Apple, iPhone 6 e l’NFC: Se l’educazione del mercato la fanno gli altri

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Ieri è stato presentato, durante il keynote APPLE, il nuovo iPhone 6 con tecnologia NFC. Anche se per molti questo dettaglio è passato in sordina ed in tanti si son concentrati sul design, sulla dimensione, sul prezzo, ed altri dettagli estetico-religiosi, io ritengo che la vera novità (e non parlo di innovazione), che segnerà un nuovo ulteriore cambiamento nel mercato delle APP, dei pagamenti e della progettazione di nuove esperienze di interazione, è proprio qui: la presenza NFC e l’Apple Pay.

Questo può realmente esser l’inizio ed il motivo di una nuova fase di progettazione di nuovi servizi.

In un vecchio post del 2010 dal titolo “NFC: l’ingresso di Apple può fare la differenza” avevo scritto ed ipotizzato, al tempo dell’uscita dell’iPhone5, l’ingresso di Apple nel mondo del contactless. Ovviamente in quella versione di dispositivo l’integrazione non avvenne e sbagliai di fatto la previsione.

Rileggendo a posteriori le mie riflessioni penso di aver centrato quasi tutto (e solo il tempo mi dirà se veramente avevo ragione o meno) e sbagliato solo una cosa: il timing della previsione sull’uscita di NFC.

Nel 2011, prima Juniper Research, poi Gartner avevano decretato, con una serie di report ed analisi, il flop dell’NFC nel medio breve termine ed avevano evidenziato come il ciclo dell’hype sul tema NFC, dopo l’uscita anche di dispositivi Samsung e altri, fosse in totale discesa.

Nel 2013 in effetti, sempre da un report Gartner, emergeva che l’NFC era stato utilizzato in poco meno del 2% del totale delle transazioni. Le nuove previsioni rimandavano al 2015/2017 l’esplosione dei pagamenti contactless.

I motivi di tale “flop”, confermati anche da clienti e banche con le quali mi son trovato a lavorare, e che avevo in parte evidenziato anche nel mio precedente post, erano i seguenti:

  1. Il consumatore doveva esser in possesso di uno dispositivo NFC-enabled, ma la diffusione dei dispositivi era in quel momento molto bassa;
  2. Il punto vendita doveva esser fornito di un terminale NFC, ma se pensiamo ad esempio quanto ci è voluto solo per la sostituzione dei pos da banda magnetica a chip, potete immaginare da soli l’impatto e la criticità della nuova sostituzione;
  3. Il rivenditore doveva esser in possesso di un sistema di back-end in grado per elaborare la transazione e / o abbonarsi a qualcun altro servizio, per esempio un fornitore di servizi finanziari.
  4. Il processo di interazione, sopratutto in una prima fase educativa dell’utente, deve esser più semplice possibile più che mai se si vuole modificare una abitudine dell’utente. La verità è che i sistemi di pagamento nuovi non son stati riprogettati per una nuova interazione ed una nuova esperienza.
  5. Il costo della transazione, al fine di stimolare l’utilizzo da parte dell’utente, dovrebbe essere ragionevolmente migliore sia per il consumatore che per il rivenditore;
  6. Il servizio deve integrare completamente nel processo l’esperienza di pagamento così da evitare fasi morte o possibilità che l’utente scelga un altra modalità per se stesso “più semplice”. Pensate al pagamento del caffè al Bar: che bisogno c’è di dover fare la fila alla cassa se potrei effettuare la transazione al momento della consegna del caffè?
  7. Il consumatore doveva essere presente sul posto per utilizzare lo smartphone (ma qualsiasi acquisto da mobile invece prevedeva una transazione a distanza via SMS, Web mobile o app). Doveva quindi esser colmata una carenza culturale in termini di interazione e nuova modalità di pagamento.

Apple aveva ragione nella gestione del time to market, per l’ennesima volta. Partire per primi non sempre è la cosa migliore, soprattutto in mercati in cui c’è da cambiare completamente la cultura, le infrastrutture, i processi di interazione e spingere all’adozione di un nuovo dispositivo.

In fondo per Apple inserire un pezzettino di ferro con tecnologia NFC dentro i propri dispositivi, poteva mai esser un problema di produzione? A mio avviso, assolutamente no.

C’è da imparare, sicuramente, da tutto questo: Apple non fa educazione del mercato. Apple aspetta che la facciano gli altri, aspetta che una esigenza inizi a diffondersi, che una tecnologia raggiunga un livello di quasi maturità. Poi, quando il mercato è pronto, Apple arriva e lo prende. Come ha sempre fatto. Sembrerà arrogante come approccio, ma è come se facesse “giocare” gli altri con la tecnologia per poi arrivare, migliorare l’esperienza ed entrare su un mercato di massa.

Ed i casi di questo tipo non sono pochi:

  • Napster + Mp3 + Walkman > iPod e Itunes
  • iPod + Telefonini > iPhone
  • Tablet + Sim dati > iPad
  • Cloud + APP > MacStore
  • QrCode + SmartPhone > Passbook
  • Proximity + BLE > iBeacon
  • Wearable > iWatch, Beats 

Ma anche iHealth, iHome, CarPlay su cui si sta già muovendo. E potrei continuare.

L’educazione del mercato, soprattutto per chi si occupa di innovazione, è la parte più onerosa.

Fare educazione significa investire per far conoscere, per far utilizzare e per portare quella innovazione ad ogni utente. Fare educazione costa dal punto di vista della tecnologia: una tecnologia non di massa ha prezzi meno accessibili. Fare educazione costa dal punto di vista della progettazione: immaginate l’interazione, l’ergonomia ed il design da dover far evolvere in funzione dell’utente, della sua cultura e dei nuovi processi. Fare educazione costa dal punto di vista della comunicazione: far conoscere il proprio prodotto vuol dire investire molto.

Se l’educazione del mercato la fanno gli altri, l’opportunità più grande è nel saper migliorare l’esperienza utente e portare il prodotto alla massa, investendo capitali per arrivare a tutti quelli che già sanno di cosa si parla e riuscire ad attivare sugli altri un esigenza indotta.

E per Apple questo passaggio è più semplice: ha un ecosistema hardware-software proprietario e una potenza economica enorme.

In questo nuovo prodotto c’è molto di più di quello che sembra.

C’è un nuovo potenziale composto di mattoncini già messi sotto al naso dell’utente da tempo e altri mattoncini nuovi che vogliono modificare il mondo dei pagamenti: riconoscimento di impronta digitale + Apple Pay + NFC.

Ora siamo alla fine del 2014, ed il 2015 anno del boom NFC, come da previsione anche di analisti, è dietro l’angolo. Ed Apple è arrivata giusto in tempo, non entrando in punta di piedi.

Addio Steve, ingegnere dei nostri sogni

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Vi riporto il testo dell’articolo di Beppe Severgnini pubblicato sul Corriere di oggi. Tra i tanti articoli, post e tweet letti oggi, questo è quello che mi ha colpito di più ed è riuscito ad emozionarmi.

Arrivederci Steve Jobs, ingegnere dei sogni, genio di senso pratico, uomo non facile specializzato in cose facilissime da usare. Non ti hanno assegnato il premio Nobel: troppo difficile collocarti in una categoria. Qualcuno ha scritto che non ci hai lasciato, ti sei soltanto trasferito sulle nuvole «a settare il nuovo iCloud». Sono le consolazioni poetiche del lutto, il modo in cui chi resta s’inventa fili con chi va. Come se certi morti fossero aquiloni, cui non vogliamo assolutamente rinunciare. Steve Jobs è nostro: proprietà collettiva. Appartiene a chi ha scelto da molti anni i suoi prodotti, intuendone la genialità; a chi s’è innamorato di un iPhone o di un iPad solo recentemente, riconoscendo le icone del nuovo secolo; a chi ha lavorato con lui o per lui o contro di lui; a chi scrive questo saluto nella sera lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, MacBook Air sulle ginocchia. Tredici etti di metallo e intelligenza che mi tengono compagnia nel mondo. Il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California: Powerbook 140, il mio veicolo grigio verso un’Internet ancora in bianco e nero.

Il primo computer è stato un Macintosh SE (1987), solido e cubico: ci ho scritto il primo libro. Gli amici chiedevano «Ma è compatibile?», e io rispondevo: con me di sicuro, con Microsoft non m’importa. Ricordi personali, certo. Ma il saluto del mondo, oggi, è la somma di un miliardo di ricordi, tanti sussurri che diventano un tuono riconoscente. Servizi e strumenti non alla portata di tutti? Certo. Ma alla portata di tanta gente, sempre di più. Prodotti costosi? Forse. Ma prodotti unici. Egoismo, piattaforme chiuse? Però con iTunes la musica è rinata, e App Store è il mercato dei sogni a 0,79 €.

Steve Jobs, puoi andartene orgoglioso. Hai cambiato il mondo che hai trovato, e questa è una buona maniera di vivere, per tutti. Hai dimostrato come le industrie possano migliorare la vita della gente; ed è giusto che vengano premiate dai fatturati, quando ci riescono. In trent’anni di mestiere non ti ho mai incontrato di persona, a differenza di altri americani celebri. Non ho mai partecipato ai riti di Cupertino, non ho mai assistito dal vivo alle tue splendide presentazioni egocentriche. Non ho mai acquistato un’azione Apple, anche se sono sempre stato convinto – fin da subito – del prodotto e del progetto. In fondo, non mi dispiace. Steve Jobs e Apple non saranno per me un modo per far soldi ma un modo per spenderne: bene così. Resteranno un’idea un po’ fiabesca.

La mela morsicata, come sai, è un classico delle favole. Stay hungry, stay foolish, hai lasciato detto ai ragazzi americani, quando già sapevi della malattia. Restate affamati, restate folli. In tanti – non solo ragazzi, non solo in America – oggi vorrebbero dirti semplicemente: stay, Steve. Resta.
Stay,
Just a little bit longer
We want to play
Just a little bit longer
Ma ormai è tardi, neppure Jackson Browne riuscirebbe a trattenerti. Sei partito per un posto che nessuno conosce. Se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giù: sarà celestiale.

Di Beppe Severgnini da Corriere del 07.10.2011

La Apple smartPhonizza il Mac e decreta l’inizio della fine dei lettori DVD

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Come aveva già anticipato meno di un mese fa, la Apple oggi ha confermato l’apertura del Mac App Store, praticamente un nuovo servizio simile all’App Store per iPhone, iPod e iPad e che permette così agli utenti di acquistare e scaricare le apps per il proprio mac. Per poter utilizzare il nuovo store è necessaria l’installazione dell’ultimo aggiornamento rilasciato per Leopard versione 10.6.6.

L’accesso allo store è semplice e può esser effettuato (per gli utenti di iTunes) utilizzando lo stesso account Apple. Una volta entrati nello store ci si accorge subito che la modalità di vendita del software e l’interfaccia proposta all’utente, è uguale allo store di iTunes: ricerche veloci, software classificati in categorie semplici ed intuitive, scheda del prodotto, tasto per procedere all’acquisto (free o a pagamento), aggiornamenti del software. I vantaggi per l’utente, così a primo impatto sono:

  1. possibilità di poter acquistare software quando serve, in modo sicuro, senza preoccuparsi dell’attendibilità del sito e dello sviluppatore
  2. possibilità di acquistare con un solo metodo di pagamento, integrato e certificato
  3. superamento del concetto di installazione da CD/DVD
  4. aggiornamenti centralizzati per tutti i software installati

Insomma, gli stessi vantaggi che si percepiscono utilizzando un iPhone o un iPad. E’ come dire che la Apple stia smartphonizzando il mac!

Anche se il concetto di store del software non è nuovo al mercato e agli utenti e più aziende hanno già provato a lanciarne uno, secondo me il Mac Store avrà un impatto diverso. Personalmente ho sempre riconosciuto alla Apple la bravura di saper scegliere il tempo di uscita, la modalità e la strategia di prodotto al “momento giusto”, così come ha fatto per esempio anche con l’iPad.

Dal mio punto di vista infatti questo è il momento giusto proprio perchè dopo l’esplosione del mercato degli smartphone e conseguentemente alla crescita dell’abitudine all’acquisto di apps e musica, gli utenti saranno più propensi ad acquistare anche software, nella stessa modalità. Poco, subito e ovunque, senza dover andare al negozio a prendere un CD/DVD per esempio.

Ritengo inoltre che sia anche la modalità giusta, perchè sta uscendo con una piattaforma che utilizza un modello già funzionante, lo store: tutti comprano con una sola piattaforma di acquisto, da un solo punto, un account. Il mercato è spinto dagli sviluppatori e dalle aziende che producono software per quel “sistema”.

La strategia di prodotto è infine assolutamente puntuale: il Macbook Air è stato inserito sul mercato un attimo prima dell’uscita dello store. Questo modello di Mac per chi no lo sapesse, è un prodotto sul quale non è presente un lettore di CD/DVD, e soprattutto, a differenza della campagna pubblicitaria della precedente versione, da nessuna parte si vede mai un lettore esterno su USB. E’ un pò come voler far dimenticare qualcosa che non serve più. Vi ricordate il Floppy Disk per esempio? Quando la Apple decise di toglierlo dai suoi Mac molti degli utenti pensarono che fosse un errore strategico, eppure, non è stato così.

Insomma questa che per molti (come si legge già in rete) non è una novità o per qualcuno è l’ennesimo modo di Apple di attirare a se l’utenza e stringere ancora di più la maglia intorno al DRM, dal mio punto di vista il Mac Store sarà l’inizio di un’ennesima rivoluzione che avrà l’effetto di iniziare la dismissione dei cd/dvd, l’utilizzo del cloud e una modalità diversa di distribuzione del software.

Il prossimo passaggio sarà l’apertura di un apps store per la Apple TV, la vendita di Apps per l’home entertainment, l’apertura un sdk per lo sviluppo e l’integrazione totale desktop e mobile: tutto avverrà nel momento in cui la Apple deciderà di chiudere il mercato dei PC casalinghi… 😉

UPS non mi scappi, hai il mio iPad!

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Come tutti i miei follower, amici e lettori ormai sapranno, ho ordinato l’ipad online qualche giorno fa e da poco meno di 48 ore ne sono entrato in possesso… in modo un pò alternativo!

Giovedi mattina, grazie al servizio online di Apple scopro che la consegna sarebbe stata fatta in giornata. Tra l’emozionato e l’euforico chiedo a mia moglie di allontanarsi il meno possibile da casa. Nel pomeriggio non vedendo arrivare nessuno è andata a fare la spesa… ti pare che passa proprio adesso?

Ovviamente se si fossero organizzati non sarebbe successo: il corriere UPS è passato proprio quando casa era vuota e non avendo trovato nessuno a cui consegnare, giustamente, è andato via! Alle 17.30 arrivato a casa, trovo il bigliettino giallo della mancata consegna nella cassetta della posta: “Coooosa!?? Devo aspettare fino a domani?”. No no…

E così mi sono messo al telefono: prima il numero verde, poi un centralino di Milano, poi ancora un altro finchè non sono arrivato ad una signorina che mi avvisa che, vista la mia indisponibilità per il venerdì (ero a Milano per lavoro), non avrei potuto avere il mio pacco fino a lunedì. “No, non se pò fa”. Dopo una rapida ricerca su Google ho scoperto che, non troppo lontano da casa, ho la sede di UPS dove avviene lo smistamento di Roma (!). Ho preso lo scooter e alle 18.30 ho raggiunto gli uffici e dopo aver rotto le scatole ad una gentilissima signorina, ho avuto l’informazione che cercavo: il tragitto del corriere che trasportava il mio iPad.

Salgo di nuovo in scooter ed inizio a percorrere (sempre vicino casa) la strada che avrebbe dovuto seguire il corriere. Alle 19.20 quando stavo per decidere di tornarmene a casa, vedo passare davanti a me un furgone nero con scritto UPS…. non poteva che esser lui. E così ho iniziato l’inseguimento!

Lo inseguo per qualche minuto e lo affianco a sinistra, lato autista, al primo semaforo utile. Gli busso sul vetro ed il tizio, dopo avermi guardato male, tira giù il finestrino. Io gli faccio: “Hai il mio iPad!” e lui con aria sbalordita mi fa “Ma che daveeero?” e subito dopo, “Te sei matto!”. Dopo uno scambio di battute, si è accostato e mi ha consegnato il mio iPad.

Come avrebbe detto il signor Rezzonico (di Aldo Giovanni e Giacomo), se non mi avesse dato il mio pacco, “Poteva rimanere offesooo”. Alla fine, l’ipad è arrivato a casa!

Lo so, sembra un gesto di follia, ma la voglia di cominciare a metterci le mani sopra (utilizzo e sviluppo) era troppo grande. L’Ipad è arrivato nello stesso giorno in cui è nato, e si è radunato, il gruppo degli indigeni per lo sviluppo di applicazioni ipad/iphone/android…  non può essere che un segno!

E adesso mi cimento in un post di impressioni ed idee.

La mia esperienza con Apple

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Leggevo una discussione interessante lanciata sul gruppo Linkedin di One Consulenza Evolutiva dal titolo Apple investe di meno ma cresce più della concorrenza nata dal post su Macynet. Aldilà dell’analisi fatta nell’articolo, che è molto interessante e motivo di discussione, la cosa che mi ha stuzzicato è stata la domanda di Lorenzo Campese:

Quali sono secondo voi i punti forti della strategia di Apple? Cosa possono imparare le aziende italiane per il futuro?

Questa è stata la mia risposta che riporto per intero.

La discussione mi appassiona così tanto che sono entrato in fibrillazione da voglia di scrivere di tutto di più, della mia esperienza con il mondo Apple, del mio acquisto dell’iPad e del fatto che oggi porto i gemelli al polso, bianchi con il Ctrl e l’alt…

Sono diventato un Apple Addicted da circa un anno e mezzo, quindi non sono un anziano utilizzatore, anzi mi ritengo ancora un novizio. Ho sempre pensato che i prodotti Mac in generale costassero troppo, e quindi per motivi banalmente economici, non ne avevo mai acquistato uno. La prima esperienza è stata l’acquisto un un iPod a Cupertino, nell’Apple store all’interno della sede della Apple. Non ho fatto fatto nulla, se non indicare il prodotto, e in 3 minuti netti (nemmeno su un ecommerce sarebbe così veloce) avevo il prodotto in mano, con busta elegantissima e ricevuta tramite posta elettronica. Stupefacente.

Negli ultimi anni, la mia passione per le tecnologie e la curiosità per tutto ciò che è nuovo ed innovativo mi ha portato a pensare: “Cavolo, non ho mai provato un prodotto Apple. Come faccio a parlarne, se non ho mai provato?”. Ho così comprato un iPhone. L’obiettivo era studiare, capire e sviluppare applicazioni, nulla di più. Qui è scattata la prima scintilla: la user experience dell’iphone è stata fantastica e dopo pochi minuti mi sono sentito a mio agio, senza leggere un manuale, senza che nessuno mi abbia spiegato nulla. L’iphone, lo accendi, lo usi e sei confidente. Questa cosa mi ha affascinato. Non era un problema estetico, e nemmeno tecnico, dopo tutto l’iphone è pieno di difetti (batteria, facilità di rottura…), ma la l’usabilità e l’assistenza clienti mi hanno stupito.

Ho allora pensato di acquistare successivamente un MacBook Pro, con la solita curiosità e con la voglia di poter dire la mia “vediamo se l’iphone è un caso, o meno…

Ora, ma questo un giorno potrebbe cambiare per qualcosa di più nuovo e magari migliore, non posso pensare di cambiare da Apple. Anzi, ho comprato l’iPad e oggi dovrebbe arrivarmi. Fatta tutta questa premessa e sottolineato che in questo momento sono innamorato ma pronto a divorziare per qualcosa di migliore, posso dire che secondo me, quello che differenzia la Apple è riconducibile ad un solo fattore: l’attenzione per l’utente, attenzione, non il cliente, l’utente.

L’utente è al centro della progettazione, di tutti i dispositivi di apple dalla progettazione hardware (design, ergonomia) fino al software (stabilità usabilità). In questo caso il caso lampante è che la Apple (se pur superficialmente ormai vista la mole di applicazioni nell’appstore) si prende il tempo di verificare il software che viene sviluppato, cosa che non avviene negli altri store (esempio Market di Android).

L’utente è al centro della comunicazione di apple, dalla pubblicità semplice (pochi messaggi e facilmente intuibili anche per mia nonna che mi dice “Cavolo, ma con quel coso trovi proprio tutto eh!“) alla comunicazione tecnica (efficiente e puntuale).

L’utente è al centro della vendita e del post vendita dai centri Apple nei quali ti fanno formazione, assistenza e supporto e alle informazioni disponibili on line. L’assistenza per esempio per problemi è incredibile: prenoti l’appuntamento su Consierge (sistema di booking per gli appuntamenti, nel quale scegli anche l’ora, non solo il giorno) e hai un tecnico assegnato (nome e cognome) tutto per te, dedicato per tutto il tempo necessario.

L’utente è al centro delle scelte della Apple.

Non vorrei che qualcuno pensasse che questa è una marketta, ma è la sintesi di un anno di esperienza. Non so se avete letto il libro “Nella testa di Steve“, se non l’avete fatto, lo consiglio, è illuminante .

Apple ha una brand awarness molto forte indotta dal fatto che il cliente apprezza questo tipo di attenzione e ne parla bene. Questo è “l’investimento” con il roi più alto: il cliente.

Per quanto riguarda Google, non voglio scrivere un altra spataffia, ma condivido con Massimo che sia una delle imprese più innovative, ma c’è da tenere in considerazione che sono aziende con un DNA completamente diverso: una fa servizi, una fa prodotti. Una fa servizi gratuiti via web e che quindi raggiungono la massa velocemente (notare che i prodotti business non sono così noti a tutti), l’altra fa prodotti estremamente costosi che più lentamente arrivano alla massa (ma ci sono arrivati). Siccome non mi faccio mancare niente di tecnologia, ho anche un Nexus One (il googlefonino) ma vi assicuro che, per quanto potente non ha nulla a che fare con l’esperienza dell’iphone.

Poi che dire, ho un blog dedicato a Google, utilizzo circa 26 servizi di google (dalla posta a molto altro…), come non posso amare questa azienda! 🙂

Voi cosa ne pensate?

iPad: ecco i 10 motivi del mio acquisto

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In questi giorni ho pensato più volte all’acquisto dell’iPad, non posso nasconderlo. Inizialmente ne facevo anche una questione di rapporto prezzo / servizio, poi una persona mi ha domandato : “Ma come, ancora non ce l’hai? Tu!?”.

E già, non ce l’ho. Colpito nell’orgoglio Geek. E’ così mi sono rimesso di nuovo con la testa e con il pensiero, finchè ieri non ho ricevuto la mail della Apple, dall’oggetto “Ipad arriva. 28 maggio. Preordina oggi”. E così l’ho fatto.

Per prepararmi alle mille domande di mia moglie e degli amici, ho classificato i motivi che mi hanno spinto all’acquisto dell’iPad in seri e un pò meno… seri:

Motivi seri

1) Ritengo sia uno strumento in grado di migliorare l’attività lavorativa in mobilità. Si è vero, con il portatile e un iPhone (o una chiavetta) si può certamente fare a meno di averlo, ma vuoi mettere la facilità con la quale puoi accedere alle informazioni (posta, internet, giornali, documenti e altro) in qualsiasi circostanza, senza per forza dover organizzare una postazione di lavoro?

2) La presenza di iWork permette di utilizzare iPad come strumento di lavoro (Powerpoint > Keynote, Pages > Word, Numbers > Excel)

3) Utilizzare un sistema nuovo è motivo di riflessioni e studio, nonché idee. Chi si occupa di sviluppo, tecnologie e comunicazione, secondo me deve provare prodotti nuovi per capire e progettare.

4) Tutti dicono che l’Ipad non è un notebook, non è un book reader, non è una cornice digitale, non è uno storace per video, non è un laptop. E’ vero, è così. E’ un pò di tutti, per questo lo trovo fantastico.

Altri motivi…

1) Si ho il MacbookPro, il NexusOne, l’Iphone, il BlackBerry, un pc fisso, l’acer aspire one. Ma questo è diverso, nella forma. No?

2) E’ Geek e come tutti i prodotti Apple, è un oggetto di culto, un oggetto che aggrega e che ti porta a volerlo. Non dite di no, non vi è mai capitato di attaccare a parlare con qualcuno solo perché ha l’iPhone… (Esempio: “Che applicazioni hai installate?”) o ancora prima l’iPod? A me si…

3) Cosa penserebbe di me chi mi conosce e sa come reagisco di fronte ad una vetrina o uno scaffale pieno di giocattoli tecnologici? Sarà mica un caso che su FourSquare sono il sindaco di Unieuro!

4) La sera quando leggo e mi rilasso sul divano o sul letto, è sicuramente più comodo.

5) Tutte le applicazioni che ho comprato per iPhone, che faccio, non le provo anche sull’iPad?

6) Mia moglie non potrà dire più “Stai sempre al PC” oppure “Stai sempre al telefono”… voglio vedere come definisce l’iPad!

Forse le motivazioni sono un pò sbilanciate…

UPDATE 24/05/2010 : Ho appena ricevuto un messaggio dalla Apple che mi comunica che l’ordine è partito ed entro (e non oltre) il 28/05/2010 il gioiello sarà nelle mie mani. WhooooW!

Da Carosello ad oggi, visto da me.

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1977. Sono nato nell’anno in cui si chiudeva Carosello e nel periodo in cui ancora la BR e gruppi neofascisti facevano stragi. Sono nato con Holly e Benji e con i cartoni animati nei quali si vedeva poco sangue, con programmi televisivi semplici e divertenti come Tris di Mike Bongiorno ed il Pranzo è servito di Corrado. Sono nato con le cabine della Sip quelle che andavano a gettoni, quelli veri, quelli con la riga al centro. Sono nato con il Commodore 64, l’Amiga 500 e Sensible Soccer, con i primi giochi su nastro copiati dal giornalaio.

Sono cresciuto con Drive in e le ragazze Cin Cin di Colpo grosso, le modifiche ai motorini e la schedina del Totocalcio. Sono cresciuto con le occupazioni a scuola e i discorsi di politica, musica rock ascoltata e suonata e con l’idea che la laurea sarebbe servita a qualcosa e se non la prendevi era cavoli amari per il futuro.

Ho seguito Tangentopoli e visto in diretta la morte di Airton Senna. Ho cominciato ad assaggiare l’Informatica con il DOS e con Windows 3.1. Ho navigato in internet con i modem a 56K di Tiscali gratis e ho mandato la mia prima mail a me stesso per capire come funzionava. Non mi sono più staccato dai pc portatili e dalle consolle.

Sono diventato grande con il matrimonio, con la morte di Papa Wojtila, con il disastro dell’11 Settembre, lo scudetto della Roma del 2001, l’abbandono di Windows ed il passaggio ad Apple, all’Iphone e al mondo Open Source. Google è diventata la mia fonte di informazione principale.

Ho conosciuto Calciopoli, Vallettopoli e Bancopoli. Sono diventato grande con i cellulari, con Internet veloce, la connessione in mobilità e l’esplosione mediatica.

Aspetto altri mille cambiamenti nella mia vita, ma dal 1977 è cambiato qualcosa. Si.

Come fare screenshot con Mac?

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Come effettuare uno screenshot in Mac SnowLeopard AppleQuesta mattina avevo la necessità di mandare degli screenshot, relativi ad alcuni problemi di Spam in Zimbra, ad alcuni colleghi dell’helpdesk. Visto che stavo lavorando con il Mac e non con il solito Windows e non volendo uscire e cambiare sistema mi sono messo a cercare un programmino simil FastStone Capture (che utilizzo in windows).

Cercando su Google, il primo risultato è stato proprio questo articolo della Apple “The Secret Screen Capture Shortcut” nella sezione PRO. Toh! Mai screenshot fu più semplice e completo.

Screenshot di una porzione di schermo: COMMAND + SHIFT + 4

Screenshot totale dello schermo: COMMAND + SHIFT + 3

Nel primo caso verrà attivato un cursore speciale che vi permetterà di selezionare l’area di vostro interesse, mentre nel secondo caso verrà salvata un immagine sulla scrivania.

Lo so che questo post per molti di voi non sarà una sorpresa, ma per me che sono un neo Macbuntista, questa è stata una scoperta e ho deciso quindi di scriverlo. Enjoy.

Facebook 3.0 per iPhone: novità e indiscrezioni

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facebook-iphone-30Facebook per iPhone è una delle più popolari applicazioni dell’Apple Store. Quasi il 25% di tutti i proprietari di iPhone hanno installato ed utilizzano infatti facebook direttamente da applicazione e non da Web. Oggi Facebook ha condiviso in rete, attraverso alcuni suoi collaboratori, maggiori dettagli sulla prossima versione 3.0. Tra le novità che troveremo a breve (ci sono anche io in quel 25%…) troveremo:

1. Il lettore delle news in formato Feed
2. La funzione di Like, già presente sul sito
3. Eventi (compresa la funzionalità di adesione e visualizzazione)
4. Note
5. Pagine
6. Gestione dell’album fotografico
7. Caricamento dell foto negli album
8. Zoom sulle foto
9. Gestione dei tag sulle foto
10. Gestione delle foto del profilo
11. Completamente stravolta la home page dell’applicazione: semplificato l’accesso e aggiunte le notifiche
12. Personalizzazione della home page
13. Migliorate le notifiche e i link ai commenti per poter rispondere
14. Richiamare velocemente un testo o pagine di persone
15. Gestione dei messaggi interrotti da telefonata

La nuova e vera novità sarà sicuramente la home page e la gestione della personalizzazione. L’utente potrà così utilizzare le funzionalità a lui più utili. Inoltre l’aggiunta di Eventi, Note, Pagine, e album di foto renderà l’applicazione completa e veramente integrata con i servizi del sito.

Attualmente però Apple non ha rilasciato la data ufficiale di rilascio e lancio, ma indiscrezioni dicono che sarà proprio durante questa fine di Agosto.

iPhone 32Gb? Tra rumors, idee e nuove funzionalità

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next-gen_apple_iphonePiù giro per il web, più leggo possibili novità e possibili aggiornamenti per il nuovo iPhone. Qualcuno potrebbe dire “Ma come, sto aspettando il firmware 3.0 per il mio iPhone e qui mi esce un aggiornamento sotto il naso?” E si, sembrerebbe proprio così. Sembrerebbe proprio che in concomitanza con l’uscita del nuovo firmware 3.0 per il nostro iPhone 16Gb esca proprio il nuovo modello. Quali caratteristiche? Eccone alcune raccolte sulla rete:

– Capacità di storage da 16 a 32 GB come nell’iPod Touch.
– Fotocamera da 2 Megapixel passa, giustamente, a 3,2 Megapixel.
– Prezzo stabile, non cambia da quello attuale.
– Schermo OLED che riduce i consumi della batteria di 1,5x.
– Magnetometro per la bussola.
– Processore più potente e RAM raddoppiata.
– Trasmettitore radio FM integrato, in perfetto stile Nokia.
– Logo posteriore lucido (e perchè?)
– Zone in gomma sul retro.

Per sapere se tutto questo corrisponde a verità e non sono solo rumors e tweet, dovremo aspettare il 17 Luglio 2009 o giù di li. Io credo comunque che in questi giorni avremo news da Apple a riguardo.

Il Co-Fondatore di Twitter dice: “Non siamo in vendita”

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Ieri abbiamo assistito ad un tam tam della rete relativamente a Twitter e l’acquisizione da parte di Apple. La notizia era quella di una una mega offerta da 700 milioni di dollari. Oggi, comparsa su The View, il co-fondatore di Twitter, Biz Stone ha detto”non siamo in vendita”.

Francamente, sono sorpreso. Di solito le notizie di Apple, quando trapelano diventano realtà.