Designer e AI: cosa cambia con Claude Design e gli strumenti generativi del 2026

Il 17 aprile 2026 Anthropic ha lanciato Claude Design, e nello stesso giorno Figma ha perso il 7% in borsa. Lo strumento promette di trasformare prompt in prototipi funzionanti, decks e landing page. Il dibattito non riguarda più se l’AI cambierà il design, ma come ridefinirà ruoli, formazione, mestiere. La domanda di fondo: amplificazione o omologazione del lavoro creativo? 17 aprile 2026, Anthropic Labs annuncia Claude Design, un prodotto in research preview disponibile da subito agli abbonati Pro, Max, Team ed Enterprise. Il servizio genera design system completi, prototipi di siti web interattivi, presentazioni, one-pager e materiali marketing partendo da una conversazione, con la possibilità di esportare verso Canva, PDF, PPTX, HTML standalone, o di passare direttamente l’output a Claude […]

Guida definitiva a Claude Design: il design generativo AI-native di Anthropic

Claude Design è il nuovo prodotto di Anthropic Labs, disponibile dal 17 aprile 2026 in research preview, che porta la collaborazione con l’AI dentro il processo creativo visivo. Non è un generatore di componenti React come v0, non è un full-stack builder come Lovable, non è una beta design-first come Figma Make. È una superficie conversazionale dove si descrive cosa serve, Claude legge il design system del team dal codebase e dai file di brand, produce prototipi interattivi, mockup, slide, landing page, e l’utente rifinisce con commenti in linea, slider personalizzati, modifiche dirette sulla tela. Questa guida, con taglio operativo e orientato all’adozione reale, analizza in profondità cosa è stato rilasciato, come funziona il flusso creativo, quali input accetta, come […]

Guida definitiva a Claude Routines: automazioni cloud AI-native di Anthropic

Claude Routines è la nuova funzionalità di Anthropic che trasforma Claude Code in un sistema di automazioni cloud autonome, disponibile dal 14 aprile 2026 in research preview. Una Routine è una configurazione Claude Code salvata (prompt, repository, connettori) che viene eseguita automaticamente su infrastruttura gestita da Anthropic, attivata da schedule temporali, chiamate API o eventi GitHub, senza richiedere che il computer dell’utente resti acceso. Questa guida, con taglio tecnico e orientato all’operatività, analizza in profondità cosa è stato rilasciato, come si configura, quali trigger sono disponibili, come gestire permessi e connettori, quali scenari reali di utilizzo risultano più efficaci, quali sono i limiti attuali e i rischi operativi da tenere in considerazione. Il confronto finale con strumenti come GitHub Actions, […]

L’AI inizia ad immaginare il mondo

Negli ultimi mesi il termine world model è entrato con forza nel lessico dell’intelligenza artificiale. Ho già scritto altrove che cosa sia, perché se ne parli adesso e perché non vada confuso con l’ennesima etichetta passeggera: un world model è, in sostanza, un modello capace di simulare la dinamica di un ambiente, di prevederne l’evoluzione e di stimare come le azioni di un agente ne modifichino lo stato. Non si limita a classificare o a generare. Prova a costruire un simulatore interno del mondo, o di una sua porzione, per capire che cosa potrebbe accadere dopo. E qui è necessaria una riflessione, perchè sta arrivando quello di cui ho parlato spesso. Per anni abbiamo osservato l’AI eccellere nel linguaggio. Abbiamo […]

Il vero glitch dell’AI non è nel codice. È nel lessico del mercato.

Una soluzione che assomiglia a HubSpot, una che somiglia a YouTube ma fa video lezioni, una che è il clone di Instagram, e un’altra che replica un sistema di analytics tipo Google. Tutto nasce in poche ore con l’AI e, ormai, non stupisce più nessuno. Questo, di per sé, è già un fatto enorme. Riduce i tempi, abbassa il costo iniziale, rende concreta un’idea quasi subito e cambia profondamente il modo in cui si passa dall’intuizione a qualcosa di tangibile. Per chi lavora su prodotto, innovazione, venture building o validazione, non è un miglioramento incrementale ma uno spostamento reale delle dinamiche iniziali. Cambiano le logiche con cui si esplora, si testa, si racconta un’idea, e allo stesso tempo si aprono […]

LocalAI: la guida per costruire un ecosistema di AI privata, dagli LLM agli agenti con memoria

Per mesi ho visto ripetersi la stessa scena: entusiasmo enorme sull’AI generativa, proof-of-concept ovunque, e poi, quando arriva il momento di portare l’AI dentro processi reali, una domanda che taglia corto: “Dove vivono i dati?”. Subito dopo ne arriva un’altra: “Quanto ci costerà davvero?”. E subito dopo la terza: “Cosa succede se domani cambia un pricing, un accesso, una policy, un modello?”. È da questa triade (dati, costi, dipendenza) che nasce l’idea della guida su LocalAI. Non come esercizio tecnico, ma come scelta di architettura. E, in fondo, come scelta culturale: riportare l’intelligenza sotto il controllo di chi la usa. “Guida completa a LocalAI, LocalAGI e LocalRecall” è pensata per costruire un ecosistema di Intelligenza Artificiale privato su hardware consumer: […]

OpenClaw: la guida per costruire un assistente AI personale che agisce (e non solo risponde)

C’è un equivoco diffuso sull’AI: pensiamo che il suo destino naturale sia conversare. In realtà, la conversazione è solo l’interfaccia più comoda per comandare qualcosa. Il salto vero arriva quando quel “qualcosa” può agire: cercare, compilare, scrivere, organizzare, verificare, iterare. È il momento in cui smetti di chiedere “spiegami” e inizi a dire “fallo”. OpenClaw si colloca esattamente lì: non un chatbot, ma un assistente personale agentico progettato per eseguire task complessi interagendo con sistema operativo, browser e applicazioni. La guida nasce per raccontare questa differenza senza hype: cosa è, come funziona, come si installa, e soprattutto come si rende sicuro. Uno dei punti che chiarisco subito è la filosofia: OpenClaw non è un’interfaccia conversazionale fine a sé stessa. È […]

Pelle Digitale: quando il mondo diventa interfaccia e l’intelligenza diventa ambiente

Ci sono libri che nascono per spiegare una tecnologia. “Pelle Digitale” pubblicato con EGEA nasce per spiegare una condizione. Una nuova condizione dell’umano, che non riguarda solo chi “lavora nel tech”, ma chiunque viva in un ambiente sempre più intelligente, sensorizzato e predittivo. L’idea centrale è questa: stiamo entrando in un’era in cui l’intelligenza smette di essere un software che consultiamo e diventa un’atmosfera che respiriamo. Un’infrastruttura invisibile che collega sensori IoT, edge device, algoritmi e modelli in una rete globale. I dati diventano impulsi. Gli oggetti smettono di essere “cose” separate e diventano organi di un ecosistema più grande. In apertura del libro parlo di transizione profonda: non un upgrade, ma un cambio di paradigma. La tecnologia non si […]

Dal “perché” al “come”: tre libri per orientarsi tra pelle digitale, AI locale e agenti autonomi

Negli ultimi mesi ho lavorato su tre testi diversi, ma legati da un filo unico: capire cosa sta diventando il digitale quando smette di essere “uno schermo” e diventa ambiente, infrastruttura e, soprattutto, comportamento. “Pelle Digitale” prova a nominare il cambiamento (e le sue implicazioni umane). La guida su LocalAI spiega come costruire un ecosistema di AI privata e controllabile. La guida su OpenClaw porta tutto sul piano operativo: un assistente che non si limita a rispondere, ma agisce.   Negli ultimi mesi sono usciti tre miei lavori che, a prima vista, sembrano parlare a pubblici diversi: un saggio, due guide pratiche. In realtà, sono tre capitoli della stessa domanda: cosa succede quando la tecnologia smette di essere un “mezzo” […]

Pensare come uno scenziato (Scientific Mentality)

Ho lavorato negli ultimi mesi su un modulo che ho chiamato Pensare come uno scienziato. Non per fascinazione accademica, ma per una necessità operativa molto concreta: prendere decisioni più solide in contesti incerti e accelerati. La sensazione, osservando aziende molto diverse tra loro, è che il problema non sia la mancanza di intelligenza, né di esperienza. È la qualità del pensiero sotto pressione. L’accelerazione ha cambiato la struttura delle decisioni. I cicli sono più brevi, le interdipendenze aumentano, l’informazione è abbondante e disomogenea. Non è un tema teorico. Significa più decisioni in meno tempo, con più rumore intorno. In questo scenario la velocità diventa un valore, ma rischia di trasformarsi in una scorciatoia cognitiva. E quando la logica si indebolisce, […]