L’effetto Zuckerberg ed il fare impresa con le chiappe degli altri

E’ così che definisco già da un po’ di tempo il trend che si sta sviluppando e che si manifesta sempre più spesso. I più affetti sono i developer (ma non solo) e tutti quelli che, presi dall’embolo della 1 billion company, si lanciano in affermazioni tipo “ho una idea galattica, l’anti facebook, cerco chi ci mette i soldi e poi la sviluppo” o peggio ancora “mi è venuta una idea adesso ci faccio un’altra startup”. Fin qui, onestamente, non vedo nessun problema e trovo corretto che ognuno abbia le proprie iniziative, i propri sogni e progetti imprenditoriali in cui credere. Più che mai in un periodo storico in cui il digitale ha in qualche modo democratizzato la possibilità di fare nuovo business grazie a nuovi modelli, nuove professioni e tanto spazio ancora disponibile. Ma il tema è un altro.

Internet of Everything: dall’object graph all’experience graph

Internet è ovunque. Credo possa sembrare banale dirlo, ma è di fatto così. Sta “invadendo” relazioni, case, auto, città e sta entrando in qualsiasi cosa. E dicendo “cosa” non sto generalizzando. Sto effettivamente dicendo che le cose, gli oggetti, sono e saranno sempre più evoluti e connessi tanto da entrare nella vita e nelle relazioni di tutti i giorni in […]

L’utente al centro dell’esperienza dell’evento

Mi capita spesso, soprattutto in Italia appunto, che di ritorno da alcuni eventi io senta manifestare e condividere un alto livello insoddisfazione, un crescente livello di frustrazione derivante dal continuo malcontento e dell’esperienza vissuta non ne rimane nulla se non solo il ricordo dell’inefficienza organizzativa fatta di mal funzionamenti del wifi, poca disponibilità d’informazioni, livello di contenuto dei relatori non adeguato al costo o difficoltà nell’utilizzo dei servizi dell’evento grazie alla poca organizzazione della logistica.