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	<title>Fabio Lalli &#187; Facebook</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>Il valore degli investimenti fatti sui Social network e startup, è corretto?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 13:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Seguo ormai da tempo e con attenzione e passione il mondo delle startup straniere ed italiane e sto osservando le varie dinamiche del mercato e tutto ciò che ne influenza la crescita, le scelte, i comportamenti ed modelli di investimento. Da un pò di giorni in rete e nei gruppi di facebook si discute, in modo più o meno acceso e con punti di vista completamente opposti, le valutazioni astronomiche di alcune startup, social network e alcuni investimenti apparentemente insensati su modelli di business non chiari o su sistemi ancora in fase di studio o ancora nemmeno implementati.</p>
<p>Anche se è evidente che stiamo in un momento in cui sembrano esserci tanti soldi da investire, il dubbio al centro di queste discussioni è: <strong>ci troviamo di fronte ad una nuova bolla o realmente il valore degli investimenti fatti su questi Social network / startup è corretto?</strong></p>
<p>Provo a buttare giù alcune considerazioni personali ed un pò di numeri che mi sono appuntato in questi giorni e che ho letto in altri post in rete e provo fare un pò di ragionamenti partendo da alcuni esempi noti che a mio avviso sono i primi segnali di un sistema che &#8220;<em>sta funzionando in modo strano</em>&#8220;.</p>
<p>Partiamo da <strong>Groupon</strong>, azienda particolarmente criticata in questo periodo per il suo modello di business ed il cui obiettivo è quello di organizzare acquisti di gruppo su prodotti fortemente scontati: rifiuta da Google 6 miliardi di dollari, <strong>prende altri 950 milioni di fundraising</strong> e raggiunti i 2700 dipendenti punta ad un <strong>IPO che intorno ai 20 miliardi di dollari</strong>. Nello stesso segmento di Groupon, la piattaforma cinese <strong>Lashou.com</strong>, ha preso nel suo ultimo foundraising<strong> 1,1 miliardi di dollari</strong> a fronte si di un fatturato in forte crescita, ma a dicembre supera di poco i <strong>150 milioni di dollari.</strong></p>
<p><strong>Facebook</strong>, società nata nel 2004, all&#8217;inizio del 2011 viene <strong>valutata circa 50 miliardi</strong>. Il Wall Street Journal ai primi di maggio valuta che Facebook possa avere un valore di <strong>oltre 100 miliardi per un possibile IPO per il 2012.</strong> Il fatturato del social network è atteso intorno ai<strong> 4 miliardi ed un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/EBITDA" target="_blank">ebitda</a> di quasi 2 miliardi</strong>.</p>
<p>Gli altri tre social network, Linkedin, Twitter e Foursquare hanno avuto anche loro una crescita del valore in modo esponenziale. <strong>Twitter</strong>, oggetto del desiderio di Google e Facebook (ma che a mio avviso, vista anche l&#8217;integrazione di iOS 5 , potrebbe diventare invece obiettivo di <a href="http://fabiolalli.com/2009/05/05/rumors-apple-compra-twitter/">Apple come già si rumoreggiava nel 2009</a>) viene<strong> valutata tra gli 8 ed 10 miliardi di dollari</strong>, mentre alla fine del 2010 valeva poco meno della metà, e con un <strong>fatturato atteso per il 2011 di circa 250 milioni. </strong></p>
<p><strong>Linkedin</strong> invece con il suo <strong>fatturato di circa 175 milioni di dollari</strong>, vede una <strong>quotazione a circa 6 miliardi di dollari</strong>. Infine l&#8217;ultimo arrivato tra i social di &#8220;livello&#8221; e che recentemente ha raggiunto la quota di 10 milioni di utenti, <strong>Foursquare</strong>, dicono possa valere <strong>250 milioni di dollari</strong>, ma tranne i dati relativi al finanziamento ricevuto nel 2010 di circa 95 milioni di dollari, non pubblica da nessuna parte dati ufficiali relativi al fatturato (poca trasparenza o &#8230;?).</p>
<p>Nell&#8217;ambito del gaming il colosso <strong>Zynga</strong>, social gaming company nata nel 2007 e che <strong>nel 2008 ottenne 29 milioni di dollari da alcuni venture capitalist</strong>, tra ottobre 2010 e febbraio 2011 <strong>passa da una valutazione di 5 miliardi a quasi 10: </strong>nel 2010 il fatturato è stato di <strong>circa 850 milioni di dollari e un utile di 400 milioni</strong>.</p>
<p>Poi ci sono anche altri casi come per esempio <strong>Color</strong>, startup sulla quale a Marzo 2011 sono stati investiti 41 milioni di dollari ed oggi ancora non è altro che un applicazione incompleta e senza significato e con pochi utenti. Infine l&#8217;altro caso <strong>Renren</strong>, social network cinese nato nel 2005 e ad oggi <strong>valutato ben oltre 70 volte il suo fatturato 2010 di 76 milioni di dollari. </strong>Potrei continuare con molti altri casi, ma per il fine di questo post, credo siano sufficienti gli esempi fatti.</p>
<p>Insomma, quindi tornando alla domanda iniziale,<strong> siamo o no ad una nuova bolla 2.0? Rischiamo di rifare lo stesso botto del 2000?</strong></p>
<p>Pur ascoltando e leggendo pareri più o meno esperti che dicono che la situazione di oggi sia ben diversa da quella del 2000 sia dal punto di vista di chi mette i soldi, che dal punto di vista del modello di business delle aziende, ma <strong>non pensate che i numeri appena esposti abbiano comunque qualcosa di strano? </strong></p>
<p>Io non ho fatto moltissimi esami di economia e finanza, ma quello che ho sempre saputo è che uno dei parametri su cui poter valutare finanziariamente un azienda è partendo dall&#8217;analisi dell&#8217;ebitda e soprattutto dal suo margine operativo lordo. Correggetemi se sbaglio. Ma qui come siamo messi?</p>
<p>Io credo che il problema più grosso in questo momento sia legato alle dinamiche finanziarie e agli investitori stessi, che avendo tutto l&#8217;interesse nel vedere crescere i numeri delle aziende sulle quali hanno investito, drogano il mercato con ipervalutazioni. Come è già successo nella bolla immobiliare.</p>
<p>Quello che mi vien da pensare, è che <strong>non saranno molte le aziende che rimarranno in vita se non quelle che saranno in grado di rispondere alle aspettative del mercato con i numeri reali</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Send Button di Facebook: il segnala ad un amico si evolve</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 22:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ore Facebook ha rilasciato una nuova funzionalità tra i Social PlugIn. Il nome di questa funzionalità è SEND BUTTON e, anche se apparentemente non è nulla di nuovo (praticamente è l&#8217;evoluzione social del &#8220;Segnala ad un amico&#8221;, a mio avviso questa sarà un&#8217;altra ennesima rivoluzione per la condivisione e lo share di informazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In queste ore Facebook ha rilasciato una nuova funzionalità tra i <a href="https://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social PlugIn</a>. Il nome di questa funzionalità è <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/send/">SEND BUTTON</a> e, anche se apparentemente non è nulla di nuovo (praticamente è l&#8217;evoluzione social del &#8220;Segnala ad un amico&#8221;, a mio avviso questa sarà un&#8217;altra ennesima rivoluzione per la condivisione e lo share di informazioni.</p>
<p>Il pulsante <strong>Send consente agli utenti di inviare facilmente i contenuti di un sito ad amici e non solo</strong>. Le persone avranno la possibilità di <strong>inviare il link della pagina attraverso un messaggio di posta elettronica</strong> ai propri amici Facebook, <strong>al wall di un gruppo di Facebook</strong> (di cui si è membro), e anche <strong>come e-mail a qualsiasi indirizzo di posta</strong>.</p>
<p>A differenza del LIKE che permette agli utenti di condividere un contenuto con tutti i propri amici attraverso la pubblicazione sulla bacheca, il pulsante <strong>SEND consente di inviare un messaggio privato a pochi amici</strong>. Il messaggio generato dalla nuova funzione conterrà un link, una immagine recuperata dalla pagina (stessa modalità dei post all&#8217;interno di FB), e una breve descrizione del link.</p>
<p>L&#8217;amministratore di una pagina web può specificare ciò che viene mostrato nel titolo, l&#8217;immagine e la descrizione utilizzando gli <a href="https://developers.facebook.com/docs/opengraph/">Open meta tag Graph</a>. È possibile costruire il pulsante di invio per conto proprio, ma se volete attivare rapidamente il SEND come si fa anche con il pulsante LIKE , è possibile aggiungere semplicemente <em>send = true </em>come un attributo al codice del tasto Like già esistente. Questa modifica attiverà il testo mi piace ed il testo Send, uno accanto all&#8217;altro. Se volete <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/send/">attivare il vostro pulsante SEND potete accedere alla pagina Developer</a>.</p>
<p>Il pulsante ha le seguenti proprietà:</p>
<ul>
<li><strong>Href: </strong>indirizzo da spedire</li>
<li><strong>Font</strong>: il tipo di carattere da visualizzare nel pulsante. Opzioni: &#8216;Arial&#8217;, &#8216;Lucida Grande&#8217;, &#8216;Segoe UI&#8217;, &#8216;Tahoma&#8217;, &#8216;ms trabucco&#8217;, &#8216;Verdana&#8217;</li>
<li><strong>Colorscheme</strong>: la combinazione di colori per il pulsante. Opzioni: &#8216;luce&#8217;, &#8216;dark&#8217;</li>
<li><strong>Ref</strong>: un&#8217;etichetta per il monitoraggio del numero di click provenienti da una specifica pagina; Questo valore deve essere inferiore a 50 caratteri e può contenere caratteri alfanumerici e alcuni segni di punteggiatura (attualmente +/=-.:_). Specificando l&#8217;attributo ref si aggiunge il parametro &#8216;fb_ref&#8217; all&#8217;URL del referrer quando un utente fa clic su un link dal plugin.</li>
</ul>
<p>Quello che vedete qui sotto è l&#8217;implementazione del bottone all&#8217;interno del mio sito (lo trovate in alto a destra).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2116" href="http://fabiolalli.com/2011/04/25/send-button-di-facebook-il-segnala-ad-un-amico-si-evolve/schermata-2011-04-26-a-00-31-08/"><img class="aligncenter" title="Send Button di Facebook in WordPress" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-26-a-00.31.08.png" alt="" width="437" height="297" /></a></p>
<p>Per sapere se qualcuno utilizza il tasto SEND è possibile, attraverso un minimo di programmazione in JS, intercettare l&#8217;evento dell&#8217;invio utilizzando il &#8216;message.send&#8217; del <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/javascript/FB.Event.subscribe/">FB.Event.subscribe</a>. Se avete la necessità di modificare la lingua del vostro tasto e volete per esempio utilizzare l&#8217;italiano (SEND -&gt; INVIA) dovete semplicemente <strong>modificare il codice della lingua da en_US ad it_IT </strong>(se state utilizzando XFBML) oppure modificare il parametro &#8220;<em>&#8230;?locale=en_US &amp;&#8230;&#8221;</em> presente nella URL del vostro iFrame.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2110" href="http://fabiolalli.com/2011/04/25/send-button-di-facebook-il-segnala-ad-un-amico-si-evolve/schermata-2011-04-26-a-00-16-03/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2110" title="SEND applicato sul sito Yeplike.com" src="http://fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-26-a-00.16.03.png" alt="" width="470" height="273" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;analisi del traffico generato, Facebook comunica che nelle prossime settimane rilascerà il parametro &#8216;ref&#8217; per il plugin e si potrà quindi utilizzare <a href="https://www.facebook.com/insights/">Insight</a> per il monitoraggio del traffico generato. E&#8217; importante segnalare che gli invii generati dal SEND saranno conteggiati nel numero totale dei Like. Il totale dei Like sarà quindi calcolato sommando il numero di preferenze, azioni, commenti e messaggi di posta in arrivo contenente un URL.</p>
<p>Ho provato il servizio autoinviandomi un messaggio sia verso la mia casella di posta Gmail, che verso la posta di Facebook e verso un gruppo al quale sono iscritto, segnalando il mio blog: l&#8217;effetto è immediato. Nei gruppi viene visto come un post, mentre verso la posta elettronica e verso un account è visto come un messaggio di chat.</p>
<p>Io sono sicuro che il pulsante Send diventerà &#8220;onnipresente&#8221; sui siti internet come il pulsante <strong>Mi piace</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E ora misuriamo Like e tutto ciò che è social!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 00:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la Like Economy. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la <a href="http://marketingarena.it/2011/03/08/i-5-principi-della-like-economy/">Like Economy</a>. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprio <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">Check In del web</a> .</strong></p>
<p>Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed è cresciuta sempre più l&#8217;esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">C&#8217;era una volta un Like</a>, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalità di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.</p>
<p>In queste ore infatti, come si può leggere sul blog di Facebook, è stata rilasciata una <strong><a href="http://www.facebook.com/insights/">nuova piattaforma di Statistiche per i siti web</a></strong>, chiamata<strong> Real-Time Analytics For <a href="http://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social Plugins</a></strong>. La serie di funzionalità messe a disposizione da Facebook, servirà a migliorare l&#8217;analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l&#8217;interazione con le pagine ed aiutare così le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell&#8217;ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.</p>
<p>Partendo dal <a href="http://developers.facebook.com/blog/post/476">post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook</a>, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:</p>
<p><strong>Analisi del Like</strong><br />
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l&#8217;analisi del Like sarà possibile testare l&#8217;impatto della posizione dei pulsanti all&#8217;interno delle pagine e misurare cosi il CTR.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1938" title="insights-likes" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-likes.jpeg" alt="" width="480" height="186" /></p>
<p><strong><br />
Analisi dei commenti</strong><br />
Attraverso questa funzionalità sarà possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1936" title="insights-comments" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-comments1.jpeg" alt="" width="480" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Analisi della popolarità delle pagine</strong><br />
Mostrerà all&#8217;utente la popolarità delle pagine basando la valutazione su più parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1932" title="insights-popular-pages" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-popular-pages.jpeg" alt="" width="479" height="114" /></p>
<p><strong><br />
Analisi demografica</strong><br />
Permetterà la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di età, lingua e nazionalità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1931" title="insights-demographics" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-demographics.jpeg" alt="" width="479" height="145" /></p>
<p><strong>Analisi delle condivisioni </strong><br />
Questo strumento permetterà di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalità in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all&#8217;interno delle bacheche.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1930" title="insights-sharing" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-sharing.jpeg" alt="" width="479" height="165" /></p>
<p>Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l&#8217;utilizzo dell&#8217;Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrà viaggiare in parallelo e non ci sarà sovrapposizione.</p>
<p>Ovviamente questo sarà vero almeno finchè Facebook non deciderà, in accordo con Microsoft, di integrare l&#8217;analisi del traffico derivante da Bing.</p>
<p>Ora che ho lanciato <a href="http://yeplike.com">YepLike!</a>, che attraverso l&#8217;integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtà è a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzate dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarà possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.</p>
<p>Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori è tutto <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/api/#analytics">accessibile attraverso le API</a> ed il linguaggio per query <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/fql/insights/">FQL</a>. Tutta la <a href="http://developers.facebook.com/docs/insights/">documentazione è disponibile nella sezione Insight</a>, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c&#8217;è veramente da sbizzarrirsi.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta un Like</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato Like. Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: alle persone piaceva cliccarlo e poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato <strong>Like</strong>.</p>
<p>Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: <strong>alle persone piaceva cliccarlo </strong>e poter dire velocemente &#8220;<strong>Mi piace!</strong>&#8221;</p>
<p>Erano pochi i casi in cui le persone non cliccavano Like. <strong>Il piccolo bottoncino era molto educato</strong>, non diceva mai &#8220;<em>fail</em>&#8220;, &#8220;<em>che schifo</em>&#8221; o cose similari: al massimo diceva &#8220;<em>non mi piace</em>&#8220;, ma lo faceva solo dopo aver detto almeno una volta mi piace.</p>
<p>In poco tempo, la sua <strong>semplicità</strong>, lo fece diventare una sorta di <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">checkin del web</a>. La rete lo utilizzava in modo talmente tanto intenso che i numeri erano incredibili: non esisteva un angolo della rete, che non avesse il tastino presente almeno in qualche pagina o un utente che non avesse premuto almeno una volta il piccolo pulsantino.</p>
<p>Era talmente tanto utilizzato da tutti, che i suoi cugini Tweets e Share,  che fino a poco tempo prima avevano ricoperto l&#8217;incarico di ambasciatori della condivisione, cominciarono ad avere una certa gelosia nei suoi confronti: erano sempre più i like che i tweet e gli share. &#8220;M<em>a come è possibile?</em>&#8221; si chiedevano i due.</p>
<p>Con il passare del tempo Tweets e Share capirono che la semplicità di Like però non era in fondo così positiva. Tutti facevano ricorso a Like in modo superficiale e non lo utilizzavano più solo per dire &#8220;Mi piace!&#8221;.</p>
<p>Like veniva utilizzato nei modi più svariati: dall&#8217;utilizzo di cortesia &#8220;<em>Son passato di qua e ti ho letto, like.</em>&#8220;, all&#8217;utilizzo di convenienza &#8220;<em>Bah si, me lo memorizzo, magari mi serve, like.</em>&#8220;, alla pigrizia &#8220;<em>Uff, e che chiamo Tweets, poi devo scrivere 140 caratteri&#8230; no no, like.</em>&#8221; fino all&#8217;utilizzo del moda &#8220;<em>Ficooo, Laiiic!</em>&#8220;. Malgrado questo però per Tweets non era una vita facile.</p>
<p>Un bel giorno, all&#8217;insaputa di tutti, durante una giornata tranquillissima, il papà di Like, in disaccordo con l&#8217;eccessiva discrezione del figlio, lo obbligò a cambiare comportamento: da quel momento in poi Like non avrebbe dovuto più esser il bravo tastino innocente che esprimeva un parere, ma bensì un invasore di bacheche, un condivisore spietato e virale di informazioni.</p>
<p><strong>Come continua la storia?</strong></p>
<p>Secondo me, così:</p>
<ol>
<li>Like verrà utilizzato sempre più spesso per azioni virali da siti, brand ed aziende</li>
<li>Like non verrà più utilizzato come prima dagli utenti un pò più scaltri ed attenti all&#8217;estetica della propria bacheca: d&#8217;ora in avanti ci penseranno due volte (almeno) prima di premere un tasto like su un sito. Oggi a me è successo almeno 3 volte.</li>
<li>Like continuerà ad esser utilizzato allo stesso modo da tutti quegli utenti che oggi hanno la bacheca invasa da notifiche di applicazioni e giochi vari.</li>
<li>Like non sostituirà Share e Tweets, perchè verranno utilizzati in modo completamente diverso</li>
<li>Il papà di Like rilascerà presto nuovo funzioni per poter gestire la pubblicazione sulla bacheca</li>
<li>Il papà di Like penserà a dare degli strumenti di Insight anche per misurare i Like</li>
<li>Like in linea generale verrà utilizzato di meno per timore</li>
</ol>
<p><strong>E voi, che ne pensate, come andrà la storiella ? </strong></p>
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		<title>La Convergenza Evolutiva dei social</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 17:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scienza definisce Convergenza Evolutiva il fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, o in nicchie ecologiche simili, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono sviluppando per selezione naturale determinate strutture o adattamenti che li portano ad assomigliarsi fortemente. Tali specie sono dette convergenti. Come avevo scritto in qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>La scienza definisce <strong>Convergenza Evolutiva</strong> il fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, o in nicchie ecologiche simili, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono sviluppando per selezione naturale determinate strutture o adattamenti che li portano ad assomigliarsi fortemente. Tali specie sono dette <strong>convergenti</strong>.</p>
<p>Come avevo scritto in qualche post fa &#8220;<a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">La strana convergenza dei social</a>&#8221; questo fenomeno, la convergenza evolutiva, si sta verificando anche all&#8217;interno di internet, agli strumenti e alle piattaforme del web: sistemi con funzionalità, target e segmenti di mercato differenti, spinti dalle veloci dinamiche della rete, dall&#8217;evolversi delle abitudini degli utenti e dalle pressioni derivanti &#8211; in molti casi &#8211; da <strong>modelli di business non sempre monetizzabili</strong>, integrano le stesse caratteristiche e strutture di altri sistemi, con l&#8217;obiettivo di attirare altri utenti, raggiungere la massa critica ed aggiudicarsi il titolo di mainstream. Ogni funzionalità accolta in massa dagli utenti, diventa una best practices e viene replicata sugli altri.</p>
<p>Di casi eclatanti, oltre quelli <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">già descritti nel precedente post</a> di agosto, ce ne sono stati altri e la convergenza prosegue a grandi passi.</p>
<p><strong>Twitter ha aperto alla grande massa</strong> aggiungendo funzionalità di geolocalizzazione, condivisione di oggetti multimediali, le liste e una gestione più dettagliata dei profili degli utenti. Intorno a <strong>Google</strong> rumoreggia l&#8217;uscita di GoogleMe e procedono <strong>acquisizioni ed integrazioni</strong> di piattaforme di pagamento elettronico e prepara la sfida al social gaming e ai pagamenti virtuali.</p>
<p><strong>Facebook</strong> integra nella sua piattaforma <a href="http://www.facebook.com/groups">i gruppi</a>, le funzionalità di gestione documenti e le notifiche facendo evolvere le comunità e le nicchie. Dal punto di vista della localizzazione avvia Places e lancia ufficialmente la <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=446183422130">piattaforma di Deal</a> e le <strong>funzionalità di rewards</strong>, cominciando la vera <strong>battaglia a Foursquare</strong> dal punto di vista del local marketing e a <strong>Groupon</strong>, attraverso funzionalità di vendita di coupon-offerte a gruppi di utenti.</p>
<p><strong>Foursquare</strong> dal canto suo, sentito il fiato sul collo di altri sistemi emergenti come <strong>Shopkick</strong> o <strong>Checkpoints</strong>, decide (finalmente) di fare un pò di <strong><a href="http://mashable.com/2010/11/02/foursquare-lets-businesses-out-mayors/">battaglia ai Check-In fasulli </a></strong>e recuperare un pò di credibilità e attendibilità verso il lato business e non solo gaming.</p>
<p>Nasce <a href="http://gomiso.com"><strong>Miso</strong></a>, un social che permette agli utenti di fare CheckIn, in modo simile a Gowalla e Foursquare, su un programma televisivo, condividere con gli altri commenti e messaggi e guadagnare badge.</p>
<p><strong>Linkedin</strong> <a href="http://blog.linkedin.com/2010/09/29/linkedin-signal/">lancia Signal </a>e si proietta nell&#8217;<a href="http://www.ambito5.com/blog/social-media-mkt/2010/11/anche-linkedin-nellorgia-social/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">orgia social</a> integrando i feed da Twitter e gli status da LinkedIn, migliorando la ricerca avanzata e i trending topics, e dando la possibilità agli utenti di segmentare le ricerche per rete di appartenenza, mercato o per azienda.</p>
<p>Dal lato del <strong>photostream Flickr</strong> dopo aver integrato la localizzazione delle foto ed il tagging degli utenti, sembra essersi fermata. Intanto nasce <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/11/01/instagram-una-semplice-app-che-genera-dipendenza-emotiva/comment-page-1/#comment-758">Instagram</a></strong>, che non è ancora un mainstream che integra funzionalità di cross posting, sharing di foto, commenti e like, assomigliando a Twitter.</p>
<p>Insomma l&#8217;ecosistema della rete si comporta nello stesso identico modo dell&#8217;ecosistema biologico, dimostrazione che la rete è fatta di persone. To be continued&#8230;</p>
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		<title>Instagram: una semplice app che genera dipendenza emotiva</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 13:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno sono tornato in possesso di un appleFonino: l&#8217;iphone4. Questo mi ha permesso di mettere da parte (finalmente) il Blackberry che avevo da Aprile e ricominciare ad utilizzare varie app divertenti che su iPad non potevo sfruttare al massimo. Chi mi segue su Twitter, Facebook o altri social, avrà notato che da qualche giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Da qualche giorno sono tornato in possesso di un appleFonino: l&#8217;iphone4. Questo mi ha permesso di mettere da parte (finalmente) il Blackberry che avevo da Aprile e ricominciare ad utilizzare varie app divertenti che su iPad non potevo sfruttare al massimo.</p>
<p>Chi mi segue su Twitter, Facebook o altri social, avrà notato che da qualche giorno <a href="http://www.flickr.com/photos/fabiolalli/tags/instagramapp/">condivido foto scattate</a> in qualunque posto e a qualsiasi cosa o persona. Le foto hanno la caratteristica di sembrare<strong> foto d&#8217;epoca</strong>, <strong>anticate</strong> e simili al <strong>formato delle polaroid</strong>. Emozionali, aggiungerei.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1576" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px;" title="instagram" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/11/instagram.gif" alt="" width="103" height="105" /></p>
<p>L&#8217;applicazione che sto utilizzando e che ha catturato completamente la mia attenzione tanto da generare in me &#8220;dipendenza da foto&#8221; &#8211; e credo di non esser l&#8217;unico: <a href="http://instagr.am/p/Egip/">lucasartoni</a>, <a href="http://instagr.am/p/Hqqk/">yoriah</a>, <a href="http://instagr.am/p/HsDy/">bastetinthesky</a> &#8230; &#8211; si chiama <strong><a href="http://instagr.am/">Instagram</a></strong><strong> </strong>(<a href="http://itunes.apple.com/it/app/instagram/id389801252?mt=8">Download</a> gratis). Si tratta di una piccola semplice app che permette di scattare foto, invecchiarle con alcuni effetti (10) , condividerle, cross-postarle e geolocalizzarle su diversi social (Facebook, Twitter, Flickr, Foursquare e Tumblr). La particolarità inoltre è la funzione di following dei propri amici e soprattutto la possibilità di poter ricevere notifiche sulla pubblicazione di foto, commenti e like in modalità push, un pò come avviene su Twitter, solo che al posto di 140 caratteri c&#8217;è una foto.</p>
<p>Qualcuno potrebbe dire, &#8220;<em>E cosa c&#8217;è di nuovo?</em>&#8221; In effetti praticamente nulla, se non la <strong>semplicità di utilizzo</strong>, <strong>caratteristica principale</strong> del sistema.</p>
<p>Sul sito ufficiale, il team di Instagram descrivere l&#8217;applicazione come un &#8220;<strong>divertente e bizzarro modo di condividere la tua vita con gli amici attraverso una serie di immagini. Scatta una foto, quindi scegliere un filtro per trasformare il look and feel del tiro in una memoria per tenere in giro per sempre.</strong>&#8221;</p>
<p>Instagram è un applicazione sviluppata dallo stesso team stava sviluppando <strong>Burbn</strong>, un servizio iniziato da Kevin Systrom in HTML5 che permette di effettuare check-in su Foursquare e cresciuto grazie all&#8217;investimento di 500.000 dollari in finanziamenti da Ventures Baseline e Andreessen Horowitz all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Burbn però non è mai stato lanciato ufficialmente poichè il team ha deciso di focalizzarsi su Instagram, individuando in questa un vero potenziale da sfruttare grazie alla popolarità di Flickr, l&#8217;utilizzo di Facebook, l&#8217;interesse per Daily Booth ed il momento positivo per il social-foto-sharing.</p>
<p>Leggendo dei post in giro della rete ho trovato alcune informazioni che confermano e danno ragione alla scelta del team: infatti secondo alcuni rapporti pubblicati, Instagram ha già raggiunto <strong>oltre 200.000 utenti </strong>e ben <strong>oltre 750.000 foto caricate</strong> , così come confermato anche dal co-fondatore Kevin Systrom durante un intervista &#8220;750.000 foto? La cifra reale è di gran lunga al di sopra di questo valore&#8221;. Secondo un rapporto del New York Times , il servizio ha inoltre raggiunto la frequenza di <strong>caricamento di una foto ogni secondo</strong>.</p>
<p>Da un punto di vista tecnico l&#8217;applicazione di Instagram è piuttosto <strong>semplice</strong> e <strong>non utilizza particolari personalizzazioni nelle logiche di navigazione </strong>e questo la rende facile da utilizzare. La piattaforma web invece in se e per se è piuttosto base: non ha ancora funzionalità specifiche per l&#8217;utente sul web se non la modifica dei dati personali, non espone API per poter effettuare mashup e non ha funzionalità di streaming. Credo sia solo questione di tempo comunque.</p>
<p>Instagram, secondo me, può esser un esempio di come un app fatta bene e semplice possa esser più efficace di una buona idea, non sviluppata. Per molti versi è il prodotto giusto al momento giusto: wireless a banda larga in pieno boom, crescita esponenziale degli smartphone come iPhone (e iPod), iperconnessione e social mania crescente.</p>
<p>Chissà se diventerà un mainstream per il foto-sharing o verrà acquisito prima da qualcuno&#8230;. chessò da Yahoo per rimpiazziare Flickr!</p>
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		<title>#newTwitter: non dire social, se non ce l&#8217;hai nel sacco</title>
		<link>http://fabiolalli.com/2010/09/17/new-twitter-non-dire-social-se-non-ce-lhai-nel-sacco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=new-twitter-non-dire-social-se-non-ce-lhai-nel-sacco</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 21:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il nuovo Twitter.com. Questo è il titolo utilizzato da Twitter per annunciare la nuova versione della propria piattaforma. Nuovo. A primo impatto, leggendo la pagina di presentazione e guardando il video di spiegazione, ho pensato subito che twitter stia cambiando, evolvendo e snaturando il suo DNA, nella direzione di Social Network. Poi leggendo in rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ecco il nuovo Twitter.com. Questo è il titolo utilizzato da <a href="http://twitter.com/newtwitter">Twitter per annunciare la nuova versione</a> della propria piattaforma. Nuovo.</p>
<p>A primo impatto, leggendo la pagina di presentazione e guardando il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rIpD7hfffQo&amp;feature=player_embedded">video</a> di spiegazione, ho pensato subito che twitter stia cambiando, evolvendo e snaturando il suo DNA, nella direzione di Social Network. Poi leggendo in rete i commenti e le opinioni ho rischiato di convincermi del contrario, soprattutto quando Evan Williams, Ceo di twitter, durante la conferenza <strong>Nokia World 2010</strong> ribadisce un concetto: &#8220;<strong>twitter non è dedicato soltanto all’invio di messaggi</strong>&#8221; e non è un Social Network.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" style="margin: 5px;" title="twitter1-200x200" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2010/09/twitter1-200x200.jpg" alt="" width="160" height="160" />Quel &#8220;<strong>nuovo&#8221;, </strong>contenuto nel titolo, secondo Twitter sembra avere un significato molto più importante: Twitter è in evoluzione verso un sistema completo di news, contenuti e informazioni.</p>
<p>In effetti sembra così. La nuova versione di Twitter infatti non riguarda solo un restiling grafico e la visualizzazione dei tweet, ma molto di più, soprattutto se si analizzano le nuove funzionalità: è stata implementata la possibilità di integrare video (da YouTube, Vimeo e ustream), sono state aggiunte le mappe relative alle informazioni geolocalizzate, le immagini sono visualizzabili direttamente nel sito anche se caricate da diversi servizi, tra cui Flickr e Twitpic, è presente un dettaglio delle conversazioni e sono state sofisticate le ricerche di approfondimento sui singoli hashtag. Insomma un evoluzione &#8211; rivoluzione di funzionalità che comunque sono già contenute in altri Social Network.</p>
<p>Di fatto la piattaforma si è sviluppata su due piani diversi: <strong>tipologia di informazione</strong> e <strong>velocità di fruizione</strong>. Se da una parte l&#8217;utente adesso ha un flusso di informazioni più articolato e completo che gli permette, restando all’interno dello stream stesso, di vedere immagini e video che vengono incorporate, dall&#8217;altra può ottenere informazioni aggiuntive sull’utente che sta leggendo (profilo, tweet, mappa georeferenziata dei luoghi da cui ha tweettato, liste) e tutto questo senza la necessità di saltare da una pagina all’altra.</p>
<p>Secondo me, l&#8217;effetto che Twitter otterrà da questa nuova piattaforma sarà una<strong> forte crescita dei tempi di permanenza degli utenti sul sito, </strong>a discapito delle applicazioni sviluppate da terzi ed integrate tramite API e soprattutto contrariamente a quanti dicevano che <a href="http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/">il web è morto</a>. La nuova piattaforma meno minimalista e più &#8220;appeal&#8221; attirerà nuovi utenti, farà crescere l&#8217;abitudine dell&#8217;utente al controllo dei tweets e dello status update, l&#8217;attenzione ai video segnalati dai following e lo sbircio alle foto condivise. Un pò come succede su Facebook e sugli altri social&#8230;</p>
<p>Qualche tempo fa nel mio post &#8220;<a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">La strana convergenza dei Social Network</a>&#8221; ho descritto quella che secondo me è l&#8217;evoluzione naturale dei sistemi e che vede stringere sempre di più i confini tra social network, piattaforme di comunicazione e le loro differenze funzionali.</p>
<p>Insomma con questa nuova piattaforma Twitter, che secondo me sta snaturando quello che ha sempre comunicato nella propria mission “<em>The constraint of 140 characters drives conciseness and lets you quickly discover and share what’s happening</em>”, va proprio nella direzione che ho descritto nel mio post: sta diventando una &#8220;NON&#8221;-social piattaforma di comunicazione, news ed informazioni potente, che ha le stesse caratteristiche di un Social Network per funzioni, tempi di permanenza, modalità di utilizzo e comportamenti.</p>
<p><a href="http://paoloratto.blogspot.com/2010/09/un-twitter-nuovo-non-un-social-network.html">Per rispondere a Paolo</a>, concludo dicendo che, per adesso, non è una sfida diretta a Facebook, ma a breve lo diventerà.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rIpD7hfffQo&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="400" src="http://www.youtube.com/v/rIpD7hfffQo&amp;color1=0xd6d6d6&amp;color2=0xf0f0f0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Come disabilitare e gestire la privacy con Facebook Places</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Location Based Services]]></category>
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		<category><![CDATA[facebook places]]></category>
		<category><![CDATA[foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook Places è un sistema di geolocalizzazione, come tutti gli altri. A differenza degli altri è legato strettamente ad una marea di informazioni personali (come lo è anche Google con Latitude). In rete molti hanno già sparato un miliardo di sentenze su Privacy e riservatezza, ma secondo me, il problema è sempre lo stesso: se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Facebook Places</strong> è un <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/17/social-location-based-services-arriva-facebook/">sistema di geolocalizzazione</a>, come tutti gli altri. A differenza degli altri è legato strettamente ad una marea di informazioni personali (come lo è anche <strong>Google</strong> con <strong>Latitude</strong>). In rete molti hanno già sparato un miliardo di sentenze su Privacy e riservatezza, ma secondo me, il problema è sempre lo stesso: <strong>se volete la vostra privacy, dovete gestirla e non lasciarla in balia dei sistemi</strong>. Quindi, informatevi e leggete, senza farvi prendere dal panico, dalla paura, o dal terrorismo psicologico fatto dagli altri media.</p>
<p>Qui, scatta subito la domanda: <em>Come gestisco la mia privacy adesso che tutti possono sapere dove sono e cosa faccio?</em></p>
<p>Prima di tutto come dice giustamente anche <a href="http://blog.felter.it/2010/08/facebook-places-configurare-la-propria-privacy.html">Felter</a> ci sono <strong>alcune cose da sapere del servizio Places</strong>:</p>
<ul>
<li>quando inviate la vostra posizione su Places, se non avete configurato il vostro account, il messaggio apparirà sullo streaming (bacheca) di tutti i vostri contatti.</li>
<li>se non avete gestito correttamente le impostazioni del vostro account, così come avviene per le altre informazioni in facebook, tutti gli utenti nelle vicinanze (anche non vostri amici) sapranno dove sei in quel momento, e avranno accesso alle informazioni della tua posizione.</li>
<li>come succede nei tag durante la pubblicazione di foto o status update, anche nella geolocalizzazione i tuoi contatti possono collegarti ad una loro geolocalizzazione e risulterà come se ti fossi geolocalizzato tu.</li>
</ul>
<p>Detto questo è importante gestire al meglio le proprie impostazioni, secondo quanto vogliamo sapere. Facendo riferimento ad un post su <a href="http://lifehacker.com/5616395/how-to-disable-facebook-places">Lifehacker</a>, vi riporto i passaggi da seguire per impostare le impostazioni in facebook:</p>
<ul>
<li>Accedere in Facebook</li>
<li>Entrare nelle impostazioni dell&#8217;<strong>Account</strong> e andare in <strong>impostazioni sulla privacy</strong></li>
<li>Selezionare<strong> Personalizza </strong>e poi<strong> Impostazioni Personalizzate</strong></li>
<li>Accedere alla voce <strong>Luoghi in cui mi registro </strong>e selezionare il livello di sicurezza che vogliamo impostare</li>
<li>Selezionare o Deselezionare la voce successiva relativa all&#8217;inclusione nell&#8217;elenco delle persone in prossimità</li>
</ul>
<p>Tendenzialmente questo è tutto. Per il resto vi consiglio di leggere le <a href="http://www.facebook.com/privacy/explanation.php">policy di privacy</a> e la pagina dedicata alla <a href="http://www.facebook.com/places/">spiegazione del funzionamento di Places</a>.</p>
<p>Comunque, ricordatevi che non è il male Places: è solo necessario gestire con cura la propria privacy e comportarsi bene, secondo il galateo di Internet (netiquette).</p>
<p><strong>[UPDATE - Altri link utili del 19/08/2010]</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.readwriteweb.com/archives/how_to_disable_facebook_places.php">How To Disable Facebook Places</a> (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fKrYBT7OUsM&amp;feature=player_embedded">video</a>)</li>
<li><a href="http://www.allfacebook.com/facebook-places-privacy-2010-08?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+allfacebook+%28Facebook+Blog%29&amp;utm_content=FriendFeed+Bot">The Facebook Places Privacy Settings You Need To Know</a></li>
</ul>
<p><strong>[UPDATE - Altri link utili del 20/08/2010]</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=697692691093">Facebook e Privacy (video ufficiale di Facebook)
<p></a></li>
</ul>
<p><span style="color: #0000ee;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></p>
<ul></ul>
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		<title>Social Location Based Services, arriva Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 15:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2010 è l&#8217;anno dei social location based services: Foursquare, Gowalla, Google Latitude, Loopt, Brightkite, MyTown e tanti altri servizi geolocalizzati che ogni giorno escono fuori. Negli ultimi mesi abbiamo visto una rapida crescita di questi servizi, in particolare Foursquare, che rispetto agli altri sistemi ha dato il via alla moda del CheckIn abbinato al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il 2010 è l&#8217;anno dei <strong>social location based services</strong>: Foursquare, Gowalla, Google Latitude, Loopt, Brightkite, MyTown e tanti altri servizi geolocalizzati che ogni giorno escono fuori.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 416px">
	<a href="http://techcrunch.com/2010/08/19/facebook-world/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29"><img style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://tctechcrunch.files.wordpress.com/2010/08/location.png" alt="" width="416" height="444" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Infografica di Techcrunch</p>
</div>
<p>Negli ultimi mesi abbiamo visto una rapida crescita di questi servizi, in particolare Foursquare, che rispetto agli altri sistemi ha dato il via alla moda del CheckIn abbinato al Social Game.</p>
<p>Leggendo <a href="http://woorkup.com/2010/08/08/the-state-of-social-location-based-services/">Woork Up</a> ho trovato alcuni <a href="http://startupdata.rjmetrics.com/">dati interessanti su RJmetrics</a>: attualmente il mercato degli lbs principalmente si divide tra <strong>Foursquare</strong> e <strong>Gowalla.</strong> Il primo, Foursquare, sembra essere avanti di parecchio rispetto al concorrente con oltre <strong>2,5 milioni di utenti attivi</strong> e con una crescita media giornaliera di 19.000 utenti al giorno (dati dell&#8217;ultimo mese), mentre Gowalla ha poco più di 390.000 utenti attivi (praticamente circa il 16% degli utenti totali di Foursquare), con un incremento medio giornaliero di 1.800 nuovi utenti.</p>
<p>Secondo Google Trend, <strong>Foursquare genera oltre 5,5 milioni di visitatori unici al mese</strong> con una <strong>crescita del 350%</strong> da gennaio ad agosto 2010 mentre Gowalla genera 830.000 visitatori / mese con un aumento del 15% considerando lo stesso periodo dell &#8216;anno. Per quanto riguarda gli altri concorrenti, relativamente a Google Latitude, non ci sono dati ufficiali se non una dichiarazione che riferisce circa 3 milioni di utenti attivi con un incremento del 30% al mese (circa 30.000 utenti al giorno). Se la crescita di Latitude fosse rimasta costante, vorrebbe dire che negli ultimi tre mesi il servizio di Google dovrebbe aver raggiunto 5,7 milioni di utenti attivi. Un numero decisamente importante rispetto a Foursquare e Gowalla.</p>
<p>Tra i vari servizi, c&#8217;è anche <strong>Loopt</strong>, un altro popolare (non in Italia) servizio location-based di mappatura sociale ha raggiunto oltre 4 milioni di utenti con 240.000 visitatori unici al mese, mentre <strong>Brightkite</strong> ha  superato 2 milioni di utenti e <strong>MyTown</strong> ha una userbase di 2,8 milioni di persone.</p>
<p>Poco tempo fa è stato il turno di <strong>Twitter</strong> con Places. E&#8217; stato uno scossone per il mercato degli LBS? Non mi sembra. Twitter è entrato nel mondo dei <strong>Location Based Services</strong> integrandosi trasversalmente con Gowalla e Foursquare attivando così la possibilità di geolocalizzare ogni Tweet. A mio parere questa è stata una mossa strategicamente corretta poichè ha permesso a Twitter di entrare nell&#8217;onda del next big thing e allo stesso tempo gli ha permesso di mantenere il suo DNA di Microblogging senza entrare in competizione con gli altri sistemi ed evitandosi a monte il problema della corsa alla leadership degli lbs, che volendo avrebbe benissimo potuto intraprendere, visto il numero di utenti attivi (100 milioni di utenti circa).</p>
<p>E se entra Facebook? In questi giorni entrerà anche <strong>Facebook</strong> (&#8230;magari copiando twitter lo chiamerà <a href="http://fabiolalli.com/tag/facebook-places/">Facebook Places</a>), nel mondo della geolocalizzazione diventando così competitor anche di Foursquare, al quale poco tempo prima aveva offerto circa<a href="http://www.businessinsider.com/facebook-had-offered-foursquare-120-million-foursquare-asked-for-150-million-and-facebook-walked-away-2010-8"> 120 milioni di dollari per acquistarlo</a>. Ho letto molti post relativi all&#8217;ingresso di Facebook, tra cui anche quello del <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/17/cosa-presentera-facebook-domani/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">IlPost</a> e tutti più o meno vedono questa mossa come pericolosa per il futuro di Foursquare.</p>
<p><strong>Secondo me nel breve tempo non succederà nulla</strong> o per lo meno non ci saranno grossi cambiamenti. Facebook uscirà con delle funzionalità di georeferenziazione delle informazioni e permetterà agli utenti di localizzare foto, status update e visualizzare la posizione degli amici. Malgrado i suoi oltre 500 milioni di utenti, secondo me non riuscirà a scardinare, superare o sovrastare il modello di Social Game e Social Guide sviluppato da Foursquare. Anzi, a mio avviso Foursquare potrebbe crescere di più, accelerata dalla spinta che la stessa Facebook darà al mercato della geolocalizzazione.</p>
<p>Le motivazioni secondo me, sono più di una. La prima è riconducibile principalmente al discorso<strong> privacy e riservatezza</strong>: oggi in Foursquare posso &#8220;partecipare&#8221; con un Nick o con la visibilità del solo nome e potenzialmente potrei giocare senza farlo sapere a tutti. Attivando il servizio di localizzazione su Facebook questa scelta potrebbe esser più difficoltosa se non impossibile (come lo è su Latitude), visto che tutto il sistema dialoga per Nome e Cognome e la gestione della privacy non sarebbe così semplice.</p>
<p>Gli utenti di Facebook inoltre utilizzano il sistema principalmente per un uso &#8220;casalingo&#8221;, di gossip, per impicciarsi degli affari degli altri, per rimanere in contatto con amici: mi aspetto che l&#8217;utilizzo maggiore della localizzazione in Facebook sia per vedere dove sono gli amici e dove hanno scattato una foto, e non per guadagnare punti, censire Tips, commenti e feedback e mappare nuovi luoghi. Secondo me Facebook non sarà un competitor, ma un altro partner degli altri sistemi di lbs e <strong>questo permetterà a Foursquare e agli altri di crescere sull&#8217;onda della diffusione dei servizi geolocalizzati e della mania del checkin</strong>.</p>
<p>Secondo me è più facile che prendano piede applicazioni terze che interagiscono con i dati georeferenziati di Facebook che funzionalità proprietarie: magari piattaforme di <strong>Augmented Reality + Social</strong>. Allora, forse in questo caso, sarebbe a rischio Foursquare.</p>
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		<title>Google Me come è messo nella corsa al social network?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 18:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[Proprio in questi giorni ho scritto un post relativo alla strana convergenza dei Social Network e all&#8217;equilibrio a cui si sta arrivando dal punto di vista delle funzionalità delle piattaforme di Social. Appiattimento causato da un lato, positivo, dal completamento dei servizi all&#8217;utente da parte di tutti i big e dall&#8217;altro, negativo, dall&#8217;effetto moda/emulazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Proprio in questi giorni ho scritto un post relativo alla <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/08/14/la-strana-convergenza-dei-social-network/">strana convergenza dei Social Network</a> e all&#8217;equilibrio a cui si sta arrivando dal punto di vista delle funzionalità delle piattaforme di Social. Appiattimento causato da un lato, positivo, dal completamento dei servizi all&#8217;utente da parte di tutti i big e dall&#8217;altro, negativo, dall&#8217;effetto moda/emulazione di sistemi concorrenti. Nel post infatti ho scritto che tutti copiano qualcosa e Google copia un pò tutti.</p>
<p>A seguito dei commenti lasciati sul post, ho iniziato a riflettere sulla politica di Google ed in particolare sul possibile servizio <strong>Google Me</strong> (se così si chiamerà&#8230;?) e le sue funzionalità.</p>
<p>Google Me sarebbe ipoteticamente il guanto di sfida ufficiale a Facebook nell&#8217;ambito dei Social Network, ma lanciare un nuovo servizio adesso, viste le cattive acque in cui naviga Google in questo momento, sarebbe poco propizio: i vari problemi derivanti dalla <strong>Privacy e dalla gestione dei dati</strong>, la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-14/oracle-cita-giudizio-google-080038.shtml?uuid=AYOwUkGC">battaglia contro Oracle per il discorso Java/Android</a>, <a href="http://www.huffingtonpost.com/josh-silver/google-verizon-deal-the-e_b_671617.html">l&#8217;accordo con Verizon</a> ed il discorso della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralità_della_Rete">Net Neutrality</a></strong>, la chiusura ed il <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/08/05/news/google_wave_finisce_nel_cestino-6086764/">flop di Google Wave</a>, l&#8217;abbandono del Nexus One e via dicendo.</p>
<p>Anche se Google sta già lavorando per questo sviluppo ( <a href="http://techcrunch.com/2010/07/12/google-social-networking-focus-group/">focus group sui social network</a> ), probabilmente dovremo aspettare ancora un pò prima di vedere e poter utilizzare un social marchiato google.</p>
<p>Comunque, così per farmi un idea, ho tirato giù un paio di riflessioni su come potrebbe esser il Social Network di Google e quali potenzialità e sviluppi potrebbe avere.</p>
<p>La prima idea è che Google possa puntare ai profili degli utenti e trasformare la piattaforma <strong>Google Profile</strong> nel sistema di base di autenticazione, personalizzazione del profilo e gestione della privacy (quello che in Facebook è il Profilo). Per quanto riguarda la messaggistica, la posta e gli eventi, non c&#8217;è dubbio che il sistema potrebbe esser <strong>Gmail</strong> per i messaggi, <strong>Google Buzz</strong> per tutto quello che riguarda lifestream e attività, <strong>Google Contacts</strong> per la rubrica e <strong>Google Calendar</strong> per tutto quello che riguarda eventi, compleanni e scadenze.</p>
<p>Le funzionalità social verrebbero importate da <strong>Orkut</strong> e questo permetterebbe la gestione dell&#8217;amicizia e il following. La struttura delle relazioni e delle amicizie sarebbe basata su <strong>Google Social Graph </strong>e la piattaforma potrebbe esser sviluppata sullo standard <strong>Open Social.</strong><strong> <span style="font-weight: normal;">Le discussioni di gruppo potrebbero esser gestite da <strong>Google Groups</strong>, e <strong>Blogger</strong> verrebbe integrato per dare la possibilità di fare blogging all&#8217;interno della piattaforma stessa. </span>Google Documents<span style="font-weight: normal;"> integrerebbe la parte collaborativa e di gestione documentale che oggi non è presente su nessun altro Social Network, mentre </span>Knol<span style="font-weight: normal;"> verrebbe utilizzato dagli utenti come sistema di knowledge base in stile Wikipedia.</span></strong></p>
<p><strong></strong><strong>Picasa</strong> e <strong>Youtube</strong> potrebbero esser integrate rispettivamente per la gestione delle foto e dei video. La chat verrebbe implementata su <strong>Google Talk</strong>, con tanto di possibilità di video chiamata. Per la geolocalizzazione potrebbe esser utilizzato <strong>Google Latitude</strong>, che fino ad oggi non è mai stato sfruttato a pieno (<a href="http://techcrunch.com/2010/05/06/google-latitude-users-check-in/">e ha già 3 milioni di utenti attivi</a>), e <strong>Google Maps</strong> per la visualizzazione e gestione dei dati su mappa.</p>
<p>Ci sarebbe poi la funzionalità di Advertising che potrebbe esser demandata ad <strong>AdSense</strong> e <strong>AdWords. </strong>In questo caso Google potrebbe addirittura implementare una cosa in più: dare la possibilità all&#8217;utente di dedicare degli spazi AdSense all&#8217;interno del proprio profilo e far sfruttare la propria visibilità per guadagnare, come quello che oggi avviene sui blog con l&#8217;inserimento delle inserzioni AdSense. L&#8217;analisi del traffico e l&#8217;Insight verrebbe gestito attraverso <strong>Google Analitycs,</strong> ovviamente.</p>
<p><strong>Google Alert</strong> e <strong>Google SMS</strong> potrebbero esser utilizzati come sistema di notifica e avviso di eventuali aggiornamenti. Per quanto riguarda la sezione del marketplace e della piattaforma di pagamento, Google secondo me parte da un buon punto: <strong>CheckOut</strong> per quanto riguarda il pagamento e <strong>Google Site</strong> per gestire un proprio micro sito web per l&#8217;ecommerce.</p>
<p>Per quanto riguarda infine lo sviluppo e l&#8217;integrazione verso il mondo esterno ed i blog, Google potrebbe tranquillamente continuare a pubblicare le <strong>API</strong> così come sono oggi e potenziare il sistema <strong>Google Connect </strong>per gli sviluppatori, in concorrenza a Facebook Connect. Gli sviluppi di terzi (widget e porzioni di apps) continuerebbero a funzionare nella stessa modalità delle <strong>Widget di iGoogle</strong>, come alternativa alle Facebook Apps.</p>
<p>Visto l&#8217;utilizzo intenso dei Social Network che oggi facciamo e visto che presto tutti cominceremo a farlo anche durante la giornata nelle attività quotidiane, e se Google integrasse anche <strong>Google Health</strong> nella sua piattaforma? Potreste richiedere le ricette al medico, verificare l&#8217;elenco delle medicine comprate, ricordarvi quando avete delle visite e verificare lo stato di salute di un vostro parente che vi ha condiviso le informazioni.</p>
<p>Insomma con un integrazione di questo tipo, con tutti i servizi già sviluppati e quelli che si potrebbero sviluppare ed aggiungere Google potrebbe raggiungere (e forse superare), secondo me, Facebook nella corsa al Social Network. Dal punto di vista dei numeri Facebook ha già oltre 500 milioni di utenti, mentre Google dovrebbe raggruppare gli utenti di servizi diversi (anche se tutti registrati con account Google) per poter raggiungere lo stesso numero. Da una parte inoltre Google potrebbe aver interesse a sviluppare una piattaforma integrata perchè gli servirebbe per scalzare Facebook. Da un altro punto di vista invece potrebbe non avere senso perchè, dopo tutto, Google è già un enorme social network.</p>
<p>E voi che ne pensate?</p>
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