Adidas lancia “Token-gated product drops”, il wallet per le sneakers

In poche e semplici parole, per chi non conoscesse il modello, il brand rilascia una quantità limitata di prodotti e richiede ai potenziali acquirenti di possedere un determinato token come prova di proprietà o come condizione per l’acquisto. 

L’#NFT quindi funge da biglietto digitale o pass per partecipare alla vendita e garantisce che solo coloro che possiedono il token possano acquistare il prodotto.

I vantaggi per l’utente sono diversi: si eliminano le code e soprattutto si eliminano i bot nel processo di acquisto (che prendono di solito più quantità per la rivendita secondaria) , si ha la possibilità di scegliere di esercitare il proprio diritto in base all’asset digitale posseduto e si ha la possibilità di rivendere il token sui mercati secondari se non si vuole più accedere a certi benefici, servizi ed esclusività. L’utente ha la possibilità di vedere sulla blockchain in modo trasparente chi possiede un token e di collegarsi con persone con gli stessi interessi per determinati prodotti.

adidas sta integrando il servizio nell’app, a fianco dell’#adiClub con la possibilità di connettere il proprio wallet.

Praticamente quello che dovrebbero iniziare a pensare (e rapidamente) molti brand di diverse industrie, finance, retail e sport compreso, come sto dicendo ed implementando per qualcuno da un po’.

Data Is The New Oil: anche per Adidas con Runtastic

2015. Runtastic GmbH, applicazione per il fitness ed il running con 70 milioni di utenti viene acquisita da adidas, per 239 milioni di dollari. Per molti una follia, per tanti altri una operazione di brand e avvicinamento alla più grande community di fitness.

Per me, che ne parlo nelle lezioni in università e master dal momento dell’acquisizione, una operazione mirata principalmente ai dati. Si, ai dati: luoghi, percorsi, abitudini, prodotti indossati, mood, relazioni ed interessi sportivi.

Dati in grado di trasformare i processi di R&D, lo studio di nuove opportunità di mercato e rivoluzionare, attraverso i dati, la progettazione, il design stesso e perché no i materiali.

Oggi Runtastic ha oltre 170 milioni di utenti e Adidas, dopo aver lasciato inalterata la piattaforma per un periodo – così da non rompere la fiducia della community – e aver poi successivamente accostato il proprio brand alla piattaforma, esce allo scoperto con un primo prodotto ufficialmente DrivenByData: una scarpa con intersuola stampata sui dati di migliaia di atleti.

Il futuro delle aziende è nella capacità di creare, aggregare e acquisire dati ed utilizzarli per modellare processi, metodologie, prodotti e servizi e rendere se stesse sempre più veloci, competitive ed adattative.

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