Linkedin profile Facebook page Follow me on Twitter Follow me on Friendfeed Follow me on Instagr.am Follow me on Flickr View my Gallery Follow me on Tumblr Read my Feed RSS

Dove stanno andando le Location Based Applications?

by Fabio Lalli on 15 May 2010

Fino a poco tempo fa, se avessimo chiesto agli utenti della rete di condividere informazioni personali pubblicamente, avremmo ricevuto sguardi tra il diffidente ed il preoccupato e valanghe di domande improbabili riguardanti la sicurezza. Con il passare del tempo abbiamo assistito, prima con i blog e poi con i social network, ad una crescente pubblicazione di dati, contenuti personali e momenti di vita privata in rete. Oggi si può dire che siamo arrivati all’esplosione definitiva di quella che mi piace definire life sharing mania, ossia quella voglia irrefrenabile di condividere tutto con tutti. Gli utenti non sembrano più avere freni, preoccupazioni ed inibizioni relative alla propria privacy e alla sicurezza delle informazioni, dalle foto ai video, dai commenti alle relazione, fino alla posizione geografica, in real time.

Aziende e sviluppatori, intravista in questa tendenza la possibilità del raggiungimento dell’El Dorado tanto ricercato, hanno dato il via ad uno sviluppo esponenziale di applicazioni e servizi mobili di localizzazione (location base service o lbs). La posizione geografica è diventata la componente fondamentale di alcune applicazioni sociali di successo, come per esempio in Foursquare, Gowalla, Google Buzz e da poco tempo anche Twitter.

Foursquare, noto per il concetto del Check-In, permette di fare appunto il checkin (ossia dichiarare la presenza) all’arrivo in un determinato posto, di condividere il luogo in cui si è bevuto un caffè , la libreria preferita, la location di un evento, un ristorante, un appuntamento o il posto di lavoro, in cambio di punteggi e badge. Grazie a questi premi gli utenti acquistano notorietà e la condivisione della posizione e dei feedback genera la creazione naturale di nuove comunità basate su preferenze, gusti, età, sesso, interessi e zona geografica.

La mole dei dati raccolti da questi sistemi diventa sempre più importante, puntuale ed interessante in termini analisi ed utilizzo. L’idea di poter gestire tutte queste informazioni, dall’età agli interessi, dalla localizzazione alle relazioni sociali degli utenti, fa venire l’acquolina in bocca e fa bollire la testa a suon di idee e possibili applicazioni!

Il potenziale delle informazioni geolocalizzate è enorme e gli sviluppi che questa tecnologia può avere sono secondo me molteplici: pensiamo per esempio ai giochi di ruolo, qualcosa tra realtà aumentata e 3D in cui sono coinvolti gli altri giocatori sulla stessa strada e nella stessa partita, oppure applicazioni per organizzare incontri di networking con persone nella stessa zona senza aspettare l’aperitivo serale. Oggi per esempio, ci pensavo mentre ero in un locale, mi è venuto in mente il concetto del Check-outproposto come idea a FourSquare ) che permetterebbe di sapere, a seguito del Check-In, anche il tempo di permanenza in un determinato posto. Banalmente FourSquare dovrebbe implementare questo servizio e dare punti e badge agli utenti che effettuano anche l’uscita.

Nel breve periodo, grazie alle applicazioni già esistenti, alla presenza di telefoni cellulari e smartphone sempre più sofisticati, e alla durata della vita della batteria che consente di mantenere il GPS always-on, secondo me assisteremo a due tipi di crescite: la prima è relativa al numero di utilizzatori mentre  la seconda al numero di check in giornalieri (o anche check-out…). La crescita secondo me sarà piuttosto veloce e porterà ad un utilizzo “naturale” nei vari momenti della vita quotidiana, e non solo per divertimento come succede attualmente. I servizi mobili basati sulla localizzazione saranno uno strumento basilare non solo per la comunicazione, ma anche e soprattutto come supporto per gli utenti nella ricerca di persone, prodotti e servizi in modo puntuale e localizzato. Mi aspetto nel breve termine che sistemi di Social come Facebook e Twitter integrino nei loro sistemi la possibilità di geolocalizzare le informazioni.

Dal mio punto di vista il potenziale di questa tecnologia è così alto che un giorno tutte le applicazioni avranno la localizzazione integrata nativamente. Sono sicuro che assisteremo allo sviluppo frenetico di questo mercato e nei prossimi anni questo settore creerà moltissime opportunità, darà vita ad innovative forme di applicazione e sarà fonte di reddito per l’industria del software mobile.

Dobbiamo solo decidere di condividere ed utilizzare queste informazioni.

  • Pingback: Tweets that mention Dove stanno andando le Location Based Applications? | Fabio Lalli -- Topsy.com

  • Riccardo

    sono d’accordo …però voglio fare anche un po’ l’avvocato del diavolo raccontando un esperienza che ho vissuto in prima persona tempo fa. Prendo appuntamento con un amico, anch’esso iper tecnologico. Ma poco tempo prima dell’appuntamento mi dice che purtroppo non potrà essere presente, per cui disdice. Mi invita però a sentirci via “telematica” perchè si troverà in un luogo ben fornito e mi dice che dopo cena sarà completamente libero. L’argomento dell’incontro è anche piuttosto accattivante per entrambi. La sera non si fa sentire… ma il suo GPS e il suo amore peril social network lo tradisce… e così lo vedo su facebook mentre decanta un incontro con una persona, poi tutta la sera attivo in altre avventure.. mentre io incatenato con altri amici ( l’incontro era con più persone) a casa mia ad aspettare che la sua chat mi comunicasse..”ehi ci sono ..parliamo!” . Chiaramente in questo caso il “social always everywhere network” mi ha permesso di capire tante cose..ma che figura si è fatto il mio amicooooo, che ha perso decisamente punti in fiducia, stima e serietà??

    • http://www.fabiolalli.it Fabius

      ciao Richi, come al solito sei il mio lettore più attivo. Che dire… Grazie! Ti ringrazio per la tua risposta, è una riflessione molto interessante e l’altro ieri parlavo proprio della stessa cosa con un amico/collega, tanto che probabilmente ne scriverò un post. Ti dico come la penso.

      I Social Network, secondo me, generano un obbligo (culturale) di trasparenza e correttezza da parte di chi li usa attivamente come mezzo di comunicazione nei confronti di tutti (amici, moglie, famiglia, colleghi, clienti, relazioni del network…). Scrivere un post, cambiare uno status, commentare ed inviare tweet è molto delicato, poichè, essendo informazioni pubbliche (e broadcast) in rete sono quindi facilmente criticate e smentite in poco tempo.

      Immagina il caso 1: @caio scrive “Ho visto @tizio al Cafè Latino pochi minuti fa con una bella donna”, e pochi minuti prima @tizio aveva aggiornato il suo status con “Notte a tutti, vado a dormire, pessima giornata”. Tu avrai subito capito da queste due informazioni che @caio ha detto una bugia per stare con una tipa in un locale. Giusto?

      OK, ora leggi lo stesso caso ma con più informazioni di contesto: @tizio e @caio hanno discusso per una donna. @tizio scrive “Notte a tutti, vado a dormire, pessima giornata” e @caio scrive “Ho visto @tizio al Cafè Latino pochi minuti fa con una bella donna”. In questo caso come interpreteresti?

      C’è da tenere in considerazione che i Tweet, i post e gli status sono un informazione parziali e sintetiche, ed in quanto parziali e in quanto informazioni sono fraintendibile e comprensibili diversamente da persona a persona, soprattutto in assenza di informazioni di contesto.

      Quindi se da una parte i social network generano trasparenza, dall’altra c’è da tenere in considerazione che non tutto quello che viene scritto in 140 caratteri è banalmente interpretabile. Magari secondo me potresti cercare di capire se è giusto aver perso la stima per un tweet ;)

  • http://meemi.com/capobecchino capobecchino

    Sicuramente il tuo è un post interessante e ti dirò che con me sfondi una porta aperta.

    Sono uno di quelli che crede che “solo quello che non si fa, non si sa” … credo come te che il futuro sarà nell’informazione geolocalizzata, ed infatti anche noi ci stiamo muovendo in questa direzione.

    L’unica cosa su cui non concordo con te è il check out, tecnicamente servirebbe solo a determinate categorie di “player” discriminando cosi un servizio invece utile del “check in”

    Noi con meemi manualmente possiamo gia farlo, anche se essendo manuale per ora l’unico che lo fa con costanza sono io (altrimenti che boss sarei :P ), però con l’avvento dei vari client, ci sarà sicuramente questa funzione in automatico (per chi vorrà).

    Noi a differenza di FS possiamo geolocalizzare di tutto e quindi potremmo risultare più accattivanti da questo punto di vista ma vedremo.

    Ritornando invece all’esempio di Riccardo, volevo solo precisare una cosa che un SN bisogna intenderlo come una piazza, virtuale ma sempre una piazza, e quindi la fiducia è la stessa che abbiamo nella realtà.

  • http://www.fabiolalli.it Fabius

    Capobecchino, te l’ho sempre detto che tu e Meemi siete troppo avanti! Però non ho capito perchè il Check-out sarebbe discriminante. Io non sto dicendo di non fare il Check.In, sto dicendo di premiare anche il Check.out.

  • http://meemi.com/capobecchino capobecchino

    @Fabius

    cerco di spiegarmi meglio se riesco, il check in è utile perchè cosi si evidenziano i punti e puoi usarlo praticamente in tutte le parti, vai dal dottore (cosi io so che in quella strada ce sta un dottore che conosce Fabius, quindi mi fido), al ristorante, in un locale, in vacanza, a lavoro etc etc etc.

    Il check out invece non ti servirebbe dovunque, quindi a beneficiarne sarebbero solo chi ha un locale, che potrebbero beneficiarne per sapere a che ora è andato via un cliente.

    Un piccolissimo esempio ovviamente ;)

  • http://www.francescomellea.it/ francesco

    beh, sicuramente l’esperienza dell’amico di riccardo può far riflettere, essere troppo sprovveduti e comunicare a tutti la propria pozizione non è sempre un beneficio, però c’è da dire che le persone sui s.n. comunicano solo ciò che vogliono. le idee di check in e check out meritano mentre il check in si è capito subito come potrebbe essere sfruttato, il check out forse potebbe essere utile non solo per chi possiede un locale, forse magari anche in una realtà aziendale potebbe fruttare…

    tornando al check in gli usi che si potebbero fare in un social si perdono ad esempio uno carino:
    #private @fabiolalli allora ci sei per il caffe?

    #private si per me andrebbe bene nel pomeriggio alle 18, ma dove?

    #private posiz..bla.bla.. ti aspetto!

    CLICK su posiz…bla.bla… e ti porta la mamma se vuoi sul navigatore con il percorso :)

    una domanda per voi, io abito in un piccolo centro e non ho grandi nearby su buzz, voi che vivete in cità più affollate,
    cosa trovate sui vostri apparecchi? appuntamenti, pubblicità di locali?

  • http://www.fabiolalli.it Fabius

    @Francesco io sono a Roma e c’è pochissima gente…

  • Pingback: Il QR Code fa il Check-In su Foursquare | Fabio Lalli

  • Pingback: Location Based Services: non è solo una questione di Lat e Lng | Fabio Lalli // Innovazione

Previous post:

Next post: