Plenipo e l’EUDI Wallet: dare agli agenti AI un mandato invece dei pieni poteri

Domenica ho aperto Plenipo, la libreria con cui una persona autorizza un agente AI dal proprio EUDI Wallet con un mandato limitato e una banca lo verifica prima di muovere un euro. Sulla domanda da cui nasce, sul mandato come oggetto da firmare, sui 544 test e l’audit esterno che ancora manca, sulla sandbox dove Claude prova a pagare, e sul prossimo passo verso un telefono vero.

AlterEgo e l’interfaccia che scompare: l’intenzione diventa un confine da progettare

Al TED del 2019 Arnav Kapur mostrava AlterEgo, un adesivo sul collo che legge le parole pronunciate dentro di sé e risponde attraverso le ossa del cranio. Sulla scelta di leggere dal sistema nervoso volontario invece che dal cervello, sulla prima frase di Doug, e sul confine fra intenzione e segnale che, quando l’interfaccia scompare, qualcuno deve progettare.

Azienda agentica: gli otto strati da progettare prima dell’interfaccia

I grandi fornitori di software aziendale disegnano tutti la stessa torre: sistemi di registro in basso, contesto e agenti nel mezzo, un’interfaccia conversazionale in cima. Gli otto strati dell’azienda agentica letti dal basso, l’interfaccia che diventa una variabile, l’harness che i fornitori dichiarano incompleto, la domanda su chi possiede gli strati bassi, e il percorso con cui accompagno le aziende a costruire in casa contesto, regole e inferenza.

L’ontologia che ti lascia cancellare un ordine

Un semantic layer ti fa leggere l’azienda, un’ontologia operativa ti lascia agire su di essa. Un ingegnere ha distillato da Palantir Foundry quattro proprietà verificabili e ne ha pubblicato un’implementazione leggibile in una sera. Sul modello di dominio messo sopra i sistemi che non controlli, sulle regole che non stanno nel prompt, e sulle quattro dichiarazioni da chiedere a chi vende un’ontologia.

La dieta della finestra di contesto

Le finestre di contesto grandi hanno tolto un vincolo tecnico e ne hanno reso visibile un altro: il materiale irrilevante compete con quello che serve invece di essere scartato senza fatica. Sul riflesso di caricare tutto, sul criterio per decidere cosa entra in finestra, e sul test di rimozione che dice quale metà del contesto non sposta niente.

Le mascotte degli agenti AI e l’umanizzazione senza umani

OpenAI presenta Dots con una rana, un cuore e una nuvola col basco, Meta dà a Muse una creatura pelosa con le guance rosa, Manus lancia Cue con forme colorate dagli occhi a palla. Sui verbi umani che riempiono l’attesa della macchina, sul volto semplificato che non appartiene a nessuno, sulla tenerezza usata per chiedere permessi, e sulla distanza fra la docilità del personaggio e quello che l’agente può fare.

Tool, skill e MCP: prima si disegna l’organizzazione, poi l’agente

Tool, skill e MCP sono tre oggetti tecnici diversi, e la tabella che li separa è utile a chi scrive codice. Dentro un’azienda ognuno ha un gemello organizzativo che arriva prima: una procedura che qualcuno ha deciso, una delega di potere con una soglia, un confine fra sistemi che ha già un proprietario. Su come sono fatti davvero, su cosa succede quando il gemello manca, e su come il codice moltiplica il modello organizzativo che trova.