ChatGPT non atrofizza il cervello. Ma ci costringe, finalmente, a pensare a come lo stiamo usando.

Alessandro Baricco, nel suo saggio I barbari, invitava provocatoriamente a ยซimparare a respirare con le branchie Googleยป. Questa metafora illuminante descrive come lโ€™essere umano si sia adattato a usare strumenti digitali, come i motori di ricerca, quasi fossero organi aggiuntivi per โ€œrespirareโ€ nel mare dโ€™informazioni.

Oggi, con lโ€™avvento di ChatGPT e dei modelli linguistici di grande portata (LLM), ci stiamo mettendo nuove branchie cognitive: delegando allโ€™AI parte del nostro pensiero, stiamo esternalizzando memoria e creativitร . Ma quali effetti ha tutto ciรฒ sul nostro cervello? Stiamo davvero diventando piรน โ€œanfibiโ€ digitali, capaci di vivere in nuovi ambienti informativi, o rischiamo unโ€™atrofia mentale? In altre parole: lโ€™uso di ChatGPT ci rende piรน smart o ci illude di esserlo, a costo di spegnere lentamente qualche scintilla neuronale?

Nel 2025 un gruppo di ricercatori del MIT Media Lab ha cercato di rispondere a queste domande con lo studio โ€œYour Brain on ChatGPTโ€, esplorando lโ€™impatto cognitivo dellโ€™uso di un assistente AI durante la scrittura. I risultati, interessanti e per certi versi inquietanti, suggeriscono che qualcosa nel nostro modo di pensare cambia quando ci appoggiamo a ChatGPT. Tuttavia, รจ fondamentale mantenere uno sguardo critico: questo studio, pur rigoroso, non dimostra che ChatGPT atrofizzi il cervello in senso letterale โ€“ non ci sono evidenze di โ€œdanniโ€ permanenti o irreversibili. Ci offre perรฒ uno specchio di come lโ€™uso intensivo di AI possa alterare temporaneamente i nostri processi cognitivi, ponendo le basi per un dibattito importante su educazione, lavoro e societร . Procediamo allora a esaminare i punti chiave emersi, traendo spunti culturali e scientifici per capire come convivere con queste nuove โ€œbranchieโ€ tecnologiche senza perdere la capacitร  di nuotare con la nostra testa.

ChatGPT non โ€œatrofizzaโ€ il cervello. Ma ci costringe a porci delle domande serie

Negli ultimi giorni il paper Your Brain on ChatGPT รจ rimbalzato sui social con titoli sensazionalistici: โ€œChatGPT spegne la menteโ€, โ€œBenvenuti in Idiocracyโ€, โ€œLโ€™AI ci rende stupidiโ€. รˆ un effetto prevedibile quando si incrociano tre fattori: un tema polarizzante come lโ€™intelligenza artificiale, unโ€™istituzione autorevole come il MIT, e un abstract che parla di EEG, memoria, apprendimento. Ma รจ proprio in questi casi che serve fare un passo indietro, leggere bene (non solo lโ€™abstract!) e restituire allo studio quello che effettivamente dice โ€“ e anche quello che non dice.

โŒ Cosa non dimostra questo studio

  • Non dice che ChatGPT provoca danni permanenti al cervello.

  • Non afferma che lโ€™intelligenza artificiale generativa debba essere evitata o vietata.

  • Non sostiene che lโ€™uso dellโ€™AI comporti unโ€™atrofia neurologica in senso clinico o irreversibile.

Sarebbe profondamente scorretto โ€“ e intellettualmente disonesto โ€“ interpretare i dati raccolti in questo studio come โ€œprova definitivaโ€ di una degenerazione cognitiva. La ricerca รจ seria, ma preliminare. Il campione รจ ristretto (54 partecipanti), il contesto sperimentale รจ preciso (scrittura di saggi in stile SAT), e la durata limitata (quattro sessioni distribuite su alcune settimane). รˆ una fotografia parziale, non un film completo.

โœ… Cosa ha studiato e cosa dimostra davvero

Lo studio ha indagato โ€“ con metodi neuroscientifici, linguistici e qualitativi โ€“ come cambia lโ€™attivitร  cognitiva durante la scrittura quando le persone usano un LLM (come ChatGPT), un motore di ricerca, oppure nessun supporto.

Ha misurato:

  • la connettivitร  cerebrale tramite EEG;

  • la memoria a breve termine (ricordo di quanto appena scritto);

  • il senso di ownership sullโ€™elaborato;

  • lโ€™originalitร  e coerenza dei testi;

  • le strategie di utilizzo dellโ€™AI (passive o attive);

  • lโ€™evoluzione nel tempo delle performance.

E cosa ha trovato?

  • Che lโ€™uso di ChatGPT riduce lo sforzo cognitivo richiesto per scrivere: la mente lavora meno rispetto a quando si scrive da soli o si usa un motore di ricerca.

  • Che questo puรฒ portare, nel tempo, a una forma di debito cognitivo: una diminuzione della memoria immediata, della percezione di essere autori del proprio testo e della varietร  espressiva.

  • Che questi effetti sono piรน marcati se lโ€™uso dellโ€™AI รจ passivo e continuo fin dallโ€™inizio, ma meno evidenti o addirittura positivi quando lโ€™AI viene introdotta dopo un primo sforzo autonomo.

  • Che lโ€™AI non spegne il cervello, ma puรฒ inibire certi circuiti se usata in modo acritico o sostitutivo.

In sintesi: lo studio mostra che lโ€™automazione cognitiva porta benefici immediati ma ha costi latenti. Non รจ un atto dโ€™accusa contro lโ€™intelligenza artificiale, ma un invito a riflettere su come usarla senza rinunciare alla nostra. Chi usa questi dati per dire โ€œlโ€™AI รจ il maleโ€ ha frainteso โ€“ o strumentalizzato โ€“ il senso del lavoro.

Il cervello assistito: comoditร  immediata, costi nascosti

Lo studio del MIT ha diviso 54 studenti in tre gruppi durante un compito di scrittura di saggi: uno assistito da ChatGPT (gruppo LLM), uno che poteva usare un motore di ricerca tradizionale, e uno โ€œa cervello nudoโ€ senza alcun aiuto esterno. Dopo tre sessioni, i gruppi con AI e senza AI sono stati invertiti per osservare cosa accadeva al cervello โ€œspentoโ€ lโ€™assistente e viceversa. I ricercatori hanno monitorato lโ€™attivitร  cerebrale con EEG e valutato i testi prodotti sia con strumenti automatici (NLP e algoritmi di scoring) sia con lโ€™occhio di insegnanti umani.

Il risultato? Un quadro chiaro: piรน aiuto intelligente usiamo, meno il nostro cervello si sforza. I partecipanti che scrivevano senza aiuti mostravano le reti neurali piรน attive e connesse; chi usava Google in modo mirato seguiva a ruota, mentre gli utilizzatori di ChatGPT presentavano la connettivitร  cerebrale piรน debole. Lโ€™attivitร  cognitiva diminuiva proporzionalmente al livello di assistenza esterna. In altri termini, lโ€™EEG conferma neuroscientificamente un principio intuitivo: se โ€œoutsourciamoโ€ parte del lavoro mentale a una macchina, il cervello scala marcia e lavora di meno. Fin qui, potrebbe sembrare semplicemente lโ€™effetto benefico dellโ€™automazione โ€“ meno fatica per noi โ€“ ma il vero interrogativo รจ: cosa succede a lungo termine se non facciamo mai quella fatica?

Il concetto introdotto dagli autori รจ quello di โ€œdebito cognitivoโ€. Come un debito finanziario accumulato quando si rimanda un pagamento, il debito cognitivo รจ lโ€™accumulo di piccoli deficit nelle nostre capacitร  mentali quando deleghiamo troppo frequentemente compiti cognitivi complessi allโ€™AI. Allโ€™inizio, usare ChatGPT รจ una comoditร  immediata โ€“ idee generate in pochi secondi, testi ben formulati senza sforzo. Ma a forza di risparmiare fatica mentale, โ€œcontraiamo un debitoโ€ che prima o poi va ripagato: ci ritroviamo meno allenati nel generare idee originali, nel mantenere la concentrazione, nel ricordare informazioni che avremmo appreso se avessimo fatto da soli lo sforzo di ricerca o scrittura. In breve, rischiamo di perdere proprio quelle abilitร  che non esercitiamo piรน.

Connettivitร  neurale in calo: il cervello al minimo sforzo

Dal monitoraggio EEG รจ emerso un dato quantitativo impressionante: scrivere con lโ€™aiuto di ChatGPT puรฒ ridurre lโ€™attivitร  cerebrale misurata fino al 55% rispetto a quando si scrive senza alcun assistente. In altre parole, il cervello โ€œlavoraโ€ poco piรน della metร  quando delega allโ€™IA gran parte del lavoro. I ricercatori hanno osservato che nel gruppo senza strumenti si attivavano diffusamente aree frontali e parietali associate a funzioni esecutive, integrazione semantica, memoria e pensiero creativo. Chi usava il solo motore di ricerca mostrava unโ€™attivazione marcata delle aree visive occipitali โ€“ segno che leggere, valutare e selezionare informazioni online mantiene comunque il cervello impegnato in un vaglio critico visivo. Al contrario, il gruppo ChatGPT presentava la rete di connessioni neurali piรน tenue e meno estesa, come se lโ€™atto del comporre testi con lโ€™AI richiedesse un coinvolgimento mentale molto inferiore. Gli utenti di ChatGPT sembravano non analizzare ed elaborare attivamente i contenuti generati, limitandosi spesso ad accettarli passivamente. Il cervello, insomma, andava in modalitร  โ€œpilota automaticoโ€.

Questa diminuzione di connettivitร  e attivazione รจ descritta dagli autori quasi come una forma di ipotrofia funzionale: โ€œcome se lโ€™intelligenza fosse un esercizio, e smettere di esercitarla producesse unโ€™atrofia silenziosaโ€. La parola atrofia qui รจ usata in senso figurato โ€“ nessuno suggerisce che i neuroni muoiano per mancanza di uso a breve termine โ€“ ma rende bene lโ€™idea: senza โ€œpalestra mentaleโ€ il nostro cervello si indebolisce. E ciรฒ diventa evidente quando gli stessi partecipanti, abituati per tre sessioni a scrivere con AI, sono passati allโ€™improvviso a dover scrivere senza aiuti: il loro cervello รจ apparso โ€œletargicoโ€, sotto-ingaggiato, incapace di ritrovare subito il livello di connettivitร  di chi aveva sempre lavorato senza strumenti. In quella quarta sessione, i โ€œdipendenti da ChatGPTโ€ hanno faticato enormemente: memoria offuscata, citazioni sbagliate, lessico anemico โ€“ insomma, prestazioni cognitive impoverite su tutta la linea. Era come se lโ€™abitudine a delegare il pensiero avesse impostato un nuovo default neurale piรน basso, da cui era difficile risalire.

Vale la pena notare che lโ€™effetto opposto รจ risultato vero per chi inizialmente non aveva aiuti: quando questi partecipanti โ€œBrain-onlyโ€ hanno provato ChatGPT nella sessione finale, hanno mantenuto una buona attivazione mentale di base e anzi mostrato maggiore richiamo di memoria e forte attivitร  in aree occipito-parietali e prefrontali, simile a chi usava il motore di ricerca. Inoltre, avendo prima costruito da soli una mappa mentale dellโ€™argomento, hanno usato lโ€™AI in modo piรน strategico e meno passivo. Questo dato suggerisce qualcosa di molto importante: รจ possibile integrare lโ€™assistente AI senza spegnere il cervello, ma conta come e quando lo si fa. Come metaforicamente osserva un commentatore, โ€œse prima ti costruisci la mappa mentale, poi puoi usare il GPS senza diventare ciecoโ€. In sintesi, un approccio ibrido dove prima si attiva la mente in autonomia e poi si sfrutta lโ€™AI per perfezionare o arricchire il lavoro, sembra mitigare i rischi di debito cognitivo. La tecnologia non deve essere una badante mentale che pensi al posto nostro dallโ€™inizio alla fine, ma uno strumento che amplifica le nostre capacitร  dopo che le abbiamo messe in moto.

Memoria esternalizzata: quando ricordare non serve (e perchรฉ invece serve)

Un aspetto chiave emerso รจ il calo della memoria e della consapevolezza nei partecipanti assistiti dallโ€™AI. Molti di loro non riuscivano a ricordare o citare correttamente parti del saggio che avevano โ€œscrittoโ€ (in realtร , generato) con ChatGPT. Questo indica che lโ€™atto stesso di affidarsi al suggerimento esterno aveva ridotto la formazione di tracce mnemoniche durevoli: in pratica non avevano consolidato quelle idee nella propria memoria, probabilmente perchรฉ il processo era stato troppo facile e a basso coinvolgimento. รˆ un fenomeno simile a quello che molti di noi vivono quotidianamente nellโ€™era digitale: perchรฉ sforzarsi di ricordare un numero di telefono, una data o un fatto, quando basta poterlo ricercare in ogni momento? Il cervello รจ adattivo e segue la legge del minimo sforzo: se percepisce che qualcosa รจ archiviato altrove (in un dispositivo, nel cloud, o in un modello AI), tende a non immagazzinarlo internamente. Gli scienziati chiamano questo effetto memoria transattiva o memoria esternalizzata, ed รจ stato osservato giร  con lโ€™avvento di internet. Studi precedenti hanno mostrato che il cervello comincia a trattare il web come una sorta di banca di memoria esterna, delegando a esso il compito di custodire informazioni, con un conseguente indebolimento della nostra capacitร  di richiamo autonoma. In altre parole, ci ricordiamo piรน dove trovare le risposte (quale sito, quale parola chiave su Google) che le risposte stesse.

Questa esternalizzazione della memoria non รจ di per sรฉ un male assoluto โ€“ dopotutto lโ€™umanitร  da secoli โ€œscaricaโ€ la memoria nelle tecnologie, dai libri alle biblioteche fino ai computer. Liberare la mente da certe incombenze puรฒ permetterci di concentrare le energie su compiti piรน creativi o complessi. Tuttavia, cโ€™รจ un equilibrio delicato: piรน affidiamo allโ€™esterno, piรน impoveriamo lโ€™allenamento della nostra memoria biologica. La neuroplasticitร  del cervello fa sรฌ che esso si modelli in base allโ€™uso: use it or lose it. Ogni volta che evitiamo uno sforzo mentale, rinunciamo ad allenare quel circuito neurale, perdendo un potenziale. Viceversa, impegnando il cervello in sfide cognitive, costruiamo quella che i neurologi chiamano riserva cognitiva โ€“ un โ€œgruzzoloโ€ di sinapsi e percorsi alternativi che ci rende piรน resistenti al declino cognitivo e ai danni neurologici. Una mente allenata su piรน fronti (memoria, attenzione, creativitร , problem solving) sviluppa una resilienza maggiore: ad esempio, molte ricerche indicano che un alto livello di riserva cognitiva ritarda lโ€™impatto di malattie come lโ€™Alzheimer, perchรฉ il cervello riesce a compensare meglio le perdite. Dovremmo quindi chiederci: affidare troppo alla memoria esterna dellโ€™AI potrebbe ridurre la nostra riserva cognitiva futura? Se smettiamo di esercitare la memoria oggi perchรฉ โ€œtanto cโ€™รจ ChatGPT che mi riassume quel concetto quando voglioโ€, potremmo trovarci domani con meno capacitร  di apprendimento autonomo o di richiamo di idee quando ne abbiamo davvero bisogno.

Quando la memoria non puรฒ piรน sbagliare: il rischio del Chronoscript

Cโ€™รจ unโ€™ulteriore riflessione che merita spazio, perchรฉ porta il tema della memoria esternalizzata su un piano ancora piรน radicale: non solo non ricordiamo piรน noi, ma qualcun altro ricorda per noi, al posto nostro, contro di noi. Matteo Flora ha recentemente proposto un nome per questa nuova frontiera del rischio cognitivo: Persistent Personal Chronoscript (PPC). Un termine che indica la registrazione cronologica e permanente di tutto ciรฒ che facciamo, diciamo, consultiamo o pensiamo online โ€“ e sempre piรน spesso anche offline, tramite wearable, chatbot connessi e dispositivi digitali sempre in ascolto.

Il paradigma PPC nasce da innovazioni come Recall di Microsoft o la memoria โ€œinfinitaโ€ in via di integrazione nei LLM come ChatGPT: strumenti pensati per offrire assistenza e continuitร , che perรฒ rischiano di creare un archivio permanente delle nostre azioni e intenzioni, incrociando cronologia, file, interazioni, connessioni, toni e ricerche. A prima vista รจ la promessa perfetta: finalmente non dimenticheremo piรน nulla. Ma come ricorda Flora, รจ proprio qui che si nasconde il pericolo. Dimenticare, riformulare, sbagliare e persino mentire a noi stessi sono processi umani fondamentali per la crescita, la guarigione e lโ€™evoluzione personale.

La persistenza del dato impedisce il โ€œdiritto allโ€™oblio mentaleโ€, allโ€™autoassoluzione, alla revisione del proprio passato. Ci priva della possibilitร  di riscrivere ciรฒ che eravamo alla luce di ciรฒ che siamo diventati. Se tutto รจ tracciato, ogni tentativo di cambiare idea, maturare, o semplicemente dire โ€œnon me lo ricordoโ€ puรฒ essere contestato da un sistema che ricorda per noi, con piรน precisione di noi stessi. La nostra memoria naturale, con i suoi vuoti e le sue distorsioni, รจ parte integrante della nostra identitร  e della nostra libertร .

In questo scenario, la memoria stessa diventa unโ€™arma contro lโ€™individuo โ€“ non solo come vulnerabilitร  tecnica (un malware puรฒ trafugare il nostro archivio personale), ma come strumento di controllo sociale e conformismo cognitivo. Se ogni nostra ricerca puรฒ essere decontestualizzata e usata contro di noi, smetteremo di cercare davvero. Se ogni nostra idea puรฒ essere conservata per sempre, smetteremo di pensarne di nuove. E se ogni nostra affermazione puรฒ essere confrontata con una cronologia perfetta, smetteremo di evolverci.

Il rischio โ€“ conclude Flora โ€“ non รจ solo tecnico, ma esistenziale: non potremo piรน sbagliare, non potremo piรน dimenticare, non potremo piรน cambiare. Ed รจ in questa โ€œmemoria perfettaโ€ che si annida lโ€™atrofia piรน pericolosa: quella della libertร  interiore.

Creativitร  e identitร : il rischio della โ€œvoce conformataโ€

Un altro punto sollevato dallo studio del MIT รจ lโ€™effetto sullโ€™originalitร  e sul senso di ownership (paternitร  intellettuale) del lavoro svolto con AI. I testi prodotti con lโ€™ausilio di ChatGPT tendevano a somigliarsi molto tra loro, al punto da essere definiti โ€œfotocopie semanticheโ€ โ€“ stesso vocabolario, stessa struttura, stessa impalcatura concettuale. Insomma, lโ€™uso dellโ€™AI portava a una livellazione sistematica del pensiero: quando tutto รจ ottimizzato in base ai dati del modello, niente รจ davvero originale. รˆ il paradosso dellโ€™algoritmo: massimizzando efficienza e coerenza, si perde quella scintilla di unicitร , le idee fuori dal coro, le traiettorie inaspettate. Non a caso, gli insegnanti umani coinvolti nellโ€™esperimento hanno giudicato i saggi generati con AI come piatti e privi di personalitร , alcuni li hanno definiti esplicitamente โ€œsoullessโ€, senzโ€™anima. Pur essendo formalmente corretti, mancava la voce autentica dello studente, la tesi davvero sentita, lโ€™argomentazione che nasce magari da unโ€™intuizione personale o da unโ€™esperienza di vita. รˆ il prezzo della deriva generativa: tanti elaborati finivano per convergere sugli stessi temi e frasi fatte, perchรฉ il modello tende a fornire risposte medie, generiche, โ€œmediamente intelligentiโ€ verrebbe da dire, evitando gli eccessi creativi o le posizioni troppo originali.

Allo stesso tempo, chi aveva scritto con lโ€™AI ha riferito un minor senso di soddisfazione e di proprietร  sul proprio elaborato. รˆ comprensibile: se gran parte delle idee e delle frasi te le ha suggerite una macchina, quel testo non lo senti veramente tuo. Nel questionario, il senso di ownership รจ risultato il piรน basso proprio nel gruppo LLM e il piรน alto nel gruppo โ€œcervello-onlyโ€. Questo dato ci mette in guardia su un rischio sottile: abituarsi a scrivere o creare con AI potrebbe alienarci un poโ€™ dalla nostra produzione intellettuale. Invece di essere autori, diventiamo editor di un output altrui (dellโ€™IA), e il legame emotivo e cognitivo con lโ€™opera ne risente. La creativitร  umana non รจ solo azzeccare parole giuste; รจ un processo spesso faticoso ma profondamente formativo, in cui lโ€™errore insegna e la ricerca di una frase originale rafforza la padronanza del linguaggio e delle idee. Se rinunciamo a quel processo troppo presto delegandolo allโ€™AI, perdiamo occasioni di crescita. Come ha scritto efficacemente un editorialista, โ€œogni volta che accetti la risposta piรน efficiente, perdi lโ€™occasione di formulare quella piรน veraโ€. La voce interiore si affievolisce, e rischiamo di pensare con parole non nostre, un pensiero in prestito. In prospettiva, immaginare intere generazioni che crescono scrivendo temi scolastici con ChatGPT fa temere lโ€™omologazione di stile e idee: saggi che sembrano prompt, con tono neutro e privo di quella scintilla individuale. La vera finalitร  della scrittura โ€“ come del pensiero โ€“ dopotutto non รจ produrre testo corretto, ma far collidere le idee, esplorare lโ€™inaspettato. Dobbiamo assicurarci che lโ€™uso delle AI non spenga questa capacitร  di dubitare e inventare, riducendo il pensiero a un eco dellโ€™intelligenza artificiale stessa.

Equilibrio, non panico: verso unโ€™innovazione consapevole

Di fronte a questi risultati, sarebbe facile cadere in narrazioni estreme. Da un lato, cโ€™รจ chi lancia allarmi catastrofisti โ€“ titoli come โ€œChatGPT atrofizza il cervelloโ€ rimbalzano online โ€“ temendo un futuro in cui le nuove generazioni, cullate dalle AI, perdano irreversibilmente capacitร  mentali fondamentali. Dallโ€™altro lato, troviamo i tecno-entusiasti che minimizzano: โ€œรˆ solo un nuovo strumento, come la calcolatrice o il correttore ortografico, nessuno si รจ mai rincitrullito per colpa della tecnologiaโ€. La realtร , come spesso accade, รจ piรน sfumata e richiede equilibrio.

Questo singolo studio del MIT, pur rigoroso, ha i suoi limiti: un campione relativamente piccolo di studenti, un periodo di osservazione di pochi mesi e uno scenario (quello dei saggi scritti in stile esame SAT) specifico. Inoltre, รจ una ricerca preliminare non ancora sottoposta a peer review formale. Non รจ una sentenza definitiva sullโ€™effetto dei LLM sul cervello umano, ma un campanello dโ€™allarme da approfondire. I risultati non provano che usare ChatGPT distrugga le nostre capacitร  cognitive; indicano perรฒ che un uso sregolato e passivo potrebbe indebolirle col tempo. รˆ una distinzione fondamentale: lโ€™atrofia in senso medico implica una perdita strutturale, mentre qui parliamo di sotto-utilizzo funzionale. In altre parole, il potenziale del nostro cervello rimane intatto โ€“ nessuna lesione, nessun โ€œbucoโ€ โ€“ ma se non lo coltiviamo potremmo non sfruttarlo appieno, un poโ€™ come un muscolo tenuto troppo a riposo.

La buona notizia รจ che la stessa ricerca offre una via positiva: sperimentare modalitร  di utilizzo ibrido e piรน consapevole dellโ€™AI. Come visto, chi ha alternato lavoro autonomo e assistito ha ottenuto benefici da entrambi: mantenendo attivi i neuroni e insieme godendo dellโ€™efficienza dello strumento. Questo suggerisce che il futuro dellโ€™apprendimento e della creativitร  umana non sta in un rifiuto dogmatico dellโ€™intelligenza artificiale, ma nemmeno in un abbandono completo ad essa. Dovremo trovare un bilanciamento, dove lโ€™AI sia protesi cognitiva e non sedia a rotelle mentale. Come sottolinea il rapporto del MIT, non si tratta di demonizzare ChatGPT, ma di capire cosa significa usarlo male e come evitarlo. Il vero pericolo infatti non รจ che lโ€™AI ci sostituisca, bensรฌ che ci adattiamo noi a pensare come lei, appiattendo la nostra originalitร  sui binari medi dettati dallโ€™algoritmo. Ma conoscendo il rischio, possiamo agire di conseguenza.

Inoltre, grazie alla neuroplasticitร , nulla ci impedisce di โ€œrimettere in formaโ€ il cervello se ci accorgiamo di aver esagerato con lโ€™automazione. Il cervello รจ straordinariamente allenabile a tutte le etร : possiamo sempre investire nel costruire nuova riserva cognitiva, imparare nuove abilitร , dedicare tempo a hobby creativi o a giochi mentali per riattivare quei percorsi sinaptici magari impigriti. Lโ€™AI non รจ una condanna, รจ uno strumento potente che richiede perรฒ pedagogia digitale sia per i giovani che per gli adulti.

Invece di cedere a un facile pessimismo (โ€œci rincoglieremo tutti con ChatGPTโ€) o a un ingenuo ottimismo (โ€œevviva, ora penserร  a tutto lโ€™AI!โ€), dovremmo accogliere questi dati come un invito alla consapevolezza. Come recita il motto latino, โ€œIn medio stat virtusโ€: la virtรน sta nel mezzo. Significa vigilare affinchรฉ la convenienza immediata offerta dalle AI non nasconda conseguenze indesiderate a lungo termine sulla nostra mente. Significa educare allโ€™uso equilibrato: chiedersi quando รจ il caso di lasciar fare alla macchina e quando invece รจ importante spegnere tutto e affrontare una sfida cognitive โ€œa mani nudeโ€, per il nostro stesso allenamento mentale.

Domande aperte per genitori, educatori, imprenditori e societร 

Da esperto di innovazione e cultura digitale, ma anche come genitore e cittadino, sento che questa fase storica ci pone di fronte a scelte cruciali. Abbiamo davanti un potente alleato tecnologico che puรฒ amplificare lโ€™intelletto umano come mai prima โ€“ ma anche un tentatore subdolo che puรฒ indurci alla pigrizia mentale. La differenza la farร  come decideremo di usarlo. In chiusura, quindi, piรน che risposte definitive, voglio proporre alcune domande che dovremo porci nei prossimi anni:

  • Genitori: come possiamo guidare i nostri figli ad utilizzare strumenti come ChatGPT senza atrofizzare la loro curiositร , attenzione e capacitร  di pensiero critico? Quali limiti e buone pratiche dobbiamo adottare in famiglia sullโ€™uso dellโ€™AI nei compiti e nello studio?
  • Educatori: in che modo integrare lโ€™AI nei programmi scolastici in maniera costruttiva, sfruttandone i vantaggi senza che gli studenti perdano lโ€™abilitร  di scrivere, ricordare e ragionare con la propria testa? La scuola dellโ€™era di ChatGPT dovrร  cambiare valutazioni e metodi didattici per coltivare creativitร  e autonomia anzichรฉ delegare tutto alle macchine?
  • Imprenditori e manager: come implementare gli assistenti AI nel lavoro senza impoverire le competenze dei dipendenti? Stiamo usando lโ€™AI per liberare tempo da dedicare a compiti piรน elevati e creativi, o la stiamo usando per spingere le persone a โ€œseguire il suggerimentoโ€ e basta? In altre parole, lโ€™AI in azienda sta aumentando o riducendo il capitale umano di conoscenze e capacitร  critiche?
  • Societร  e policy maker: quali politiche ed etiche dellโ€™innovazione dobbiamo sviluppare per evitare una dipendenza cognitiva di massa? Dovremo considerare lโ€™equivalente di linee guida per una โ€œdieta digitaleโ€ equilibrata, che preservi la salute mentale collettiva nellโ€™era dellโ€™intelligenza artificiale? E come garantire un accesso equo a queste tecnologie senza creare una frattura tra chi sa usarle (o puรฒ permettersele) in modo attivo e chi ne subisce passivamente gli effetti?

Sono domande complesse, che richiederanno il dialogo tra neuroscienziati, psicologi, pedagogisti, tecnologi, politici e tutta la comunitร . Quel che รจ certo รจ che siamo dinanzi a una nuova mutazione culturale โ€“ come Baricco la definirebbe โ€“ in cui โ€œfortissime correnti di energiaโ€ passano attraverso apparenti perdite di abilitร  tradizionali. Sta a noi riconoscere queste correnti e governarle. Possiamo e dobbiamo dotarci di โ€œbranchieโ€ per respirare nel nuovo ecosistema digitale, ma senza dimenticare come si usano i nostri polmoni originari: capacitร  critiche, memoria, creativitร , empatia. In definitiva, lโ€™intelligenza aumentata non dovrร  significare intelligenza dimezzata. Se saremo saggi e consapevoli, ChatGPT e gli altri LLM potranno diventare parte integrante del nostro extended mind senza sminuire la meravigliosa plasticitร  del cervello umano โ€“ anzi, forse stimolandoci a ripensare il modo in cui impariamo e cresciamo, in simbiosi con le macchine ma sempre padroni del nostro destino cognitivo.

Dalla gerarchia al dialogo: come gli agenti AI stanno riscrivendo il nostro modo di chiedere

C’รจ stato un tempo (e forse c’รจ ancora) in cui il comando “vai a farmi le fotocopie” era il simbolo per eccellenza della gerarchia operativa. Diretto, inequivocabile, senza margini di interpretazione o ambiguitร . Piรน o meno.

Vi starete domandando cosa c’entra questo con l’AI, con il rilascio di Perplexity o del recente Operator di OpenAI, vero? Non ci crederete ma un legame, con l’evoluzione e l’arrivo degli agenti, questo tema รจ molto attuale.

Pensateci, con unโ€™intelligenza artificiale non funziona piรน essere autoritari: bisogna essere collaborativi. E forse anche un poโ€™ educati.

Partiamo dal principio.

Dal comando al dialogo: chi educa chi?

La relazione con un agente AI, viste le evoluzioni recenti, le potenzialitร  e l’efficacia che stanno cominciando ad avere, non รจ piรน univoca: รจ una relazione che diventa dialogica e persino educativa. Il fatto di dover collaborare con un agente AI, e non comandarlo come verrebbe naturale, implica un cambio di prospettiva non da poco. Non possiamo piรน limitarci ad impartire ordini secchi; dobbiamo chiederci come formulare una richiesta in modo che sia compresa e, soprattutto, eseguita al meglio.

Immaginate la scena:

  • “Vai a farmi le fotocopie.”
  • Lโ€™AI risponde: “Quali pagine? A colori o in bianco e nero? E quante copie esattamente?”
  • Tu: “Fai tu.”
  • Lโ€™AI: “Fai tu cosa? Cโ€™รจ un errore nella richiesta / prompt.”

Ecco, questa รจ la nuova realtร : lโ€™AI non si accontenta di eseguire, vuole capire. E noi, da “padroni del comando”, dobbiamo trasformarci in partner comunicativi, in grado di spiegare non solo cosa vogliamo, ma anche perchรฉ e come lo vogliamo. E se non iniziamo ad agire cosรฌ abbiamo due possibili effetti che, in alcuni casi, iniziano giร  a manifestarsi: il primo รจ che l’AI, questo strumento magico che sembra possa fare tutto, in effetti non capisce e non fa quello che ci aspettiamo. Il secondo effetto, successivo, รจ noi non sappiamo chiederle ciรฒ che ci serve e questo ci fa sentire inferiori potenzialmente.

Un nuovo (possibile) galateo

Se gli agenti AI diventano partner dialogici, forse dovremmo iniziare a pensare al nostro tono. Dopotutto, nessuno ama o ha mai amato un capo che urla, da comandi e impone di fare cose senza spiegarsi. E se la tecnologia ci stesse insegnando qualcosa, non in modo diretto, sul valore della gentilezza? Immaginate di dover chiedere allโ€™AI di prenotare un volo:

  • Versione “vai a farmi le fotocopie“: “Prenota il volo per Milano.”
  • Versione dialogica: “Mi aiuti a trovare il miglior volo per Milano? Preferisco partire al mattino e con pochi scali.

Io credo che sia palese che una delle due รจ efficace, mentre l’altra no. Non solo la seconda versione รจ piรน chiara, ma risulta anche piรนโ€ฆ umana!

รˆ ironico: un agente digitale, apparentemente privo di emozioni, ci costringe a essere piรน consapevoli del nostro modo di comunicare. Forse, nel tentativo di insegnare allโ€™AI come interagire con noi, stiamo imparando noi stessi a interagire meglio con gli altri?

Dal โ€œcosaโ€ al โ€œperchรฉโ€

La vera rivoluzione di questo shift non รจ solo nel come chiediamo, ma nel perchรฉ lo chiediamo. Quando diciamo allโ€™AI di fare qualcosa, stiamo implicitamente trasferendo a lei il processo decisionale. Non stiamo solo delegando un compito, ma anche il modo in cui quel compito verrร  eseguito. E qui nasce una domanda cruciale: siamo davvero pronti a cedere questo potere?

Prendiamo un esempio semplice: “Organizza la mia giornata.

Se non forniamo contesto, lโ€™AI potrebbe pianificare otto meeting consecutivi senza pause. Ha sbagliato? No, semplicemente ha eseguito un compito interpretandolo sulla base delle informazioni che aveva a disposizione. Non vi sembra un dejavรน, no? Se non spieghiamo perchรฉ abbiamo bisogno di spazio per pensare o di tempo per un pranzo tranquillo, lโ€™AI non potrร  saperlo.

La veritร  รจ che chiedere bene richiede una certa dose di autoconsapevolezza. Dobbiamo sapere cosa vogliamo e perchรฉ lo vogliamo, altrimenti rischiamo di essere “mal serviti” da unโ€™entitร  che, paradossalmente, cerca solo di aiutarci.

Chi รจ il maestro?

E qui arriviamo al punto piรน ironico (e forse non solo ironico) di tutti: chi sta educando chi?ย Stiamo insegnando allโ€™AI a comprendere meglio il linguaggio umano? Oppure รจ lโ€™AI che, indirettamente, ci sta insegnando a essere piรน chiari, piรน collaborativi, persino piรน riflessivi? Forse, lโ€™evoluzione degli agenti AI non riguarda tanto il loro apprendimento, quanto il nostro.

Questi sistemi ci costringono a fermarci, a pensare, a chiarire.

Non possiamo piรน limitarci a dire “vai a farmi le fotocopie“; dobbiamo chiederci: “Perchรฉ servono? Come posso spiegare meglio la mia richiesta?” E in questo processo, potremmo scoprire che la tecnologia non sta solo automatizzando i nostri compiti, ma sta affinando le nostre capacitร  di comunicazione e comprensione. Una lezione inaspettata da unโ€™entitร  che non ha nรฉ cuore nรฉ anima.

Eppure รจ un insegnamento che ha sicuramente un impatto sul singolo, ma potenzialmente avrร  un impatto anche sul modo in cui le aziende si approcceranno a questa ennesima trasformazione: ridefinire lo scopo prima di attivare una azione che non necessariamente sarร  utile.

La gentilezza del futuro

Forse, un giorno, guarderemo indietro e penseremo che la rivoluzione dellโ€™AI non รจ stata tanto nellโ€™efficienza o nellโ€™automazione, su cui tutti, chi piรน e chi meno stiamo mettendo la testa, ma nel suo impatto sul nostro modo di pensare e interagire. Esattamente come scrivevo anche giorni fa nel post “Comprensione e fiducia: lโ€™evoluzione dellโ€™interazione uomo-macchina” .ย Gli agenti AI ci stanno spingendo a rivalutare non solo cosa chiediamo, ma come e perchรฉ lo facciamo. E chissร , magari la prossima volta che ci verrร  da dire “vai a farmi le fotocopie”, ci fermeremo un attimo.

Forse sorrideremo e diremo: “Mi aiuti a organizzare al meglio questo lavoro? Grazie.”

E quel grazie, in fondo, potrebbe essere il vero segno del nostro progresso.

The Intelligence Age: la trasformazione del lavoro e l’obsolescenza della competenza

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale generativa (GenAI) ha guadagnato un ruolo centrale nella trasformazione del mondo del lavoro. Come evidenziato dallo studio di Sia Partners, oltre l’80% delle attivitร  di un terzo delle professioni potrebbe essere automatizzato, e siamo solo all’inizio di una rivoluzione che cambierร  il modo in cui lavoriamo, viviamo e risolviamo problemi complessi. Questa evoluzione non รจ solo un passaggio tecnologico: รจ il preludio a ciรฒ che Sam Altman ha definito lโ€™inizio dellโ€™“The Intelligence Age”, unโ€™era di straordinaria prosperitร  e innovazione.

Impatto settoriale e suddivisione del lavoro

Il potenziale impatto dell’AI generativa varia tra i settori, ma รจ significativo in aree come l’ingegneria, la finanza, il design digitale e l’assistenza sanitaria. Attivitร  ripetitive e strutturate, come la gestione fiscale o la creazione di contenuti web, saranno tra le prime a essere automatizzate, mentre altre aree, come la sanitร  o il legale, vedranno l’intelligenza artificiale come supporto nella presa di decisioni complesse.

Sam Altman, nel suo post “The Intelligence Age“, sottolinea come l’intelligenza artificiale diventerร  un potente strumento per aumentare le capacitร  umane, rendendo le persone in grado di affrontare problemi che prima sembravano irrisolvibili. Questo significa che anche settori come l’istruzione e la medicina potrebbero vedere una rivoluzione, con l’introduzione di tutor e assistenti virtuali che personalizzeranno l’apprendimento e miglioreranno la qualitร  delle cure sanitarie.

Nuovi modelli di lavoro: l’era del “team virtuale”

Uno dei concetti chiave introdotti da Altman รจ l’idea che in futuro ognuno di noi potrebbe avere un “team virtuale” composto da esperti AI in diverse discipline. Questi team ci aiuteranno a svolgere attivitร  che oggi richiedono competenze multiple e interazioni complesse, trasformando il modo in cui collaboriamo e produciamo risultati. Questo concetto si inserisce nella visione di “lavoro aumentato“, dove l’intelligenza artificiale non sostituisce il lavoratore umano, ma ne amplifica le capacitร .

Un esempio pratico puรฒ essere visto nel settore legale: un avvocato potrebbe affidare la ricerca e la revisione dei documenti a un sistema AI, concentrandosi sugli aspetti strategici e creativi del caso. Allo stesso modo, gli educatori potrebbero affidarsi a tutor AI personalizzati per offrire supporto individuale agli studenti, ottimizzando l’esperienza di apprendimento.

Efficienza e produttivitร : AI come forza moltiplicatrice

Lo studio di Sia Partners mostra come l’AI generativa potrebbe accelerare il 10-20% delle attivitร  nelle professioni, portando a un significativo aumento della produttivitร . Sam Altman, sempre nel suo post, spinge oltre questa riflessione, immaginando un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventerร  un moltiplicatore di produttivitร  su larga scala. “L’AI ci permetterร  di realizzare molto di piรน di quanto possiamo fare oggi“, afferma, e il risultato sarร  una prosperitร  senza precedenti per tutti.

Lโ€™AI non solo accelera i processi, ma porta precisione ed efficienza in compiti che finora richiedevano molto tempo e risorse. Aziende che adottano l’AI vedono miglioramenti nelle operazioni, dalla logistica alla pianificazione finanziaria. Questo livello di efficienza, secondo Altman, permetterร  di concentrare risorse su sfide ancora piรน ambiziose, come la risoluzione della crisi climatica o la colonizzazione dello spazio.

Reskilling e Upskilling: prepararsi allโ€™obsolescenza della competenza

Un punto critico, evidenziato sia dallo studio che da Altman, ma oggetto continuo di discussioni e confronti in ogni dove, รจ la necessitร  di preparare la forza lavoro a questa nuova era. Molte aziende non hanno ancora sviluppato piani chiari per il reskilling e l’upskilling dei loro dipendenti. Altman immagina un futuro in cui la formazione continua diventa un aspetto centrale del lavoro umano: dovremo costantemente adattarci e aggiornare le nostre competenze per sfruttare al meglio le nuove tecnologie. E questo, come dico da tempo, รจ legato alla velocitร  con cui la competenza invecchia, e viviamo un tema di obsolescenza della competenza.

Come societร , la nostra capacitร  di navigare nell’era dell’intelligenza dipenderร  da quanto investiremo nell’infrastruttura educativa e nell’accessibilitร  delle tecnologie AI. L’istruzione diventerร  una componente essenziale per ridurre le disuguaglianze che potrebbero emergere da questa trasformazione.

Sfide e rischi: un futuro da costruire con saggezza

Nonostante le promesse, Altman riconosce che l’era dell’intelligenza porterร  con sรฉ rischi significativi, inclusi cambiamenti nel mercato del lavoro e potenziali disuguaglianze. La stessa automazione che aumenta la produttivitร  potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro, e questo richiederร  una riflessione profonda su come redistribuire le risorse e creare nuove opportunitร  per tutti.

La sfida, quindi, รจ trovare un equilibrio tra il progresso tecnologico e la gestione etica di questi cambiamenti. Altman, e su questo condivido pienamente, avverte che l’AI non sarร  solo uno strumento per i ricchi o per pochi settori privilegiati, ma dovrร  essere accessibile a tutti per garantire una prosperitร  condivisa.

L’adozione dell’AI e il futuro dellโ€™umanitร 

Sia lo studio di Sia Partners che le riflessioni di Altman convergono sull’importanza dell’adozione rapida dell’AI. Le aziende che per prime integreranno l’intelligenza artificiale nelle loro operazioni avranno un vantaggio competitivo significativo. Ma non solo, anche in contesti non solo professionali, l’adozione dell’AI porterร  benefici a chi sarร  usarla prima di altri. Come sottolinea Altman, il vero salto sarร  quando lโ€™AI diventerร  parte integrante della vita quotidiana di ogni persona, migliorando non solo il lavoro, ma anche la qualitร  della vita.

Infine Altman dipinge un quadro ambizioso del futuro, in cui “la prosperitร  sarร  cosรฌ grande da sembrare inimmaginabile“. Questo richiederร  un investimento in infrastrutture, energia e volontร  umana, elementi necessari per far sรฌ che lโ€™AI diventi uno strumento di progresso per tutti, e non solo per pochi.

Un futuro luminoso e complesso

L’intelligenza artificiale generativa rappresenta una delle piรน grandi trasformazioni nella storia dell’umanitร . Mentre lo studio di Sia Partners ci mostra il potenziale impatto sul mondo del lavoro, Sam Altman ci invita a guardare oltre, verso un futuro in cui l’AI diventerร  parte integrante della nostra vita e della nostra civiltร . Le sfide saranno molte, come รจ comprensibile, e come รจ sempre successo ad ogni grande cambiamento, ma le opportunitร  sono altrettanto straordinarie.

Il futuro sarร  cosรฌ luminoso che nessuno puรฒ descriverlo adeguatamente oggi“. Ma ciรฒ che possiamo fare รจ prepararci, investire in nuove competenze e infrastrutture, e abbracciare la promessa di unโ€™era di intelligenza che potrebbe superare ogni nostra aspettativa.

Anthropic e Claude AI: il futuro dell’assistenza digitale

Claude AI รจ sicuramente un segnale forte al mercato riguardo la prossima generazione di assistenti digitali intelligenti. Un sistema che combina capacitร  linguistiche avanzate con una nuova concezione di interazione etica e sicura. Questo modello, sviluppato da Anthropic, si distingue per la sua versatilitร  e precisione, offrendo una gamma di servizi che vanno dalla generazione di testo e codice alla sommarizzazione di documenti e al supporto decisionale. Con la promessa di un’interfaccia utente intuitiva e una straordinaria facilitร  di integrazione, Claude AI si presenta come una soluzione robusta per gli utenti che cercano un’esperienza di AI conversazionale piรน riflessiva e responsabile.

Cosa รจ Anthropic AI

Anthropic AI รจ una startup di intelligenza artificiale focalizzata sulla sicurezza, interpretabilitร  e controllabilitร  dei sistemi AI, fondata da un gruppo di ex ricercatori di OpenAI, tra cui spiccano i fratelli Dario e Daniela Amodei. L’ambizione di Anthropic รจ quella di sviluppare tecnologie AI che non solo avanzino le frontiere della ricerca e dell’applicazione pratica ma che lo facciano in modo sicuro ed etico, affrontando proattivamente i rischi potenziali associati ai sistemi di intelligenza artificiale generativa e di grandi dimensioni.

La Missione e la Visione di Anthropic

La missione di Anthropic si concentra sulla creazione di sistemi AI che siano affidabili, comprensibili dall’uomo e in grado di operare secondo principi etici ben definiti. Questo impegno nasce dalla convinzione che, mentre l’IA presenta un potenziale immenso per il bene sociale, economico e tecnologico, la sua evoluzione debba essere guidata da una comprensione profonda dei suoi impatti e da un impegno verso la minimizzazione dei rischi. Anthropic si pone quindi come pioniere nell’ambito della “AI Safety”, promuovendo un approccio alla ricerca e allo sviluppo che tenga conto delle implicazioni etiche e della sicurezza fin dalle fasi iniziali.

Differenze e Innovazioni

Rispetto ad altre realtร  nel campo dell’IA, Anthropic si distingue per il suo approccio denominato “Constitutional AI”. Questa metodologia innovativa prevede la creazione di modelli di IA che seguano un insieme di principi costituzionali, una sorta di “codice etico”, che guida il comportamento dell’IA in situazioni complesse, garantendo che le sue azioni e risposte siano allineate con valori umani fondamentali come la sicurezza, la privacy e il rispetto dell’individuo.

Contributi e Impatto sul Campo dell’IA

Dal suo lancio, Anthropic ha guadagnato riconoscimenti per i suoi contributi significativi alla comunitร  dell’IA, compresa la pubblicazione di ricerche pionieristiche e lo sviluppo di Claude, il suo modello di punta. Con finanziamenti da giganti tecnologici come Google e Amazon, Anthropic ha solidificato la sua posizione come uno degli attori chiave nello sviluppo futuro dell’IA. La sua enfasi sulla trasparenza, sull’interpretabilitร  dei modelli e sulla collaborazione aperta con la comunitร  scientifica e tecnologica evidenzia un percorso verso un’IA che sia non solo avanzata ma anche al servizio dell’umanitร .

Cosa รจ Claude AI?

Claude AI rappresenta la frontiera piรน avanzata nell’ambito dell’intelligenza artificiale conversazionale, sviluppata dalla startup Anthropic con l’intento di creare un assistente digitale non solo altamente competente ma anche eticamente consapevole. Nato dalla visione di ex ricercatori di OpenAI, Claude si distingue nel panorama IA per la sua capacitร  di condurre conversazioni naturali, fornendo risposte comprensive e dettagliate attraverso l’impiego di modelli linguistici di grande dimensione, i cosiddetti Large Language Models (LLMs).

La Genesi di Claude

L’origine di Claude AI affonda le radici nell’esperienza accumulata dai suoi creatori durante il loro lavoro su GPT-3 presso OpenAI, da cui hanno tratto ispirazione per migliorare e raffinare l’approccio alla creazione di sistemi di IA conversazionale. Diversamente da altri modelli esistenti, Claude รจ stato progettato per superare specifiche sfide legate alla sicurezza, all’interpretazione dei dati e alla direzionalitร  delle risposte fornite, ponendo le basi per un modello di IA che rispetti principi etici ben definiti.

Le Capacitร  Uniche di Claude

Claude si distingue per le sue eccezionali capacitร  di elaborazione del linguaggio, che gli consentono di affrontare un’ampia gamma di compiti: dalla sommarizzazione di testi all’editing, dalla risposta a domande complesse alla scrittura di codice, fino alla facilitazione di processi decisionali. Una delle sue caratteristiche piรน innovative รจ la possibilitร  di leggere e comprendere documenti fino a 75.000 parole, offrendo agli utenti la capacitร  di esplorare e interagire con quantitร  di informazioni paragonabili a quelle contenute in un libro breve. Questa funzionalitร  apre nuove prospettive nell’utilizzo dell’IA per supportare la ricerca accademica, l’analisi di dati complessi e la creazione di contenuti.

Un Modello Etico e Sicuro

Un aspetto che distingue profondamente Claude dagli altri modelli di IA รจ il suo impegno verso la sicurezza e l’etica. Anthropic ha introdotto un approccio rivoluzionario denominato “Constitutional AI”, attraverso il quale il modello viene allenato seguendo un insieme di principi etici predefiniti, mirati a massimizzare l’impatto positivo delle sue interazioni evitando allo stesso tempo consigli dannosi o comportamenti indesiderati. Questa metodologia non solo garantisce una maggiore affidabilitร  delle risposte di Claude ma promuove anche un uso responsabile dell’IA, in linea con le aspettative della societร  moderna.

Claude: Un Nuovo Standard nelle Conversazioni AI

Claude AI si posiziona come un vero e proprio punto di riferimento nel panorama delle intelligenze artificiali conversazionali, segnando un’avanzata significativa rispetto ai modelli precedenti. Offrendo tre versioni principali – Claude 1, Claude 2 e Claude Instant – Anthropic si rivolge a una vasta gamma di utenti, dalle esigenze personali a quelle aziendali, definendo nuovi standard in termini di interattivitร  e funzionalitร .

Le Diverse Facce di Claude

Ogni versione di Claude รจ stata progettata con obiettivi specifici in mente. Claude 1 pone le basi con una solida comprensione del linguaggio naturale e la capacitร  di interagire in modo significativo, mentre Claude 2 estende queste capacitร  con un’elaborazione piรน profonda e una maggiore comprensione del contesto. Claude 2 รจ progettato per leggere e analizzare grandi volumi di testo, rendendolo ideale per compiti che vanno dall’analisi di dati complessi al supporto decisionale. Claude Instant, d’altra parte, offre una soluzione piรน agile e veloce, adatta per interazioni rapide che richiedono tempi di risposta immediati, pur mantenendo una qualitร  di conversazione elevata.

Comparazione delle Capacitร 

Nel confronto diretto delle capacitร , Claude 1 e Claude 2 dimostrano una competenza notevole nella conversazione e nella scrittura creativa, con Claude 2 che mostra un’abilitร  superiore nell’analisi di testi estesi e nella gestione di dati complessi. La versione Instant, pur non avendo la stessa profonditร  di comprensione, compensa con la sua rapiditร , rendendola un’opzione ideale per gli sviluppatori che necessitano di integrare una componente AI conversazionale nei loro prodotti senza compromettere le prestazioni.

La capacitร  di Claude di scrivere codice รจ un altro punto di forza, in particolare con Claude 2, che puรฒ generare algoritmi e aiutare nella risoluzione di problemi di programmazione con una comprensione del linguaggio e delle sue applicazioni che va oltre la semplice generazione di testo. Questa poliedricitร  rende Claude un partner ideale per una varietร  di utenti, dai content creator ai data scientist, fino agli sviluppatori di software.

Caratteristiche Tecniche e Modelli di Algoritmo di Claude AI

Claude AI, sviluppato da Anthropic, si basa su una serie di innovazioni tecniche e concettuali che lo distinguono nell’ambito dell’intelligenza artificiale conversazionale. Al cuore di Claude giace una struttura di modelli di algoritmi avanzati, definiti come Large Language Models (LLMs), che si avvalgono di tecniche di apprendimento profondo e di vasti corpus di dati testuali per generare risposte coerenti, accurate e contestualizzate.

Architettura e Dimensioni del Modello

Una delle caratteristiche principali di Claude รจ la sua architettura basata su Transformer, un tipo di modello di apprendimento automatico che ha rivoluzionato il campo del Natural Language Processing (NLP). I modelli Transformer sono particolarmente efficaci nel catturare relazioni complesse all’interno di sequenze di dati, come il testo, grazie alla loro capacitร  di gestire dipendenze a lungo termine tra le parole. Claude si avvale di questa architettura con un numero significativo di parametri, nell’ordine delle decine di miliardi, che gli conferiscono una notevole capacitร  di comprensione e generazione del linguaggio.

Apprendimento e Fine-tuning

Il processo di apprendimento di Claude si basa su tecniche di fine-tuning avanzate, dove il modello pre-addestrato su ampi dataset viene ulteriormente ottimizzato per specifici compiti o per aderire a particolari principi etici, come quelli definiti nell’approccio di Constitutional AI di Anthropic. Questo processo di fine-tuning permette a Claude di allinearsi a un insieme di valori e obiettivi predefiniti, migliorando la sua affidabilitร  e la sua sicurezza nell’interazione con gli utenti.

Constitutional AI

Una delle innovazioni piรน significative introdotte con Claude รจ l’approccio Constitutional AI. A differenza dei tradizionali sistemi di apprendimento automatico, che si basano su feedback umano per guidare le risposte del modello, il Constitutional AI di Claude integra una “costituzione” di principi etici direttamente nel processo di apprendimento. Questo insieme di regole guida il modello nelle sue risposte, assicurando che siano allineate con valori come la non nocivitร , la privacy e il rispetto dell’autonomia dell’utente. Tale approccio non solo migliora l’etica operativa di Claude ma ne aumenta anche la trasparenza e l’interpretabilitร .

Capacitร  di Elaborazione e Interazione

Grazie alla sua avanzata architettura e al suo ampio training, Claude รจ in grado di elaborare fino a 75.000 parole in un’unica sessione, permettendo un’analisi approfondita di documenti estesi. Questa capacitร  supera di gran lunga quella dei suoi concorrenti, rendendo Claude uno strumento particolarmente potente per la sintesi di informazioni, l’analisi di dati e la generazione di contenuti complessi.

Claude AI รจ Meglio di ChatGPT?

La questione se Claude sia superiore a ChatGPT si presta a una risposta sfumata: sรฌ e no. L’analisi comparativa rivela che Claude eccelle in alcuni benchmark rispetto a ChatGPT, mentre in altri aspetti rimane indietro. Una distinzione chiave emerge tra le versioni gratuite e a pagamento di entrambi i sistemi: Claude gratuito si dimostra superiore alla versione gratuita di ChatGPT, ma la sottoscrizione a pagamento di ChatGPT offre funzionalitร  avanzate e una base di conoscenza piรน ampia rispetto a quella di Claude.

Analisi Comparativa e Benchmark

La valutazione dell’intelligenza di un sistema AI non puรฒ essere esauriente e solleva interrogativi su quali benchmark siano piรน affidabili. In questo contesto, la classifica dei chatbot di LMSYS emerge come uno strumento utile, proponendo un confronto diretto basato su tre criteri di valutazione principali:

  1. Valutazione Elo: Questo algoritmo, utilizzato originariamente per classificare i giocatori di scacchi, si basa su confronti ciechi fianco a fianco e sull’input umano per determinare quale risposta, e di conseguenza quale modello, sia il migliore. Claude e ChatGPT vengono messi a confronto in termini di capacitร  di generare risposte coerenti e pertinenti, con Claude che spesso prevale nella versione gratuita.
  2. MT-Bench: Questo benchmark valuta i modelli utilizzando GPT-4 e si avvale di sessioni di domande e risposte a piรน turni come coppie di input/output per la valutazione. Con una precisione fino all’80% rispetto alla valutazione umana, questo test offre una misura comparativa delle capacitร  di elaborazione e di risposta dei modelli.
  3. MMLU (Massive Multitask Language Understanding): Questo metodo valuta la conoscenza acquisita dai modelli durante l’addestramento, testando la loro capacitร  di rispondere a domande che richiedono vari livelli di comprensione su un’ampia gamma di argomenti. Claude supera il tier gratuito di ChatGPT in termini di rating Elo e prestazioni MMLU, ma GPT-4 mantiene un vantaggio nei tier piรน lenti e costosi.

Capacitร  Distintive e Limitazioni

Oltre alla conoscenza grezza, Claude si distingue per la sua abilitร  nell’analizzare, leggere e riassumere documenti lunghi, con un limite di 150 pagine sufficiente a gestire piccoli libri. Questa capacitร  rappresenta un vantaggio significativo per utenti che necessitano di elaborare grandi volumi di testo.

Claude Pro non offre molte delle funzionalitร  introdotte da ChatGPT+, come chat vocale, creazione di immagini, analisi dei dati, comprensione delle immagini e navigazione web. Questo lascia Claude Pro in una posizione di svantaggio competitivo rispetto a ChatGPT+ al medesimo punto di prezzo, indicando un’area in cui Claude deve migliorare per incrementare la sua quota di mercato.

Come Usare Claude AI

L’utilizzo di Claude AI, la piattaforma di intelligenza artificiale conversazionale sviluppata da Anthropic, rappresenta un salto qualitativo nell’interazione uomo-macchina grazie alla sua avanzata capacitร  di comprendere e rispondere in modo naturale e contestualizzato. Ecco una guida passo dopo passo su come iniziare ad utilizzare Claude AI, sia per scopi personali che professionali.

Passo 1: Accesso alla Piattaforma

Per accedere a Claude AI, visita il sito ufficiale e procedi con la creazione di un account. Questo richiederร  di fornire alcuni dati base come l’indirizzo email e di impostare una password. Una volta completata la registrazione, potrai accedere alla dashboard di Claude, dove avrai la possibilitร  di interagire direttamente con l’IA.

Passo 2: Iniziare una Conversazione

Una volta entrato nella dashboard di Claude, ti troverai di fronte a un’interfaccia utente intuitiva e semplice. Qui, potrai digitare domande o comandi nel campo di testo dedicato. Claude รจ progettato per comprendere una vasta gamma di richieste, dalle domande generali sulla conoscenza del mondo alla generazione di testo creativo, dall’analisi di dati al supporto decisionale.

Passo 3: Utilizzare Documenti per Contestualizzare le Richieste

Una delle caratteristiche distintive di Claude รจ la sua capacitร  di elaborare documenti estesi, consentendoti di caricare pdf o documenti di testo per arricchire il contesto delle tue interazioni. Se hai un articolo, un rapporto o qualsiasi altro documento di cui desideri una sintesi, un’analisi o semplicemente porre domande specifiche, puoi caricarlo attraverso l’interfaccia utente. Claude lo analizzerร  e utilizzerร  le informazioni contenute per fornire risposte piรน accurate e contestualizzate.

Passo 4: Sfruttare le Capacitร  Avanzate di Claude

Esplora le diverse capacitร  di Claude chiedendo di scrivere codice, generare idee creative, fornire consulenza su decisioni complesse o qualsiasi altro compito supportato dal modello. Claude puรฒ anche essere utilizzato per esercizi di brainstorming, supporto allo studio, o semplicemente per soddisfare la tua curiositร  su vari argomenti.

Passo 5: Iterare e Migliorare

Una delle chiavi per ottenere il massimo da Claude รจ sperimentare con diverse formulazioni delle tue richieste. Se non sei soddisfatto della risposta ottenuta, prova a riformulare la tua domanda o a fornire dettagli aggiuntivi per aiutare Claude a capire meglio il contesto. La piattaforma offre anche la possibilitร  di fornire feedback sulle risposte ricevute, contribuendo cosรฌ a migliorare la qualitร  del servizio.

Accesso e Integrazione API di Claude AI

Una delle caratteristiche piรน interessanti di Claude AI รจ la sua flessibilitร  e facilitร  di integrazione in varie applicazioni tramite la sua Interfaccia di Programmazione delle Applicazioni (API). Questa capacitร  รจ particolarmente attraente per sviluppatori e aziende che mirano a incorporare un’intelligenza artificiale conversazionale sofisticata nei loro prodotti o servizi. Attraverso l’API di Anthropic, gli sviluppatori possono collegare senza problemi le loro applicazioni ai modelli linguistici avanzati di Claude, abilitando un’ampia gamma di funzionalitร , dalla assistenza clienti automatizzata alla generazione dinamica di contenuti e oltre.

Il processo di accesso a Claude tramite API รจ progettato per essere semplice e amichevole per gli sviluppatori. Registrandosi al programma per sviluppatori di Anthropic, individui e organizzazioni possono ottenere chiavi API e accedere a una documentazione completa che li guida nell’integrare le capacitร  di Claude nei loro sistemi. L’API consente un controllo preciso sulle interazioni con Claude, inclusa la specifica della versione del modello (come Claude-1, Claude-2 o Claude-Instant), la personalizzazione dello stile conversazionale e l’impostazione dei parametri di risposta per adattarsi alle esigenze uniche di ogni applicazione.

Inoltre, il modello di prezzo pay-as-you-go dell’API assicura che gli sviluppatori paghino solo per le risorse computazionali che utilizzano, rendendolo una soluzione conveniente per progetti di tutte le dimensioni. Questo approccio consente anche una rapida prototipazione e scalabilitร , poichรฉ gli sviluppatori possono regolare il loro utilizzo in base alla domanda senza costi iniziali significativi. Con il supporto sia di Anthropic che di Amazon Bedrock, gli sviluppatori hanno la flessibilitร  di scegliere la piattaforma che meglio si adatta alle loro esigenze di distribuzione, sia che diano prioritร  alle massime prestazioni con Claude-2 o cercano la velocitร  e l’efficienza di Claude-Instant per interazioni in tempo reale.

Quanto Costa Claude AI?

Con l’avvento di Claude AI, la proposta di Anthropic nel mondo dell’intelligenza artificiale conversazionale, si apre un nuovo capitolo nel dialogo tra uomo e macchina. Una delle domande piรน frequenti riguarda il costo di accesso a questa tecnologia all’avanguardia. In questo articolo, esploriamo i diversi piani tariffari di Claude AI e confrontiamo le sue offerte con quelle del suo concorrente diretto, ChatGPT di OpenAI.

Accesso Gratuito e Claude Pro

Per l’utente medio, Anthropic fornisce accesso gratuito al loro modello di Claude AI piรน avanzato tramite la loro interfaccia di chat su claude.ai, ancora in fase di beta testing aperto a ottobre 2023. Per accedere, รจ sufficiente registrarsi e creare un account gratuito. Questo livello di accesso gratuito offre agli utenti l’ultimo e piรน capace modello di Claude, Claude 2, in netto contrasto con OpenAI che riserva GPT-4 agli abbonati di ChatGPT+.

Parallelamente, Anthropic propone Claude Pro a $20 al mese, un abbonamento analogo a ChatGPT+. Il piano Pro รจ pensato per quegli utenti che desiderano funzionalitร  aggiuntive e un supporto piรน ampio.

Prezzi per Sviluppatori e Imprese

Anthropic commercializza l’accesso ai suoi modelli a tre gruppi distinti: utenti standard, sviluppatori che desiderano integrare Claude nelle loro applicazioni e imprese che richiedono supporto a livello aziendale.

Per gli sviluppatori, รจ possibile ottenere l’accesso ai modelli di Claude tramite l’API di Anthropic o tramite Amazon Bedrock. Entrambi supportano un approccio on-demand, con prezzi basati sulla quantitร  di testo che si desidera che Claude elabori. I prezzi per mille “token” โ€“ che rappresentano la quantitร  di testo processato dal modello โ€“ variano in base ai costi di calcolo per input e output. La seguente tabella illustra i prezzi per mille token sia per input che per output, offrendo un confronto dei prezzi con i modelli GPT di OpenAI.

Modello Token Massimi Costo per 1K Token Input Costo per 1K Token Output
Claude-Instant 100K $0.00163 $0.00551
Claude-2 100K $0.01102 $0.03268
GPT-3.5 4K $0.0015 $0.002
GPT-4 8K $0.03 $0.06

Throughput Provisionato per Clienti Enterprise

AWS Bedrock offre ai clienti enterprise l’opzione “Throughput Provisionato”, che riserva capacitร  di calcolo su cloud dedicata alla loro attivitร . Questa opzione non รจ economica, ma consente di inviare richieste quanto necessario per un costo fisso, una volta che la capacitร  di calcolo รจ stata riservata. La sottoscrizione minima di un mese per il throughput con Amazon Bedrock ha un costo iniziale di $29,462.40 per il punto prezzo di Claude-Instant. La tabella seguente riporta il prezzo per ora della tua prenotazione:

Modello Costo/ora per 1 mese di impegno Costo/ora per 6 mesi di impegno
Claude-Instant $39.60 $22.00
Claude-2 $63.00 $35.00

Claude nell’Uso Quotidiano e Professionale

Claude AI di Anthropic si รจ rapidamente affermato come uno strumento versatile, utile non solo nel quotidiano degli utenti personali ma anche nelle operazioni professionali. Questo assistente digitale intelligente si adatta a svariate casistiche d’uso: รจ in grado di analizzare documenti lunghi, fornendo riassunti e insight profondi, e di generare codice, facilitando il lavoro di programmatori e sviluppatori. La capacitร  di Claude di comprendere e interagire in modo naturale lo rende uno strumento prezioso per settori che vanno dall’educazione all’industria creativa, dalla ricerca scientifica al marketing digitale.

Casi d’uso e Partnership di Successo: Quora, Notion, DuckDuckGo

Claude AI ha rapidamente guadagnato terreno non solo tra gli utenti individuali ma anche come partner tecnologico per aziende e piattaforme online rinomate. L’efficacia di Claude come strumento AI รจ stata ulteriormente validata attraverso collaborazioni di successo e testimonianze entusiastiche da parte di aziende come Quora, Notion e DuckDuckGo.

Quora e Claude: Una Conversazione Naturale

Quora, la piattaforma di domande e risposte, ha integrato Claude attraverso Poe, la loro app di chat AI, e i risultati hanno ricevuto feedback positivi. Gli utenti hanno descritto le risposte di Claude come dettagliate e di facile comprensione, apprezzando la naturalezza delle conversazioni. Questo testimonia l’abilitร  di Claude di fornire un’esperienza utente ricca e umana, oltrepassando la semplice fornitura di informazioni per creare un dialogo coinvolgente e significativo.

Notion e l’Assistenza AI di Claude

Notion, la piattaforma all-in-one per la gestione di note e progetti, ha adottato Claude AI per potenziare la loro nuova funzionalitร  di assistente AI connesso, Notion AI. La partnership ha permesso agli utenti di Notion di lavorare piรน efficacemente, migliorando le loro capacitร  di scrittura e organizzazione all’interno del loro spazio di lavoro digitale. Questa collaborazione sottolinea come Claude possa essere integrato in maniera fluida in strumenti esistenti per aumentare la produttivitร  e arricchire l’esperienza degli utenti.

DuckDuckGo e l’Affidabilitร  di Claude

DuckDuckGo, noto per il suo impegno nella privacy degli utenti, ha scelto di collaborare con Anthropic per migliorare la qualitร  delle risposte fornite nel loro motore di ricerca. La partnership si รจ concentrata su DuckAssist, la prima risposta istantanea nei risultati di ricerca a utilizzare la tecnologia del linguaggio naturale per generare risposte a partire da Wikipedia e altre fonti correlate. Il lavoro congiunto ha permesso di migliorare la qualitร  delle risposte di DuckAssist, rispettando al contempo i rigorosi requisiti di privacy imposti dalla piattaforma.

Integrazione e Accessibilitร  di Claude

L’accesso e l’integrazione di Claude sono stati progettati per essere il piรน fluidi possibile. Anthropic ha fornito una guida dettagliata che accompagna gli utenti dalla configurazione iniziale fino all’interazione avanzata, assicurando che ogni passaggio sia intuitivo e accessibile. Gli sviluppatori possono sfruttare l’API di Claude per incorporarlo in applicazioni esistenti, mentre le aziende possono beneficiare del supporto a livello enterprise per implementazioni su larga scala.

Claude AI e l’Etica nell’Intelligenza Artificiale

L’etica รจ al centro della filosofia di Claude AI. Incorporando principi etici direttamente nel suo modello di apprendimento, Claude assicura che ogni interazione rispetti valori fondamentali come la privacy, la sicurezza e l’autonomia. Questo approccio etico si riflette in una maggiore trasparenza e accuratezza nelle risposte fornite, posizionando Claude come un modello di riferimento anche nel confronto con altre soluzioni AI come ChatGPT.

Claud AI e Anthropic, un percorso di investimenti e crescita

L’ascesa di Claud AI e Anthropic nel campo dell’intelligenza artificiale รจ stata caratterizzata da una serie di investimenti strategici e da una crescita esponenziale del valore aziendale. Nell’ultimo anno, Anthropic, noto per lo sviluppo del modello di linguaggio Claud AI, ha catturato l’attenzione di investitori di alto profilo, culminando in una serie di finanziamenti che hanno solidificato la sua posizione come serio concorrente nel settore dell’intelligenza artificiale conversazionale.

Nel corso delle discussioni per un nuovo round di finanziamenti, Anthropic ha ottenuto la fiducia di Menlo Ventures per una significativa iniezione di capitale di $750 milioni. Questo potenziale investimento potrebbe portare la valutazione dell’azienda a un incredibile $18.4 miliardi, segnando un notevole incremento rispetto alla precedente valutazione di $4.1 miliardiโ€‹.

Un fattore chiave che ha contribuito a tale crescita รจ stato l’impegno di Google, che ha dimostrato la propria fiducia in Anthropic attraverso un impegno finanziario che potrebbe arrivare fino a $2 miliardi. Questo sostegno รจ parte di una strategia piรน ampia che include un’iniezione iniziale di $500 milioni seguita da ulteriori investimenti progressivi di $1.5 miliardiโ€‹โ€‹.

Le partnership di Anthropic con giganti tecnologici come Google, Salesforce e Zoom sottolineano l’importanza e la fiducia nell’approccio di Anthropic alla sicurezza e all’etica dell’IA. Il modello Claud AI, in particolare, si รจ distinto per le sue capacitร  avanzate, inclusa l’abilitร  di elaborare e riassumere testi estesi fino a 75,000 parole, un limite ben superiore a quello di ChatGPTโ€‹โ€‹.

Questa serie di investimenti testimonia la visione e la fiducia che il mercato ripone in Anthropic e Claud AI, non solo come innovatori nel campo dell’IA ma anche come leader emergenti in un’industria in rapido sviluppo. Con tali risorse finanziarie e una squadra di ricerca di primo livello, Anthropic รจ pronta a proseguire il suo percorso di innovazione e a plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale conversazionale.

Prospettive Future per Claude e l’IA Conversazionale

Guardando al futuro, si prevede che Claude AI e Anthropic continueranno a essere pionieri nell’IA conversazionale. Con l’evoluzione costante di Claude e il suo impatto crescente sul mercato e sulla societร , Anthropic mira a definire il cammino per un futuro in cui l’IA sia piรน sicura, piรน etica e piรน integrata nel tessuto sociale e professionale.

Dalla Generative AI nelle aziende, fino all’Interactive AI

In questo anno che si sta chiudendo l’AI Generativa รจ diventata senza dubbio il tema di discussione principale e una delle tecnologie piรน influenti e potenzialmente impattanti nel medio breve termine, grazie ad applicazioni come ChatGPT, Stable Diffusion, GitHub Copilot, e Midjourneyche sono entrate giร  nel vivo del modo di lavorare e stanno introducendo notevoli cambiamenti in alcune aree di competenza .

In un sondaggio di O’Reilly,condotto sui propri utenti lo scorso settembre 2023, sono state analizzate le modalitร  di utilizzo delle aziende stanno giร  implementando l’AI Generativa, gli ostacoli nella sua adozione e le lacune di competenze da colmare.

Dati e stato attuale

Tra i dati rilevanti che emergono dallo studio, due terzi dei partecipanti al sondaggio (67%) hanno affermato che le loro aziende utilizzano l’AI Generativa. Di questi, il 41% la usa da piรน di un anno, mentre il 26% da meno di un anno. Solo il 33% delle aziende non utilizza affatto l’AI Generativa.

L’adozione dell’AI non รจ ancora universale per quanto i numeri diano una indicazione importante di accelerazione: molti utilizzatori (38%) sono ancora nelle fasi iniziali, sperimentando e lavorando su progetti di prova, e molto spesso con utilizzi superficiali e su processi di base o semplici, attraverso l’utilizzo di piattaforme terze e non integrate (con modelli basati su cloud come GPT-4). L’adattamento di un modello per specifici casi d’uso rimane ancora una grande sfida.

Nonostante l’alta percentuale di adoption (e aggiungerei di alta predisposizione a farlo a mio avviso), c’รจ ancora molto da fare in termini di formazione, recruiting, cultura e implementazione.

La formazione di modelli e lo sviluppo di applicazioni complesse si stanno semplificando grazie a molti nuove soluzioni open source che cominciano a nascere grazie a diverse comunitร  online e soprattutto a soluzioni che, con dimensioni piccole e meno intensive in termini di risorse, permettono l’avvio con budget ridotti.

Intorno all’AI Generativa si stanno sviluppando ecosistemi di strumenti di diverso genere, abilitando diverse modalitร  di lavoro e possibilitร  di integrazioni di potenzialitร  all’interno dell’azienda a costi accessibili.

Ostacoli e criticitร 

I fattori che ostacolano una maggiore adozione dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende e che sono stati identificati dalla survey, includono:

  1. Difficoltร  nel trovare casi d’uso appropriati: trovare casi d’uso aziendali appropriati e facilmente implementabili รจ la sfida piรน grande. Questo tema รจ tipico delle fasi di trasformazione e cambiamento e riflette solitamente la mancanza di immaginazione ed interpretazione o l’eccesso di cautela nell’implementare soluzioni AI potenzialmente inappropriatate.
  2. Preoccupazioni legali, rischi e conformitร : sono parecchi le preoccupazioni riguardo ai rischi legali e alla conformitร . Le implicazioni legali dell’utilizzo dell’AI generativa, come la proprietร  ed i diritti del contenuto prodotto, creano incertezza e preoccupazione.
  3. Mancanza di politiche per l’uso dell’AI: la mancanza di linee guida progettuali all’interno delle aziende sull’utilizzo dell’AI รจ un problema minore ma importante. In molti casi i CEO delegano all’IT o ai CIO la gestione della tematica sottovalutando le implicazioni finanziarie, legali, la conformitร  normativa, l’etica e via dicendo.
  4. Resistenza al cambiamento: alcune aziende non riconoscono la necessitร  dell’AI, il che puรฒ indicare una mancanza di visione o di apertura verso le nuove tecnologie o processi di sperimentazione.
  5. Mancanza di competenze: La difficoltร  nel trovare persone qualificate nell’AI รจ una sfida significativa. Questo รจ un ostacolo sia per le aziende che cercano di adottare l’AI sia per quelle che giร  la utilizzano e vogliono integrare competenze ed accelerare i processi di implementazione.
  6. Problemi di infrastruttura: Costruire un’infrastruttura AI รจ complicato e costoso, e questo rappresenta un ostacolo per molte aziende. L’adozione di infrastrutture terze รจ sicuramente una soluzione, ma le implicazioni relative a tematiche di dati, segregazione, tutela e utilizzo รจ l’elemento cruciale.
  7. Qualitร  dei dati e formazione dei modelli: Nel processo di implementazione la qualitร  dei dati per la formazione dei modelli sembra non esser un problema e sono meno percepiti come barriere di partenza rispetto ad altri problemi.

Come le aziende stanno usando l’AI

L’utilizzo che emerge dallo studio rappresenta a mio avviso l’esempio naturale dell’impiego l’intelligenza artificiale generativa in processi e ambiti di base e facilmente intuibili:

  1. Programmazione: l’utilizzo piรน comune dell’AI generativa รจ nel campo della programmazione, con strumenti come GitHub Copilot o ChatGPT, utilizzati dal 77% dei rispondenti alla survey. Questo include sia sperimentazioni sia impiego effettivo nel lavoro quotidiano ed in particolare sia nella produzione di codice, che supporto ai test, che soprattutto nel processo di produzione documentale.
  2. Analisi dei dati: il 70% degli intervistati utilizza l’AI per l’analisi dei dati, con una divisione quasi equa tra sperimentazione e utilizzo pratico.
  3. Interazione con i clienti: il 65% delle aziende sta esplorando o giร  utilizzando l’AI per progetti di custormer care e servizi di assistenza clienti (interni ed esterni) e condivisione della knowledge base.
  4. Generazione di testi: l’AI รจ utilizzata per generare contenuti testuali, con il 47% delle aziende che la impiega per la produzione di contenuti di marketing e il 56% per altri tipi di documentazione (report, relazioni, sintesi o estensione di documenti).
  5. Design e creativitร : l’uso dell’AI come supporto di design e la creativitร  รจ meno comune, in parte probabilmente a causa della natura dell’audience di O’Reilly, maggiormente orientata allo sviluppo. In linea generale comunque รจ evidente che l’utilizzo giร  oggi nelle aziende nei processi creativitร  รจ crescente, vista la semplicitร  di accesso a tool come Firefly di Adobe, Dall-E di OpenAi, Midjourney e molti altri.
  6. Altri ambiti di applicazioni: alcune aziende stanno utilizzando l’AI in un’ampia varietร  di modi, iniziando processi di integrazione di dati e servizi: dalla rilevazione di frodi, all’insegnamento, allla gestione delle relazioni con i clienti, alle risorse umane fino alla conformitร .
  7. Integrazione in strumenti esistenti: non ultima, l’AI generativa sta diventando una parte integrante di strumenti comuni di office automation, marketing e collaboration, da Microsoft Office, Google Docs e Adobe Photoshop, Canva e tanti altri che stanno progressivamente integrando funzionalitร  standard e base nelle proprie applicazioni.

Approccio, strumenti utilizzati ed impatti

Per quanto riguarda strumenti e piattaforme, la survey riporta una serie di informazioni (a mio avviso note) ma rilevanti da conoscere:

  1. Uso di applicazioni preconfezionate e personalizzate: circa il 36% degli intervistati usa applicazioni come ChatGPT e GitHub Copilot, mentre il restante 64% sta sviluppando applicazioni AI personalizzate, un passo significativo che richiede investimenti in personale, infrastruttura ed educazione.
  2. Scelta dei modelli AI: i modelli GPT sono i piรน utilizzati (23%), seguiti da un sorprendente 21% di aziende che sviluppano i propri modelli AI, un processo che richiede senza dubbio risorse sostanziali. Una percentuale piรน bassa di aziende (16%) utilizza modelli open source, meno costosi e piรน flessibili.
  3. Diversitร  dei modelli utilizzati: oltre ai modelli GPT, un’ampia varietร  di altri modelli viene utilizzata dalle aziende, compresi quelli derivati da LLaMA di Meta e modelli disponibili (su piattaforme come Hugging Face). In molti casi c’รจ da tenere in considerazione che alcuni di questi modelli open source hanno restrizioni sulla loro possibilitร  di utilizzo.
  4. Stadio di sviluppo: molti degli intervistati sono ancora nelle fasi iniziali dello sviluppo con l’AI, con il 34% che lavora su concept e progetti in fase embrionale, mentre il 18% ha applicazioni AI in produzione.
  5. Test per i rischi: le aziende che stanno procedendo con le implementazioni dele loro applicazioni AI, stanno valutando diverse fasi di test vista la varietร  di rischi, inclusi risultati imprevisti, vulnerabilitร  alla sicurezza, affidabilitร , equitร , etica e privacy.
  6. Competenze necessarie per progetti AI: le competenze necessarie per i progetti AI includono la programmazione, l’analisi dei dati e le operazioni per l’AI e il Machine Learning, competenze che attualmente non sono presenti nelle aziende e riflettono la complessitร  e la natura interdisciplinare del lavoro con l’AI Generativa.
  7. Impatto sul business: le aziende si aspettano che l’AI aumenti la produttivitร , generi maggiori entrate e migliori la pianificazione e la previsione. Solo una piccola percentuale prevede una riduzione del personale grazie all’AI. In linea generale l’approccio all’implementazione iniziale e l’adozione dell’AI generativa sta partendo da progetti di Marketing o di ottimizzazione costi.

Dall’AI Generativa a quella Interattiva

Le prospettive sull’AI Generativa sono positive, ma come dico da tempo siamo solo all’inizio di un grande processo di cambiamento. Se il 2023 รจ stato l’anno della AI Generativa, giร  dal 2024 vedremo i grandi segnali dell’arrivo della fase successiva.

Mustafa Suleyman, co-fondatore di DeepMind (poi Google DeepMind), sostiene che dopo l’era dell’AI Generativa, il futuro sarร  dominato appunto dall’Intelligenza Artificiale Interattiva, e questa sarร  una nuova fase fondamentale nella storia della tecnologia.

L’Intelligenza Artificiale Interattiva (Interactive AI) si riferisce a sistemi di intelligenza artificiale che saranno in grado di interagire in modo piรน dinamico e flessibile con gli utenti. Questo tipo di AI non si limiterร  a rispondere a richieste specifiche o eseguire attivitร  predefinite, ma sarร  in grado di adattarsi e rispondere a situazioni in continua evoluzione, e spesso in tempo reale.

Le caratteristiche rilevanti saranno:

  1. Dialogo bidirezionale: L’AI Interattiva potrร  sostenere conversazioni bidirezionali con gli utenti, comprendendo e rispondendo a domande, commenti o richieste in modo contestualizzato.
  2. Adattabilitร : Questa forma di AI sarร  in grado di adattarsi ai comportamenti e alle preferenze degli utenti nel tempo, offrendo risposte e servizi personalizzati.
  3. Apprendimento in tempo reale: L’AI Interattiva potrร  apprendere dai propri errori e dalle interazioni con gli utenti, migliorando costantemente le sue capacitร  di risposta e decisionali.
  4. Interazione vocale: l’AI Interattiva utilizzerร  interfacce vocali (o altri sistemi IOT) per un’interazione piรน naturale e intuitiva con gli utenti.
  5. Automazione avanzata: l’interazione andrร  oltre la semplice automazione di compiti, e permetterร  una collaborazione piรน profonda tra umani e sistemi AI: una assistente presente nella risoluzione di problemi complessi o nella generazione di idee creative.
  6. Personalizzazione: questa nuova modalitร  di AI offrirร  una esperienze altamente personalizzata basata sulle interazioni precedenti e sui dati raccolti dagli utenti.
  7. Elevata elaborazione del linguaggio naturale: verranno sempre piรน implementate tecnologie avanzate di elaborazione del linguaggio naturale per comprendere e generare risposte naturali.

Forward looking

L’importanza dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale Generativa (AI Generativa) per le aziende e il ruolo cruciale dei partner nel supportare questo processo emergono chiaramente anche dall’articolo del MIT Sloan.

L’AI Generativa senza dubbio offre un ampio ambito di applicazioni, ma non c’รจ dubbio che l’adozione debba essere ponderata e consapevole, ed รจ fondamentale che le aziende non solo adottino l’AI Generativa, ma anche che i loro dipendenti comprendano questa nuova tecnologia deve esser utilizzata con un approccio incrementale e potenziante, piuttosto che di sostituzione, soprattutto del lavoro umano.

In questa fase anche la scelta di partner competenti nel campo รจ cruciale, sia per evitare che il FOMO faccia fare scelte poco pesate e sia per poter iniziare un viaggio con un approccio strutturato in questo nuovo territorio, dal supporto all’identificazione di casi d’uso piรน appropriati, fino a garantire che l’implementazione avvenga in modo etico e responsabile, massimizzando i benefici e riducendo i rischi.

In questi mesi, lavorando con diverse aziende, ho messo a punto un modello di valutazione della maturitร  e percorso: nei prossimi giorni pubblicherรฒ una survey con l’obiettivo di raccogliere delle informazioni per validare il modello e condividere con i partecipanti l’output. Come si direbbe… stay tuned! ๐Ÿ™‚

Generative AI: Dall’esplorazione all’integrazione. Prossima fermata, l’Era BioSpaziale.

L’intelligenza artificiale generativa ha iniziato il suo viaggio negli anni ’60, ma รจ stato il 2022, a mio avviso, a segnare un’epoca che definiamo – e che sarร  definita senza dubbio in futuro – rivoluzionaria, un po’ un nuovo Rinascimento, caratterizzato da nuove forme di creativitร  e scoperte.

Il rilascio di strumenti come MidJouney, DALL-E e GPT ha acceso un interesse globale – ed un entusiasmo – in precedenza pari a momenti di grandi stravolgimenti come l’arrivo di Internet, dell’Ecommerce e del Mobile. L’arrivo poi di Stable Diffusion ed il successo di ChatGPT hanno ulteriormente catalizzato questo interesse, portando l’IA Generativa al centro dell’attenzione mondiale.

Atto Primo – Esplorazione:ย Il primo atto di questa storia รจ stato caratterizzato dall’esplorazione e dall’innovazione. DALL-E 2 ha aperto nuovi orizzonti nella generazione di immagini, mentre GPT-3 ha rivoluzionato la scrittura assistita dall’IA. Con il rilascio di Stable Diffusion, abbiamo visto un’esplosione di strumenti di immagini AI, segnando un cambiamento significativo nella percezione e nell’accessibilitร  (fortemente semplificata e a portata di tutti) dell’IA Generativa. Questa fase ha visto un’accelerazione nell’adozione e nella sperimentazione dell’IA, preparando il terreno per una maggiore integrazione nel tessuto della vita quotidiana, e aziendale.

Atto Secondo – Integrazione:ย Mentre l’Atto Primo รจ stato di esplorazione, l’Atto Secondo, come suggerito da diverse scritture, articoli e riflessioni, รจ definito ill momento dell’integrazione. In questa fase, l’IA Generativa sta maturando, passando dall’essere una novitร  a diventare una componente fondamentale di vari sistemi e servizi. Grandi aziende tecnologiche stanno rapidamente incorporando l’IA Generativa nei loro prodotti. Microsoft, ad esempio, sta integrando l’IA in tutto, dalla suite Office 365 a Bing e Windows. Google sta seguendo un percorso simile, potenziando servizi come Google Search e Workspace con modelli di linguaggio avanzati.

L’Era dell’Integrazione:ย Questa era sta mettendo le basi, per le aziende tecnologiche e non solo, del consolidamento della loro posizione di mercato attraverso collaborazioni strategiche, acquisizioni ed integrazioni di modelli. L’approccio รจ semplice (concettualmente) ma potente (praticamente): integrare l’IA Generativa in strumenti e prodotti giร  utilizzati dai consumatori e dalle imprese, al fine di incrementare efficacia, modello di business, fedeltร  utente.

Adobe, con il suo Firefly v2, sta portando l’IA Generativa nel mondo della grafica e del design, mentre Amazon, attraverso la sua piattaforma cloud, offre modelli di IA come servizio. Ma non solo i grandi brand si stanno muovendo rapidamente, anche le piattaforme come Roblox, Unity, Nvidia, Notion, Zapier e tante altre hanno intrapreso un processo virtuoso di implementazioni.

Dall-e | ChatGPT | Fabio Lalli | “About Generative Timeline”

Sfida, non facile, per le Aziende e Startup:ย Le startup – cosรฌ come le aziende attive nei processi di ricerca – vitali per l’innovazione continua, si trovano di fronte a sfide significative. Le grandi aziende tecnologiche controllano le piattaforme e i modelli principali, rendendo difficile per le piccole imprese competere a lungo termine. Nonostante ciรฒ, l’importanza dell’open source nell’IA Generativa rimane cruciale per garantire un ambiente di innovazione senza le restrizioni imposte dalle grandi aziende.

Collaborazione e Personalizzazione:ย L’integrazione dell’IA Generativa sta portando ad un aumento della collaborazione tra sistemi e aziende, offrendo soluzioni personalizzate per varie applicazioni. Questo รจ evidente nella partnership tra Canva e Runway, e nell’incorporazione di Firefly di Adobe in applicazioni Google, cosรฌ come le implementazioni di Heygen, Evenlabs, Perplexity o Inflection in diverse piattaforme. Queste collaborazioni stanno aprendo nuovi orizzonti per applicazioni innovative e soluzioni personalizzate e fortemente potenziate.

What’s Next? – Una era BioSpaziale:ย Guardando al futuro, รจ probabile che l’era dell’IA Generativa si evolva ulteriormente nell’Era “BioSpaziale“. Questa fase prevede una fusione tra IA, mondo fisico e biologia, portando nuove frontiere nell’ IOT (Internet delle Cose) e nella biologia sintetica. Le caratteristiche principali e le potenziali implicazioni di questa era potrebbero includere:

  • Convergenza di IA e Biologia: sviluppi significativi nella biotecnologia e nella medicina personalizzata, progettazione di farmaci assistita da IA, diagnostica avanzata e terapia genetica.
  • Sintesi tra IA e il Mondo Fisico: fusione tra IA e dispositivi fisici, innovazioni nel campo dell’Internet delle Cose (IoT), immersivitร , robotica avanzata e sistemi autonomi.
  • Applicazioni nell’Edilizia evoluta: progettazione e gestione degli ambienti urbani, miglioramento l’efficienza energetica, mobilitร  sostenibile e abitabilitร  delle cittร .
  • Agricoltura e Sostenibilitร  Ambientale: ottimizzazione di pratiche agricole, giorne delle risorse naturali in modo piรน efficiente e contributo alla lotta contro il cambiamento climatico.
  • Sviluppi della Bioinformatica: analisi dei dati genetici e biomolecolari, nuove scoperte in genetica, evoluzione e ecologia.
  • Human Computer Interaction: progresso nelle neurotecnologie, nuove forme di interazione tra uomo e macchine, possibilitร  di sviluppo di interfaccia cerebrale-computer.
  • Etica e impatti Sociali: nuove sfide etiche e sociali significative, nuove forme di gestione della privacy, sicurezza biologica e accesso equo alle tecnologie avanzate.

L’Era BioSpazialeย rappresenta un potenziale futuro, non troppo remoto, in cui la tecnologia IA si fonde e interagisce profondamente con il mondo biologico e fisico, aprendo nuove frontiere in molteplici settori e sollevando questioni importanti che richiederanno un’attenta considerazione e gestione.

Dall-e | ChatGPT | Fabio Lalli | “BioSpatial Era”

L’IA Generativa, ora al suo Secondo Atto e nel pieno dell’accelerazione, dell’adozione e della complessitร  da gestire in termini di sostenibilitร  e scalabilitร , sta acquisendo graduale maturitร  tecnologica in diversi ambiti, ma siamo comunque solo all’inizio di un viaggio che sta modellando e modellerร  totalmente intere industrie.

GPT Store, ecco perchรจ sarร  una rivoluzione.

Ho ricevuto un po’ di commenti e messaggi riguardo GPT, e provo a condividere il motivo dell’entusiasmo intorno all’annuncio di OpenAI, relativamente al GPTs Store, cosรฌ da rendere piรน completo il senso del concetto di “rivoluzione”.

๐Ÿค“ Cos’รจ il GPT Store prima di tutto?

Il GPT Store รจ fondamentalmente un AppStore per l’Intelligenza Artificiale, e questo dovrebbe giร  far capire il potenziale di quello che abbiamo davanti.

๐Ÿ“Š Un po’ di contesto:

  • L’Appstore di Apple ha 2,24 milioni di app e giochi
  • Il Play Store di Google ha 2,59 milioni di app

Entrambe gli store gli store nati nel 2008, hanno traguardato il milione di app tra il 2012 ed il 2013. A mio avviso il GPTs Store di OpenAI avrร  almeno 100 milioni di app e succederร  in molto meno tempo, addirittura meno di un anno.

โ“ Perchรจ questa stima?

Da quando ho fondato IQUII abbiamo sviluppato ben oltre 500 app (ios, android e non solo) per diversi brand in diverse industrie: indicativamente una app ben fatta, tra progettazione, disegno, integrazione, sviluppo, e test ha un ciclo lavoro di 2 / 3 mesi (ribadisco app mediamente complesse). Oltre ai tempi necessari per pubblicazione, validazione e lancio.

๐Ÿ’ฅ Per sviluppare un GPTs, di base, e senza grandi integrazioni, ci vogliono tra 10 ed i 30 minuti (per stare larghi). Compresa pubblicazione e condivisione tramite canali social, wa, telegram e via dicendo. Ovviamente non parlo di GPTs con integrazioni di servizi terze parti magari da realizzare ad hoc per aggiungere un valore dinamico e fortemente integrato con il proprio core business. Ma parliamo di tempi decisamente diversi.

๐Ÿ‘€ Non c’รจ dubbio che GPT Store rivoluzionerร  quasi tutti i settori, inclusi:

  • Salute mentale
  • Fitness
  • Assistenza sanitaria
  • Produttivitร 
  • Creazione di contenuti
  • Analisi di business
  • Marketing
  • Vendite
  • Viaggi
  • e tanto altro ancora.

Praticamente intere industrie.

โœ Chiunque voglia entrare essere qualificato e avere una solida conoscenza di:

  • Formulazione di prompt
  • Ricerca
  • Raccolta dati
  • Integrazione di servizi
  • ma soprattutto analisi di processi ed analisi di impatto.

Nulla dovrร  esser lasciato al caso, e commettere gli stessi errori giร  fatti in fasi precedenti (investimenti affrettati e senza disegno e progettazione, come successo anche nel mobile) avrร , in questo caso, impatti molto piรน grandi.

AI Generativa e le opportunitร  per le aziende

L’intelligenza artificiale (AI) sta vivendo una trasformazione radicale. Si รจ evoluta da un insieme di algoritmi isolati ad una forza potente e integrata, pronta a rivoluzionare il modo in cui le aziende operano. Questa evoluzione, guidata in particolare dall’ascesa dell’AI generativa, sta offrendo ai singoli, ma soprattutto alle aziende opportunitร  senza precedenti, ma presenta anche nuove sfide che richiedono attenzione e corretta interpretazione, oltre che azione (tempestiva, aggiungerei).

L’AI generativa sta aprendo la strada a una nuova ondata di innovazioni di modelli e processi, ampliando le possibilitร  di applicazione dell’AI in una serie di settori, dalla farmaceutica alla banca, dal retail allo sport. Modelli come GPT-4, Bard, sono capaci di generare contenuti unici e di alta qualitร , che possono essere utilizzati in una serie di contesti aziendali, dal marketing allo sviluppo del prodotto, passando dal legal al finance. .

Malgrado le tante potenzialitร  e opportunitร , l’avvento dell’AI generativa non รจ privo comunque di sfide e punti di critici da attenzionare. La sua velocitร  di sviluppo, il rischio di bias nascosti nei dati di addestramento e la necessitร  di nuove infrastrutture tecnologiche e competenze specializzate sono tutti fattori che le aziende devono necessariamente considerare nel loro viaggio verso l’adozione in generale di nuove tecnologie, ma anche e soprattutto nei confronti dell’AI generativa.

L’AI generativa offre senza dubbio alle aziende l’opportunitร  di rivedere e reinventare molti dei loro processi operativi ed impattare sui modelli di business, permettendo una maggiore automazione, efficienza e personalizzazione, e di conseguenza ottimizzazione di costi e potenzialitร  maggiori sui ricavi.

Riguardo ai nuovi modelli di business, come l’uso di AI per generare contenuti unici o per offrire servizi personalizzati su larga scala perรฒ c’รจ un punto che deve esser necessariamente considerato ossia rischi e sfide derivanti da un normativo in continua evoluzione, con nuove leggi e regolamentazioni che potrebbero influenzare l’uso dell’AI, e di conseguenza diritti di ownership sull’asset creato, tipologia di utilizzo e applicazione.

I CEO oggi di aziende che vogliono accelerare e non perdere quote di mercato, hanno un ruolo fondamentale nel guidare l’adozione dell’AI in primis, e anche dell’AI generativa nelle loro aziende. L’attenzione e le azioni che la direzione dell’azienda dovrร  affrontare non dovranno esser solo orientate alle opportunitร  e le sfide presentate dall’A in termini infrastrutturali e tecnologici, ma anche (e soprattutto) di metodo, al fine di guidare i team attraverso il cambiamento organizzativo necessario,ย  per sfruttare al meglio questa nuova potenzialitร .

Una della prime azioni che l’organizzazione dovrebbe affrontare รจ la creazione di un gruppo cross-funzionale di leader dell’azienda a cui affidare lo studio, l’identificazione e le prioritร  dei casi d’uso di maggior valore, al fine di garantire un’implementazione sicura e coordinata dell’AI nel contesto aziendale. Questo puรฒ anche includere la promozione di una cultura di apprendimento continuo e la sperimentazione (che troppo spesso le aziende tralasciano pensando sia una attivitร  individuale e spontanea) in cui i dipendenti sono incoraggiati ad innovare i processi, le competenze, le metodologie e i prodotti che incorporano efficacemente questi strumenti.

Un altro aspetto cruciale รจ la creazione di un “faro”, ossia un progetto o un caso d’uso pilota che possa servire da esempio concreto, e che possa dimostrare il reale potenziale dell’AI generativa e l’impatto che questa adozione avrebbe su piรน larga scala, oltre ad aiutare a creare entusiasmo, sostegno e consenso all’interno dell’organizzazione.

Le aziende dovranno essere molto attente a bilanciare la creazione di valore con la corretta gestione del rischio. Se da una parte l’AI generativa puรฒ offrire enormi vantaggi, presenta nuovi rischi, come dicevo, come la possibilitร  di perpetuare i bias nascosti nei dati di addestramento o di “allucinare” informazioni non esistenti. Sarร  necessario definire e stabilire principi e linee guida etiche per l’uso dell’AI, modelli di controllo e sviluppare una comprensione approfondita dei rischi presentati da ogni caso d’uso potenziale.

Costruire e mantenere un insieme equilibrato di alleanze esterne oltre che sviluppare le competenze interne puรฒ inoltre aiutare, in questo processo di adozione, le aziende ad accelerare l’implementazione dell’AI generativa. A vantaggio di un approccio ad ecosistema si permetterร  di abilitare l’esperienza e le competenze di altri senza dover costruire tutte le applicazioni o i modelli di base da soli, creando un processo di maggiore facilitร  di aggiornamento progressivo e l’adozione delle piรน recenti tecnologia.

La fase di boost tecnologico e l’evoluzione dell’AI generativa che stiamo vivendo rappresenta una promessa enorme per le aziende, ed una offerta senza precedenti di nuove opportunitร  per l’innovazione, l’efficienza e la personalizzazione. Ma per realizzare questo potenziale, le aziende devono essere pronte a affrontare le sfide associate a questa nuova tecnologia, compreso il bisogno di nuove competenze, infrastrutture e approcci alla gestione del rischio, e di conseguenza investimenti. Con la giusta guida e strategia, tuttavia, le aziende potranno sfruttare questo potenziale per guidare la trasformazione e creare un vantaggio competitivo duraturo.

L’AI mangerร  il mondo: OpenAI rilascia le API di ChatGPT e Whisper

C’รจ un momento preciso, come questo che stiamo vivendo, in cui tutto cambia e prende una accelerazione nuova: la creativitร , l’intuizione e la capacitร  progettuale prendono il volo potenziate da strumenti in grado di dare vita – se ben integrati e utilizzati – a tanti nuovi servizi, prodotti, applicativi, processi e tanti modelli di business.

รˆ giร  successo ed abbiamo giร  vissuto un momento cosรฌ.

Era quel lontano 10 Luglio 2008 quando la Apple inaugurรฒ l’app store ed il lancio delle app. Da quella data in poi sviluppatori ed aziende hanno iniziato a produrre software, piattaforme ed app per ogni ambito, industria e business, creando quella che verrร  poi chiamata APP Economy.

1 Marzo 2023 OpenAI annuncia il rilascio delle API di ChatGPT e Whisper. Ora tutti potranno iniziare ad implementare quella che sembra esser la prossima piรน grossa rivoluzione tecnologica di massa all’interno di ogni servizio.

Con la pubblicazione di queste API, i developers possono integrare i modelli di ChatGPT e Whisper nelle loro applicazioni, costruendo applicazioni di conseguenza basate su intelligenza artificiale, piรน avanzate e potenti che mai, con ilย  potenziale di trasformare settori interi, dalla sanitร  e finanza alla vendita al dettaglio e intrattenimento.

Ad esempio, nel settore della salute, ChatGPT potrebbe essere utilizzato per creare infermieri e medici virtuali in grado di aiutare i pazienti a gestire le loro condizioni e fornire loro cure personalizzate. In finanza, Whisper potrebbe essere utilizzato per rilevare frodi e altre forme di reato finanziario, mentre ChatGPT potrebbe essere utilizzato per creare consulenti finanziari virtuali in grado di fornire consigli di investimento personalizzati.

Una societร  sportiva potrebbe integrare ChatGPT nelle app o sito web per fornire agli utenti notizie e analisi personalizzate sulle loro squadre e giocatori preferiti. Ad esempio, un utente potrebbe chiedere a un chatbot alimentato da ChatGPT: “Quali sono le probabilitร  che la mia squadra di basket preferita arrivi ai playoff?” ChatGPT potrebbe analizzare le prestazioni recenti della squadra, la forza del loro calendario rimanente e altri fattori rilevanti per fornire all’utente una risposta dettagliata ed accurata. Ciรฒ consentirebbe alla societร  di media sportivi di offrire un’esperienza piรน coinvolgente e personalizzata ai propri utenti, aumentando cosรฌ l’interesse e le entrate.

Un retailer potrebbe integrare ChatGPT nel proprio sito web o app per fornire agli utenti raccomandazioni di prodotto personalizzate. Ad esempio, un utente potrebbe chiedere a un chatbot alimentato da ChatGPT: “Che scarpe mi consiglieresti per la corsa?” ChatGPT potrebbe analizzare gli acquisti precedenti dell’utente, la cronologia delle ricerche e altri fattori rilevanti per fornire all’utente una lista di scarpe consigliate su misura per le loro esigenze e preferenze specifiche. Ciรฒ consentirebbe al brand di offrire un’esperienza di shopping piรน personalizzata ai propri utenti, aumentando cosรฌ le vendite e la fedeltร  dei clienti.

Riguardo all’annuncio ci sono cose interessanti :

  • Utilizzare ChatGPT tramite API costa 10 volte meno rispetto a GPT-3.5
  • Il sistema utilizza un nuovo modello chiamato GPT-3.5-turbo
  • Non รจ necessariamente richiesto un’interfaccia di chat.
  • Utilizza un linguaggio di markup chiamato, come non potrebbe essere altrimenti, ChatML

Inoltre, consente di fare una cosa molto interessante che sto ancora cercando di capire bene: consente di inserire nella stessa conversazione, in ogni chiamata, diversi ruoli (la seconda immagine del post, un po’ come nella teoria dei 6 cappelli).

I ruoli sono:

  • Sistema, per guidarti nel tono generale della conversazione.
  • Utente, per le solite richieste dell’utente/sviluppatore.
  • Assistente, per salvare le risposte precedenti.

Questa volta l’impatto sarร  ancora piรน potente.

Il software mangerร  il mondo, si diceva. Ora sarร  l’AI.

๐Ÿš€ Pronti ad avere, come successo giร  con le APP, una Intelligenza Artificiale per tutto?

La pubblicazione di ChatGPT e Whisper API rappresenta un punto fondamentale nello sviluppo dell’ intelligenza artificiale. Con questi nuovi strumenti a disposizione degli sviluppatori e delle imprese, abbiamo il potenziale per trasformare il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con la tecnologia.

Snapchat lancia My AI, il suo chatbot alimentato da ChatGPT

Snapchat, la piattaforma di social media per inviare foto e video ai propri amici e guardare reality show, ha annunciato, a partire da questa settimana, che per gli Snapchat Plus subscriber potranno accedere alla nuova funzionalitร  chiamata “My AI”, un chatbot basato sulla tecnologia ChatGPT.

La tecnologia ChatGPT, sviluppata da OpenAI, รจ stata recentemente adottata da diverse grandi aziende del settore tecnologico come Google e Microsoft. Anche Snapchat ora sta cercando di sfruttare le potenzialitร  dell’AI per migliorare l’esperienza degli utenti.ย “My AI” sarร  disponibile all’interno dell’app Snapchat, come se fosse un “contatto amico” a cui scrivere, e sarร  in grado di suggerire idee per regali di compleanno, pianificare viaggi escursionistici, proporre ricette per la cena, ovviamente tutte funzionalitร  in linea con i modelli di partnership che in questi mesi ha sviluppato con Amazon per lo shopping integrato.

Rispetto alla versione standard di ChatGPT, My AI รจ stata educata e personalizzata da Snapchat per rispettare le sue linee guida sulla sicurezza e sulla fiducia.ย L’obiettivo di Snapchat รจ quello di rendere My AI disponibile a tutti gli utenti della piattaforma, ma per il momento sarร  possibile accedere solo se si รจ abbonati a Snapchat Plus. Tuttavia, dai comunicati, sembra che l’azienda voglia espandere la funzionalitร  in futuro e soprattutto l’utenza che potrร  utilizzarlo.

L’obiettivo di Snapchat รจ far diventare l’interazione con l’AI una parte quotidiana della vita degli utenti, cosรฌ come lo รจ giร  l’interazione con gli amici e la famiglia, aumentando di conseguenza il tempo speso in piattaforma (a discapito ovviamente di altri utilizzi). Evan Spiegel, CEO di Snap, afferma che la piattaforma รจ ben posizionata e percepita sul mercato per offrire questo tipo di servizio essendo una app di messaggistica e giร  predisposta alla conversazione.

A differenza di Bing di Microsoft, che ha rivelato di avere problemi con ChatGPT a causa delle risposte errate e delle “hallucinations” prodotte, Snapchat ha personalizzato la sua versione di ChatGPT per adattarsi alle linee guida sulla sicurezza e sulla fiducia dell’azienda. Come Snapchat stessa ammette, “My AI” รจ comunque soggetta a “hallucinations” e puรฒ essere “ingannata! ancora per dire qualsiasi cosa.

Il mercato dell’AI sta crescendo rapidamente e numerose grandi aziende stanno investendo in questo settore, come ho scritto anche nel report pubblicato ieri ย relativo agli investimenti in AI generativa. L’adozione di AI da parte di Google, Microsoft, e molte altre aziende, e ora Snapchat, dimostra l’importanza di questa tecnologia per il futuro del settore tecnologico (e non solo).

A lungo termine, gli investimenti in AI potrebbero aprire nuove opportunitร  di revenue, miglioramento di processi e ottimizzazione di costi, implementazione di servizi per l’interazione e la customer experience delle aziende.