Prompt-Chaining: tagliare (il prompt) l’elefante a pezzi e ragionare per passi

Negli ultimi mesi ho seguito e condiviso con attenzione il lavoro di ย Nicola Mattina, che attraverso l’implementazione del progetto #Serena (di cui vi parlerรฒ ancora), sta esplorando in modo sperimentale continuo lโ€™interazione uomo-macchina: il prompt chaining.

I suoi post, in particolare uno degli ultimi che riporto qui, mi hanno spinto a riflettere sul fatto che il prompt chaining non รจ solo una tecnica per โ€œistruire meglioโ€ lโ€™AI, ma puรฒ diventare una vera e propria architettura cognitiva. Un modo per strutturare il pensiero delle (e con le) macchine, in modo simile a come strutturiamo il nostro.

Da questo spunto nascono le seguenti righe che condivido qui sotto, ad integrazione del lavoro di Nicola, ossia una breve riflessione sulle potenzialitร  del prompt chaining, in particolare nella progettazione di contenuti educativi, ma con uno sguardo piรน ampio su cosa puรฒ rappresentare per chi, come molti di noi, lavora con strumenti generativi in contesti strategici o formativi.

Prima di tutto cosโ€™รจ il Prompt Chaining

In parole semplici, prompt chaining significa collegare insieme piรน prompt in sequenza, facendo sรฌ che lโ€™output di un prompt diventi lโ€™input del successivo . Invece di chiedere a un modello linguistico di svolgere un compito complesso tutto in una volta, lo si scompone in passi piรน piccoli e gestibili, rendendo piรน efficiente l’elaborazione, l’accuratezza ed il consumo sottostante che viene impiegato per elaborare la richiesta.

Per capirci, come succederebbe nella relazione umana, invece di dire ad un copywriter “Scrivimi l’articolo sull’AI” creando la condizione per cui l’interlocutore deve decidere a cosa dare prioritร , su quali argomenti soffermarsi e ottimizzare il tempo a disposizione, si chiede qualcosa di piรน specifico, piรน nel dettaglio, progressivamente sempre piรน in profonditร , raffinando il concetto.

Ogni prompt nella catena dei prompt si concentra su un sotto-compito specifico, mantenendo il contesto e guidando il modello passo dopo passo . Questo processo iterativo permette allโ€™AI di affrontare compiti complessi in modo piรน efficace, migliorando accuratezza e coerenza delle risposte .

“Eh, ma Chat รจ stupido…”

Quando mi sento dire “Eh ma Chat รจ stupido, mi risponde con testi banali“, spesso rispondo che รจ normale perchรจ cosicome esistono principi di LIFO, FIFO e via dicendo, nell’ai piรน che mai esiste anche il MIMO ossia Merd-In Merd-Out (o come direbbero i fighi Shit-in Shit Out).

Se chiediamo allโ€™AI di scrivere un intero report in un solo prompt, otterremo con molta probabilitร  un risultato superficiale, disorganizzato o incoerente. Perchรฉ? Perchรฉ il modello deve fare tutto in una volta sola: strutturare, scrivere, sintetizzare, scegliere prioritร , tono e contenuti, senza una guida chiara. รˆ come chiedere a qualcuno di cucinare una cena gourmet mentre corre una maratona. Serve ordine, energia e tempo โ€“ ma se tutto viene concentrato in un colpo solo, il risultato ne risente.

Con il prompt chaining, invece, possiamo scomporre il compito in step successivi. Prima chiediamo un elenco dei punti chiave, poi sviluppiamo ciascun punto in un paragrafo, infine rivediamo e affiniamo il testo. Ogni fase prepara la successiva, mantenendo un filo logico chiaro. Questo approccio non solo aiuta lโ€™IA a produrre contenuti migliori, ma ottimizza anche il modo in cui consuma le sue risorse.

Ogni interazione con un modello AI, infatti, utilizza dei token: piccole unitร  che rappresentano parole, punteggiatura e spazi. Ogni prompt e ogni risposta consumano token, e ogni modello ha un limite massimo oltre il quale inizia a โ€œdimenticareโ€ o a perdere contesto: รจ la cosiddetta finestra di contesto. Se proviamo a incastrare troppa roba in un solo prompt, superiamo questo limite e il modello rischia di produrre un risultato povero o scollegato.

Qui si nota una differenza concreta tra chi usa la versione Free di ChatGPT (basata su GPT-3.5, con un limite di circa 4.000 token, cioรจ poche pagine di testo complessivo) e chi ha attivato la versione Plus, che usa GPT-4-turbo, in grado di gestire fino a 128.000 token โ€“ lโ€™equivalente di un libro intero. Con GPT-4, quindi, possiamo costruire catene di prompt molto piรน lunghe, mantenendo la coerenza del discorso e una memoria estesa.

รˆ come viaggiare con unโ€™auto che ha un serbatoio piccolo (GPT-3.5) o con una che puรฒ contenere molta piรน benzina (GPT-4): entrambe ti portano a destinazione, ma nel primo caso dovrai fermarti spesso e ridurre il carico, nel secondo puoi affrontare tragitti piรน lunghi, con meno compromessi e migliori prestazioni.

Oltre lโ€™ingegneria dei prompt

Il prompt chaining non รจ solo un modo “furbo” di scrivere prompt, ma si avvicina a una forma di architettura cognitiva. In pratica stiamo progettando la struttura del ragionamento dellโ€™IA. Come un architetto progetta lโ€™organizzazione di un edificio, chi utilizza il prompt chaining progetta come lโ€™IA suddivide e affronta un problema. Ricorda il modo in cui noi umani affrontiamo compiti complessi: li dividiamo in step, li risolviamo uno per uno, e infine uniamo tutto. Allo stesso modo, il chaining fa sรฌ che il modello di AI โ€œpensi ad alta voceโ€ attraverso passaggi intermedi, mimando un processo cognitivo umano .

Non a caso, ricercatori e sviluppatori vedono queste catene di prompt come elementi di agenti AI piรน evoluti. In diversi studi e articoli si nota che aggiungere flussi di controllo interni come il prompt chaining ai modelli linguistici porta a una nuova generazione di โ€œagentiโ€ IA, capaci di ragionare e interagire in modo piรน strutturato . In altre parole, concatenare prompt รจ un modo per orchestrare la cognizione dellโ€™AI: stiamo dando al modello un percorso da seguire, un poโ€™ come una scaletta mentale. Questo approccio apre le porte a sistemi AI piรน affidabili e โ€œpensantiโ€, anzichรฉ limitarsi a mere scatole nere che sputano fuori una risposta senza farci capire il come e il perchรฉ.

Scomporre i problemi per soluzioni migliori

“Perchรฉ spezzettare un compito aiuta lโ€™AI a produrre risultati migliori?” mi chiedono spesso in aula. I motivi sono intuitivi. Innanzitutto, ogni parte del problema riceve attenzione dedicata: affrontando un passo alla volta, il modello puรฒ dedicare piรน risorse cognitive a ciascun aspetto, senza essere sopraffatto dalla complessitร  generale . Questo porta a risposte piรน complete e approfondite su ogni sotto-tema, migliorandone la qualitร  complessiva .

In secondo luogo, il prompt chaining aumenta la coerenza e il mantenimento del contesto: ogni prompt successivo eredita le informazioni dai precedenti, evitando che lโ€™AI โ€œdimentichiโ€ dettagli importanti lungo il percorso . Questo รจ cruciale, ad esempio, quando si crea una narrazione o un progetto articolato, perchรฉ garantisce che tutte le parti โ€œparlino la stessa linguaโ€ e si integrino bene.

Un altro vantaggio รจ la maggiore trasparenza del ragionamento. Richiedendo allโ€™AI di mostrare passo dopo passo il processo (ad esempio elencando ragionamenti o calcoli intermedi), diventa piรน facile per noi umani seguire il filo logico e capire come si รจ arrivati a una certa conclusione. Questa tracciabilitร  (tema che affronterรฒ in modo dedicato in un altro post) non solo aumenta la fiducia nellโ€™output โ€” possiamo vedere perchรฉ lโ€™AI suggerisce X invece di Y โ€” ma ci consente anche di individuare eventuali errori logici in itinere.

Infatti, suddividendo il problema, possiamo correggere il tiro a metร  strada se notiamo che lโ€™AI sta deviando: il chaining facilita lโ€™isolamento di quale passo ha generato un errore, semplificando interventi e debug. รˆ lo stesso principio su cui si basano i nuovi modelli di AI avanzati, come GPT-4 o Claude Opus, che stanno iniziando a integrare forme esplicite di reasoning interno, strutturato in catene di pensiero (chain-of-thought reasoning), per spiegare le decisioni che prendono. Il prompt chaining รจ oggi uno strumento manuale per ottenere ciรฒ che i modelli di domani inizieranno a fare da soli: pensare per passaggi visibili e controllabili (e quindi revisionabili).

Infine, questo approccio metodologico aiuta a mitigare i limiti pratici dei modelli. I modelli linguistici hanno una finestra di contesto limitata (una quantitร  massima di testo che possono gestire alla volta); fornire tutte le istruzioni in un unico prompt lungo puรฒ essere inefficace o impossibile. Con una catena di prompt, in sinstesi, si alimenta gradualmente lโ€™informazione restando nei limiti, senza perdere il contesto e allo stesso tempo, si riduce il rischio di allucinazioni fuori tema, mantenendo il modello concentrato su un sub-compito alla volta e reintegrando il contesto ad ogni passo.

Praticamente in questo modo abbiamo una AI sempre โ€œsul pezzoโ€ e le facciamo evitare divagazioni fantasiose.

Progettare un corso con lโ€™AI passo dopo passo

Per rendere concreto tutto questo, immaginiamo di utilizzare il prompt chaining per un compito manageriale comune: progettare un corso di formazione o creare contenuti didattici strutturati.

Invece di chiedere subito allโ€™AI โ€œScrivi il programma dettagliato di un corso su Xโ€, potremmo procedere per fasi:

  1. Definire lโ€™obiettivo e il pubblico: In un primo prompt, chiediamo al modello di delineare gli obiettivi formativi del corso X e di identificare il pubblico target (es. principianti, livello avanzato, ecc.). Questo stabilisce il contesto e la direzione generale.

  2. Creare un elenco di moduli/lezioni: Con gli obiettivi chiari, un secondo prompt potrebbe chiedere una struttura a moduli o lezioni chiave del corso. Lโ€™AI proporrร , ad esempio, 5-10 moduli tematici in sequenza logica.

  3. Dettagliare i contenuti di ciascun modulo: Per ogni modulo individuato, possiamo generare a catena un ulteriore prompt che ne chiede i dettagli: concetti da coprire, esempi pratici, esercitazioni o casi di studio da includere.

  4. Sviluppare materiali o approfondimenti: Una volta approvata la struttura, ulteriori prompt possono concentrarsi sulla creazione di contenuti specifici โ€“ ad esempio, โ€œGenera una dispensa introduttiva per il Modulo 1โ€ o โ€œSuggerisci 3 domande quiz per verificare lโ€™apprendimento nel Modulo 2โ€. Cosรฌ, gradualmente, si popola lโ€™intero corso.

  5. Revisione e rifinitura: Infine, si puรฒ usare un prompt conclusivo per fare un check generale, ad esempio โ€œRivedi il syllabus completo del corso e verifica che il linguaggio sia adatto a [pubblico target] e coerente in tutti i moduliโ€. Oppure chiedere un riepilogo executive da presentare al team.

Ad ogni passo, lโ€™output dellโ€™AI alimenta il passo successivo. Il risultato finale รจ molto piรน ricco e strutturato di quello ottenibile con un singolo prompt generico. Chi ha sperimentato questo approccio nota che โ€œpensare in catene, anzichรฉ tentare il colpo grosso con un solo prompt di quelli da fanta-guru-brillante, ha segnato un punto di svolta e ha raggiunto un goal in modo piรน precisoโ€ . In altre parole, il prompt chaining aiuta lโ€™AI a seguire un filo logico simile a come lo seguirebbe un istruttore umano, con il vantaggio di poter generare rapidamente contenuti per ogni punto del programma.

Questo approccio non รจ utile solo per corsi ovviamete: qualunque progetto che richieda output complessi e ben organizzati (dai piani strategici, alla stesura di rapporti articolati, fino alla ricerca di mercato) puรฒ trarre beneficio da una suddivisione in prompt sequenziali. Il bello รจ che il controllo rimane allโ€™utente umano: possiamo intervenire tra uno step e lโ€™altro, aggiustare il tiro o inserire input aggiuntivi, guidando lโ€™IA come faremmo con un collaboratore umano.

Ma non รจ lo stesso che chiedere โ€œapprofondisciโ€?

Una domanda legittima รจ: โ€œMa non รจ la stessa cosa di quando scrivo un prompt generico e poi chiedo allโ€™AI di approfondire o usare Deep Researchโ€. La risposta รจ no, non รจ la stessa cosa โ€” nรฉ per approccio, nรฉ per controllo, nรฉ per qualitร  del ragionamento.

Quando chiediamo a unโ€™AI โ€œapprofondisci questo puntoโ€ o โ€œfammi un elenco di motiviโ€, stiamo delegando completamente al modello la scelta di cosa approfondire, in che ordine e con quale criterio. Lโ€™AI fa del suo meglio in base al contesto ricevuto, ma decide lei come interpretare la richiesta e cosa restituire. รˆ un approccio reattivo, utile ma passivo.

Nel prompt chaining, invece, รจ lโ€™utente a guidare attivamente e intenzionalmente il processo: decide in anticipo i passi, li struttura in modo progressivo e ne controlla coerenza e profonditร . Ogni sotto-domanda รจ pensata come parte di un flusso, e lโ€™output di ciascun passaggio รจ validato prima di passare al successivo. In altre parole, il chaining costruisce un ragionamento architettato, mentre lโ€™approccio a โ€œprompt singolo + follow-upโ€ si limita a inseguire lโ€™output, senza reale regia.

Questo รจ il punto di contatto e insieme di differenziazione rispetto ai nuovi modelli con reasoning interno automatizzato, che iniziano a generare da soli le domande intermedie, gli step di verifica o gli scratchpad (una specie di taccuino mentale in cui โ€œannotanoโ€ i passaggi logici). In quel caso lโ€™AI sta simulando un flusso cognitivo autonomo, ma resta comunque opaco allโ€™utente se non viene esplicitato. Il prompt chaining, invece, porta alla luce il processo, lo rende trasparente, ispezionabile e โ€” cosa non da poco โ€” intervenibile.

Chiedere โ€œapprofondisciโ€ รจ come affidare un tema allโ€™AI e sperare che interpreti bene la traccia. Il prompt chaining รจ come costruire insieme allโ€™AI una scaletta, definire ogni paragrafo e correggere lungo il percorso. รˆ la differenza tra reattivitร  e progettualitร .

Strumenti e casi emergenti

Il concetto di prompt chaining si รจ diffuso cosรฌ rapidamente che sono nati strumenti e framework dedicati. La libreria open-source LangChain ne รจ un esempio e permette agli sviluppatori di creare facilmente pipeline di prompt collegate, integrando anche memoria esterna e chiamate a strumenti, per costruire agenti AI sofisticati. Esistono anche altre piattaforme piรน user friendly come Voiceflow e altre soluzioni no-code che offrono interfacce visuali per orchestrare conversazioni multi-turno e flussi di prompt, cosรฌ che anche chi non programma possa progettare lโ€™interazione step-by-step.

Allโ€™inizio del boom di ChatGPT, alcuni esperimenti come AutoGPT hanno mostrato il potenziale di unโ€™AI che autonomamente insegue un obiettivo tramite una sequenza di azioni e sottocompiti. In pratica AutoGPT crea i propri prompt in catena per raggiungere un fine assegnato, simulando un agente quasi โ€œautonomoโ€. Questi esempi, seppur embrionali, dimostrano la potenza dellโ€™idea: spezzando i problemi e pianificando i passi, lโ€™AI puรฒ affrontare anche compiti molto articolati. Non sorprende che aziende come OpenAI, Microsoft e altri stiano investendo in queste direzioni, integrando meccanismi di chaining e ragionamento nei loro sistemi .

Stiamo assistendo ai primi passi di una nuova orchestrazione cognitiva, dove lโ€™intelligenza artificiale non รจ piรน vincolata a rispondere istantaneamente a un singolo prompt, ma puรฒ elaborare un piano dโ€™azione interno prima di fornire la soluzione. Questo รจ un cambio di prospettiva entusiasmante, perchรฉ avvicina lโ€™operato dellโ€™AI a un processo decisionale piรน umano e strategico.

Perchรฉ oggi tutti dovrebbero interessarsene?

Da un punto di vista manageriale e business, il prompt chaining offre risultati piรน affidabili e raffinati dalle AI, il che puรฒ tradursi in decisioni migliori e contenuti di qualitร  superiore. Ad esempio, nei team di L&D (Learning & Development) o di content marketing, utilizzare lโ€™AI in modalitร  โ€œa catenaโ€ permette di sviluppare corsi, tutorial, documentazione o white paper in maniera organizzata e coerente, riducendo il lavoro di editing successivo. Si passa da unโ€™AI percepita come scatola magica imprevedibile a unโ€™AI vista come collaboratore logico: un assistente che segue un processo, su cui possiamo intervenire in itinere. Ciรฒ aumenta la fiducia nellโ€™utilizzo e ne amplifica il valore nellโ€™operativitร  quotidiana.

La trasparenza fornita dai passi intermedi รจ preziosa per la governance dellโ€™AI in azienda: poter spiegare come una macchina ha elaborato un output (grazie ai ragionamenti esposti nella chain) puรฒ essere fondamentale per conformitร , auditing o semplicemente per convincere gli stakeholder dellโ€™affidabilitร  di una soluzione AI. In ambito educativo o formativo, come giร  notato, lโ€™approccio step-by-step โ€œalla insegnanteโ€ migliora lโ€™attenzione ai dettagli e lโ€™efficacia pedagogica . Insomma, il prompt chaining unisce il pensiero analitico umano con la velocitร  di calcolo dellโ€™IA, offrendo il meglio di entrambi i mondi.

Verso un futuro di AI piรน โ€œumanaโ€

Il prompt chaining rappresenta uno step avanti: da semplici richieste isolate a una collaborazione piรน strutturata uomo-macchina. Questa metodologia deve farci notare che lโ€™AI puรฒ (e deve) essere guidata a pensare per passi, e che spesso la chiave per risultati straordinari sta nel porre le giuste domande nellโ€™ordine giusto. รˆ un campo in rapido sviluppo, con implicazioni che vanno oltre la tecnologia e toccano lโ€™organizzazione del lavoro e la progettazione di conoscenza.