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	<title>Fabio Lalli &#187; /like</title>
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	<description>ICT, Innovation and Digital Culture // Geek. Hacker.</description>
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		<title>Google +1, come si attiva, come funziona e gli effetti sulla rete</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa Google, dopo un post su blogspot nel Webmaster Central, ha attivato Google +1 e in rete si è sentito e letto molto dell&#8217;effetto che questa nuova funzionalità dovrebbe avere sulle ricerche. Qui potete visualizzare il video Introducing the +1 Button pubblicato su Youtube. Attualmente Google + 1 è attivo solo nella versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un paio di giorni fa Google, dopo un <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/03/introducing-1-button.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FamDG+%28Official+Google+Webmaster+Central+Blog%29"><strong>post su blogspot nel Webmaster Central</strong></a>, ha attivato <strong><a href="http://www.google.com/+1/button/">Google +1</a> </strong>e in rete si è sentito e letto molto dell&#8217;effetto che questa nuova funzionalità dovrebbe avere sulle ricerche. Qui potete visualizzare il video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OAyUNI3_V2c&amp;feature=player_embedded">Introducing the +1 Button</a> pubblicato su Youtube.</p>
<p>Attualmente Google + 1 è attivo solo nella versione Inglese e per attivarlo è necessario seguire una semplice procedura. Prima di tutto è necessario aver attivato un profilo pubblico su <a href="https://profiles.google.com/"><strong>Google Profile</strong></a> e poi <strong>spostare il proprio account alla versione inglese di Google</strong> per poter accedere a <strong>Google.com</strong> (e non al .IT). Per poter effettuare questa modifica è sufficiente accedere alla home page classica di Google e premere &#8220;<strong>Google.com in English</strong>&#8220;. Una volta completato questo passaggio vi accorgerete di avere un interfaccia leggermente diversa, ma soprattutto in inglese! Da questo momento in poi il vostro profilo sarà impostato (se non l&#8217;avevate già) sulla versione in Inglese. Personalmente consiglio l&#8217;utilizzo di questa versione di default.</p>
<p>Ora per poter attivare ed accedere alle funzionalità di <strong>Google +1</strong> entrate nel <strong>Labs di Google,</strong> precisamente nella sezione <a href="http://www.google.com/experimental/index.html#PlusOne::PublicOptIn">Experimental Search</a> dove troverete le ultime idee in sviluppo e che potete attivare per poterle utilizzare e testare prima dell&#8217;ufficializzazione.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px">
	<img class="size-full wp-image-2061 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Attivazione Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.06.16.png" alt="" width="520" height="350" />
	<p class="wp-caption-text">Attivazione Google +1</p>
</div>
<p style="text-align: left;">Per attivare la funzionalità premete il tasto <strong><em>Join this experiments</em></strong> riportato alla destra del nome del nuovo servizio da attivare. Una volta attivata la funzionalità (vedrete apparire una scritta <strong><em>This is your selected experiment. Leave</em></strong>). Attivazione completata!</p>
<p style="text-align: left;">Ora sarà sufficiente tornare sulla home page di Google.com e procedere con una ricerca, niente di più facile. Noterete che vicino ad ogni risultato apparirà il nuovo tastino di +1, una scritta che riporta il numero delle persone che hanno effettuato lo share (<strong><em>You +1&#8242;d this pubblicity</em></strong>) del risultato e l&#8217;elenco delle fototo degli avatar degli utenti che hanno effettuato la condivisione. Una volta cliccato sul pulsante +1 il colore del pulsante cambierà e diventerà colorato, ad indicarvi che avete già espresso la vostra preferenza per quel link.</p>
<div id="attachment_2064" class="wp-caption aligncenter" style="width: 503px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.10.16.png"><img class="size-full wp-image-2064  " title="Ricerca Fabio Lalli in Google.com" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.10.16.png" alt="" width="503" height="310" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Risultato della Ricerca &quot;Fabio Lalli&quot;</p>
</div>
<p>Quando cliccate sul tasto per esprimere una preferenza, Google vi mostrerà una pagina in un popup nella quale vi chiederà di confermare la vostra preferenza e personalizzare il vostro profilo di Google affinchè i risultati selezionati possano esser raccolti in una pagina e consultati successivamente.</p>
<div id="attachment_2065" class="wp-caption aligncenter" style="width: 542px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-07.51.09.png"><img class="size-full wp-image-2065  " title="Esprimere una preferenza con Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-07.51.09.png" alt="" width="542" height="331" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Esprimere una preferenza con Google +1</p>
</div>
<p>Da questa pagina è possibile accedere alle <a href="http://www.google.com/intl/en/privacy/plusone/">Privacy Policy</a> che consiglio di leggere per due motivi:</p>
<ol>
<li>dalla pagina delle Policy potete capire <strong>in che modo verrà utilizzata la vostra preferenza</strong></li>
<li>dalla pagina delle Policy si può accedere alla funzione di configurazione OPT-out di Google e poter <strong>decidere se far apparire il vostro nome nel risultato di ricerca di altri utenti</strong>, al fine di influenzare la decisione di altri utenti.</li>
</ol>
<div id="attachment_2066" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px">
	<a href="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.31.50.png"><img class="size-full wp-image-2066 " title="Impostazioni OPT-out Google +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.31.50.png" alt="" width="589" height="273" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Impostazioni OPT-out Google +1</p>
</div>
<p>Fatto tutto questo, e selezionate le vostre preferenze, ecco che vedrete apparire nel vostro <strong><a href="https://profiles.google.com/">Google Profile</a></strong> un tab riservato ed accessibile solo a voi, all&#8217;interno del quale verranno aggregate tutte le vostre scelte.</p>
<div id="attachment_2067" class="wp-caption aligncenter" style="width: 586px">
	<a rel="attachment wp-att-2067" href="http://fabiolalli.com/2011/04/01/google-1-come-si-attiva-come-funziona-e-gli-effetti-sulla-rete/schermata-2011-04-01-a-08-33-51/"><img class="size-full wp-image-2067 " title="Google Profile e attivazione del tab +1" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-01-a-08.33.51.png" alt="" width="586" height="352" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Google Profile e attivazione del tab +1</p>
</div>
<p>Per i blogger, gli sviluppatori ed i proprietari di siti internet, sarà presto <strong>un&#8217;altro bottoncino</strong> da &#8220;appiccicare&#8221; sul proprio sito, ma anche se per adesso non è attivo, è possibile farne <a href="https://services.google.com/fb/forms/plusonesignup/">richiesta su una apposita pagina web</a>.</p>
<p>Anche se la funzionalità Google+1 può sembrare la risposta immediata al «Like» di Facebook, non è così. Le due funzioni (Like e +1) esprimono la nostra preferenza in modo diverso: il «Like» di <strong>Facebook esprime il nostro gradimento su un particolare contenuto</strong> all&#8217;interno di Facebook, di un sito o di un blog e si propaga all&#8217;interno di Facebook stesso, mentre il <strong>+1 di Google influenza direttamente i risultati di ricerca</strong>, AdWords e AdSense andando a definire un <strong>parametro di &#8220;meritocrazia&#8221; della rete</strong>.</p>
<p>Praticamente il valore di un contenuto si sposta sempre più nelle mani degli utenti, che saranno sempre più in grado di <strong>influenzare le scelte delle ricerche su internet</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UPDATE 01/06/2011 :</strong> Google pochi minuti fa mi ha attivato la funzionalità (come ad altri utenti) e così ho realizzato al volo un plugIn per poter inserire il bottoncino di Google + 1 all&#8217;interno di WordPress. Potete scaricarlo da questa pagina: <a href="http://fabiolalli.com/google1button">http://fabiolalli.com/google1button</a></p>
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		<title>E ora misuriamo Like e tutto ciò che è social!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 00:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la Like Economy. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;utilizzo dei Like, come è ormai evidente in rete, ha assunto dimensioni incredibili tanto che qualcuno ha cominciato a riflettere ai principi dietro quella che può esser chiamata la <a href="http://marketingarena.it/2011/03/08/i-5-principi-della-like-economy/">Like Economy</a>. Negli ultimi mesi inoltre l&#8217;utilizzo esteso dei plugin sociali rilasciati da Facebook, integrati all&#8217;interno delle applicazioni web e mobile, ha generato moli importanti di traffico verso milioni di siti web, trasformando il Like di Facebook in un vero e proprio <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">Check In del web</a> .</strong></p>
<p>Questa trasformazione del Like ed il traffico da esso generato, ha attivato le attenzioni di molti utenti ed è cresciuta sempre più l&#8217;esigenza di misurare e monitorare questi dati. Come avevo anticipato nel post <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">C&#8217;era una volta un Like</a>, era intuibile che Facebook a stretto giro rilasciasse delle funzionalità di Insight mirate al Like ed in generale agli oggetti sociali.</p>
<p>In queste ore infatti, come si può leggere sul blog di Facebook, è stata rilasciata una <strong><a href="http://www.facebook.com/insights/">nuova piattaforma di Statistiche per i siti web</a></strong>, chiamata<strong> Real-Time Analytics For <a href="http://developers.facebook.com/docs/plugins/">Social Plugins</a></strong>. La serie di funzionalità messe a disposizione da Facebook, servirà a migliorare l&#8217;analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti e l&#8217;interazione con le pagine ed aiutare così le aziende, i blogger o i proprietari di un sito nell&#8217;ottimizzazione in tempo reale dei propri contenuti.</p>
<p>Partendo dal <a href="http://developers.facebook.com/blog/post/476">post ufficiale pubblicato sul sito blog di facebook</a>, ecco cosa i siti internet avranno quindi a disposizione:</p>
<p><strong>Analisi del Like</strong><br />
I dati, in formato anonimo, mostreranno il numero delle impression dei pulsanti ed il numero dei click. Attraverso l&#8217;analisi del Like sarà possibile testare l&#8217;impatto della posizione dei pulsanti all&#8217;interno delle pagine e misurare cosi il CTR.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1938" title="insights-likes" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-likes.jpeg" alt="" width="480" height="186" /></p>
<p><strong><br />
Analisi dei commenti</strong><br />
Attraverso questa funzionalità sarà possibile visualizzare il numero di volte che gli utenti hanno visualizzato il box dei commenti, quante volte hanno lasciato commenti e quante volte hanno cliccato per vedere il contenuto del sito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1936" title="insights-comments" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-comments1.jpeg" alt="" width="480" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Analisi della popolarità delle pagine</strong><br />
Mostrerà all&#8217;utente la popolarità delle pagine basando la valutazione su più parametri quali commenti, click, condivisioni e visualizzazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1932" title="insights-popular-pages" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-popular-pages.jpeg" alt="" width="479" height="114" /></p>
<p><strong><br />
Analisi demografica</strong><br />
Permetterà la visualizzazione dei dati di traffico aggregati per sesso, fascia di età, lingua e nazionalità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1931" title="insights-demographics" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-demographics.jpeg" alt="" width="479" height="145" /></p>
<p><strong>Analisi delle condivisioni </strong><br />
Questo strumento permetterà di analizzare, indipendentemente dai social plugin installati, la modalità in cui gli utenti condividono link legati ad un sito all&#8217;interno delle bacheche.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1930" title="insights-sharing" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/insights-sharing.jpeg" alt="" width="479" height="165" /></p>
<p>Insomma, a brevissimo, oltre ad integrare in un sito strumenti di analisi come per esempio Google Analytics, dovremo rivolgerci anche a Facebook. Dal mio punto di vista, l&#8217;utilizzo dell&#8217;Insight di Facebook e quello di Google Analytics dovrà viaggiare in parallelo e non ci sarà sovrapposizione.</p>
<p>Ovviamente questo sarà vero almeno finchè Facebook non deciderà, in accordo con Microsoft, di integrare l&#8217;analisi del traffico derivante da Bing.</p>
<p>Ora che ho lanciato <a href="http://yeplike.com">YepLike!</a>, che attraverso l&#8217;integrazione con Facebook permette di propagare Like e Dislike degli oggetti nel mondo, la misurazione della iper-realtà è a portata di mano. Riflettendoci, classificando un minimo le informazioni fotografate e geolocalizzate dagli utenti di YepLike! nel mondo reale, sarà possibile misurare e valorizzare qualitativamente, oltre che quantitativamente, le preferenze degli utenti anche fuori dalla rete.</p>
<p>Bello soprattutto dopo aver visto che per gli sviluppatori è tutto <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/api/#analytics">accessibile attraverso le API</a> ed il linguaggio per query <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/fql/insights/">FQL</a>. Tutta la <a href="http://developers.facebook.com/docs/insights/">documentazione è disponibile nella sezione Insight</a>, e anche qui, in termini di applicazioni ed integrazioni adesso c&#8217;è veramente da sbizzarrirsi.</p>
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		<title>YepLike! Startup in 72 ore</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 00:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche notte fa, precisamente venerdì 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma è possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi è venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Qualche notte fa, precisamente venerdì 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma è possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi è venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: voglio mettere Like e DisLike, pollici alti e pollici bassi a tutto ciò che non funzionava del mondo reale, insomma altro che <strong>internet degli oggetti, Internet of Things</strong>, o realtà aumentata&#8230;. semplicemente un <strong>Like degli oggetti</strong>!</p>
<p>Senza vedere se in rete fosse presente o meno qualcosa di simile ed in preda all&#8217;euforia da startup (non a caso <a href="http://twitter.com/nicolamattina">Nicola Mattina </a>mi definisce <strong>Startupparo compulsivo</strong>&#8230;.), mi sono messo a fare una rapida progettazione ed un mockup con <a href="http://balsamiq.com/">Balsamiq</a>. Dopo un paio d&#8217;ore di scarabocchi, due righe e un qualche schemi ER, ho deciso di andare avanti: voglio <strong>fare una startup in 72 ore</strong>, e si chiamerà <strong><a href="http://yeplike.com">YepLike!</a> Like or DisLike the World.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1897" title="Schermata 2011-03-01 a 23.59.53" src="http://www.fabiolalli.com/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-01-a-23.59.53.png" alt="" width="491" height="280" /></p>
<p style="text-align: left;">Quindi, per potercela fare, è necessario <strong>un piano di azione mirato e ottimizzato al massimo</strong>:</p>
<ol>
<li>Definizione del team e ruoli</li>
<li>Definizione delle funzionalità di base</li>
<li>Organizzazione dell&#8217;infrastruttura e tecnologie</li>
<li>Poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia (un modo di dire &#8230; sostanza!)</li>
<li>Sviluppo e Buzz!</li>
<li>Pubblicazione su AppleStore</li>
</ol>
<p>Partiamo dal primo punto:<strong> team e ruoli</strong>. Diciamo che di solito mi piace condividere con il network degli <a href="http://indigenidigitali.com">Indigeni Digitali</a> le iniziative e vedere chi partecipa. In questo caso però avendo poco tempo a disposizione, sono andato a colpo sicuro su <a href="http://twitter.com/crino77">Crino77</a> e  <a href="http://twitter.com/alisoba">Alisoba</a> : dopotutto, squadra che funziona (vedi <a href="http://baby20.me">Baby2.0</a>) non si tocca. I ruoli sono sempre gli stessi: Crino al Mobile, Alisoba al design/web/comunicazione e io alla parte Marketing/Web e fuffe varie. Ed il primo punto è smarcato con una email di condivisione del progetto ed il mockup.</p>
<p>Secondo punto:<strong> funzionalità di base</strong>. Quando si parte con un progetto è facile che ci si faccia prendere dalle manie di grandezza e si cominci a fantasticare intorno all&#8217;idea di base montando castelli e tante altre funzionalità. L&#8217;effetto di questo errore è che tutto il progetto ci mette più tempo ad uscire e partire. No, non voglio fare questo errore: poche funzionalità e subito. YepLike deve fare 1 cosa: Scatta una foto e la sparo sul sito, geolocalizzata e con il watermark del LIKE o del DISLIKE. Alle altre funzionalità penseremo dopo.</p>
<p>Terzo punto:<strong> organizzazione dell&#8217;infrastruttura e tecnologie</strong>. Considerando il tipo di mestiere che dovrà svolgere questa applicazione (scattare foto ed inviarle al server), in caso di numeri considerevoli di traffico, il sistema dovrà scalare rapidamente sia in termini di storage, che di DataBase e di banda dedicata. L&#8217;idea immediata è stata quella di <a href="http://aws.amazon.com/s3/">Amazon S3 Storage</a>, ma dopo una rapida verifica, tra attivazione e test vari non ci saremmo stati con i tempi. Abbiamo quindi optato per un servizio, temporaneo, di hosting dedicato e pronto per partire. Tecnologia scelta: Objective-C per iPhone, PhP e MySQL inizialmente per la parte di applicazione Web.</p>
<p>Quarto punto:<strong> poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia</strong>. Come per il secondo punto, uno dei problemi principali di chi parte con un progetto, è quello di voler far uscire tutto già al massimo della perfezione. La domanda che mi sono fatto è: <em>ma esiste una perfezione o si deve ambire ad essa?</em> Io sono per la seconda, e quindi, visto che parliamo di una startup da fare in sole 72h, non dobbiamo fare i preziosi e dobbiamo esser coscienti che ci saranno molte cose da migliorare. Puntiamo a chiudere un applicazione con una UI decente, intuitiva e fruibile ed un sistema stabile. Poi i fiocchetti e tutti gli abbellimenti verranno dopo.</p>
<p>Quinto punto: <strong>sviluppo e buzz</strong>. Lo sviluppo è iniziato in modo parallelo tra web e iPhone. Da una parte le API che espongono i metodi di Register, Login, Post e dall&#8217;altra le chiamate del dispositivo mobile. Infine abbiamo completato la parte web di front end. Visto il poco tempo a disposizione e considerato che <strong>sono dell&#8217;idea che il marketing serva anche ad una startup</strong> (<a href="http://maxciociola.tumblr.com/post/3562098945/se-fai-marketing-in-una-startup-vuol-dire-che-il-tuo-pro">non come ho letto in questo post&#8230;</a>) , mentre lo sviluppo andava avanti, mi sono mosso su più fronti per iniziare a far parlare di YepLike! creando un pò di curiosità e cominciando a raccogliere email per l&#8217;invito al momento dell&#8217;uscita dell&#8217;applicazione in Apple Store. Attualmente abbiamo 350 email di utenti in attesa, di cui il 50% è fuori dall&#8217;Italia.</p>
<p>Sesto ed ultimo punto:<strong> Pubblicazione su Apple Store</strong>. Tutto quello che avete letto qui sopra è stato fatto in 7 giorni solari, ma con un totale effettivo di circa 72 ore lavorate . Da questa mattina siamo in stato di Review sull&#8217;App Store, quindi si tratta veramente di poche ore e poi YepLike! sarà disponibile. Ovviamente senza un team così affiatato e con un alto commitment non ce l&#8217;avremmo mai fatta: grazie Cri, grazie Ali!</p>
<p>Adesso stiamo già lavorando su:</p>
<ol>
<li><strong>Sviluppare le funzionalità mancanti</strong>: visualizzazione su mappa dei like/dislike lato iPhone, gallery personale e pubbliche</li>
<li><strong>Migliorare l&#8217;interfaccia dell&#8217;applicazione e del sito</strong></li>
<li><strong>Rivedere la tag line e la comunicazione</strong></li>
<li><strong>Predisporre un codice e una struttura più scalabile</strong> e pronta ad una potenziale crescita</li>
</ol>
<p>Ora non ci resta che aspettare e vedere come va. Certo, aver fatto un applicazione che permette di fare Like e dislike agli oggetti, proprio quando <a href="http://www.fabiolalli.com/2011/02/28/c-era-una-volta-un-like/">Facebook modifica la modalità di funzionamento del Like</a> e <a href="http://www.socialware.it/advertising20/facebook-like-diesel-dislike-e-tutto-quel-che-ne-consegue">la Diesel lancia una sua applicazione per il Dislike</a>, &#8230; mi fa pensare proprio bene! <strong>Che avessimo azzeccato veramente una Killer Application&#8230; <img src='http://fabiolalli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Nel frattempo se volete <a href="http://yeplike.com">potete lasciare la vostra email sul sito</a> per poter ricevere anche voi l&#8217;avviso. Enjoy!</p>
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		<title>C&#8217;era una volta un Like</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato Like. Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: alle persone piaceva cliccarlo e poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>C&#8217;era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato <strong>Like</strong>.</p>
<p>Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi più impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: <strong>alle persone piaceva cliccarlo </strong>e poter dire velocemente &#8220;<strong>Mi piace!</strong>&#8221;</p>
<p>Erano pochi i casi in cui le persone non cliccavano Like. <strong>Il piccolo bottoncino era molto educato</strong>, non diceva mai &#8220;<em>fail</em>&#8220;, &#8220;<em>che schifo</em>&#8221; o cose similari: al massimo diceva &#8220;<em>non mi piace</em>&#8220;, ma lo faceva solo dopo aver detto almeno una volta mi piace.</p>
<p>In poco tempo, la sua <strong>semplicità</strong>, lo fece diventare una sorta di <a href="http://www.fabiolalli.com/2010/07/06/il-like-di-facebook-e-il-checkin-del-web-ed-il-traffico-e-social/">checkin del web</a>. La rete lo utilizzava in modo talmente tanto intenso che i numeri erano incredibili: non esisteva un angolo della rete, che non avesse il tastino presente almeno in qualche pagina o un utente che non avesse premuto almeno una volta il piccolo pulsantino.</p>
<p>Era talmente tanto utilizzato da tutti, che i suoi cugini Tweets e Share,  che fino a poco tempo prima avevano ricoperto l&#8217;incarico di ambasciatori della condivisione, cominciarono ad avere una certa gelosia nei suoi confronti: erano sempre più i like che i tweet e gli share. &#8220;M<em>a come è possibile?</em>&#8221; si chiedevano i due.</p>
<p>Con il passare del tempo Tweets e Share capirono che la semplicità di Like però non era in fondo così positiva. Tutti facevano ricorso a Like in modo superficiale e non lo utilizzavano più solo per dire &#8220;Mi piace!&#8221;.</p>
<p>Like veniva utilizzato nei modi più svariati: dall&#8217;utilizzo di cortesia &#8220;<em>Son passato di qua e ti ho letto, like.</em>&#8220;, all&#8217;utilizzo di convenienza &#8220;<em>Bah si, me lo memorizzo, magari mi serve, like.</em>&#8220;, alla pigrizia &#8220;<em>Uff, e che chiamo Tweets, poi devo scrivere 140 caratteri&#8230; no no, like.</em>&#8221; fino all&#8217;utilizzo del moda &#8220;<em>Ficooo, Laiiic!</em>&#8220;. Malgrado questo però per Tweets non era una vita facile.</p>
<p>Un bel giorno, all&#8217;insaputa di tutti, durante una giornata tranquillissima, il papà di Like, in disaccordo con l&#8217;eccessiva discrezione del figlio, lo obbligò a cambiare comportamento: da quel momento in poi Like non avrebbe dovuto più esser il bravo tastino innocente che esprimeva un parere, ma bensì un invasore di bacheche, un condivisore spietato e virale di informazioni.</p>
<p><strong>Come continua la storia?</strong></p>
<p>Secondo me, così:</p>
<ol>
<li>Like verrà utilizzato sempre più spesso per azioni virali da siti, brand ed aziende</li>
<li>Like non verrà più utilizzato come prima dagli utenti un pò più scaltri ed attenti all&#8217;estetica della propria bacheca: d&#8217;ora in avanti ci penseranno due volte (almeno) prima di premere un tasto like su un sito. Oggi a me è successo almeno 3 volte.</li>
<li>Like continuerà ad esser utilizzato allo stesso modo da tutti quegli utenti che oggi hanno la bacheca invasa da notifiche di applicazioni e giochi vari.</li>
<li>Like non sostituirà Share e Tweets, perchè verranno utilizzati in modo completamente diverso</li>
<li>Il papà di Like rilascerà presto nuovo funzioni per poter gestire la pubblicazione sulla bacheca</li>
<li>Il papà di Like penserà a dare degli strumenti di Insight anche per misurare i Like</li>
<li>Like in linea generale verrà utilizzato di meno per timore</li>
</ol>
<p><strong>E voi, che ne pensate, come andrà la storiella ? </strong></p>
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		<title>Il Like di Facebook è il CheckIn del web, ed il traffico è social</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 22:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<category><![CDATA[Barcode QR]]></category>
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		<description><![CDATA[Di solito non mi piace dire l&#8217;avevo detto, ma questa volta, visto il modo simpatico in cui ho scoperto che un&#8217;altra delle mie mille elucubrazioni visionarie ha preso forma, lo dico: l&#8217;avevo detto! Giuliano, uno dei veri Indigeni Digitali con i quali mi trovo ogni tanto a parlare, ha twittato pochi minuti fa un messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Di solito non mi piace dire l&#8217;avevo detto, ma questa volta, visto il modo simpatico in cui ho scoperto che un&#8217;altra delle mie mille elucubrazioni visionarie ha preso forma, lo dico: l&#8217;avevo detto! <a href="http://twitter.com/Giuliano84">Giuliano</a>, uno dei veri <strong>Indigeni Digitali</strong> con i quali mi trovo ogni tanto a parlare, ha <a href="http://twitter.com/giuliano84/status/17891943599">twittato</a> pochi minuti fa un messaggio nel quale dice &#8220;<em>Il </em><em>#checkin</em><em> migra sulle pagine web e l&#8217;analisi del traffico dei siti web diventa </em><em>#social </em><a rel="nofollow" href="http://ow.ly/27LxN" target="_blank"><em>http://ow.ly/27LxN</em></a><em> <strong>@</strong></em><em><strong>fabiolalli</strong></em><em><strong> l&#8217;aveva previsto</strong></em>&#8220;. In effetti il concetto descritto e l&#8217;applicazione sviluppata è praticamente la stessa che avevo pensato anche io qualche tempo fa.</p>
<p>Oggi gli utenti stanno impazzendo per i servizi di geolocalizzazione e l&#8217;effetto rete, contaminante per definizione, sta facendo crescere ogni giorno il numero di informazioni condivise, i check-in effettuati e i badge assegnati. Il <strong>check.in</strong>, come ho <a href="http://www.fabiolalli.com/tag/check-in/">spiegato in altri post</a>, è fondamentalmente quell&#8217;azione che l&#8217;utente compie nel momento in cui decide di condividere con gli altri determinate informazioni (una foto, un video, un parere su un locale) o semplicemente il momento in cui si trova in un determinato indirizzo. Fare un check-in significa praticamente rispondere alle <strong>4 domande Chi?, Dove?, Cosa? e Quando?</strong> con la sola azione di un click.</p>
<p>Vi siete mai domandati dove ultimamente avete fatto questa azione, anche se non così esplicita? Si, proprio quella, cliccando il <strong>LIKE Button su Facebook</strong> o sui vari siti internet che hanno integrato i <strong>social plugins</strong>. Se ci pensate nel momento in cui cliccate il <strong>tasto Mi piace</strong>, a tutti gli effetti avete risposto alle stesse domande e avete dato molte informazioni:</p>
<ul>
<li>Alla domanda Chi? avete risposto con Nome e Cognome</li>
<li>Alla domanda Cosa? avete risposto con una capillarità incredibile selezionando il singolo post</li>
<li>Alla domanda Quando? avete risposto dando un istante preciso</li>
<li>Alla domanda Dove? avete risposto indicativamente con le stesse informazioni di un checkIn, anche se con un livello di dettaglio leggermente inferiore. Ma neanche tanto se pensate all&#8217;analisi del traffico che viene fatto da Google Analytics&#8230;</li>
</ul>
<p>Ma ora se vi impegnate ancora di più e ci pensate ancora un pò, vi accorgerete che il checkIn lo fanno tutti gli utenti di internet praticamente da sempre, solo che, invece di farlo con un click sul tasto CheckIn o un su un tasto Like, lo fanno subdolamente al caricamento delle pagine navigate e tutte le informazioni vengono rilevate dai sistemi di analisi del traffico.</p>
<p>E quindi dove sta la cosa nuova? Sta nel fatto che tutte le informazioni in questo caso diventano più social con tutti i vantaggi del caso, sia in termini di propagazione dell&#8217;informazione (effetto LIKE , condivisione verso amici e verso lo stream di altri social) sia in termini di analisi dei dati (informazioni geolocalizzate, profilate ed estremamente dettagliate).</p>
<p>L&#8217;ulteriore valore che secondo me andrebbe poi sviluppato ed associato al concetto di checkIn è la risposta alla 5a domanda: <strong>Perchè? </strong></p>
<p><strong></strong>Secondo me, banalmente, basterebbe ri-attivare sui siti internet una cosa che è sempre esistita sul web: un sistema, come il like di facebook, ma che permetta all&#8217;utente però di esprimere un valore. Praticamente il classico dei più classici tasti <strong>rating</strong>, magari a cinque stelline. Si svilupperebbe così anche un <strong>informazione qualitativa</strong>,  integrata ad informazioni e dati tendenzialmente quantitativi. Pensate se <strong>FourSquare</strong> modificasse il suo tasto checkIn in 7 tastini e ciascuno di questi avesse un valore. Per ogni checkIn potremmo esprimere per esempio un valore numerico che potrebbe esser contestualizzato e analizzato.</p>
<p>Se poi volessimo rendere preciso anche il Dove?</p>
<p>Utilizzando un <strong><a href="http://www.fabiolalli.com/tag/qr-code/">QR Code</a>,</strong> leggibile dalla fotocamera di un cellulare o di uno smartphone, e sfruttando i sistemi GPS integrati, potremmo avere dei dati geolocalizzati in modo più preciso al posto della localizzazione effettuata tramite IP.</p>
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		<title>Gli slashtags su Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 00:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho avuto modo questa sera di parlare qualche minuto con @NicolaGreco dopo aver letto il suo post in italiano relativo agli slashtags e lo stesso, approfondito, anche in inglese sul sito WorkingViral. Cosa sono gli slashtags? Sono una sorta di evoluzione degli hashtags. Sottolineo una sorta perchè secondo me, mentre con gli hashtag si classificano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-588" style="margin: 5px;" title="Foto dal sito di NicolaGreco" src="http://www.fabiolalli.it/wp-content/uploads/2009/12/4084202877_6584d00edb_o-400x251.jpg" alt="Foto dal sito di NicolaGreco" width="240" height="151" /></p>
<p>Ho avuto modo questa sera di parlare qualche minuto con <a href="http://twitter.com/nicolagreco" target="_blank">@NicolaGreco</a> dopo aver letto il suo post in italiano relativo agli <a href="http://nicolagreco.com/2009/12/14/slashtags/" target="_blank">slashtags</a> e lo stesso, approfondito, anche in inglese sul sito <a href="http://workingviral.com/slashtags/2009">WorkingViral</a>.</p>
<p>Cosa sono gli <strong><a href="http://fabiolalli.com/tag/slashtags">slashtags</a></strong>? Sono una sorta di evoluzione degli <strong>hashtags</strong>. Sottolineo una sorta perchè secondo me, mentre con gli hashtag si classificano i post, con gli slashtags si aggiungono informazioni al post.</p>
<p>Per farvi un esempio, tra gli slashtags citati sul sito di Nicola (e utilizzati in chat IRC o altre) c&#8217;è <strong>/via</strong> per segnalare da dove è stato preso il tweet che si è postato o retwittato. C&#8217;è poi per esempio il <strong>/cc</strong> per mettere uno o più twitters in copia del tweet. Il mio suggerimento sul /cc è quello di poter associare una lista, per esempio: <strong>/cc [NomeLista]</strong>. In questo modo sarebbe possibile mettere in copia (un pò come per l&#8217;email) un gruppo o una lista (quelle da poco inserite su twitter).</p>
<p>Ci sarebbe poi <strong>/thx</strong> per ringraziare qualcuno oppure <strong>/like</strong>, suggerito da Nicola stesso.</p>
<p>Secondo me potrebbe esser utile anche pensare alla negazione di alcuni tags, e nello specifico mi riferisco al LIKE. In molto Social Network (ormai in tutti&#8230;) è possibile segnalare un &#8220;like&#8221; o un &#8220;mi piace&#8221;, ma non è possibile per esempio dire &#8220;Non mi piace&#8221;. Si potrebbe ipotizzare l&#8217;utilizzo del &#8220;<strong>-</strong>&#8221; o della della &#8220;<strong>d</strong>&#8221; generando così un /-like oppure un /dlike (i dont like).</p>
<p>Nel <a href="http://microsyntax.pbworks.com/">wiki</a> su PBworks creato da <strong>Chris Messina</strong> si può leggere un pò di più e trovare un pò di esempi di slahstags.</p>
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