Piรน Places per tutti: benvenuto Maptivism!
No no, non รจ un invito a manifestare in piazza, faccio riferimento a tutta questa geolocalizzazione che per moda, utilitร o semplicemente cazzeggio รจ e sarร intorno a noi!
Facebook questa notte ha presentato Facebook Places, il servizio di geolocalizzazione che tutti aspettavano. A primo impatto, la cosa che mi ha fatto un pรฒ ridere (e non solo a me) ย รจ il logo: Facebook, un pรฒ come fa Google nei loghi speciali, ha nascosto (nemmeno tanto) il numero 4, richiamando il Four di Foursquare, tra le vie che compongono la mappa sulla quale รจ depositato il Marker.ย Il servizio, attualmente utilizzabile solo dagli Stati Uniti ma nel frattempoย Mashable ne ha pubblicato una guida descrittiva piuttosto completa.
Come avevo anticipato nel mio post, Places permetterร di effettuare lo status update localizzato inserendo il luogo in cui ci si trova, e ย darร la possibilitร diย โtaggareโ gli amici in un determinato posto, facendo apparire, come giร succede con i tag attuali, l’informazione sullo stream di chi รจ stato citato.
Riguardo alla privacy, cosรฌ come giร pensavo nel precedente post e come giustamente ha riportato anche De Biase oggi, le difficoltร non saranno poche e anche questa volta le regole preimpostate da Facebook sono discutibili: รจ necessario dichiarare la propria adesione per consentire alle applicazioni di usare la localizzazione, mentre di default gli amici potranno vedere la nostra posizione. E’ comunque possibile applicare policy piรน restrittive per se non vogliamo condividere le informazioni geolocalizzate alle applicazioni degli amici. Anzi ricordatevi di farlo.
Leggendo altri post e tweet in giro per la rete, sembra che l’uscita metta a rischio le attivitร degli altri player (Gowalla, Fursquare, Brightkite…). Come avevo accennato sempre ieri nel post relativo all’uscita di Facebook Places,ย stanotte sul palco dell’evento di Facebook erano presenti i responsabili di Foursquare e Gowalla, e questo secondo me dimostra quanto ho scritto: Facebook, come Twitter, non si metterร in concorrenza diretta, ma sarร un aggregatore di queste informazioni, facendo diventare gli altri sistemi, una sorta di partner. Al momento dell’uscita, come dice anche Vincos nel suo post,ย il rapporto con Facebook รจ solo unidirezionale, solo i check-in dei due pionieri alimenteranno lo stream di Facebook (cosa che veniva giร fatta con il cross posting, in modo un pรฒ piรน destrutturato).
Il problema che evidenziavo in qualche post fa, relativo alla convergenza dei social network, mi fa sempre piรน pensare, come dice anche Catepol, al “lavoro” che ognuno di noi dovrร svolgere nell’aggiornare e utilizzare tutti questi sistemi:ย quanti giardini dovremo coltivare? E soprattutto, quanto รจ utile sparpagliare le info in giro per vari sistemi e non averle aggregate in un solo punto?
Ora che 500 milioni di persone potranno geolocalizzare e geolocalizzarsi, e soprattutto dopo che il sistema verrร esteso oltre i confini statunitensi, secondo me sarร necessario intraprendere di nuovo non tanto il discorso della privacy (secondo me problema mai esistito) quanto il problema della netiquette e del corretto utilizzo di questi sistemi.
L’arrivo di facebook nel mondo della geolocalizzazione e dei location based services sarร una ulteriore e definitiva spinta di questi sistemi nella vita quotidiana di tutti, e darร il via alla trasformazione di questi sistemi in commodity. Non saranno piรน piattaforme ad uso solo degli early adopter , che oggi checckano ogni punto o mappano (da veri maptivist) tutto quello che ritengono necessario, ma saranno alla portata di tutti. Mi auguro che la diffusione degli LBS, possa dare il via alla crescita di sistemi socialmente utili come la mappatura di problematiche sociali e ambientali, monumenti, terremoti, manifestazioni, eventi sportivi, traffico e incidenti.
Benvenuto Maptivism, ora si che possiamo iniziare.