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Avatar, NFT Profile e recruiting che cambia

Ci sono voluti 21 anni di internet, cultura digitale, strategia di comunicazione e personal branding per far impostare la foto reale nel profilo social e pubblico di una persona o professionista, soprattutto su LinkedIn, e far capire alle aziende che il recruiting stesse cambiando per modalità e luoghi.

Ora non riesco ad immaginare la scena di quando qualcuno riceverà (ammesso che succederà) le prime candidature da persone con una scimmia annoiata, un maiale imbruttito o un clonex al posto della foto del profilo LinkedIn e del cv. E mi viene da ridere al pensiero che quella foto profilo avrà magari un valore potenzialmente più alto del stesso valore della proposta economica fatta al tiziə (e magari un valore più alto del fatturato dell’azienda).

Sarà ancora più interessante vedere quanto ci metteranno alcune aziende a capire che certe competenze non le troveremo più nemmeno sui social “professionali” ma magari dentro ad un gioco o ad una meta-piattaforma e che la ricerca non andrà più fatta con parametri di valutazione e opinioni che magari escludano un potenziale talento che si sta cercando perché non riconoscibile o diverso. E linkedin ne è già pieno.

RTFKT Studios. Sneakers, Nike, Metaverso

Nike acquista RTFKT Studios ed entra per direttissima nel Metaverso, NFT e collezioni

C’è chi del Metaverso sta cercando ancora di capire cosa farcene e come entrarci, se utile e se veramente un business. E poi c’e chi entra direttamente comprandosi chi nel meta verso ci è nato, creando avatar ma soprattutto Sneakers e collezioni: RTFKT Studios. Tra le realtà più in crescita ed in vista in questo momento.

Una acquisizione che da la direzione a come approcciare il metaverso, gli #NFT, le collezioni ma soprattutto il modo in cui comunicare con una generazione che spesso sembra incomprensibile.

Per Nike RTFKT non è solo un brand che si aggiunge a Jordan e Converse, ma è un ponte diretto, a doppia corsia andata e ritorno, per portare l’ecosistema Nike nel #metaverso, ma soprattutto portare RTFKT nel mondo reale, e legare tutto questo con collezioni, esclusività e unicità, in un merge perfetto tra fisico e digitale, fashion e gaming, lusso e nuove forme di lusso.

Si sono presentati così, per farvi capire. Congratulazioni a RTFKT studios e tutto il suo team, ma soprattutto a Nike perchè ha scelto un brand che sembra già lo swosh del futuro.

Comunque tranquilli, se ancora non ci state (stiamo, mi ci metto anche io dentro eh) capendo nulla di tutto questo, sappiate che in una fase del genere ci siamo già passati, era il 1994 e si chiamava Internet.

Sul tema metterò un approfondimento domenica mattina nella newsletter qui > https://bit.ly/3GyreGC

Fan Experience: tra fisico e digitale è ora di scegliere la direzione integrata

Per le organizzazioni sportive, la pandemia ha messo un riflettore ancora più potente sulla necessità di connettersi direttamente con i fan e costruire una Fan Experience integrata, relazioni più efficaci e durature, soprattutto sfruttando i momenti a distanza e non più solo il momento evento. Le entrate generate da un’unica fonte, in particolare appunto il campo, è stato dimostrato che oggi sono intrinsecamente fragili e quindi diversificare i modelli di business è un modo per rendere a prova di futuro le squadre, i campionati, i club, le federazioni e gli sport. Non c’è dubbio che parlare di sostenibilità dei modelli sia più facile da dire che da fare ed ottenere, ma se questo non diventa un mantra non credo che lo sport ne uscirà bene nel futuro.

Il ruolo del coinvolgimento dei fan nella diversificazione dei flussi di entrate è un tema che sta prendendo sempre più piede e non a caso negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una esplosione di iniziative di engagement, digitali soprattutto visto il momento pandemico ed il distanziamento sociale, che hanno generato una fortissima attenzione su un elemento fondamentale: il digitale può esser realmente una fonte di revenue, diretta e indiretta, e nessuno più può fare a meno di un piano di trasformazione digitale. La parola chiave è Fan Experience.

Prima della pandemia l’evento fisico era il focus ed il digitale l’elemento di contorno dove “ogni tanto accadevano cose digitali”. Questo modello si è ribaltato portando l’utente in una fase, quella del lockdown, completamente online, e successivamente, con la ripartenza rallentata che stiamo vivendo, ancora online principalmente per diverse dinamiche derivanti da normative, contesto ancora limitato, nuove abitudini ed esigenze degli utenti e poi nel fisico. Sono sempre più convinto che in questo cambiamento fisico e digitale debbano ancora di più integrarsi e rendere la partecipazione online la normalità e la partecipazione fisica un momento di esclusività, di massima esaltazione dell’esperienza e di creazione di un legame forte e duraturo dal punto di vista del ricordo.‍”La relazione con un tifoso non inizia né finisce con la partita di 90 minuti, ne solo nell’evento fisico, tanto meno nell’evento digitale. Sarà sempre più importante rendere l’esperienza utente un processo unico e continuativo, tra racconto, celebrazione, divertimento e coinvolgimento. Sia fisico, che digitale, appunto”
Il bilanciamento del coinvolgimento dei fan tra piattaforme social e di proprietà, fisico e digitale è la chiave di lettura unica su cui bisogna mettere fortemente attenzione, budget e volontà, a partire da ieri, e sarà uno degli approfondimenti della prossima newsletter.

Questo pezzo è tratto dalla newsletter Sport Digital Transformation ISSUE#1 del 12 Dicembre. Se non mi ricevi già, puoi seguirmi qui