Il cliente NON ha sempre ragione. E non deve averla solo perchรฉ รจ il cliente.

Caro cliente.

Mi vieni a cercare tu, per avere un servizio, quando io nemmeno sapevo esistessi. Mi presenti il tuo progetto. In fondo, sei un ennesimo progetto, giร  visto, ma vedo delle potenzialitร  nel tuo disegno.

Ti ho fatto piรนย consulenze di qualche ora gratuite (scroccate a suon di “vediamoci perย una chiacchierata per capire meglio“) durante le quali ti ho ribaltato il progetto in parecchie parti, senza avere nemmeno uno stralcio di firma maย pensando di poter instaurare un rapporto di fiducia.

Alla mia offerta formale, sufficientemente bassa visto il tuo piagnisteo “sono una startup, dobbiamo prendere ancora un investimento importante, ma stiamo trattando“, hai avuto la faccia tosta di chiedermi pure lo sconto. Ho accettato, da parte mia come investimento, visto l’interesse e le potenzialitร  del tuo progetto.

A metร  del percorso del progetto mi avvisi che vuoi bloccare i pagamenti e fermare temporaneamente le attivitร  “perchรฉ hai degli imprevisti e delle nuove esigenze“. Ti faccio notare che tutte le attivitร  pianificate fino a quel momento sono state rilasciate da noi puntualmente (e confermate anche dai tuoi riferimenti interni). Accetto tranquillamente la tua richiesta e la tua esigenza, traslando pagamenti e attivitร , seppure con possibili problemi per me di riallocazione delle risorse. Ti chiedo perรฒ di saldare almeno quanto erogato fino a quel momento.

Nello scambio di email ti irrigidisci, alludendo a futili motivazioni di progetto, volendo scaricare su di noi la motivazione del fermo. Cerco di chiamarti per chiarire e cercare di capire come riorganizzare. In una mail mi fai passare per invasivo e poco educato per l’insistenza delle telefonate, alle quali tra l’altro non hai mai risposto. Mi rispondi male alla mail, e mi offendi. Dovresti capire che spesso una telefonata alleggerisce toni, migliora la comunicazione ed รจ molto piรน pratica di mille inutili scambi di email frammentate.

Caro clienteย della generazione storica del “ti blocco i pagamenti” come leva strategica per far pesare il ruolo nel rapporto professionale alla prima incomprensione, devi capire che quella filosofia del “io sono il cliente e ho sempre ragione” รจ fuori luogo, non funziona piรน e piรน che mai se i rallentamenti al progetto sono i tuoi, dovresti avere almeno l’intelligenza di farti delle domande e capire che stai lavorando male. Ma non male nei miei confronti, ma del tuo business.

Dovrestiย capire inoltre che il rapporto cliente-fornitore, vista la tua richiesta di flessibilitร , di disponibilitร  di tempo e di risorse aggiuntive tra una telefonata e l’altra,ย dร  vita ad un rapporto diverso, una sortaย di partnership se vuoi, nella qualeย non si tratta piรน di erogare solo un servizio, ma condividere problemi e criticitร , conoscenza e tecnicismi, e magari un giorno anche rete e possibili opportunitร .

Se perรฒ quando ti pare siamo dei partner, e invece quando ti fa comodo sei il cliente, che ha sempre ragione, che blocca i pagamenti, che puรฒ fare l’offeso se esigo un pagamento senza disponibilitร  di replica da parte tua, se ti puoi permettere di offendermi gratuitamente, vedi, non lo trovo molto giusto e professionale, soprattutto se di solitoย sono il primo a prendermi la responsabilitร  se c’รจ un errore, se sbaglio,ย se c’รจ una mancanza o c’รจ bisogno di recuperare.

Ecco, dovresti capire ancora che il cliente NONย ha sempre ragione. E non deve averla solo perchรฉ รจ il cliente.

Adesso, la novitร  nel nostro rapporto รจ questa: seppure io sia il fornitore, e tu il cliente che ha sempre ragione, visti questi presupposti e questo tuo approccio, il progetto, a mio avviso, puรฒ ritenersi chiuso qui, senza rimorsi, senza indugi e con molta soddisfazione.

Io, non, ho, intenzione di lavorare con gente cosรฌ. Ciao.

#CertiClientiรจMeglioPerderli

Due etti di idee a portare via, grazie.

Questa mattina, come capita spesso, son partito allโ€™alba da Roma verso Milano. In treno, aperto il pc, ho iniziato a leggere le email ricevute questa notte. Ad un certo punto leggo una mail, dallโ€™oggetto โ€œOpportunitร โ€, che recita testualmente:

ย “Ciao Fabio, ho tutti grossi clienti. So che tu hai tante idee e sei sempre sul pezzo, vedi se ti viene in mente qualcosa da proporre. Se me ne mandi qualcuna per i miei clienti, le metto su due slide e ci vado a parlare. Ovviamente poi se parte la cosa ti attivo una nostra email”

Eh si, mi sembra un approccio perfetto: du’ etti de idee a portร  via, grazie.

Ora io mi domando a vorrei domandare alle persone che ragionano cosรฌ oggi:

  • se ho tante idee perchรฉ dovrei mandarle a te, e tu dovresti andare dal tuo cliente, con il tuo brand a proporle valorizzando cosรฌ solo te e non me?
  • perchรฉ non mi proponi di andare insieme? Penso che potrei valorizzarle anche di piรน quello che ho in mente e magari potrei contestualizzare meglio il tutto, conoscendo anche lโ€™interlocutore. Che ne dici?
  • non pensi che una idea, possa avere necessariamente bisogno di tempo per esser partorita e anche di studio, analisi e perchรจ no di un confronto per capire processi, problemi, criticitร , punti di forza?
  • non sarebbe meglio forse parlare di “hai per caso spunti o casi interessanti da cui prendere spunto”?
  • se si tratta di una opportunitร , come scrivi nell’oggetto, deve esserlo per tutti e due, fin dallโ€™inizio: il cliente e la sua esigenza + il tuo contatto e la tua competenza + la mia idea e la mia competenza, questa รจ lโ€™opportunitร  principale. Poi tu conoscerai la mia idea, io il tuo contatto, il tuo contatto me: e lโ€™opportunitร  รจ win per tutti.
  • ti รจ mai capitato di giocare al gioco del telefono? E se si, non hai imparato che il passaggio di parole con informazioni mancanti o non poca chiarezza, genera distorsioni e mostruositร ?
  • se non hai idee e non hai prodotti, in un mercato come questo, fortemente aggressivo e veloce, ma forse una domanda su di te, sulla tua azienda, sul tuo modo di aggiornarti ed il tuo vero business, dovresti anche fartela, no?
  • se non conosci il tuo cliente tanto da capirne le esigenze, individuare dei problemi da risolvere, avere la consapevolezza di cosa puoi migliorargli, ma tu nel rapporto che ci stai a fare, il link? No, non lo sei, sei piรน precisamente un referral link e lโ€™unico beneficio che porti รจ a te stesso.
  • non ti viene in mente che se io/noi siamo sempre sul pezzo, questo esser sempre aggiornati e freschi di idee abbia un costo ed un valore?
  • ma non pensi che una volta che hanno il mio nome e cognome, anche se io fingessi di lavorare con te, il buon santo google, potrebbe smentirci e farci fare una galattica figura di merda?
  • non pensi che sarebbe meglio mettersi a tavolino un secondo, capire โ€“ anche rapidamente โ€“ con chi vogliamo andare a parlare, individuare delle criticitร  e delle opportunitร  e andare con le idee chiare?
  • ti sei domandato cosa succede se dopo la presentazione non si concludesse nulla? Tu saresti comunque il suo contatto sempre sul pezzo e preparato, ed io il perfetto sconosciuto.
  • visto che mi chiedi di firmare anche un NDA per potermi dire chi รจ il cliente, ti dispiace se ti faccio firmare un NDA che ti blocchi dal poter vendere qualsiasi soluzione vicino alla mia idea?
  • pensi forse che io sia il genio della lampada che lo strofini quando vuoi e sforna desideri?

Personalmente ho sempre ritenuto che il network e la rete di contatti di una persona sia un enorme valore sul quale poter costruire anche delle opportunitร . Ma non รจ questo il modo di “usare” una rete di contatti e generare valore. E non si puรฒ esser alla ricerca di idee di business, dagli altri.

Questo approccio รจ il male del business, soprattutto in questo momento: venditori di servizi e prodotti di altri che, oltre ad un contatto, non mettono valore aggiunto ne per il cliente, ne per la relazione professionale, ne tanto meno economicamente. E’ un danno per tutti, รจ uno stratificare tempi e costi, senza valore aggiunto.

Le idee, la visione del mercato e la capacitร  di eseguire progetti, non puรฒ esser merce di scambio continuamente e non si puรฒ pretendere di svenderla solo perchรฉ โ€œtanto al cliente non ci arriviโ€ o โ€œse ci arrivi devi passare da meโ€.

Non abbiamo piรน la possibilitร  di continuare a lavorare in questo modo: il mercato richiede โ€“ e verifica โ€“ che ci sia trasparenza, disintermediazione, competenza, velocitร , aggiornamento e sperimentazione continua.

Al prossimo che mi chiede due etti di ย idee a portร  via, risponderรฒ โ€œChe faccio metto anche due fette di culo vicino allโ€™osso? Lascio, signรฒ?โ€

Consolidamento e fiducia: obiettivo 2013. #daje

Come ogni fine anno mi trovo a scrivere due righe di riflessioni, retrospettiva e prospettive per l’anno in arrivo.

Negli ultimi anni mi sono sempre dato degli obiettivi cercando sempre di sovradimensionarli un po’: sono dell’idea che gli obiettivi che uno si assegna, debbano sempre esser sia misurabili che raggiungibili, ma soprattutto debbano esser sempre leggermente piรน alti di quello che si รจ in grado di fare. E’ uno stimolo a fare di piรน, a guardare piรน lontano e spingere i propri limiti. Bisogna avere fiducia in quello che si fa e che si sa fare.ย 

Alla fine del 2011 mi ero dato come obiettivo personale quello di uscire dalla zona di comfort. Non avevo fatto mille programmi spaziali come gli anni precedenti: mi ero dato “semplicemente” come obiettivo una scelta di vita, un cambiamento che, volente o nolente, ha impatto su tutto. Famiglia compresa.

Cosรฌ รจ stato, obiettivo raggiunto in pieno.

Ho lasciato l’azienda per cui lavoravo. Ho interrotto quel percorso di carriera aziendale che stavo costruendo da 12 anni e che mi ha permesso di crescere professionalmente. Un percorso che mi ha dato un bagaglio di esperienza che non avrei potuto comprare o trovare da nessuna parte e che non posso rinnegare sia stato assolutamente fondamentale per tutto: relazioni, visione di mercati diversi, tecnologie e progetti completamente differenti e sempre stimolanti. Ho lasciato tutti quei benefits e quelle piccole-grandi garanzie che mi ero forse guadagnato e costruito negli anni e ho fatto il reset di tutto. Forse il piรน grande che abbia fatto ultimamente. L’ho fatto contrariamente a chi diceva che il momento storico economico non era opportuno e a chi mi diceva “sei un padre di famiglia non puoi prendere questo rischio“. Ma io credo fermamente nella scelta che ho fatto e credo che il momento sia stato quello giusto.

Il giorno in cui riconsegni badge, telefono, pc, macchina e tutto il resto, รจ un po’ come quando lo sceriffo riconsegna stelletta, pistola e distintivo. Esci dall’ufficio e devi ricominciare da zero, ma contestualmente, nel momento in cui valichi quella porta – in uscita – ti sale una adrenalina che spacca, ti sale al cervello la scintilla che accende tutto e dal quel momento sei pronto a spaccare il mondo.

Obiettivo raggiunto dicevo, ma non solo per la scelta in se e per se di lasciare tutto e partire, ma anche e soprattutto per i primi risultati raggiunti in pochi mesi e per quello che stiamoย costruendo con persone eccezionali come mio fratelloย Mirko,ย Lorenzoย eย Cristianoย e tutti quelli con cui condividiamo idee ed esperienze.

IQUIIย รจ partita, รจ piccola. Per adesso. Ma รจ snella, agile e si muove velocemente. E nel mercato in cui ci troviamo questa velocitร  รจ necessaria. Per adesso abbiamo piantato le basi e abbiamo semitato. Il 2012 รจ stato di avvio, di “startup” come va di moda dire adesso: ora nel 2013 ci aspetta la fase forse piรน dura, quella del consolidamento e della crescita. E dobbiamo crescere e fortificare quanto fatto, perchรจ vogliamo esser una azienda. Solida.

Ed ecco qui quindi il mio obiettivo di quest’anno: consolidare quanto fatto in questi anni e quanto strutturato negli ultimi mesi. Ma non solo. Il secondo obiettivo, parte del primo se vogliamo, รจ fiducia. Si, continuare ad avere fiducia e far si che il cambiamento che vogliamo arrivi.

Ci vuole una buona overdose di ottimismo, ma quello non mi manca e se posso, condivido anche questo.

Mi auguro che il 2013 sia di consolidamento e crescita anche per tutti quei progetti che son partiti nel 2012 e che seguo piรน o meno direttamente comeย Mangatar, wpXtreme, Flocker, SportSquare, Bisquits, Bookzinger, Reputekaย eย Intervistatoย ma ancheย ย Followgramย edย Indigeni Digitali. A tutti i loro fondatori e team un augurio special ed un in bocca al lupo enorme.

Auguri a tutti, e spaccate il 2013. #daje

Management 2.0

Qualche giorno fa sono stato contattato da una rivista per scambiare due chiacchiere sul tema del Management 2.0. Visto che l’articolo che verrร  pubblicato su imprenditori.it รจ stato mixato con altri interventi (tra i quali quello di Alessandro), vi riporto le domande che mi erano state poste e le risposte integrali.

Da cosa deve partire un’azienda che voglia passare a un modello di management 2.0?
Oggi, a mio avviso, per affrontare una azienda che vuole affrontare un cambiamento di questo tipo ed arrivare ad un management 2.0 deve necessariamente intraprendere un nuovo percorso di gestione e governo. Prima di pensare quindi ad un management 2.0 รจ fondamentale che l’azienda acquisisca la consapevolezza dell’importanza di una โ€œorganizzazione 2.0โ€ณ basata su:

  • visione etica, non solo scritta su un pezzo di carta o su una sito, ma applicata con coerenza anche nell’operativitร ;
  • velocitร  e flessibilitร  nel cambiamento continuo sia dal punto di vista dei ruoli che delle modalitร  operative. Modalitร  che richiedono una forte adattabilitร  dei sistemi informativi nei tempi di risposta che, oggi come oggi, devono esser sempre piรน rapidi e reattivi rispetto alle esigenze del business e ai cambiamenti del mercato, per supportare processi organizzativi in rapido cambiamento e spesso destrutturati;
  • collaborazione e capacitร  di stimolare una relazione e una partecipazione delle persone indipendentemente dagli schemi organizzativi e dalle gerarchie;
  • cultura della cocreazione e capacitร  di attrarre e coinvolgere nei processi di ri-definizione e creazione di prodotti e servizi attori esterni come clienti, partner e fornitori;
  • apertura al dialogo e trasparenza e spinta alla socialitร  nella comunicazione e nei rapporti sia on line che offline;
  • accessibilitร  alle informazioni e agli strumenti indipendentemente dalla localizzazione fisica e dagli orari di lavoro per i dipendenti ed i collaboratori;

Quali sono le soluzioni irrinunciabili da realizzare all’interno di un’azienda perchรฉ questa arrivi a essere gestita con modalitร  di leadership condivisa e con un passaggio piรน fluido delle informazioni da un settore a un altro?
Per costruire un modello di impresa 2.0, che trasformi l’azienda in una social organization, รจ necessaria l’applicazione di un nuovo paradigma che metta al centro le persone e le informazioni, che permetta a tutti di poter contribuire attraverso la condivisione di esperienze personali e professionali e permetta soprattutto di accedere alle informazioni in modo semplice, cosรฌ da creare una conoscenza condivisa e una valorizzazione del merito, delle competenze, del talento e della creativitร . Un modello di impresa che ambisce ad una leadership condivisa e che permetta una fruizione di informazioni in modo fluido e trasparente, deve svilupparsi su alcuni fattori chiave quali cultura, strategia, leadership, community management, contenuti, governance, strumenti, metriche, hr, learning comunicazione interna ed esterna e corporate responsibility. Per ottenere risultati, diventa necessario rivedere politiche e strumenti di comunicazione, di formazione, di change management, di relazione con gli stakeholder interni ed esterni. Lo sviluppo di strumenti di collaborazione, piattaforme di Enterprise2.0 e community management e possibili articolazioni del community management diventa, cosรฌ, prioritario. Possiamo riepilogare alcune soluzioni, aggregandole per 3 aree:

  • Soluzioni interne allโ€™organizzazione: le community fungono da hub e generano interazione, relazione, comunicazione e formazione all’ interno dell’azienda. Gli strumenti ideali sono quindi Intranet 2.0, Social network aziendali, Corporate blog, piattaforme di Social Learning, Collaboration tools
  • Soluzioni per la comunicazione all’esterno dellโ€™organizzazione: con lo sviluppo del marketing conversazionale e di relazione verso tutti gli stakeholder esterni all’azienda, รจ necessario impiantare strumenti di Social media monitoring, Brand Community, Social Innovation, CRM 2.0
  • Soluzioni strettamente legate ai processi di innovazione: in questo caso non ci sono a mio avviso strumenti specifici, ma iniziative che utilizzando gli strumenti e le soluzioni descritte nei punti precedenti, stimolino e facilitino all’ interno delle community – luogo principale della condivisione delle conoscenze e dellโ€™innovazione partecipata – lo sviluppo e la creazione di nuove idee e nuovi progetti.

Quale percorso fa, solitamente, una persona che entri in un’azienda dove si applica il management 2.0? Come viene โ€œallenataโ€ ad adattarsi a una organizzazione aziendale diversa dagli standard?
Secondo la mia esperienza, una persona che entra all’interno di una azienda che sta sviluppando un management 2.0 e ha con una radicata cultura organizzativa basata sulla partecipazione, trasparenza e trasversalitร , ha molti meno problemi di integrazione ed acquisizione di informazione rispetto ad altre aziende diversamente organizzate. L’allenamento e l’adattamento saranno molto piรน semplici poichรจ l’approccio 2.0 facilitร  il passaggio delle informazioni e rende le persone che entrano a far parte dell’organizzazione piรน responsabili e con un alto livello di accountability, maggiormente coinvolte dal punto di vista emotivo e professionale e con un forte senso di appartenenza. La diversitร  percepita al momento dell’ingresso, rispetto agli standard – se cosรฌ possiamo definirli – di altre aziende , verrร  modificata in poco tempo. Quella “diversitร ” percepita non sarร  piรน quella dell’azienda con un management 2.0, ma del resto delle aziende che verranno viste come poco innovative, meno coinvolgenti e con un ambiente meno gratificante.

Forum della Comunicazione Digitale 2011

Il 16 febbraio a Milano presso il Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari)ย si svolgerร  ilย Forum della Comunicazione Digitale e laย partecipazione รจ gratuita. L’evento, ideato ed organizzato da Comunicazione Italiana,ย รจ un appuntamento perย innovatori, top manager di imprese e pubblica amministrazione, tecnologi, comunicatori e ha l’obiettivo di fare network, creare opportunitร  di business e condividere know how.

Allo stesso tempo il Forum si pone lโ€™obiettivo di creare conversazione tra i protagonisti dellโ€™innovazione e i rappresentanti delle istituzioni, dei media, delle universitร  e delle associazioni al fine di promuovere lo sviluppo della comunicazione digitale per lo sviluppo del paese.

Durante l’evento ci sarร  anche una sessione di Ignite.

Io sarรฒ presente all’evento. Ci vediamo li. Se volete qui di seguito trovate il link al mio profilo sul sito Comunicazione Italiana.

Guarda il profilo

Indigeni Digitali

L’indigeno digitale, riprendendo in parte una frase trovata in rete (credo di Luca Sartoni) e riportata sul blog di Nicola Mattina, รจ colui che vive da sempre il digitale in tutti i suoi aspetti: crea le nuove applicazioni, testa e approfondisce nuove le nuove tecnologie, partecipa attivamente alla conversazione in Rete, diffida di un certo peloso marketing online, non si occupa di divulgare la conoscenza anche agli analogici perchรจ sono grandi abbastanza per sapersi arrangiare ma li aiuta se questi manifestano interesse. Un indigeno รจ un appassionato di tecnologie e mette a disposizione degli altri indigeni il proprio kwon how, le proprie capacitร  ed il proprio network.

Gliย Indigeni Digitali non sono un nuovo Linkedin nรฉ tanto meno un social network. E’ un gruppo di persone che voglionoย confrontarsi e condividere esperienze, casi di successo ed insuccesso, avere un parere tecnico e una soluzione in momenti critici e non, e bersi un bicchiere di vino dopo una giornata di lavoro chiacchierando di bit e byte in modo rilassato.

Indigeni Digitali ย รจ un iniziativa che ha l’obiettivo di generare un punto di incontro e di confronto tra professionisti e tecnici che vogliono interagire collaborare e creare opportunitร , sia online che offline.

L’idea degli Indigeni Digitali รจ nata in questi ultimi anni di lavoro, tra un gantt e un rilascio in produzione, tra un caffรจ e un sushi a pranzo, tra un aperitivo e una birra,ย ma soprattutto durante i vari confronti avuti con tutte le persone che ho incontrato sui vari progetti e che mi hanno permesso di maturare alcuni principi per me ormai fondamentali:ย il confronto, l’ascolto, la condivisione e la passione per la tecnologia e l’innovazione. Questi sono i principi di base degli Indigeni Digitali.

Se volete seguire ed entrare in contatto con gli indigeni, ecco alcuni link:

Scegliere di fare l’imprenditore con proprie idee di business

In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma “Posto di lavoro da dipendente o fare lโ€™imprenditore ?“. In effetti non รจ un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere giร  fatto un passo: chi si pone la domanda (imho) รจ una di quelle persone che sentono un fuoco, particolare, ardere dentro. Quel fuoco che fa continuamente pensare a come sarebbe la propria azienda, alle proprie idee, al modo in cui si potrebbe migliorare qualcosa di esistente o perchรฉ no inventare qualcosa di nuovo. Se non si ha questo fuoco difficilmente ci si pone questo tipo di domanda.

Lasciare un posto di lavoro รจ come dire lasciare la routine e la noia per la fantasia, lโ€™imprevedibilitร  e, perchรฉ no, il denaro e il successo. Allora, perchรฉ non provare? Ognuno di noi ha in mente la sua azienda ideale, un progetto che puรฒ essere supportato e pianificato, ma spesso la mancanza di coraggio e la non predisposizione al rischio, personale e/o di chi ci sta vicino, ci induce a temporeggiare, aspettare e ripensare fino ad arrivare al cedimentoย e lasciar spegnere quella fiamma e far passare il momento.

La scelta non รจ facile e prima di lanciarsi in una scelta credo sia essenziale conoscere se stessi, avere ben chiari i propri limiti, le proprie potenzialitร , sapere quanto siamo disposti a rischiare e avere focalizzato i propri obiettivi. E’ importante esser consapevoli dei rischi, ma anche dei benefici ai quali si va incontro. Bisogna avere le idee piรน chiare possibile e questo ovviamente non รจ facile. Mi vengono in mente alcuni punti fondamentali da tenere considerare prima di di partire con un progetto:

  • รจ necessario scegliere i mercati in modo mirato
  • รจ fondamentale conoscere i potenziali clienti
  • รจ impossibile procedere se non si conoscono i propri competitor
  • รจ importante saper posizionare la propria idea
  • รจ assurdo non sapere i vantaggi della propria idea rispetto alle altre
  • bisogna saper presentare, con enfasi ed entusiasmo, il proprio progetto

Per alcuni tipi di progetti รจ importante riuscire a trovare fin da subito finanziatori, imprenditori e aziende che credano nell’idea e nel progetto al fine di dare lo sprint iniziale che, senza capitali, stenterebbe a decollare o lo farebbe molto lentamente. In Italia รจ un problema molto sentito dalle piccole e medie imprese.

Negli ultimi anni, finalmente, cominciano ad esistere piazze ed eventi importanti per provare a far conoscere la propria idea. Recentemente ho assistito, via web, ad alcuni Working Capital di Telecom: ย un modo molto interessante di dare spazio alle idee, all’innovazione e far conoscere i progetti e le aziende. Ovviamente il suggerimento che ho dato al mio amico รจ stato proprio in questa direzione: preparare un progetto, presentarlo e far vedere di cosa si tratta. Anche se non si avranno risposte immediate, ritengo che saranno utili i feedback, gli spunti e i punti di debolezza che ne usciranno fuori. Questo sarร  un buon punto di partenza per affinare ancora di piรน il progetto nel quale si crede e partire.

Twitter e alcuni casi di Business

twitter-world - tutte le applicazioni nate da twitter e che hanno generato Business

Leggo sul blog diย  di Roberto Venturini, che seguo da un pรฒ di tempo, un articoloย  relativo al mondo di Twitter e tutto quello che ha generato.ย  L’articolo inizia cosรฌ:

Una delle caratteristiche piรน affascinanti di Internet รจ la sua capacitร  di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione… a condizione di sperimentare: รจ questo il caso di Twitter.

Mi succede una cosa strana: ogni volta che sento la parola Innovare, la mia attenzione sale alle stelle, se poi รจ abbinata a Microblogging e sistemi del web 2.0 diventa incontenibile la voglia di sapere, leggere e cercare. Comunque, torniamo a noi.

Anche se i sistemi di Microblogging, come ho giร  detto in altri post, vengono utilizzati principalmente per fini ludici e di passatempo, negli ultimi mesi, cosรฌ come per la maggior parte delle societร  nate nell’era del Web 2.0, l’attenzione si รจ focalizzata sul modello di Business e di come facciano a fare soldi.

utilizzati per informare i propri “amici” di ciรฒ che si fa o del proprio stato d’animo, lo strumento รจ stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicitร  d’uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l’attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all’innovazione nella comunicazione.

L’articolo di Venturini riporta 3 casi di successo:

  1. Twitter รจ stato utilizzato dalla NASA durante una raccolta di dati e opinioni sull’utilizzo dei soldi pubblici per missioni spaziali, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix
  2. Kogi รจ un fast food ambulante e vende un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles con due furgoni che seguono un itinerario di fermate prestabilito. Kogi ha utilizzato Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo.
  3. Wine Library รจ una azienda vinicola americana che vende online. Attraverso l’utilizzo di Twitter รจ riuscita ad attirare a costo zero ben 1800 nuovi clienti .

Cosa si puรฒ imparare da questi casi? Beh, sicuramente che l’utilizzo dei diversi e piรน o meno sofisticati canali di comunicazione puรฒ generare un rapporto duraturo e un interazione continua con il pubblico. Vi rimando all’articolo integrale

Microblogging for Business

Ritorno sul discorso del Microblogging giร  affrontato un paio di post fa, ma questa volta dal punto di vista della comunicazione aziendale.

Twitter consente ai suoi iscritti di postare piccoli messaggi, nella forma di ‘microblog’. Quello dei microblog รจ un fenomeno piuttosto recente, e per questo in grande espansione. Si puรฒ dire che il tutto sia iniziato proprio con Twitter: in origine era un sistema per far sapere a tutti i propri contatti cosa si stesse facendo in quel dato momento (quello che in Facebook รจ sostanzialmente la barra dello stato), poi il meccanismo ha subito un’evoluzione trasformandosi in un vero e proprio canale per pubblicare piccoli post (commenti, segnalazioni di fatti o eventi, auguri, consigli e via dicendo), generando appunto il concetto di microblog.

Il microblog ha sostanzialmente tre grandi caratteristiche: รจ di velocissima lettura, essendo appunto di dimensioni contenute; รจ di altissima frequenza di aggiornamento, anche piรน volte in una sola ora; non richiede un apposito lettore di feed, ma รจ sufficiente un instant messanger.

Le aziende possono utilizzare Twitter come un canale di pubbliche relazioni, ma devono essere consapevoli che cosรฌ facendo possono andare incontro a problemi sul versante della riservatezza e quindi della sicurezza. A sostenerlo รจ Gartner, che ha condotto uno studio sull’impiego da parte delle imprese di questo social network alternativo ai piรน tradizionali LinkedIn e Facebook, individuandone quattro forme diverse d’uso. Queste forme di utilizzo di Twitter hanno un impatto su diversi livelli:

  • Comunicazione: Molte imprese stanno giร  adottando Twitter come canale marketing o di pubbliche relazioni, rivela Gartner. Diversi sono gli esempi di aziende che su Twitter segnalano risultati, annunci, link a comunicati stampa o che rispondono a specifici commenti da parte di utenti o consumatori. Tuttavia Gartner avverte che questo particolare approccio deve essere usato con cautela, perchรฉ post poco interessanti potrebbero risultare piรน deleteri che utili all’immagine dell’azienda.
  • Reputazione: Altre imprese usano invece Twitter in una maniera piรน indiretta: evitando magari di parlare del proprio brand o dei propri prodotti, ma postando commenti o segnalazioni intelligenti e interessanti, cosรฌ da attrarre letture sui propri microblog e aumentando di fatto la propria reputazione.
  • Trasparenza e fiducia: Altre aziende ancora si servono di Twitter come piattaforma interna per comunicare cosa stanno facendo, i progetti in corso e le idee che stanno cercando di valutare. Ma Gartner non raccomanda di usare Twitter in questo mondo, โ€œperchรฉ non vi รจ alcuna garanzia di riservatezza e sicurezzaโ€.
  • Feedback: Infine, vi รจ una quarta forma in cui Twitter viene usato dalle imprese, riferisce Gartner, quella di collettore di piccole segnalazioni. Si tratta di un sistema per cogliere cosa stiano dicendo della propria azienda i clienti e i concorrenti. โ€œLe aziende piรน intelligenti usano queste piccole segnalazioni per anticipare l’insorgere di eventuali problemi o per raccogliere impressioni su nuovi prodottiโ€, sottolinea Gartner.

Jeffrey Mann, vice presidente per la ricerca di Gartner e autore del report ‘Four ways in which enterprises are using Twitter‘, segnala che qualsiasi sia il modo in cui un’impresa utilizza o intende utilizzare Twitter, โ€œdovrebbe regolamentarne l’uso da parte degli utenti per evitare problematiche legate alla riservatezza e alla sicurezzaโ€.

Secondo Mann, in generale l’utilizzo di Twitter deve sottostare a quegli stessi principi e regolamenti che in azienda guidano l’uso dei social network e dei forum web. โ€œSe le aziende non hanno ancora definito una policy per la partecipazione alle attivitร  sociali sul web, devono farlo il piรน velocemente possibileโ€, conclude l’analista di Gartner.

Stando a Gartner, concludendo, entro il 2011 il microblogging aziendale diventerร  una caratteristica standard per l’80% delle piattaforme sociali.