Perchè Parigi è più lontano del Sole.

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Gli altri dormono. Io e mio figlio ci troviamo a parlare nel silenzio, con la luce soffusa. Molte sere quando io sono ancora al lavoro, lui chiacchiera con la mamma prima di addormentarsi. Altre volte con me. Ci mettiamo nel letto e ci raccontiamo alcune cose, sussurrando, per non svegliare gli altri, prima di addormentarci. Cose serie, eh. Papino ti voglio bene fino alla luna. Mi dice vicino all’orecchio. E io fino al sole. Rispondo. Allora io fino a Parigi. Mi dice, dopo averci pensato un attimo. E perché, è più lontano del sole? Chiedo. Si Papà, perché la luna ed il sole io li vedo, e Parigi invece non so nemmeno dove sia. Perchè Parigi è più lontano del Sole. Dal suo punto di vista. Risposta che farebbe invidia ai filosofi, […]

L’advertising che verrà: real time, profilato, attivo e a conversione immediata

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Facebook acquisisce Wit.ai, una startup già presente in Y Combinator, fondata 18 mesi fa, con l’obiettivo di trasformare il linguaggio parlato in azioni. In poche parole, il sistema acquisisce uno stream audio, lo converte in testo attraverso un sistema di voice-to-text, trasforma le informazioni della conversazione in dati strutturati ed espone la struttura analizzata tramite API per permettere a sviluppatori di terze parti di integrare nuove funzionalità e dati. Ho già letto alcuni articoli, interviste e pareri online e nella maggior parte dei casi il focus della discussione verte sull’importanza della semplificazione per aziende e developer, attraverso API appunto, della possibile integrazione del riconoscimento vocale in applicazioni di terze parti. Anche dal mio punto vista questo aspetto è particolarmente rilevante, ma di piattaforme che stanno […]

2015: coraggio e sfrontatezza.

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2014. Un anno di crescita personale e professionale importante. Sicuramente un anno più silenzioso e maggiormente focalizzato rispetto ai precedenti anni: relazioni, tempo, obiettivi, progetti, connessioni, amicizie, pensieri. Tutto rivisto e tutto ancora in fase di cambiamento. Meno di tante cose, ma meglio di tutto il resto. Ottimismo, visione positiva e voglia di continuare a condividere quello che imparo ogni giorno, sono le cose che ho mantenuto intatte, anche grazie allo stimolo e ai feedback delle persone di cui quest’anno sono stato circondato e con le quali sto costruendo tanto. Non sto qui a fare buoni propositi perché tanto la velocità del contesto in cui viviamo ci porta a doverli rivedere costantemente. Negli ultimi anni per me è stato così. […]

These AppyDays are yours and mine (oh Happy Days)

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Ci siamo quasi. l’AppyDays sta per iniziare. L’emozione e la stanchezza, l’adrenalina e la preoccupazione dei preparativi dell’ultimo minuto si alternano velocemente. Mi sembra ieri che tutto è partito. Ora siamo alle ultime ore prima dell’inizio. Giovedi 25 Settembre inizia tutto. Domenica 28 finisce. Saranno 4 giorni intensissimi. Workshop, panel, idee, progetti ed hackathon. Aperitivi e musica in piazza. Tutto si svolgerà a Todi, una città che sembra sperduta nel cuore dell’Italia ma che contiene in se un clima, dei panorami e una qualità della vita eccezionale. In questi 4 giorni ospiterà l’AppyDays e sarà il palcoscenico di un forte confronto tra passato e futuro, storia di ieri e storia di oggi. Sarà il primo evento in grado di avvicinare tutti, dai bambini agli adulti, dai professionisti […]

Perchè Yo, un’applicazione stupida, e molte altre app simili no?

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Conoscete Yo!? Se ne parla molto in questi giorni (TC, Mashable e tanti altri anche in Italia Marco e Andrea). E’ una semplicissima App che ti permette di inviare una notifica “Yo!” ad un contatto telefonico. Un po’ lo squilletto di tanti anni fa, della serie “ti sto pensando” o “scendi” o “cala la pasta che sono sotto casa“. Insomma una applicazione stupida come l’hanno definita in molti. Yo! è una applicazione inutile, perchè dovrei installarla se posso fare lo stesso con Whatsapp, sms o altro? E questa è stata una delle frasi più ricorrenti che ho letto tra discussioni tecniche e “addetti ai lavori”. Anche TC ne ha scritto un post “Why A Stupid App Like Yo May Have Billion-Dollar Platform […]

Mia madre.

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Mia madre è quella che al suo esame di maturità, io c’ero, avevo poco meno di un anno, ma c’ero, e non perché si è diplomata tardi. Mia madre è quella che ha cresciuto me, mio fratello e mia sorella riuscendo a mantenere in alcuni momenti degli equilibri che nemmeno un equilibrista saprebbe fare meglio.

Il cliente NON ha sempre ragione. E non deve averla solo perché è il cliente.

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Caro cliente. Mi vieni a cercare tu, per avere un servizio, quando io nemmeno sapevo esistessi. Mi presenti il tuo progetto. In fondo, sei una ennesima app, già vista, ma vedo delle potenzialità nel tuo disegno. Ti ho fatto almeno 3 consulenze di qualche ora gratuite (scroccate a suon di “vediamoci per una chiacchierata per capire meglio”) durante le quali ti ho ribaltato il progetto in parecchie parti, senza avere nemmeno uno stralcio di firma ma pensando di poter instaurare un rapporto di fiducia…

L’effetto Zuckerberg ed il fare impresa con le chiappe degli altri

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E’ così che definisco già da un po’ di tempo il trend che si sta sviluppando e che si manifesta sempre più spesso. I più affetti sono i developer (ma non solo) e tutti quelli che, presi dall’embolo della 1 billion company, si lanciano in affermazioni tipo “ho una idea galattica, l’anti facebook, cerco chi ci mette i soldi e poi la sviluppo” o peggio ancora “mi è venuta una idea adesso ci faccio un’altra startup”. Fin qui, onestamente, non vedo nessun problema e trovo corretto che ognuno abbia le proprie iniziative, i propri sogni e progetti imprenditoriali in cui credere. Più che mai in un periodo storico in cui il digitale ha in qualche modo democratizzato la possibilità di fare nuovo business grazie a nuovi modelli, nuove professioni e tanto spazio ancora disponibile. Ma il tema è un altro.