Sliding Doors
Vi racconto la mia giornata completamente twittata e condivisa in rete oggi.
Tutto inizia con il suono della sveglia delle 5.00.
Oggi riunione a Parigi, un pรฒ di shopping, toccata e fuga e poi rientro a Roma. La giornata inizia prestissimo: la sveglia alle 5 del mattino sembra il bigbang. Preparazione rapida e via, taxi e direzione Fiumicino. Alle 6.00 checkIn in aeroporto e alle 7.00 partenza per Paris. Lโarrivo allโaeroporto di Parigi Charles De Gaulles รจ previsto per le 9.10, il volo รจ tranquillo e lโatterraggio puntuale. Dopo una lunga e piacevole riunione con il cliente, saluto tutti e me ne scappo di corsa, approfittando dalla giornata splendida parigina per fare due passi. Faccio uno spuntino alle 13 da Linaโs , poi una veloce una passeggiata verso le 14 al Louvre ed infine partenza per tornare a Roma con il volo delle 15.30. Arriverรฒ a Fiumicino per le 17.40, con il giusto tempo di passare da casa, fare una doccia ed andare a cena con un paio di amici alle 20.
Aspetta aspetta, rewind: torniamo al momento in cui mi รจ suonata la sveglia, e vi racconto la giornata, vissuta in parallelo.
Accc!! Mi ero dimenticato di disattivare la sveglia. Di solito non riprendo sonno e cosรฌ mi sono messo scrivere due righe sul mio blog in attesa dell’inizio della giornata. Alle 5.30 trovo in rete un amico che vive negli States e dopo una breve discussione mi domanda: โTi fidi delle informazioni in internet?โ. Sono rimasto un pรฒ spiazzato dalla domanda ma poi parlando del piรน e del meno mi รจ venuta in mente un idea per un esperimento e mi sono messo subito al lavoro dalle 6.00 alle 7 circa. Alle 9 sono uscito di casa per fare un paio di commissioni personali e poi sono andato in ufficio. La mattinata รจ trascorsa tranquillamente. Alle 13 sono sceso a mangiare una cosa rapida sotto lโufficio e dalle 14 alle 15.00 ho fatto una riunione. Alle 20 cena in serata mi vedrรฒ con due miei amici.
A quale dei due racconti credereste? Praticamente alle 5 del mattino ho dato inizio al mio sliding doors, che si รจ poi ricongiunto alle ore 20 per cena.
Bene, questo รจ stato il mio piccolo esperimento: simulare lo sliding doors, vivere per una giornata intera una dimensione parallela, virtuale e far credere a tutti che la mia giornata si sia svolta realmente cosรฌ, utilizzando gli strumenti di comunicazione che, tutti, abbiamo a disposizione e dei quali ci fidiamo, a volte, troppo.
Lโesperimento รจ iniziato con qualche ricerca veloce: voli di aerei, distanze e percorsi, orari ed indirizzi e qualche dettaglio. Poi ho creato una timeline sulla quale ho messo un piano dei tweet (schedulati cosรฌ da evitarmi di doverli fare manualmente), lโelenco dei checkin per simulare e comunicare la mia posizione ed i miei spostamenti, qualche info di dettaglio da tweettare per far sembrare piรน vera la giornata.
Nessuna collaborazione, un solo complice: mia moglie. Lei sapeva tutto questa mattina ovviamente, ma solo per evitare una bomba atomica! Vi immaginate la sua faccia, se avesse letto su Facebook che stavo a Parigi e non le avevo detto nulla!?
Durante la giornata ho dovuto fare molta attenzione ad alcuni aspetti: dal telefono spento durante la fase dei voli aerei, la disattivazione della localizzazione automatica di Android su Latidude, le risposte via email. Ho dovuto gestire i commenti su facebook, twittare senza geolocalizzazione, evitare CheckIn (veri) ed interagire sugli altri social in momenti ed orari opportuni per evitare che tutto lโesperimento fallisse a causa di qualche contraddizione. Non volevo che nessuno sapesse che si trattava di un esperimento, anche se a qualcuno il dubbio รจ venuto… Ho inviato su Twitter qualche frase con contenuti mirati e testi che comunicavano il mio coinvolgimento (la fretta, le osservazioni sul contesto e qualche, finto, dettaglio). Ho condiviso tutto anche su Facebook, FriendFeed e FourSquare.
Ora, aldilร dellโaspetto ludico e divertente nel vedere i commenti delle persone, i like e le risposte su Twitter, vorrei fare qualche considerazione sullโesperimento e tirarne fuori qualcosa di riflessione.
Prima di tutto la privacy. Secondo me lโesperimento dimostra che la privacy puรฒ essere gestita gestendola e i dati personali possono esser comunicati e condivisi come vogliamo, dipende principalmente da noi e da quello che decidiamo di far sapere, come e quando. La crescita dei social network, la diffusione di strumenti di condivisione, lโutilizzo della rete in modo scriteriato di molti utenti e la mancanza del rispetto della netiquette ci deve comunque far prendere in considerazione la possibilitร che qualcuno possa “condividereโ in rete, senza autorizzazione e a nostra insaputa, informazioni su di noi. Immaginate il tweet di un amico che dice di averci visto in via tal dei tali o la condivisione di una foto che ci ritrae in un determinato momento, senza che nessuno ci abbia richiesto l’autorizzazione. Con questo non sto dicendo di mentire in rete, anzi, ma di gestire la propria privacy ed esser consapevoli di quello che stiamo mettendo on line.
Ci sono molti post che parlano di problematiche relative alla privacy e ai social network, ma io sono dell’idea che tutto รจ riconducibile maggiormente a quello che vogliamo condividere. Vi segnalo un paio di post in particolare: uno di Luca Perugini che parla di Galateo ai tempi di FourSquare, e le slide di Catepol al VesuvioCamp2010 nelle quali accenna alla Regola della nonna e di come dovrebbero comportarsi gli utenti allโinterno dei social network. Secondo me sono considerazioni semplici, ma da tenere bene a mente.
La seconda รจ la fiducia verso Internet crescente. Quando poco fa ho detto a qualche persona che รจ stato tutto un gioco, e che sono sempre stato a Roma, la domanda che mi ha piรน colpito รจ stata: โMa lโhai scritto su Facebook, pensavo fosse vero!โ. Agghiacciante. Una volta questa cosa si diceva della televisione e dei telegiornali, oggi, si dice di Internet (giร ?!). Da un lato mi sembra un bene, vuol dire che lโattenzione si sta spostando verso la rete, dallโaltra lo ritengo un problema: se adesso lo dice Internet, Deus Ex machina, a prescindere รจ vero?
C’รจ poi il discorso degli strumenti che abbiamo a disposizione. In questi giorni in rete si รจ parlato molto di FourSquare, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze, delle funzionalitร e dell’utilitร dei sistemi di geolocalizzazione. Si รจ discusso in particolar modo della possibilitร di fare checkIn su delle location senza esser realmente sul posto. Personalmente non condivido lโutilizzo di 4SQ in questo modo, poichรจ, anche se รจ un gioco ed il sistema attualmente lo permette, mi domando che senso abbia dire di esser in un posto e poi esser altrove. A questo punto la domanda giร girata in rete รจ stata: esiste un modo corretto di utilizzare gli strumenti della rete?
Sono dโaccordo con chi dice che, proprio perchรจ si tratta di strumenti, ognuno รจ libero di utilizzarli come meglio crede: io aggiungerei alla frase “con senso di responsabilitร , attenzione e consapevolezza“. Si attenzione e consapevolezza perchรจ “quando parliamo in rete” – citando Gianluca Diegoli al #4sqconf – ” รจ come se il mondo fosse in CC“, ed ogni cosa detta rimane e sarร visibile anche a distanza di tempo.
Per quanto riguarda Foursquare nello specifico, mi auguro che inibisca quanto prima la possibilitร di effettuare CheckIn fuori area. Ne guadagnerebbe il social game e anche lโattendibilitร dei Poi generati dallโutente.
A l’utilizzo degli strumenti della rete infine mi aggancio per porre attenzione sulla responsabilitร degli utenti nei confronti di internet. La rete รจ in costante crescita da quando รจ nata e sta diventando un enorme contenitore di dati. Tutti i giorni utilizziamo Internet per cercare, informarci e condividere. Tutti possiamo beneficiare di un sistema democratico, gratuito e globale. Alimentare il sistema con informazioni errate o non classificate รจ dal mio punto di vista irresponsabile. Se non ci preoccupiamo oggi di strutturare le informazioni, ci troveremo ben presto nel marasma di dati destrutturati ed inutili. Possiamo impegnarci nella ricerca, nella progettazione di sistemi di analisi di dati basati su reti neurali, ambire ad un web semantico, discutere sugli opendata e quant’altro ma prima o poi ci troveremo a lavorare quantitร enormi di dati spazzatura.
Vabbรจ, era un momento di elucubrazioni mentali… Voi come la vedete?