La nuova (rin)corsa ai dati: estrarre valore in profonditร  con lโ€™AI e il metodo D.E.E.P & 4V

Lโ€™AI ha ridato vita alla nuova (rin)corsa al petrolio dei dati. Lโ€™entusiasmo generato dai media e lโ€™enorme afflusso di capitali di rischio (oltre 4 miliardi di dollari investiti negli ultimi mesi) hanno innescato una gara serrata per ottenere un vantaggio competitivo nellโ€™estrazione di dati (di qualitร ) e nellโ€™uso dellโ€™intelligenza artificiale.

Come con il petrolio, in cui la sfida non รจ stata tanto trovarlo, quanto saperlo raffinare e utilizzare per creare valore, ora succede con l’AI e con i dati. Cโ€™รจ un rischio reale in questa rincorsa che sta giร  iniziando a dare i primi segnali: muoversi con troppa fretta e ottimismo puรฒ portare a progetti di AI senza un effettivo ritorno, mentre un approccio troppo lento rischia di produrre soluzioni obsolete ancora prima di entrare in funzione.

Lโ€™obiettivo, per molte aziende, รจ trovare il giusto equilibrio, costruendo progetti che abbiano un impatto concreto e duraturo sul business, evitando di investire tempo e risorse in โ€œpozzi a seccoโ€.

Gli errori comuni nella creazione di progetti AI based

Lโ€™intelligenza artificiale non รจ piรน una mera curiositร  sperimentale, ma una tecnologia matura che puรฒ rivoluzionare la progettazione, lo sviluppo e la distribuzione dei prodotti. Le aziende in grado di sfruttarla correttamente avranno senza dubbio aumento di produttivitร , riduzione dei costi e capacitร  finora impensabili in alcuni ambiti.

Per ottenere questi benefici, ed evitare i due errori comuni che ho visto giร  ripetutamente ripetersi, รจ necessario un livello di attenzione e progettazione su :

  1. Mancato allineamento con gli obiettivi aziendali: investire in AI solo perchรฉ โ€œva di modaโ€ conduce a progetti lunghi, costosi e privi di impatto concreto. Senza legare l’uso della tecnologia ad obiettivi di business chiari, si finisce per scavare in aree prive di petrolio di valore.
  2. Profili non adeguati: lasciare che un progetto sia gestito esclusivamente da team tecnici, senza coinvolgere business e prodotto, produce soluzioni che non rispondono alle reali esigenze dellโ€™azienda, e del mercato. รˆ come costruire un oleodotto senza sapere per quali mercati si sta estraendo.

Individuare il livello di maturitร  ed i casi d’uso con il framework D.E.E.P.

Negli anni ho imparato che non basta avere dati o tecnologie allโ€™avanguardia per realizzare progetti di AI realmente efficaci. Il vero successo risiede nella capacitร  di individuare i giusti โ€œcampi di estrazioneโ€ e di definire chiaramente i criteri di impiego, evitando di farsi condizionare dal F.O.M.O. (Fear Of Missing Out) e puntando invece su un attento processo di analisi e assessment.

Partendo da queste esperienze, ho sviluppato gradualmente, in particolare nellโ€™ultimo anno, un framework chiamato D.E.E.P. (Dati, Esperienza, Ecosistema, Processo). Applicato in diversi contesti industriali, questo approccio mi ha permesso di identificare il livello di maturitร  e le aree di intervento di unโ€™organizzazione rispetto allโ€™adozione dellโ€™AI, riuscendo cosรฌ a raffinare continuamente la metodologia. Lโ€™idea di โ€œprofonditร โ€ introdotta dal D.E.E.P. mira a valutare con precisione la situazione attuale dellโ€™azienda e la sua capacitร  di generare valore attraverso lโ€™AI, analizzando quattro dimensioni chiave, ciascuna con le sue analisi specifiche e i relativi output:

  1. Dati: in questa fase vengono valutati la disponibilitร , la qualitร , la strutturazione e la pulizia dei dati, conducendo unโ€™analisi di data readiness che include lโ€™inventario delle fonti, la valutazione delle lacune e la definizione di eventuali interventi di miglioramento. Lโ€™output finale รจ un quadro chiaro del patrimonio informativo disponibile, con indicazioni su come preparare i dati per lโ€™addestramento di modelli IA.
  2. Esperienza: qui si verifica la presenza di esperti di dominio, la profonditร  della conoscenza interna e la capacitร  di interpretare correttamente le problematiche da risolvere con lโ€™AI. Lโ€™analisi comprende lโ€™identificazione degli stakeholder chiave, la mappatura delle competenze e la valutazione delle lacune conoscitive. Lโ€™output consiste in un piano per coinvolgere le figure di riferimento, colmare eventuali gap di expertise e facilitare il trasferimento di conoscenza ai modelli di intelligenza artificiale.
  3. Ecosistema: in questa fase viene esaminata lโ€™infrastruttura tecnologica, organizzativa e culturale dellโ€™azienda: lโ€™integrazione tra strumenti, piattaforme, team e processi esistenti viene valutata attraverso unโ€™analisi di compatibilitร  e scalabilitร . Lโ€™output รจ un documento di raccomandazioni su come allineare o aggiornare lโ€™ecosistema tecnologico, indicazioni su eventuali cambi di tool, su come integrare l’AI nei flussi di lavoro esistenti e su come preparare lโ€™organizzazione ad accogliere nuove soluzioni.
  4. Processo: infine, vengono analizzati i workflow operativi, la loro ripetibilitร , standardizzazione e documentazione. Attraverso un assessment dei processi, si individuano le attivitร  a maggior potenziale di automazione o ottimizzazione tramite AI. Lโ€™output di questa fase รจ una mappa dei flussi di lavoro prioritari, con indicazioni su dove introdurre lโ€™IA e suggerimenti per la modellazione del processo, al fine di massimizzare lโ€™efficacia dellโ€™intervento tecnologico.

Lโ€™insieme di queste analisi e output fornisce cosรฌ una visione integrata dello stato di maturitร  dellโ€™azienda e orienta i passi successivi verso lโ€™implementazione di soluzioni IA solide, mirate e sostenibili.

Un esempio, banale, ma concettualmente efficace: unโ€™azienda retail che vuole generare report accurati sulle tendenze di vendita partendo da un insieme di flussi di dati prevalentemente digitali ma integrato di dati cartacei disordinati, note interne non standardizzate e appunti informali sul comportamento dei clienti. Senza informazioni strutturate e digitalizzate (Dati), senza uno staff che abbia codificato a fondo la logica commerciale o le metriche critiche da monitorare (Esperienza), senza strumenti integrati per gestire e processare le informazioni (Ecosistema), nรฉ procedure ripetibili per lโ€™analisi delle vendite (Processo), lโ€™uso dellโ€™AI diventa evidentemente inefficace. รˆ come cercare di โ€œestrarre valoreโ€ in un contesto caotico, senza i fondamenti necessari per ottenere risultati significativi.

Dopo il DEEP, l’analisi delle 4V per definire le prioritร 

Una volta individuati eventuali gap, maturitร , i potenziali โ€œgiacimentiโ€ e gli ambiti di intervento grazie a D.E.E.P., occorre ora valutarne il potenziale, cosรฌ da permettere all’azienda di comprendere, senza illusioni o aspettative non correttamente tarate.

A questo scopo, utilizzo un modello che ho rivisto di un framework chiamato V.V.V. a cui ho aggiunto una quarta dimensione e trasformandolo in V.V.V.V. (Valutazione, Valore, Velocitร , Visione):

1. Valutazione

  • Scopo:verificare la fattibilitร  reale del progetto, considerando competenze, risorse e contesto normativo, cosรฌ da identificare gli ostacoli e le soluzioni necessarie prima di investire ulteriormente.
  • Analisi: in questa fase si mappano i gap di skill interne, si valutano i fornitori o partner potenziali, si considerano i requisiti legali e i vincoli tecnici. Questo passaggio serve anche a definire se conviene formare il personale interno, assumere nuovi talenti, acquisire tecnologie o esternalizzare parte dellโ€™iniziativa.
  • Azioni: la conclusione della โ€œValutazioneโ€ รจ un piano operativo che evidenzia investimenti da effettuare, competenze da integrare (make or buy), modalitร  di coinvolgimento dei partner esterni e interventi per ridurre i rischi e aumentare la sostenibilitร  del progetto.

2. Valore:

  • Scopo: stabilire la reale utilitร  dellโ€™iniziativa in termini di impatto su costi, ricavi, efficienza e vantaggio competitivo. Lโ€™obiettivo รจ comprendere se lโ€™investimento genererร  risultati tangibili, evitando di puntare su soluzioni prive di ritorno.
  • Analisi: si identificano i KPIs rilevanti, si stimano i potenziali incrementi di produttivitร  o risparmi di tempo, si analizzano le opportunitร  di crescita dei ricavi e si verifica se il progetto supporta gli obiettivi strategici dellโ€™azienda.
  • Azioni: a valle di questa fase, lโ€™azienda ottiene una chiara definizione del ritorno sullโ€™investimento (ROI) atteso, una mappa dei benefici misurabili e una lista di prioritร  per focalizzarsi sulle iniziative a maggiore impatto, orientando cosรฌ le risorse dove offrono piรน valore.

3. Velocitร 

  • Scopo: valutare i tempi e le modalitร  di implementazione per garantire che il progetto non diventi obsoleto prima di essere completato. In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, come quella che viviamo oggi, รจ essenziale agire con tempismo e definire release incrementali.
  • Analisi: si esamina la complessitร  delle attivitร , la disponibilitร  delle risorse, la presenza di eventuali colli di bottiglia, e si definiscono milestone e roadmap temporali. Ciรฒ consente di capire se รจ meglio avviare subito il progetto o se attendere migliori condizioni.
  • Azioni: Il risultato รจ un piano di roll-out agile, con rilasci progressivi, test intermedรฎ e la capacitร  di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle nuove tecnologie, prevenendo un eccessivo allungamento dei tempi e inutili sprechi di risorse.

4. Visione:

  • Scopo: garantire che lโ€™iniziativa non sia solo unโ€™opportunitร  tattica ma anche strategica, inserita in una prospettiva di medio-lungo termine e allineata ai trend futuri del settore e alle evoluzioni interne allโ€™azienda.
  • Analisi: si verifica la coerenza del progetto con la strategia complessiva, si valuta la capacitร  di scalare la soluzione nel tempo, di adattarsi a nuove esigenze o mercati, di integrarsi con altri progetti in pipeline e di sfruttare tecnologie emergenti.
  • Azioni: una volta conclusa lโ€™analisi sulla Visione, lโ€™azienda dispone di una roadmap di lungo periodo e di linee guida per far crescere o adattare lโ€™iniziativa nel futuro, assicurando che lโ€™investimento si riveli un asset duraturo e non una soluzione effimera.

Lโ€™integrazione di queste quattro dimensioni (Valutazione, Valore, Velocitร , Visione) consente allโ€™azienda di definire un quadro completo delle opportunitร  e dei rischi, assicurando interventi mirati, sostenibili e coerenti con il contesto presente e futuro. L’integrazione della componente Visione introduce a mio avviso una valutazione di lungo termine cosรฌ da dare una prospettiva che permetta, nelle valutazioni progressive, di capire se la direzione รจ coerente e se attuale rispetto al contesto. In particolare questo punto di valutazione รจ utile quando il progetto non restituirร  immediatamente risultati creando una condizione di sfiducia e quindi possibili decisioni non piรน coerenti con le valutazioni iniziali.

Utilizzando i due framework D.E.E.P. e 4V., si individuano a questo punto uno o due casi dโ€™uso veramente promettenti, interessanti non solo per una area aziendale, che sia il business, l’applicabilitร  tecnica o la notiziabilitร , e si definisce un piano trasversale che coinvolge l’azienda in una trasformazione spinta dall’AI e pronta per essere messa in produzione senza sprechi di risorse e in unโ€™ottica di crescita sostenibile.

Linee guida chiave:

  • Coinvolgere piรน competenze: servono persone e competenze che conoscano sia la tecnologia sia il mercato, per assicurarsi che lโ€™AI estragga il giusto tipo di โ€œpetrolioโ€ e non sabbia.
  • Cambiare i processi di sviluppo: le metodologie tradizionali non si adattano perfettamente ai progetti trainati da AI. Occorre rilasciare prototipi, testare sul campo, iterare. รˆ come calibrare un nuovo impianto di raffinazione fino a trovare lโ€™ottimale. Bisogna introdurre una mentalitร  iterativa, orientata alla raffinazione degli errori e non al giudizio sul fallimento.
  • Procedere per piccoli passi: iniziare con progetti circoscritti e ad alto impatto, per minimizzare i rischi e imparare dallโ€™esperienza, รจ meglio che cercare di trivellare subito in profonditร  senza la giusta preparazione, una giusta motivazione e una corretta sostenibilitร .

Finisco il concetto continuando sulla metafora del petrolio: muoversi senza criterio sullโ€™onda dellโ€™hype porta a pozzi a secco e risorse sprecate. Agire troppo lentamente significa concedere il vantaggio e perdere in competitivitร . La chiave รจ trovare lโ€™equilibrio, individuare i giacimenti di dati giusti, usare il metodo DEEP per capire come estrarli ed un modello come il 4V per prioritizzare ciรฒ che puรฒ davvero generare valore per il business. In questo modo lโ€™AI diventa il vero โ€œpetrolioโ€ dellโ€™era digitale, una risorsa su cui costruire un vantaggio competitivo duraturo.