Perchรจ Parigi รจ piรน lontano del Sole.

Gli altriย dormono.ย Io e mio figlioย ci troviamo a parlare nel silenzio, con la luce soffusa.ย Molte sere quando io sono ancora al lavoro, lui chiacchiera con la mamma prima di addormentarsi. Altreย volte con me.

Ci mettiamo nel lettoย e ci raccontiamoย alcune cose, sussurrando, per non svegliare gli altri, prima di addormentarci. Cose serie, eh.

Papino ti voglio bene fino alla luna.ย Mi dice vicino all’orecchio.

E io fino al sole.ย Rispondo.

Allora io fino a Parigi.ย Mi dice, dopo averci pensato un attimo.

E perchรฉ, รจ piรน lontano del sole?ย Chiedo.

Si Papร , perchรฉ la luna ed il sole io li vedo, e Parigi invece non so nemmeno dove sia.

Perchรจ Parigi รจ piรน lontano del Sole.ย Dal suo punto di vista.

Risposta che farebbe invidia ai filosofi, penso. Ma ha vinto lui, perchรจ io non riesco a rispondergli, se non a sorridere.

Vuole avere ragione.ย Ed una via di uscita per averla riesce a trovarla. Sempre. E spesso riesce a mettermi in crisi.ย Lasciandomi senza parole, a riflettere sul suo mondo e sul modo di vedere la realtร .ย La sua.

La veritร , รจ che oltre ad avermi insegnato l’importanza del tempo e alle mille volte che mi ha fatto pensare, con le sue risposte ingenue, ma piene di senso,ย riesce a farmi guardare le cose da una angolazione completamente diversa e spesso piรน semplice di quanto si possa pensare.

E’ una sera come tante altre sere.ย Ma ne vorrei all’infinito di momentiย cosรฌ.

Grazie Matti.

Sliding Doors

Vi racconto la mia giornata completamente twittata e condivisa in rete oggi.

Tutto inizia con il suono della sveglia delle 5.00.

Oggi riunione a Parigi, un pรฒ di shopping, toccata e fuga e poi rientro a Roma. La giornata inizia prestissimo: la sveglia alle 5 del mattino sembra il bigbang. Preparazione rapida e via, taxi e direzione Fiumicino. Alle 6.00 checkIn in aeroporto e alle 7.00 partenza per Paris. Lโ€™arrivo allโ€™aeroporto di Parigi Charles De Gaulles รจ previsto per le 9.10, il volo รจ tranquillo e lโ€™atterraggio puntuale. Dopo una lunga e piacevole riunione con il cliente, saluto tutti e me ne scappo di corsa, approfittando dalla giornata splendida parigina per fare due passi. Faccio uno spuntino alle 13 da Linaโ€™s , poi una veloce una passeggiata verso le 14 al Louvre ed infine partenza per tornare a Roma con il volo delle 15.30. Arriverรฒ a Fiumicino per le 17.40, con il giusto tempo di passare da casa, fare una doccia ed andare a cena con un paio di amici alle 20.

Aspetta aspetta, rewind: torniamo al momento in cui mi รจ suonata la sveglia, e vi racconto la giornata, vissuta in parallelo.

Accc!! Mi ero dimenticato di disattivare la sveglia. Di solito non riprendo sonno e cosรฌ mi sono messo scrivere due righe sul mio blog in attesa dell’inizio della giornata. Alle 5.30 trovo in rete un amico che vive negli States e dopo una breve discussione mi domanda: โ€œTi fidi delle informazioni in internet?โ€. Sono rimasto un pรฒ spiazzato dalla domanda ma poi parlando del piรน e del meno mi รจ venuta in mente un idea per un esperimento e mi sono messo subito al lavoro dalle 6.00 alle 7 circa. Alle 9 sono uscito di casa per fare un paio di commissioni personali e poi sono andato in ufficio. La mattinata รจ trascorsa tranquillamente. Alle 13 sono sceso a mangiare una cosa rapida sotto lโ€™ufficio e dalle 14 alle 15.00 ho fatto una riunione. Alle 20 cena in serata mi vedrรฒ con due miei amici.

A quale dei due racconti credereste? Praticamente alle 5 del mattino ho dato inizio al mio sliding doors, che si รจ poi ricongiunto alle ore 20 per cena.

Bene, questo รจ stato il mio piccolo esperimento: simulare lo sliding doors, vivere per una giornata intera una dimensione parallela, virtuale e far credere a tutti che la mia giornata si sia svolta realmente cosรฌ, utilizzando gli strumenti di comunicazione che, tutti, abbiamo a disposizione e dei quali ci fidiamo, a volte, troppo.

Lโ€™esperimento รจ iniziato con qualche ricerca veloce: voli di aerei, distanze e percorsi, orari ed indirizzi e qualche dettaglio. Poi ho creato una timeline sulla quale ho messo un piano dei tweet (schedulati cosรฌ da evitarmi di doverli fare manualmente), lโ€™elenco dei checkin per simulare e comunicare la mia posizione ed i miei spostamenti, qualche info di dettaglio da tweettare per far sembrare piรน vera la giornata.

Nessuna collaborazione, un solo complice: mia moglie. Lei sapeva tutto questa mattina ovviamente, ma solo per evitare una bomba atomica! Vi immaginate la sua faccia, se avesse letto su Facebook che stavo a Parigi e non le avevo detto nulla!?

Durante la giornata ho dovuto fare molta attenzione ad alcuni aspetti: dal telefono spento durante la fase dei voli aerei, la disattivazione della localizzazione automatica di Android su Latidude, le risposte via email. Ho dovuto gestire i commenti su facebook, twittare senza geolocalizzazione, evitare CheckIn (veri) ed interagire sugli altri social in momenti ed orari opportuni per evitare che tutto lโ€™esperimento fallisse a causa di qualche contraddizione. Non volevo che nessuno sapesse che si trattava di un esperimento, anche se a qualcuno il dubbio รจ venuto… Ho inviato su Twitter qualche frase con contenuti mirati e testi che comunicavano il mio coinvolgimento (la fretta, le osservazioni sul contesto e qualche, finto, dettaglio). Ho condiviso tutto anche su Facebook, FriendFeed e FourSquare.

Ora, aldilร  dellโ€™aspetto ludico e divertente nel vedere i commenti delle persone, i like e le risposte su Twitter, vorrei fare qualche considerazione sullโ€™esperimento e tirarne fuori qualcosa di riflessione.

Prima di tutto la privacy. Secondo me lโ€™esperimento dimostra che la privacy puรฒ essere gestita gestendola e i dati personali possono esser comunicati e condivisi come vogliamo, dipende principalmente da noi e da quello che decidiamo di far sapere, come e quando. La crescita dei social network, la diffusione di strumenti di condivisione, lโ€™utilizzo della rete in modo scriteriato di molti utenti e la mancanza del rispetto della netiquette ci deve comunque far prendere in considerazione la possibilitร  che qualcuno possa “condividereโ€ in rete, senza autorizzazione e a nostra insaputa, informazioni su di noi. Immaginate il tweet di un amico che dice di averci visto in via tal dei tali o la condivisione di una foto che ci ritrae in un determinato momento, senza che nessuno ci abbia richiesto l’autorizzazione. Con questo non sto dicendo di mentire in rete, anzi, ma di gestire la propria privacy ed esser consapevoli di quello che stiamo mettendo on line.

Ci sono molti post che parlano di problematiche relative alla privacy e ai social network, ma io sono dell’idea che tutto รจ riconducibile maggiormente a quello che vogliamo condividere. Vi segnalo un paio di post in particolare: uno di Luca Perugini che parla di Galateo ai tempi di FourSquare, e le slide di Catepol al VesuvioCamp2010 nelle quali accenna alla Regola della nonna e di come dovrebbero comportarsi gli utenti allโ€™interno dei social network. Secondo me sono considerazioni semplici, ma da tenere bene a mente.

La seconda รจ la fiducia verso Internet crescente. Quando poco fa ho detto a qualche persona che รจ stato tutto un gioco, e che sono sempre stato a Roma, la domanda che mi ha piรน colpito รจ stata: โ€œMa lโ€™hai scritto su Facebook, pensavo fosse vero!โ€. Agghiacciante. Una volta questa cosa si diceva della televisione e dei telegiornali, oggi, si dice di Internet (giร ?!). Da un lato mi sembra un bene, vuol dire che lโ€™attenzione si sta spostando verso la rete, dallโ€™altra lo ritengo un problema: se adesso lo dice Internet, Deus Ex machina, a prescindere รจ vero?

C’รจ poi il discorso degli strumenti che abbiamo a disposizione. In questi giorni in rete si รจ parlato molto di FourSquare, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze, delle funzionalitร  e dell’utilitร  dei sistemi di geolocalizzazione. Si รจ discusso in particolar modo della possibilitร  di fare checkIn su delle location senza esser realmente sul posto. Personalmente non condivido lโ€™utilizzo di 4SQ in questo modo, poichรจ, anche se รจ un gioco ed il sistema attualmente lo permette, mi domando che senso abbia dire di esser in un posto e poi esser altrove. A questo punto la domanda giร  girata in rete รจ stata: esiste un modo corretto di utilizzare gli strumenti della rete?

Sono dโ€™accordo con chi dice che, proprio perchรจ si tratta di strumenti, ognuno รจ libero di utilizzarli come meglio crede: io aggiungerei alla frase “con senso di responsabilitร , attenzione e consapevolezza“. Si attenzione e consapevolezza perchรจ “quando parliamo in rete” – citando Gianluca Diegoli al #4sqconf – ” รจ come se il mondo fosse in CC“, ed ogni cosa detta rimane e sarร  visibile anche a distanza di tempo.

Per quanto riguarda Foursquare nello specifico, mi auguro che inibisca quanto prima la possibilitร  di effettuare CheckIn fuori area. Ne guadagnerebbe il social game e anche lโ€™attendibilitร  dei Poi generati dallโ€™utente.

A l’utilizzo degli strumenti della rete infine mi aggancio per porre attenzione sulla responsabilitร  degli utenti nei confronti di internet. La rete รจ in costante crescita da quando รจ nata e sta diventando un enorme contenitore di dati. Tutti i giorni utilizziamo Internet per cercare, informarci e condividere. Tutti possiamo beneficiare di un sistema democratico, gratuito e globale. Alimentare il sistema con informazioni errate o non classificate รจ dal mio punto di vista irresponsabile. Se non ci preoccupiamo oggi di strutturare le informazioni, ci troveremo ben presto nel marasma di dati destrutturati ed inutili. Possiamo impegnarci nella ricerca, nella progettazione di sistemi di analisi di dati basati su reti neurali, ambire ad un web semantico, discutere sugli opendata e quant’altro ma prima o poi ci troveremo a lavorare quantitร  enormi di dati spazzatura.

Vabbรจ, era un momento di elucubrazioni mentali… Voi come la vedete?