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	<title>Fabio Lalli &#187; business</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>Forum della Comunicazione Digitale 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 febbraio a Milano presso il Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari) si svolgerà il Forum della Comunicazione Digitale e la partecipazione è gratuita. L&#8217;evento, ideato ed organizzato da Comunicazione Italiana, è un appuntamento per innovatori, top manager di imprese e pubblica amministrazione, tecnologi, comunicatori e ha l&#8217;obiettivo di fare network, creare opportunità di business e condividere know how. Allo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-1810" style="margin: 5px; border: 0px initial initial;" title="12895583161747489960_logoforumdigitale2011" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/01/12895583161747489960_logoforumdigitale2011.jpeg" alt="" width="130" height="107" />Il <strong>16 febbraio</strong> a Milano presso il Palazzo Mezzanotte (<strong>Piazza Affari</strong>) si svolgerà il <strong><a href="http://forumdigitale.it/">Forum della Comunicazione Digitale</a> </strong>e la partecipazione è gratuita. L&#8217;evento, ideato ed organizzato da <a href="http://www.comunicazioneitaliana.it/">Comunicazione Italiana</a>, è un appuntamento per innovatori, top manager di imprese e pubblica amministrazione, tecnologi, comunicatori e ha l&#8217;obiettivo di <strong>fare network, creare opportunità di business e condividere know how</strong>.</p>
<p>Allo stesso tempo il Forum si pone l’obiettivo di <strong>creare conversazione tra i protagonisti dell’innovazione</strong> e i rappresentanti delle istituzioni, dei media, delle università e delle associazioni al fine di promuovere lo sviluppo della comunicazione digitale per lo sviluppo del paese.</p>
<p>Durante l&#8217;evento ci sarà anche una sessione di <a href="http://blog.nicolamattina.it/2011/01/ignite-forum-della-comunicazione-digitale/">Ignite</a>.</p>
<p>Io sarò presente all&#8217;evento. Ci vediamo li. Se volete qui di seguito trovate il link al mio profilo sul sito Comunicazione Italiana.</p>
<p><a href="http://www.comunicazioneitaliana.it/fabio-lalli"><img title="Guarda il profilo" src="http://www.comunicazioneitaliana.it/images/buttons/guarda_il_profilo_big.png" alt="Guarda il profilo" width="216" height="27" /></a></p>
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		<title>Indigeni Digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="size-thumbnail wp-image-830 alignleft" title="logo indigeni digitali" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/03/logo_id-220x220.png" alt="" width="220" height="220" />L&#8217;<strong>indigeno digitale</strong>, riprendendo in parte una frase trovata in rete (credo di Luca Sartoni) e riportata sul <a href="http://blog.nicolamattina.it/2007/09/indigeni-digitali/">blog di Nicola Mattina</a>, è colui che vive da sempre il digitale in tutti i suoi aspetti: crea le nuove applicazioni, testa e approfondisce nuove le nuove tecnologie, partecipa attivamente alla conversazione in Rete, diffida di un <em>certo peloso marketing online</em>, non si occupa di divulgare la conoscenza anche agli analogici perchè sono grandi abbastanza per sapersi arrangiare ma li aiuta se questi manifestano interesse. Un indigeno è un appassionato di tecnologie e mette a disposizione degli altri indigeni il proprio kwon how, le proprie capacità ed il proprio network.</p>
<p>Gli <strong>Indigeni Digitali</strong> non sono un nuovo Linkedin né tanto meno un social network. E&#8217; un gruppo di persone che vogliono <strong>confrontarsi e condividere esperienze</strong>, casi di successo ed insuccesso, avere un parere tecnico e una soluzione in momenti critici e non, e bersi un bicchiere di vino dopo una giornata di lavoro chiacchierando di bit e byte in modo rilassato.</p>
<p>Indigeni Digitali  è un iniziativa che ha l&#8217;obiettivo di generare un punto di incontro e di confronto tra professionisti e tecnici che vogliono interagire <strong>collaborare e creare opportunità</strong>, sia online che offline.</p>
<p>L&#8217;idea degli Indigeni Digitali è nata in questi ultimi anni di lavoro, tra un gantt e un rilascio in produzione, tra un caffè e un sushi a pranzo, tra un aperitivo e una birra, ma soprattutto durante i vari confronti avuti con tutte le persone che ho incontrato sui vari progetti e che mi hanno permesso di maturare alcuni principi per me ormai fondamentali: il <strong>confronto</strong>, l&#8217;<strong>ascolto</strong>, la <strong>condivisione</strong> e la <strong>passione</strong> per la tecnologia e l&#8217;innovazione. Questi sono i principi di base degli Indigeni Digitali.</p>
<p>Se volete seguire ed entrare in contatto con gli indigeni, ecco alcuni link:</p>
<ul>
<li><a href="http://indigenidigitali.com">Sito ufficiale</a></li>
<li><a href="http://www.linkedin.com/groups?about=&amp;gid=2825034&amp;trk=anet_ug_grppro">Linkedin</a></li>
<li><a href="http://twitter.com/indigeni">Twitter</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/pages/Indigeni-Digitali/295601322240">Facebook</a></li>
</ul>
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		<title>Scegliere di fare l&#8217;imprenditore con proprie idee di business</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 15:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma &#8220;Posto di lavoro da dipendente o fare l’imprenditore ?&#8220;. In effetti non è un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere già fatto un passo: chi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma &#8220;<strong>Posto di lavoro da dipendente o fare l’imprenditore ?</strong>&#8220;. In effetti non è un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere già fatto un passo: chi si pone la domanda (imho) è una di quelle persone che sentono un fuoco, particolare, ardere dentro. Quel fuoco che fa continuamente pensare a come sarebbe la propria azienda, alle proprie <a href="http://fabiolalli.com/tag/idee-business/">idee</a>, al modo in cui <a href="http://fabiolalli.com/tag/idee-innovative/">si potrebbe migliorare qualcosa di esistente</a> o perché no inventare qualcosa di nuovo. Se non si ha questo fuoco difficilmente ci si pone questo tipo di domanda.</p>
<p>Lasciare un posto di lavoro è come dire lasciare la routine e la noia per la fantasia, l’imprevedibilità e, perché no, il denaro e il successo. Allora, <strong>p</strong><strong>erché non provare?</strong> Ognuno di noi ha in mente la sua azienda ideale, un progetto che può essere supportato e pianificato, ma spesso la mancanza di coraggio e la non predisposizione al rischio, personale e/o di chi ci sta vicino, ci induce a temporeggiare, aspettare e ripensare fino ad arrivare al cedimento e lasciar spegnere quella fiamma e far passare il momento.</p>
<p>La scelta non è facile e prima di lanciarsi in una scelta credo sia essenziale conoscere se stessi, avere ben chiari i propri limiti, le proprie potenzialità, sapere quanto siamo disposti a rischiare e avere focalizzato i propri obiettivi. E&#8217; importante esser consapevoli dei rischi, ma anche dei benefici ai quali si va incontro. Bisogna avere le idee più chiare possibile e questo ovviamente non è facile. Mi vengono in mente alcuni punti fondamentali da tenere considerare prima di di partire con un progetto:</p>
<ul>
<li>è necessario scegliere i mercati in modo mirato</li>
<li>è fondamentale conoscere i potenziali clienti</li>
<li>è impossibile procedere se non si conoscono i propri competitor</li>
<li>è importante saper posizionare la propria idea</li>
<li>è assurdo non sapere i vantaggi della propria idea rispetto alle altre</li>
<li>bisogna saper presentare, con enfasi ed entusiasmo, il proprio progetto</li>
</ul>
<p>Per alcuni tipi di progetti è importante riuscire a trovare fin da subito finanziatori, imprenditori e aziende che credano nell&#8217;idea e nel progetto al fine di dare lo sprint iniziale che, senza capitali, stenterebbe a decollare o lo farebbe molto lentamente. In Italia è un problema molto sentito dalle piccole e medie imprese.</p>
<p>Negli ultimi anni, finalmente, cominciano ad esistere piazze ed eventi importanti per provare a far conoscere la propria idea. Recentemente ho assistito, via web, ad alcuni <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/" target="_blank">Working Capital</a> di Telecom:  un modo molto interessante di dare spazio alle idee, all&#8217;innovazione e far conoscere i progetti e le aziende. Ovviamente il suggerimento che ho dato al mio amico è stato proprio in questa direzione: preparare un progetto, presentarlo e far vedere di cosa si tratta. Anche se non si avranno risposte immediate, ritengo che saranno utili i feedback, gli spunti e i punti di debolezza che ne usciranno fuori. Questo sarà un buon punto di partenza per affinare ancora di più il progetto nel quale si crede e partire.</p>
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		<title>Twitter e alcuni casi di Business</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo sul blog di  di Roberto Venturini, che seguo da un pò di tempo, un articolo  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.  L&#8217;articolo inizia così: Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è la sua capacità di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-world.jpg"><img class="size-full wp-image-455 alignnone" style="margin: 5px;" title="twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/05/twitter-world.jpg" alt="twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business" width="439" height="697" /></a></p>
<p>Leggo sul <a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/twitter-per-il-business-tre-casi.html" target="_blank">blog di  di </a><span class="contenuto"><a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/05/twitter-per-il-business-tre-casi.html" target="_blank"><strong>Roberto Venturini</strong></a>, </span>che seguo da un pò di tempo, un articolo  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.  L&#8217;articolo inizia così:</p>
<blockquote><p>
<em>Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è la sua capacità di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione&#8230; a condizione di sperimentare: è questo il caso di Twitter.</em>
</p></blockquote>
<p>Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola <strong>Innovare</strong>, la mia attenzione sale alle stelle, se poi è abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.</p>
<p>Anche se i sistemi di Microblogging, come ho già detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, così come per la maggior parte delle società nate nell&#8217;era del Web 2.0, l&#8217;attenzione si è focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.</p>
<p>utilizzati per informare i propri &#8220;amici&#8221; di ciò che si fa o del proprio stato d&#8217;animo, lo strumento è stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicità d&#8217;uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l&#8217;attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all&#8217;innovazione nella comunicazione.</p>
<p>L&#8217;articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:</p>
<ol>
<li>Twitter è stato utilizzato dalla <strong>NASA </strong>durante una raccolta di dati e opinioni sull&#8217;utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix</li>
<li><strong>Kogi </strong>è un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.</li>
<li><strong>Wine Library</strong> è una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l&#8217;utilizzo di Twitter è riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .</li>
</ol>
<p>Cosa si può imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l&#8217;utilizzo dei diversi e più o meno sofisticati canali di comunicazione può generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all&#8217;<a href="http://www.eurogroup.biz/web/canali-tematici/ict-internet/approfondimenti/COMUNICARE-SEMPRE-PIU-IN-PICCOLO-TWITTER-TRE-CASE-HISTORIES_964_4.jsp" target="_blank">articolo integrale </a></p>
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		<title>Nuovo modello di Business per Twitter: ecco l&#8217;account a pagamento</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 06:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra ormai ufficiale: Twitter cambia il modello di Business. Il servizio di microblogging più popolare al mondo, a 3 anni dalla sua nascita, è pronto a rendersi sostenibile attraverso un account a pagamento, da affiancare a quelli base, pensato nello specifico per aziende e power user. A darne notizia è Silicon Alley Insider, che, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sembra ormai ufficiale: <strong>Twitter cambia il modello di Business</strong>. Il servizio di microblogging più popolare al mondo, a 3 anni dalla sua nascita, è pronto a rendersi sostenibile attraverso un account a pagamento, da affiancare a quelli base, pensato nello specifico per aziende e power user.</p>
<p>A darne notizia è <a href="http://www.businessinsider.com/twitter-confirms-paid-pro-accounts-on-the-way-2009-3" target="_blank"><strong>Silicon Alley Insider</strong></a>, che, per evitare bufale e pesci d’aprile, ha contattato direttamente Biz Stone che ha confermato tutto:</p>
<blockquote><p><em>Commercial entities like Whole Foods, Starbucks, Mission Pie, 52 Teas, JetBlue, even the Korean taco truck guy are all on Twitter—users and businesses alike are finding value.</em></p>
<p><em>Our question is, how can we help? What can Twitter offer for a fee that will improve the experience? Will it be account verification? Will it be lightweight analytics? Will there be opportunities for introducing customers to businesses on Twitter.</em></p>
<p><em>So many questions. But the key is to understand that Twitter will remain free for all to use—individuals and companies alike. We are thinking about simple business products that enhance and encourage what is already happening.</em></p></blockquote>
<p>La notizia era già nell’aria e non rappresenta una novità sia per chi segue Twitter da qualche tempo, sia per chi ha un occhio critico verso i sistemi completamente gratuiti e che vengono valutati milioni di euro. Tra i potenziali modelli di business che erano stati ipotizzati, quello del Freemium era sicuramente il più accreditato e semplice da implementare: il servizio rimarrà di base gratuito, ma offrirà ulteriori funzionalità a chi ha l’esigenza di un uso più approfondito e professionale. L&#8217;unica cosa ancora non chiara agli utilizzatori e a tutti coloro che potrebbero esser interessati alla versione professionale di Twitter sono i costi e le caratteristiche. Ovviamente i motivi per i quali <a href="http://http//www.socialmediamarketing.it/20-motivi-per-cui-twitter-e-utile-al-tuo-business/" target="_blank"><strong>Twitter interessa alle aziende</strong></a> sono oramai noti nel mondo del posizionamento e della comunicazione.</p>
<p>Aspettiamo un pò e vediamo le evoluzioni di <strong>Twitter-Pro</strong>!</p>
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		<title>Microblogging for Business</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[micro blogging]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorno sul discorso del Microblogging già affrontato un paio di post fa, ma questa volta dal punto di vista della comunicazione aziendale. Twitter consente ai suoi iscritti di postare piccoli messaggi, nella forma di &#8216;microblog&#8217;. Quello dei microblog è un fenomeno piuttosto recente, e per questo in grande espansione. Si può dire che il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ritorno sul discorso del Microblogging già <a href="http://www.fabiolalli.it/index.php/2009/03/16/micro-blogging-cose-e-perche-sta-prendendo-piede/" target="_blank">affrontato un paio di post fa, </a>ma questa volta dal punto di vista della comunicazione aziendale.</p>
<p>Twitter consente ai suoi iscritti di postare piccoli messaggi, nella forma di &#8216;microblog&#8217;. Quello dei microblog è un fenomeno piuttosto recente, e per questo in grande espansione. Si può dire che il tutto sia iniziato proprio con Twitter: in origine era un sistema per far sapere a tutti i propri contatti cosa si stesse facendo in quel dato momento (quello che in Facebook è sostanzialmente la barra dello stato), poi il meccanismo ha subito un&#8217;evoluzione trasformandosi in un vero e proprio canale per pubblicare piccoli post (commenti, segnalazioni di fatti o eventi, auguri, consigli e via dicendo), generando appunto il concetto di <strong>microblog</strong>.</p>
<p>Il microblog ha sostanzialmente tre grandi caratteristiche: è di velocissima lettura, essendo appunto di dimensioni contenute; è di altissima frequenza di aggiornamento, anche più volte in una sola ora; non richiede un apposito lettore di feed, ma è sufficiente un instant messanger.</p>
<p>Le aziende possono utilizzare Twitter come un canale di pubbliche relazioni, ma devono essere consapevoli che così facendo possono andare incontro a problemi sul versante della riservatezza e quindi della sicurezza. A sostenerlo è Gartner, che ha condotto uno studio sull&#8217;impiego da parte delle imprese di questo social network alternativo ai più tradizionali LinkedIn e Facebook, individuandone quattro forme diverse d&#8217;uso. Queste forme di utilizzo di Twitter hanno un impatto su diversi livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Comunicazione</strong>: Molte imprese stanno già adottando Twitter come canale marketing o di pubbliche relazioni, rivela Gartner. Diversi sono gli esempi di aziende che su Twitter segnalano risultati, annunci, link a comunicati stampa o che rispondono a specifici commenti da parte di utenti o consumatori. Tuttavia Gartner avverte che questo particolare approccio deve essere usato con cautela, perché post poco interessanti potrebbero risultare più deleteri che utili all&#8217;immagine dell&#8217;azienda.</li>
<li><strong>Reputazione</strong>: Altre imprese usano invece Twitter in una maniera più indiretta: evitando magari di parlare del proprio brand o dei propri prodotti, ma postando commenti o segnalazioni intelligenti e interessanti, così da attrarre letture sui propri microblog e aumentando di fatto la propria reputazione.</li>
<li><strong>Trasparenza e fiducia</strong>: Altre aziende ancora si servono di Twitter come piattaforma interna per comunicare cosa stanno facendo, i progetti in corso e le idee che stanno cercando di valutare. Ma Gartner non raccomanda di usare Twitter in questo mondo, “perché non vi è alcuna garanzia di riservatezza e sicurezza”.</li>
<li><strong>Feedback</strong>: Infine, vi è una quarta forma in cui Twitter viene usato dalle imprese, riferisce Gartner, quella di collettore di piccole segnalazioni. Si tratta di un sistema per cogliere cosa stiano dicendo della propria azienda i clienti e i concorrenti. “Le aziende più intelligenti usano queste piccole segnalazioni per anticipare l&#8217;insorgere di eventuali problemi o per raccogliere impressioni su nuovi prodotti”, sottolinea Gartner.</li>
</ul>
<p>Jeffrey Mann, vice presidente per la ricerca di Gartner e autore del report <em>&#8216;Four ways in which enterprises are using Twitter</em>&#8216;, segnala che qualsiasi sia il modo in cui un&#8217;impresa utilizza o intende utilizzare Twitter, “dovrebbe regolamentarne l&#8217;uso da parte degli utenti per evitare problematiche legate alla riservatezza e alla sicurezza”.</p>
<p>Secondo Mann, in generale l&#8217;utilizzo di Twitter deve sottostare a quegli stessi principi e regolamenti che in azienda guidano l&#8217;uso dei social network e dei forum web. “Se le aziende non hanno ancora definito una policy per la partecipazione alle attività sociali sul web, devono farlo il più velocemente possibile”, conclude l&#8217;analista di Gartner.</p>
<p>Stando a Gartner, concludendo, entro il 2011 il microblogging aziendale diventerà una caratteristica standard per l&#8217;80% delle piattaforme sociali.</p>
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		<title>iPhone supera Blackberry nell&#8217;utilizzo Business? Me lo aspettavo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[Forrester Research]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo alcune novità relative all&#8217;Iphone su ComputerWorld On line. Nel 2007 un analisi dell&#8217;autorevole società  Forrester Research definì l&#8217;iPhone di Apple inadatto (unfit) per gli utilizzi aziendali e il loro analista Benjamin Gray in quell&#8217;occasione elencò una serie di motivi per giustificare questa conclusione sull&#8217;iPhone. Tra i principali c&#8217;era l&#8217;impossibilità di criptare dati e informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Leggo alcune novità relative all&#8217;Iphone su <a href="http://www.cwi.it" target="_blank">ComputerWorld On line</a>. Nel 2007 un analisi dell&#8217;autorevole società  Forrester Research definì l&#8217;iPhone di Apple inadatto (unfit) per gli utilizzi aziendali e il loro analista Benjamin Gray in quell&#8217;occasione elencò una serie di motivi per giustificare questa conclusione sull&#8217;iPhone. Tra i principali c&#8217;era l&#8217;impossibilità di criptare dati e informazioni sensibili, la mancanza di supporto alle funzioni di agenda ed e-mail di Microsoft Exchange, e la carenza di alcune funzioni specificamente telefoniche. &#8220;<em>Un iPhone rubato può provocare gravi rischi per la sicurezza aziendale</em>&#8220;. Fin qui devo dire che è tutto vero e che queste valutazioni sono pienamente condivisibile.</p>
<p>Oggi, quindi circa un anno e mezzo dopo, Forrester sembra avere cambiato idea sulla questione iPhone vs Blackberry e nel report pubblicato sul loro sito dal titolo &#8216;<strong><em>Making iPhone Work In The Enterprise: Early Lessons Learned</em></strong>&#8216;, un altro analista della società (forse l&#8217;altro l&#8217;hanno cacciato per quello che aveva detto&#8230;!??), tale Ted Schadler, ritorna sui passi e illustra i benefici di alcune applicazioni Business realizzate da grosse aziende (per citarne qualcuna Kraft Foods e Oracle) direttamente per iPhone,</p>
<p>I motivi di questo cambiamento di posizione, secondo me prevedibile, le motivazioni sono diverse. Prima di tutto l&#8217;iPhone ora lavora con Exchange, poi il browser Safari e l&#8217;applicazione di e-mail del dispositivo di Apple sono di qualità paragonabile agli analoghi software dei netbook ( o quasi) e la versione 3.0 del firmware dell&#8217;iPhone, attesa per la prossima estate, supporterà meglio le VPN e in generale fronteggerà tutta una serie di carenze lamentate dagli utenti.</p>
<p>Tra le varie cose è stato inoltre sottolineato che le persone spesso si comprano per conto loro l&#8217;iPhone senza aspettare che i dipartimenti IT delle loro aziende li assegnino: &#8220;<em>Questo abbassa i costi aziendali e rende i dipendenti molto più attenti: se il dispositivo è privato, le cadute e gli urti accidentali tendono a ridursi drasticamente</em>&#8220;. In pratica si sono accorti che l&#8217;Iphone è un oggetto di culto e non solo di lavoro!</p>
<p>Infine si può leggere un affermazione di Schadler, riguardo al confronto tra i due dispositivi, nella quale dice che &#8220;.. il BlackBerry è migliore negli ambiti agenda ed e-mail, ma l&#8217;iPhone è preferibile per tutte le altre funzioni: e siccome l&#8217;utilizzo degli smartphone sta piano piano andando oltre l&#8217;e-mail e riguarda sempre più la navigazione internet e le applicazioni di produttività personale, i vantaggi del BlackBerry stanno diventando meno importanti&#8221;. Olè! E&#8217; viva lo scenziato <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Si chiama Entertaiment e tira più del lavoro.</p>
<p>Insomma, io utilizzo l&#8217;Iphone, e l&#8217;ho preso a livello aziendale. Dal punto di vista della posta elettronica e dell&#8217;agenda, a parte qualche piccola feature da migliorare sono soddisfattissimo. Dal punto di vista personale, che dire: è un giocattolo che modifica il modo di comunicare, occupa il tempo morto (o ne ruba a quello vivo) e fa compagnia ed utilissimo.</p>
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		<title>Crisi lavoro: 10 idee di business per il 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[business ideas]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi del 2009 c’è. Solo chi non si guarda in giro, non legge e non si informa può pensare il contrario. In questo momento di crisi le aziende sempre meno investono sull’innovazione e con maggiore attenzione controllano i costi andando a tagliare dove possibile. Il primo taglio che viene fatto è quello del personale: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>La crisi del 2009 c’è. Solo chi non si guarda in giro, non legge e non si informa può pensare il contrario. In questo momento di crisi le aziende sempre meno investono sull’innovazione e con maggiore attenzione controllano i costi andando a tagliare dove possibile. Il primo taglio che viene fatto è quello del personale: il momento lo consente, le giustificazioni ci sono e le aziende ne approfittano per mandare a casa chi non è più “utile” al raggiungimento degli obiettivi. Condivisibile, in parte.</p>
<p>L’attenzione di questo post però non è sulla crisi ne sulla scelta delle aziende, ma bensì sulle persone che si trovano di punto in bianco senza  lavoro. Cosa succede a chi rimane senza lavoro? Quali sono le strade che si presentano in questo caso? La prima strada che viene in mente è quella di cercare un altro lavoro, probabilmente stesso settore rivendendo una competenza ormai consolidata. La seconda strada, un po’ meno frequente invece è  la creazione di un&#8217;impresa.</p>
<p>La prima ipotesi è più auspicabile per chi ha necessità di un reddito garantito e soprattutto per chi non ha un carattere imprenditoriale con una bassa predisposizione al rischio. La seconda ipotesi invece  è la soluzione per tutti coloro che, con una buona dose di predisposizione al rischio, sono stufi di tutte le politiche aziendali precedentemente vissute, non trovano giusto il ridimensionamento delle aziende, hanno capacità da vendere e magari anche idee valide da portare avanti. Ovviamente la scelta dipende da persona a persona, però, qualunque soluzione si scelga in questi momenti,  è importante ricordare e prendere in considerazione anche la via imprenditoriale per due motivi:</p>
<ol>
<li> Guardando alla storia delle imprese, grandi, medie o piccole che siano, da ogni ridimensionamento o cambiamento, sono nate aziende, imprenditori ed idee;</li>
<li> Così come succede alle aziende che licenziano per ridurre i costi, ce ne saranno altre che per esigenze di mercato avranno bisogno servizi efficienti a basso costo.</li>
</ol>
<p>Detto questo, vi riporto alcune idee che secondo me possono essere spunti di Business per il 2009, e che potrebbero invogliare qualcuno ad immergersi in imprenditorialità:<br />
<strong>1.	Do-It-Yourself</strong><br />
Nella maggior parte dei casi, il fai da te riduce i costi. Se si riesce a fornire prodotti e servizi che permettono alle persone di fare qualcosa &#8220;fai da te&#8221; si fronteggia un esigenza che in momenti di crisi è largamente condivisa da tutti.</p>
<p><strong>2.	Il risparmio energetico delle imprese</strong><br />
Questa idea è decisamente calda in questi ultimi anni, e dall’inizio del 2009 c’è stato un forte accento sulla riduzione dei costi energetici delle imprese. Produzione o distribuzione di illuminazione su sistemi a basso consumo potrebbe essere una strada.</p>
<p><strong>3.	Business online</strong><br />
Questa è la mia preferita. La meraviglia di Internet è questa: con un investimento basso (se non gratuito) si acquista un dominio, lo spazio web ci si affaccia sul mercato globale. Si investe un minimo in visibilità e si può avviare una attività online arrivando ad una clientela così lontana che non si sarebbe mai pensato di avere. Il limite di questa idea? Sono i prodotti e la loro giacenza! Esistono molti casi di aziende che, in breve tempo, sono riuscite a raggiungere un fatturato interessante. Naturalmente in internet un fattore fondamentale è la competitività, i costi e la qualità del servizio.</p>
<p><strong>4.	Effetto “Baby-boom”</strong><br />
I Baby boomer sono tutte quelle persone nate tra il 1945 ed il 1964 e che in questi anni (2007/2010) andranno in pensione creando un problema per l&#8217;economia vista la coincidenza della crisi e dell’alto tasso di natività di quel periodo. L’idea potrebbe svilupparsi nella creazione una rete di assistenza, sicurezza o servizi per l’intrattenimento. Un esempio potrebbe essere la creazione di centri di formazione imprenditoriale, o anche centri culturali.</p>
<p><strong>5.	Riciclo di materiale per la creazione di prodotti economici</strong><br />
Con l&#8217;aumento del materiale di scarto e dei costi di produzione, l&#8217;utilizzo di materiale inutile e di scarto per la creazione di qualcosa è diventato una fiorente attività. Un esempio: La creazione di Converse attraverso l’utilizzo di tele di rifiuto, o lo scrapbooking.</p>
<p><strong>6.	Telelavoro aziende</strong><br />
Il telelavoro o lavoro a domicilio è una soluzione al rapporto costo-taglio. Non è innovativo ma le aziende lo prendono in considerazione. Il punto di rottura è la fiducia: “Se lavori a casa come ti controllo?” La soluzione è la qualità, la puntualità e l’efficienza.</p>
<p><strong>7.	Health e Salute</strong><br />
Se Obama ne ha fatto uno dei suoi argomenti di battaglia durante le elezioni d’America, se Google e Microsoft si contendono il mercato pubblicando sistemi per la gestione dei dati sanitari e clinici, se le persone (volenti o nolenti) hanno sempre a che fare con la salute, il mercato dell’Health è sicuramente un mercato nel quale poter buttare qualche briciolo di tempo per trovare opportunità. No?</p>
<p><strong>8.	Outsourcing: standardizzazione e scalabilità</strong><br />
L’esigenza delle aziende è quella di essere più snelle e reattive alle richieste del mercato. In quest’ottica le aziende affidano a terzi servizi “pronta consegna” e progetti chiavi in mano da realizzare in tempi brevissimi. Per far fronte a questa richiesta è necessario standardizzare e creare sistemi in grado di adattarsi a casistiche più disparate. In questo modo si avrà una riduzione dei costi e un prezzo di mercato più basso e competitivo.</p>
<p><strong>9.	Mobile Business</strong><br />
Lo sviluppo delle applicazioni mobile non è più una ipotesi di espansione della tecnologia, ma una crescente tendenza del mercato. Ancora una volta, Internet svolge un ruolo importante nel business ed in particolar modo nella telefonia mobile. Applicazioni e soluzioni accessibili in totale mobilità, integrate con servizi online ad oggi accessibili solo da postazioni fisse saranno l’eldorado dei nuovi sviluppi.</p>
<p><strong>10.	Entertainment</strong><br />
Partendo dall’uscita dell’iPhone fino alla rincorsa di Android, passando per le molteplici consolle presenti sul mercato, il settore dell’Entertainment non sembra avere crisi. I bambini giocano, gli adulti anche. Lo sviluppo di applicazioni da intrattenimento sono sempre sulla cresta dell’onda.</p>
<p>Vi riporto infine la classifica delle top 10 tecnologie richieste dal mercato, stilata da <a href="http://www.roberthalftechnology.com/" target="_blank">Robert Half Technology</a>:</p>
<ol>
<li> Sicurezza informatica 43%</li>
<li> Virtualizzazione 28%</li>
<li> Efficientamento&#8217; dei data center 27%</li>
<li> VoIP 26%</li>
<li> Software as a service 26%</li>
<li> Green IT 20%</li>
<li> Business intelligence 19%</li>
<li> Social networking 18%</li>
<li> Web 2.0 17%</li>
<li> Outsourcing 16%</li>
</ol>
<p>Questo articolo l’ho voluto scrivere per tutti coloro che trovandosi senza lavoro, pensano di essere arrivati in un vicolo cieco. Io non penso sia così. Ritengo che ogni cosa nella vita non capita per caso, bisogna solo saper leggere il lato giusto e trovare la forza e l’energia per affrontare la prossima nuova decisione.</p>
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