Risquare – battle of the check-in

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Foursquare sta crescendo ed i numeri parlano da soli. Techcrunch ha pubblicato un articolo nel quale mostra la crescita degli utenti e della mole di dati condivisi: nel giro di pochi mesi ha superato il milione di utenti e ogni giorni vengono effettuati oltre 2 milioni di check-in.

Anche io dò il mio piccolo contributo con una media di 10 check-in giornalieri. Qualcuno mi ha domandato perché mi impegno tanto a fare check-in ed a che serve. Il motivo per il quale una persona fa check-in, secondo me, è fondamentalmente divertimento (il gusto di guadagnare badge e mayorship) ed egocentrismo, sì egocentrismo 2.0, quella voglia di farsi vedere e farsi riconoscere.

Tutte le mattine qualcuno effettua una fermata dove qualche giorno prima, o anche poche ore prima, l’abbiamo fatta noi e questo mette a “rischio” la nostra conquista. Si innesca così quella voglia (esigenza?) di timbrare il posto dove siamo stati. Un modo per segnare il territorio, un pò come fanno gli animali… Cit. @nicolamattina

Da un pò di tempo, per esempio, sono diventato Mayor della Stazione Termini, una Venue ambitissima, una location che conta circa 500 check-in unici ed oltre 650 totali, e ogni mattina, ogni momento della giornata c’è qualcuno che vuole conquistarla. La battaglia va avanti cosi ogni giorno a suon di check-in e tweet di sfida.

La sfida, ecco cosa c’è di bello in foursquare. E così, da appassionato del gioco del Risiko, è nata l’idea di RiSquare.com.

Risquare.com è un gaming basato completamente su Foursquare e si sviluppa sullo stesso concetto del Risiko: conquistare una serie di venue, definite all’interno di un obiettivo assegnato ad inizio partita. Ogni partita è composta da più giocatori, possibilmente nella stessa area geografica per rendere più accattivante e difficile le conquiste delle venue. I giocatori possono essere invitati dagli stessi che hanno avviato una partita. L’invito consiste nel richiedere ad un determinato utente di confermare la propria partecipazione attraverso l’autenticazione con il proprio account di foursquare su risquare.com.

Ogni partita si conclude quando uno dei concorrenti completa il proprio obiettivo e ne comunica al sistema il raggiungimento, effettuando l’ultimo check-in sul sito risquare.com. Le partite hanno anche un tempo limite entro cui termiare la partita. Quando scade il tempo viene valutato dal sistema lo stato in cui ci si trova e viene assegnata la vittoria al concorrente che ha conquistato e completato la percentuale più alta di venue del proprio obiettivo.

Gli obiettivi, assegnati in automatico dal sistema, nella versione iniziale saranno uguali per tutti gli utenti, così da creare una competizione alla pari. Gli obiettivi potranno esser composti nei seguenti modi:

  • conquistare una categoria specifica di venue (esempio: conquista un ristorante ed un hotel a tua scelta)
  • conquistare un locale specifico (esempio: conquista il ristorante della Sora Lella)
  • effettuare un numero di check-in in posti specifici (esempio: effettua due check-in in due piazza diverse)
  • censire nuove venue ed invitare utenti a fare un check-in

Il concetto di conquista di una venue equivale al concetto di conquista della mayorship. Ovviamente al momento dell’inizio della partita verranno memorizzate le mayorship già in possesso di ogni singolo utente e queste non avranno validità ai fini del raggiungimento dell’obiettivo durante una partita.

Il sistema/gioco può svilupparsi anche in chiave di business e permettere cosi anche l’assegnazione di premi agli utenti, aggiungendo agli obiettivi assegnati eventuali venue sponsorizzate (esempio: conquistare la sede di “Intimissimi”).

Ovviamente, per evitare che gli utenti effettuino il check-in fuori dalla location senza nemmeno entrare nel locale si potrebbe pensare al check-in integrato con un sistema di qr-code (codice bidimensionali leggibili dalla maggior parte dei cellulari e degli smartphone con fotocamera) posizionato alla cassa o magari direttamente sullo scontrino in fase di acquisto (così che possa esser certificato un acquisto).

Le partite vinte darebbero all’utente punteggi nella classifica globale di risquare.com e questo potrebbe generare anche incontri incrociati tra giocatori in diverse zone del mondo.

Lo sviluppo di questo sistema risulta essere molto semplice poiché la maggior parte delle funzioni sono demandate a Foursquare: mayorship, check-in, registrazione utenti ma sopratutto non è necessario sviluppare nessun client per mobile, sfruttando completamente quelli esistenti (blackberry, iPhone, android) e tutte le Api messe a disposizione da 4SQ stesso.

Lo stato attuale del progetto è il seguente:

  • domini e nome registrati
  • marchio e idea definita
  • layout grafico completato
  • sviluppo applicativo al 30%

Cosa sto cercando? Mi piacerebbe che fosse un prodotto di Indigeni Digitali, un progetto a cui contribuissero tutti quelli che hanno disponibilità di qualche ora. Sarebbe il primo progetto di Gaming completamente Open e sviluppato dalla tribù di Indigeni, ognuno per la propria competenza.

Che ne pensate?

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La conferenza dei Sindaci di Foursquare, vista da fuori

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Ieri si è svolta a Bologna la prima conferenza dei sindaci di Foursquare e da quello che si legge sui blog (Andrea Contino, Luca Conti, Luca Della Dora, MiniMarketing, DelyMyth ) e dai molti tweet con hashtag #4sqconf, è stato un grande successo. Secondo Luca Conti le ragioni sono state numerose a partire dai tempi dedicati all’organizzazione (poco più di due mesi), la location informale e molto bella, il numero limitato di partecipanti  ed il giusto equilibrio di contenuti e networking, nonchè le idee creative sia nell’organizzazione che portate dai partecipanti.

Io non sono riuscito ad andare, mi è dispiaciuto moltissimo, ma ero di ritorno da una conferenza presso la Confartigianato di Sondrio incentrata sull’Innovazione per le imprese di artigiane. Ho seguito però attivamente i Tweet e le informazioni condivise in rete da tutti i Sindaci partecipanti e devo dire che comunque è stato interessante. Da quello che ho potuto leggere, i 30 minuti trascorsi in video conference tramite skype con Dennis Crowley collegato dagli Stati Uniti, sono stati piacevoli ed interessanti, ed i numeri che ha presentato sono assolutamente motivo di forte attenzione: 2 milioni di utenti registrati, 25.000 nuovi iscritti al giorno, 27 dipendenti, 15 milioni di finanziamento di venture capital usato per rimanere indipendenti (se necessario) per i prossimi 2 anni, 60% utenti USA, 40% resto del mondo, 20% Europa, 25.000 offerte speciali legati a locali in attesa di accettazione, lavoro svolto da 2 stagisti e un dipendente (numeri presi dal sito di Pandemia). Dennis Crowley ha accennato anche ad alcune novità relative all’utente e al mondo business.

Oggi ho cominciato a leggere con molto interesse  le prime presentazioni condivise in rete, su slideshare:

  1. Gianluca Diegoli – Foursquare: alcuni motivi di dubbio sul futuro, di un indubitabile caso di successo
  2. Luca Conti – Foursquare e location privacy
  3. Edoardo Piccolotto – Gowalla ed il processo di Branding

Prendendo al balzo l’ultima slide di Luca, nella quale ci incentiva alla discussione, devo dire che il tema privacy è veramente un tema caldo ed il suggerimento che esce dalle sue slide, relativamente all’utilizzo consapevole di Foursquare (così come di tutti i sistemi social) lo trovo perfettamente in linea con il mio punto di vista. Lo scambio di Tweet tra me e  Luca Perugini, a seguito di una citazione di @gluca, durante il suo intervento, è assolutamente significativo: “Quando si comunica su Social Media, il mondo è in CC. Solo pochi però ne hanno la consapevolezza”.

Sempre riguardo alla privacy condivido anche il suggerimento di Luca di limitare la condivisione su Facebook e Twitter. Secondo me Fousquare in questo caso funge da sistema di cross posting e ci permette di aggiornare lo status con un informazione aggiuntiva, la geolocalizzazione (che oggi per esempio Facebook non ci permette). E’ corretto consigliare un utilizzo strutturato e controllato, così come avviene anche con altri strumenti, tipo HelloTXT, che permettono l’aggiornamento massivo dello status update con un solo click. Il tema privacy è talmente soggettivo, che oltre a dare qualche linea guida è difficile dire se è giusto condividere un informazione: ognuno è responsabile della propria privacy e delle proprie informazioni condivise in rete.

Ho invece riletto le slide di Gianluca più volte, cercando di capire se i suoi 14 punti sono una provocazione, fatta per generare discussione o se realmente ha ragione nel dubitare di Foursquare. Personalmente, così come è successo anche a Luca Della Dora, ci sono alcuni punti che mi hanno fatto riflettere e che condivido ed altri che invece non condivido affatto. Ovviamente ci tengo a sottolineare che non avendo ascoltato l’intervento, la mia opinione è basata esclusivamente sulle slide. Analizzandoli uno per uno queste sono le mie opinioni:

  • 14° motivo – Brightkite, Latitude, Dopplr, Tripit… Se fossi in Foursquare sarei superstizioso.
    Non credo succeda lo stessa cosa. 4SQ ha un modello più strutturato e maggiormente integrabile in diverse direzioni: dal Social Gaming al Social Guide. Gli altri sistemi non avevano un modello premiante (come i badge) che attira e mette in competizione le persone.
  • 13° motivo – Quello che succede in Foursquare rimane (quasi tutto) in Foursquare. No API, no Google.
    Non ho capito il concetto di no API. Forse Gianluca intende che son poche quelle messe a disposizione: in questo caso si ha ragione, in effetti sono poco dettagliate, ma secondo me la scelta di Foursquare è voluta. Non esporre tutte le API o alcune informazioni di valore è forse una protezione del proprio patrimonio di dati. Se le API esponessero tutte le informazioni, chiunque potrebbe implementare sistemi per Importare / Esportare le venue ed i CheckIn da un sistema all’altro (cosa che in parte è già fattibile).
  • 12° motivo – Quanti siamo veramente? 2 milioni : 500 milioni = x : 16 milioni. In Italia 60.000?
    Beh il calcolo è corretto, ma è pur vero che nel numero di iscritti presi in considerazione (immagino) di Facebook, non ci son più solo gli early adopter, ma anche gli altri utenti (mia madre per esempio). In Italia invece, secondo me, Foursquare è ancora nella fase di utilizzo esclusivo di utenti precoci.
  • 11° motivo – […] on places that have tons of tips it’s hard to find the ones that really are going to make your experience magical.
    Condivido. Infatti ritengo corretto che 4SQ implementi la funzione di Like sui Tips, proprio per dar valore ai suggerimenti degli utenti. C’è anche da dire che se Foursquare implementa anche il like è come se volesse andare verso Facebook, come ho detto in un mio post, il Like di Facebook è già un sistema di CheckIn.
  • 10° motivo – […] lots of locations don’t have any tips, even ones that have Foursquare users checking in.
    Gli utenti sono pigri. Sono convinto però che a breve verremo sommersi di Tips, non scritti dagli utenti al momento del checkIn, alimentati da siti di guide turistiche, tramite API
  • 9° motivo – Perde il confronto con Around Me in utilità e usabilità immediata
    Secondo me sono due cose diverse, sia in termini di funzionalità che di utilità. In Around Me decidi dove andare (la funzione core è il search), in Foursquare confermi che sei arrivato (la funzione core è il checkIn).
  • 8° motivo – Il sindaco, in un sistema democratico, dovrebbe essere il più votato, non il più presente
    Condivido il concetto di Gianluca, ma non applicato a Foursquare. Un sistema basato sul voto degli altri utenti, non avrebbe fatto esplodere Foursquare come invece sta succedendo. Il CheckIn è un azione che vede coinvolto un solo utente, mentre il voto più utenti ne vede coinvolti di più. Inoltre, se due utenti fossero in competizione per la stessa venue, darebbero mai il voto al concorrente?
  • 7° motivo – I miei amici sono degli incompetenti nella maggior parte dei locali (statisticamente)
  • 6° motivo – Il check-in è la recensione della gente pigra
    Condivido pienamente questa osservazione, ed è per questo che ritengo il Like di Facebook un sistema di CheckIn.
  • 5° motivo – Funziona bene, il gioco. Ma solo finchè siamo pochi e non ci sono troppi soldi in ballo.
    Non sono completamente d’accordo, secondo me continuerà a funzionare allo stesso modo. Piuttosto la crescita del numero di persone genera venue duplicate e venue inutili (tipo questa vicino Stazione Termini)
  • 4° motivo – 4sq sarà assediato. Yelp, specialisti in recensioni, Google Maps, Twitter/Facebook, Tripadvisor…
    Come ho scritto anche al motivo 10, lo penso anche io. Credo che su 4SQ verranno pubblicate recensioni di guide per turisti.
  • 3° motivo – I sindaci devono essere “pagati” dai gestori? Quanto vale un sindaco “incentivato”?
    Il concetto di Sindaco pagato ed incentivato secondo me non ha senso, sopratutto se la Mayorship si prende con il check-In. Per cosa dovrebbe esser pagato un Sindaco? Per scrivere Tips o per esser presente. Immaginiamoci la scena: Britney Spears diventa Mayor di Starbucks e comincia a scrivere Tips. Se Britney non va a prendersi il caffè continuamente per fare CheckIn, e gli utenti che vanno non la trovano mai, secondo me ci rimetterebbe sia Starbucks che Foursquare in termini di immagine, perchè sarebbe evidente la marketta.
  • 2° motivo – E perché i gestori dovrebbero pagare i sindaci se poi gli utenti non si fidano di loro?
    Secondo me infatti i Sindaci non devono esser pagati, ma devono esser stimolati con premi e consumazioni. Deve esser stimolata la rincorsa alla Mayorship e sfruttare la relazione con i follower di ciascuno dei potenziali Mayor, che siano solo 20 o anche un milione.
  • 1° motivo – Dov’è l’ascolto e la conversazione?
    Nei Tips e nei like sui Tips, e secondo me sarà più efficace di molti altri sistemi poichè è immediata. Dopo tutto, l’utente è pigro

Ho inoltre letto con interesse i tweet di cronfronto tra Gowalla e Foursquare e le  slide di Edoardo Piccolotto, che alla conferenza di Foursquare ha parlato del processo di branding di Gowalla. Un mito! Spero di vedere presto il video del suo intervento.

L’idea che mi son fatto io relativamente a Gowalla e Foursquare, è che il sistema premiante di Foursquare è più immediato di quello di Gowalla. Il concetto di Mayorship è diretto e la coroncina stimola molto di più gli utenti. Gowalla ha invece molti pregi: il layout grafico è molto più curato, le Pins presenti sono moltissime (sponsor, eventi, edizioni limitate), l’applicazione per iPad è funzionale (anche se migliorabile), il sistema di scambio delle Pins ed i commenti sui checkIn rende il sistema interattivo e più social.

Chiudo ringraziando tutte le persone che hanno participato all’evento e hanno condiviso i loro tweet permettendoci di leggere ed esser più o meno presenti.