Micro-blogging: irrefrenabile voglia di scrivere

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In questo periodo sempre più spesso si sente parlare di Micro Blogging. Qualcuno mi ha domandato cos’è, in cosa consiste e cosa ha di diverso dal blogging o soprattutto cosa c’è di diverso dal semplice cambio di stato di MSN.

Bene, allora, prima di tutto cerchiamo di capire cosa è il micro-blogging (o microblogging o micro blogging).

Il microblogging è una forma di blog (micro) costante di piccoli contenuti in Rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni e appunti che può avvenire tramite piattaforme web o anche tramite email ed sms. Questi contenuti vengono pubblicati in tempo reale all’interno di un servizio di Social Network e visibili a tutti o soltanto alle persone della propria community (network di amici/contatti).

Il servizio attualmente più popolare è Twitter, lanciato nel Giugno 2006 da Evan Williams e diventato popolare alla South by Southwest Conference di Austin, Texas. Un altro servizio famoso e già particolarmente diffuso in rete è Jaiku (recentemente acquisita da Google) e da molti considerato come concorrente diretto di Twitter, sebbene presenti caratteristiche diverse. Più recentemente e dopo il particolare boom di questi servizi, sono comparsi in rete altri servizi simili, tra i quali Plurk, che visualizza i messaggi sotto forma di timeline orizzontale, Pownce (acquistato da Sixapart e poi chiuso), che integra il microblogging col file sharing e la gestione degli eventi e Folkstr che integra il micro-blogging con un social network vero e proprio (non più raggiungibile in rete). In Italia sono stati presentati altri sistemi simili: Hictu, BeeMoode e Meemi.

In seguito al successo del microblogging anche i più famosi servizi di Social Network presenti in rete come Facebook e MySpace hanno aggiunto caratteristiche simili chiamandole “status update“. Lo status update non è altro che lo stesso concetto del cambio di stato di MSN o altri sistemi di messaggistica. Inizialmente con l’ingresso di questi grossi colossi si era pensato ad un collasso di questo mercato, ma contro ogni aspettativa il trend di crescita di questi sistemi è stato vertiginoso e gli utilizzatori sono cresciuti a dismisura.

A maggio del 2007 si ci contavano oltre 100 servizi simili a Twitter, nel febbraio 2008 il numero di “cloni” ha abbondantemente superato il migliaio.

Passiamo oltre. Perchè stanno prendendo così tanto piede e cosa hanno di diverso dagli altri sistemi. Mmm,… Servizi come Twitter danno voce a una irrefrenabile voglia di esprimersi: non c’è bisogno di pianificare il tempo di scrivere e organizzare pensieri e opinioni, basta postare un link, un’idea, un parere e lasciare agli altri il compito di strutturare giudizi più complessi. È uno strumento che rispecchia un’idea di società più che liquida, vaporosa, dinamica e con i minuti contati, fatta di pensieri veloci e messaggi brevi.

Non importa quali siano i contenuti dei messaggi: dal messaggio di una persona amica scrive che sta andando a prendere un caffè, fino alla persona che annuncia un due righe una notizia seria uscita su qualche sito.

Il microblogging è un modo per raccogliere gli istanti, quelli che a volte sono banali, a volte esilaranti, a volte inutili  a volte di presa in giro. Il microblogging, a differenza dello stato su MSN, memorizza i cambi di stato e genera una storia dell’utente che potrà avere o meno un significato.

Roba da teenager? Forse, ma non solo.

A oltre 400.000 utonti non piace il nuovo facebook

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Da ieri Facebook ha cambiato di nuovo  volto e alcune delle sue pagine principali sono cambiate. Ovviamente può piacere o meno, ma il trambusto che sta generando questo cambiamento è mostruoso. Come era prevedibile, sorgono i gruppi che protestano e che rivogliono il vecchio Facebook. Vi segnalo alcuni gruppi che sono contro questa versione di Facebook:

Molte persone rivogliono il vecchio Facebook perchè del nuovo “NON CI CAPISCONO NULLA”. Proprio adesso che stavano cominciando a capire il funzionamento di Facebook, glielo cambiano. Poveri, mannaggia a faccialibro… La gente non capisce però che partecipare a questi gruppi, non serve veramente a nulla ed il rivolgersi a Facebook dicendo “Ma perchè avete cambiato la grafica?” è completamente inutile. Come se Facebook leggesse tutti i messaggi….

Invece, alla faccia di tutte le discussioni degli esperti del web 2.0 che si fanno nei blog: grafica, struttura delle informazioni, ergonomia, usabilità… e poi l’effetto è “NON CI CAPISCO NULLA”. Mah! Tra le modifiche in effetti ci sono alcuno poco condivisibili: è per esempio scomparso il collegamento a GRUPPI dalla Home e tanti non sanno dove trovarlo (Suggerimento: dalla barra, in basso a sinistra…)

Che spettacolo! La cosa infine significativa è che questi gruppi e queste lamentale vengono quasi esclusivamente da gruppi Italiani…

Web: 20 anni dalla rivoluzione

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Auguri World Wide Web. Sono passati 20 anni da quando il ricercatore britannico Tim Berners-Lee intervenne al CERN di Ginevra, dove lavorava, presentando un’idea destinata poi a rivoluzionare l’uso di internet e la comunicazione online in generale, allora ferma ancora ad applicazioni e servizi come la posta elettronica o i gruppi di discussione che giravano (e girano) sulla rete Usenet.

Il 13 marzo 1989 Berners-Lee propose di fatto un sistema che prevedeva l’utilizzo di ipertesti (ossia l’integrazione sulle pagine di collegamenti verso altri contenuti) per memorizzare e diffondere dati. Il tutto sfruttando un linguaggio di markup, l’HTML (Hypertext Markup Language). Due anni dopo arrivarono le prime prove con il primo browser ipertestuale (sviluppato come l’HTML anch’esso da Berners-Lee e battezzato WorldWideWeb) e venne messo online il primo sito web. Il tutto basato sul protocollo HTTP (Hypeterxt Transfer Protocol). Contemporaneamente arrivava su internet anche il protocollo Gopher, che ebbe meno fortuna.

Nel settembre scorso l’inventore brittanico ha lanciato la World Wide Web Foundation, una nuova fondazione focalizzata sull’estensione delle capacità del Web (che in questi anni si è enormemente sviluppato) e sul tentativo di portare effettivamente internet a tutte le persone del mondo.

Articolo via Computer World

IPhone: il 17 Marzo esce il firmware 3.0

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Apple IPhone firmware 3.0 - 17 marzo 2009La Apple ha comunicato che nell’evento del 17 marzo ci sarà il debutto del firmware iPhone OS 3.0. Sono passati circa 8 mesi dalla versione di OS 2.0, e 6 mesi, da quando Apple ha annunciato che si autoimponeva un termine per realizzare la gestione delle applicazioni in background

Ci saranno riusciti? la mancanza del copia e incolla sarà stata risolta? Avranno inserito altre cose alle quali non si può resistere?
Aspettiamo il 17 marzo alle ore 10 PST per scoprirlo!

Articolo via MobileCrunch

Punto e a capo.

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Ogni volta che mi trovo, o meglio mi ri-trovo, a scrivere il primo post del mio nuovo blog, sono sempre così imbarazzato che non mi vengono più parole, la tastiera sembra diventare rigida ed è difficile scrivere. Questo blog ri-nasce con la voglia di parlare di temi più web 2.0: social network, blogging, mobile, web marketing, wordpress e molto altro ancora. Di blog che parlano di questi argomenti ce ne sono molti, ma per me sarà un nuovo esercizio e sopratutto una sfida: affinare la mia tecnica , imparare a bloggare e archiviare tutto quello che durante il giorno trovo in rete.

Beh che dire, buona lettura, spero di non far troppo rumore. Punto e a capo.