Ho tolto il visore, ma l’ombra รจ rimasta. Afterimage Mentale.

Ci sono esperienze che non ti accorgi di vivere fino a quando finiscono. Ti restano dentro come un riflesso, come un gesto che fai senza pensare. Ed in questo caso, il mio รจ stato semplice: alzare lo sguardo verso la parete del soggiorno alla mia destra, cercando il widget con le informazioni dei timer “pomodoro” che avevo messo li. Ma lรฌ non cโ€™era niente. E non perchรฉ fosse scomparso dal sistema. Semplicemente, non indossavo piรน il visore.

Uso Vision Pro da mesi, in realtร  ne ho due, come ho raccontato piรน volte. รˆ parte del mio quotidiano ormai. Non piรน solo per test o demo, ma per lavorare: scrivere, fare call, rivedere documenti, organizzare task, rispondere a mail, senza necessitร  di portare il mac, ma avendo la potenzialitร  di schermi, tutto intorno a me.

In questi ultimi giorni, con lโ€™aggiornamento a visionOS 26, ho voluto spingere lโ€™esperimento oltre. Ho โ€œarredatoโ€ il mio spazio domestico, nello specifico il mio studio, il soggiorno e lo spazio in veranda, con widget persistenti: elementi informativi digitali ancorati nello spazio reale. Orologi, cruscotti, alert di borsa, piccoli moduli API che si aggiornano in tempo reale che sto implementando per sperimentazioni. E soprattutto: posizionati con cura, in funzione della loro utilitร  (le note della spesa e della dieta, sul frigorifero sono una bomba atomica).

Integrazione di luci, ombre, materiali. Nessuna sensazione di intrusione. Solo presenza.

Poi, dopo due ore abbondanti (per adesso รจ il tempo che mi sono dato), ho tolto il visore. Ed รจ lรฌ che รจ successo qualcosa.

Quel gesto dello sguardo, istintivo, naturale, mi ha fatto capire che quei widget non erano solo overlay digitali. Non erano semplici โ€œfinestrine fluttuantiโ€. Erano diventati oggetti cognitivi. Parte del mio ambiente. Ancorati non solo al muro, ma alla mia memoria spaziale.

Il nostro cervello funziona cosรฌ: lega informazioni allo spazio. Ricordi dovโ€™รจ la chiave di casa, anche se non ci pensi. Ti muovi in un ambiente buio perchรฉ ne conosci la struttura. Allo stesso modo, inizi a sapere che quellโ€™informazione specifica, la prossima riunione, lโ€™andamento di un titolo, una nota lasciata a metร  sta lรฌ, in quel punto preciso dello spazio aumentato. E anche quando togli il visore, il cervello si aspetta che sia ancora lรฌ.

Quel momento non รจ stato un momento di confusione. รˆ stato un afterimage mentale.

Ci sono oggetti fisici che cerchiamo per abitudine. Il telecomando. Il telefono. Le chiavi. Ma quando non trovi un oggetto virtuale, la sensazione รจ diversa: non รจ perso, รจ stato rimosso. E se era ancorato al tuo spazio, รจ come se qualcuno lo avesse cancellato dalla realtร , ma ai la sensazione che sia rimasto un alone in quel punto.

Il paradosso รจ che piรน queste informazioni diventano persistenti, piรน diventano โ€œrealiโ€. E quando non ci sono piรน, non le percepisci come assenti. Le percepisci come mancanti. Come una lacuna nel mondo. Unโ€™assenza che ti destabilizza, anche solo per un attimo.

E allora ti accorgi che quello che chiamavamo โ€œdigitaleโ€ ha iniziato a lasciare ombre nel reale. Letteralmente.

In un contesto lavorativo, questi widget aumentano efficienza, chiarezza, focus. Ti danno un ambiente organizzato, dinamico, su misura e iperpersonalizzato. Nessuna interfaccia da aprire o chiudere: tutto รจ lรฌ, dove serve, quando serve. Una forma nuova di โ€œambient computingโ€, visiva e contestuale.

Ma cโ€™รจ unโ€™altra faccia della medaglia.

Lโ€™aumento continuo, se costante, se invisibile, rischia di diventare il nuovo default. E quando viene meno, il mondo torna nudo. Scarico. Lโ€™ambiente non รจ piรน neutro: รจ deprivato. Un poโ€™ come accendere una stanza con luce naturale e poi spegnere di colpo. Non รจ solo buio: รจ impoverimento percettivo.

E allora ti chiedi: quanto il reale รจ ancora sufficiente, se non รจ aumentato?

Per anni abbiamo parlato di disconnessione come antidoto alla sovraesposizione da schermo. Di detox digitale, di staccare. Ma ora il problema si sposta. Il vero tema non sarร  piรน โ€œstaccarsi dallo smartphoneโ€, ma dal layer.

Disconnettersi significherร  rinunciare a qualcosa che รจ dentro il nostro spazio. Che รจ diventato parte del nostro orientamento, della nostra organizzazione. Del nostro pensiero. E farlo non sarร  solo difficile. Sarร  controintuitivo.

Come spegnere la luce artificiale e scegliere di restare al buio. Sapendo che puoi riaccenderla in ogni momento.

Ecco perchรฉ il gesto che ho fatto, alzare lo sguardo verso un widget che non cโ€™era piรน, mi รจ rimasto addosso. Perchรฉ quel vuoto non era virtuale. Era reale. Era mio.

Stiamo vivendo un momento in cui lโ€™informazione non รจ piรน una cosa che andiamo a cercare. รˆ qualcosa che ci sta accanto. Che si materializza con noi, e per noi. E che in molti casi ci cerca e ci raggiunge. Ma quando ci abitueremo a un mondo cosรฌ aumentato, quanto sarร  difficile non aumentarlo?

E se il vero problema non sarร  piรน โ€œavere accessoโ€ alle informazioni, visto che saremo immersi e interagiremo con le informazioni anche senza volerlo, forse il punto vero di riflessione sarร  capire come saperle lasciare andare?

Il prossimo confine non sarร  la realtร  virtuale, ma la realtร  vuota. E dovremo imparare ad abitarla di nuovo. Anche solo per ricordarci comโ€™era, prima di essere aumentata.

Spatial Intelligence: l’immersivitร -tangibile tra AI e Robotica

La robotica sta vivendo una trasformazione radicale. E di questo forse ne abbiamo giร  preso coscienza ultimamente guardando diversi video di Boston Dynamics e similari, in cui robot quadrupedi o androidi bipedi fanno cose incredibili.

Nell’era della convergenza di diverse tecnologie, tema che ho raccontato nel libro Spatial Shift, ognuna delle evoluzioni tecnico-tecnologiche che stiamo vivendo influenza e potenzia altre tecnologie, abilitandole di nuove possibilitร . La convergenza dell’Intelligenza artificiale e della robotica, che prende il nome di “Spatial Intelligence” รจ forse quello che potenzialmente piรน spaventa e allo stesso tempo affascina per gli impatti che potrebbe avere sull’umanitร .

Investitori come Khosla Ventures, Andreessen Horowitz, e General Catalyst stanno supportando una serie di startup che sviluppano robot capaci di ragionamento avanzato e elaborazione dei dati visivi, a dimostrazione che l’interesse sul tema รจ giร  piuttosto avanzato e soprattutto di progetti in fase di sviluppo con risultati giร  validati ce ne sono.

La spatial intelligence permette ai robot di navigare e interagire con l’ambiente in modo piรน efficiente, migliorando la precisione e l’adattabilitร  nei compiti complessi, migliorare efficacia ed efficienza e soprattutto come questo segmento possa potenziare l’uomo veramente.

Evoluzione della robotica e della Spatial Intelligence

Fin dagli anni ’60, i robot sono stati utilizzati principalmente per compiti ripetitivi in ambienti controllati, dove la variabilitร  era minima. La mancanza di “intelligenza” limitava la capacitร  dei robot di adattarsi a situazioni inaspettate. Con l’avvento della spatial intelligence, la robotica sta passando ad una nuova generazione di macchine che possono percepire, vedere, prendere decisioni e agire in base agli obiettivi e all’ambiente circostante.

Questa evoluzione รจ paragonabile alla rivoluzione portata dagli smartphone, trasformando dispositivi semplici in strumenti potenti e versatili che hanno negli anni di fatto esteso le potenzialitร  del singolo utente.

Applicazioni della Spatial Intelligence

La spatial intelligence sta trovando giร  applicazione in numerosi ambiti e settori, nei quali, in modo piรน o meno impattante sta giร  ridefinendo il modo in cui i robot vengono utilizzati. Tra le aree piรน promettenti e nelle quali stanno giร  entrando capitali e investimenti ci sono:

  • logistica e automazione industriale: i robot dotati di spatial intelligence possono navigare autonomamente nei magazzini, identificare e raccogliere oggetti, e consegnare pacchi con una precisione incredibile. Startup come Waabi stanno sviluppando camion autonomi, mentre Vayu sta creando robot per la consegna dell’ultimo miglio che utilizzano piste ciclabili.
  • sanitร : in campo medico, i robot dotati di intelligenza spaziale possono assistere nelle procedure chirurgiche, fornendo supporto preciso e adattabile in tempo reale. Questo non solo migliora l’efficienza, ma riduce anche il rischio di errori umani e supporta il processo decisionale in determinati momenti, fortemente time critical. Un esempio innovativo รจ l’uso di robot che eseguono compiti come la sutura di ferite con precisione millimetrica.
  • agricoltura: Carbon Robotics utilizza laser intelligenti per eliminare le erbacce e piante infestanti nei campi, migliorando l’efficienza, riducendo l’uso di erbicidi, e mitigando l’impatto di utilizzo di componenti chimiche eccessive . Questa tecnologia giร  da tempo sta accelerando la gestione agricola, rendendola piรน sostenibile e produttiva
  • servizi di consegna: robot autonomi possono essere utilizzati per consegnare pacchi e cibo in ambienti urbani, adattandosi alle condizioni stradali e alle esigenze dei clienti in tempo reale Ovviamente sono solo primi esempi di ambiti in cui questa adozione รจ giร  avanzata ed i primi impatti sono giร  visibili.
  • superhuman: il potenziamento delle persone con gap, e non solo. La spatial intelligence ha il potenziale inoltre a mio avviso per supportare significativamente il potenziamento delle persone, specialmente quelle con handicap, malformazioni o menomazioni: protesi intelligenti: AI, robotica e sensoristica possono essere integrate in protesi avanzate che possono dotare la persona di una gamma di movimenti e funzioni molto piรน ampia rispetto alle protesi tradizionali e normali capacitร . Queste protesi, in grado di adattarsi dinamicamente all’ambiente, possono non solo migliorare l’autonomia e la qualitร  della vita delle persone, ma possono aumentarne le capacitร .
  • supporto alla mobilitร : esoscheletri e dispositivi di supporto alla mobilitร  dotati di spatial intelligence possono aiutare le persone con difficoltร  motorie a camminare e muoversi con maggiore sicurezza e autonomia. In questo caso dispositivi di questo tipo possono esser utilizzati per rilevare dinamicamente il contesto e adattarsi al terreno e alle superfici, prevenendo cadute e riducendo il rischio di incidenti interazione migliorata: La capacitร  dei robot di percepire e comprendere l’ambiente puรฒ essere utilizzata per sviluppare assistenti domestici intelligenti che aiutano le persone con disabilitร  a svolgere compiti quotidiani. Un esempio che gira in rete giร  da qualche mese รจ un assistente robotico che puรฒ aiutare preparare pasti, pulire la casa o ricordare appuntamenti importanti, erogare medicinali e supportare l’assistito nella gestione e pianificazione
  • riabilitazione e terapia: automi con spatial intelligence possono essere utilizzati in programmi di riabilitazione personalizzati, garantendo precisione e specificitร  di esercizi ed il monitoraggio dell’esecuzione e dei progressi in tempo reale. Questi sistemi possono adattare i programmi di riabilitazione in base alle esigenze individuali, modellare il piano in funzione del miglioramento del singolo utente, e accelerando il recupero e migliorando i risultati complessivi. Oltre al fatto che l’analisi del comportamento dei singoli puรฒ gradualmente creare la condizione di apprendimento progressivo dell’intelligenza stessa.
  • interfacciamento con mondo esterno: con l’avvento di dispositivi come i Vision Pro, dotati di telecamere avanzate, intelligenza artificiale e interfacce conversazionali, possiamo giร  immaginare un futuro (attuale) in cui le persone saranno dotate “vista aumentata”. Questi visori, in grado di interpretare ed interagire con informazioni in tempo reale, possono abilitare persone non vedenti o ipovedenti, a nuove possibilitร  di mobilitร , movimento nello spazio, assistenza e supporto.

Verso una Immersivitร -Tangibile

Nello shift spaziale, la Spatial Intelligence sta iniziando il processo di ridefinizione di quella che io chiamo la fase dell’Immersivitร -Tangibile. Questa integrazione perfetta tra i mondi fisico e digitale permette ai robot non solo di eseguire compiti complessi con precisione, ma anche di interagire con l’ambiente e le persone in modo intuitivo e naturale. Allo stesso tempo, le persone, potenziate da nuove tecnologie e immerse in un contesto aumentato grazie all’uso di sensori avanzati, AI ed estensioni robotiche, possono non solo connettersi a un livello di realtร  aumentata ma anche toccarla, sentirla e percepirla come reale. L’immersivitร -tangibile implica una trasformazione delle esperienze visive, cognitive e sensoriali.

Da un lato, l’esperienza visiva e cognitiva viene potenziata, permettendo alle persone di vedere dati e informazioni sovrapposte al mondo reale, facilitando una comprensione immediata e approfondita di ciรฒ che le circonda. Un esempio, giร  attuale, รจ quello di un chirurgo che puรฒ vedere proiezioni tridimensionali di immagini mediche direttamente sul paziente, migliorando la precisione e la sicurezza delle operazioni.

Dall’altro lato, l’aspetto tangibile e sensoriale rende questa immersione ancora piรน profonda. Grazie a tecnologie aptiche e feedback sensoriali avanzati, le persone possono percepire fisicamente la presenza e le caratteristiche degli oggetti virtuali. Immaginiamo di poter “toccare” un modello virtuale di un oggetto in fase di progettazione, sentire la sua superficie e consistenza. Questa combinazione di immersione visiva, cognitiva e sensoriale crea un’esperienza totale, dove il confine tra reale e virtuale si dissolve.

La tecnologia non รจ piรน solo uno strumento, ma diventa un’estensione del corpo e della mente umana, migliorando la capacitร  di percepire, creare, interagire e comprendere il mondo in modi che prima erano inimmaginabili. L’immersivitร -tangibile rappresenta quindi non solo un avanzamento tecnologico, ma una vera e propria evoluzione del modo in cui viviamo e percepiamo la realtร .

Futuro della Spatial Intelligence

Nei prossimi anni, considerata la velocitร  a cui stiamo viaggiando, mi aspetto di vedere una diffusione piรน ampia della Spatial Intelligence in molti settori. Innovazioni come l’integrazione con la realtร  aumentata e virtuale, nonchรฉ l’uso di reti neurali avanzate, guideranno ulteriormente questa evoluzione.

La combinazione di intelligenza artificiale, computing edge e 5G permetterร  ai robot di operare con maggiore efficienza e reattivitร , trasformando radicalmente il nostro modo di vivere e lavorare e per quanto brutto il pensiero possa sembrare, farci compagnia.

La spatial intelligence, oggi ancora tema poco noto, rappresenta senza dubbio in questa convergenza ed evoluzione un ulteriore frontiera evolutiva dell’uomo, e grazie alla sua capacitร  di combinare il mondo fisico, digitale e virtuale, si rivelerร  sempre piรน un elemento chiave per il futuro della robotica e delle tecnologie immersive.

Il futuro dell’Immersivitร  nello Sport: intervista in universitร  parlando di tecnologia, spatial computing e fan engagement

Nel mondo dello sport, le tecnologie immersive come la realtร  aumentata (AR) e la realtร  virtuale (VR) stanno rivoluzionando l’esperienza dei tifosi e l’ottimizzazione delle prestazioni degli atleti. Ho presentato qualche giorno fa il libro “Spatial Shift” che ho recentemente scritto, partecipando a un’intervista con un’universitร  per discutere del futuro dello sport e dell’immersivitร .

In questa intervista, che riporto, ho condiviso la mia visione su come queste tecnologie vengono sfruttate oggi nell’NBA, le loro potenzialitร  future e l’apertura delle societร  sportive all’adozione di queste innovazioni. Scopriamo insieme come AR e VR stanno trasformando il panorama sportivo e quali prospettive ci attendono. Ho anche annunciato la prossima uscita del libro “Sport Tech, una nuova era dello sport business e della trasformazione digitale.”

Come vengono sfruttate queste tecnologie al giorno d’oggi? C’รจ o ci sarร  secondo Lei un’apertura da parte di tutte le societร  sportive all’utilizzo di esse? Le nuove tecnologie, come la realtร  aumentata (AR) e la realtร  virtuale (VR), sono giร  ampiamente sfruttate nell’NBA per migliorare l’esperienza dei tifosi e ottimizzare le performance dei giocatori. Le applicazioni includono la trasmissione di partite in VR per una visione immersiva (da punti in cui sono situate camere 360), l’uso di sensori e analisi avanzate per monitorare e migliorare le prestazioni degli atleti (ed i cui dati sono poi utilizzati per ambiti di simulazione immersiva), e la creazione di contenuti interattivi per i social media che coinvolgono i fan in modo piรน profondo (AI, Video Recognition, Image Recognition). Credo fermamente che tutte le societร  sportive seguiranno questa tendenza, poichรฉ l’adozione di queste tecnologie puรฒ offrire vantaggi competitivi significativi, sia in termini di ingaggio del pubblico che di miglioramento delle prestazioni sportive e diventerร  una condizione necessaria anche di sopravvivenza a tendere in termini di possibili forme di ricavo.

Come si possono coinvolgere sempre piรน emotivamente le persone rispetto ad una partita live vista con i propri occhi? Per coinvolgere emotivamente le persone in modo paragonabile a una partita live, le tecnologie immersive come la VR possono giocare un ruolo cruciale. Offrendo esperienze che replicano la sensazione di essere presenti fisicamente all’evento, si puรฒ creare un legame emotivo piรน forte. Ad esempio, trasmettere le partite in VR permetterร  ai tifosi di vivere l’emozione del gioco da diverse prospettive, come se fossero seduti a bordo campo. L’uso di AR per fornire statistiche in tempo reale, replay e angolazioni esclusive arricchisce l’esperienza visiva e mantiene l’attenzione del pubblico. Il tutto poi deve esser sempre corredato di servizi a valore aggiunto, come loyalty, reward e accesso ad esclusivitร  differenziante. Se prima del covid il fisico era ormai commodity ed il digitale l’opportunitร  derivante dalla novitร , ora stiamo vivendo un processo inverso in cui il digitale รจ l’elemento di commodity in cui avvengono naturalmente fruizioni, interazioni e servizi all’utente con contenuti esclusivi per il digitale, ed il fisico รจ la componente dell’esperienza in cui viene creato un valore unico e raro per l’utente.

Come si possono “convincere” le persone scettiche a provare ad indossare un visore per provare un’esperienza immersiva del genere? Per convincere le persone scettiche a provare i visori VR, รจ fondamentale offrire dimostrazioni gratuite e esperienze pilota che mostrino chiaramente i vantaggi di queste tecnologie. Questo nella fase educativa, senza dubbio. Eventi promozionali in cui i tifosi possono sperimentare la VR senza costi iniziali potrebbero essere molto efficaci. Dopodichรฉ, passata la fase di evangelizzazione, l’utilizzo di testimonianze di celebritร  e atleti che raccontano le loro esperienze positive attraverso l’uso dell’extended reality, possono aumentare l’interesse e ridurre le riserve. Non c’รจ dubbio che per migliorare l’esperienza ed accelerare poi l’adozione del visore ci siano tre condizioni che devono verificarsi nello stesso momento (e ci siamo quasi)

  • ergonomia, semplicitร  d’uso e user experience del device
  • abbattimento del prezzo dei device consumer per la massa
  • creazione di contenuto esclusivo e unico fruibile da device (come sta facendo AppleTV con MLS e contenuti solo visibili in vision pro)

Secondo Lei siamo solo all’inizio, o giร  con quello che accade in NBA siamo ad un buon punto rispetto all’utilizzo di a.r. e v.r. in campo sportivo? Ritengo che siamo ancora agli inizi di un lungo percorso evolutivo nell’uso della AR e VR nello sport e delle nuove tecnologie convergenti (AI e Blockchain incluse). Sebbene l’NBA stia facendo passi significativi nell’adozione di queste tecnologie, sia per temi di cultura, budget e approccio, c’รจ ancora un ampio margine per l’innovazione e la diffusione. Le possibilitร  offerte dal computing spaziale e dall’intelligenza artificiale, come discusso nel mio libro, promettono di trasformare ulteriormente l’esperienza sportiva e di renderla sempre piรน coinvolgente e personalizzata oltre che generare nuove opportunitร  per brand e partner in termini di forme di nuova monetizzazione.

Secondo Lei i visori quando potranno cominciare ad essere accessibili ai piรน in termini di prezzo e di “comoditร ” d’utilizzo? Prevedo che i visori VR diventeranno accessibili al grande pubblico nei prossimi 3-5 anni. La rapida evoluzione tecnologica e la competizione tra i produttori stanno giร  portando a una riduzione dei costi e a miglioramenti significativi nella comoditร  d’uso. La miniaturizzazione dei componenti, l’aumento della durata della batteria e il miglioramento dell’ergonomia sono tutti fattori che contribuiranno a rendere questi dispositivi piรน attraenti e accessibili. L’avvento del Vision pro ha accelerato giร  il contesto di competizione: se da una parte Meta ha iniziato ad adeguare ed evolvere il proprio sistema operativo nella direzione introdotta da Apple con lo Spatial Computing, dall’altra altri competitor di device hardware hanno capito che diminuzione della dimensione, l’integrazione di sensori, camere e display e la progettazione ergonomica per creare accessibilitร  e inclusivitร  sono elementi progettuali necessari.

Molte persone si rifiutano di provare la realtร  virtuale solo perchรฉ devono indossare un caschetto, quindi i visori anche se diventeranno sempre piรน piccoli e accessibili potranno sostituire gli smartphone? O le persone si rifiuteranno perchรฉ si tratta di “indossare” qualcosa sulla propria testa? รˆ vero che molte persone sono riluttanti a indossare un caschetto VR ed in generale per persone sono poco predisposte a modificare il proprio visus se non hanno una reale necessitร  (problemi di vista per capirci…). Con il continuo miglioramento del design e la riduzione delle dimensioni dei visori, ritengo che questa resistenza diminuirร  trasformando il visore da maschera / caschetto ad occhiale, indossabile tutti i giorni (esattamente la strada che sta facendo Meta e Luxottica). Anche se i visori VR potrebbero non sostituire completamente gli smartphone, diventeranno probabilmente un complemento importante per determinate esperienze immersive che non possono essere replicate su uno schermo piatto. La chiave sarร  offrire valore aggiunto che giustifichi l’uso di un dispositivo indossabile, in determinate circostanze. Sono dell’idea che non avremo mai un uso costante di un occhiale in testa, ma utilizzi specifici e fortemente contestualizzate e caratterizzanti in cui saremo ben predisposti a farlo.

Attualmente negli sport, da parte delle societร  รจ piรน utilizzata la realtร  aumentata o la realtร  virtuale? Attualmente, la realtร  aumentata รจ piรน utilizzata rispetto alla realtร  virtuale, soprattutto per le sue applicazioni immediate e facilmente integrabili nelle trasmissioni televisive e nelle app mobili o nei siti internet attraverso la WebAR. La AR รจ utilizzata per sovrapporre grafici, statistiche e replay durante le partite, o per mostrare asset tridimensionali e contestualizzati nello spazio fisico, migliorando l’esperienza visiva senza la necessitร  di attrezzature speciali. La VR sta guadagnando terreno, soprattutto per le esperienze immersive, simulazioni e allenamenti degli atleti.

Nel calcio l’utilizzo di queste tecnologie รจ ancora un miraggio? L’utilizzo della v.r. nella finale di Copa Amรฉrica รจ un approccio o gli esperimenti attualmente si fermeranno a quella partita? Nel calcio, l’adozione delle tecnologie AR e VR sta crescendo. L’uso della VR nella finale di Copa Amรฉrica rappresenta un passo importante verso l’integrazione di queste tecnologie, ma รจ ancora in fase sperimentale. Ritengo che con i successi iniziali e il feedback positivi di queste inizaitive, si creerร  l’effetto “follower” e vedremo un’adozione piรน ampia e sistematica nel prossimo futuro, non solo limitata a eventi singoli ma integrata regolarmente nelle competizioni sportive. Il tema dei diritti da sbloccare รจ in corso, e questo sarร  inoltre un abbattimento enorme di barriere.

In quanto tempo si potrebbe arrivare all’utilizzo totale di queste tecnologie in tutti gli sport? L’adozione totale di AR e VR in tutti gli sport potrebbe avvenire entro i prossimi 5-10 anni. Questo dipenderร  dall’evoluzione tecnologica, dalla riduzione dei costi e dall’accettazione da parte del pubblico e degli atleti. Man mano che le tecnologie diventano piรน avanzate e accessibili, e i benefici diventano piรน evidenti, la loro integrazione nei vari sport diventerร  inevitabile. Questa รจ una valutazione “lineare” ma non ho dubbi sul fatto che potremmo vedere una accelerazione di adozione come successo con il mobile.

Potrebbero capitare casi in futuro di spettatori presenti solo virtualmente allo stadio e non fisicamente? รˆ plausibile e a mio avviso inevitabile, che in futuro vedremo spettatori che partecipano agli eventi sportivi esclusivamente tramite realtร  virtuale. Questo permetterร  ai fan (e non solo) di tutto il mondo di “essere presenti” a una partita senza dover viaggiare, offrendo un’esperienza simile a quella dal vivo, permettendo l’estensione del business per il brand e le opportunitร  di coinvolgere una nuova utenza. L’esperienza fisica – quella di andare allo stadio – manterrร  sempre un fascino unico e anzi, il ruolo di esclusivitร  / raritร  di posti e unicitร , renderร  il fisico ancora piรน attraente e probabilmente vedremo un’integrazione di entrambe le modalitร , fisica e virtuale, per soddisfare le diverse esigenze e preferenze dei tifosi.

La convergenza: AI, Blockchain e Spatial Computing

Stiamo vivendo un momento di convergenza senza precedenti tra intelligenza artificiale (AI), blockchain e spatial computing, una trasformazione che promette di ridefinire i processi in molti settori, influenzando la trasparenza, la sicurezza e l’efficienza in tempi brevi.

Recentemente ho avuto modo di approfondire un paper pubblicato dall’AI & Blockchain Convergences Task Force in collaborazione con esperti internazionali del settore. Questo studio esamina in dettaglio come queste tecnologie stiano convergendo e offre una panoramica delle implicazioni per il futuro. I razionali del lavoro includono unโ€™analisi approfondita degli sviluppi tecnologici e delle loro applicazioni reali, con contributi di vari esperti come Mariana de la Roche, Erwin Voloder, e altri professionisti provenienti da organizzazioni come Cheqd, Hyperledger Foundation e UNJSPF.

Questi esperti hanno unito le loro competenze per delineare un quadro chiaro di come l’integrazione di AI e blockchain possa rivoluzionare vari settori.

Anche nel mio libro Spatial Shift, ho esplorato come la convergenza tecnologica stia trasformando il nostro mondo, e ho trovato molteplici punti di contatto con quanto trattato nel paper. Innanzitutto, la combinazione di AI e blockchain crea un nuovo paradigma nella gestione dei dati, noto come “dataconomy“. La Blockchain offre una piattaforma sicura e immutabile per la gestione dei dati, garantendo che i dati utilizzati dagli algoritmi di AI siano autentici e di alta qualitร . Questo approccio migliora la trasparenza e l’integritร  dei dati, affrontando problemi di accesso e sicurezza.

La decentralizzazione offerta dalla blockchain potrร  ridurre i bias nei modelli di AI, distribuendo il controllo e le decisioni su una rete di nodi piuttosto che concentrarle in un’unica entitร . Questo aumenterร  la sicurezza e la trasparenza dei processi decisionali, rendendo l’AI piรน equa e affidabile. Inoltre, l’addestramento distribuito dei modelli di AI su una rete blockchain permette di accelerare i tempi di elaborazione e migliorare l’efficienza dei modelli su larga scala. La decentralizzazione del calcolo distribuisce il carico su piรน nodi, riducendo i colli di bottiglia e migliorando la scalabilitร  dei modelli di AI.

Gli smart contracts basati su blockchain possono automatizzare la gestione del consenso e la revoca dell’accesso ai dati. Questi contratti intelligenti potranno (e possono giร ) garantire che i dati vengano utilizzati solo per gli scopi autorizzati, aumentando la fiducia degli utenti e rispettando la privacy. Inoltre, l’AI migliora la sicurezza delle reti blockchain monitorando e rilevando comportamenti anomali in tempo reale. Questo permetterร  di prevenire attivitร  fraudolente come hacking e riciclaggio di denaro, garantendo la protezione delle risorse digitali.

La convergenza di AI, blockchain e spatial computing sta trasformando anche le esperienze di realtร  mista (Mixed Reality, MR). L’AI crea ambienti virtuali piรน realistici e interattivi in tempo reale attraverso la sua capacitร  generativa e predittiva, mentre la blockchain gestisce la proprietร  e le transazioni di asset digitali, assicurando autenticitร  e tracciabilitร . Questa combinazione renderร  sempre piรน le esperienze di MR coinvolgenti e sicure, permettendo agli utenti di interagire in modo naturale e protetto.

L’integrazione di AI e blockchain sarร  inoltre il boost di miglioramento alla sostenibilitร  e l’autenticitร  delle operazioni in vari settori. Per esempio, nella gestione delle catene di approvvigionamento, l’AI potrร  prevedere le complessitร  logistiche, mentre la blockchain garantirร  la trasparenza e l’autenticitร  dei prodotti, promuovendo pratiche sostenibili e responsabili. Un esempio pratico che ho trattato nel libro riguarda il settore agricolo, dove la blockchain sarร  la base su cui tracciare l’intero ciclo di vita di un prodotto agricolo, dall’origine alla tavola del consumatore, mentre l’AI puรฒ ottimizzare la gestione delle risorse e prevedere le condizioni meteorologiche per migliorare la resa delle colture e lo spatial computing sarร  l’elemento di visualizzazione immersiva.

Nel campo della sanitร , la blockchain, giร  oggi utilizzata in alcuni progetti, potrร  gestire le credenziali digitali portatili dei pazienti, mantenendo la loro storia medica sicura e sotto il controllo del paziente. L’IA potrร  invece analizzare questi dati per prevedere tendenze di salute o epidemie, mentre la blockchain assicurerร  che i dati rimangano immutabili e tracciabili. Nel mio libro, discuto anche di un caso studio in cui un sistema basato su blockchain e AI ha migliorato la gestione delle malattie croniche, permettendo ai pazienti di condividere i propri dati con i ricercatori in cambio di incentivi sotto forma di token, promuovendo cosรฌ la ricerca medica senza compromettere la privacy.

La convergenza di queste tecnologie si sta estendendo a diversi settori, tra cui anche quello finanziario, dove l’AI verrร  sempre piรน utilizzata per creare strategie di trading automatizzate e personalizzate, di asset allocation, di analisi dinamica dei parametri finanziari, mentre la blockchain assicurerร  a tutte le transazioni la trasparenza e la verificabilitร . Questo non solo migliorerร  l’efficienza, ma ridurrร  anche il rischio di frodi e manipolazioni ed introdurrร  modalitร  nuove per lo sviluppo degli investimenti.

Infine, uno dei temi piรน discussi ultimamente – e attualmente fuori hype – trattati nel paper รจ l’applicazione delle tecnologie convergenti nel contesto del metaverso. L’IA come giร  visto in una fase ancora immatura sar utilizzata per creare avatar realistici e ambienti interattivi, mentre la blockchain garantirร  che gli asset digitali all’interno del metaverso siano autentici, posseduti dagli utenti, realmente visualizzati in un determinato contesto e garantirร  inoltre la veridicitร  delle informazioni a cui l’utente sarร  esposto in termini di sollecitazioni visive. Questo apre una nuova strada a nuove forme di interazione sociale e economica, in cui gli utenti potranno possedere, scambiare e monetizzare beni digitali, ma soprattutto “collegare” alla realtร  un layer virtuale sicuro e trasparente, e condivisibile.

Questa convergenza tecnologica non solo sta rendendo le esperienze digitali piรน coinvolgenti e sicure, ma sta mettendo le basi per promuovere una fase nuovo del web (il “famoso” web3) e un ambiente di sviluppo e utilizzo piรน inclusivo e collaborativo.

L’integrazione di AI, blockchain e spatial computing sta costruendo le fondamenta per un futuro in cui il digitale, il fisico e il virtuale si fondono armoniosamente, offrendo soluzioni innovative e sostenibili per le sfide globali.

Per approfondire questi temi e capire come queste tecnologie stanno rivoluzionando il nostro mondo, vi invito a leggere il mio libro Spatial Shift, disponibile su Amazon.

SPATIAL SHIFT : La convergenza tecnologica di Computing, Mixed Reality, Artificial Intelligence e Blockchain

Quando nel 2007 Steve Jobs presentรฒ al mondo l’iPhone, pochi potevano immaginare l’impatto rivoluzionario che questo dispositivo avrebbe avuto sulle nostre vite. In quel momento storico, non solo assistevamo alla nascita di un nuovo prodotto, ma eravamo testimoni dell’alba di un’era completamente nuova: l’era dello smartphone, un’epoca in cui la tecnologia mobile avrebbe ridefinito il modo in cui comunichiamo, ci connettiamo, lavoriamo, giochiamo e viviamo.

Oggi, mentre scrivo queste righe, sento un senso di dรฉjร  vu, una sensazione che lโ€™”iPhone moment” sta per arrivare di nuovo, ma per una tecnologia diversa, o forse meglio, per una convergenza di diverse tecnologie che stanno arrivando ad una fase di maturitร , tutte nello stesso momento. Forse come non รจ mai successo in modo cosรฌ impattante. Un momento che sta preparando il terreno per una trasformazione altrettanto monumentale e che appunto non riguarda solo una tecnologia come successe con il mobile, ma riguarda lโ€™intelligenza artificiale, la blockchain, la mixed reality e diverse altre tecnologie come la sensoristica, la connettivitร  e che stanno definendo la nuova fase di internet.

Una fase che viene battezzata come web3 e che porta internet dal bidimensionale (2D) al tridimensionale (3D) integrando in questo processo di transizione una serie di nuovi paradigmi legati allโ€™ownership delle informazioni, la decentralizzazione, lโ€™intelligenza artificiale ed una nuova capacitร  computazionale e capacitร  di interazione.

Il cambiamento introdotto da questa convergenza tecnologica e lo sviluppo di nuovi dispositivi che stanno entrando sul mercato stanno consentendo la crescita di un altro trend che prende il nome di Spatial Computing. Il computing spaziale, con la sua promessa di unire il mondo fisico e quello virtuale in un continuum senza percezione di discontinuitร , insieme all’AI che offre capacitร  di comprensione, previsione e personalizzazione a livelli prima inimmaginabili, rappresenta un ulteriore cambio di paradigma nellโ€™interazione uomo-macchina.

Stiamo percorrendo la strada che ci porterร  a un futuro in cui lโ€™estensione della realtร  diventerร  la norma, i nostri ambienti di vita e di lavoro saranno arricchiti da informazioni e interazioni virtuali, rendendo la nostra quotidianitร  piรน connessa, intuitiva e piรน avanzata tecnologicamente e potenzialmente piรน umana. Lโ€™impatto che queste tecnologie potranno avere, in particolare lo Spatial Computing, sulla societร  moderna รจ enorme ed abbraccia non solo la sfera personale ed empatica, ma anche quella professionale e la sua efficacia ed efficienza. Se da una parte avremo accesso ad informazioni in una modalitร  nuova, dallโ€™altra avremo strumenti di interazione, nuove forme di apprendimento e di lavoro.

Se il pensiero, mentre si leggono queste prime righe di libro, รจ che il mondo stia andando verso un contesto distopico in cui avremo permanentemente un casco in testa o una maschera sul volto, come nelle visioni fantascientifiche di serie Tv e film iconici come Black mirror o Ready Player One, beh no, lo dico subito, non credo in questo tipo mondo. Ma soprattutto lo spero dal piรน profondo del cuore.

Il motivo per cui ho deciso di scrivere questo libro, e di cui ringrazio #Egea per la fiducia, “Spatial Shift, la convergenza tecnologica di Computing, Mixed Reality, Artificial Intelligence e Blockchain“, nasce da una convinzione profonda che il momento che stiamo vivendo รจ un punto di svolta per la nostra societร , paragonabile appunto all’uscita dell’iPhone e lo sviluppo degli smartphone nella direzione come la conosciamo oggi.

La recente introduzione di dispositivi come il Vision Pro, l’aggiornamento del Quest 3 e lโ€™evoluzione di altri dispositivi e smart glass, insieme agli sviluppi nell’intelligenza artificiale generativa, stanno alimentando un hype ed un entusiasmo che non vedevamo da anni nel settore tecnologico. Tuttavia, questo entusiasmo non รจ infondato; รจ il preludio a un cambiamento epocale nel modo in cui interagiamo con le informazioni, gli ambienti e tra di noi.

Il percorso che ho fatto in questi anni e che mi ha portato a scrivere questo libro รจ stato tanto personale quanto professionale. Negli ultimi anni, ho avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con persone brillanti nellโ€™ambito del design, della user Experience e dello sviluppo di nuove tecnologie, collaborando con aziende, progetti ed eventi che spingevano i confini del possibile, nel loro ambito, sempre al limite. Ho visto da vicino cosa significa progettare progetti di mixed reality in contesti ed industrie differenti, tra successi incredibili e le sfide impreviste che hanno portato anche al fallimento di progetti che apparentemente sembrano eterni. Ho inoltre avuto modo di sperimentar l’entusiasmo di vedere un progetto passare da un’idea su carta a un’applicazione reale e poi vedere lโ€™impatto che questo ha avuto sulle persone, sul come interagiscono con il mondo intorno a loro e come sono cambiate alcune abitudini.

Quando recentemente poi ho avuto modo di provare due nuovi strumenti Quest3, VisionPro e trovarmi a sperimentare con sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa in modo diretto, mi sono reso conto che esisteva un vuoto. Mancava un testo che da una parte esplorasse le potenzialitร  tecniche e le applicazioni del computing spaziale e dell’AI, ma che considerasse anche le implicazioni piรน ampie di queste tecnologie, tra modalitร  di progettazione e riflessioni piรน etiche.

Come questo Spatial Shift influenzerร  il nostro modo di vivere, di pensare, di relazionarci? Quali sfide progettuali, tecniche, etiche e sociali dobbiamo anticipare e affrontare? E, forse piรน pressante di tutto, come possiamo assicurarci che queste tecnologie siano utilizzate in modo corretto nel suo complesso, piuttosto che trasformarci in esseri completamente isolati e assuefatti da stimoli digitali e virtuali?

Queste domande mi hanno stimolato nella ricerca e la stesura di questo libro. Ho voluto creare una testo che fosse una prima guida ed un punto di partenza per coloro che sono nuovi a questi concetti, e anche una punto di unione di diversi concetti per coloro che, come me, sono immersi in questi temi da anni.

Spatial Shift, la convergenza tecnologica di Computing, Mixed Reality, Artificial Intelligence e Blockchain” non รจ quindi solo un titolo; รจ una dichiarazione d’intenti. In queste pagine, esploreremo insieme un poโ€™ di storia della realtร  aumentata, la convergenza tecnologica che ci ha portato fino ad oggi, termini, contesti e ambiti in cui lo spatial computing e lโ€™intelligenza non sono (e non saranno) solo strumenti nelle nostre mani, ma fondamenti di una nuova realtร . In modo non del tutto esteso, anche perchรฉ siamo allโ€™inizio di questo viaggio, vedremo come queste tecnologie potranno avere un impatto trasformativo in diverse industrie, dalla sanitร  all’educazione, dal retail all’intrattenimento, e di come stiano riscrivendo le regole del gioco in termini di interazione umana, produttivitร  e creativitร .

Attraverso questo libro, mi auguro di trasmettere non solo la conoscenza e la comprensione di queste potenti tecnologie, ma anche di ispirare una riflessione su come possiamo utilizzarle per creare un futuro in cui la tecnologia arricchisce le nostre vite senza sopraffarle. Un futuro in cui la convergenza tra il mondo fisico e quello digitale ci porta a nuove altezze di innovazione e intimitร  umana, senza perdere di vista i valori che ci rendono veramente umani.

Benvenuti in un viaggio verso il futuro.

Per acquistarlo

Ilย VisionProย รจ il secondo device dopo l’Iphone ad avermi stupito

La penso cosรฌ, come Altman. Lo dico da Dicembre quando ho avuto modo di provarlo la prima volta: ilย #VisionProย รจ il secondo device dopo l’Iphone ad avermi stupito per l’impatto potenziale che avrร . Non c’รจ dubbio secondo me che questo dispositivo segnerร  una evoluzione in tutta l’industria e aggiungo in tutte le industrie che lo adotteranno mettendo in discussione nuovi modelli di servizio.

Ci sono diverse cose sottovalutate rispetto a questo device:

  • fa parte di un ecosistema di dispositivi e servizi integrati
  • ha una esperienza d’uso lato ux giร  nota agli utenti
  • ha una community di sviluppatori enorme e consolidata
  • รจ di proprietร  di un brand in grado di influenzare cambiamenti

Il prezzo e la vendita solo usa non sono un problema come ho giร  scritto. Anzi sono parte integrante della strategia di barriera all’ingresso, messa appositamente per:

  • avere il tempo di popolare lo store di applicazioni e servizi per non far sembrare il device noiso (come altri e come giร  successo ad alcuni ecosistemi smartphone)
  • amplificare l’effetto mediatico e creare senso di esclusivitร 
  • trasformare una aspettativa nerd in un desiderio di life style

รˆ il prodotto definitivo? Ovviamente no. Questo non รจ non sarร  l’unico dispositivo, รจ il primo di un viaggio in una industria dove Apple ha atteso di entrare, pur studiando da anni.

Sarร  un prodotto di massa nell’immediato? Sicuramente no. Per adesso. Ci vorrร  tempo e maggiore maturitร , tecnologica, e di mercato.

Vedremo app e servizi stupidi e futuli? Ovviamente si, come successo anche alle app dell’Iphone e servizi inutili dei primi anni, fallimenti e progetti morti, che perรฒ hanno permesso di capire, migliorare e raggiungere il modo in cui utilizziamo oggi il device, come hub.

Avrร  altre potenzialitร  oltre quello che vediamo adesso? Ne sono certo, perchรฉ gradualmente capiremo in che modo potremo accedere una realtร  sempre piรน estesa.

Da Lunedรฌ, con l’arrivo del primo dei 2 device che ho preso (si lo so, sembra una follia ma ha un senso, ve lo racconterรฒ) sarรฒ al lavoro proprio su progetti che mettono insieme #SpatialComputingย #AIย eย #Gamification.

Sono elettrizzato come quando mi stava arrivando il primo iphone.

Direzione Hyper Reality: ma qual’รจ la differenza tra AR, MR, VR e XR?

Negli ultimi anni la nostra realtร  quotidiana รจ stata intrisa di tecnologia che ha tessuto una trama complessa e multiforme che sta sfidando continuamente le nostre percezioni tradizionali di spazio, tempo e interazione. In questo contesto emergente, concetti come realtร  virtuale (VR), realtร  aumentata (AR), realtร  mista (MR), realtร  estesa (XR) e, piรน recentemente, Hyper Reality, non sono solo diventati argomenti di fervente discussione tra tecnologi, sociologi, filosofi, ma hanno anche aperto nuove frontiere di esperienza e possibilitร  per l’utente medio che sta iniziando a vedere questi temi come piรน comuni, per quanto ancora non pervasivi e di massa.

Nonostante la loro crescente prevalenza nella nostra cultura digitale, la comprensione di questi termini e la distinzione tra le loro applicazioni e potenzialitร  rimangono avvolte in una nebbia di ambiguitร  e malintesi.

Scrivo questo articolo in risposta alle domande che spesso ricevo in aula, o da clienti, e metto un po’ piรน a focus questi concetti, delineando non solo le loro definizioni ma anche esplorando il loro impatto sul tessuto della societร  moderna e sul potenziale futuro che ci attende. Mentre il mercato delle tecnologie XR รจ previsto crescere esponenzialmente, raggiungendo valori astronomici nei prossimi anni, diventa imperativo per designer, sviluppatori, educatori e curiosi di ogni sorta comprendere a fondo queste tecnologie, per poter navigare e plasmare il futuro digitale che ci aspetta.

Parto da qui: “Ma che differenza c’รจ tra Augmented Reality, Virtual Reality e Mixed Reality?” e per rispondere รจ corretto approfondire ognuno di queste classificazioni, partendo perรฒ da un concetto di base.

Cosa รจ la Realtร ?

La realtร , come la conosciamo, รจ un concetto profondamente personale e soggettivo, modellato dalle nostre esperienze, percezioni e interpretazioni del mondo che ci circonda. Questo concetto di realtร  รจ stato ulteriormente complicato e arricchito dall’avvento delle tecnologie digitali, che hanno introdotto nuovi strati di esperienza e percezione. La realtร  virtuale, la realtร  aumentata, la realtร  mista e la realtร  estesa sono tutte espressioni di come la tecnologia stia sfidando e riscrivendo le regole della percezione umana, offrendo nuove finestre attraverso le quali osservare e interagire con il mondo.

La distinzione tra il mondo fisico e quello digitale sta diventando sempre piรน sfumata, con tecnologie che ci permettono di immergerci in ambienti virtuali indistinguibili dalla realtร , arricchire il nostro ambiente fisico con informazioni e oggetti digitali, o persino creare spazi in cui il fisico e il digitale coesistono e interagiscono in modi precedentemente inimmaginabili. La comprensione moderna della realtร  non puรฒ prescindere dall’influenza delle tecnologie immersive che, giorno dopo giorno, riscrivono le nostre esperienze sensoriali e cognitive.

Approfondendo il concetto di Continuum della virtualitร ย 

Il concetto di continuum della virtualitร  fornisce un quadro teorico fondamentale per comprendere il vasto panorama delle tecnologie immersive. Originariamente proposto da Paul Milgram e Fumio Kishino nel 1994, il continuum della virtualitร  esplora l’intero spettro delle esperienze che si estendono dal mondo reale, completamente fisico, fino a quello totalmente virtuale, offrendo una mappa per navigare tra le varie gradazioni di realtร  mista. Questo spettro non รจ statico, ma dinamico, riflettendo l’evoluzione continua della tecnologia e delle sue applicazioni nel mescolare elementi digitali e fisici.

All’estremitร  del continuum, troviamo la realtร  pura, non mediata da alcuna tecnologia digitale. Man mano che ci spostiamo lungo il continuum, incontriamo la realtร  aumentata, che sovrappone elementi digitali al mondo fisico, e la realtร  mista, che permette un’interazione piรน profonda tra questi elementi. Proseguendo, raggiungiamo l’ambiente completamente immersivo della realtร  virtuale, dove il mondo fisico รจ sostituito da uno digitale. Questo modello ci aiuta a capire che le esperienze offerte da AR, MR e VR non sono entitร  isolate, ma parti di un continuum fluido di realtร , ognuna con il proprio potenziale unico di trasformare la nostra interazione con il mondo.

Cosa รจ la Realtร  Aumentata (AR)?

La realtร  aumentata (AR) rappresenta la tecnologia che sovrappone contenuti digitali – come immagini, video, o dati – al mondo reale, arricchendo cosรฌ l’esperienza visiva naturale con informazioni aggiuntive percepite attraverso dispositivi come smartphone, tablet, o visori specifici. A differenza della realtร  virtuale, che crea un ambiente completamente artificiale, l’AR migliora l’ambiente esistente senza sostituirlo, mantenendo l’utente ancorato al suo contesto fisico mentre interagisce con elementi digitali.

L’applicazione dell’AR รจ vasta e variegata, spaziando dall’intrattenimento all’istruzione, dalla manutenzione industriale al marketing. Nelle applicazioni educative, per esempio, l’AR puรฒ trasformare un libro di testo tradizionale in un’esperienza interattiva, con immagini che prendono vita o con modelli 3D che gli studenti possono esplorare da diverse angolazioni. Nel commercio, l’AR offre ai consumatori la possibilitร  di visualizzare prodotti in 3D nel proprio ambiente prima di effettuare un acquisto, migliorando l’esperienza d’acquisto online con un livello di interazione e personalizzazione precedentemente inaccessibile.

Cosa รจ la Realtร  Virtuale (VR)?

La realtร  virtuale (VR) trasporta l’utente in un mondo completamente generato / renderizzato, creando un’esperienza immersiva totalizzante che puรฒ simulare la realtร  o trasportare in ambienti fantastici o ambienti reali riprodotti o registrati con foto/video a 360. A differenza dell’AR, che integra e arricchisce l’ambiente fisico con elementi digitali, la VR sostituisce il mondo reale con uno spazio virtuale, isolando l’utente dall’esterno e impegno tutti i sensi per produrre un’esperienza completamente immersiva. Gli utenti interagiscono con il mondo virtuale tramite dispositivi come visori VR, guanti tattili e sistemi di tracciamento del movimento, o altri sistemi in grado di abilitare ulteriori dinamiche (esempio il nuovo tappeto di Disney Holotile) e che insieme creano la sensazione di essere fisicamente presenti nell’ambiente digitale.

L’impiego della VR spazia dall’intrattenimento e dai giochi, dove offre esperienze coinvolgenti e spettacolari, all’istruzione e alla formazione, dove puรฒ simulare situazioni complesse o pericolose in un contesto sicuro. Per esempio, i piloti utilizzano simulatori VR per l’addestramento al volo o automobilistico, permettendo loro di esercitarsi in varie condizioni meteorologiche e situazioni di emergenza senza i rischi associati alla dinamica reale. In campo medico, la VR viene impiegata per la formazione chirurgica, la riabilitazione e perfino per il trattamento di disturbi psicologici, come la fobia e il disturbo da stress post-traumatico, offrendo un ambiente controllato in cui i pazienti possono affrontare e lavorare sulle loro paure.

Cosa รจ la Realtร  Mista (MR)?

La realtร  mista (MR) va oltre la realtร  aumentata ed aggiunge alcune potenzialitร  del VR, integrando e sovrapponendo elementi virtuali al mondo reale in modo che interagiscano dinamicamente con l’ambiente fisico. Questo significa che gli oggetti digitali inseriti in uno spazio MR possono essere manipolati e possono rispondere alle modifiche dell’ambiente reale, creando un’esperienza che unisce il meglio di entrambi i mondi. La MR rappresenta quindi un avanzamento significativo nell’interazione uomo-macchina, poichรฉ richiede una comprensione piรน profonda e un’integrazione piรน sofisticata di realtร  fisica e digitale.

Le applicazioni della MR sono particolarmente promettenti in campi come la progettazione e l’ingegneria, dove i professionisti possono collaborare su modelli 3D virtuali sovrapposti all’ambiente di lavoro reale, consentendo una visualizzazione e una manipolazione senza precedenti dei progetti in fase di sviluppo. In ambito educativo, la MR puรฒ immergere gli studenti in ambienti di apprendimento interattivi che stimolano sia il coinvolgimento che la comprensione, offrendo esperienze pratiche in contesti altrimenti inaccessibili o pericolosi nella realtร .

Cosa รจ la Realtร  Estesa (XR)?

La realtร  estesa (XR) rappresenta il concetto che incorpora tutte le forme di realtร  combinata, dalla realtร  aumentata (AR) e la realtร  mista (MR) fino alla realtร  virtuale (VR), e qualsiasi altra tecnologia futura che sfuma i confini tra il mondo fisico e quello digitale. L’XR non si limita a un singolo tipo di interazione o esperienza; piuttosto, abbraccia l’intero spettro di ambienti che si estendono, arricchiscono o sostituiscono completamente la realtร  fisica con una digitale. Questo termine รจ diventato sempre piรน prevalente man mano che le tecnologie immersive si sono sviluppate, riflettendo il loro potenziale collettivo di creare esperienze senza precedenti che possono rivoluzionare settori come l’educazione, l’intrattenimento, la medicina e il commercio.

L’importanza dell’XR risiede nella sua capacitร  di integrare senza soluzione di continuitร  le informazioni digitali con il mondo fisico, migliorando cosรฌ la nostra comprensione e interazione con la realtร  circostante. In particolare stanno convergendo verso l’XR tecnologie come Connettivitร  in mobilitร , Intelligenza Artificiale, IOT e Wearable Techgnology.

Nell’ambito dell’istruzione, gli studenti possono esplorare ambienti virtuali che riproducono eventi storici o simulano fenomeni scientifici complessi, offrendo un livello di immersione e interattivitร  che i metodi didattici tradizionali faticano a raggiungere. In ambito sanitario, l’XR puรฒ assistere i chirurghi visualizzando in 3D l’anatomia del paziente durante gli interventi, riducendo il rischio di errori e migliorando gli esiti delle operazioni.

Spatial Computing: alla base di AR, VR, MR e XR

Per comprendere le potenzialitร  delle varie realtร  AR, MR, VR e XR, รจ fondamentale riconoscere il ruolo cruciale dello Spatial Computing come colonna portante di queste tecnologie immersive. Lo Spatial Computing, o computazione spaziale, รจ una tecnologia all’avanguardia che consente ai dispositivi di percepire, analizzare e interagire con il mondo fisico in tre dimensioni. Attraverso l’uso di sensori avanzati, realtร  aumentata, e l’intelligenza artificiale, lo Spatial Computing permette agli ambienti digitali di integrarsi perfettamente con lo spazio fisico, creando esperienze utente dinamiche e interattive che vanno oltre i confini dello schermo.

Questa tecnologia non solo rende possibile la sovrapposizione visiva di oggetti virtuali nel mondo reale, come nella AR, ma abilita anche interazioni complesse nel contesto della MR, dove utenti e oggetti virtuali possono interagire in tempo reale con l’ambiente circostante. Nel dominio della VR, lo Spatial Computing facilita la creazione di spazi completamente immersivi che possono replicare o superare le leggi fisiche, offrendo esperienze che erano precedentemente inimmaginabili. Non per ultimo nell’ambito della XR, questa tecnologia รจ indispensabile per fondere fluidamente realtร  fisica e digitale, spianando la strada verso un futuro di Hyper Reality dove la distinzione tra reale e virtuale diventa sempre piรน sfumata.

Lo Spatial Computing non รจ solo una componente aggiuntiva delle esperienze AR, MR, VR e XR; รจ il motore che permette a queste tecnologie di trasformare radicalmente il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda, aprendo nuove frontiere nell’istruzione, nel lavoro, nell’intrattenimento e oltre.

Perchรจ si parla di Hyper Reality?

La Hyper Reality rappresenta l’evoluzione ultima delle tecnologie immersive, in cui la distinzione tra fisico e digitale non solo si sfuma ma diventa indistinguibile. In questo scenario, gli elementi della realtร  virtuale, aumentata e mista convergono in un’esperienza unificata che integra in modo cosรฌ fluido il reale e il virtuale da rendere la transizione tra i due impercettibile. La Hyper Reality potrebbe permettere agli utenti di vivere in un mondo in cui informazioni digitali, oggetti virtuali e ambienti fisici si fondono in un unico tessuto esperienziale, creando possibilitร  illimitate per l’apprendimento, l’intrattenimento, il lavoro e le interazioni sociali.

La visione della Hyper Reality solleva questioni significative riguardanti l’identitร , la privacy e la percezione della realtร . Mentre offre opportunitร  straordinarie per arricchire l’esperienza umana, pone anche sfide etiche e filosofiche sul ruolo della tecnologia nella nostra vita e su come mantenere un senso di autenticitร  e connessione umana in un mondo sempre piรน mediato digitalmente. La progettazione e lo sviluppo responsabile di queste tecnologie saranno cruciali per garantire che arricchiscano piuttosto che erodere la qualitร  della nostra esperienza di vita.

Potenziali Impatti e Considerazioni Etiche, Inclusa la Noia dalla Realtร 

La promessa di un arricchimento dell’esperienza umana รจ tangibile: l’istruzione si avvale di metodi sempre piรน immersivi, i luoghi di lavoro si trasformano in spazi ibridi tra fisico e virtuale, l’intrattenimento e il turismo sperimentano frontiere inesplorate, e la medicina e la terapia psicologica beneficiano di nuovi strumenti per il trattamento e la riabilitazione.

Al di lร  dei vantaggi evidenti, l’integrazione di queste realtร  estese porta con sรฉ una serie di questioni etiche e problematiche non trascurabili. Tra queste, la noia dalla realtร , uno dei problemi che come padre con figli piccoli e giร  fortemente fagocitati dal digitale, vedo e vivo come una vera, complessa, e difficile sfida: l’abitudine a stimoli digitali costanti e sempre piรน coinvolgenti potrebbe rendere la realtร  quotidiana meno appetibile, incidendo sul nostro livello di engagement e soddisfazione nelle attivitร  del mondo reale. Ciรฒ potrebbe condurre a una crescente disaffezione o a una ricerca ininterrotta di esperienze virtuali come fuga dalla realtร .

Si aggiungono a questo preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza dei dati, visto che queste tecnologie raccolgono e elaborano enormi quantitร  di informazioni personali, dirette della persona e del comportamento (dallo sguardo ai movimenti), fino al contesto in cui si trovano. La riflessione sull’uso etico della tecnologia diventa una necessitร  sempre di piรน forte, cosรฌ come il dibattito su come queste tecnologie possano influenzare la nostra percezione della realtร  e le relazioni con gli altri. La sfida secondo me sarร  quella di bilanciare i benefici di queste realtร  estese con un uso consapevole e responsabile, assicurando che il progresso tecnologico non pregiudichi la nostra capacitร  di apprezzare e valorizzare la vita al di fuori dello schermo.

Sicuramente non mi auguro di vedere gente che gesticola camminando in mezza alla strada…

Spatial Computing: Un Altro Passo Verso l’Hyper Reality

Lo Spatial Computing segna un’evoluzione cruciale nell’interazione tra umani e computer, superando le tradizionali barriere tra il mondo fisico e quello digitale per creare un ambiente coesivo e interattivo. Questa tecnologia ambisce a trasformare i dispositivi elettronici da semplici strumenti di calcolo, confinati entro i limiti di uno schermo, in partner attivi capaci di interagire e comprendere lo spazio che ci circonda. A differenziarlo dalle tecnologie immersive preesistenti, come la realtร  aumentata (AR), la realtร  virtuale (VR) e la realtร  mista (MR), รจ la sua capacitร  di estendere e integrare l’esperienza utente oltre i confini tradizionali.

La realtร  aumentata (AR) arricchisce il mondo reale con sovrapposizioni digitali, la realtร  virtuale (VR) sostituisce l’ambiente fisico con uno completamente digitale, mentre la realtร  mista (MR) fonde i due, permettendo agli oggetti virtuali di interagire con il mondo fisico in maniera convincente. Lo Spatial Computing, tuttavia, abbraccia e supera questi concetti, facilitando interazioni con oggetti virtuali che non solo appaiono parte del nostro mondo ma possono anche essere manipolati direttamente, come se fossero fisicamente presenti.

Questa tecnologia si avvale di complessi algoritmi di intelligenza artificiale, sensori avanzati e tecniche di computer vision per creare esperienze utente immersive e intuitive. Le azioni fisiche diventano input per il mondo digitale in modi che prima si potevano solo immaginare, aprendo nuovi orizzonti in campi come l’istruzione, il lavoro e l’intrattenimento. Lo Spatial Computing promette quindi di rivoluzionare il nostro modo di interagire con le informazioni digitali, offrendo un livello di integrazione e interattivitร  senza precedenti, e ponendo le basi per un futuro in cui le distinzioni tra fisico e digitale si sfumano sempre piรน.

Storia dello Spatial Computing

La storia dello Spatial Computing รจ costellata da visionari e innovazioni che hanno progressivamente sfumato i confini tra il mondo fisico e quello digitale. Sebbene il termine stesso sia stato coniato relativamente di recente, le sue radici affondano in decenni di ricerca e sviluppo in ambiti correlati come la realtร  virtuale, la realtร  aumentata e l’intelligenza artificiale.

Il concetto di Spatial Computing, come lo conosciamo oggi, trae ispirazione dai primi lavori nel campo della realtร  virtuale e aumentata. Un precursore significativo fu Ivan Sutherland, che nel 1968 presentรฒ il “Sword of Damocles”, considerato il primo sistema di realtร  virtuale. Questo sistema pionieristico dimostrรฒ come fosse possibile sovrapporre immagini generate da computer alla visione naturale, inaugurando un’era di esplorazione su come gli ambienti digitali potessero essere integrati nel mondo fisico.

Negli anni ’90, con l’avvento di tecnologie piรน avanzate, la visione di Sutherland cominciรฒ a materializzarsi in forme piรน accessibili e pratiche. I laboratori di ricerca, come il HIT Lab fondato da Tom Furness a Washington, divennero centri nevralgici per l’innovazione nello Spatial Computing. Fu in questo contesto che il termine cominciรฒ a essere usato per descrivere sistemi che consentivano agli utenti di interagire con dati spaziali in modi intuitivi e naturali.

Il passaggio dal concetto alla realtร  ha ricevuto un notevole impulso all’inizio degli anni 2000, in particolare con il lavoro di Simon Greenwold al MIT, che esplorรฒ nuove modalitร  di interazione uomo-computer basate sulla comprensione spaziale. Da allora, le evoluzioni nel campo dell’intelligenza artificiale, dei sensori, della visione artificiale e dell’Internet of Things (IoT) hanno accelerato lo sviluppo dello Spatial Computing, rendendolo una tecnologia sempre piรน pervasiva.

Oggi, il percorso tracciato da questi pionieri รจ stato ampliato da aziende come Apple, Microsoft e Meta, che hanno introdotto dispositivi e piattaforme capaci di offrire esperienze di Spatial Computing avanzate. Questi sviluppi non solo attestano il progresso tecnologico ma anche il cambiamento nella percezione e nell’aspettativa di come interagiamo con la tecnologia nel nostro quotidiano.

La storia dello Spatial Computing รจ quindi un viaggio dall’immaginazione alla realtร , un percorso che continua a evolversi e a espandersi, promettendo di ridefinire ulteriormente il nostro rapporto con la tecnologia digitale.

Tecnologie Abilitanti

Il cuore pulsante dello Spatial Computing รจ rappresentato da un insieme di tecnologie avanzate che lavorano in sinergia per creare esperienze immersive che sfumano i confini tra il mondo fisico e quello digitale. Tra queste, l’intelligenza artificiale (AI), i sensori di movimento, la computer vision, l’Internet of Things (IoT) e la realtร  aumentata (AR) sono i pilastri fondamentali che rendono possibile lo Spatial Computing.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale, permettendo ai sistemi di interpretare e reagire agli input umani in modo naturale e intelligente. Attraverso algoritmi di apprendimento automatico e di deep learning, l’AI puรฒ comprendere comandi vocali, gesti e persino intenzioni dell’utente, facilitando un’interazione fluida e intuitiva con gli ambienti digitali.

I sensori di movimento, inclusi accelerometri, giroscopi e sensori di profonditร , sono indispensabili per tracciare la posizione e i movimenti dell’utente nello spazio. Questi dati, una volta raccolti, permettono al sistema di aggiornare in tempo reale l’ambiente virtuale in base alle azioni dell’utente, rendendo l’esperienza sia dinamica che coinvolgente.

La computer vision, attraverso l’uso di telecamere e algoritmi avanzati, consente ai dispositivi di “vedere” e interpretare l’ambiente circostante. Questa capacitร  รจ fondamentale per posizionare accuratamente gli oggetti virtuali nel mondo reale, garantendo che interagiscano in modo convincente con lo spazio fisico e gli oggetti presenti.

L’Internet of Things (IoT) estende le capacitร  dello Spatial Computing oltre il singolo dispositivo, consentendo una rete di oggetti interconnessi che possono raccogliere, scambiare e agire su dati nel mondo fisico. Questo crea un tessuto di intelligenza distribuita che puรฒ arricchire ulteriormente l’esperienza dello Spatial Computing, offrendo nuove dimensioni di interazione e automazione.

La realtร  aumentata (AR), non per ultima di importanza, fornisce il layer visivo e a volte tattile che sovrappone gli elementi digitali al mondo reale, un aspetto chiave dello Spatial Computing. Grazie all’AR, gli utenti possono vedere e interagire con informazioni e oggetti virtuali come se fossero parte del loro ambiente naturale, ampliando le possibilitร  di apprendimento, intrattenimento e lavoro.

Queste tecnologie, integrate in maniera coerente, non solo rendono lo Spatial Computing una realtร  ma aprono anche la strada a infinite possibilitร  di innovazione futura, promettendo di trasformare radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con il mondo che ci circonda.

Applicazioni e Impatti sul Business

Lo Spatial Computing sta iniziando a rivoluzionare diversi settori, offrendo modalitร  innovative per interagire con informazioni e ambienti, migliorare i processi lavorativi e creare nuove esperienze per i consumatori. L’impiego di questa tecnologia nel business apre un ventaglio di opportunitร , dalla produzione industriale all’istruzione, dall’architettura al retail.

Nel settore industriale, lo Spatial Computing permette di ottimizzare i processi produttivi attraverso la realtร  aumentata e i digital twins, offrendo ai lavoratori la possibilitร  di interagire con modelli virtuali di macchinari o intere linee di produzione. Ciรฒ consente non solo una manutenzione predittiva piรน efficace, ma anche una formazione immersiva per il personale, riducendo i tempi di inattivitร  e migliorando la sicurezza sul lavoro.

Nell’educazione, lo Spatial Computing apre la strada a metodi di apprendimento esperienziale, dove studenti e insegnanti possono esplorare concetti complessi in ambienti 3D interattivi. Che si tratti di anatomia umana o di fenomeni astronomici, la capacitร  di visualizzare e manipolare oggetti di studio in uno spazio tridimensionale puรฒ migliorare significativamente l’assorbimento e la retention delle informazioni.

Per gli architetti e i designer, lo Spatial Computing offre strumenti senza precedenti per la visualizzazione e la modifica dei progetti in tempo reale e in scala. La possibilitร  di “camminare” attraverso una costruzione virtuale prima che sia costruita o di provare differenti soluzioni di design in un ambiente esistente puรฒ drammaticamente ridurre i costi e i tempi di progetto, migliorando al contempo la qualitร  del lavoro finale.

Nel settore retail, lo Spatial Computing puรฒ trasformare l’esperienza di shopping, permettendo ai clienti di visualizzare prodotti in AR prima dell’acquisto o navigare in negozi virtuali. Questo non solo migliora l’esperienza del cliente ma offre anche ai rivenditori strumenti potenti per personalizzare le offerte e aumentare l’engagement.

Lo Spatial Computing ha un impatto significativo sul modo in cui le aziende concepiscono il lavoro a distanza e la collaborazione. Gli ambienti di lavoro virtuali consentono team distribuiti geograficamente di collaborare come se fossero nello stesso spazio fisico, abbattendo le barriere della distanza e migliorando la comunicazione e l’efficienza del team.

Tutto questo non solo promette di migliorare l’efficienza e l’efficacia in numerosi settori ma anche di reinventare completamente l’esperienza umana, sia nel contesto lavorativo che in quello personale, con implicazioni che stiamo solo iniziando a comprendere.

Spatial Computing vs Metaverso: Differenze e Convergenze

Nel panorama tecnologico attuale, due concetti stanno catturando l’immaginario collettivo: lo Spatial Computing e il Metaverso. Sebbene entrambi promettano di ridefinire il nostro rapporto con la realtร  digitale, essi si fondano su premesse e obiettivi distinti, che meritano di essere esplorati per comprendere pienamente le loro potenzialitร  e i punti di convergenza.

Differenze Fondamentali

Lo Spatial Computing rappresenta un insieme di tecnologie che permettono l’interazione tra utenti e ambienti digitali tridimensionali in modo intuitivo e naturale, utilizzando il movimento, la voce e lo sguardo. Questo concetto si focalizza sull’integrazione degli elementi digitali nel mondo fisico, rendendo il confine tra i due sempre meno percepibile. Lo Spatial Computing, quindi, agisce come un ponte che estende la realtร  fisica, arricchendola con informazioni e oggetti virtuali interattivi.

Il Metaverso, d’altro canto, รจ spesso descritto come un universo digitale parallelo, un mondo virtuale persistente dove gli utenti possono incontrarsi, interagire, lavorare e giocare. A differenza dello Spatial Computing, che amplifica l’esperienza del mondo reale, il Metaverso si propone come un’alternativa a esso, offrendo un’esperienza completamente immersiva che esiste indipendentemente dalla realtร  fisica.

Punti di Convergenza

Nonostante queste differenze, i percorsi di evoluzione dello Spatial Computing e del Metaverso iniziano a intrecciarsi, delineando scenari futuri in cui i due concetti potrebbero convergere. Entrambi si avvalgono di tecnologie immersive come la realtร  aumentata, la realtร  virtuale e la realtร  mista per creare esperienze utente coinvolgenti e ricche di contenuti.

La convergenza si manifesta nella visione di un futuro in cui lo Spatial Computing potrebbe servire come interfaccia per accedere al Metaverso, fungendo da strato di integrazione che trasporta gli utenti da un’esperienza arricchita del mondo fisico a un’immersione totale in ambienti virtuali. In questo modo, lo Spatial Computing non solo amplifica la realtร  circostante ma diventa anche il mezzo attraverso il quale il Metaverso si rende accessibile e navigabile, unendo le dimensioni fisiche e virtuali in un continuum esperienziale.

Entrambi i concetti pongono le basi per lo sviluppo di nuove forme di interazione sociale, economica e culturale, tracciando il percorso per la creazione di spazi in cui la distinzione tra reale e virtuale diventa sempre piรน sfumata. La potenziale integrazione di sistemi economici, sociali e di governance nel Metaverso potrebbe trovare nello Spatial Computing il catalizzatore per una maggiore adozione e una transizione fluida tra i due mondi.

Mentre lo Spatial Computing e il Metaverso partono da presupposti distinti, la loro evoluzione indica una crescente intersezione dei due concetti. Questa convergenza promette di aprire nuove frontiere nell’interazione digitale, portando avanti una visione in cui la realtร  viene arricchita e ampliata in modi finora solo immaginati.

Casi d’Uso Emergenti

Lo Spatial Computing sta emergendo come una forza trasformativa in numerosi ambiti, promettendo di portare l’interazione uomo-computer a un nuovo livello di intuitivitร  e immersivitร . Di seguito sono elencati alcuni dei casi d’uso piรน promettenti e innovativi che stanno iniziando a prendere forma grazie a questa tecnologia.

  • Assistenza Remota e Manutenzione Predittiva: Nell’industria manifatturiera e oltre, lo Spatial Computing consente agli esperti di fornire assistenza remota ai tecnici sul campo, sovrapponendo istruzioni e diagrammi 3D agli oggetti reali tramite visori AR. Questo non solo accelera i tempi di intervento ma riduce anche il rischio di errori. Inoltre, la capacitร  di monitorare lo stato delle macchine in tempo reale e in modo intuitivo attraverso digital twins spaziali facilita una manutenzione predittiva piรน efficace, prevenendo guasti prima che si verifichino.
  • Formazione e Istruzione: Lo Spatial Computing trasforma l’educazione, rendendo l’apprendimento piรน interattivo e coinvolgente. Attraverso ambienti virtuali immersivi, gli studenti possono esplorare la biologia cellulare, la meccanica quantistica o la storia antica in modi precedentemente impossibili. Questi ambienti di apprendimento potenziati offrono una comprensione piรน profonda dei concetti, migliorando l’efficacia dell’istruzione.
  • Progettazione e Prototipazione: Designer e ingegneri beneficiano enormemente dello Spatial Computing, che permette di visualizzare e iterare prototipi virtuali in spazi fisici. Questo riduce notevolmente i cicli di sviluppo e i costi associati alla prototipazione tradizionale, consentendo una sperimentazione piรน libera e creativa.
  • Turismo e Esperienze Culturali: Attraverso la realtร  aumentata e mista, lo Spatial Computing puรฒ arricchire l’esperienza turistica, consentendo ai visitatori di sovrapporre informazioni storiche o contestuali direttamente nell’ambiente che li circonda. Musei e siti storici possono sfruttare questa tecnologia per offrire tour virtuali arricchiti, dove artefatti e monumenti sono animati da racconti e visualizzazioni 3D.
  • Salute e Benessere: Nel settore sanitario, lo Spatial Computing apre nuove frontiere nella chirurgia assistita, nella riabilitazione e nell’assistenza a distanza. I chirurghi possono beneficiare di visualizzazioni 3D miglioranti durante gli interventi, mentre i pazienti in riabilitazione possono utilizzare ambienti virtuali per esercizi terapeutici guidati, personalizzati secondo le loro specifiche necessitร .
  • Collaborazione e Spazi di Lavoro Virtuali: In un mondo sempre piรน orientato verso il lavoro remoto, lo Spatial Computing offre soluzioni innovative per la collaborazione a distanza. Gli spazi di lavoro virtuali consentono ai team di interagire in ambienti 3D condivisi, dove idee e progetti possono essere esplorati e sviluppati in maniera collaborativa, superando i limiti della comunicazione a distanza tradizionale.

Questi casi d’uso emergenti dimostrano il vasto potenziale dello Spatial Computing di trasformare radicalmente non solo come lavoriamo e apprendiamo, ma anche come viviamo le nostre vite quotidiane, promettendo un futuro in cui le nostre interazioni con il mondo digitale sono piรน naturali, intuitive e arricchenti.

Prodotti di Punta e Innovazioni

L’evoluzione dello Spatial Computing รจ strettamente legata ai progressi tecnologici e all’introduzione di prodotti innovativi che hanno spianato la strada a nuove possibilitร  di interazione digitale. Tra i dispositivi di punta che hanno segnato importanti tappe in questo percorso troviamo l’Apple Vision Pro, il Microsoft HoloLens e il Meta Quest 3, ciascuno con le proprie peculiaritร  e contributi al campo.

  • Apple Vision Pro: Questo dispositivo di Apple rappresenta un significativo salto qualitativo nello Spatial Computing, offrendo un’esperienza di realtร  mista di alta qualitร  con un’enfasi particolare sull’interazione intuitiva e naturale. Con il suo design all’avanguardia, l’Apple Vision Pro integra tecnologie avanzate di tracciamento degli occhi, controllo gestuale e audio spaziale, consentendo agli utenti di immergersi in ambienti virtuali con un livello di realismo e fluiditร  d’interazione senza precedenti. La sua introduzione ha segnato un punto di svolta, dimostrando il potenziale dello Spatial Computing nel mainstream e spingendo altre aziende a esplorare soluzioni innovative.
  • Microsoft HoloLens: Il HoloLens di Microsoft รจ stato uno dei primi dispositivi a esplorare il concetto di realtร  mista, permettendo agli utenti di visualizzare e interagire con ologrammi inseriti nel loro ambiente fisico. Questo visore indipendente non richiede collegamenti a PC o altri dispositivi esterni, rendendolo una soluzione potente per applicazioni professionali e industriali. Con il suo approccio pionieristico alla realtร  mista, HoloLens ha aperto la strada a nuovi utilizzi nel design, nell’istruzione, nella produzione e oltre, evidenziando il valore dello Spatial Computing nelle applicazioni pratiche.
  • Meta Quest 3: Meta (precedentemente Facebook) ha introdotto il Quest 3 con l’obiettivo di portare la realtร  virtuale e la realtร  mista a un pubblico piรน ampio. Questo dispositivo combina la potenza della VR con la flessibilitร  della realtร  mista, offrendo agli utenti un’esperienza immersiva che non solo li isola dal mondo esterno ma li connette anche con esso in modi nuovi e sorprendenti. Il Meta Quest 3 si distingue per la sua accessibilitร  e per le sue ampie possibilitร  di applicazione, dalla formazione remota al gaming, dimostrando come lo Spatial Computing possa arricchire una varietร  di esperienze quotidiane.

Oltre a questi dispositivi, numerose startup e aziende tecnologiche stanno esplorando e sviluppando nuove innovazioni che promettono di portare lo Spatial Computing a livelli sempre piรน avanzati. Questi progressi non solo migliorano l’esperienza utente ma aprono anche la strada a nuovi modelli di business e strategie operative, ridefinendo il modo in cui interagiamo con il mondo digitale.

L’evoluzione continua dei prodotti di punta nello Spatial Computing dimostra un impegno crescente verso la creazione di esperienze utente sempre piรน ricche e immersiva, sottolineando il ruolo centrale di questa tecnologia nel plasmare il futuro dell’interazione digitale.

Sfide e Limitazioni

Nonostante l’entusiasmo e le promesse che circondano lo Spatial Computing, esistono diverse sfide e limitazioni che devono essere affrontate per realizzare appieno il suo potenziale. Questi ostacoli vanno dalla tecnologia stessa alle questioni di privacy e accessibilitร , influenzando sia lo sviluppo che l’adozione su larga scala di queste soluzioni innovative.

  • Accessibilitร  e Costo: Una delle sfide principali รจ rappresentata dall’accessibilitร  economica dei dispositivi. Prodotti come l’Apple Vision Pro e il Microsoft HoloLens presentano prezzi che possono limitarne l’acquisto a individui, aziende o istituzioni con risorse finanziarie significative. Questo aspetto puรฒ rallentare l’adozione generalizzata dello Spatial Computing, confinandolo a nicchie di mercato o a specifici ambiti professionali.
  • Comfort e Usabilitร : Anche se i dispositivi di Spatial Computing hanno fatto passi da gigante in termini di design e funzionalitร , questioni legate al comfort d’uso e alla facilitร  di interazione rimangono aperte. L’uso prolungato di visori o altri dispositivi indossabili puรฒ causare affaticamento, disagio o, in alcuni casi, motion sickness. Rendere questi dispositivi piรน leggeri, ergonomici e piacevoli da usare per periodi estesi รจ cruciale per la loro accettazione da parte del grande pubblico.
  • Interoperabilitร  e Standardizzazione: La frammentazione del mercato e la mancanza di standardizzazione possono complicare l’interoperabilitร  tra dispositivi e piattaforme differenti. Per sfruttare appieno le potenzialitร  dello Spatial Computing, รจ necessario che l’industria converga verso standard comuni che facilitino lo sviluppo di applicazioni compatibili e trasversali, migliorando l’esperienza utente e ampliando le possibilitร  di utilizzo.
  • Questioni di Privacy e Sicurezza: La raccolta e l’elaborazione di dati sensibili relativi all’ambiente circostante e agli utenti sollevano importanti preoccupazioni in termini di privacy e sicurezza. Garantire che queste informazioni siano protette da accessi non autorizzati e utilizzate in modo etico ed equo รจ fondamentale per mantenere la fiducia degli utenti e rispettare le normative sulla protezione dei dati.
  • Sfide Tecnologiche: Nonostante i progressi tecnologici, persistono limitazioni legate alla capacitร  di elaborazione, alla durata della batteria e alla precisione del tracciamento in tempo reale. Superare queste barriere tecnologiche รจ essenziale per migliorare la qualitร , la reattivitร  e l’affidabilitร  delle esperienze di Spatial Computing.
  • Noia ed eccesso di immersivitร : Malgrado i grandi vantaggi che sono potenzialmente sviluppabili in diversi ambiti, non c’รจ dubbio che una delle problematiche giร  evidenti dall’uso di smartphone e social network sia l’eccesso di utilizzo, la dipendenza da utilizzo e dopamina e la noia da contesto. A mio avviso una realtร  fortememente aumentata potrebbe portare ad un ulteriore passo verso l’eccesso di noi da “normalitร ”. Sapremmo piรน divertirci senza dispositivi?

Affrontare queste sfide richiede un impegno congiunto da parte di ricercatori, sviluppatori, aziende e regolatori per promuovere innovazioni che migliorino l’accessibilitร , la compatibilitร , la sicurezza e l’esperienza utente. Solo attraverso un approccio collaborativo sarร  possibile superare gli ostacoli attuali e sbloccare il pieno potenziale dello Spatial Computing nel plasmare il futuro dell’interazione digitale.

Il Futuro dello Spatial Computing

Il futuro dello Spatial Computing si prospetta ricco di potenzialitร  e sfide, delineando un orizzonte tecnologico in cui la nostra interazione con il mondo digitale sarร  sempre piรน naturale, intuitiva e immersiva. Mentre ci avviciniamo a questo futuro, alcune tendenze emergenti e proiezioni ci offrono uno sguardo su ciรฒ che potrebbe riservarci.

  • Integrazione Sempre Piรน Profonda con la Vita Quotidiana: Man mano che le barriere tecnologiche vengono superate e i dispositivi diventano piรน accessibili e confortevoli, lo Spatial Computing si integrerร  sempre piรน nella nostra vita quotidiana. Dall’istruzione all’intrattenimento, dal lavoro remoto alla socializzazione, le esperienze digitali saranno arricchite da un livello di interattivitร  e presenza spaziale senza precedenti, rendendo la tecnologia ancora piรน pervasiva e onnipresente.
  • Avanzamenti nell’Intelligenza Artificiale e nella Computer Vision: Lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale piรน sofisticati e di sistemi di computer vision piรน accurati giocherร  un ruolo cruciale nell’evoluzione dello Spatial Computing. Queste tecnologie permetteranno ai dispositivi di comprendere e interpretare il mondo circostante con una precisione sempre maggiore, facilitando interazioni piรน fluide e realistiche tra utenti e ambienti digitali.
  • Espansione nel Settore della Salute e del Benessere: Lo Spatial Computing ha il potenziale di rivoluzionare il settore sanitario, offrendo nuove modalitร  per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione. La possibilitร  di visualizzare dati medici complessi in formati tridimensionali e di simulare procedure chirurgiche in ambienti virtuali potrebbe migliorare significativamente l’efficacia delle cure mediche e l’esperienza dei pazienti.
  • Collaborazione e Lavoro Remoto Rinnovati: La crescente adozione del lavoro remoto e delle collaborazioni a distanza beneficerร  enormemente dalle innovazioni nello Spatial Computing. Ambienti di lavoro virtuali e sale riunioni olografiche consentiranno alle squadre di collaborare come se fossero fisicamente presenti nello stesso spazio, superando le limitazioni geografiche e rafforzando il senso di connessione tra colleghi.
  • Etica e Regolamentazione: Con l’aumento dell’adozione dello Spatial Computing, emergeranno questioni etiche e la necessitร  di regolamentazioni specifiche. Sarร  fondamentale affrontare le preoccupazioni relative alla privacy, alla sicurezza dei dati e all’equitร  nell’accesso alle tecnologie, garantendo che i benefici dello Spatial Computing siano accessibili a tutti e utilizzati in modo responsabile.

Il futuro dello Spatial Computing รจ intriso di promesse e sfide. La sua evoluzione continuerร  a influenzare profondamente il modo in cui interagiamo con la tecnologia, arricchendo la nostra realtร  con esperienze digitali che fino a poco tempo fa potevamo solo immaginare. Affrontando proattivamente le sfide e promuovendo un’innovazione responsabile, possiamo assicurarci che lo Spatial Computing plasmi un futuro in cui la tecnologia arricchisca la vita umana in modi significativi e positivi.

L’Importanza dell’Hyper Reality nel Superare lo Spatial Computing

L’Hyper Reality rappresenta l’evoluzione naturale dello Spatial Computing, un passo oltre nell’ambizione di fondere il mondo fisico con quello digitale. Questo concetto, al cuore della missione del progetto che ho in mente da tempo sulla dimensione dell’ Hyper Reality, mira a ridefinire non solo il modo in cui interagiamo con la tecnologia, ma anche come percepiamo la realtร  che ci circonda. L’Hyper Reality estende la visione dello Spatial Computing, intensificando l’integrazione tra esperienze digitali e fisiche fino a rendere indistinguibili le frontiere tra i due mondi.

Hyper Reality = Spatial Computing + IOT + AIย 

In questo contesto, l’Hyper Reality non si limita a sovrapporre elementi virtuali al mondo reale o a creare ambienti digitali completamente immersivi; aspira piuttosto a creare un nuovo strato di realtร  in cui informazioni digitali, oggetti virtuali e ambienti fisici si intrecciano in maniera cosรฌ profonda da dare vita a un’esperienza unica e indistinta. Questo approccio apre la strada a possibilitร  inesplorate, dove la realtร  aumentata, la realtร  virtuale e la realtร  mista convergono per superare i limiti attuali della percezione e dell’interazione umana.

L’Hyper Reality, subito dopo il consolidamento dello Spatial Computing, ha il potenziale di trasformare radicalmente settori come l’educazione, offrendo esperienze di apprendimento totalmente immersive che potenziano la comprensione e la memorizzazione; il retail, attraverso esperienze di shopping personalizzate e arricchite; il turismo, permettendo di vivere esperienze di viaggio virtuali estremamente realistiche; e il settore sanitario, migliorando le tecniche di diagnosi e intervento con simulazioni e visualizzazioni avanzate.

La visione che porto avanti da tempo sul concetto di Hyper Reality sottolinea l’importanza di superare la mera tecnologia per concentrarsi sull’esperienza umana, spingendo i confini di ciรฒ che รจ possibile per arricchire la vita delle persone in modi prima impensabili. In questo futuro, l’Hyper Reality si propone come la chiave per sbloccare un mondo in cui le barriere tra digitale e fisico non solo si dissolvono ma danno origine a un tessuto connettivo nuovo, capace di espandere la nostra realtร  in dimensioni prima inaccessibili.

Mentre lo Spatial Computing ha aperto la porta a un nuovo modo di interagire con il nostro ambiente, l’Hyper Reality promette di trasformare queste interazioni in esperienze piรน ricche, profonde e significative. Hyper Reality vuol esser un principio evoluto di questa trasformazione, una guida all’esplorazione di questo territorio inesplorato nel futuro dell’interazione umana con la tecnologia.

Vision Pro. Non รจ una questione di prezzo, ma di viaggio, esperienza ed ecosistema.

Ho preso il Vision Pro.

L’ho pagato tanto? Dipende dal punto di vista.

Se la risposta devo darla come early adopter, no assolutamente, come ogni tecnologia nuova in ogni ambito. Se la guardo come un device alla prima uscita che vuole un posizionamento alto, forse. Se lo confronto con altri device, potrei dire di si, ma dipende con quali device lo volete mettere a confronto.

Saranno mesi, da quando รจ stato annunciato, che leggo un lamento continuo di blogger, youtuber e commentatori vari riguardo al prezzo dell’Apple Vision Pro. Di cosa stiamo parlando?

L’approccio di Apple nel lanciare i suoi prodotti piรน iconici รจ sempre stato evidente. Il Macintosh, l’iPod, l’iPhone e l’Apple Watch hanno seguito tutti una formula introduttiva simile.

รˆ davvero cosรฌ inaspettato il prezzo di lancio dell’Apple Vision Pro? Il Meta Quest 3 costa $499, mentre l’Apple Vision Pro costa $3499 (piรน accessori, tipico apple). Ma questo che importanza ha?

Provo a condividervi una provocazione, non troppo lontana dalla realtร , per far capire perchรฉ in fondo il confronto รจ sbagliato, soprattutto sul prezzo e sulla visione. Una bicicletta elettrica ben carrozzata costa circa 2000 euro, mentre una Tesla Model Y ha un prezzo di 45000 euro. Entrambe sono veicoli elettrici che possono portare una persona da un punto A a un punto B.

Nessuno sembra lamentarsi (almeno che io sappia) della differenza di prezzo tra questi due prodotti, perchรฉ รจ ovvio che, nonostante realizzino casi d’uso simili, ogni prodotto รจ progettato per un tipo di acquirente diverso. Ma soprattutto una esperienza diversa di viaggio.

Il Quest 3 di Meta, grandissimo prodotto e ancora poco utilizzato per le sue potenzialitร , รจ stato progettato per mostrare al mercato e ai consumatori la visione del Metaverso di Mark Zuckerberg. Questo device ha radici progettuali che risalgono all’Oculus Rift, inizialmente rilasciato nel 2016 per i gamer. Anche quando รจ stato lanciato il primo Oculus Quest nel maggio 2019, il suo principale punto di forza era ancora il gaming.

Il Quest 2, rilasciato nel settembre 2020, ha aggiunto piรน capacitร  di calcolo ed elaborazione, ottiche migliori e meno peso, promuovendo l’interazione sociale per migliorare l’esperienza di gioco.

Il Quest Pro, e poi il Quest 3, uscito nell’ottobre 2023, hanno migliorato leggermente il processore, le ottiche e soprattutto le telecamere esterne per offrire un’esperienza di Mixed Reality piรน efficace, con l’obiettivo di migliorare ancora di piรน l’esperienza di gioco e stimolare ulteriori interazioni sociali.

L’approccio di Meta per realizzare la visione di Mark รจ stato quello di offrire ai consumatori un’esperienza simile a Ready Player One e lanciare Meta Horizon Worlds, nella speranza che gli utenti potessero fare il salto nel virtuale. Meta vuole connettere gli utenti.

L’Apple Vision Pro ha un obiettivo diverso, ossia dimostrare la visione di Apple per il futuro dell’ “informatica personale” a chi entra per la prima volta in questo modo. Questo dispositivo non รจ pensato per il gioco, le interazioni sociali o il Metaverso, ma piuttosto per lo Spatial Computingdi cui si parla tanto ultimamente.

Questo termine si riferisce ad un’interazione avanzata di fatto tra essere umano e device, facendo in modo che l’interazione e l’utilizzo del software venga percepito completamente inglobato e integrato nel mondo reale, intorno al corpo della persona, invece di esser confinato dietro allo schermo di un computer o di un tablet/telefono.

L’Apple Vision Pro รจ un’estensione dell’ecosistema Apple e offre un’esperienza utente che puรฒ essere facilmente trasferita tra un desktop, un laptop, un iPad e un iPhone. Questo dispositivo consente agli utenti di passare senza soluzione di continuitร  dall’interazione con uno schermo piatto (2D) a un’esperienza spaziale immersiva in 3D. Apple vuole permettere agli utenti di vedere l’integrazione tra fisico e digitale in modo differente.

Il suo pubblico target non sono i giocatori o coloro che cercano il Metaverso (seppur a mio avviso questa รจ la direzione piรน prossima al concetto), ma piuttosto gli early adopter, gli appassionati che vivono all’interno dell’ecosistema Apple e desiderano sperimentare la visione di Apple su come gli utenti interagiranno con la tecnologia in futuro.

รˆ il prodotto definitivo? No.

รˆ il prodotto con l’esperienza perfetta? Forse, ancora, no.

รˆ il prodotto con contenuto giร  adatto all’aspettativa dell’utente? Sicuramente no.

รˆ meglio di Quest 3? Lo potrรฒ valutare tra qualche giorno, dopo aver valutato se sono confrontabili.

Come disse Palmer Luckey, imprenditore di OculusVR, nel 2015 “La realtร  virtuale diventerร  qualcosa che tutti desiderano prima di diventare qualcosa che tutti possono permettersi“. Palmer ha ribadito questo concetto anche nel 2023 in un’intervista, sottolineando che il prezzo non รจ importante per i primi utilizzatori.

Il prezzo รจ il frutto del desiderio ed inoltre una scelta di posizionamento di Apple puntuale di non uscire con un prodotto per tutti, ma per una nicchia, con l’obiettivo inoltre di alimentare l’app store di servizi ed app prima di far accedere la grande massa rischiando altrimenti di creare l'”effetto WindowsPhone” ossia un contenitore senza contenuto ed il conseguente fallimento ed abbandono.

In sostanza, Apple non sta competendo con il Meta Quest 3 o altri visori AR/VR. Per ora.

Apple sta vendendo ciรฒ che ha sempre venduto: innovazione nell’esperienza utente. Proprio come il Macintosh ha introdotto l’esperienza utente grafica alle masse, l’iPod ha portato con sรฉ 1000 canzoni in tasca, l’iPhone ha rivoluzionato l’interfaccia touch e presto l’Apple Vision Pro introdurrร  l’informatica spaziale al pubblico.

Ma prima, Apple deve abilitare il desiderio e dimostrare ai suoi early adopter che sarร  qualcosa che di diverso prima di concentrarsi sulla sua diffusione al resto degli utenti.

E appena lo avrรฒ tra qualche giorno, vi dirรฒ molto di piรน.

Vedersi vs Guardarsi: la vera “innovazione” visiva dei visori Vision Pro di Apple

Nel mondo dell’XR (Extended Reality) ogni uscita degli ultimi tempi – di hardware e software che sia – rappresenta un ulteriore passo avanti in un viaggio che negli ultimi anni รจ sembrato difficile da far partire e che apparentemente รจ andato a rilento, malgrado la tecnologia abbia fatto evoluzioni a ritmi vertiginosi.

Dalle prime fasi embrionali con Oculus Rift, alla realtร  virtuale roomscale di HTC Vive, siamo stati testimoni (e sperimentatori) di un progresso costante che ha continuamente spostato i confini di ciรฒ che sarebbe stato possibile fare con un occhiale sulla testa. Fino ad oggi.

L’arrivo del Quest 3.

In questi giorni ho avuto il piacere di accogliere nella mia collezione casalinga privata il Quest3 di Meta, un dispositivo che si aggiunge alla lunga lista di visori che ho avuto l’opportunitร  di testare nel corso degli anni e che tutt’ora “colleziono” gelosamente (permettetemi di flexare un po’ ๐Ÿ™‚ย ):ย Oculus Rift DK1 e DK2, Oculus Go, Quest, Quest 2ย e il – non piรน recente –ย Quest Pro, oltre a diversi altri visori di altre marche.

Ogni nuovo arrivo porta con sรฉ una serie di aspettative e potenzialitร  ed il Quest3 devo dire la veritร  non mi ha deluso affatto, mostrando sensibili (ed importanti) miglioramenti rispetto ai suoi predecessori.

La prova di Vision Pro.

Perรฒ… una delle esperienze piรน belle (e aggiungerei sorprendente) dell’ultimo periodo , tanto che ci ho messo qualche giorno a metabolizzare, รจ stataย la prova del Vision Pro di Apple.

Ho avuto l’opportunitร  di testarlo in anteprima –ย aaargh non ho potuto fare foto purtroppoย – con un cliente durante un workshop privato che aveva lo scopo di capire le potenzialitร  per lo sviluppo di progetti per quelli che saranno “i dipendenti aumentati“, un concetto introdotto da me nell’incontro per spiegare cosa, come e (da) dove collaboreranno le persone in azienda in un futuro ormai non troppo remoto.

La reazione (di tutti) alla prova del visore รจ stata di stupore (e credo che questo non descriva a sufficienza l’effetto provato) e non vi nascondo di avere avuto la stessa emozione e fibrillazione del mio primo passaggio da Nokia/Blackberry ad IPhone. Malgrado il suo prezzo enorme annunciato di $3.500 e la promessa di disponibilitร  solo per l’inizio del prossimo anno (2024), il Vision pro rappresenta a mio avviso un ulteriore salto in alto e l’ingresso col botto di Apple nell’innovazione di questo ambito.

Vedersi vs Guardarsi

L’elemento che ha colpito di piรน la mia attenzione e le mie riflessioni – e che da giorni mi fa riflettere di Vision Pro rispetto agli altri visori sul mercato – riguarda l’interazioneย occhi-utente.

Mentre la maggior parte dei dispositivi permette di “vedere” il contesto grazie all’introduzione del passthrough e al potenziamento delle telecamere interne, Vision Pro introduce la caratteristica innovativa del “pass-through bidirezionale“, permettendo ad altri di vedere una rappresentazione degli occhi dell’utente e quindi di “guardare” e di “essere guardato“, con un display micro-OLED 4K per occhio. E lo fa appunto anche grazie allo schermo OLED frontale presente sul visore rivolto verso l’esterno.

Per capirci, รจ come la differenza che c’รจ nel parlare con qualcuno che indossa occhiali scuri da sole o con qualcuno che ha invece lenti trasparenti: con il primo, c’รจ una barriera, mentre con il secondo, lo sguardo si fonde in un’interazione autentica e diretta, rendendo l’occhiale praticamente “invisibile” alla percezione dell’utente.

Apple con questo “dettaglio” non si รจ limitata a migliorare l’esperienza di Mixed Reality: l’ha reinventata. Passare dal vedersi al guardarsi รจ una rivoluzione apparentemente banale, ma fondamentale. Questo approccio trasforma il visore da un semplice strumento tecnologico a una vera e propria estensione dei nostri sensi, avvicinandolo al concetto di lente piuttosto che a quello di dispositivo.

Leggerezza, design e semplicitร .

Ma non รจ tutto. Vision Pro รจ incredibilmente semplice. E lo fa con la stessa semplicitร  di quando Apple ha introdotto per la prima volta lo swipe. Il processo di calibrazione รจ fluido e intuitivo, come accedere a un iPhone appunto.

Il metallo leggero ed il vetro sul dispositivo – rispetto alla plastica di altri visori – lo rendono uno strumento percepibile come di maggiore qualitร  e pregio. La leggerezza del design, che si presenta in particolare piรน come “un visore con fascia” che un “casco” (sensazione che la maggior parte dei visori danno per via dell’elastico sopra al centro della testa… e che spettina capelli e ciuffo di chi si pettina come me), e l’assenza di controller esterni rendono l’esperienza incredibilmente immersiva.

Grazie a una serie di sensori e telecamere (scanner LiDAR, fotocamera TrueDepth) presenti nel visore, si puรฒ controllare il dispositivo usando solo mani, occhi e voce. L’eye tracking, in particolare, permette di interagire con l’ambiente virtuale in modo naturale e intuitivo. Il “touch” delle dita sulle icone ha una sensibilitร  talmente fluida che la sensazione, interagendo, รจ che con oggetti virtuali siano li, realmente, seppur in assenza perรฒ di feedback aptico.

Meta Quest 3 da non sottovalutare.

Nonostante le numerose qualitร  del Vision Pro, e per quanto non abbia ancora avuto modo di sperimentarlo piรน in profonditร  (in fondo ci ho giocato un oretta in tutto), non posso non riconoscere i passi avanti fatti anche dal Quest3, che invece in questi giorni ho potuto testare, usare, giocare e… girarci per casa, passando per pazzo agli occhi di tutta la famiglia!

La sensibilitร  del Quest3 รจ migliorata e l’efficacia nel riconoscimento dell’ambiente circostante รจ notevole ed efficace, e si presta molto per il mondo del gaming, dell’entertainment e dell’immersivitร  piรน a tutto tondo. Non c’รจ dubbio che sia un dispositivo che, come ho detto e scritto piรน volte, puรฒ creare cultura e adozione maggiormente massiva anche per via del suo prezzo non proibitivo.

Nel futuro sicuramente c’รจ Extended Reality (XR)

Certo, non c’รจ dubbio comunque che Vision Pro abbia alzato il livello, ridefinendo le aspettative per il futuro dell’XR. Ora gli altri dovranno velocemente accelerare e probabilmente riconsiderare alcuni concetti introdotti da Apple che ha dalla sua parte anche un ecosistema unico integrato ed una community / aziende mature e pronte a migrare e sviluppare nuove app.

Tra qualche tempo, un decennio (o forse anche molto meno), ci guarderemo indietro, e la tecnologia di Mixed Reality di oggi ci sembrerร  arcaica proprio come la tecnologia di 10 anni fa appare oggi obsoleta.

Una cosa รจ certa comunque. Quello a cui stiamo assistendo sta mettendo le basi profonde di un cambiamento dell’interazione uomo contesto, e le possibili implementazioni per il futuro sono infinite.