in DIGITAL CULTURE

Essere, raccontarsi e condividere

Essere in rete è mostrarsi, raccontarsi e condividere informazioni reali, senza falsi nomi, finti profili o personalità diverse dalla realtà, trasportando se stessi ed il proprio essere in modo integro, coerente e sincero.

La rete non è solo uno strumento di comunicazione in cui si può esser diversi dalla vita reale. La rete è molto di più, è un prolungamento della vita reale in termini di memoria, relazioni, informazioni ed azioni.

Ma essere in rete non è semplice e secondo Callie Schweitzer, nel post “You are what you share” su Medium:

The internet is supposed to be a place where everyone can be themselves and find like-minded people. But what we’re seeing right now is a faux intimacy. We think we know people so much better because of the internet, and the information it puts at our fingertips, but we really know them less. We know only what they put out there about themselves. 

Praticamente, quando viviamo la rete  e condividiamo noi stessi non siamo completamente onesti e trasparenti e, spesso, la condivisione si trasforma in costruzione di un io diverso, alla ricerca di un’audience sempre maggiore. Anche Andrea Contino sottolinea che

…ci troviamo a dare un’immagine di noi stessi più vicina al socialmente condivisibile che alla realtà delle cose…

Lo spunto è interessante e la discussione che ne può scaturire è assolutamente attuale e allo stesso tempo difficile da affrontare, considerando che, secondo me, c’è ancora una forte mancanza di conoscenza delle potenzialità della rete e poca consapevolezza, al momento, della condivisione in rete da parte di molti.

Anche Luca De Biase, riprendendo il post di Andrea pone delle domande che fanno riflettere:

…quanto sono autentiche le persone che si presentano online? Quanto i loro racconti autobiografici sono coerenti, integri, sinceri? Quanto sono frenate e inibite nel caso debbano affrontare temi che coinvolgono il loro vero nome?…

Probabilmente ci vorrà tempo per rispondere a queste domande, capire se la rete può avere dinamiche diverse dalla vita reale o meno, cosa sia veramente la coerenza in rete e se la “necessaria mediazione” accennata da Andrea, sia veramente necessaria.

Io sono dell’idea che raccontare se stessi, realmente, per quello che siamo, le nostre preferenze e cosa pensiamo sia parte integrante di un cambiamento di cultura, di trasparenza e partecipazione, ancora alla fase iniziale, ma unica strada per un futuro prossimo.

Ringrazio Andrea, Luca e Pier Luca che, nei loro post e con le loro riflessioni, hanno stimolato ancora una volta un dibattito importante e difficile come questo. Consiglio la lettura e gli approfondimenti segnalati.

  • http://www.facebook.com/francesco.torce Francesco Torcè

    Per quel che mi riguarda io nel pubblicare uso dei filtri, ma non per dare un’immagine diversa di me, ma semplicemente così come mi comporto in maniera diversa a seconda del contesto e della compagnia, seconde me anche l’uso dei social richiede un tipo di comportamento. Quindi riprendendo il titolo della tua osservazione penso che sia giusto raccontarsi ma soprattutto penso sia importante essere ma con la consapevolezza che il condividere ha le sue regole, i suoi vantaggi e i suoi svantaggi quindi per me bisogna dare un’immagine reale di se ma con delle regole. Ovvio che queste regole non sono fisse per tutti ma sono soggettive, c’è chi non ha problemi ha condividere idee politiche o religiose o fatti molto personali, mentre per altri la linea di condivisione personale è molto più alta. In conclusione penso che l’ideale sarebbe profili veri ma con livelli di condivisione diversi, mentre la realtà purtroppo è piena di profili falsi/idealizzati con livelli di condivisione diversi.