Intelligenza Artificiale ed emozioni: il legame รจ nella user experience
Di recente mi รจ capitato di scrivere un articolo per Bancaforte, magazine dedicato al settore bancario, parlando di โbanca emozionaleโ e di come lโIntelligenza Artificiale (IA) possa rappresentare un grande volano di cambiamento per un business ormai piuttosto tradizionale.
Il riferimento alle emozioni non รจ casuale: quando ci sono di mezzo le persone รจ inevitabile che la componente emozionale abbia un peso ed un valore. Soprattutto oggi dove la soddisfazione per un bene acquistato o un servizio ricevuto si compone di molte variabili, molte delle quali soggettive ma il cui peso sullโesperienza (user experience) vissuta (anche quando si tratta di chiedere un prestito in banca) รจ sempre piรน rilevante e determinante nelle scelte delle persone.
E non sono casuali nemmeno i risultati del nuovo Osservatorio del Politecnico di Milano dedicato allโIntelligenza Artificiale che evidenziano come, in Italia (in linea con il resto del mondo), le applicazioni di IA piรน diffuse in questo momento siano quelle legate allโIntelligent Data Processing e ai Virtual Assistant (in questo momento prevalentemente Chatbot).
Le emozioni che possono โprovocareโ i dati
Nel primo caso si tratta di soluzioni che utilizzano algoritmi di Intelligenza Artificiale per recuperare informazioni e conoscenza utili ad avviare processi decisionali piรน rapidi, se non addirittura automatizzati. Mi rendo conto che sia difficile vederci qualcosa di emozionale in questo ma la componente emotiva non sta nella tecnologia in sรฉ quanto nel risultato che puรฒ produrre.
Facciamo un esempio concreto: io sono un utente decisamente digitale ma, molto spesso, amo visitare alcuni store fisici, soprattutto per la scelta di abbigliamento ed accessori sportivi. Ci sono alcuni brand che preferisco rispetto ad altri e che seguo attraverso differenti canali, anche tramite blog e social media, non solo per sapere le ultime novitร di prodotto ma per scoprire atleti, eventi, attivitร , ecc. Se questi brand riuscissero a tracciare queste mie attivitร ed interessi (con il mio consenso, ovviamente!) – sfruttando analisi avanzate di dati – riuscirebbero ad offrirmi servizi personalizzati che vanno ben oltre lโaccoglienza in store salutandomi per nome o proponendomi uno sconto extra il giorno del mio compleanno. Servizi personalizzati che, sulla base di algoritmi auto-apprendenti di machine learning, possono addirittura auto-costruirsi in funzione di analisi predittive per essere perfettamente in linea con le mie specifiche esigenze in un dato momento ed in uno specifico contesto.
Mi spingo oltre: ipotizziamo che abbia pianificato di correre la maratona di New York a novembre e che in quei giorni sia previsto maltempo sulla cittร . Uno dei brand piรน lungimiranti nellโutilizzo dellโIntelligent Data Processing potrebbe inviarmi un messaggio tramite app o con un semplice servizio di messaggistica istantanea dicendomi che le loro persone sono orgogliose del mio impegno e che tutto il loro team mi sarร vicino. Per dimostrarmi questa vicinanza lโazienda mi offre uno sconto particolare sullโacquisto di un nuovo servizio o prodotto pensato apposta per i maratoneti per affrontare le intemperie, oppure mi farร recapitare nel giro di poche ore un pacco con una coperta termica per riscaldarmi dopo la corsa sotto la pioggia, o ancora mi consegnerร in albergo โla cena del campioneโ tramite una partnership con qualche ristornate o servizio di consegne di ciboโฆ
Sono solo esempi, naturalmente, che mi servono per far capire il legame tra Intelligenza Artificiale ed emozioni: lโIntelligenza Artificiale aiuta ad incrociare grandissime quantitร di dati e ad analizzarli in tempi rapidi formulando in modo automatico scenari possibili e suggerendo quindi ad un brand come โconquistareโ Fabio Lalli; lโemozione รจ quella che vivo io grazie alla user experience personalizzata che il brand ha deciso di costruire attorno a me (suggeritagli dallโIntelligenza Artificiale che mi ha monitorato e analizzato incrociando i miei dati con โnโ altre variabili).
Empatia anche con assistenti virtuali e chatbot
La componente emozionale risulta forse piรน evidente quando si parla di assistenti virtuali e chatbot, agenti software (oggi in realtร disponibili anche con dispositivi hardware, pensiamo ad Alexa) in grado di interagire con le persone (e perchรฉ no, anche con un altro robot) per eseguire unโazione o offrire un servizio.
In questo caso cโรจ unโaltra componente dellโIntelligenza Artificiale ad entrare in gioco, quella legata al Natural Language Processing (NLP), cioรจ lโelaborazione, la comprensione e lโutilizzo del linguaggio naturale; quella โcosaโ che ci permette oggi di entrare in empatia con Siri, Alexa o Pepper.
Oggi forse siamo ancora un poโ lontani dallโentrare in sintonia e stabilire una connessione emotiva con un robot umanoide, ma chi di noi non si รจ arrabbiato con Siri o ha ringraziato educatamente Alexa (o viceversa!) per lโassistenza ricevuta.
Al di lร di queste considerazioni, da leggere piรน come โesercizio di stileโ che non come scenario evolutivo tecnologico, ciรฒ che sta avvenendo con chatbot e assistenti virtuali รจ sintomatico di un cambiamento sociale profondo: le persone preferiscono chiedere assistenza ad un software perchรฉ piรน rapido, piรน preciso ed efficace di una persona e, sempre piรน, persino piรน educato di un essere umano.
Sto lanciando delle provocazioni, sia ben inteso. Non รจ mia intenzione sostenere che lโIntelligenza Artificiale sia sostituibile allโuomo; tuttavia, in un mondo dove le persone necessitano di attenzione e cura, perchรฉ si sentono protagoniste o semplicemente perchรฉ vogliono essere โcoccolateโ o ricevere servizi personalizzati e puntuali, รจ proprio lโIntelligenza Artificiale (ed una buona userย Experience ) che puรฒ aiutare i brand a dare delle risposte concrete in questa direzione.