La ridefinizione dell’Identità Digitale nel Metaverso, il ruolo degli avatar da non sottovalutare

Nell’era dei mondi virtuali e delle realtà alternative, gli avatar stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella definizione dell’identità digitale degli utenti. Un recente rapporto del Blockchain Research Lab analizza ed esplora come l’adozione crescente degli avatar nel metaverso stia trasformando l’autoespressione, l’inclusività, la diversità e l’impatto sociale ed economico.

Il metaverso, l’universo virtuale interconnesso, darà a tutti noi infinite possibilità di espressione e comunicazione. Gli avatar, rappresentazioni digitali degli utenti, sono il punto di ingresso in questo mondo e grazie all’interoperabilità che molti player stanno sviluppando, permetteranno la creazione ed il controllo dell’identità digitale attraverso diverse piattaforme, metaversi e applicazioni. Il mercato degli avatar attualmente è in espansione, con piattaforme e creators che guadagnano cifre interessanti attraverso la vendita di personaggi personalizzabili ed accessori digitali.

L’identità digitale nel metaverso va ben oltre l’aspetto estetico degli avatar e la traslazione di un io digitale. Fattori come espressioni, emozioni, comportamenti, storia e reti sociali contribuiscono a definire l’identità di un utente nel metaverso e la sua riconoscibilità. Gli avatar potranno inoltre offrire a tendere (e già ora in alcune piattaforme) una serie di servizi aggiuntivi, tra cui aspetti sociali, educativi, psicologici, commerciali e di intrattenimento.

La scelta degli avatar, anche come emerge da più studi e report, è influenzata da diversi fattori psicologici, tra cui l’autoidentità, le dinamiche sociali ed il senso di appartenenza a determinate community e l’autostima. Gli utenti tendono a scegliere avatar che riflettano la propria identità, i propri valori e lo status sociale, ed “aumentarli” in alcune caratteristiche al fine di facilitare la socializzazione e l’integrazione nelle dinamiche virtuali. Le motivazioni alla base della scelta degli avatar possono essere diverse, come esprimere un’immagine o un’identità desiderata, sperimentare diverse identità in un ambiente sicuro e controllato o esplorare e comprendere la propria identità in un contesto oggi ancora fortemente inclusivo.

L’integrazione orizzontale, ovvero la collaborazione tra progetti con obiettivi simili, sta favorendo la crescita del metaverso e sostiene la visione di un ambiente aperto e appunto inclusivo. Ad esempio, l’integrazione di avatar 3D provenienti da collezioni di token non fungibili (NFT) , sul modello di Ready Player Me, in piattaforme differenti dimostra come la cooperazione possa essere vantaggiosa per tutti e contribuire allo sviluppo del mercato degli avatar.

Un altro aspetto interessante riguarda la moda digitale, che sta acquisendo un’enorme rilevanza grazie al crescente ruolo degli avatar. I giocatori spesso preferiscono cambiare l’abbigliamento del proprio avatar invece di sostituirlo completamente ed adattarlo a momenti e iniziative. Di conseguenza, il mercato della moda digitale è destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni, man mano che sempre più persone utilizzano piattaforme digitali per intrattenimento e commercio.

La ricerca di Blockchain Research Lab inoltre ha identificato diversi profili di utenti in relazione alle aspettative sul loro ruolo nel gameplay. Un gruppo di utenti utilizza attivamente le emote (balletti e movimenti caratterizzanti dell’avatar), percependo il loro impatto positivo sul gameplay; un altro gruppo considera le emote come parte della propria identità sociale; mentre un terzo gruppo rifiuta l’idea di pagare per le emote, ritenendola inautentica. Ogni gruppo di utenti, in diverse community, richiede comunque modelli dedicati di autoespressione e ha aspettative uniche su come integrare avatar ed emote nelle proprie esperienze di gioco.

Il metaverso incentrato sugli avatar sta ridefinendo il concetto di identità digitale, e questa è una tendenza da non sottovalutare. L’impatto sociale ed economico di questa trasformazione è evidente, con un mercato in rapida crescita e una comunità di creators e utenti sempre più attiva e coinvolta.

Tra le tendenze emergenti, come la moda digitale , c’è l’uso appunto che accennavo delle emote, che contribuiscono a plasmare l’esperienza degli utenti nel metaverso e a creare nuovi modi di interazione e comunicazione fisico digitali: non ultimo, il caso di questi giorni della Griddy Dance, iniziata nel mondo dello sport NFL e adottata rapidamente da Fortnite tra le sue emote.

Parallelamente, la crescente adozione di tecnologie decentralizzate, come i token non fungibili (NFT) ed il Web3, sta offrendo strumenti per incentivare e premiare creatori e sviluppatori, e creare sempre di più il concetto di identità, unicità e proprietà degli asset.

Il futuro del metaverso e dell’identità digitale è un trend da non sottovalutare per la sua promettente e crescente popolarità tra i giovani e l’interesse da parte di aziende e dei brand.

Demystifying the Consumer Metaverse | Word Economic Forum

In diversi report ormai si parla di metaverso come un cambiamento dal grande impatto, esteso non solo a modelli di consumo di contenuti e interazioni, ma anche su comportamento dei consumatori in termini di meccaniche di formazione, apprendimento, guadagno e socializzazione.

Le organizzazioni, secondo il report, dovranno ridefinire non solo i modelli di customer experience, ma in molti casi adeguare anche il posizionamento di brand, cambiare il modello di entrata in relazione e onboarding, e modificare il modo in cui realizzano ricavi e rivedere anche alcuni modelli di servizio per creare vero valore alla community.

Il Forum Economico Mondiale ha lanciato l’iniziativa “Defining and Building the Metaverse” per esplorare e qualificare le opportunità e le sfide sociali ed economiche del metaverso e creare un quadro di governance globale.

La domanda chiave di questo rapporto è: da cosa è composto il metaverso e come possono le organizzazioni e gli individui creare valore economico equo attraverso di esso in un contesto di consumo?

Il metaverso è attualmente difficile da definire, ma i suoi principali componenti distintivi sono l’interazione sociale, l’identità, lo scambio e la distribuzione di valore multilaterale e un contesto di immersività.

Le organizzazioni e gli utenti possono assumere uno o più ruoli nel metaverso, da partecipanti a creators o fornitori. Il ruolo dei creators verrà amplificato nel metaverso. Tecnologie come l’AI e la blockchain supporteranno questa amplificazione.

Un’economia dei creators in evoluzione influenzerà fortemente la distribuzione del valore nel metaverso e offrirà opportunità di grande portata per le imprese e gli individui, ma porterà anche sfide nuove da normare, comprendere e strutturare.

Sono stati identificati 8 modelli economici per generare valore nel metaverso, tra cui prodotti e beni digitali, accesso e influenza, commercio immersivo, pagamenti e valuta, monetizzazione di asset, pubblicità e marketing, economia dei creators e servizi nativi del metaverso. Stessi temi affrontati anche nel post di ieri su Social Media e Metaverso.

Sono stati identificati 6 fattori di crescita e adozione del metaverse, tra cui reti pronte per il metaverso, avatar realistici, infrastruttura, governance, protocolli standard, interoperabilità e regolamentazione, proprietà e intelligenza artificiale.

Qui il report da leggere https://link.mtvrs.it/WEF-Demystifying-the-metaverse

6 punti fondamentali per costruire un Metaverso Responsabilmente

Quando internet iniziò a prendere piede, era principalmente visto -mediamente – come uno strumento per comunicare e condividere informazioni. 

Il ritmo di evoluzione successiva e le relative sfide (tecnologiche, implementative, normative e sociali) erano difficili da prevedere. 

A posteriori oggi e con l’esperienza di questi anni, guardando alle modalità e ai percorsi fatti dalle aziende nel processo di adozione, possiamo dire che le aziende dovrebbero costantemente adottare modelli di sperimentazione per non rimanere indietro rispetto ad un mercato sempre più veloce, ma soprattutto dovrebbero adottare modelli adatti alle persone, ai clienti e alle attività con la responsabilità come elemento centrale progettuale e di direzione e bussola delle scelte. 

Su tutto, il senso di responsabilità, dovrebbe fondarsi su privacy, sicurezza, interoperabilità, inclusività e sostenibilità.

Ovviamente a posteriori è più facile fare valutazioni o prendere decisioni, soprattutto quando i rischi sono ormai definiti e compresi.

Nel report di accenture, il primo se non erro su questo tema, sono concentrate sei aree di attenzione che le organizzazioni dovrebbero iniziare a esplorare e comprendere ora, per garantire un approccio al metaverso sicuro e protetto che sia altrettanto coinvolgente e virtuoso per le aziende quanto per gli utenti:

  • Privacy by design & default
  • Rischi e benefici della tokenizzazione
  • Interoperabilità
  • Sicurezza digitale
  • Sostenibilità
  • Identità e inclusione

Certo, ci saranno sempre incertezze in uno spazio dove l’innovazione prospera e la velocità non sempre consente di “ragionare” per tempo. 

Ma identificare le aree critiche e costruire dei “modelli di sicurezza” ci permetterà una maggiore possibilità di allineamento tra le esperienze previste e quelle effettive nel metaverso.

In questi giorni Accenture ha pubblicato un report dal titolo “Building a Responsible Metevarse” scaricabile da questo link.

In particolare il cuore di questa lettura è nel punto “Innovating Responsibly: Key Considerations for the Metaverse

7 previsioni (sintetiche) per le aziende nel #Web3 per il 2023

Negli ultimi tempi come avrete notato ho iniziato a scrivere di Web3 e Metaverso, e questo mi sta portando ad approfondire su diverse industrie tematiche non solo tecnologiche ma anche e soprattutto legate agli impatti sui modelli di business e la transizione digitale tra web2 e web3. Qui di seguito alcune che ho in mente da un po’ e che sono  frutto dell’esperienza e insight a cui sto accedendo negli ultimi mesi, integrando inoltre richieste dei clienti e del mercato, giorno dopo giorno:

  1. Le aree di R&D e Innovazione si focalizzeranno prevalentemente su tema metaverso, in molti casi rivedendone anche il nome (marketing sempre e ovunque): e questo sta già accadendo. I leader dell’innovazione sono ora chiamati a responsabilità aggiuntive per generare nuove revenue e modelli di coinvolgimento in considerazione delle crescenti generazioni di acquirenti (Z e Alpha), sono nativi web3. Il metaverso prenderà il controllo della maggior parte dei budget dell’innovazione del 2023
  2. L’AI verrà implementata in diversi ambiti, grazie alla maggiore accessibilità di piattaforme saas, api per scalare diversamente progetti e ambiti della blockchain: l’Intelligenza Artificiale risolverà i problemi di scalabilità e sviluppo, facilitando l’accesso per le aziende che ne stanno comprendendo i benefici e gli impatti potenziali
  3. Molte aziende inizieranno attività di Marketing nel Web3 attraverso gli Influencer Virtuali, avatar e “mascotte”, potendone governare meglio non solo temi, toni, immagine e valori ma soprattutto la totalità dei diritti di immagine e tutto l’eventuale indotto di licensing: gli utenti si rivolgeranno sempre di più agli esseri umani per la conversazione con un brand, e le aziende creeranno esseri virtuali, fortemente abilitati da AI, per implementare quell’interazione su più vasta scala
  4. La progettazione Phygital sarà il modo per posizionarsi correttamente nel Web3: basandosi sul punto 1, l’utilità delle esperienze controllate dai token può essere attivata sia da beni digitali che da beni/servizi fisici. Per raggiungere il più ampio pubblico possibile, le aziende combineranno entrambe i canali per avere una esperienza continua e fortemente legata
  5. La co-creazione con i clienti sarà un tema principale del brand: mentre le aziende stanno comprendendo l’importanza dell’engagement e della costruzione della relazione con i clienti, anche attraverso lo sviluppo di comunità, tra i progetti e gli investimenti che vedo maggiormente in crescita ci saranno quelli di sviluppo di iniziative di co-creazione, decentralizzate, per coinvolgere il pubblico in modo più personalizzato, attivo e partecipativo e soprattutto fortemente legato al processo di costruzione di valore e unicità dei prodotti.
  6. Nasceranno nuovi strumenti di community management e saranno adottate nelle strategie delle aree di Digital Marketing, man mano che emergeranno nuove necessità e gap funzionali. Per esempio piattaforme oggi note come Discord e Slack, hanno una UX che non è il massimo per la gestione e attivazione di community, ma soprattutto non soddisfano a pieno alcune funzionalità per il coinvolgimento all’interno delle comunità, soprattutto web3 (wallet connect, minting, pagamento). Vedremo sicuramente nascere nuovi strumenti anche da parte di grandi brand e piattaforme enterprise (ad esempio, il progetto NFT di Salesforce, ecc.)
  7. Diverse Blockchain e protocolli espanderanno i loro programmi di sviluppo per le aziende dando vita a nuovi servizi e possibilità di integrazione: anche questo sta già accadendo. Nella fase di adozione iniziale i progetti blockchain si sono occupati del “finanziamento” e sviluppo dell’ecosistema e hanno investito molti soldi per onboarding di sviluppatori. Nel 2023 vedremo un focus maggiore sull’onboarding delle aziende attraverso implementazione di servizi, modelli di business e formazione. I token (#NFT) saranno il modo principale per le aziende di far entrare gli utenti nel metaverso: per quanto ci piaccia credere il contrario, il metaverso è ancora una realtà lontana. Ad oggi, il modo più tangibile per avviare un’attivazione Web3 come azienda è attraverso la tokenizzazione e le esperienze controllate dai token

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Dot Swoosh: la community di Nike nel web3

È passato quasi un anno dal lancio di RTFKT Clone X, che è stato seguito dalla storica acquisizione da parte di Nike, segnando un punto cruciale per la posizione e l’impegno di Nike nello spazio.

Da allora, Nike ha iniziato a collaborare con RTFKT su diversi drop NFT in co-branding come Cryptodunks, MNLTH2 e Skin Vial, oltre a prodotti phygital che possono essere forgiati come la Nike AR Hoodie.

Ieri, seguendo questo percorso, Nike ha svelato la sua nuova piattaforma incentrata sul Web3 dal nome “Dot Swoosh

Dot Swoosh sarà la casa creativa virtuale di Nike da quello che si capisce dal sito e dalla comunicazione e verrà lanciata venerdì 18/11/2022. Le persone potranno registrarsi dal giorno del lancio e l’accesso inizierà con un codice di accesso. Una prima collezione digitale di questa community è prevista per Gennaio 2023.

La piattaforma sarà un luogo in cui le persone potranno:

  • Attivare la propria identità nella community
  • Acquistare, esporre e scambiare prodotti phygital e virtuali
  • Sbloccare l’accesso a eventi e prodotti speciali
  • Co-creare prodotti e attivare nuove modalità di collaborazione

Quest’ultimo punto sarà una componente chiave a mio avviso della meccanica di Dot Swoosh poichè preveder sicuramente la possibilità per le persone di influenzare i progetti, vendere i loro prodotti co-creati, inclusa la possibilità di esser coinvolti nei ricavi da royalties sui beni virtuali (e a mio avviso a tendere anche sui fisici).

Mentre i meccanismi esatti della piattaforma dovranno esser ancora confermati, da quello che si evince dalla landing page, le caratteristiche dei prodotti potrebbero esser appunto influenzate dall’utilizzo di dinamiche DAO attraverso votazione della community.

Inoltre è interessante che Nike abbia utilizzato il dominio .nike (come http://nome.nike), e questo potrebbe abilitare l’attivazione dello SWOOSH ID a tendere di URL personalizzate per consentire a tutti di vendere, esporsi e diventare di conseguenze i primi ambassador del brand.

Questa non è la prima avventura di Nike nel Web3 come ho più volte scritto e dall’anno scorso ad oggi, da quando hanno acquistato gli RTFKT Studios, uno dei principali player di Web3, il brand ha sviluppato una progressiva presenza e progettualità. Tuttavia, sebbene il team RTFKT abbia contribuito alla strategia, il progetto Dot Swoosh è solo Nike.

Con Dot Swoosh, Nike vuole ampliare a mio avviso la sua portata nel Web3 e alimentare potenzialmente anche la base di clienti di RTFKT, attingendo ovviamente alla propria base clienti, che hanno però meno familiarità con Web3. L’obiettivo di un progetto di questo tipo non è solo coinvolgere la community ma anche educare a nuove modalità di interazione, coinvolgimento e perchè no lockin della relazione attivando un processo virtuoso di revenue per il cliente.

L’educazione che Nike ha in mente parte dall’abilitazione del pagamento tramite carta di credito/debito, scegliendo Polygon per il loro ID .swoosh: penso che questa scelta sia una grande opportunità per tutto il sistema poichè consentirà l’arrivo della prossima ondata di persone non già utilizzatrici di crypto/web3 e questo può far fare un passo avanti verso l’adozione di massa.

Questa iniziativa segna veramente un punto di non ritorno nello sviluppo delle strategie di un brand nel web3.

Musica e Web3: Elton John entra nel metaverso in Roblox

Mentre Elton conclude il suo monumentale tour per il finale di carriera, viene annunciato “Beyond the Yellow Brick Road” un mondo virtuale all’interno di Roblox, dedicato alle nuove generazioni di fan, ora e degli anni a futuri, affinchè possano continuare ad essere ispirate ed intrattenute dalla sua musica.

Elton John entra nel metaverso in Roblox

Lo spazio virtuale, lanciato in diretta ier 3 Novembre, è stato progettato per rendere disponibile lo stile di Elton anche nel Metaverso non solo spazi d musica ed intrattenimento, ma anche di un negozio virtuale fornito dei completi dell’artista e di articoli mix-and-match.

Il mondo di Elton si presenta inizialmente come un tour nella carriera di John, con lo stesso approccio del tour musicale live che sta facendo attualmente dal titolo “Farewell Yellow Brick Road Tour” che, quando si concluderà la prossima estate, si estenderà con oltre 350 spettacoli.

David Furnish, CEO di Rocket Entertainment, mentre Elton dice addio al tour al Dodger Stadium ha dichiarato “Siamo entusiasti delle opportunità che spazi come Roblox offrono per garantire che la musica e l’eredità di Elton possano continuare a portare gioia nel mondo”.

Lo stesso Elton John ammette “Ho visto il divertimento che Roblox da ai ragazzi e la possibilità che offre di interagire con i fan, mi ha fatto impazzire Sono sempre stato me stesso e ho usato la mia immagine, gli occhiali e la musica per esprimere me stesso, e Roblox incoraggia davvero quell’espressione di sé. Ora i miei fan possono fare lo stesso, ed è davvero eccitante”.

Il video di presentazione qui di seguito con l’annuncio su Instagram

 

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Un post condiviso da Elton John (@eltonjohn)

La Musica e il Metaverso: lo sviluppo Web3 di Warner Music Group

Nell’ultimo anno l’industria della musica ha iniziato ad integrarsi con le nuove tecnologie web3 e le nuove piattaforme, creando i primi casi di sviluppo di nuovi modelli e questo potrebbe segnare un passaggio epocale in termini di fruizione della musica della stessa e del suo indotto.

L’industria è fortemente intrecciata con la società attuale per cui questo avvicinamento al Web3 non ci sorprende di certo. La Sony ha investito in piattaforme di token non fungibili (NFT), Katy Perry ed altri hanno supportato piattaforme musicali basate sul blockchain, TikTok ha integrato Audius (piattaforma di streaming basata sul blockchain) grazie alla sua app. Sono già tantissimi i musicisti convinti che le NFT siano potenziali game changer delle rispettive carriere. Ma è indubbio che il nuovo trend è costituito essenzialmente dal metaverso.

Warner Music Group (WMG) sta continuando per esempio ad espandere la sua strategia Web3, dopo l’accordo con Sandbox, l’attivazione di un canale di comunicazione dedicato, ed il suo ultimo annuncio di lavoro per un direttore senior per lo sviluppo del metaverso. Il ruolo, pubblicato su LinkedIn giorni fa, prevede che qualcuno con sede a New York guidi la sua strategia sul metaverso, comprese “esperienze di intrattenimento musicale nel metaverso e nei giochi”. In particolare, WMG ha iniziato una forte focalizzazione su progetti legati al metaverso con l’obiettivo di concentrarsi su “esperienze coinvolgenti e integrazione di contenuti strategici”. Ad aprile, inoltre, la società aveva nominato Mike Shinoda, co-fondatore e pioniere della tecnologia musicale dei Linkin Park, come consulente per l’innovazione, con l’obiettivo di aiutare il brand a dare forma all’approccio web3 per gli artisti. A settembre, la società ha nominato Niels Walboomers presidente della divisione discografica e dell’editoria per il Benelux  con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il roster di talenti gestiti e collegare i fan dell’era web3, attraverso community e piattaforme”. Non ultimo WMG ha anche abbracciato collaborazioni con piattaforme e società specializzate in blockchain e con le principali piattaforme di gioco e NFT.

Intrattenimento e Web3

Altre importanti società di intrattenimento stanno spendendo i loro team verso competenze e progettualità Web3. Tra queste Walt Disney, che il mese scorso ha pubblicato un annuncio di lavoro per un consulente specializzato in token non fungibili (NFT) e finanza decentralizzata (DeFi).

Il caso di Roblox e Musica, lanciato da Elton John non è il primo ne tanto meno sarà l’ultimo di una nuova ondata che a mio avviso permetterà agli artisti nuove modalità di lancio di album, singoli, brandi, video interattivi e modalità di coinvolgimento e collezionismo.

Qui l’accesso al mondo di Elton John roblox.com/eltonjohn

Il futuro dei Mobile Wallet

L’ambito di sviluppo dei Mobile Wallet è diventato uno dei settori in più rapida crescita nel mondo tecnologico e nel fintech: attualmente vale circa 1 trilione di dollari e si stima che crescerà fino a oltre 7 trilioni entro il 2027, secondo CB Insights Industry Analyst Consensus.

I portafogli digitali stanno trasformando il modo in cui le persone gestiscono ogni aspetto della loro vita. Un numero crescente di aziende si sta impegnando per sviluppare e posizionarsi come l’app di riferimento per tutto ciò che riguarda la finanza, combinando un’ampia gamma di prodotti di pagamento, bancari, di credito, di investimento e assicurativi in ​​un’unica piattaforma, mentre altre consentono agli utenti di archiviare documenti importanti e carte di accesso sui propri smartphone per l’uso quotidiano.

Con un’ampia portata e punti di contatto quotidiani, la categoria dei Mobile Wallet Digitali è pronta ad avere un impatto sostanziale sulla vita quotidiana delle persone, poiché le nuove soluzioni offrono maggiore affidabilità, scalabilità e convenienza.

 

Principali aree di interesse:

  1. I “Super Wallet” sostituiscono un numero crescente di soluzioni bancarie e di pagamento digitali a funzione singola: molti portafogli digitali stanno andando oltre l’approccio dell’app a funzione singola, aggiungendo offerte finanziarie che facilitano i pagamenti, abilitano prestiti, attivano assicurazioni, e consentono investimenti e svolgono un ruolo di banca digitale.
  2. Gli assistenti finanziari basati sull’intelligenza artificiale consentono l’ultra-personalizzazione e automazione del budget personale.
    • Gli strumenti di budgeting standard sono tradizionalmente limitati all’aggregazione dei dati storici del proprio conto, con solo analisi o approfondimenti di base.
    • Gli assistenti finanziari intelligenti del futuro andranno ben oltre e saranno basati sulle capacità di AI (intelligenza artificiale) e ML (machine learning), su vasti set di dati sui consumatori e pattern. Questi assistenti assumeranno il ruolo di un consulente intelligente virtuale in grado di rivedere continuamente gli abbonamenti e le bollette del cliente, gestire il budget, proporre strategie di risparmio e investimento e fornire altri feedback pertinenti su come poter raggiungere obiettivi finanziari.
  3. ID digitali ed il Wallet diverrà luogo dove archiviare anche i documenti. I dispositivi indossabili (wearable device, smartwatch, occhiali, altro) completeranno l’esperienza di fruizione dei wallet:
    • Una nuova generazione di portafogli mobili chiamati “portafogli ID digitali” sta emergendo come una soluzione all-in-one per contrastare non solo i pagamenti, ma anche la verifica dell’IDentità e la gestione degli accessi.
    • Aggiungendo la scansione e la crittografia dei documenti alle loro capacità, i portafogli ID digitali possono offrire un’alternativa di archiviazione virtuale sicura per molto di ciò che si trova oggi nei portafogli fisici.
    • I portafogli di identificazione digitale standard del futuro memorizzeranno le informazioni di pagamento insieme ad altri documenti essenziali, inclusi ID statali, SSN, passaporti, informazioni sulla cittadinanza, cartelle cliniche, chiavi di casa e dell’ufficio e persino informazioni biometriche come impronte digitali e scansioni facciali.

Fonte: CB Insighs 2022 – Download Report > The Future od the Wallet: How AI advisors, digital IDs, and wearables are turning mobile wallets into the next super apps

Differenza tra metaverso e web3: non è solo una questione di termini

Dovunque oggi ci si giri si parla di Metaverso, NFT, Virtual Reality e Web3, ma spesso si fa confusione su tanti concetti, accavallandone significati e termini, se non addirittura finalità e metodo. In particolare l’errore più frequente che sento durante la narrativa mediatica è quella di confondere concettualmente il significato senza fare differenza tra metaverso e web3.

Provo a fare chiarezza sui due temi, visto che mi trovo spesso a spiegarlo e “discuterne” in rete, cercando di definire la differenza tra metaverso e web3, e partendo da un concetto di base: sono due tematiche convergenti e complementari, ma differenti.

Il Web3.

Da una parte c’è il web3, di cui ufficialmente non esiste una definizione univoca e comune a tutti, e che ha vissuto due fasi diverse nella loro caratterizzazione e definizione del termine in questi anni. Una prima definizione secondo la visione dello stesso Tim Berners-Lee, creatore del WWW, circa vent’anni fa, vedeva il Web 3.0 come un web semantico, intelligente, grazie alla sua forte caratterizzazione derivante dai dati e alimentata dai servizi evolutivi dell’Intelligenza Artificiale.

Recentemente, la necessità di cercare una soluzione alternativa al modello di internet che si è sviluppato intorno ai grandi player aggregati del GAFAM e BATX, fortemente centralizzato, ha dato luogo al Web3, i cui concetti non escludono la definizione iniziale di web3, ma si differenziano in nella componente tecnologica infrastrutturale: infatti alla base di questa definizione si aggiunge il concetto di web decentralizzato e basato su blockchain.

L’obiettivo quindi alla base dei principi della nuova fase del Web3 è quello di contrastare la supremazia degli shareholder delle grandi piattaforme web in una direzione di un internet più utente centrico e distribuito, e che veda un passaggio forte dal principio Read/Write (del Web2.0) al Read/Write/Own (del Web 3.0) e che di conseguenza vuole far uso di una grande varietà di tecnologie, la cui maturità oggi è maggiore e fortemente convergente: in particolare blockchain, Not Fungible Token (NFT), crypto (DeFi), Decentralized Autonoumus Organizzation (DAO), Intelligenza Artificiale (AI), realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e big data & analytics.

In parole povere, il web 3 nasce con l’obiettivo di non alimentare più di dati (e quindi business) solo i grandi servizi centralizzati, illudendo l’utente che sia tutto gratis come accade appunto nella fase Web 2.0, ma trasformare gli utenti in veri owner dei propri dati in grado di guadagnare grazie alla loro presenza, scelte di utilizzo e alle loro attività online, dando ad internet una dimensione inclusiva ed equilibrata.

Il Metaverso.

Dall’altra parte c’è il tema della definizione e visione di Metaverso, che nasce dalla convergenza temporale e dalla maturità di diverse tecnologie, competenze (VR, Hardware Technology, User Interface, Connettività, Gaming) ed mira a definire la convergenza tra fisico e e virtuale e che ha come base centrale del principio l’immersività e la collaborazione, e che – a mio avviso – non necessita necessariamente della blockchain: avremo sicuramente piattaforme di metaverso blockchain based, ma non sarà secondo me l’unica ed imprescindibile soluzione e possibilità.


Non c’è dubbio che si tratti di tematiche oggi in sovrapposizione narrativa (spesso confuse), fortemente complementari progettualmente e virtuosamente convergenti.

Differenza tra metaverso e web3.

C’è quindi Differenza tra metaverso e web3, secondo me si, e nell’immagine qui di seguito è ben sintetizzato.

 

 

Metaverso e Customer Experience

Metaverso e Customer Experience, che legame? Mi è capitato sotto mano un report del MIT Technology Review, dal titolo “Embracing Customer Experience (CX) in the Metaverse“, pubblicato proprio in questi giorni, e scaricabile in pdf a questo link.

Si tratta di una lettura rapida ed interessante che ho riassunto nel seguente modo:

  1. Il metaverso sta creando una aspettativa nuova ossia offrire ai brand opportunità differenti per espandere la customer experience omnicanale (CX) esistente attraverso VR/AR, mondi virtuali, ologrammi, gaming, risorse e contenuti digitali e tanto altro legato alle potenzialità della blockchain e del web3.
  2. Le interazioni con i clienti avvengono attualmente tramite dispositivi mobili, desktop, e-mail, chatbot artificialmente intelligenti, messaggistica sociale e altro, ma nel metaverso i punti di contatto con il cliente finale saranno ancora più coinvolgenti, immersivi e connessi.
  3. I clienti apprezzano la differenziazione dei canali di interazione con i brand e si aspettano sempre più che siano contestualizzati, adatti, personalizzati e coinvolgenti. Fornire una solida CX omnicanale porta risultati di business misurabili ed una maggiore efficacia e diventa quindi una necessità anche nel metaverso: la customer experience virtuale va progettatata con le sue peculiarità e non può esser ereditata dal fisico o dal digitale.
  4. Le aziende di successo superano le preoccupazioni dei consumatori in merito alla sicurezza e alla privacy e affrontano frontalmente le sfide della sicurezza e della gestione dell’identità, creando fiducia digitale nelle loro interazioni nel metaverso. La fiducia oggi non si costruisce più solo sul prodotto o sulla comunicazione di brand, ma anche – e soprattutto –  nella capacità di costruire una relazione che parta dalla tutela dell’utente a tutto tondo (salute, sicurezza digitale)
  5. Analisti di mercato ed esperti sono già al lavoro da tempo sulla componente normativa e fiscale, e stanno emergendo le prime previsioni su come sarà il denaro nel metaverso: come dice senza mezzi termini il New Yorker, affronteremo “una finanza che potrebbe diventare strana“.
  6. È probabile che le criptovalute svolgeranno un ruolo centrale nel metaverso in qualche modo. Sebbene il metaverse e il Web 3.0 emergano spesso nella stessa conversazione, questi termini non sono sinonimi, e non necessariamente legati come ho già scritto, ma hanno una sovrapposizione crescente che vede spesso coinvolti termini come:
    • Blockchain
    • Criptovalute
    • Organizzazioni autonome decentralizzate (DAO)

Blockchain, l’anima del metaverso.

Quando si parla di Metaverso sembra inevitabile parlare di Blockchain, come condizione unica ed indissolubile, una dipendenza obbligata per poter definire l’esistenza del Metaverso stesso.

Premesso che non sono del tutto convinto che sia necessaria l’implementazione della blockchain per molti progetti e che non sia una condizione necessaria, recentemente ho letto un report dal titolo Blockchain for the Metaverse: A Review (PDF Scaricabile qui) che ho trovato interessante e particolare ben approfondito sugli ambiti di utilizzo della Blockchain in progetti per il Metaverso.

Nel report è interessante vedere come la blockchain possa diventare centrale in un ruolo abilitatore di molti modelli di servizio (Tracciabilità, SmartContract, Decentralizzazione, Immutabilità e Sicurezza).

Metaverso e Blockchain

 

Contestualmente è interessante nello stesso report è vedere le diverse modalità di utilizzo di tecnologie per finalità differenti.

Consiglio la lettura del paper.