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	<title>Fabio Lalli &#187; Blogging</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>Chiudi i Social e scaccia la crisi?</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 14:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[blocco social network in azienda]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione integrata]]></category>
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		<category><![CDATA[soluzioni enterprise 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggevo un articolo su MyMarketing.net relativo alla chiusura dei siti di Social Network (come Twitter e Facebook) in alcune aziende australiane. Il blocco dei siti sarebbe un tentativo per rendere i propri dipendenti più produttivi in un momento difficile per l&#8217;economia. Della serie &#8220;Chiudi il social e scaccia la crisi&#8230;&#8221; . Vi riporto uno stralcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Leggevo un articolo su <a href="http://www.mymarketing.net/agora/editoriali/contributi/dettaglio_articolo.asp?a=19&amp;s=122&amp;i=3591" target="_blank">MyMarketing.net</a> relativo alla chiusura dei siti di Social Network (come Twitter e Facebook) in alcune aziende australiane. Il blocco dei siti sarebbe un tentativo per rendere i propri dipendenti più produttivi in un momento difficile per l&#8217;economia. Della serie &#8220;<strong>Chiudi il social e scaccia la crisi&#8230;</strong>&#8221; .</p>
<p>Vi riporto uno stralcio dell&#8217;articolo e un pò di numeri:</p>
<blockquote><p>&#8230;i dati diffusi da Telstra e dagli specialisti nella sicurezza di Internet MessageLabs evidenziano un netto aumento (di circa quattro volte) dei datori di lavoro che hanno bloccato l&#8217;accesso ai social network ad aprile 2009 rispetto a giugno 2008. <strong>Circa 6.000 tentativi di accesso</strong> vengono infatti bloccati ogni giorno, rispetto ai 2.000 al giorno di 10 mesi fa. “Se un dipendente passa un&#8217;ora al giorno su Facebook, può arrivare a costare all&#8217;azienda migliaia di dollari in tempo perso nel corso di un anno&#8221;, ha detto il direttore esecutivo di Telstra, Brian Harcourt. &#8220;Chattare o navigare su siti di social network durante l&#8217;orario di lavoro potrebbe non essere il modo migliore per aumentare la produttività delle piccole imprese che stanno lottando per resistere alle condizioni attuali dell&#8217;economia&#8221;, ha detto in una nota.<br />
Secondo un rapporto sulle tendenze dell&#8217;utilizzo di internet nelle piccole e medie imprese australiane, il numero totale di <strong>Url &#8220;bloccati&#8221; dalle organizzazioni è cresciuto del 193% da gennaio</strong>, e per la maggior parte dei casi si tratta di siti di social network. Le compagnie più grandi, inclusa Telstra, hanno introdotto linee guida per lo staff sull&#8217;utilizzo consentito di internet, si legge nella nota. I social network stanno vedendo un&#8217;espansione incredibile, infatti gli ultimi dati diffusi da Nielsen online hanno mostrato che i minuti passati su questi siti web sono quasi raddoppiati negli Usa nell&#8217;ultimo anno.</p></blockquote>
<p>La cosa che mi stupisce è che dall&#8217;altra parte della terra succede l&#8217;inverso. In un post di qualche giorno fa ho riportato uno <a href="http://www.fabiolalli.it/index.php/2009/04/03/lo-svago-online-rende-piu-produttivo-il-lavoro/">studio recente dell&#8217;Università di Melbourne</a> che avrebbe invece dimostrato che <strong>chi utilizza Internet per ragioni personali al lavoro è più produttivo di circa il 9% rispetto agli altri</strong>. Ho letto<span style="font-size: x-small;"> inoltre una recente ricerca di <a href="http://www.deloitte.com/" target="_blank">Deloitte</a>, ripresa dalla newsletter quotidiana di <a href="http://www.emarketer.com/">eMarketer</a>, che afferma che quasi un terzo dei manager aziendali statunitensi (il 30%, precisamente) ha iniziato ad utilizzare le attività di social networking come <span style="color: #003300;">s</span><span style="color: #003300;">trumento strategico per le loro attività di comunicazione integrata</span>. Il grafico qui di seguito ne riporta un pò di numeri:</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/06/uso-aziendale-dei-social-network.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-499" style="margin: 5px;" title="uso aziendale dei social network" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/06/uso-aziendale-dei-social-network.JPG" alt="uso aziendale dei social network" width="374" height="359" /></a></span></p>
<p>Quindi, per combattere la crisi è necessario chiudere la comunicazione dei dipendenti?</p>
<p>Riflettevo sulla politica da adottare in azienda: è meglio una politica repressiva o una politica aperta all&#8217;utilizzo degli strumenti di comunicazione? Ho sempre pensato che uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione in caso di politica repressiva (e quindi blocco dei siti e delle chat) sia proprio il clima che ne consegue. <strong>Usare metodi troppo repressivi</strong>, come per l’appunto inibire Skype/MSN, chiudere gli accessi a social network o reti esterne, mettere i propri dipendenti sotto una campana di vetro controllata 24 ore su 24, <strong>ha il solo effetto di farli vivere in un clima di terrore: </strong>se l’azienda spera di ricevere dalle proprie risorse idee creative e costruttive che possano dare un vantaggio competitivo in questo momento di crisi, secondo me, questo è il primo modo per azzerarle completamente.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte però una politica di non controllo genera di solito una continua disattenzione e la perdita di vista degli obiettivi aziendali. Appurato quindi che inibire l’accesso ai social network e ai servizi 2.0 non sia è una soluzione appropriata perché crea scontento fra i dipendenti, quale potrebbe essere l&#8217;idea? Secondo me l&#8217;introduzione di <strong>soluzioni enterprise 2.0 </strong>può essere una strada da prendere in considerazione e che, oltre ad aiutare l’azienda a rinnovarsi, permetterebbe di incanalare l’attenzione della propria forza lavoro usando gli stessi strumenti che l&#8217;utente utilizza a scopo personale.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Chi secondo voi è l&#8217;eretico: chi dice che non servono strumenti di social o chi ne fa strumento di comunicazione integrata? E perchè?<br />
</span></p>
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