2012 Happy new year. E adesso… si parte!

E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi.

Anche quest’anno come l’anno scorso lo faccio in “zona cesarini“: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pรฒ, e fare spazio al resto, ho deciso di scrivere al volo questo post.

Beh, che dire: il 2011 รจ stato un anno veramente particolare. Non รจ stato entusiasmante come mi aspettavo, ma nemmeno eccessivamente negativo. Non ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero datoย nel 2011, anziย ne ho bucati parecchi, ho avuto qualche delusione e allo stesso tempo ho realizzato alcune cose che non mi aspettavo (l’Associazione Indigeni Digitali, Followgram, IQUII, Bebaloo). Insomma un anno che potrei definire di assestamento, di pianificazione e sviluppo e molto, ma molto formativo.

Formativo perchรจ una serie di errori fatti ed esperienze vissute mi hanno insegnato ancora una volta che le relazioni migliori, quelle che durano veramente tanto, sono quelle che nascono con le persone con le quali condividi passioni e valori prima di tutto: non c’รจ interesse, c’รจ stima e apprezzamento e questo consolida veramente il rapporto.

Ho appreso che ci sono persone che รจ meglio perdere che trovare, purtroppo. Soprattutto, purtroppo, non ho capito ancora come capirlo… prima di trovarle!

Ho consolidato un idea che ho da tempo: รจ possibile riuscire a fare quello che vogliamo anche di fronte a obbiettivi insormontabili, e non serve la fortuna. Bisogna solo volere le cose, avere fede ed impegnarsi con ardore, forza, passione e coinvolgimento. Poi tutto viene da se. La fortuna non esiste, รจ un falso mito, semmai esistono doni e grazie di qualcuno piรน grande di noi.

Ho capito che se non sei da solo, le cose riesci a farle molto meglio e piรน grandi. Ho avuto la fortuna, anche grazie allo sviluppo di Indigeni Digitali, di circondarmi di persone di talento, brillanti, professionali e determinate con le quali รจ possibile costruire qualcosa di veramente importante. Cristiano, Giuliano, Annalisa, David, Diego, Lorenzo, Gabriele, Alessandro, Emanuele, Tommaso, Francesca, Massimiliano, Jacopo, Luca, Massimo, Giovanni e molti altri ancora: grazie a tutti voi.

Ho capito che sperimentare, provare e fallire รจ importante: solo cosรฌ si puรฒ crescere e riuscire a fare il salto.

Ora, cosa mi aspetto dal 2012? Uscire dalla mia zona di comfort, e riuscire a farlo al massimo, anche perchรจ – sarร  che mi piacciono gli anni pari – sono convinto che il 2012 sarร  un anno particolarmente intenso e pieno di cambiamenti. Il 2010 lo avevo iniziato con un lancio da 4000m… questa volta lo inizio con un altro lancio. Un pรฒ diverso. I dettagli li saprete tra qualche giorno ๐Ÿ˜‰

Vabbรจ, ora mi preparo per il secondo e per il brindisi…. vi faccio i miei piรน sinceri auguri.

Buon anno nuovo pieno di soddisfazioni e risultati! Daje!

Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore

Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento diย StartpDay – Il futuro รจ piรน forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. L’evento ha l’obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, universitร  e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze.

Durante la serata ho condiviso delle slide dal titolo Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore e affrontato alcuni temi relativi al mondo delle startup, il processo di realizzazione di un business plan e presentato il Business Model Canvas diย Alex Osterwalder, pubblicato nel suo libro Business Model Generationย di cui consiglio vivamente la lettura, con i suoi vantaggi, le sue applicazioni e le modalitร  in cui puรฒ esser utilizzato.

Il Business Model Canvas รจ un quadro dโ€™insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model. E’ organizzato inย 9 blocchi che identificano le 9 entitร  che devono esser analizzate affinchรจ si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi piรน puntuale possibile.

I 9 blocchi sono:

  1. Customer Segment: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, pro๏ฌtto e canali di distribuzione Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.
  2. Value Proposition: รจ tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra societร  รจ in grado di offrire. Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classi๏ฌcandoli in base ai clienti.
  3. Channels: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita. Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalitร  in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dellโ€™acquisto e lโ€™esperienza dellโ€™acquisto dellโ€™utente.
  4. Customer Relationships: Sono tutte le modalitร  in cui lโ€™azienda si mette in relazione con il cliente e la modalitร  con cui gestisce la relazione con il cliente. Descrive lโ€™esperienza del cliente ed il modo in cui lโ€™azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura lโ€™ef๏ฌcacia delle proprie relazioni.
  5. Revenue Streams:ย Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente A cosa serve Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.
  6. Key Resources:ย Sono tutto ciรฒ che serve allโ€™azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse ๏ฌsiche, intellettuali, umane, ๏ฌnanziarie Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.
  7. Key Activities:ย Sono tutte le attivitร  necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare. Descrive lโ€™elenco delle attivitร  e la relazione con il valore offerto.
  8. Key Partners:ย Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al ๏ฌne di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni. Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing
  9. Cost Structure:ย Sono tutti i costi sostenuti dallโ€™azienda per le risolrse, le attivitร  ed i partner. De๏ฌnisce lโ€™elenco dei costi ๏ฌssi e variabili che lโ€™azienda dovrร  affrontare.
Vi segnalo alcune risorse interessanti per approfondire l’argomento:
Qui di seguito trovare le mie slide pubblicate su Slideshare:

Business model canvas – Creare, fornire e acquistare valore.

View more presentations from Fabio Lalli
Ringrazio Medioera e Mauro Rotelli per aver coinvolto me e il nostro network Indigeni Digitali: sento e ho il piacere di partecipare ad eventi nei quali รจ sempre piรน forte la voglia di fare rete, creare opportunitร  e dare un forte cambiamento al nostro sistema imprenditoriale giovanile. Sono convinto che questa sia la strada giusta per il cambiamento.

 

Quando il PHP incontra Business ed Universitร  – PHP.TO.START Torino

A partire da questโ€™anno prende il via il PHP.TO.START un evento dedicato allโ€™incontro tra il mondo Open, le aziende e le Universitร . Il progetto, nato da un idea di Skuola.net ed Indigeni Digitali, ha lโ€™obiettivo di creare un momento di incontro e condivisione di esperienze delle aziende e professionisti e gli studenti e permettere a questi ultimi di entrare direttamente a contatto con realtร  aziendali. Una opportunitร  soprattutto per coloro che stanno entrando nel mondo del lavoro.

Lโ€™evento dal titolo โ€œQuando il PHP incontra business ed universitร โ€ che si svolgerร  l’11 Luglio 2011 dalle ore 9.30ย allโ€™interno dellโ€™I3P, incubatore per le imprese innovative del Politecnico di Torino. Interverranno aziende del settore che riporteranno le loro esperienze, il modello di business sul quale stanno basando il loro percorso e gli impatti positivi che il passaggio al mondo dellโ€™open source puรฒ avere. Ci saranno interventi tecnici di esperti e non mancherร  la possibilitร  di fare networking.

Tutte le informazioni per lโ€™iscrizione ed il programma dellโ€™evento le trovate sul blog di Indigeni Digitali

Il programma sarร  il seguente:

  • Ore 9.30/10.00 โ€“ Inizio attivitร  di registrazione ed ingresso
  • Ore 10.30 โ€“ Presentazione I3P e Politecnico
  • Ore 11.00 โ€“ Introduzione ai talk
  • Ore 11.15 โ€“ Lโ€™esperienza di IDEATO
  • Ore 11.45 โ€“ Enrico Zimuel โ€“ Zend Framework
  • Ore 12.15 โ€“ Massimiliano Arione – Sviluppo rapido di applicazioni
  • Ore 12.45 โ€“ Conclusione attivitร  prima parte
  • Ore 13.00 โ€“ 14.00 Pausa pranzo
  • Ore 14.00 โ€“ Lโ€™esperienza DNSEE
  • Ore 14.30 โ€“ Lโ€™esperienza di SKUOLA.net
  • Ore 15.00 โ€“ Alessandro Nadalin โ€“ Rest
  • Ore 15.30 โ€“ David Funaro โ€“ Nosql
  • Ore 16.00 โ€“ Jacopo Romei โ€“ Metodologia Agile
  • Ore 16.30 โ€“ Mitch Pirtle โ€“ Lโ€™esperienza Joomla
  • Ore 17.00 โ€“ Chiusura attivitร  ed inizio networking

Vi invito a partecipare perchรจ sarร  un bell’evento, costruttivo e sicuramente ci saranno delle opportunitร  per tutti. Vi aspetto.

 

Pitch&Love – L’investitore รจ come una donna. Bisogna sedurlo

Ieri al Forum della Comunicazione a Roma presso l’Auditorium si รจ svolta la seconda sessione di Ignite in programma, moderata inizialmente da me e poi conclusa da Nicola.

Ho presentato un intervento dal titolo: Pitch & Love “Lโ€™investitore รจ come una donna. Bisogna sedurlo”. In 5 minuti ho cercato di trasferireย 11 indicazioni fondamentali che spesso non vengono prese in considerazione durante un talk o un elevator pitch e senza delle quali la presentazione puรฒ non risultare efficace, tanto da perdere l’occasione di far “innamorare” la persona che si ha di fronte in quel momento.

Tutta la presentazione parte dal principio che ognuno di noi prima di un incontro importante, nella propria testa, sogna il momento di gloria che vivrร  dopo l’appuntamento e la conquista finale del cliente, del Venture Capital o del partner. Il sogno รจ sempre lo stesso: “tutto andrร  bene, sarร  tutto perfetto, sarรฒ talmente convincente e non ci saranno possibilitร  di errore“. Sicuramente sarร  cosรฌ, ma per avere la certezza che tutto andrร  secondo i nostri piani รจ necessario prepararsi. Non รจ possibile, approcciare un incontro, senza un minimo di messa a punto, se non fosse anche solo il classicco “trucco e parrucco”.

Un appuntamento importante come quello di presentazione del proprio progetto ad un VC/Angel o altro, non cade dal cielo e non si incontra il partner della vita, quello con il quale scocca il colpo di fulmine, stando in ufficio, rintanati di fronte alle righe di codice o alle proprie slide: bisogna esser presenti agli eventi, scegliere quelli giusti in base al proprio tipo di progetto e contesto, fare networking e generare l’opportunitร : non si puรฒ pensare che qualcuno, un giorno, si presenti alla vostra porta come il postino, dicendo “Salve, le voglio dare 500K perchรจ abita in un bel palazzo“. Se succedesse, potreste vantarvi di aver un gran culo. Ma di quelli epocali.

Trovato l’evento e fissato l’appuntamento sarร  necessario preparare la propria presentazione ed esser pronti, non dico a tutto perchรจ ci sarร  sempre la domanda che vi coglierร  impreparati, a gestire anche situazioni di emergenza.

Quelli che seguono sono gli 11 suggerimenti che ho inserito nelle slide:

1. Lโ€™approccio: Divertente, Indimenticabile, Semplice e Sicuro
Fate in modo che la presentazione sia semplice e non prolissa, senza utilizzo di termini tecnici ma allo stesso tempo divertente e facilmente memorizzabile.

2. Presentatevi: Chi sei e cosa fai
E’ importante far capire alle persone che seguono la presentazione, chi hanno di fronte, chi siete e di cosa vi occupate e quali sono le vostre esperienze.

3. Fate capire che sapete quali sono i problemi, e come risolverli
Prima di presentare un prodotto, un servizio ed una soluzione, รจ fondamentale far capire che siete a conoscenza del problema, cosa รจ come si verifica, chi coinvolge e cosa implica in termini di impatto sociale ed economico. Il problema รจ una questione di percezione: il mio problema, non รจ un vostro problema.

4. Ma soprattutto, avete la soluzione che rende felici
Descrivete la vostra soluzione, rendetela importante, fatene capire i benefici ed argomentate il motivo per cui qualcuno dovrebbe utilizzarla.

5. Parlate di dimensioni:ย Utenti, Mercato, Utilizzo e Crescita
Portate informazioni relative al mercato, agli utenti, l’utilizzo di un certo tipo di strumenti o prodotti, e descrivete la crescita del mercato al quale vi rivolgete.

6. Quanto e come guadagnerete:ย entrate, revenue e canali
Spiegate il vostro modello di business, le tipologie di entrate e le modalitร  dirette o indirette di revenue

7. I vostri concorrenti: punti di forza, punti di debolezza e differenze
Presentate il mercato ed i vostri concorrenti: evidenziate i punti di forza e debolezza, descrivete le differenze con la vostra soluzione e cosa vi differenzia. Se siete in un mercato di nicchia, evidenziatelo.

8. Strumenti del mestiere:ย know how, expertise e tecnologie
Valorizzate le vostre competenze ed esperienze, fate capire che avete una tecnologia migliore (o proprietaria) rispetto alle altre sul mercato

9. Come convincerete tutti:ย canali, costi, volumi e conversioni
Evidenziate il vostro piano di marketing e come raggiungerete i clienti, la distribuzione, i costi e come misurerete il ritorno e le conversioni dell’investimento fatto.

10. Presentate i vostri colleghi
Date evidenza del vostro team, della competenza: esaltate i Geeks e la loro preparazione tecnica, le persone del marketing e del sales e la loro rete di relazioni, gli imprenditori e le loro esperienze ed investimenti.

11. Parlate di soldi, e come vorreste investirli
Fate capire in modo diretto e puntuale cosa farete con i soldi, gli investimenti in infrastrutture, le assunzioni e le attivitร  di marketing.

E se “lโ€™amore” non dovesse scoccare a questo incontro, perchรจ qualcosa รจ andato storto, cercate di capire cosa non ha funzionato, analizzate quanto fatto, imparate da questa esperienza e riprovate di nuovo.

L’idea della presentazione di queste slide parte dalla metafora che l’approccio che si deve tenere durante la presentazione ad un Venture Capital รจ lo stesso da tenere durante l’incontro con una donna. Ovviamente alcuni passaggi sono un pรฒ forzati, ma la particolaritร  delle slide, sta nel fatto che se leggete le slide in modo solo testuale (elenco puntato che ho riportato sopra) non daranno adito a doppi sensi, mentre se le leggete con le immagini trasformano completamente la percezione e rendono alcuni messaggi “ambigui” ๐Ÿ™‚

Qualcuno mi ha detto che รจ una presentazione maschilista: non รจ cosรฌ, posso assicurarvelo, anzi, se volete potete trasformare donna in uomo (io ovviamente l’ho fatto dal mio punto di vista) e vi accorgerete che il messaggio รจ lo stesso.

Ecco, beccatevi le slide! ๐Ÿ™‚

Forum della Comunicazione, Ignite e Aperitivo #forumcom2011

A partire da domani per due giorni inizia a Roma il Forum della Comunicazione 2011 che si svolgerร  presso lโ€™auditorium. Le due giornate si svilupperanno all’insegna delย multiformat, multitarget e multitasking: ci saranno interventi tenuti da ospiti internazionali, workshop a tema, tag cloud live come giร  sperimentato a Milano ed interviste a manager, esperti del settore della comunicazione e blogger.

Il contenuto dell’evento ruota attorno allo slogan dell’evento: Chi non comunica scompare: si parlerร  della rivoluzione dei format di comunicazione e transmediali, delle potenzialitร  del mobile e dell’evoluzione di quella che ormai chiamiamo App Economy,ย della reputazione online, delย Made in Italy, della rivalutazione della cultura del territorio e di Cultura Digitale, di parlerร  di ecosostenibilitร  e nuove professioni della comunicazione ed alcuni focus sul settore dello sport e della fashion luxury.ย Soprattutto, tema che agli Indigeni Digitali sta molto a cuore si parlerร  dellโ€™importanza del social networking.ย All’evento parteciperanno, cosรฌ come avvenuto nell’edizione di Milano alla quale ho partecipato, personaggi noti del mondo della comunicazione, aziende leader del tech e dei social media che condivideranno con i partecipanti le proprie esperienze su progetti.

Tra i workshop in programma ci sarร  la presentazione diย Niente di piรน facile Niente di piรน difficile che si terrร ย il 07 giugno 2011 e al quale vi invito a partecipare. Verrร  presentato un manuale pratico per la comunicazione dโ€™impresa: uno strumento per capire da dentro il mondo della comunicazione aziendale e dei media. Il libro parte da una panoramica sulย mondo dellโ€™informazione, soffermandosi su come funziona, sulle strategie che perseguono i vari attori e sulle differenze tra i vari media, compresi quelli che si sono imposti con Internet come i giornali web e i social network.

Durante le due giornate, oltre agli interventi ed ai format in scaletta, ci saranno due sessioni di Ignite (20 slide, 15 secondi a slide, 5 minuti totale)ย moderate da Nicola Mattina (il 7) e da me (l’8). Tra gli interventi giร  programmati ci sono:ย Alessio Jacona, Luca Alagna, Paola Santoro, Marco Croella, Daniele Frongia, Arianna Bassoli e Ludovico Spagnolo, Tania Valentini, Emanuela Zaccone, Giuliano Iacobelli, Maria Cristina Terenzi, Roberto Braga, Alessandro Prunesti, Alessandro Nasini e Antonia Colasante.

Per quanto mi riguarda, oltre a moderare l’Ignite dell’8 pomeriggio presenterรฒ un talk dal nome Pitch&Love, e spiegherรฒ sinteticamente quali secondo me non dovrebbero esser gli errori da fare durante un Elevator Pitch e come far “innamorare” un investitore.

Alla fine dei 2 giorni, per concludere al meglio, abbiamo organizzato un aperitivo degli Indigeni Digitali.ย Per la prima volta da quando abbiamo dato vita al network, avremo parecchie novitร : sponsor, gadget, un contest con due ipod nano serigrafati come premio, un fotografo ufficiale e soprattutto veramente un numero elevato di persone (eventbrite mi ha appena scritto “Voglio vedere dove le metti tutte queste persone“!) . Ovviamente se siete al Forum e volete passare e scambiare due chiacchiere, io sono lรฌ. Se volete il gadget degli Indigeni dovete registrarvi su eventbrite

Lโ€™hasttag per Twitter per il forum della comunicazione รจย #forumcom2011 mentre quello per l’aperitivo รจ #iddrink

A domani!

 

A Firenze parlare di Business รจ un arte

Il 2 Maggio a Firenze, presso l’Auditorium di S.Apollonia si svolgerร  il Business Roadshow Firenze. L’evento ha come obiettivo quello di far incontrare la Business Community di imprenditori, top manager, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione ed innovatori del panorama nazionale, per contribuire all’aumento della competitivitร  del territorio toscano e non solo.

Il Business Roadshow Firenze รจ la prima tappa dei Business Roadshow di Comunicazione Italiana che si svolgeranno in Italia, pensati con una triplice funzione:

  • anticipare e preparare le edizioni annuali del Forum della Comunicazione, del Forum Risorse Umane e del Forum Digitale.
  • Portare sul territorio il know how e le migliori pratiche dell’innovazione, della comunicazione e dell’imprenditoria.
  • Favorire la creazione di nuove opportunitร  di business.

Il programma della giornata รจ molto intenso e pieno di interventi interessanti. Per quanto mi riguarda, sarรฒ presente in qualitร  di moderatoreย durante la sessione dell’Ignite che si svolgerร  dalleย 16:00 alle 17:00 in collaborazione conย ToscanaIn ed Indigeni Digitali. L’elenco dei talk รจ รจ il seguente:

  • Laura De Benedetto, Presidente ToscanaIN – โ€œDal virtuale al reale come catalizzatori di innovazione sul territorioโ€
  • Bruno Vairo, Amm.re Medicare –ย โ€œQualitร  ecologica per qualitร  di vitaโ€œ
  • Roberto Montelatici, Amministratore Unico start-up ROBOING s.r.l. (Incubatore Firenze) –ย โ€œSemplificare lo sviluppo del software e della cartografiaโ€
  • Giovanni Morozzo, Local Logic Scarl –ย โ€œTecnologie Mature e tecnologie innovative โ€ฆ un matrimonio di efficienzaโ€
  • Gian Enrico Barbagli, Advertigo –ย โ€œInside the community – il payoff dell’agenziaโ€
  • Alessandro Belli, Coordinatore progetto UE 7ยฐPQ “BIKE INTERMODAL”, Tecnologie Urbane, studio di design industriale e ambientale, partner capofila del progetto –ย โ€œSmaterializzare la biciโ€
  • Edoardo Pagnini, Managing Director F.I. & N.E. –ย โ€œRussia Experience Italyโ€
  • Marco Badiani, A.D. Flod –ย โ€œFlod: gruppo multiforme di soggetti creativi e multiculturaliโ€
  • Michele Ruini, cofounder Metwit.me –ย โ€œMetwit.me – Meteo 2.0โ€
  • Niccolรฒ Fanfani, Energiachiara.it –ย โ€œEnergiachiara.it, chi piรน sa meno spendeโ€
  • Daniele Nuzzo, Amministratore WebDev s.r.l. e fondatore di RoadSharing.com –ย “RoadSharing 500 giri del mondo in due anni”

Ci vediamo a Firenze, per parlare di business, arte e digitale e fare un pรฒ di networking. Se volete maggiori informazioni le trovate sul sito di Comunicazione Italiana.

Intervista con Ninja Marketing

Per chi se la fosse persa, vi segnalo l’intervista pubblicata su Ninja Marketing fatta dalla grandissima Emanuela Zaccone relativamente ad Indigeni Digitali.

Come ninja e come cool hunters siamo sempre interessati alle communities ed allโ€™innovazione connessa al digitale.ย Per questo siamo costantemente in contatto con gruppi e protagonisti del cambiamento per restituirvi un poโ€™ del fervore e delle idee che animano il nostro Web e che, spesso, si traducono in eventi e situazioni concrete.ย Oggi dunque vogliamo presentarvi la tribรน di Indigeni Digitali: chi sono e comโ€™รจ nata questa idea?ย Ne parliamo con uno dei fondatori, Fabio Lalli.

1) Ciao Fabio, vuoi presentarti al nostro clan?
Ciao a tutti i Ninja prima di tutto. Classe 1977, geek! Da oltre 10 anni mi occupo di ICT. Ho lavorato per diverse aziende dalla consulenza, alla sicurezza ai system integrator e spaziando su progetti eterogenei: ecommerce, erp, crm, business intelligence, info security management e social media. Ho acquisito una buona esperienza nellโ€™analisi, progettazione ed ottimizzazione di processi, sistemi, architetture ed applicativi web e mobile.ย Sono appassionato di comunicazione e marketing. Nel tempo libero bloggo, twitto, comunico, telefono, programmo, navigo, cerco, penso e innoveggio.ย Ovviamente faccio tutto contemporaneamente. Qualcuno mi definisce startupparo compulsivo.

2) Chi sono gli Indigeni Digitali?
Lโ€™indigeno digitale, secondo noi, รจ colui che vive il digitale in tutti i suoi aspetti: crea le nuove applicazioni, testa e approfondisce le nuove tecnologie, ricerca continuamente nuove soluzioni tecniche, partecipa attivamente alla conversazione in Rete, sperimenta ed applica nuovi strumenti, aiuta chi manifesta interesse per la tecnologia, mette a disposizione degli altri indigeni il proprio know how, le proprie capacitร  ed il proprio network. Eโ€™ pronto al confronto e alla discussione. Lโ€™Indigeno Digitale si riconosce nei valori dellโ€™Etica Hacker.ย Detto tutto questo chi, tu mi chiederai, in pratica chi sono realmenteโ€ฆ Semplice, sono tutti studenti, neo laureati, professionisti, dirigenti, startupper di tutte le etร , appassionati di tecnologia e social media.ย Secondo me anche tu lo seiโ€ฆ un Ninja Indigeno Digitale

3) Comโ€™รจ nata lโ€™idea di Indigeni Digitali?
Qualche anno fa, assieme ad un ristretto gruppo di amici organizzavo serate nelle quali si discuteva di argomenti piรน o meno tecnici, semplicemente per il gusto di confrontarci e discutere di tematiche tecnologiche. Insomma una cricca di nerd. Da questi incontri รจ maturata lโ€™idea che sta alla base del nostro network e che ha preso ufficialmente forma a febbraio del 2010.ย Insieme a David (@ingidavidino), Antonio (@zepod), Giuliano (@giuliano84) e altri abbiamo allargato il gruppo e successivamente disegnato il logo ufficiale: un indigeno con due orecchini, 4 penne arancioni.ย Le quattro penne sono i valori principali degli indigeni: passione per il digitale, voglia di confrontarsi, saper ascoltare e predisposizione alla condivisione. Il gruppo ha iniziato ad incontrarsi con cadenza regolare sperimentando di volta in volta un format differente dai precedenti: cโ€™รจ stato lโ€™aperitivo, nel quale non viene definito alcun focus e lโ€™argomento principale รจ conoscere persone, e lโ€™Ignite, nel quale ciascun presente espone progetti e casi di successo avendo a disposizione unicamente 20 slides da consumare in soli 5 minuti. Per i prossimi proveremo anche altri format: uno di quelli che vorremmo utilizzare e che abbiamo sperimentato con una cerchia ristretta di persone รจ quello che io ho chiamato MashupDrink, nel quale persone con competenze diverse affrontano temi e tirano fuori ipotesi di progetto e collaborazioni, presentandole agli altri nella stessa serata.

4) Quali sono le vostre attivitร  principali?
Il network รจ nato con lโ€™obiettivo di confrontarsi e condividere esperienze, casi di successo ed insuccesso, avere un parere tecnico e una soluzione in momenti critici e non, e bersi un bicchiere di vino dopo una giornata di lavoro chiacchierando di bit e byte in modo rilassato. La nostra principale attivitร  รจ proprio questa: generare un punto di incontro e di confronto tra professionisti e tecnici che vogliono interagire, collaborare e creare opportunitร , sia online che offline.ย Da questo stanno veramente nascendo delle opportunitร , delle startup e per alcuni degli sbocchi lavorativi. Baby20.me, Ibiqi.com sono progetti che stanno nascendo proprio da gruppi di Indigeni che si sono conosciuti durante gli aperitivi.

5) Che sviluppi prevedi nel futuro di indigeni Digitali?
Beh prima di tutto mi auguro che la โ€œfilosofiaโ€ degli indigeni digitali si diffonda molto piรน di quello lo รจ giร  oggi: cโ€™รจ bisogno di un bel poโ€™ di sana cultura digitale e partecipazione affinchรจ ci sia un futuro di innovazione.ย Per quanto riguarda gli Indigeni noi ci stiamo muovendo in piรน direzioni. Prima di tutto abbiamo una nuova organizzazione territoriale e questo ci permetterร  di avere dei riferimenti locali in ogni cittร  e che potranno gestire ed intensificare il numero di aperitivi ed incontri. Anzi, colgo lโ€™occasione per fare un primo appello: se pensate di poter attivare un network nella vostra cittร  e volete portare un poโ€™ di filosofia indigena, parliamone! Mi trovate on line.ย Stiamo inoltre programmando delle lezioni e alcuni interventi nelle universitร  per entrare in contatto con gli studenti e fare da ponte verso il mercato e le aziende.ย Infine ci stiamo muovendo per dare supporto alle startup. Sempre piรน spesso sentiamo parlare di Venture Capitalist e investitori, che certo sono importanti per una startup, ma noi siamo dellโ€™idea che ai giovani nuovi imprenditori, serva una forte mentorship che li instradi e gli dia metodologie e strumenti per poter migliorare il modo di lavorare. Questo noi possiamo farlo, perchรฉ nel network ci sono persone che hanno giร  fatto imprisa e possono condividere la loro esperienza.

Insomma mi avevi chiesto unโ€™intervista, ma รจ venuto un mega post! Grazie a tutti i Ninja per la disponibilitร  e lo spazio di questa intervista. A presto, magari facciamo qualcosa insieme no?

Grazie a te Fabio e a tutti gli Indigeni!ย E voi ninja cosa ne pensate?

Che dire, oltre ad essere emozionato e soddisfatto, vi consiglio di leggere assiduamente il blog dei Ninja e seguire gli Indigeni Digitali!

Etica hacker

Ho riletto da poco il libro “L’etica hacker e lo spirito dell’etร  dell’informazione” di Pekka Himanen, un libro che ho scoperto dopo aver letto “Galassia Internet” di Manuel Castells. Due letture affascinanti ed impegnative che non potevano effettivamente mancare e che non dovrebbero mancare di nessun Indigeno Digitale.

Durante la lettura molte persone si sono stupite semplicemente guardando il titolo del libro e mi hanno domandato: “Hacker? Ma che roba ti leggi, che vuoi diventare un pirata informatico?“. Ma no, no, tranquilli, non รจ come pensate. Purtroppo oggi quando si parla di hacker il pensiero corre subito alla visione del pirata informatico, quello dedito a cybercrimini e ad ogni forma di furto digitale, password o codici di carte di credito e non รจ assolutamente facile spiegare il contrario. Colpa della irresponsabile disinformazione mediatica.

In realtร  il termine โ€œhackerโ€ ha una origine molto piรน โ€œanticaโ€ (risale agli anni ’50 e ’60 circa, al MIT – Massachussets Institute of Technology ), nato prima dei pc presenti nelle nostre case e della rete internet, ed รจ stato coniato con un significato completamente opposto a quello attualmente si conosce e che รจ piรน diffuso. Nulla di criminale. Anzi.L’hacker, nel suo senso piรน nobile, รจ chiunque voglia mettere il proprio sapere e le proprie conoscenze a disposizione di chi sia interessato, col molteplice scopo di diffondere il sapere su una certa materia, suscitare interesse a riguardo e promuovere una discussione costruttiva in grado di portare a nuovi miglioramenti in un dato campo.

Questa definizione รจ estremamente interessante e mi ha colpito moltissimo, perchรจ, malgrado non avessi mai approfondito la cultura hacker, รจ la base dei valori che hanno dato vita agli Indigeni Digitali, network del quale sono fondatore e che spero continui a crescere come sta succedendo in questi mesi. Secondo Himanen, l’essenza dell’hacker รจ sintetizzata e definita nella “Legge di Linus“, scritta da Linus Torvalds durante un convegno all’Universitร  di Berkeley in California, nella quale emerge che un uomo รจ spinto a fare qualcosa da 3 motivazioni: sopravvivenza, vita sociale e intrattenimento. Per esser felici nella vita, bisogna soddisfare tutte e tre le condizioni.

Nel libro Himmanen analizza e mette a confronto l’etica hacker e l’etica protestante, presentata da Max Weber nel libro “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” basando tutto il confronto su sette principi fondamentali: Passione, Libertร , Valore Sociale, Apertura, Attivitร , Responsabilitร  e Creativitร .

  • La Passione รจ quella che Trovalds ha definito come “intrattenimento”. La passione non รจ altro che qualcosa che diverte l’hacker mentre la sta mettendo in pratica. Quando un hacker fa qualcosa che l’ho diverte รจ perchรจ lo ritiene interessante e degno di tutto il suo impegno.
  • La Libertร  hacker รจ il principio secondo cui chi lavora sa sempre cosa significa avere scadenze da rispettare, non ha orari rigidi ai quali attenersi ma รจ fortemente orientato al raggiungimento dell’obiettivo.
  • Il Valore Sociale รจ quello che rende coinvolgente l’essere hacker, ossia il senso di appartenenza a gruppi grandi, piccoli, famosi, ignoti o riservati, quella capacitร  sentirsi parte di una comunitร , accettato e riconosciuto.
  • Apertura e condivisione รจ il principio secondo cui l’hacker fa qualcosa non solo per se, ma anche e soprattutto per la comunitร  e quello che fa รจ condiviso perchรจ ritenuto valore e accrescimento per gli altri.
  • Attivitร  รจ l’esatto contrario di passivitร . L’hacker non รจ mai un utente passivo di Internet e della tecnologia in generale. Cerca sempre di migliorare ciรฒ che usa.
  • Responsabilitร  , anche se sembra strano, e altruismo. Per un hacker responsabilitร  significa occuparsi degli altri, aiutare il prossimo e rendere migliore la Rete.
  • Creativitร  saper fare in modo diverso, alternativo ciรฒ che si puรฒ fare normalmente, saper creare qualcosa di veramente bello, anche dal punto di vista artistico.

L’etica hacker, come descritto dell’autore nel libro, รจ stata alla base dei grandi miglioramenti in campo informatico che si sono avuti negli ultimi decenni. L’informatica, la rete internet, i programmi opensource come Linux sono nati e si sono sviluppati proprio grazie all’impegno continuo di migliaia di persone che hanno messo a disposizione della comunitร  il proprio impegno, il proprio tempo, hanno condiviso in maniera aperta il sapere e hanno lasciato che altri potessero apportare dei miglioramenti liberamente, con la sola limitazione di riconoscere i crediti del lavoro precedente e di permettere successive libere modifiche anche ad altri sviluppatori.

Pekka Himanen ritiene che la societร  nella sua interezza e complessitร  dovrebbe recepire l’etica hacker, contrapponendo questo approccio a quello โ€œdell’etica protestanteโ€ che ha dominato e domina tuttora questo momento storico ed il nostro modo di approcciare il lavoro. Himanem ritiene inoltre che oggi siamo schiavi del modo di concepire il lavoro e questo deriva dal fatto che ci riteniamo degni solo se abbiamo un lavoro che ci qualifica socialmente, se ci dedichiamo ad esso in modo continuo, e se la nostra intera vita ruota attorno al lavoro, con pochi spazi per liberare la creativitร  ed il divertimento. Questa cultura ci porta a lavorare senza divertirci. Spesso abbiamo sentito dire che c’รจ un momento per il piacere ed uno per il dovere, ma nella realtร  della vita quotidiana viviamo per lavorare e soprattutto per guadagnare, invece di lavorare per vivere. Secondo l’etica hacker non รจ cosรฌ: il lavoro dovrebbe essere divertente e coinvolgente. Dovrebbe essere la cosa che ci piace piรน fare e che ci dร  piรน soddisfazione, con spazio per la creativitร .

Questo libro ha il pregio di mostrare un nuovo modello di sviluppo, quello delle risorse condivise, della partecipazione, della trasparenza e dell’etica sociale: il modello dell’era dell’informazione.

Se l’etica hacker venisse applicata in tutti i settori, alla politica e alla societร , le potenzialitร  sarebbero immense: un sapere aperto permetterebbe un progresso infinitamente piรน rapido ed efficiente dell’attuale. Sarebbe aperto non solo alle modifiche in grado di migliorarlo, ma sopratutto alle critiche in grado di evitare errori e forse disastri.

MashupDrink, un modello alternativo

Ho letto poco fa un post di Nicola Mattina relativo ai format applicati attualmente negli eventi: un post semplice e sintetico nel quale ha sintetizzato i format di moda, la loro modalitร  di esecuzione e la tipologia di utenti ai quali si rivolge.

In questi ultimi tempi mi sono occupato degli Indigeni Digitali e nei primi raduni ho testato modalitร  diverse di conduzione dell’evento. Ritengo che ogni format debba essere contestualizzato e calato sull’evento prendendo in considerazione due tipi di fattori: il primo รจ il pubblico ed il secondo รจ il tempo a disposizione.

Nel primo evento degli indigeni abbiamo utilizzato la modalitร  dell’aperitivo, semplice networking due chiacchiere ed un bicchiere di vino. Questa modalitร  va bene se l’incontro ha il solo fine di far conoscenza, rompere il ghiaccio e scambiare due chiacchiere in relax, senza troppo impegno, sia organizzativo sia del partecipante. Il contro e’ dato dal fatto che si creino gruppi di persone che giร  si conoscono lasciando poco spazio ad interazioni con terzi, non essendoci un momento condiviso.

Nel secondo evento abbiamo provato l’ignite, format che a me piace moltissimo, ma che, per la questione del target, genera la curiositร  della platea che segue le presentazioni, ma lascia poco spazio alla discussione tra un intervento e l’altro. In questo caso, l’indigeno (che vuole e ricerca il confronto) si รจ “scaldato” dopo aver sentito alcune affermazioni, ma non riesce ad interagire e si fredda, non dando cosรฌ seguito alla discussione, vero risultato del confronto.

Ho pensato al barcamp come format di un altro evento, ma il tempo a disposizione, secondo me, per un incontro che fondamentalmente avviene in serata, รจ troppo poco. Andrebbe bene in un evento, magari un IndigeniCamp, svolto di sabato, all’insegna di discussioni tecniche per argomenti [vi do un anteprima: lo stiamo ipotizzando per novembre2010] .

In alternativa si potrebbe utilizzare l’elevator pitch, tempi rapidi di presentazione e sessione di domande e risposte. Potrebbe andare bene, se non fosse che questo format รจ tendenzialmente legato al concetto di presentazione di un idea ai venture capitalist, cosa che ne nostro aperitivo invece non avviene. Non si tratta di presentazione ma di discussione.

Il format che vorrei raggiungere io si sviluppa fondamentalmente in tre fasi, non prendendo in considerazione la registrazione, il networking di ingresso, e due chiacchiere di apertura: assegnazione dei gruppi di discussione per argomenti, brain-storming e presentazione del risultato. L’assegnazione dei gruppi potrebbe esser fatta prima dell’evento attraverso il sito e gli argomenti potrebbero esser definiti da un investitore, uno sponsor o una azienda in cerca di un progetto di innovazione. Il brain-storming si svilupperebbe per 2 ore e verrebbe condotto da un facilitatore e dallo stesso “sponsor dell’argomento” e la presentazione verrebbe fatta in chiusura dallo stesso sponsor o da una persona eletta dal gruppo. Dopo di che networking e saluti, e se durante la serata รจ nata qualche idea, si spera che decollerร !

L’idea che mi son fatto e’ quella del mashup, un evento durante il quale persone con competenze diverse si confrontano a livello tecnico, marketing e processi per innovare e tirar fuori un ipotesi di progetto durante un momento di relax e discussione informale. Un mashup appunto di conoscenze ed esperienze, basato sul confronto, l’ascolto, la condivisione e la passione per l’innovazione. Una sorta di crowdsourcing fatto offline, intorno ad un tavolo.

E’ ovvio che questo tipo di esperienza vada affinata, ma l’idea di far confrontare teste, cervelli, culture e passione, mi coinvolge e mi fa pensare che si possano generare opportunitร  e innovazione. Tanta innovazione.

Perfetto, รจ deciso, lo chiamerรฒ mashupdrink e sarร  il modello di un tipo di raduno degli indigeni digitali.

IndigeniDigitali e cultura digitale

Giovedรฌ sera si รจ svolto l’ย Ignite + Indigeni Digitali presso il NEW Egon di Roma. Bell’evento veramente.

Durante la serata ho presentato per la prima volta in pubblico, in qualitร  di fondatore, gli Indigeni Digitali. Ho presentato la filosofia degli Indigeni ed ilย vivere digitale.

Sposare questa filosofia significa sapersi confrontare ed ascoltare, voler condividere la propria conoscenza e le proprie esperienze, avere la passione per il digitale, essere amanti della tecnologia, sentirsi ricercatori di innovazione ed avere quella costante ed innata curiositร  che genera adrealina e voglia di non dormire e allo stesso divertirsi con le persone che condividono gli stessi valori e le stesse idee. Questa รจ cultura digitale.

Queste sono le slide che ho presentato e che riassumono gli Indigeni Digitali.

View more presentations from Fabio Lalli.