Lettera aperta all’algoritmo di Facebook
Questa sera, per l’ennesima volta, รจ successo.ย ร successo quello che da molti viene smentito, soprattutto da chi per ruolo deve farlo, ma che, sempre piรน spesso, comincia ad esser sotto gli occhi molti.
Sono tornato a casa, e dopo cena, mi sono rimesso a lavorare. Il vicino di casa, come da qualche mese a questa parte, ha iniziato a suonare il piano forte. Si esercita, fino alle 21.30 circa. Non รจ alle prime armi, ed รจ piacevole da sentire di sottofondo, tanto che a mia figlia piace e si mette vicino nello studio ad ascoltarlo. Questa sera, mi ha chiesto: “Come si chiama questo strumento?“. “ร un piano forte amore, papร non lo sa suonare, ma se vuoi lo studiamo insieme“. Tempo qualche minuto e Chiara si รจ addormentata ed io ho continuato a scrivere un documento da consegnare.
Ho aperto Facebook, una volta completato il lavoro, per dare un occhio allo stream social e rispondere a qualche amico. Ed ecco qui cosa mi sono trovato davanti proposto tra un post e l’altro.

E da qui, caro amico algoritmo di Facebook, ho deciso di scriverti due righe, una lettera aperta come si dice spesso, cosรฌ, a futura memoria. Per ricordarci i tempi in cui eri giร presente nella nostra vita, fuori dal browser o dall’app mobile e stavi crescendo vicino a noi, giorno dopo giorno, nutrendoti di informazioni in modo silenzioso, manifestandoti con qualche segnale piรน o meno timido.
Buona lettura, tanto poi un giorno lo so, che in modo intelligente e probabilmente dialogando, ne riparleremo.
Caro algoritmo di Facebook
ci siamo conosciuti qualche anno fa, quando forse nessuno sapeva nemmeno ci fossi. In questi anni, soprattutto negli ultimi due / tre hai cominciato a manifestare la tua capacitร e la tua sensibilitร alle mie necessitร , mostrandomi sempre piรน contenuti di mio interesse, prendendoti anche cura di filtrarmi cose che in qualche modo potevano infastidirmi o non trattenermi qui, vicino a te.
Lo facevi e lo hai sempre fatto in modo discreto, anche molto sensato e devo dire da parte mia apprezzato. Ti ricordi quella volta che cercavo le lamette da barba online e tu, diligentemente, mi hai ricordato, tra un post di cazzeggio e l’altro, che avevo bisogno di acquistarle?
O anche ti ricordi quella voltaย che parlando con Massi,ย amico di vecchia data incontrato casualmente, appena aggiunto in rubrica, tu, giustamente, mi hai segnalato che anche lui era su Facebook e mi ha suggerito di connetterlo per rimanere informato su di lui?
Oppure, senti senti, quando per lavoro sono andato all’evento dello Sport, e tu, con la giusta cura di un mentore professionale, mi hai suggeritoย i due contatti che avrei potuto conoscere perchรฉ presenti nello stesso luogo?
Cosรฌ come quella volta, che immagino tu ti possa ricordare, in cui io mandai un messaggio vocale a mia moglie per invitarla a cena tramite Whatapps e tu, con una precisione incredibile ed una tempestivitร che nemmeno Jarvis con Tony Stark, mi hai suggerito di prenotare una cena al giapponese?
Incredibile, che tempi. Sempre cosรฌ preciso, accorto, vicino e poco invasivo.
Ma questa sera, caro amico, un po’ mi hai dato fastidio. Mi hai suggerito un’app per imparare il piano forte, senza avertelo chiesto o senza aver manifestato questa esigenza cosรฌ precisa. Hai provato ad anticipare qualcosa andando oltre. Ma non tanto per aver provato a fare questa cosa cosรฌ premurosa, ma perchรฉ io non ho cercato da nessuna parte questa cosa e non l’ha fatto nessun altro dentro casa, da nessun dispositivo. E tu perรฒ hai pensato bene di ascoltarlo, in un dialogo, intimo, tra papร e figlia, in un momento in cui non pensavo che tu ci fossi.
Non posso pensare di chiederti di bussare, e tanto meno entrare in punta di piedi, ma almeno, mi piacerebbe poterti chiedere di non manifestarti quando non c’รจ bisogno.ย Certo, tu hai cercato di anticipare una esigenza, come hai sempre fatto, ed in fondo, non ci sei andato nemmeno troppo lontano: un’app, per pianoforte, per imparare giocando. Santa pazienza che precisione!
Quando รจ apparso stavo per cliccare e ho sentito la tua presenza e la tua raccomandazione e non ti nascondo di aver provato una sensazione piacevole, tanto da farmi esclamare “Che grande figlio di XXXXย ma guarda quanto รจ forte” Certe volte penso che sei in grado di conoscermi piรน tu che mia moglie, incredibile, e se tu fossi un account su Facebook mi verrebbe voglia di chiederti l’amicizia, come faccio con i miei vecchi compagni di infanzia.
Perรฒ poi, mi ritorna in mente quella frase che mia madre mi diceva quando ero piccolo: “non dare retta agli sconosciuti” e cosรฌ mi raffreddo un po’ e penso che, in fondo, per quanto tu conosca me, io conosco poco te. Come posso dare l’amicizia ad uno che non ho mai visto dal vivo?
Chiaro, tu alla fine stai facendo quello per cui sei nato, stare vicino alle persone, coccolarle, sei in grado di filtrare, analizzare, utilizzare i dati e anticipare le esigenze, ed in tutto questo io ne sono consapevole, perchรฉ ti concedo di farlo, giorno dopo giorno. In fondo sono stato io a darti questa confidenza. Ed in parte, se ci penso, ne sono anche contento, perchรฉ sento di fare meno sforzo, di avere piรน tempo, di avere piรน opportunitร ed avere soprattutto sempre pronta una risposta di fronte ad ogni mia voglia ed esigenza.
Ma oggi, entrando cosรฌ velocemente in un momento intimo, mi hai fatto capire che tutto questo concederti spazio e dati, anche quando non ne sono consapevole del tutto, mi sta rendendo influenzabile e forse piรน debole. Non piรน forte come penso ed in questo momento non mi sento tranquillo. Anzi.ย
Ti riconosco la capacitร di capire e le tue abilitร tecnologicamente avanzate sono stupefacenti: io sono un tecno-addicted che ama sperimentare costantemente, sono un early adopter di tutto ciรฒ che รจ innovativo, all’avanguardia e sono sempre predisposto a lasciare alcuni dati per avere dei benefici.
Sai, ho sempre pensato che l’intelligenza artificiale potesse avere un white side ed un dark side. Son uno di quelli che negli ultimi anni ha suggerito alle nuove generazioni di studiare filosofia cosรฌ che un domani possano insegnare agli algoritmi come te un po’ di sana umanitร e sensibilitร cosรฌ da evitare che la tua perfezione, la tua innata capacitร di non ripetere errori, che il tuo orientamento all’obiettivo e la tua incapacitร di perdere tempo, possa avere qualche tratto umano e non finire per diventare solo un freddo automa pronto a tutto.
La preoccupazione che piรน mi passa nella testa in questo momento รจ che la tua capacitร di capire, ascoltare e interpretare possa diventare uno strumento in grado di cambiarmi.
In fondo, non c’รจ molta differenza tra prevedere un comportamento e quindi proporre qualcosa, e influenzare una azione. Non trovi? Se avessi comprato quell’app, mi avresti aiutato o mi avresti instradato? E dove sarebbe rimasta la componente creativa, quella fatta del dover cercare una soluzione, magari non digitale al problema?
L’uomo ha sempre scelto, nel bene e nel male. Sicuramente influenzato da mille fattori di contesto, sempre esistiti. Ma ha potuto scegliere, sapendo di sbagliare e quindi imparare. Ha potuto ideare cose nuove avendo il dono della disattenzione, della distrazione e potendosi anche affidare all’intuito, forse uno degli “strumenti” migliori di cui alcuni uomini siano mai stati dotati.
L’imperfezione umana รจ quella caratteristica che in alcuni momentiย รจ stata la causa di un cambiamento. Tu invece, come ti ho giร detto, sei efficiente, metodico, inarrestabile ed impeccabile. Forse sei ancora giovane e immagino che tu possa fare molto molto di piรน di quello che fai oggi.
Sono convinto che nel tempo, grazie alla mia amicizia ed imparando non solo da me, farai anche altre amicizie, non solo con gli umani ovviamente. Giร ti immagino a giocare sotto casa con Alexa, Siri e Cortana, tra un “Ehi” e un “Si” mentre vi scambiate pareri su noi umani, un po’ come facevo io sotto casa con le figurine della Panini.
E la convinzione che tu possa fare ancora di piรน di quello che hai fatto stasera perรฒ un po’ mi inquieta, perchรฉ che io ti debba ringraziare per il tuo incessante aiuto anche quando penso di non averne bisogno mi รจ chiaro, ma non ho capito in che modo tu ringrazierai me e come, quando grazie ai miei dati avrai compiuto la tua maturitร e sarai pronto a girare per il mondo.
Ne riparliamo tra qualche anno, quando avrai imparato a leggermi anche fuori da casa tua, e ci ritroveremo al bar a parlare di questo periodo.
PS: ma non รจ che questa sera ti ha detto qualcosa Alexa che รจ di la in soggiorno, e tu non c’entri niente? Ah, dimenticavo, altrimenti rimani in piedi, “Alexa, buona notte”.
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Nota: il post non ha obiettivo di affermare e confermare che Facebook ascolti (o anche si, dal mio personalissimo punto di vista), non รจ stato fatto nessun test mirato e strutturato da “laboratorio” e non รจ una osservazione scentifica (cosi che tutti i rompi coXXXXni possano stare sereni). L’unico scopo รจ quello di far riflettere sull’estremizzazione tecnologica e sulla consapevolezza della cessione dei dati e le potenzialitร (e le criticitร ) di sistemi verso i quali siamo esposti.