutto ho individuato le varie componenti del checkIn e la tipologia di opportunità che queste nascondono in se, oltre alla semplice latitudine e longitudine:</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_2582" class="wp-caption  aligncenter" style="width: 408px;">
<dt><a href="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.07.png"><img title="Schermata 04-2456047 alle 17.24.07" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.07.png" alt="LBS oltre le semplici coordinate" width="398" height="280" /></a></dt>
<dd>LBS oltre le semplici coordinate</dd>
</dl>
</div>
<p>Sono stati poi individuati i modelli su cui basare la propria piattaforma di Location based Service:</p>
<div id="attachment_2580" class="wp-caption aligncenter" style="width: 397px">
	<a href="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.23.png"><img class="wp-image-2580 " title="Schermata 04-2456047 alle 17.24.23" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.23.png" alt="Modelli possibili per gli LBS" width="397" height="283" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Modelli possibili per gli LBS</p>
</div>
<p style="text-align: left;">Ed infine, ho mostrato tutte le fasi che danno valore al dato, sia per l&#8217;utente, sia per la piattaforma, sia per le aziende partner o per la stessa azienda, in chiave strategica:</p>
<div id="attachment_2581" class="wp-caption aligncenter" style="width: 409px">
	<a href="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.34.png"><img class=" wp-image-2581" title="Schermata 04-2456047 alle 17.24.34" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456047-alle-17.24.34.png" alt="LBS: il modello per la creazione di valore" width="409" height="284" /></a>
	<p class="wp-caption-text">LBS: il modello per la creazione di valore</p>
</div>
<p>Nelle slide che seguono trovate la presentazione integrale: ogni commento o integrazione è ben accetta.</p>
<div id="__ss_12712317" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Location based services - Non è solo una questione di Lat e Lng" href="http://www.slideshare.net/fabius77/location-based-services-non-solo-una-questione-di-lat-e-lng" target="_blank">Location based services &#8211; Non è solo una questione di Lat e Lng</a></strong> <object id="__sse12712317" width="425" height="355" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=locationbasedservices-digitalaccademia-120427022128-phpapp02&amp;stripped_title=location-based-services-non-solo-una-questione-di-lat-e-lng&amp;userName=fabius77" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse12712317" width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=locationbasedservices-digitalaccademia-120427022128-phpapp02&amp;stripped_title=location-based-services-non-solo-una-questione-di-lat-e-lng&amp;userName=fabius77" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /> </object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/fabius77" target="_blank">Fabio Lalli</a></div>
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		<title>Parlando di social con la nonna &#8211; Workshop Medioera</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 21:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad ottobre del 2011 partecipai ad un evento di Medioera a Viterbo dedicato allo startup d’impresa durante il quale parlai di Business Model Canvas. Ieri, Mauro e tutti gli amici di Medioera, mi hanno invitato di nuovo per parlare di social network, twitter e facebook e come utilizzare questi strumenti per fare business ad un target di giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ad ottobre del 2011 partecipai ad un evento di <a href="http://www.medioera.it">Medioera</a> a <a href="http://fabiolalli.com/2011/10/22/business-model-canvas-creare-fornire-e-acquistare-valore/">Viterbo dedicato allo startup d’impresa</a> durante il quale parlai di <strong><a href="http://fabiolalli.com/?s=Business+Model+Canvas">Business Model Canvas</a>. </strong>Ieri, Mauro e tutti gli amici di Medioera, mi hanno invitato di nuovo per parlare di <strong>social network, twitter e facebook</strong> e come utilizzare questi strumenti per fare business ad un target di giovani studenti ed alcuni imprenditori del viterbese.</p>
<p>Sapendo che il talk si sarebbe tenuto in orario aperitivo in un ambiente poco formale e molto rilassato, ho deciso di fare una presentazione un pò fuori dagli schemi dal titolo “<em>Parlando di social network con la nonna</em>” partendo da alcune immagini del film di Verdone con la grande “sora Lella”. Ho cercato di tenere un linguaggio semplice, simulando appunto il racconto di un giovane alla nonna.</p>
<p>Ho parlato di Facebook e Twitter e come questi strumenti possono essere utilizzati sia dalle persone che dalle aziende. Il discorso si è poi focalizzato sull’<strong>impatto dei due social network nella vita di tutti i giorni</strong>, del legame con il mondo “mobile”, del commercio elettronico e del mobile commerce.</p>
<p>Il workshop è stato introdotto dall’assessore all’Innovazione del Comune Chiara Frontini che ha presentato il progetto in corso d’opera per la città di Viterbo sugli hotspot per la connessione a internet. E’ poi intervenuto l’assessore provinciale alla Formazione e alle Politiche giovanile Paolo Bianchini che, invece, ha fatto il punto sul bando che sarà pubblicato a breve dalla Provincia relativo alle start up d’impresa per i giovani, progetto partito proprio in seguito ad un altro degli scorsi appuntamenti di Medioera.</p>
<p>Marco De Carolis ha annunciato le date del festival di Medioera che si terrà dal 14 al 21 luglio (durante il quale si svolgerà probabilmente il primo Indigeni Camp).</p>
<div style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Parlando di social con la nonna" href="http://www.slideshare.net/fabius77/parlando-di-social-con-la-nonna" target="_blank">Parlando di social con la nonna</a></strong> <object id="__sse11739987" width="425" height="355" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=parlandodisocialconlanonna-120224163843-phpapp01&amp;stripped_title=parlando-di-social-con-la-nonna&amp;userName=fabius77" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse11739987" width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=parlandodisocialconlanonna-120224163843-phpapp01&amp;stripped_title=parlando-di-social-con-la-nonna&amp;userName=fabius77" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /> </object></div>
<div id="__ss_11739987" style="width: 425px;">
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/fabius77" target="_blank">Fabio Lalli</a></div>
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		<title>GeoLocal &#8211; Informare, conoscere ed coinvolgere</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio alle 15 avrei dovuto tenere un talk presso la Business International all&#8217;evento Social Media Marketing 3.0. Purtroppo per un piccolo inconveniente capitato poco prima dell&#8217;ora di pranzo non ho potuto partecipare. Il mio talk dal titolo Geolocal Informare, conoscere e ingaggiare (termine cambiato successivamente in coinvolgere su suggerimento di Vincenzo S. in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Oggi pomeriggio alle 15 avrei dovuto tenere un talk presso la <strong><a href="http://www.businessinternational.it/events/ed.action?edCode=2596&amp;t=events" target="_blank">Business International all&#8217;evento Social Media Marketing 3.0</a></strong>. Purtroppo per un piccolo inconveniente capitato poco prima dell&#8217;ora di pranzo non ho potuto partecipare.</p>
<p>Il mio talk dal titolo<strong> Geolocal Informare, conoscere e ingaggiare</strong> (<em>termine cambiato successivamente in <strong>coinvolgere</strong> su suggerimento di Vincenzo S. in una discussione su Facebook</em>) aveva l&#8217;obiettivo di presentare i sistemi di <strong>Location Based Services e di GeoLocal</strong> alle imprese presenti: le slide erano sono strutturate per mostrare il mercato degli smartphone in fortissima crescita, focalizzare l&#8217;attenzione sulla situazione in Italia, mostrare dei numeri di crescita del mercato e dell&#8217;utilizzo delle applicazioni e dei social network per poi arrivare a farne capire i benefici e dare degli spunti per valurne un possibile investimento futuro.</p>
<p>Il cuore della presentazione è a mio avviso nel passaggio dove appunto parlo di <strong>Geolocal</strong> e di come strumenti dedicati possano <strong>permettere alle aziende di informare i propri utenti, conoscerne abitudini ed esigenze e come coinvolgerli e fidelizzarli </strong>attraverso <strong>sistemi di Social gaming, realtà aumentata, loyalty e competizioni, deals e rewards</strong>.</p>
<div id="__ss_10589614" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Geo local - Informare, conoscere, Ingaggiare" href="http://www.slideshare.net/fabius77/geo-local" target="_blank">Geo local &#8211; Informare, conoscere, Ingaggiare</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10589614" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/fabius77" target="_blank">Fabio Lalli</a></div>
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		<title>Instagram, può esser un modello di startup perfetta?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 09:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apps]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[modello di startup perfetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Instagram nell&#8217;ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell&#8217;app store ma soprattutto è diventata il social per il photo sharing con maggior crescita. Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di Followgram, abbiamo realizzato la nostra infografica &#8220;Fun and Fact&#8221; nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Instagram</strong> nell&#8217;ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell&#8217;app store ma soprattutto è diventata<strong> il social per il photo sharing con maggior crescita.</strong></p>
<p>Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di <strong><a href="http://followgr.am" target="_blank">Followgram</a></strong>, abbiamo realizzato la nostra <strong><a href="http://fabiolalli.com/2011/08/09/followgram-me-vanity-url-follow-button-feed-rss-e-altro-per-instagram/">infografica &#8220;Fun and Fact&#8221;</a></strong> nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato la vertiginosa crescita di Instagram fino a 7 milioni di utenti in un anno e 150 milioni di foto caricate. Durante il <strong>TechCrunch&#8217;s Disrupt conference</strong> tenutosi pochi giorni fa, Instagram ha annunciato alcuni nuovi numeri: <strong>9 milioni di utenti, (praticamente come Foursquare, ma nella metà tempo) e oltre 200 milioni di foto</strong>.</p>
<p>Incredibile, un incremento di oltre <strong>50 milioni di foto e una crescita di poco meno di 2 milioni di utenti in poco più di un mese</strong> . Impressionante.</p>
<p>Chi legge il mio blog sa quanto sono affascinato da questa applicazione, ma quello che mi ha colpito di più negli ultimi mesi, è il modello con il quale Kevin e Mike, fondatori di Instagram, stanno portando avanti il progetto. Ci sono almeno <strong>4 punti fondamentali che, secondo me, fanno di questa gestione, e quindi di Instagram, un modello di startup perfetta</strong> e che dovrebbe esser preso come esempio.</p>
<p><strong>Costi e struttura</strong>. Fino a pochi anni fa per raggiungere 10 milioni di utenti era necessario immaginare una società composta da migliaia di persone e una rete di vendita o sedi distribuita su territorio mondiale. Instagram ha invece solo 5/6 dipendenti a tempo pieno, una sede non troppo grande, una infrastruttura estremamente scalabile. Eppure, raggiunge quasi 10 milioni utenti e processa un numero di documenti (foto) incredibilmente alto, ogni secondo. Una startup oggi deve puntare ad una struttura snella, ad una infrastruttura basata su cloud e software open source, e mantenere e razionalizzare i costi quanto più possibile.</p>
<p><strong></strong><strong>Mercato</strong>. Instagram è una applicazione che attualmente è solo su iPhone. Non è presente su Android, ed è appena presente sul web, pur non avendo tutte le funzionalità di base dell&#8217;app, grazie alla pubblicazione delle API che hanno permesso lo sviluppo di applicazioni di terze parti. Qualcuno ha più volte detto &#8220;<em>Ma come è possibile che ancora non abbiano investito anche su Android!?</em>&#8220;. Il punto è proprio questo: è stata una strategia e fin ora hanno avuto ragione: oggi il mercato è talmente grande, pieno di tecnologie, ambienti diversi (basti vedere al Mobile con iOS, Android, WindowsPhone, Blackberry, Symbian&#8230;) e una forte diffusione tra gli utenti, che un prodotto immesso sul mercato può crescere molto, anche se focalizzato su uno solo di essi, riducendo così i costi iniziali di sviluppo e manutenzione.</p>
<p><strong>Crescita e distribuzione</strong>. Negli ultimi 4 anni Facebook ha mantenuto un trend di crescita altissimo tanto da stravolgere completamente l&#8217;importanza dei motori di ricerca, e sviluppando numeri incredibili in termini di condivisione e contenuti generati dagli utenti (commenti, like, post, foto, video&#8230;). Ormai ogni 12 mesi i social network raddoppiano i contenuti condivisi in rete. Instagram grazie a questa crescita (e all&#8217;astuta integrazione con le piattaforme più note) sta crescendo due volte più veloce Foursquare che sta crescendo a sua volta più velocemente di Twitter. Questo dimostra che un prodotto sviluppato e ben integrato nei social network, può sfruttare lo sviluppo esponenziale delle piattaforme social e la quantità crescente di dati condivisi, riducendo notevolmente i costi di posizionamento e marketing.</p>
<p><strong></strong><strong>Modello di business</strong>. Chi l&#8217;ha detto che una startup non può partire se non ha un modello di business? Instagram attualmente non ce l&#8217;ha, e non monetizza. Non ha pubblicità, e non vende funzionalità premium. Probabilmente ad un certo punto dovrà tirare fuori un modello di business e cominciare a generare revenue e questo è fuori dubbio. Adesso però non ce l&#8217;ha e momentaneamente non ne ha bisogno: malgrado questo ha già avuto circa 8 milioni di dollari founding. Perchè? Il punto è che l&#8217;esecuzione e la realizzazione è costata pochissimo, la manutenzione e lo sviluppo anche, la struttura è crescente ma sotto controllo, ed il team è ridotto. Per un investitore Instagram è quindi decisamente appetibile: costa poco e cresce tanto. Si può aspettare ancora prima che questa trovi il modello di business vincente, e magari attendere una acquisizione.</p>
<p>Secondo voi quindi, esiste un modello di startup perfetto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>UPDATE 8 dicembre 2011</strong></span><br />
Vi segnalo un paio di risorse che potrebbero farvi intuire il livello di architettura e progettazione messo su da Instagram. Se vi fate una lettura approfondita di questi due post vi rendete conto che una architettura di questo tipo, non costa poco e scalarla vuol dire avere un discreto impatto su budget.</p>
<ul>
<li><a href="http://highscalability.com/blog/2011/12/6/instagram-architecture-14-million-users-terabytes-of-photos.html" target="_blank">Instagram Architecture: 14 Million Users, Terabytes Of Photos, 100s Of Instances, Dozens Of Technologies </a></li>
<li><a href="http://instagram-engineering.tumblr.com/post/13649370142/what-powers-instagram-hundreds-of-instances-dozens-of" target="_blank">What Powers Instagram: Hundreds of Instances, Dozens of Technologies</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Send Button di Facebook: il segnala ad un amico si evolve</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 22:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[attivare il pulsante send]]></category>
		<category><![CDATA[Like button]]></category>
		<category><![CDATA[mi piace]]></category>
		<category><![CDATA[segnala ad un amico]]></category>
		<category><![CDATA[Send Button]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore Facebook ha rilasciato una nuova funzionalità tra i Social PlugIn. Il nome di questa funzionalità è SEND BUTTON e, anche se apparentemente non è nulla di nuovo (praticamente è l&#8217;evoluzione social del &#8220;Segnala ad un amico&#8221;, a mio avviso questa sarà un&#8217;altra ennesima rivoluzione per la condivisione e lo share di informazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In queste ore Facebook ha rilasciato una nuova funzionalità tra i <a href="https://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social PlugIn</a>. Il nome di questa funzionalità è <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/send/">SEND BUTTON</a> e, anche se apparentemente non è nulla di nuovo (praticamente è l&#8217;evoluzione social del &#8220;Segnala ad un amico&#8221;, a mio avviso questa sarà un&#8217;altra ennesima rivoluzione per la condivisione e lo share di informazioni.</p>
<p>Il pulsante <strong>Send consente agli utenti di inviare facilmente i contenuti di un sito ad amici e non solo</strong>. Le persone avranno la possibilità di <strong>inviare il link della pagina attraverso un messaggio di posta elettronica</strong> ai propri amici Facebook, <strong>al wall di un gruppo di Facebook</strong> (di cui si è membro), e anche <strong>come e-mail a qualsiasi indirizzo di posta</strong>.</p>
<p>A differenza del LIKE che permette agli utenti di condividere un contenuto con tutti i propri amici attraverso la pubblicazione sulla bacheca, il pulsante <strong>SEND consente di inviare un messaggio privato a pochi amici</strong>. Il messaggio generato dalla nuova funzione conterrà un link, una immagine recuperata dalla pagina (stessa modalità dei post all&#8217;interno di FB), e una breve descrizione del link.</p>
<p>L&#8217;amministratore di una pagina web può specificare ciò che viene mostrato nel titolo, l&#8217;immagine e la descrizione utilizzando gli <a href="https://developers.facebook.com/docs/opengraph/">Open meta tag Graph</a>. È possibile costruire il pulsante di invio per conto proprio, ma se volete attivare rapidamente il SEND come si fa anche con il pulsante LIKE , è possibile aggiungere semplicemente <em>send = true </em>come un attributo al codice del tasto Like già esistente. Questa modifica attiverà il testo mi piace ed il testo Send, uno accanto all&#8217;altro. Se volete <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/send/">attivare il vostro pulsante SEND potete accedere alla pagina Developer</a>.</p>
<p>Il pulsante ha le seguenti proprietà:</p>
<ul>
<li><strong>Href: </strong>indirizzo da spedire</li>
<li><strong>Font</strong>: il tipo di carattere da visualizzare nel pulsante. Opzioni: &#8216;Arial&#8217;, &#8216;Lucida Grande&#8217;, &#8216;Segoe UI&#8217;, &#8216;Tahoma&#8217;, &#8216;ms trabucco&#8217;, &#8216;Verdana&#8217;</li>
<li><strong>Colorscheme</strong>: la combinazione di colori per il pulsante. Opzioni: &#8216;luce&#8217;, &#8216;dark&#8217;</li>
<li><strong>Ref</strong>: un&#8217;etichetta per il monitoraggio del numero di click provenienti da una specifica pagina; Questo valore deve essere inferiore a 50 caratteri e può contenere caratteri alfanumerici e alcuni segni di punteggiatura (attualmente +/=-.:_). Specificando l&#8217;attributo ref si aggiunge il parametro &#8216;fb_ref&#8217; all&#8217;URL del referrer quando un utente fa clic su un link dal plugin.</li>
</ul>
<p>Quello che vedete qui sotto è l&#8217;implementazione del bottone all&#8217;interno del mio sito (lo trovate in alto a destra).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2116" href="http://fabiolalli.com/2011/04/25/send-button-di-facebook-il-segnala-ad-un-amico-si-evolve/schermata-2011-04-26-a-00-31-08/"><img class="aligncenter" title="Send Button di Facebook in WordPress" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-26-a-00.31.08.png" alt="" width="437" height="297" /></a></p>
<p>Per sapere se qualcuno utilizza il tasto SEND è possibile, attraverso un minimo di programmazione in JS, intercettare l&#8217;evento dell&#8217;invio utilizzando il &#8216;message.send&#8217; del <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/javascript/FB.Event.subscribe/">FB.Event.subscribe</a>. Se avete la necessità di modificare la lingua del vostro tasto e volete per esempio utilizzare l&#8217;italiano (SEND -&gt; INVIA) dovete semplicemente <strong>modificare il codice della lingua da en_US ad it_IT </strong>(se state utilizzando XFBML) oppure modificare il parametro &#8220;<em>&#8230;?locale=en_US &amp;&#8230;&#8221;</em> presente nella URL del vostro iFrame.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2110" href="http://fabiolalli.com/2011/04/25/send-button-di-facebook-il-segnala-ad-un-amico-si-evolve/schermata-2011-04-26-a-00-16-03/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2110" title="SEND applicato sul sito Yeplike.com" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-26-a-00.16.03.png" alt="" width="470" height="273" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;analisi del traffico generato, Facebook comunica che nelle prossime settimane rilascerà il parametro &#8216;ref&#8217; per il plugin e si potrà quindi utilizzare <a href="https://www.facebook.com/insights/">Insight</a> per il monitoraggio del traffico generato. E&#8217; importante segnalare che gli invii generati dal SEND saranno conteggiati nel numero totale dei Like. Il totale dei Like sarà quindi calcolato sommando il numero di preferenze, azioni, commenti e messaggi di posta in arrivo contenente un URL.</p>
<p>Ho provato il servizio autoinviandomi un messaggio sia verso la mia casella di posta Gmail, che verso la posta di Facebook e verso un gruppo al quale sono iscritto, segnalando il mio blog: l&#8217;effetto è immediato. Nei gruppi viene visto come un post, mentre verso la posta elettronica e verso un account è visto come un messaggio di chat.</p>
<p>Io sono sicuro che il pulsante Send diventerà &#8220;onnipresente&#8221; sui siti internet come il pulsante <strong>Mi piace</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E ora misuriamo Like e tutto ciò che è social!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 00:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[/like]]></category>
		<category><![CDATA[check in]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la Like Economy. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la <a href="http://marketingarena.it/2011/03/08/i-5-principi-della-like-economy/">Like Economy</a>. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprio <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">Check In del web</a> .</strong></p>
<p>Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed è cresciuta sempre più l&#8217;esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">C&#8217;era una volta un Like</a>, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalità di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.</p>
<p>In queste ore infatti, come si può leggere sul blog di Facebook, è stata rilasciata una <strong><a href="http://www.facebook.com/insights/">nuova piattaforma di Statistiche per i siti web</a></strong>, chiamata<strong> Real-Time Analytics For <a href="http://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social Plugins</a></strong>. La serie di funzionalità messe a disposizione da Facebook, servirà a migliorare l&#8217;analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l&#8217;interazione con le pagine ed aiutare così le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell&#8217;ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.</p>
<p>Partendo dal <a href="http://developers.facebook.com/blog/post/476">post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook</a>, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:</p>
<p><strong>Analisi del Like</strong><br />
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l&#8217;analisi del Like sarà possibile testare l&#8217;impatto della posizione dei pulsanti all&#8217;interno delle pagine e misurare cosi il CTR.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1938" title="insights-likes" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-likes.jpeg" alt="" width="480" height="186" /></p>
<p><strong><br />
Analisi dei commenti</strong><br />
Attraverso questa funzionalità sarà possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1936" title="insights-comments" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-comments1.jpeg" alt="" width="480" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Analisi della popolarità delle pagine</strong><br />
Mostrerà all&#8217;utente la popolarità delle pagine basando la valutazione su più parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1932" title="insights-popular-pages" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-popular-pages.jpeg" alt="" width="479" height="114" /></p>
<p><strong><br />
Analisi demografica</strong><br />
Permetterà la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di età, lingua e nazionalità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1931" title="insights-demographics" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-demographics.jpeg" alt="" width="479" height="145" /></p>
<p><strong>Analisi delle condivisioni </strong><br />
Questo strumento permetterà di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalità in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all&#8217;interno delle bacheche.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1930" title="insights-sharing" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-sharing.jpeg" alt="" width="479" height="165" /></p>
<p>Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l&#8217;utilizzo dell&#8217;Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrà viaggiare in parallelo e non ci sarà sovrapposizione.</p>
<p>Ovviamente questo sarà vero almeno finchè Facebook non deciderà, in accordo con Microsoft, di integrare l&#8217;analisi del traffico derivante da Bing.</p>
<p>Ora che ho lanciato <a href="http://yeplike.com">YepLike!</a>, che attraverso l&#8217;integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtà è a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzate dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarà possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.</p>
<p>Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori è tutto <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/api/#analytics">accessibile attraverso le API</a> ed il linguaggio per query <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/fql/insights/">FQL</a>. Tutta la <a href="http://developers.facebook.com/docs/insights/">documentazione è disponibile nella sezione Insight</a>, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c&#8217;è veramente da sbizzarrirsi.</p>
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		<title>YepLike! Startup in 72 ore</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 00:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Location Based Services]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti e Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
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		<category><![CDATA[fare startup in 72 ore]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche notte fa, precisamente venerdì 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma è possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi è venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Qualche notte fa, precisamente venerdì 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma è possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi è venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: voglio mettere Like e DisLike, pollici alti e pollici bassi a tutto ciò che non funzionava del mondo reale, insomma altro che <strong>internet degli oggetti, Internet of Things</strong>, o realtà aumentata&#8230;. semplicemente un <strong>Like degli oggetti</strong>!</p>
<p>Senza vedere se in rete fosse presente o meno qualcosa di simile ed in preda all&#8217;euforia da startup (non a caso <a href="http://twitter.com/nicolamattina">Nicola Mattina </a>mi definisce <strong>Startupparo compulsivo</strong>&#8230;.), mi sono messo a fare una rapida progettazione ed un mockup con <a href="http://balsamiq.com/">Balsamiq</a>. Dopo un paio d&#8217;ore di scarabocchi, due righe e un qualche schemi ER, ho deciso di andare avanti: voglio <strong>fare una startup in 72 ore</strong>, e si chiamerà <strong><a href="http://yeplike.com">YepLike!</a> Like or DisLike the World.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1897" title="Schermata 2011-03-01 a 23.59.53" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-01-a-23.59.53.png" alt="" width="491" height="280" /></p>
<p style="text-align: left;">Quindi, per potercela fare, è necessario <strong>un piano di azione mirato e ottimizzato al massimo</strong>:</p>
<ol>
<li>Definizione del team e ruoli</li>
<li>Definizione delle funzionalità di base</li>
<li>Organizzazione dell&#8217;infrastruttura e tecnologie</li>
<li>Poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia (un modo di dire &#8230; sostanza!)</li>
<li>Sviluppo e Buzz!</li>
<li>Pubblicazione su AppleStore</li>
</ol>
<p>Partiamo dal primo punto:<strong> team e ruoli</strong>. Diciamo che di solito mi piace condividere con il network degli <a href="http://indigenidigitali.com">Indigeni Digitali</a> le iniziative e vedere chi partecipa. In questo caso però avendo poco tempo a disposizione, sono andato a colpo sicuro su <a href="http://twitter.com/crino77">Crino77</a> e  <a href="http://twitter.com/alisoba">Alisoba</a> : dopotutto, squadra che funziona (vedi <a href="http://baby20.me">Baby2.0</a>) non si tocca. I ruoli sono sempre gli stessi: Crino al Mobile, Alisoba al design/web/comunicazione e io alla parte Marketing/Web e fuffe varie. Ed il primo punto è smarcato con una email di condivisione del progetto ed il mockup.</p>
<p>Secondo punto:<strong> funzionalità di base</strong>. Quando si parte con un progetto è facile che ci si faccia prendere dalle manie di grandezza e si cominci a fantasticare intorno all&#8217;idea di base montando castelli e tante altre funzionalità. L&#8217;effetto di questo errore è che tutto il progetto ci mette più tempo ad uscire e partire. No, non voglio fare questo errore: poche funzionalità e subito. YepLike deve fare 1 cosa: Scatta una foto e la sparo sul sito, geolocalizzata e con il watermark del LIKE o del DISLIKE. Alle altre funzionalità penseremo dopo.</p>
<p>Terzo punto:<strong> organizzazione dell&#8217;infrastruttura e tecnologie</strong>. Considerando il tipo di mestiere che dovrà svolgere questa applicazione (scattare foto ed inviarle al server), in caso di numeri considerevoli di traffico, il sistema dovrà scalare rapidamente sia in termini di storage, che di DataBase e di banda dedicata. L&#8217;idea immediata è stata quella di <a href="http://aws.amazon.com/s3/">Amazon S3 Storage</a>, ma dopo una rapida verifica, tra attivazione e test vari non ci saremmo stati con i tempi. Abbiamo quindi optato per un servizio, temporaneo, di hosting dedicato e pronto per partire. Tecnologia scelta: Objective-C per iPhone, PhP e MySQL inizialmente per la parte di applicazione Web.</p>
<p>Quarto punto:<strong> poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia</strong>. Come per il secondo punto, uno dei problemi principali di chi parte con un progetto, è quello di voler far uscire tutto già al massimo della perfezione. La domanda che mi sono fatto è: <em>ma esiste una perfezione o si deve ambire ad essa?</em> Io sono per la seconda, e quindi, visto che parliamo di una startup da fare in sole 72h, non dobbiamo fare i preziosi e dobbiamo esser coscienti che ci saranno molte cose da migliorare. Puntiamo a chiudere un applicazione con una UI decente, intuitiva e fruibile ed un sistema stabile. Poi i fiocchetti e tutti gli abbellimenti verranno dopo.</p>
<p>Quinto punto: <strong>sviluppo e buzz</strong>. Lo sviluppo è iniziato in modo parallelo tra web e iPhone. Da una parte le API che espongono i metodi di Register, Login, Post e dall&#8217;altra le chiamate del dispositivo mobile. Infine abbiamo completato la parte web di front end. Visto il poco tempo a disposizione e considerato che <strong>sono dell&#8217;idea che il marketing serva anche ad una startup</strong> (<a href="http://maxciociola.tumblr.com/post/3562098945/se-fai-marketing-in-una-startup-vuol-dire-che-il-tuo-pro">non come ho letto in questo post&#8230;</a>) , mentre lo sviluppo andava avanti, mi sono mosso su più fronti per iniziare a far parlare di YepLike! creando un pò di curiosità e cominciando a raccogliere email per l&#8217;invito al momento dell&#8217;uscita dell&#8217;applicazione in Apple Store. Attualmente abbiamo 350 email di utenti in attesa, di cui il 50% è fuori dall&#8217;Italia.</p>
<p>Sesto ed ultimo punto:<strong> Pubblicazione su Apple Store</strong>. Tutto quello che avete letto qui sopra è stato fatto in 7 giorni solari, ma con un totale effettivo di circa 72 ore lavorate . Da questa mattina siamo in stato di Review sull&#8217;App Store, quindi si tratta veramente di poche ore e poi YepLike! sarà disponibile. Ovviamente senza un team così affiatato e con un alto commitment non ce l&#8217;avremmo mai fatta: grazie Cri, grazie Ali!</p>
<p>Adesso stiamo già lavorando su:</p>
<ol>
<li><strong>Sviluppare le funzionalità mancanti</strong>: visualizzazione su mappa dei like/dislike lato iPhone, gallery personale e pubbliche</li>
<li><strong>Migliorare l&#8217;interfaccia dell&#8217;applicazione e del sito</strong></li>
<li><strong>Rivedere la tag line e la comunicazione</strong></li>
<li><strong>Predisporre un codice e una struttura più scalabile</strong> e pronta ad una potenziale crescita</li>
</ol>
<p>Ora non ci resta che aspettare e vedere come va. Certo, aver fatto un applicazione che permette di fare Like e dislike agli oggetti, proprio quando <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">Facebook modifica la modalità di funzionamento del Like</a> e <a href="http://www.socialware.it/advertising20/facebook-like-diesel-dislike-e-tutto-quel-che-ne-consegue">la Diesel lancia una sua applicazione per il Dislike</a>, &#8230; mi fa pensare proprio bene! <strong>Che avessimo azzeccato veramente una Killer Application&#8230; <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Nel frattempo se volete <a href="http://yeplike.com">potete lasciare la vostra email sul sito</a> per poter ricevere anche voi l&#8217;avviso. Enjoy!</p>
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		<title>C&#8217;era una volta un Like</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato Like. Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: alle persone piaceva cliccarlo e poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato <strong>Like</strong>.</p>
<p>Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: <strong>alle persone piaceva cliccarlo </strong>e poter dire velocemente &#8220;<strong>Mi piace!</strong>&#8221;</p>
<p>Erano pochi i casi in cui le persone non cliccavano Like. <strong>Il piccolo bottoncino era molto educato</strong>, non diceva mai &#8220;<em>fail</em>&#8220;, &#8220;<em>che schifo</em>&#8221; o cose similari: al massimo diceva &#8220;<em>non mi piace</em>&#8220;, ma lo faceva solo dopo aver detto almeno una volta mi piace.</p>
<p>In poco tempo, la sua <strong>semplicità</strong>, lo fece diventare una sorta di <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">checkin del web</a>. La rete lo utilizzava in modo talmente tanto intenso che i numeri erano incredibili: non esisteva un angolo della rete, che non avesse il tastino presente almeno in qualche pagina o un utente che non avesse premuto almeno una volta il piccolo pulsantino.</p>
<p>Era talmente tanto utilizzato da tutti, che i suoi cugini Tweets e Share,  che fino a poco tempo prima avevano ricoperto l&#8217;incarico di ambasciatori della condivisione, cominciarono ad avere una certa gelosia nei suoi confronti: erano sempre più i like che i tweet e gli share. &#8220;M<em>a come è possibile?</em>&#8221; si chiedevano i due.</p>
<p>Con il passare del tempo Tweets e Share capirono che la semplicità di Like però non era in fondo così positiva. Tutti facevano ricorso a Like in modo superficiale e non lo utilizzavano più solo per dire &#8220;Mi piace!&#8221;.</p>
<p>Like veniva utilizzato nei modi più svariati: dall&#8217;utilizzo di cortesia &#8220;<em>Son passato di qua e ti ho letto, like.</em>&#8220;, all&#8217;utilizzo di convenienza &#8220;<em>Bah si, me lo memorizzo, magari mi serve, like.</em>&#8220;, alla pigrizia &#8220;<em>Uff, e che chiamo Tweets, poi devo scrivere 140 caratteri&#8230; no no, like.</em>&#8221; fino all&#8217;utilizzo del moda &#8220;<em>Ficooo, Laiiic!</em>&#8220;. Malgrado questo però per Tweets non era una vita facile.</p>
<p>Un bel giorno, all&#8217;insaputa di tutti, durante una giornata tranquillissima, il papà di Like, in disaccordo con l&#8217;eccessiva discrezione del figlio, lo obbligò a cambiare comportamento: da quel momento in poi Like non avrebbe dovuto più esser il bravo tastino innocente che esprimeva un parere, ma bensì un invasore di bacheche, un condivisore spietato e virale di informazioni.</p>
<p><strong>Come continua la storia?</strong></p>
<p>Secondo me, così:</p>
<ol>
<li>Like verrà utilizzato sempre più spesso per azioni virali da siti, brand ed aziende</li>
<li>Like non verrà più utilizzato come prima dagli utenti un pò più scaltri ed attenti all&#8217;estetica della propria bacheca: d&#8217;ora in avanti ci penseranno due volte (almeno) prima di premere un tasto like su un sito. Oggi a me è successo almeno 3 volte.</li>
<li>Like continuerà ad esser utilizzato allo stesso modo da tutti quegli utenti che oggi hanno la bacheca invasa da notifiche di applicazioni e giochi vari.</li>
<li>Like non sostituirà Share e Tweets, perchè verranno utilizzati in modo completamente diverso</li>
<li>Il papà di Like rilascerà presto nuovo funzioni per poter gestire la pubblicazione sulla bacheca</li>
<li>Il papà di Like penserà a dare degli strumenti di Insight anche per misurare i Like</li>
<li>Like in linea generale verrà utilizzato di meno per timore</li>
</ol>
<p><strong>E voi, che ne pensate, come andrà la storiella ? </strong></p>
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		<title>La Convergenza Evolutiva dei social</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 17:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<description><![CDATA[La scienza definisce Convergenza Evolutiva il fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, o in nicchie ecologiche simili, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono sviluppando per selezione naturale determinate strutture o adattamenti che li portano ad assomigliarsi fortemente. Tali specie sono dette convergenti. Come avevo scritto in qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>La scienza definisce <strong>Convergenza Evolutiva</strong> il fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, o in nicchie ecologiche simili, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono sviluppando per selezione naturale determinate strutture o adattamenti che li portano ad assomigliarsi fortemente. Tali specie sono dette <strong>convergenti</strong>.</p>
<p>Come avevo scritto in qualche post fa &#8220;<a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">La strana convergenza dei social</a>&#8221; questo fenomeno, la convergenza evolutiva, si sta verificando anche all&#8217;interno di internet, agli strumenti e alle piattaforme del web: sistemi con funzionalità, target e segmenti di mercato differenti, spinti dalle veloci dinamiche della rete, dall&#8217;evolversi delle abitudini degli utenti e dalle pressioni derivanti &#8211; in molti casi &#8211; da <strong>modelli di business non sempre monetizzabili</strong>, integrano le stesse caratteristiche e strutture di altri sistemi, con l&#8217;obiettivo di attirare altri utenti, raggiungere la massa critica ed aggiudicarsi il titolo di mainstream. Ogni funzionalità accolta in massa dagli utenti, diventa una best practices e viene replicata sugli altri.</p>
<p>Di casi eclatanti, oltre quelli <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">già descritti nel precedente post</a> di agosto, ce ne sono stati altri e la convergenza prosegue a grandi passi.</p>
<p><strong>Twitter ha aperto alla grande massa</strong> aggiungendo funzionalità di geolocalizzazione, condivisione di oggetti multimediali, le liste e una gestione più dettagliata dei profili degli utenti. Intorno a <strong>Google</strong> rumoreggia l&#8217;uscita di GoogleMe e procedono <strong>acquisizioni ed integrazioni</strong> di piattaforme di pagamento elettronico e prepara la sfida al social gaming e ai pagamenti virtuali.</p>
<p><strong>Facebook</strong> integra nella sua piattaforma <a href="http://www.facebook.com/groups">i gruppi</a>, le funzionalità di gestione documenti e le notifiche facendo evolvere le comunità e le nicchie. Dal punto di vista della localizzazione avvia Places e lancia ufficialmente la <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=446183422130">piattaforma di Deal</a> e le <strong>funzionalità di rewards</strong>, cominciando la vera <strong>battaglia a Foursquare</strong> dal punto di vista del local marketing e a <strong>Groupon</strong>, attraverso funzionalità di vendita di coupon-offerte a gruppi di utenti.</p>
<p><strong>Foursquare</strong> dal canto suo, sentito il fiato sul collo di altri sistemi emergenti come <strong>Shopkick</strong> o <strong>Checkpoints</strong>, decide (finalmente) di fare un pò di <strong><a href="http://mashable.com/2010/11/02/foursquare-lets-businesses-out-mayors/">battaglia ai Check-In fasulli </a></strong>e recuperare un pò di credibilità e attendibilità verso il lato business e non solo gaming.</p>
<p>Nasce <a href="http://gomiso.com"><strong>Miso</strong></a>, un social che permette agli utenti di fare CheckIn, in modo simile a Gowalla e Foursquare, su un programma televisivo, condividere con gli altri commenti e messaggi e guadagnare badge.</p>
<p><strong>Linkedin</strong> <a href="http://blog.linkedin.com/2010/09/29/linkedin-signal/">lancia Signal </a>e si proietta nell&#8217;<a href="http://www.ambito5.com/blog/social-media-mkt/2010/11/anche-linkedin-nellorgia-social/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">orgia social</a> integrando i feed da Twitter e gli status da LinkedIn, migliorando la ricerca avanzata e i trending topics, e dando la possibilità agli utenti di segmentare le ricerche per rete di appartenenza, mercato o per azienda.</p>
<p>Dal lato del <strong>photostream Flickr</strong> dopo aver integrato la localizzazione delle foto ed il tagging degli utenti, sembra essersi fermata. Intanto nasce <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/11/01/instagram-una-semplice-app-che-genera-dipendenza-emotiva/comment-page-1/#comment-758">Instagram</a></strong>, che non è ancora un mainstream che integra funzionalità di cross posting, sharing di foto, commenti e like, assomigliando a Twitter.</p>
<p>Insomma l&#8217;ecosistema della rete si comporta nello stesso identico modo dell&#8217;ecosistema biologico, dimostrazione che la rete è fatta di persone. To be continued&#8230;</p>
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