“Stop alle conferenze, torniamo a lavorare”. Dipende.
Ho ricevuto questa mattina la pillola puntuale di Startup Wikli di Marco dal titolo “Stop alle conferenze, torniamo a lavorare“. Il titolo mi ha fatto subito pensare ad una riflessione che recentemente condividevo con degli amici: “C’รจ un proliferare pazzesco di eventi e di investitori: tutti ci si stanno fiondando, anche chi di Startup e Digitale non ne ha mai parlato“.
E’ vero e non c’รจ dubbio che ci sia una moda in corso: si parla di startup ovunque, molte aziende si stanno catapultando nella creazione di conferenze, eventi, party, feste, corsi, competizioni e molte altre si stanno improvvisando angels o simil investitori (modello Las vegas… punto sul 15, non esce da 9 giri!) e via dicendo, tanto da generare una coltre di fumo nell’ecosistema startup italiano nel mezzo della quale bisogna stare attenti a selezionare le cose buone da quelle cattive. Non รจ facile districarsi.
Come al solito i post di Wikli mi fanno partire qualche riflessione. Partiamo da qui:
Un’esplosione di impegni da far invidia ai politici italiani, abituati a partecipare a qualsiasi evento senza avere mai il tempo di dedicarsi alle vere cose da fare. ย Gli startupper del 2012 sono come i parlamentari? Tante chiacchiere e poca sostanza?
Non credo, o spero non sia cosรฌ. Penso che il problema di fondo sia nella gestione del tempo semplicemente. C’รจ tanta euforia e voglia di fare in questo momento e questo porta a voler vedere e conoscere ogni nuova cosa. Non si รจ costretti a partecipare ad ogni evento, e se uno partecipa, immagino, abbia fatto le sue valutazioni: investimento, marketing, test della propria idea, necessitร /voglia di conoscere persone, tempo disponibile, vicinanza dell’evento? Tra l’altro c’รจ da considerare che se uno startupper non partecipa e non impara a selezionare, come fa a capire cosa รจ realmente da considerare utile e cosa no? Se non si fa esperienza, anche in questo ambito – networking da conferenza -, si rischia di lasciarsi catturare dal primo canto delle sirene e farsi rapire da quello che sa cantare piรน forte. Sicuramente, ribadisco, bisogna gestire bene il proprio tempo, proprio perchรจ ne abbiamo sempre poco a disposizione ed il digitale, in particolare, ne divora molto.
A giudicare dai pochi eventi a cui ho partecipato negli ultimi mesi direi proprio di sรฌ. I volti che si trovano sono sempre i soliti e la dinamica รจ la stessa di qualche anno fa, quando le โblogstarโ erano al centro dellโattenzione e si parlavano addosso online e offline senza grandi risultati.
Senza voler generalizzare troppo, quello che mi sembra di capire รจ che il mondo dei giovani imprenditori del digitale si sia spaccato in due gruppi: uno in cui si trovano quelli che lavorano sodo al proprio prodotto e che non hanno tempo per seguire tutto questo brusio di fondo; e lโaltro in cui l’obiettivo primario non รจ lo sviluppo della propria azienda, quanto il numero di eventi a cui si รจ partecipato.
Non parlo ovviamente di serate goliardiche o aperitivi dove incontrarsi e scambiare quattro chiacchiere. Quel tipo di appuntamenti รจ secondo me importante sia per tirare un poโ il fiato ma soprattutto per conoscere altre persone che magari ci possono dare una mano o con cui si puรฒ costruire qualcosa. Mi riferisco invece alle intere giornate perse alle conferenze dove i soliti 30 continuano a ripetere le stesse cose.ย
Io ultimamente per via di Indigeni Digitali ho girato parecchi eventi e devo dire che in ogni evento, forse perchรจ ho avuto la fortuna di andare in piรน cittร e sempre diverse, ho trovato sempre una percentuale di “volti” giร visti, ma ho anche apprezzato molto la presenza di persone nuove con idee ed esperienze che non conoscevo (non ultimo lo startup week di Torino, dove ho conosciuto un mucchio di idee e tecnici competenti). Credo sia normale, partecipando ad eventi “piรน istituzionali” come le startup competition organizzate dai player piรน grandi in Italia e localizzate principalmente su Roma, Milano o altri snodi importanti (vedi Catania), le facce siano sempre le stesse. L’Italia dopo tutto รจ un buco di nazione, le distanze non sono abissali e siamo ancora pochi che credono, investono, sviluppano e partecipano a questo tipo di iniziative e l’ecosistema delle startup in Italia รจ fatto di quattro gatti, ancora.
Sono d’accordo sul lavorare. Sono d’accordo sul concentrarsi sul prodotto.ย Ma sono anche convinto che quel “brusio” spesso nasconde suggerimenti e contatti utili e se non ascoltato completamente puรฒ esser un occasione persa. Se uno ha tempo di partecipare lo fa, se รจ preso dal progetto e ha bisogno di rimanere focalizzato non deve andare.ย Quindi “Stop alle conferenze, torniamo a lavorare“? Dipende.
Fino a poco tempo fa ci lamentavamo che nessuno sapeva nulla di startup, che erano presenti pochi eventi e che non c’erano investitori. Ora ci sono o per lo meno cominciano ad esserci e come in tutte le cose che fanno tendenza e moda, tutti ci si catapultano e nascono le copie, i marchi contraffatti, gli speculatori, i fuffologi, gli esperti, i formatori e chi ci sguazza per autoreferenzialitร . Ci sta. Bisogna esser intelligenti, svegli, audaci e saper selezionare il rumore.
Il resto si autodistruggerร per mancata sostanza.
Ora torno al mio prodotto.