GeoLocal – Informare, conoscere ed coinvolgere

Oggi pomeriggio alle 15 avrei dovuto tenere un talk presso la Business International all’evento Social Media Marketing 3.0. Purtroppo per un piccolo inconveniente capitato poco prima dell’ora di pranzo non ho potuto partecipare.

Il mio talk dal titolo Geolocal Informare, conoscere e ingaggiare (termine cambiato successivamente in coinvolgere su suggerimento di Vincenzo S. in una discussione su Facebook) aveva l’obiettivo di presentare i sistemi di Location Based Services e di GeoLocal alle imprese presenti: le slide erano sono strutturate per mostrare il mercato degli smartphone in fortissima crescita, focalizzare l’attenzione sulla situazione in Italia, mostrare dei numeri di crescita del mercato e dell’utilizzo delle applicazioni e dei social network per poi arrivare a farne capire i benefici e dare degli spunti per valurne un possibile investimento futuro.

Il cuore della presentazione è a mio avviso nel passaggio dove appunto parlo di Geolocal e di come strumenti dedicati possano permettere alle aziende di informare i propri utenti, conoscerne abitudini ed esigenze e come coinvolgerli e fidelizzarli attraverso sistemi di Social gaming, realtà aumentata, loyalty e competizioni, deals e rewards.

StartApp. Dall’App alla Startup #bto2011

Ieri per la prima volta ho partecipato al BTO 2011 a Firenze con una presentazione dal titolo “StartApp. Dall’App alla Startup“.

Ci tengo per prima cosa a fare i complimenti a Mirko Lalli (“mi0 cugino” toscano, non mio fratello 🙂 ) e alla sua organizzazione, perchè organizzare un evento che riesce a crescere di 1000 persone in un anno e raggiungere numeri come quelli visti quest’anno (circa 5000 persone) è veramente un risultato incredibile. Complimenti veramente, spero di esserci l’anno prossimo, e perchè no, dare un contributo con Indigeni Digitali in qualche panel.

Il panel che ho tenuto dalle 16.30 alle 17.30 in #Hall1 era orientato allo sviluppo di applicazioni e di come queste possano diventare un progetto di startup. E’ evidente che in un ora è complicatissimo cercare di sviluppare completamente un discorso del genere e quindi ho cercato di riassumere i passaggi a mio avviso più critici, in una 50ina di slide.

I tepi affrontati sono stati:

  1. App Economy ed ecosistema delle applicazioni per Smartphone
  2. Importanza della presenza su Mobile
  3. Tipologia di applicazioni HTML5 e applicazioni Native
  4. 3 principali errori nell’approccio allo sviluppo di un progetto di Startup
  5. APP + Startup = StartApp
  6. Differenza tra Business Plan e Business Model
  7. 5 suggerimenti per un progetto di StartApp
  8. Il Business Model Canvas di Alexander Osterwalder
  9. Introduzione e qualche approfondimento alla Customer Development Metodology di Steve Blank
  10. Lancio di un progetto e la strategia
  11. 3 caratteristiche fondamentali per esser virali e coinvolgere gli utenti

Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore

Ieri sera ho avuto modo di partecipare al primo evento di StartpDay – Il futuro è più forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. L’evento ha l’obiettivo di creare un momento di incontro tra giovani startupper e neo imprenditori, università e altri enti e condividere progetti idee ed esperienze.

Durante la serata ho condiviso delle slide dal titolo Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore e affrontato alcuni temi relativi al mondo delle startup, il processo di realizzazione di un business plan e presentato il Business Model Canvas di Alex Osterwalder, pubblicato nel suo libro Business Model Generation di cui consiglio vivamente la lettura, con i suoi vantaggi, le sue applicazioni e le modalità in cui può esser utilizzato.

Il Business Model Canvas è un quadro d’insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model. E’ organizzato in 9 blocchi che identificano le 9 entità che devono esser analizzate affinchè si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi più puntuale possibile.

I 9 blocchi sono:

  1. Customer Segment: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, profitto e canali di distribuzione Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.
  2. Value Proposition: è tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra società è in grado di offrire. Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classificandoli in base ai clienti.
  3. Channels: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita. Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalità in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dell’acquisto e l’esperienza dell’acquisto dell’utente.
  4. Customer Relationships: Sono tutte le modalità in cui l’azienda si mette in relazione con il cliente e la modalità con cui gestisce la relazione con il cliente. Descrive l’esperienza del cliente ed il modo in cui l’azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura l’efficacia delle proprie relazioni.
  5. Revenue Streams: Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente A cosa serve Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.
  6. Key Resources: Sono tutto ciò che serve all’azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse fisiche, intellettuali, umane, finanziarie Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.
  7. Key Activities: Sono tutte le attività necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare. Descrive l’elenco delle attività e la relazione con il valore offerto.
  8. Key Partners: Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al fine di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni. Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing
  9. Cost Structure: Sono tutti i costi sostenuti dall’azienda per le risolrse, le attività ed i partner. Definisce l’elenco dei costi fissi e variabili che l’azienda dovrà affrontare.
Vi segnalo alcune risorse interessanti per approfondire l’argomento:
Qui di seguito trovare le mie slide pubblicate su Slideshare:

Business model canvas – Creare, fornire e acquistare valore.

View more presentations from Fabio Lalli
Ringrazio Medioera e Mauro Rotelli per aver coinvolto me e il nostro network Indigeni Digitali: sento e ho il piacere di partecipare ad eventi nei quali è sempre più forte la voglia di fare rete, creare opportunità e dare un forte cambiamento al nostro sistema imprenditoriale giovanile. Sono convinto che questa sia la strada giusta per il cambiamento.

 

StartupDay – Il futuro è più forte della crisi

Domani a Viterbo ci sarà un evento dal titolo “StartDay – Il futuro è più forte della crisi”. Dall’idea imprenditoriale al business plan. Si tratta dell’ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarà presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo in collaborazione con l’associazione “Viterbo Futura”.

Vi riporto il comunicato ufficiale pubblicato sul sito dell’organizzazione :

“Il futuro è più forte della crisi”. Dall’idea imprenditoriale al business plan. E’ l’ultima iniziativa di Medioera, il festival di cultura digitale di Viterbo, che sarà presentata il 21 ottobre dalle 18 al Light bar di Viterbo. Una serata dedicata alle start up, alle idee che vogliono prendere forma, che vogliono diventare una opportunità concreta, professionale ed economica. Tutti, i giovani in particolare, sono infatti invitati a partecipare per proporre le loro idee imprenditoriali legate al mondo delle nuove tecnologie. Progetti, iniziative, e chi più ne ha più ne metta, da presentare e condividere con gli altri per creare opportunità e dar vita a nuove realtà imprenditoriali. Un modo per aiutare i giovani a crescere e a promuoversi e per dimostrare che la crisi economica si supera solo lanciandosi in settori nuovi, freschi e ancora poco esplorati. La serata del 21 ottobre al Light vedrà la partecipazione di Fabio Lalli e sarà soltanto l’inizio di un percorso da sviluppare poi con tutto lo staff di Medioera.
Le migliori idee saranno selezionate e supportate per poi dar loro le giuste gambe per correre sul mercato.
Maggiori informazioni nei prossimi giorni saranno diffuse dai profili Facebook e Twitter di Medioera e sul sito www.medioera.it.

Durante la serata terrò un intervento dal titolo “Business Model Canvas – Creare, fornire e acquistare valore“. Spiegherò in 40 slide (mi fa strano, di solito abituato a farne massimo 20) in che modo un neoimprenditore / startupper (ma non solo) può approcciare ed utilizzare questo modello per la propria startup, il proprio progetto o un prodotto.

Le slide le pubblicherò domani pomeriggio su Slideshare e farò un update di questo post.

Se siete da quelle parti, ci vediamo domani.

Instagram, può esser un modello di startup perfetta?

Instagram nell’ultimo anno è divenuta una delle applicazioni più popolari nell’app store ma soprattutto è diventata il social per il photo sharing con maggior crescita.

Poco più di un mese fa, con il team di sviluppo di Followgram, abbiamo realizzato la nostra infografica “Fun and Fact” nella quale avevamo raccolto alcuni numeri importanti e segnalato la vertiginosa crescita di Instagram fino a 7 milioni di utenti in un anno e 150 milioni di foto caricate. Durante il TechCrunch’s Disrupt conference tenutosi pochi giorni fa, Instagram ha annunciato alcuni nuovi numeri: 9 milioni di utenti, (praticamente come Foursquare, ma nella metà tempo) e oltre 200 milioni di foto.

Incredibile, un incremento di oltre 50 milioni di foto e una crescita di poco meno di 2 milioni di utenti in poco più di un mese . Impressionante.

Chi legge il mio blog sa quanto sono affascinato da questa applicazione, ma quello che mi ha colpito di più negli ultimi mesi, è il modello con il quale Kevin e Mike, fondatori di Instagram, stanno portando avanti il progetto. Ci sono almeno 4 punti fondamentali che, secondo me, fanno di questa gestione, e quindi di Instagram, un modello di startup perfetta e che dovrebbe esser preso come esempio.

Costi e struttura. Fino a pochi anni fa per raggiungere 10 milioni di utenti era necessario immaginare una società composta da migliaia di persone e una rete di vendita o sedi distribuita su territorio mondiale. Instagram ha invece solo 5/6 dipendenti a tempo pieno, una sede non troppo grande, una infrastruttura estremamente scalabile. Eppure, raggiunge quasi 10 milioni utenti e processa un numero di documenti (foto) incredibilmente alto, ogni secondo. Una startup oggi deve puntare ad una struttura snella, ad una infrastruttura basata su cloud e software open source, e mantenere e razionalizzare i costi quanto più possibile.

Mercato. Instagram è una applicazione che attualmente è solo su iPhone. Non è presente su Android, ed è appena presente sul web, pur non avendo tutte le funzionalità di base dell’app, grazie alla pubblicazione delle API che hanno permesso lo sviluppo di applicazioni di terze parti. Qualcuno ha più volte detto “Ma come è possibile che ancora non abbiano investito anche su Android!?“. Il punto è proprio questo: è stata una strategia e fin ora hanno avuto ragione: oggi il mercato è talmente grande, pieno di tecnologie, ambienti diversi (basti vedere al Mobile con iOS, Android, WindowsPhone, Blackberry, Symbian…) e una forte diffusione tra gli utenti, che un prodotto immesso sul mercato può crescere molto, anche se focalizzato su uno solo di essi, riducendo così i costi iniziali di sviluppo e manutenzione.

Crescita e distribuzione. Negli ultimi 4 anni Facebook ha mantenuto un trend di crescita altissimo tanto da stravolgere completamente l’importanza dei motori di ricerca, e sviluppando numeri incredibili in termini di condivisione e contenuti generati dagli utenti (commenti, like, post, foto, video…). Ormai ogni 12 mesi i social network raddoppiano i contenuti condivisi in rete. Instagram grazie a questa crescita (e all’astuta integrazione con le piattaforme più note) sta crescendo due volte più veloce Foursquare che sta crescendo a sua volta più velocemente di Twitter. Questo dimostra che un prodotto sviluppato e ben integrato nei social network, può sfruttare lo sviluppo esponenziale delle piattaforme social e la quantità crescente di dati condivisi, riducendo notevolmente i costi di posizionamento e marketing.

Modello di business. Chi l’ha detto che una startup non può partire se non ha un modello di business? Instagram attualmente non ce l’ha, e non monetizza. Non ha pubblicità, e non vende funzionalità premium. Probabilmente ad un certo punto dovrà tirare fuori un modello di business e cominciare a generare revenue e questo è fuori dubbio. Adesso però non ce l’ha e momentaneamente non ne ha bisogno: malgrado questo ha già avuto circa 8 milioni di dollari founding. Perchè? Il punto è che l’esecuzione e la realizzazione è costata pochissimo, la manutenzione e lo sviluppo anche, la struttura è crescente ma sotto controllo, ed il team è ridotto. Per un investitore Instagram è quindi decisamente appetibile: costa poco e cresce tanto. Si può aspettare ancora prima che questa trovi il modello di business vincente, e magari attendere una acquisizione.

Secondo voi quindi, esiste un modello di startup perfetto?

 

UPDATE 8 dicembre 2011
Vi segnalo un paio di risorse che potrebbero farvi intuire il livello di architettura e progettazione messo su da Instagram. Se vi fate una lettura approfondita di questi due post vi rendete conto che una architettura di questo tipo, non costa poco e scalarla vuol dire avere un discreto impatto su budget.

 

 

INNOVATORI JAM 2011: Innovazione, Talenti, Start up, incubatori e venture capital

A partire da oggi, per due giorni, l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove INNOVATORI JAM 2011. Io parteciperò con un gruppo di persone del network Indigeni Digitali ed il nostro intervento sarà prevalentemente per quello che riguarda Startup incubatori e venture capital e quello che concerne l’Innovazione, i giovani e i giovani talenti.

Che cos’è Innovatori Jam?

E’ una jam session come per il jazz, ovvero una sessione di discussione su 10 temi per affrontare argomenti legati all’innovazione, tutto online tramite un apposito tool che permette ai promotori di analizzare dopo pochi giorni le conversazioni ed elaborare un documento da sottoporre alla governance.

I 10 temi

  1. Innovazione e internazionalizzazione: Italia degli Innovatori
  2. Giovani, talento e merito nella ricerca e nell’innovazione
  3. Start up, incubatori, venture capital
  4. I ranking dell’innovazione
  5. Accessibilità, apps e nuovi canali
  6. Digital agenda: open data, cloud computing e banda larga
  7. e-commerce & e-tourism
  8. Il Codice dell’Amministrazione Digitale
  9. Informazione e nuovi canali
  10. Le Smart Cities del futuro?

Indigeni Digitali è tra i gruppi selezionati dai promotori (grazie ad Andrea Casadei) di Innovatori Jam 2011 come community da coinvolgere sulla conversazione legata appunto all’innovazione, ai giovani e ai talenti. Noi cercheremo di esser sempre presenti, alternando la presenza on line tra chi è disponibile sempre, chi in un determinato momento e chi può solo dopo lavoro o la scuola. Saranno molto gradite le segnalazioni di case history pubbliche e private, condivisione di esperienze e idee per migliorare l’innovazione e far emergere i talenti Italiani che più che mai nell’ultimo periodo stanno dimostrando di non esser secondi alla Silycon Valley.

Occorre iscriversi, è gratis; poi il 12 Settembre (oggi) via e-mail direttamente dai promotori di Innovatori Jam 2011 riceverete tutte le info per contribuire a questa iniziativa. Come ha spiegato bene Roberta Milano, si tratta di un evento a cui si può partecipare esclusivamente on line, intervenendo nelle discussioni articolate in 10 forum tematici in un lasso di tempo limitato: solo 40 ore.

Mi è piaciuto un post di Luca de Biase, che in un post di agosto, annunciava l’evento:

L’intelligenza collettiva, dice Thomas Malone che se ne occupa all’Mit, si vede quando gruppi di invididui si comportano in modo coordinato. Internet ha fatto fare un salto decisivo alle possibilità di rendere le collettività più intelligenti. La Jam dell’innovazione italiana potrebbe essere un esperimento per verificare quanto queste considerazioni sono realistiche.

Su twitter l’hashtag è #ij11.

Quando il PHP incontra Business ed Università – PHP.TO.START Torino

A partire da quest’anno prende il via il PHP.TO.START un evento dedicato all’incontro tra il mondo Open, le aziende e le Università. Il progetto, nato da un idea di Skuola.net ed Indigeni Digitali, ha l’obiettivo di creare un momento di incontro e condivisione di esperienze delle aziende e professionisti e gli studenti e permettere a questi ultimi di entrare direttamente a contatto con realtà aziendali. Una opportunità soprattutto per coloro che stanno entrando nel mondo del lavoro.

L’evento dal titolo “Quando il PHP incontra business ed università” che si svolgerà l’11 Luglio 2011 dalle ore 9.30 all’interno dell’I3P, incubatore per le imprese innovative del Politecnico di Torino. Interverranno aziende del settore che riporteranno le loro esperienze, il modello di business sul quale stanno basando il loro percorso e gli impatti positivi che il passaggio al mondo dell’open source può avere. Ci saranno interventi tecnici di esperti e non mancherà la possibilità di fare networking.

Tutte le informazioni per l’iscrizione ed il programma dell’evento le trovate sul blog di Indigeni Digitali

Il programma sarà il seguente:

  • Ore 9.30/10.00 – Inizio attività di registrazione ed ingresso
  • Ore 10.30 – Presentazione I3P e Politecnico
  • Ore 11.00 – Introduzione ai talk
  • Ore 11.15 – L’esperienza di IDEATO
  • Ore 11.45 – Enrico Zimuel – Zend Framework
  • Ore 12.15 – Massimiliano Arione – Sviluppo rapido di applicazioni
  • Ore 12.45 – Conclusione attività prima parte
  • Ore 13.00 – 14.00 Pausa pranzo
  • Ore 14.00 – L’esperienza DNSEE
  • Ore 14.30 – L’esperienza di SKUOLA.net
  • Ore 15.00 – Alessandro Nadalin – Rest
  • Ore 15.30 – David Funaro – Nosql
  • Ore 16.00 – Jacopo Romei – Metodologia Agile
  • Ore 16.30 – Mitch Pirtle – L’esperienza Joomla
  • Ore 17.00 – Chiusura attività ed inizio networking

Vi invito a partecipare perchè sarà un bell’evento, costruttivo e sicuramente ci saranno delle opportunità per tutti. Vi aspetto.

 

Il valore degli investimenti fatti sui Social network e startup, è corretto?

Seguo ormai da tempo e con attenzione e passione il mondo delle startup straniere ed italiane e sto osservando le varie dinamiche del mercato e tutto ciò che ne influenza la crescita, le scelte, i comportamenti ed modelli di investimento. Da un pò di giorni in rete e nei gruppi di facebook si discute, in modo più o meno acceso e con punti di vista completamente opposti, le valutazioni astronomiche di alcune startup, social network e alcuni investimenti apparentemente insensati su modelli di business non chiari o su sistemi ancora in fase di studio o ancora nemmeno implementati.

Anche se è evidente che stiamo in un momento in cui sembrano esserci tanti soldi da investire, il dubbio al centro di queste discussioni è: ci troviamo di fronte ad una nuova bolla o realmente il valore degli investimenti fatti su questi Social network / startup è corretto?

Provo a buttare giù alcune considerazioni personali ed un pò di numeri che mi sono appuntato in questi giorni e che ho letto in altri post in rete e provo fare un pò di ragionamenti partendo da alcuni esempi noti che a mio avviso sono i primi segnali di un sistema che “sta funzionando in modo strano“.

Partiamo da Groupon, azienda particolarmente criticata in questo periodo per il suo modello di business ed il cui obiettivo è quello di organizzare acquisti di gruppo su prodotti fortemente scontati: rifiuta da Google 6 miliardi di dollari, prende altri 950 milioni di fundraising e raggiunti i 2700 dipendenti punta ad un IPO che intorno ai 20 miliardi di dollari. Nello stesso segmento di Groupon, la piattaforma cinese Lashou.com, ha preso nel suo ultimo foundraising 1,1 miliardi di dollari a fronte si di un fatturato in forte crescita, ma a dicembre supera di poco i 150 milioni di dollari.

Facebook, società nata nel 2004, all’inizio del 2011 viene valutata circa 50 miliardi. Il Wall Street Journal ai primi di maggio valuta che Facebook possa avere un valore di oltre 100 miliardi per un possibile IPO per il 2012. Il fatturato del social network è atteso intorno ai 4 miliardi ed un ebitda di quasi 2 miliardi.

Gli altri tre social network, Linkedin, Twitter e Foursquare hanno avuto anche loro una crescita del valore in modo esponenziale. Twitter, oggetto del desiderio di Google e Facebook (ma che a mio avviso, vista anche l’integrazione di iOS 5 , potrebbe diventare invece obiettivo di Apple come già si rumoreggiava nel 2009) viene valutata tra gli 8 ed 10 miliardi di dollari, mentre alla fine del 2010 valeva poco meno della metà, e con un fatturato atteso per il 2011 di circa 250 milioni.

Linkedin invece con il suo fatturato di circa 175 milioni di dollari, vede una quotazione a circa 6 miliardi di dollari. Infine l’ultimo arrivato tra i social di “livello” e che recentemente ha raggiunto la quota di 10 milioni di utenti, Foursquare, dicono possa valere 250 milioni di dollari, ma tranne i dati relativi al finanziamento ricevuto nel 2010 di circa 95 milioni di dollari, non pubblica da nessuna parte dati ufficiali relativi al fatturato (poca trasparenza o …?).

Nell’ambito del gaming il colosso Zynga, social gaming company nata nel 2007 e che nel 2008 ottenne 29 milioni di dollari da alcuni venture capitalist, tra ottobre 2010 e febbraio 2011 passa da una valutazione di 5 miliardi a quasi 10: nel 2010 il fatturato è stato di circa 850 milioni di dollari e un utile di 400 milioni.

Poi ci sono anche altri casi come per esempio Color, startup sulla quale a Marzo 2011 sono stati investiti 41 milioni di dollari ed oggi ancora non è altro che un applicazione incompleta e senza significato e con pochi utenti. Infine l’altro caso Renren, social network cinese nato nel 2005 e ad oggi valutato ben oltre 70 volte il suo fatturato 2010 di 76 milioni di dollari. Potrei continuare con molti altri casi, ma per il fine di questo post, credo siano sufficienti gli esempi fatti.

Insomma, quindi tornando alla domanda iniziale, siamo o no ad una nuova bolla 2.0? Rischiamo di rifare lo stesso botto del 2000?

Pur ascoltando e leggendo pareri più o meno esperti che dicono che la situazione di oggi sia ben diversa da quella del 2000 sia dal punto di vista di chi mette i soldi, che dal punto di vista del modello di business delle aziende, ma non pensate che i numeri appena esposti abbiano comunque qualcosa di strano?

Io non ho fatto moltissimi esami di economia e finanza, ma quello che ho sempre saputo è che uno dei parametri su cui poter valutare finanziariamente un azienda è partendo dall’analisi dell’ebitda e soprattutto dal suo margine operativo lordo. Correggetemi se sbaglio. Ma qui come siamo messi?

Io credo che il problema più grosso in questo momento sia legato alle dinamiche finanziarie e agli investitori stessi, che avendo tutto l’interesse nel vedere crescere i numeri delle aziende sulle quali hanno investito, drogano il mercato con ipervalutazioni. Come è già successo nella bolla immobiliare.

Quello che mi vien da pensare, è che non saranno molte le aziende che rimarranno in vita se non quelle che saranno in grado di rispondere alle aspettative del mercato con i numeri reali.

 

Forum della Comunicazione, Ignite e Aperitivo #forumcom2011

A partire da domani per due giorni inizia a Roma il Forum della Comunicazione 2011 che si svolgerà presso l’auditorium. Le due giornate si svilupperanno all’insegna del multiformat, multitarget e multitasking: ci saranno interventi tenuti da ospiti internazionali, workshop a tema, tag cloud live come già sperimentato a Milano ed interviste a manager, esperti del settore della comunicazione e blogger.

Il contenuto dell’evento ruota attorno allo slogan dell’evento: Chi non comunica scompare: si parlerà della rivoluzione dei format di comunicazione e transmediali, delle potenzialità del mobile e dell’evoluzione di quella che ormai chiamiamo App Economy, della reputazione online, del Made in Italy, della rivalutazione della cultura del territorio e di Cultura Digitale, di parlerà di ecosostenibilità e nuove professioni della comunicazione ed alcuni focus sul settore dello sport e della fashion luxury. Soprattutto, tema che agli Indigeni Digitali sta molto a cuore si parlerà dell’importanza del social networking. All’evento parteciperanno, così come avvenuto nell’edizione di Milano alla quale ho partecipato, personaggi noti del mondo della comunicazione, aziende leader del tech e dei social media che condivideranno con i partecipanti le proprie esperienze su progetti.

Tra i workshop in programma ci sarà la presentazione di Niente di più facile Niente di più difficile che si terrà il 07 giugno 2011 e al quale vi invito a partecipare. Verrà presentato un manuale pratico per la comunicazione d’impresa: uno strumento per capire da dentro il mondo della comunicazione aziendale e dei media. Il libro parte da una panoramica sul mondo dell’informazione, soffermandosi su come funziona, sulle strategie che perseguono i vari attori e sulle differenze tra i vari media, compresi quelli che si sono imposti con Internet come i giornali web e i social network.

Durante le due giornate, oltre agli interventi ed ai format in scaletta, ci saranno due sessioni di Ignite (20 slide, 15 secondi a slide, 5 minuti totale) moderate da Nicola Mattina (il 7) e da me (l’8). Tra gli interventi già programmati ci sono: Alessio Jacona, Luca Alagna, Paola Santoro, Marco Croella, Daniele Frongia, Arianna Bassoli e Ludovico Spagnolo, Tania Valentini, Emanuela Zaccone, Giuliano Iacobelli, Maria Cristina Terenzi, Roberto Braga, Alessandro Prunesti, Alessandro Nasini e Antonia Colasante.

Per quanto mi riguarda, oltre a moderare l’Ignite dell’8 pomeriggio presenterò un talk dal nome Pitch&Love, e spiegherò sinteticamente quali secondo me non dovrebbero esser gli errori da fare durante un Elevator Pitch e come far “innamorare” un investitore.

Alla fine dei 2 giorni, per concludere al meglio, abbiamo organizzato un aperitivo degli Indigeni Digitali. Per la prima volta da quando abbiamo dato vita al network, avremo parecchie novità: sponsor, gadget, un contest con due ipod nano serigrafati come premio, un fotografo ufficiale e soprattutto veramente un numero elevato di persone (eventbrite mi ha appena scritto “Voglio vedere dove le metti tutte queste persone“!) . Ovviamente se siete al Forum e volete passare e scambiare due chiacchiere, io sono lì. Se volete il gadget degli Indigeni dovete registrarvi su eventbrite

L’hasttag per Twitter per il forum della comunicazione è #forumcom2011 mentre quello per l’aperitivo è #iddrink

A domani!

 

45 punti da tenere a mente quando si crea una startup

Questa mattina leggendo un pò di feed mi sono ritrovato in un post pubblicato da The Next Web dal titolo 5 months, 45 startup lessons learned nel quale Tomer Tagrin fondatore di Yopto racconta i suoi 5 mesi di esperienza nella realizzazione di questa startup e le 45 lezioni che ha imparato. Un elenco di 45 punti tutti da tenere a mente, tutti assolutamente condivisibili e che vi riporto qui di seguito indicando in neretto quelli che secondo me sono fondamentali e che riprendono molto quanto scritto nel post How To Build a Startup 72h dopo aver dato vita a Yeplike:

  • If you are not working on your best idea right now, you’re doing it wrong. (David Hansson)
  • Startup is 10% idea, 90% execution
  • Execution is 85% the people who execute
  • Your co-founder should be better than you
  • Distinguish between core issues and just noise
  • A technological barrier is not enough, create a marketing barrier as well
  • Maximize your potential before raising money
  • People care about their problems, not your solutions. (Dave McClure)
  • Raising money sucks
  • Closing an investment round doesn’t
  • Don’t do it alone, just don’t
  • Consume every piece of relevant data out there
  • Hire great people and give them the freedom to assume. (Andrew Mason)
  • Know how to prioritize your time
  • Pivot, iteration and adapting is part of your startup DNA
  • Just be, there are no excuses
  • The number one priority is production
  • Your most unhappy customers are your greatest source of learning. (Bill Gates)
  • An article from a tech site is not a marketing plan
  • Distribution is your biggest problem, think of a solution
  • Enjoy those small victories, you need it
  • Learn from those small failures, you need the lesson
  • Get along with your investors, they are part of the family!
  • Whatever you think … Think bigger. (Tony Hsieh)
  • Blog before you have a product
  • Don’t torture yourself on every mistake, even if it’s the same one
  • If the founders can’t build and manage the idea, switch the idea
  • Meet with customers before you have a product
  • Geeks are the new rockstars
  • Master your domain
  • Be a true member of your customers’ community
  • Be confident, don’t let anyone mess with your dream
  • Listen to other people -you don’t know everything
  • Sell before you have a product
  • If you can’t sell the idea, you won’t be able to sell the product
  • I have not failed. I’ve just found 10,000 ways that don’t work. (Thomas Edison)
  • Words to keep in mind: Customer, Sales, Production, Customer
  • Words you can’t ignore: Mobile, Tablet, Social, iPad
  • Track your data, learn from it, improve from it
  • Most things take 3-5 times the amount of time you planned
  • Viral is a tough nut to crack
  • Visualize what you want to achieve and go for it
  • Always move forward and know how to measure it if you’re not
  • Your success = the value you give a segmented sector of people
  • Be amazing, Be everywhere, Be Real (Jason Calacanis)
  • Be Social, Be Viral (Fabio Lalli 😉 )

Una idea è fondamentale per iniziare e senza di quella non c’è progetto che parta, ma l’esecuzione e la realizzazione sono fondamentali e senza queste l’idea rimane un sogno che prima o poi rischia di diventare anche un rimpianto e per alcuni l’incubo di aver perso un opportunità. La vostra idea deve risolvere un problema e un esigenza o semplicemente divertire: se non ha uno di queste caratteristiche, a cosa serve?

Per ottimizzare i tempi e massimizzare l’esecuzione è necessario non ascoltare “il canto delle sirene“: il rumore di fondo, le distrazioni, le chiacchiere e la voglia, fisiologica, di sfornare altre idee distolgono l’attenzione e fanno perdere di vista l’obiettivo principale del progetto ed allungano i tempi al punto che ci sarà qualcuno, da un altra parte del mondo che avrà avuto la stessa vostra idea, magari dopo di voi, ma completata prima.

Il team con il quale condividere il progetto è l’ingrediente che può far la differenza e per farci raggiungere l’eccellenza: esser da soli o avvalersi di persone meno preparate pensando di tutelare l’idea e l’ownership della startup, farà naufragare sicuramente il progetto. C’è bisogno di circondarsi di persone preparate, anche più di voi e con le quali condividere l’esperienza, i successi e gli insuccessi.

Credere nel progetto, focalizzare l’obiettivo, pensare in grande, godere dei primi risultati (anche se piccoli) e non aver paura di sbagliare, perchè come dice Thomas Edison, abbiamo imparato sicuramente 10000 cose e anche se sbagliamo, probabilmente nella prossima esperienza non ripeteremo lo stesso errore o se le faremo, verrà fatto con una consapevolezza diversa, più forte.

Misurare i risultati, confrontarsi ed ascoltare quello che si dice del vostro prodotto è necessario per poter migliorare ed è la chiave del successo e dell’evoluzione: se non si ha predisposizione ad accettare le critiche e la capacità di metabolizzarle, si rischia di fare un prodotto o sviluppare un idea ad uso e consumo personale.

Voi cosa ne pensate?