YepLike! Startup in 72 ore

Qualche notte fa, precisamente venerdรฌ 18 febbraio, in preda al delirio da febbre ed influenza e dopo essermi svegliato a notte fonda e con un deciso giramento di scatole (ma รจ possibile che uno a 33 anni debba avere la febbre come i bambini!?), mi รจ venuta in mente un idea tanto stupida quanto simpatica: voglio mettere Like e DisLike, pollici alti e pollici bassi a tutto ciรฒ che non funzionava del mondo reale, insomma altro che internet degli oggetti, Internet of Things, o realtร  aumentata…. semplicemente un Like degli oggetti!

Senza vedere se in rete fosse presente o meno qualcosa di simile ed in preda all’euforia da startup (non a caso Nicola Mattina mi definisce Startupparo compulsivo….), mi sono messo a fare una rapida progettazione ed un mockup con Balsamiq. Dopo un paio d’ore di scarabocchi, due righe e un qualche schemi ER, ho deciso di andare avanti: voglio fare una startup in 72 ore, e si chiamerร  YepLike! Like or DisLike the World.

Quindi, per potercela fare, รจ necessario un piano di azione mirato e ottimizzato al massimo:

  1. Definizione del team e ruoli
  2. Definizione delle funzionalitร  di base
  3. Organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie
  4. Poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia (un modo di dire … sostanza!)
  5. Sviluppo e Buzz!
  6. Pubblicazione su AppleStore

Partiamo dal primo punto: team e ruoli. Diciamo che di solito mi piace condividere con il network degli Indigeni Digitali le iniziative e vedere chi partecipa. In questo caso perรฒ avendo poco tempo a disposizione, sono andato a colpo sicuro suย Crino77 e ย Alisoba : dopotutto, squadra che funziona (vedi Baby2.0) non si tocca. I ruoli sono sempre gli stessi: Crino al Mobile, Alisoba al design/web/comunicazione e io alla parte Marketing/Web e fuffe varie. Ed il primo punto รจ smarcato con una email di condivisione del progetto ed il mockup.

Secondo punto: funzionalitร  di base. Quando si parte con un progetto รจ facile che ci si faccia prendere dalle manie di grandezza e si cominci a fantasticare intorno all’idea di base montando castelli e tante altre funzionalitร . L’effetto di questo errore รจ che tutto il progetto ci mette piรน tempo ad uscire e partire. No, non voglio fare questo errore: poche funzionalitร  e subito. YepLike deve fare 1 cosa: Scatta una foto e la sparo sul sito, geolocalizzata e con il watermark del LIKE o del DISLIKE. Alle altre funzionalitร  penseremo dopo.

Terzo punto: organizzazione dell’infrastruttura e tecnologie. Considerando il tipo di mestiere che dovrร  svolgere questa applicazione (scattare foto ed inviarle al server), in caso di numeri considerevoli di traffico, il sistema dovrร  scalare rapidamente sia in termini di storage, che di DataBase e di banda dedicata. L’idea immediata รจ stata quella diย Amazon S3 Storage, ma dopo una rapida verifica, tra attivazione e test vari non ci saremmo stati con i tempi. Abbiamo quindi optato per un servizio, temporaneo, di hosting dedicato e pronto per partire. Tecnologia scelta: Objective-C per iPhone, PhP e MySQL inizialmente per la parte di applicazione Web.

Quarto punto: poche pippe mentali e fiocchetti, tanta ciccia. Come per il secondo punto, uno dei problemi principali di chi parte con un progetto, รจ quello di voler far uscire tutto giร  al massimo della perfezione. La domanda che mi sono fatto รจ: ma esiste una perfezione o si deve ambire ad essa? Io sono per la seconda, e quindi, visto che parliamo di una startup da fare in sole 72h, non dobbiamo fare i preziosi e dobbiamo esser coscienti che ci saranno molte cose da migliorare. Puntiamo a chiudere un applicazione con una UI decente, intuitiva e fruibile ed un sistema stabile. Poi i fiocchetti e tutti gli abbellimenti verranno dopo.

Quinto punto: sviluppo e buzz. Lo sviluppo รจ iniziato in modo parallelo tra web e iPhone. Da una parte le API che espongono i metodi di Register, Login, Post e dall’altra le chiamate del dispositivo mobile. Infine abbiamo completato la parte web di front end. Visto il poco tempo a disposizione e considerato che sono dell’idea che il marketing serva anche ad una startup (non come ho letto in questo post…) , mentre lo sviluppo andava avanti, mi sono mosso su piรน fronti per iniziare a far parlare di YepLike! creando un pรฒ di curiositร  e cominciando a raccogliere email per l’invito al momento dell’uscita dell’applicazione in Apple Store. Attualmente abbiamo 350 email di utenti in attesa, di cui il 50% รจ fuori dall’Italia.

Sesto ed ultimo punto: Pubblicazione su Apple Store. Tutto quello che avete letto qui sopra รจ stato fatto in 7 giorni solari, ma con un totale effettivo di circa 72 ore lavorate . Da questa mattina siamo in stato di Review sull’App Store, quindi si tratta veramente di poche ore e poi YepLike! sarร  disponibile. Ovviamente senza un team cosรฌ affiatato e con un alto commitment non ce l’avremmo mai fatta: grazie Cri, grazie Ali!

Adesso stiamo giร  lavorando su:

  1. Sviluppare le funzionalitร  mancanti: visualizzazione su mappa dei like/dislike lato iPhone, gallery personale e pubbliche
  2. Migliorare l’interfaccia dell’applicazione e del sito
  3. Rivedere la tag line e la comunicazione
  4. Predisporre un codice e una struttura piรน scalabile e pronta ad una potenziale crescita

Ora non ci resta che aspettare e vedere come va. Certo, aver fatto un applicazione che permette di fare Like e dislike agli oggetti, proprio quando Facebook modifica la modalitร  di funzionamento del Like e la Diesel lancia una sua applicazione per il Dislike, … mi fa pensare proprio bene! Che avessimo azzeccato veramente una Killer Application… ๐Ÿ™‚

Nel frattempo se voleteย potete lasciare la vostra email sul sito per poter ricevere anche voi l’avviso. Enjoy!

C’era una volta un Like

C’era una volta, in un web non troppo lontano, un piccolo tasto chiamato Like.

Like era un piccolo bottoncino, poco intrusivo, graficamente gradevole, molto disponibile agli utilizzi piรน impensabili (dai blog, ai siti istituzionali, alle landing page e anche ai sistemi di ecommerce) ma soprattutto aveva un fascino particolare: alle persone piaceva cliccarlo e poter dire velocemente “Mi piace!

Erano pochi i casi in cui le persone non cliccavano Like. Il piccolo bottoncino era molto educato, non diceva mai “fail“, “che schifo” o cose similari: al massimo diceva “non mi piace“, ma lo faceva solo dopo aver detto almeno una volta mi piace.

In poco tempo, la sua semplicitร , lo fece diventare una sorta di checkin del web. La rete lo utilizzava in modo talmente tanto intenso che i numeri erano incredibili: non esisteva un angolo della rete, che non avesse il tastino presente almeno in qualche pagina o un utente che non avesse premuto almeno una volta il piccolo pulsantino.

Era talmente tanto utilizzato da tutti, che i suoi cugini Tweets e Share, ย che fino a poco tempo prima avevano ricoperto l’incarico di ambasciatori della condivisione, cominciarono ad avere una certa gelosia nei suoi confronti: erano sempre piรน i like che i tweet e gli share. “Ma come รจ possibile?” si chiedevano i due.

Con il passare del tempo Tweets e Share capirono che la semplicitร  di Like perรฒ non era in fondo cosรฌ positiva. Tutti facevano ricorso a Like in modo superficiale e non lo utilizzavano piรน solo per dire “Mi piace!”.

Like veniva utilizzato nei modi piรน svariati: dall’utilizzo di cortesia “Son passato di qua e ti ho letto, like.“, all’utilizzo di convenienza “Bah si, me lo memorizzo, magari mi serve, like.“, alla pigrizia “Uff, e che chiamo Tweets, poi devo scrivere 140 caratteri… no no, like.” fino all’utilizzo del moda “Ficooo, Laiiic!“. Malgrado questo perรฒ per Tweets non era una vita facile.

Un bel giorno, all’insaputa di tutti, durante una giornata tranquillissima, il papร  di Like, in disaccordo con l’eccessiva discrezione del figlio, lo obbligรฒ a cambiare comportamento: da quel momento in poi Like non avrebbe dovuto piรน esser il bravo tastino innocente che esprimeva un parere, ma bensรฌ un invasore di bacheche, un condivisore spietato e virale di informazioni.

Come continua la storia?

Secondo me, cosรฌ:

  1. Like verrร  utilizzato sempre piรน spesso per azioni virali da siti, brand ed aziende
  2. Like non verrร  piรน utilizzato come prima dagli utenti un pรฒ piรน scaltri ed attenti all’estetica della propria bacheca: d’ora in avanti ci penseranno due volte (almeno) prima di premere un tasto like su un sito. Oggi a me รจ successo almeno 3 volte.
  3. Like continuerร  ad esser utilizzato allo stesso modo da tutti quegli utenti che oggi hanno la bacheca invasa da notifiche di applicazioni e giochi vari.
  4. Like non sostituirร  Share e Tweets, perchรจ verranno utilizzati in modo completamente diverso
  5. Il papร  di Like rilascerร  presto nuovo funzioni per poter gestire la pubblicazione sulla bacheca
  6. Il papร  di Like penserร  a dare degli strumenti di Insight anche per misurare i Like
  7. Like in linea generale verrร  utilizzato di meno per timore

E voi, che ne pensate, come andrร  la storiella ?