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	<title>Fabio Lalli &#187; twitter</title>
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		<title>Telecom: il call center su Twitter? Bello, se non è solo marketing</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 21:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire dal 30 settembre, Telecom Italia, con un comunicato pubblicato sulla sezione corporate del proprio sito, ha avviato il nuovo canale di assistenza su Twitter e Facebook. La notizia è rimbalzata sui principali siti internet, testate, borsa italiana, siti tecnologici e blog, su twitter stesso e su molti status degli utenti, tra curiosità ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>A partire dal 30 settembre, Telecom Italia, con un comunicato <a href="http://www.telecomitalia.it/tit/it/archivio/media/note_stampa/corporate/2010/09-29.html">pubblicato sulla sezione corporate</a> del proprio sito, ha avviato il nuovo canale di assistenza su <a href="http://twitter.com/#!/TelecomItaliaTw">Twitter</a> e <a href="http://www.facebook.com/TelecomItalia">Facebook</a>. La notizia è rimbalzata sui principali <a href="http://libero-news.it/news/499425/Telecom_approda_su_Facebook_e_Twitter.html">siti internet</a>, <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/09/30/news/l_assistenza_telecom_va_su_twitter_e_facebook-7598707/">testate</a>, <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=779921&amp;lang=it">borsa italiana</a>, <a href="http://www.pianetatech.it/cellulari/gestori/telecom-italia-nuovo-canale-di-assistenza-su-twitter-e-facebook.html">siti tecnologici </a>e <a href="http://www.aghenorblog.com/2010/10/01/il-187-di-telecom-italia-su-twitter/">blog</a>, su twitter stesso e su molti status degli utenti, tra curiosità ed entusiamo.</p>
<p>Dal comunicato si evince che l&#8217;obiettivo principale di questo nuovo canale è quello di <strong>creare una comunicazione dedicata ai propri clienti </strong>e caratterizzato da un&#8217;<strong>interazione diretta ed immediata</strong> e dalla <strong>velocità nei tempi di risposta</strong> a tutti gli utenti. Il nuovo canale permetterà ad un <a href="http://twitter.com/#!/TelecomItaliaTw/twitter187/members">team specializzato</a> di rispondere durante la giornata a domande e segnalazioni nelle pagine Telecom Italia, Tim e Impresa Semplice su Facebook e su Twitter. Da quanto comunicato inoltre, gli specialisti del team di Telecom Italia avranno le competenze per rispondere a diverse esigenze, sia consumer &#8211; fisso e mobile -, sia a tematiche proprie del mondo business, e risponderanno dal lunedì al venerdì. Telecom, che da qualche anno sta investendo in nuovi media e sta aprendo a nuovi canali comunicativi per rimanere in contatto con i propri utenti, con questo progetto si propone come la prima società in Italia a lanciare una nuova attività di caring (<a href="http://www.mantellini.it/?p=8825">twitter care</a> come definito da Mantellini) evoluto nel mondo dei Social Media.</p>
<p>Da una parte c&#8217;è da riconoscere a Telecom l&#8217;importante passo nel campo della comunicazione: chi conosce infatti le regole di governance che indirizzano la comunicazione delle grandi aziende, sa che una scelta di questo tipo non è facile da far digerire e non è così scontata e banale come sembra. Personalmente però non riesco a vedere questa operazione solo come un passo verso il cliente, ma bensì <strong>un operazione markettara</strong>. Altro che social crm, clienti ed altro.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1515" title="Schermata 2010-10-03 a 21.13.26" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/10/Schermata-2010-10-03-a-21.13.26-220x220.png" alt="" width="220" height="220" />Prima di tutto ritengo questa operazione di Telecom semplicemente una rincorsa ad un mercato non ancora presidiato in modo importante: analizzando un pò la presenza degli operatori sui social network partendo da Facebook, possiamo notare infatti che <strong>Vodafone con i suoi 560mila fan</strong>, è il primo operatore, seguito da <strong>Tim (50mila fan)</strong>, <strong>Tre (40mila fan)</strong> e <strong>Wind (30mila fan)</strong>, mentre per quanto riguarda i sistemi di microblogginng invece <a href="http://twitter.com/3italia">Tre Italia</a> , da tempo attiva, può contare su oltre <strong>11mila follower</strong> di twitter e quasi <strong>1.400 su FriendFeed</strong>, seguita da <strong>Vodafone (5000 follower)</strong>, <strong>Tim (circa 1000)</strong> e <strong>Wind (meno di 500)</strong>. Probabilmente qualcuno in Telecom ha capito che quei pochi utenti italiani in Twitter, sono quelli che in qualche modo poi influenzano la rete: e allora perchè non iniziare a farsi vedere un pò, come fa già Tre?</p>
<p>Andando oltre, vi è mai capitato di chiamare il 187 per problematiche tecniche?  Penso di si. Vi sarete sentiti rispondere sicuramente con soluzioni estremamente tecniche tipo &#8220;<em>riavviare il pc</em>&#8220;, &#8220;<em>riavviare il router</em>&#8220;, &#8220;<em>spenga il firewall</em>&#8220;, &#8220;<em>aggiorniamo i driver</em>&#8220;, &#8220;<em>installiamo un antivirus</em>&#8221; o altre risposte di questo tipo, quando il problema, palesemente, è lato Telecom. Oppure, avete mai chiamato per avere informazioni relative a bollette e pagamenti? Beh, provate a chiamare, poi attaccate e chiamate di nuovo. Ogni operatore vi darà risposte completamente diverse e la cosa stupefacente sarà che nessuna è vera. A me sta succedendo da quando ho fatto il <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/06/08/fastweb-tieniti-la-tua-adsl-fail/">trasferimento della linea verso Fastweb</a> (&#8230;non che sia meglio di Telecom). La sensazione è che le persone non siano preparate vero?</p>
<p><strong>Si. Il problema secondo me NON è il mezzo di comunicazione</strong>,<strong> ma solo ed esclusivamente il contenuto, quello che gli operatori comunicano al cliente</strong>. Spesso infatti chi risponde non è all&#8217;altezza delle problematiche poste dal cliente, non è formato sulle tematiche tecniche o commerciali o non è aggiornato su quanto comunicato su altri canali dall&#8217;azienda stessa. Trovo assurdo che un azienda come Telecom, che ha nel<strong> servizio 187 una delle maggiori inefficienze verso il cliente (qualità e contenuto)</strong>, pensi di risolvere la comunicazione con gli utenti aggiungendo un altro strumento invece di <strong>modificare l&#8217;approccio, formare le persone del call center e migliorare i processi verso il cliente</strong>. Mi auguro, e lo dico senza interesse visto che ormai sono su altro operatore, che le persone che risponderanno da twitter siano persone di Telecom &#8211; non dei PR come succede per altri servizi &#8211; o per lo meno siano veramente preparate come affermato nel comunicato.</p>
<p>Infine mi chiedo come mai una notizia del genere debba avere tutto questo eco, come se <strong>comunicare con il cliente</strong> sia per un azienda una grossa novità e vorrei evidenziare che non stiamo parlando della ditta <em>Formaggi e Salumi</em> con sede in aperta campagna (e che forse comunica di più con i propri clienti). Stiamo parlando di Telecom, la prima società di telecomunicazioni italiana che, in teoria, dovrebbe permetterci di comunicare e che, oltre a non riuscirci bene (vedi migliaia di persone che tutt&#8217;oggi non posso avere un adsl), dovrebbe esser tra le prime ad esplorare nuovi canali per migliorare la relazione e la comunicazione con il cliente.</p>
<p>Mi domando: <em>potremmo quindi dire addio alle frustranti, lunghe ed inutili attese al telefono e poter invece chiedere assistenza o informazioni a Telecom Italia tramite Twitter?</em></p>
<p>Io <a href="http://twitter.com/#!/fabiolalli/status/25993249303">un tweet di richiesta l&#8217;ho inviato</a> (e sono stato forse uno dei primi). Per adesso la mia domanda è stata <a href="http://twitter.com/#!/TelecomItaliaTw/status/26059407804">girata ad un altro account</a>, che poi mi ha chiesto di <a href="http://twitter.com/#!/Telecom187Sara/status/26062538001">fare follow per potermi mandare un DM</a>. Per adesso sono passati 3gg, ma giustamente (!?), il sabato e la domenica non rispondono.</p>
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		<title>#newTwitter: non dire social, se non ce l&#8217;hai nel sacco</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 21:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il nuovo Twitter.com. Questo è il titolo utilizzato da Twitter per annunciare la nuova versione della propria piattaforma. Nuovo. A primo impatto, leggendo la pagina di presentazione e guardando il video di spiegazione, ho pensato subito che twitter stia cambiando, evolvendo e snaturando il suo DNA, nella direzione di Social Network. Poi leggendo in rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ecco il nuovo Twitter.com. Questo è il titolo utilizzato da <a href="http://twitter.com/newtwitter">Twitter per annunciare la nuova versione</a> della propria piattaforma. Nuovo.</p>
<p>A primo impatto, leggendo la pagina di presentazione e guardando il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rIpD7hfffQo&amp;feature=player_embedded">video</a> di spiegazione, ho pensato subito che twitter stia cambiando, evolvendo e snaturando il suo DNA, nella direzione di Social Network. Poi leggendo in rete i commenti e le opinioni ho rischiato di convincermi del contrario, soprattutto quando Evan Williams, Ceo di twitter, durante la conferenza <strong>Nokia World 2010</strong> ribadisce un concetto: &#8220;<strong>twitter non è dedicato soltanto all’invio di messaggi</strong>&#8221; e non è un Social Network.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" style="margin: 5px;" title="twitter1-200x200" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/09/twitter1-200x200.jpg" alt="" width="160" height="160" />Quel &#8220;<strong>nuovo&#8221;, </strong>contenuto nel titolo, secondo Twitter sembra avere un significato molto più importante: Twitter è in evoluzione verso un sistema completo di news, contenuti e informazioni.</p>
<p>In effetti sembra così. La nuova versione di Twitter infatti non riguarda solo un restiling grafico e la visualizzazione dei tweet, ma molto di più, soprattutto se si analizzano le nuove funzionalità: è stata implementata la possibilità di integrare video (da YouTube, Vimeo e ustream), sono state aggiunte le mappe relative alle informazioni geolocalizzate, le immagini sono visualizzabili direttamente nel sito anche se caricate da diversi servizi, tra cui Flickr e Twitpic, è presente un dettaglio delle conversazioni e sono state sofisticate le ricerche di approfondimento sui singoli hashtag. Insomma un evoluzione &#8211; rivoluzione di funzionalità che comunque sono già contenute in altri Social Network.</p>
<p>Di fatto la piattaforma si è sviluppata su due piani diversi: <strong>tipologia di informazione</strong> e <strong>velocità di fruizione</strong>. Se da una parte l&#8217;utente adesso ha un flusso di informazioni più articolato e completo che gli permette, restando all’interno dello stream stesso, di vedere immagini e video che vengono incorporate, dall&#8217;altra può ottenere informazioni aggiuntive sull’utente che sta leggendo (profilo, tweet, mappa georeferenziata dei luoghi da cui ha tweettato, liste) e tutto questo senza la necessità di saltare da una pagina all’altra.</p>
<p>Secondo me, l&#8217;effetto che Twitter otterrà da questa nuova piattaforma sarà una<strong> forte crescita dei tempi di permanenza degli utenti sul sito, </strong>a discapito delle applicazioni sviluppate da terzi ed integrate tramite API e soprattutto contrariamente a quanti dicevano che <a href="http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/">il web è morto</a>. La nuova piattaforma meno minimalista e più &#8220;appeal&#8221; attirerà nuovi utenti, farà crescere l&#8217;abitudine dell&#8217;utente al controllo dei tweets e dello status update, l&#8217;attenzione ai video segnalati dai following e lo sbircio alle foto condivise. Un pò come succede su Facebook e sugli altri social&#8230;</p>
<p>Qualche tempo fa nel mio post &#8220;<a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">La strana convergenza dei Social Network</a>&#8221; ho descritto quella che secondo me è l&#8217;evoluzione naturale dei sistemi e che vede stringere sempre di più i confini tra social network, piattaforme di comunicazione e le loro differenze funzionali.</p>
<p>Insomma con questa nuova piattaforma Twitter, che secondo me sta snaturando quello che ha sempre comunicato nella propria mission “<em>The constraint of 140 characters drives conciseness and lets you quickly discover and share what’s happening</em>”, va proprio nella direzione che ho descritto nel mio post: sta diventando una &#8220;NON&#8221;-social piattaforma di comunicazione, news ed informazioni potente, che ha le stesse caratteristiche di un Social Network per funzioni, tempi di permanenza, modalità di utilizzo e comportamenti.</p>
<p><a href="http://paoloratto.blogspot.com/2010/09/un-twitter-nuovo-non-un-social-network.html">Per rispondere a Paolo</a>, concludo dicendo che, per adesso, non è una sfida diretta a Facebook, ma a breve lo diventerà.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rIpD7hfffQo&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="400" src="http://www.youtube.com/v/rIpD7hfffQo&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La strana convergenza dei Social Network</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 12:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni mi sono soffermato ad osservare la crescita dei social network più importanti, gli sviluppi degli ultimi tempi, gli utenti e le funzionalità rilasciate o in rilascio. Ho notato alcune cose che mi hanno fatto riflettere. La cosa che più mi ha colpito sono le poche novità: nessuno ha rilasciato funzionalità veramente innovative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In questi giorni mi sono soffermato ad osservare la crescita dei social network più importanti, gli sviluppi degli ultimi tempi, gli utenti e le funzionalità rilasciate o in rilascio. Ho notato alcune cose che mi hanno fatto riflettere. La cosa che più mi ha colpito sono le poche novità: nessuno ha rilasciato funzionalità veramente innovative e differenti dagli altri.</p>
<p><strong>Twitter</strong> , cavalcando l&#8217;ondata della geolocalizzazione, ha aggiunto recentemente la possibilità di localizare i tweet prendendo spunto da Foursquare (e ovviamente anche da altri LBS) e ha lanciato il servizio <strong>Places.</strong> Poi ha rilasciato la funzionalità <strong>Who to follow</strong> che suggerisce ad un utente quali account potrebbe conoscere permettendo un aumento dei legami e della socializzazione, copiando la funzionalità da Facebook. Sempre seguendo Facebook e scavalcando <strong>Tweetmeme</strong> ha comunicato il lancio del pulsante ufficiale per il <strong>retweet</strong>. Alcuni rumors dicono che potrebbe integrare l&#8217;anteprima delle immagini e dei video nello stream copiando da Friendfeed e Facebook.</p>
<p><strong>Facebook</strong> ha aggiunto l&#8217;<strong>anteprima dei profili</strong> al passaggio del mouse su una foto copiando la funzionalità da Twitter, che a sua volta l&#8217;aveva copiata precedentemente da Friendfeed, se non erro. A breve inserirà anche la <strong>geolocalizzazione</strong> nello stream nelle attività e la possibilità di condividere foto e localizzarle prendendo spunto da Foursquare e rincorrendo Twitter. Facebook ha acquisito Friendfeed per poterne ereditare il realtime dello stream e fare così concorrenza a Twitter.</p>
<p><strong>Foursquare</strong>, nell&#8217;ambito dei location based services, rincorso da Facebook e da Twitter ed in continua competizione con <strong>Gowalla</strong> dal canto suo non poteva rimaner fermo. Prima ha dato maggior visibilità ai <strong>Tips</strong> trasformandoli in una sorta di status update alla Twitter, poi ha modificato la scheda utente dando maggior visibilità ai badge e alle informazioni condivise dall&#8217;utente. Poi ha aggiunto la possibilità di visualizzare i Tips per data o popolarità (<strong>i&#8217;ve done this!</strong>) prendendo spunto dal <strong>Like</strong> di Facebook.</p>
<p><strong>Google</strong> ha provato a copiare Twitter con Jaiku, poi ha lasciato perdere per passare ad Orkut e poi dare vita a Buzz cercando di sviluppare qualcosa di simile a Facebook e a Twitter. Poi ha avviato Latitude, che non essendo integrato con altri sistemi non ha preso piede. Mi aspetto che prima o poi permetterà di vedere i buzz, le foto di Picasa e gli amici posizionati su mappa.</p>
<p>Insomma, Twitter copia da Foursquare. Foursquare copia da Facebook. Facebook copia Twitter. Google copia un pò da tutti. Tutti copiano da tutti. Ma è normale?</p>
<p>Secondo me si, ovviamente una mia opinione, ma questa rincorsa allo sviluppo delle funzionalità degli altri e questa sempre maggiore similarità fra i vari servizi, mi fa pensare che stiamo arrivando ad una fase di stabilità e tutta l&#8217;euforia legata alla novità dei social network, della geolocalizzazione e del mobile potrebbe leggermente affievolirsi.</p>
<p>Se il 2009/2010 infatti è stato l&#8217;anno dell&#8217;<strong>esplosione dei sistemi di Social Network</strong>, del mobile e dei sistemi di geolocalizzazione, secondo me, il periodo che stiamo per affrontare, e che va dalla fine del 2010 e forse per gran parte del 2011 sarà caratterizzato da una maggiore omogeneizzazione di alcuni servizi, vedremo meno <strong>novità funzionali</strong>, probabilmente molte <strong>integrazioni</strong> e perchè no parecchie <strong>acquisizioni</strong> (?). Le novità rallenteranno e saranno poche le aziende che rilasceranno qualcosa di veramente nuovo. Sarà invece una fase di consolidamento, secondo me molto importante, perchè il mercato avrà modo di recepire l&#8217;ondata delle novità dell&#8217;ultimo anno. Le aziende, metabolizzate le potenzialità degli ultimi tempi, cominceranno ad <strong>investire in sviluppo, integrazioni e marketing</strong> e saranno l&#8217;acceleratore che porterà questi sistemi alla portata di tutti. Gli utenti avranno modo di utilizzare tutti queste <strong>tecnologie e sistemi nella vita di tutti i giorni </strong>e sempre di più troveremo la geolocalizzazione e f<strong>unzionalità sociali nella routine giornaliera</strong>.</p>
<p>In fondo, facendo un rapido riepilogo, con i sistemi attuali possiamo stringere amicizia, aggiornarci rapidamente, micro-messaggiare, condividere foto e video, esprimere pareri e dare feedback con like, retweet e commenti, geolocalizzare informazioni e vedere dove sono i nostri amici, comprare on line e trovare ogni tipo di informazione. Cosa altro vogliamo in questo momento da un social network?</p>
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		<title>Foursquare vuole diventare Twitter e viceversa?</title>
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		<description><![CDATA[Poco fa, come ho scritto in un mio tweet e come riportato anche su tech crunch, sono andate on line alcune modifiche alle pagine web ed ad alcune funzioni di Foursquare. Il mio primo pensiero è tornato ad una riflessione che facevo qualche giorno fa: ma se Twitter si mette a fare i CheckIn (Places), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Poco fa, come ho scritto in un mio <a HREF="http://twitter.com/fabiolalli/status/18547826110"> tweet </a> e come riportato anche su <a HREF="http://techcrunch.com/2010/07/14/foursquare-tips/">tech crunch</a>, sono andate on line alcune modifiche <strong>alle pagine web ed ad alcune funzioni di Foursquare</strong>. Il mio primo pensiero è tornato ad una riflessione che facevo qualche giorno fa: ma se Twitter si mette a fare i CheckIn (<strong>Places</strong>), Foursquare come cambierà?</p>
<p>Secondo me, anche se il concetto del CheckIn attualmente sta generando un entusiamo incredibile ed intorno ad esso stanno crescendo migliaia di applicazioni, ritengo che non possa, da solo, continuare a far crescere e differenziare FourSquare rispetto alle altre applicazioni presenti sul mercato. Le modifiche apportate oggi al sito, e che a breve, secondo me, vedremo enfatizzate anche sui dispositivi mobile, dimostrano che Foursquare sta cambiando o accelerando in una certa direzione: <strong>social guide</strong> e <strong>social gaming</strong> .</p>
<p><strong>Tips</strong> e <strong>Mayorship</strong> passano in una posizione di primo piano sulle pagine di dettaglio delle venue:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1124" title="Schermata 2010-07-15 a 00.40.37" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/07/Schermata-2010-07-15-a-00.40.371-400x301.png" alt="" width="400" height="301" /></p>
<p>Prima di tutto è stato messo in bella mostra il <strong>sindaco (Mayor)</strong> ed il <strong>numero di CheckIns effettuati</strong> e che hanno assegnato la mayorship. Questa modifica stimola l&#8217;utente alla competizione perchè rende più trasparente il punteggio da raggiungere per aggiudicarsi il titolo locale e spodestare il detendore della corona.</p>
<p>Subito sopra è presente un dettaglio della venue, con il numero dei CheckIn effettuati totali, il numero unico degli utenti che hanno effettuato almeno una fermata e il numero dei CheckIns dell&#8217;utente collegato. Informazioni che associate al badge posizionato subito sopra in modo decisamente evidente, invitano il proprietario della venue ad <strong>accedere alla sezione Business</strong>.</p>
<p>La parte che invece secondo me è molto importante è relativa ai <strong>Tips</strong> e ai <strong>Todo</strong>. Foursquare ha reso possibile l&#8217;inserimento dei commenti e dei consigli direttamente sulla scheda, con la stessa logica dello <strong>status update</strong>.  I Tips, già estremamente importanti della logica di Foursquare, diventeranno così più frequenti e daranno più informazioni all&#8217;utente che visita una venue e al gestore di un locale. Per quanto riguarda i ToDo è possibile contrassegnare suggerimenti in modo da ricordarsi le cose da fare in un secondo momento.</p>
<p>Quello che manca nella scheda della venue, è uno stream relativo alle persone che hanno effettuato il CheckIn nella giornata, tutti gli utenti che sono passati da quella location, magari con una classifica di quelli che frequentano di più la location e si contendono la mayorship e perchè no, un bel QR Code.</p>
<p>Ma se Twitter vuole fare anche un pò Foursquare, e Foursquare vuole fare un pò Twitter simulando lo status update per location, non è che tanto tanto, stanno iniziando una convergenza per far confluire uno dentro l&#8217;altro?</p>
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		<title>Se il Follow entra in azienda</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei entrare in ufficio e trovare tanti tasti con scritto Seguimi o Non seguirmi, su tutto. Documenti, persone, oggetti, discussioni, messaggi e poterci cliccare e diventare follower quando mi serve, per poter essere aggiornato e seguirne i tweet. Ci avete mai pensato? Partiamo dal concetto di base, il follow. Facebook, che più o meno tutti usiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Vorrei entrare in ufficio e trovare tanti tasti con scritto <strong>Seguimi</strong> o <strong>Non seguirmi</strong>, su tutto. Documenti, persone, oggetti, discussioni, messaggi e poterci cliccare e diventare follower quando mi serve, per poter essere aggiornato e seguirne i tweet. Ci avete mai pensato?</p>
<p>Partiamo dal concetto di base, il <strong>follow</strong>.</p>
<p><strong> Facebook</strong>, che più o meno tutti usiamo e conosciamo, funziona secondo la logica della <strong>relazione di amicizia</strong> e necessita di una doppia azione (ti chiedo l&#8217;amicizia, e tu accetti). A seguito della relazione instaurata si ricevono tutte le informazioni, senza filtro, di ogni amico, con una crescente  mole di informazioni completamente ingestibili.</p>
<p><strong>Twitter</strong> funziona diversamente ed utilizza il concetto del <strong>follow, </strong>principio secondo il quale un utente segue, con una <strong>relazione monodirezionale</strong>, il lifestream (flusso dei dati) di un altro utente che &#8220;cinguetta&#8221; e condivide informazioni. Questo tipo di relazione permette di filtrare il rumore (eccesso di informazioni), e permette di interagire nel momento in cui lo riteniamo opportuno.</p>
<p>Secondo me il follow è un concetto applicabile anche in azienda, e potrebbe esser <strong>utile alla comunicazione</strong> e potenzialmente <strong>importante per il business</strong>. Mi spiego.</p>
<p>L&#8217;azienda è composta da persone che sono in relazione fra di loro: queste si scambiano dati, email e messaggi, documenti e progetti, date ed appuntamenti. Tutti questi flussi generano <strong>informazioni</strong> che, al contrario di come si possa pensare, non sono entità statiche e mute, bensì sono entità dinamiche che hanno un proprio ciclo di vita, si sviluppano, generano conoscenza, scelte, opportunità, problemi e soluzioni. Molto spesso, a causa della poca comunicazione o banalmente per dimenticanza o disorganizzazione, queste informazioni rimangono nascoste, non vengono condivise e si perdono senza che nessun altro ne abbia fruito e beneficiato.</p>
<p>Ma se tutte queste entità potessero parlare&#8230;? Bene, facciamole parlare.</p>
<p>Immaginiamo le informazioni come <strong>entità vive che comunicano e si relazionano</strong>. Potremmo fare il follow di un entità, e potremmo seguire tutto quello che dice, così come oggi lo facciamo con i tweet delle persone. Potremmo seguire un documento ed esser aggiornati delle sue evoluzioni (aggiornamento, commenti, integrazioni), oppure potremmo seguire un gruppo di discussione di un progetto e riceverne degli avanzamenti o ancora potremmo seguire il life stream di discussioni tecniche di un progetto ed intuirne spunti di business o potenziali aree non ancora esplorate.</p>
<p>Insomma, qualsiasi entità, dai documenti (offerte, fatture, lettere, comunicazioni, manuali) ai messaggi (email, sms), dai calendari ai progetti fino ad un anagrafica (clienti, fornitori, dipendenti), sarebbe in grado di comunicare con noi. Non solo le persone. Semplicemente se followate.</p>
<p>Questo concetto può essere applicato ai sistemi di <strong>Enterprise 2.0</strong>, <strong>document management</strong> e <strong>knowledge management</strong>, <strong>CRM</strong>, semplicemente dando all&#8217;utente la possibilità di cliccare follow e ricevere così informazioni nel nostro stream. Come succede su Twitter. Semplice no?</p>
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		<title>L&#8217;importanza del live twitting</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 11:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa discutevo con waggle delle abitudini che i blogger e social-frequentatori vari (me compreso) hanno assunto negli ultimi anni, e nello specifico dell’abitudine a twittare durante gli eventi. Ci domandavamo quanto questo fosse positivo o meno, sia per l’attenzione verso il relatore e l’argomento trattato, sia per il dibattito che si può generare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Qualche giorno fa discutevo con <a href="http://twitter.com/waggle">waggle</a> delle abitudini che i blogger e social-frequentatori  vari (me compreso) hanno assunto negli ultimi anni, e nello specifico dell’abitudine a <strong>twittare durante gli eventi</strong>. Ci domandavamo quanto questo fosse positivo o meno, sia per l’attenzione verso il relatore e l’argomento trattato, sia per il dibattito che si può generare.</p>
<p>Come è noto, gli strumenti, le infrastrutture e le tecnologie a disposizione delle persone, modificano e generano nuovi comportamenti. Così come i social network hanno cambiato il rapporto con Internet, la diffusione della connettività e molti altri aspetti della comunicazione, allo stesso modo sta succedendo anche con i sistemi di <strong>microblogging</strong>.</p>
<p>Negli ultimi anni i social network e altri strumenti presenti in rete come Twitter, Facebook e FriendFeed, si sono rivelati molto utili, semplici e funzionali per seguire conferenze,  barcamp, seminari ed interventi amplificando la comunicazione in rete e generando <strong>un flusso di informazioni a doppia direzione</strong>: un flusso <strong>in uscita verso la rete</strong> composto da contenuti, citazioni e foto riprese e spesso integrate di commenti, ed <strong>un flusso di ritorno dalla rete</strong> composto da domande e contributi, in tempo reale o quasi.</p>
<p>Anche se apparentemente, twittare durante una conferenza, sembra una mancanza di educazione nei confronti del relatore, secondo me, l’abitudine del <strong>live twitting</strong> ha solo vantaggi (non riesco onestamente a vedere svantaggi), sia per il pubblico che per il relatore.</p>
<p>Dal punto di vista del pubblico questa attività aiuta a <strong>rimanere concentrati</strong>. A differenza di quello che si può pensare un flusso di informazioni di ritorno ad integrazione dei contenuti più interessanti permette al pubblico in ascolto di seguire aggiornamenti senza perdere il filo della discussione. <strong>Tutti possono partecipare</strong> alla discussione e seguire gli spunti o i link suggeriti attraverso l’utilizzo dell’hashtag definito per l’evento stesso. Quando il live twitting è pubblico e c’è una platea di ascoltatori ampia, generalmente i contenuti off-topic sono molto limitati se non nulli.</p>
<p>Il live Twitting non è una forma distrazione, ma una <strong>nuova forma di interazione</strong> che permette al pubblico di ricevere più contenuti, aggiungere spiegazioni, punti di vista differenti, link ad approfondimenti ed altro. Inoltre se chi parla è predisposto e preparato può rivedere la scaletta della presentazione in base alle domande e alle proposte provenienti dalla rete.</p>
<p><strong>Il pubblico può effettuare domande</strong> e lo spazio per le domande non ha un momento ben specifico. Twittando, il pubblico può lasciare traccia di un dubbio o di un osservazione, se si tratta di questioni note lo stesso pubblico risponde, altrimenti il relatore riprende l’elenco delle domande in momenti a lui più comodi o congruenti con l’argomento trattato. <strong>Chiunque può partecipare</strong> alla discussione in live e come nei BarCamp o negli Ignite, i confini tra relatori e pubblico sono assolutamente vicini e tutti possono <strong>intervenire in maniera attiva e propositiva</strong>, portando opinioni ed intuizioni che spesso portano innovazione e confronti.</p>
<p>C’è un aspetto inoltre da non sottovalutare rispetto ai vantaggi del pubblico e riguarda la logistica e la posizione geografica delle persone. Non essendo fisicamente presenti <strong>si supera quel limite logistico</strong> e si può entrare in contatto con persone che non si conoscono e si riesce a rompere il ghiaccio, superare la timidezza ed entrare in contatto in maniera semplice ed immediata.</p>
<p>Per quanto riguarda invece i vantaggi per il relatore, il live twitting è fondamentale per <strong>verificare l’interesse della discussione</strong> attraverso il numero di interventi e ritarare eventuali argomenti sulla base degli approfondimenti richiesti dal pubblico. Le risposte, i link e le segnalazioni derivanti da altri professionisti in rete permette inoltre di approfondire eventuali argomenti e <strong>ricevere feedback in tempo reale</strong>.</p>
<p>Infine il flusso di contenuto generato dai tweet e classificato attraverso l’hashtag, incrociato e consultato insieme alle altre informazioni provenienti dalla rete (foto, post su blog vari, documenti e slide condivise), genera un <strong>hub informativo</strong>, <strong>una knowledge base condivisa e pubblica</strong>.</p>
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		<title>Gli slashtags su Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 00:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho avuto modo questa sera di parlare qualche minuto con @NicolaGreco dopo aver letto il suo post in italiano relativo agli slashtags e lo stesso, approfondito, anche in inglese sul sito WorkingViral. Cosa sono gli slashtags? Sono una sorta di evoluzione degli hashtags. Sottolineo una sorta perchè secondo me, mentre con gli hashtag si classificano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-588" style="margin: 5px;" title="Foto dal sito di NicolaGreco" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/12/4084202877_6584d00edb_o-400x251.jpg" alt="Foto dal sito di NicolaGreco" width="240" height="151" /></p>
<p>Ho avuto modo questa sera di parlare qualche minuto con <a href="http://twitter.com/nicolagreco" target="_blank">@NicolaGreco</a> dopo aver letto il suo post in italiano relativo agli <a href="http://nicolagreco.com/2009/12/14/slashtags/" target="_blank">slashtags</a> e lo stesso, approfondito, anche in inglese sul sito <a href="http://workingviral.com/slashtags/2009">WorkingViral</a>.</p>
<p>Cosa sono gli <strong><a href="http://fabiolalli.com/tag/slashtags">slashtags</a></strong>? Sono una sorta di evoluzione degli <strong>hashtags</strong>. Sottolineo una sorta perchè secondo me, mentre con gli hashtag si classificano i post, con gli slashtags si aggiungono informazioni al post.</p>
<p>Per farvi un esempio, tra gli slashtags citati sul sito di Nicola (e utilizzati in chat IRC o altre) c&#8217;è <strong>/via</strong> per segnalare da dove è stato preso il tweet che si è postato o retwittato. C&#8217;è poi per esempio il <strong>/cc</strong> per mettere uno o più twitters in copia del tweet. Il mio suggerimento sul /cc è quello di poter associare una lista, per esempio: <strong>/cc [NomeLista]</strong>. In questo modo sarebbe possibile mettere in copia (un pò come per l&#8217;email) un gruppo o una lista (quelle da poco inserite su twitter).</p>
<p>Ci sarebbe poi <strong>/thx</strong> per ringraziare qualcuno oppure <strong>/like</strong>, suggerito da Nicola stesso.</p>
<p>Secondo me potrebbe esser utile anche pensare alla negazione di alcuni tags, e nello specifico mi riferisco al LIKE. In molto Social Network (ormai in tutti&#8230;) è possibile segnalare un &#8220;like&#8221; o un &#8220;mi piace&#8221;, ma non è possibile per esempio dire &#8220;Non mi piace&#8221;. Si potrebbe ipotizzare l&#8217;utilizzo del &#8220;<strong>-</strong>&#8221; o della della &#8220;<strong>d</strong>&#8221; generando così un /-like oppure un /dlike (i dont like).</p>
<p>Nel <a href="http://microsyntax.pbworks.com/">wiki</a> su PBworks creato da <strong>Chris Messina</strong> si può leggere un pò di più e trovare un pò di esempi di slahstags.</p>
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		<title>Twitter in italiano? Sarà anche un pò merito mio!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 18:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da questa mattina sono anche io uno dei traduttori italiani di twitter. Ovviamente questa cosa mi ha fatto piacere, visto che è la prima volta che partecipo gratuitamente ad un progetto del genere. Sottolineo per chi non lo sapesse, che questa &#8220;collaborazione&#8221; è gratuita. Ho condiviso questa novità con mia moglie e con alcuni colleghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/10/fabiolalli-twitter-translate.png"><img class="alignleft size-full wp-image-549" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="fabiolalli-twitter-translate" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/10/fabiolalli-twitter-translate.png" alt="fabiolalli-twitter-translate" width="299" height="120" /></a>Da questa mattina sono anche io uno dei traduttori italiani di twitter. Ovviamente questa cosa mi ha fatto piacere, visto che è la prima volta che partecipo gratuitamente ad un progetto del genere. Sottolineo per chi non lo sapesse, che questa &#8220;collaborazione&#8221; è gratuita.</p>
<p>Ho condiviso questa novità con mia moglie e con alcuni colleghi che, giustamente, quando hanno saputo che questo lavoro era gratuito, mi hanno domandato subito &#8220;Ma non hai altro da fare?&#8221; , &#8220;Ma oltre alle mille cose fai, ora ci metti anche questa?&#8221;. In effetti di tempo non è ho molto, ma è una piccola soddisfazione aggiunta ad altre <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ho letto anche l&#8217;articolo di <a href="http://www.napolux.com/2009/tradurre-twitter-gratis-perch.html">Napolux</a> il quale  ha praticamente risposto a queste domande nello stesso modo in cui ho risposto io. Quindi non sono l&#8217;unico &#8220;pazzo&#8221; <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vabbè, adesso aspetto l&#8217;account di Google Wave, così magari comincio a smanettare anche li!</p>
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		<title>Twitter e alcuni casi di Business</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<category><![CDATA[roberto venturini]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Library]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo sul blog di  di Roberto Venturini, che seguo da un pò di tempo, un articolo  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.  L&#8217;articolo inizia così: Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è la sua capacità di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-world.jpg"><img class="size-full wp-image-455 alignnone" style="margin: 5px;" title="twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-world.jpg" alt="twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business" width="439" height="697" /></a></p>
<p>Leggo sul <a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/twitter-per-il-business-tre-casi.html" target="_blank">blog di  di </a><span class="contenuto"><a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/twitter-per-il-business-tre-casi.html" target="_blank"><strong>Roberto Venturini</strong></a>, </span>che seguo da un pò di tempo, un articolo  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.  L&#8217;articolo inizia così:</p>
<blockquote><p>
<em>Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è la sua capacità di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione&#8230; a condizione di sperimentare: è questo il caso di Twitter.</em>
</p></blockquote>
<p>Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola <strong>Innovare</strong>, la mia attenzione sale alle stelle, se poi è abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.</p>
<p>Anche se i sistemi di Microblogging, come ho già detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, così come per la maggior parte delle società nate nell&#8217;era del Web 2.0, l&#8217;attenzione si è focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.</p>
<p>utilizzati per informare i propri &#8220;amici&#8221; di ciò che si fa o del proprio stato d&#8217;animo, lo strumento è stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicità d&#8217;uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l&#8217;attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all&#8217;innovazione nella comunicazione.</p>
<p>L&#8217;articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:</p>
<ol>
<li>Twitter è stato utilizzato dalla <strong>NASA </strong>durante una raccolta di dati e opinioni sull&#8217;utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix</li>
<li><strong>Kogi </strong>è un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.</li>
<li><strong>Wine Library</strong> è una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l&#8217;utilizzo di Twitter è riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .</li>
</ol>
<p>Cosa si può imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l&#8217;utilizzo dei diversi e più o meno sofisticati canali di comunicazione può generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all&#8217;<a href="http://www.eurogroup.biz/web/canali-tematici/ict-internet/approfondimenti/COMUNICARE-SEMPRE-PIU-IN-PICCOLO-TWITTER-TRE-CASE-HISTORIES_964_4.jsp" target="_blank">articolo integrale </a></p>
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		<title>Il Co-Fondatore di Twitter dice: &#8220;Non siamo in vendita&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 18:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[acquisizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[smentita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri abbiamo assistito ad un tam tam della rete relativamente a Twitter e l&#8217;acquisizione da parte di Apple. La notizia era quella di una una mega offerta da 700 milioni di dollari. Oggi, comparsa su The View, il co-fondatore di Twitter, Biz Stone ha detto&#8221;non siamo in vendita&#8221;. Francamente, sono sorpreso. Di solito le notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ieri abbiamo assistito ad un tam tam della rete relativamente a Twitter e l&#8217;acquisizione da parte di Apple. La notizia era quella di una una mega offerta da 700 milioni di dollari. Oggi, comparsa su The View, il co-fondatore di Twitter, Biz Stone ha detto&#8221;non siamo in vendita&#8221;.</p>
<p>Francamente, sono sorpreso. Di solito le notizie di Apple, quando trapelano diventano realtà.</p>
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