Castel di Sangro sta a mille metri, in fondo all’Alto Sangro, dove l’Abruzzo si stringe tra i monti prima di sfiorare il Molise e il Lazio. Un paese piccolo, in movimento, che negli ultimi anni ho imparato a guardare in modo diverso: sport, turismo, cibo, ambiente, e una voglia di futuro che di solito non ti aspetti a quell’altitudine. Il 5 maggio 2026, qui, abbiamo costituito un’associazione. Si chiama VERSO, ed è culturale e civica, senza scopo di lucro, apartitica e aconfessionale. Ne sono il presidente.
Lo scrivo mentre lo penso, perché è una cosa a cui tengo e che vive fuori dal perimetro consueto di quello che faccio con l’AI e con le aziende. Eppure ci torna dentro più di quanto sembri.
Il nome tiene insieme tre cose
VERSO non lo leggo come una sigla. È una parola sola che ne contiene tre. C’è il verso come direzione, la scelta di andare da qualche parte invece di restare fermi. C’è il verso della poesia, l’unità di misura di ciò che si crea, la forma che diamo alle idee. E c’è il movimento, lo slancio di chi fa prima ancora di sapere esattamente dove arriverà. Le teniamo insieme tutte e tre, e il nome ci ricorda ogni giorno di non lasciarne cadere nessuna.
L’idea che sta sotto è semplice da dire e difficile da praticare. Vogliamo far circolare idee di valore in un territorio che di solito resta ai margini dei grandi circuiti culturali. Non portando la cultura da fuori come un pacco già confezionato, ma costruendola da dentro, con chi qui vive, lavora, studia, o è partito e ogni tanto torna.
Castel di Sangro non è uno sfondo
Il posto da cui parti cambia quello che puoi dire. Per anni la retorica dell’innovazione ci ha raccontato che conta solo essere connessi, che il luogo è un dettaglio superato dalla rete. Ho sempre pensato il contrario, e più lavoro con la tecnologia più me ne convinco. Il territorio non è la scenografia di VERSO, è la sua ragione. Un paese di montagna che si muove offre una lente diversa sulle stesse domande che discutiamo nelle grandi città, dall’AI al lavoro, dall’ambiente al modo in cui stiamo insieme.
Da qui guardiamo lontano, che è una frase che suona bene finché non provi a onorarla. Onorarla vuol dire selezionare, verificare, non accontentarsi. Nel nostro statuto abbiamo scritto che gli speaker li scegliamo e li accompagniamo, che i contenuti si fondano sui fatti, e che non c’è spazio per la promozione commerciale travestita da cultura né per la pseudoscienza. È lo stesso criterio con cui provo a scrivere e a lavorare da anni, e vederlo diventare la regola di un’associazione, non solo una mia fissazione, mi fa un certo effetto.
Un palco di idee, non di promozione
Il primo progetto ha già una data. Sabato 12 dicembre 2026 portiamo a Castel di Sangro il TEDxCastel Di Sangro, un evento indipendente organizzato su licenza ufficiale TEDx. Il territorio sarà la lente, non il tema: le idee nascono da un luogo reale e parlano a tutti, che è esattamente il rovescio di un evento cartolina.
Intorno al TEDx sta crescendo una famiglia di formati, alcuni già vivi, altri ancora traiettorie. Un nome elastico genera i suoi derivati, e così accanto a Verso il Festival trovano posto Versi sulla parola e la scrittura, Controverso sul confronto di idee, Universo sulle grandi domande di scienza e società, Inverso sulla cultura digitale e tecnologica, quella di smontare per capire e poi rimontare. C’è anche Verso Sport, perché in un paese così lo sport è infrastruttura di comunità prima che spettacolo, ed è un terreno su cui scrivo e lavoro da tempo con SportShift. Ogni formato è un modo diverso di stare al lavoro sulla stessa materia.
Ci ero già passato, quindici anni fa
Non è la prima volta che fondo e presiedo un’associazione. Nel 2010 era stata Indigeni Digitali, un network di persone che provavano a raccontare e abitare la rete quando la rete era ancora un territorio da esplorare. È rimasta nella mia storia, la trovate ancora tra le cose che ho fatto, e forse VERSO le somiglia più di quanto immaginassi quando ho firmato lo statuto.
La differenza è il momento. Allora la frontiera era entrare nel digitale, oggi è non farsi abitare passivamente dalle macchine, tenere una direzione mentre tutto accelera. Le competenze che porto qui sono le stesse che metto sui tavoli aziendali quando affianco chi deve decidere cosa fare con l’AI, raccontate nel mio lavoro di tutti i giorni: leggere segnali deboli, distinguere il valore dall’hype, trasformare un’intuizione in qualcosa che sta in piedi. Cambia il campo, non il mestiere. E un consiglio direttivo di tre persone radicate nel posto, con Bruno Murolo segretario e Gustavo Taglienti vicepresidente e tesoriere, tiene i piedi per terra molto meglio di quanto farei da solo.
Chi vuole salire su questo palco
VERSO esiste da poche settimane e ha già più cose da fare di quante braccia abbia. Si può diventare soci, si può proporre un talk o un laboratorio, si può semplicemente sostenere ciò che facciamo perché esista. Il modo più diretto per capire di cosa si tratta è il sito dell’associazione, dove trovate il manifesto, i formati e il modulo per scriverci.
Resta una domanda che mi porto dietro da quando abbiamo cominciato, e che non ho ancora chiuso: quante delle idee che circolano nelle grandi conferenze reggerebbero se dovessero nascere davvero da un luogo, con nome e cognome, invece che da nessun posto. A Castel di Sangro, dal 12 dicembre, proviamo a scoprirlo.
VERSO è un’associazione culturale e civica di Castel di Sangro (AQ). Il sito ufficiale è versoevents.it.