Se è vero che la rete non dimentica, le emozioni viaggeranno nel tempo

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Quando sarai grande Chiara, vorrei trovarmi a parlare con te, nel silenzio di una qualsiasi sera e poterti raccontare di noi e riuscire a farti sentire nel cuore quello che provo per te, in questo istante.

Sei piccola, e riesco a tenerti abbracciata vicino al petto, con un solo braccio. Tu dormi adesso. Io sono sveglio, vicino a te. Vorrei metterti nel tuo letto a dormire, ma non riesco a smettere di guardarti. Siamo faccia a faccia. Il tuo respiro lo sento sfiorarmi la pelle. La tua manina stretta sul mio orecchio che sembra non volermi lasciare andare e l’odore della tua pelle, sono come un droga per me, dalla quale non riesco a staccarmi e farne a meno.

Vorrei raccontarti mille cose. Mi piacerebbe dirti, con la stessa energia che sento oggi, della felicità che tu e Mattia mi avete dato e raccontarti tutti i desideri che esprimo in ogni momento per voi e che vorrei si avverassero, giorno dopo giorno. E vorrei insegnarti a sognare sempre più in grande di quello che si possa pensare, per poi un giorno vederti gioire quando vedrai i sogni prendere forma. Proprio come è successo a me, per te e tuo fratello.

Avrei un numero inquantificabile di emozioni da descriverti e raccontarti, e tante nate grazie proprio a voi due. Certe emozioni spesso passano velocemente. Svaniscono ed è difficile recuperarle e trasmetterle. A volte succede per caso: magari un’immagine, un suono o un dettaglio ci permette di riviverle, ma rimangono una cosa personale, vaga e spesso temporanea e fugace.

Probabilmente non basterebbe il tempo e lo spazio per scrivere tutto, ma questa sera sento di scriverti queste cose, perché se è vero che la rete non dimentica, e se è vero che la rete è e sarà una estensione della nostra memoria, allora queste emozioni troveranno il modo di viaggiare nel tempo. E vorrei che rimanessero così, intatte, per sempre, accessibili in ogni momento, in modo da poterle sentire, quando rileggerete queste poche righe, nello stesso modo in cui le provo io ora.

Papà.

Perchè Parigi è più lontano del Sole.

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Gli altri dormono. Io e mio figlio ci troviamo a parlare nel silenzio, con la luce soffusa. Molte sere quando io sono ancora al lavoro, lui chiacchiera con la mamma prima di addormentarsi. Altre volte con me.

Ci mettiamo nel letto e ci raccontiamo alcune cose, sussurrando, per non svegliare gli altri, prima di addormentarci. Cose serie, eh.

Papino ti voglio bene fino alla luna. Mi dice vicino all’orecchio.

E io fino al sole. Rispondo.

Allora io fino a Parigi. Mi dice, dopo averci pensato un attimo.

E perché, è più lontano del sole? Chiedo.

Si Papà, perché la luna ed il sole io li vedo, e Parigi invece non so nemmeno dove sia.

Perchè Parigi è più lontano del Sole. Dal suo punto di vista.

Risposta che farebbe invidia ai filosofi, penso. Ma ha vinto lui, perchè io non riesco a rispondergli, se non a sorridere.

Vuole avere ragione. Ed una via di uscita per averla riesce a trovarla. Sempre. E spesso riesce a mettermi in crisi. Lasciandomi senza parole, a riflettere sul suo mondo e sul modo di vedere la realtà. La sua.

La verità, è che oltre ad avermi insegnato l’importanza del tempo e alle mille volte che mi ha fatto pensare, con le sue risposte ingenue, ma piene di senso, riesce a farmi guardare le cose da una angolazione completamente diversa e spesso più semplice di quanto si possa pensare.

E’ una sera come tante altre sere. Ma ne vorrei all’infinito di momenti così.

Grazie Matti.

2015: coraggio e sfrontatezza.

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2014. Un anno di crescita personale e professionale importante. Sicuramente un anno più silenzioso e maggiormente focalizzato rispetto ai precedenti anni: relazioni, tempo, obiettivi, progetti, connessioni, amicizie, pensieri. Tutto rivisto e tutto ancora in fase di cambiamento. Meno di tante cose, ma meglio di tutto il resto.

Ottimismo, visione positiva e voglia di continuare a condividere quello che imparo ogni giorno, sono le cose che ho mantenuto intatte, anche grazie allo stimolo e ai feedback delle persone di cui quest’anno sono stato circondato e con le quali sto costruendo tanto.

Non sto qui a fare buoni propositi perché tanto la velocità del contesto in cui viviamo ci porta a doverli rivedere costantemente. Negli ultimi anni per me è stato così. Alla fine però mi rendo conto di esser nella direzione che volevo, con le persone che speravo e stiamo facendo quello che ci piace fare veramente.

Mi auguro, e auguro a tutti, di avere l’energia continua e la voglia di definire sempre nuovi obiettivi da raggiungere e di non smettere di averne. Ci sono opportunità per tutti, dietro l’angolo. Ma bisogna decidere di girare quando necessario, con il giusto coraggio e la giusta sfrontatezza, senza fermarsi a pensare troppo.

Felice anno nuovo di cuore a tutti. Sarà un 2015 gajardo :))

‪#‎HappyNewYear‬

Mia madre.

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Mia madre è quella che al suo esame di maturità, io c’ero, avevo poco meno di un anno, ma c’ero, e non perché si è diplomata tardi.

Mia madre è quella che ha cresciuto me, mio fratello e mia sorella riuscendo a mantenere in alcuni momenti degli equilibri che nemmeno un equilibrista saprebbe fare meglio.

Mia Madre è quella del devi sostenerti, e se non lo fai tu non lo fa nessun altro.

Mia madre è quella che mi portava con lei all’asilo nido dove lavorava, perchè secondo lei dai bambini c’è sempre da imparare, soprattutto se vuoi continuare a stupirti ed esser felice per le cose che accadono.

Mia madre è quella che di fronte ad ogni ostacolo ha preso a testate le cose per superarle, imprimendo, non solo nel mio DNA, la testardaggine e lo stacanovismo, accoppiato al senso del divertimento.

Mia madre è quella che era l’anti tecnologia per definizione fino a qualche anno fa, poi dopo aver preso un cane Terranova, non solo ha imparato a fotografare, condividere online, ritoccare foto, ma scrive sui social a nome del cane, amministra un forum di amanti di terranova, gestisce e modera più gruppi facebook dello stesso tema di un social media manager specializzato. Ma soprattutto l’ha fatto senza l’aiuto di nessuno, solo per passione e senza ricorrere a corsi, e adesso vuole anche una sua App.

Mia Madre è quella che studia in tutti i momenti liberi che ha, per prendere mille certificazioni, riconoscimenti, brevetti e abilitazioni solo per il gusto di sapere e conoscere meglio gli animali che ama, e io mi domando se prima o poi imparerà anche a parlarci con ‘sti cani.

Mia madre è quella che adesso sta sempre in giro a scattare foto ed è sempre connessa con il suo Iphone, ma non smette di passare interi giorni in mezzo a boschi completamente e beatamente disconnessa. E riesce ad esser social pure offline.

Mia madre è quella che ormai si fa chiamare Nonna da tutti, anche dagli sconosciuti, da quando lo è diventata veramente, e io ho cominciato a pensare che qualche rotella stonata ce l’abbia veramente.

Mia madre è quella che… e ne avrei altri mille ma è sufficiente così: Mia Madre.

Grazie di tutto e oggi auguri per i tuoi splendidi 55 anni.

Consolidamento e fiducia: obiettivo 2013. #daje

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Come ogni fine anno mi trovo a scrivere due righe di riflessioni, retrospettiva e prospettive per l’anno in arrivo.

Negli ultimi anni mi sono sempre dato degli obiettivi cercando sempre di sovradimensionarli un po’: sono dell’idea che gli obiettivi che uno si assegna, debbano sempre esser sia misurabili che raggiungibili, ma soprattutto debbano esser sempre leggermente più alti di quello che si è in grado di fare. E’ uno stimolo a fare di più, a guardare più lontano e spingere i propri limiti. Bisogna avere fiducia in quello che si fa e che si sa fare. 

Alla fine del 2011 mi ero dato come obiettivo personale quello di uscire dalla zona di comfort. Non avevo fatto mille programmi spaziali come gli anni precedenti: mi ero dato “semplicemente” come obiettivo una scelta di vita, un cambiamento che, volente o nolente, ha impatto su tutto. Famiglia compresa.

Così è stato, obiettivo raggiunto in pieno.

Ho lasciato l’azienda per cui lavoravo. Ho interrotto quel percorso di carriera aziendale che stavo costruendo da 12 anni e che mi ha permesso di crescere professionalmente. Un percorso che mi ha dato un bagaglio di esperienza che non avrei potuto comprare o trovare da nessuna parte e che non posso rinnegare sia stato assolutamente fondamentale per tutto: relazioni, visione di mercati diversi, tecnologie e progetti completamente differenti e sempre stimolanti. Ho lasciato tutti quei benefits e quelle piccole-grandi garanzie che mi ero forse guadagnato e costruito negli anni e ho fatto il reset di tutto. Forse il più grande che abbia fatto ultimamente. L’ho fatto contrariamente a chi diceva che il momento storico economico non era opportuno e a chi mi diceva “sei un padre di famiglia non puoi prendere questo rischio“. Ma io credo fermamente nella scelta che ho fatto e credo che il momento sia stato quello giusto.

Il giorno in cui riconsegni badge, telefono, pc, macchina e tutto il resto, è un po’ come quando lo sceriffo riconsegna stelletta, pistola e distintivo. Esci dall’ufficio e devi ricominciare da zero, ma contestualmente, nel momento in cui valichi quella porta – in uscita – ti sale una adrenalina che spacca, ti sale al cervello la scintilla che accende tutto e dal quel momento sei pronto a spaccare il mondo.

Obiettivo raggiunto dicevo, ma non solo per la scelta in se e per se di lasciare tutto e partire, ma anche e soprattutto per i primi risultati raggiunti in pochi mesi e per quello che stiamo costruendo con persone eccezionali come mio fratello MirkoLorenzo e Cristiano e tutti quelli con cui condividiamo idee ed esperienze.

IQUII è partita, è piccola. Per adesso. Ma è snella, agile e si muove velocemente. E nel mercato in cui ci troviamo questa velocità è necessaria. Per adesso abbiamo piantato le basi e abbiamo semitato. Il 2012 è stato di avvio, di “startup” come va di moda dire adesso: ora nel 2013 ci aspetta la fase forse più dura, quella del consolidamento e della crescita. E dobbiamo crescere e fortificare quanto fatto, perchè vogliamo esser una azienda. Solida.

Ed ecco qui quindi il mio obiettivo di quest’anno: consolidare quanto fatto in questi anni e quanto strutturato negli ultimi mesi. Ma non solo. Il secondo obiettivo, parte del primo se vogliamo, è fiducia. Si, continuare ad avere fiducia e far si che il cambiamento che vogliamo arrivi.

Ci vuole una buona overdose di ottimismo, ma quello non mi manca e se posso, condivido anche questo.

Mi auguro che il 2013 sia di consolidamento e crescita anche per tutti quei progetti che son partiti nel 2012 e che seguo più o meno direttamente come Mangatar, wpXtreme, Flocker, SportSquare, Bisquits, Bookzinger, Reputeka e Intervistato ma anche  Followgram ed Indigeni Digitali. A tutti i loro fondatori e team un augurio special ed un in bocca al lupo enorme.

Auguri a tutti, e spaccate il 2013. #daje

2012 Happy new year. E adesso… si parte!

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E rieccomi qui come ogni anno a scrivere il post di chiusura di questi 365 giorni oramai trascorsi.

Anche quest’anno come l’anno scorso lo faccio in “zona cesarini“: ho appena finito di mangiare una serie indefinita di antipasti e primi piatti messi a tavola e per cercare di smaltire un pò, e fare spazio al resto, ho deciso di scrivere al volo questo post.

Beh, che dire: il 2011 è stato un anno veramente particolare. Non è stato entusiasmante come mi aspettavo, ma nemmeno eccessivamente negativo. Non ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero dato nel 2011, anzi ne ho bucati parecchi, ho avuto qualche delusione e allo stesso tempo ho realizzato alcune cose che non mi aspettavo (l’Associazione Indigeni Digitali, Followgram, IQUII, Bebaloo). Insomma un anno che potrei definire di assestamento, di pianificazione e sviluppo e molto, ma molto formativo.

Formativo perchè una serie di errori fatti ed esperienze vissute mi hanno insegnato ancora una volta che le relazioni migliori, quelle che durano veramente tanto, sono quelle che nascono con le persone con le quali condividi passioni e valori prima di tutto: non c’è interesse, c’è stima e apprezzamento e questo consolida veramente il rapporto.

Ho appreso che ci sono persone che è meglio perdere che trovare, purtroppo. Soprattutto, purtroppo, non ho capito ancora come capirlo… prima di trovarle!

Ho consolidato un idea che ho da tempo: è possibile riuscire a fare quello che vogliamo anche di fronte a obbiettivi insormontabili, e non serve la fortuna. Bisogna solo volere le cose, avere fede ed impegnarsi con ardore, forza, passione e coinvolgimento. Poi tutto viene da se. La fortuna non esiste, è un falso mito, semmai esistono doni e grazie di qualcuno più grande di noi.

Ho capito che se non sei da solo, le cose riesci a farle molto meglio e più grandi. Ho avuto la fortuna, anche grazie allo sviluppo di Indigeni Digitali, di circondarmi di persone di talento, brillanti, professionali e determinate con le quali è possibile costruire qualcosa di veramente importante. Cristiano, Giuliano, Annalisa, David, Diego, Lorenzo, Gabriele, Alessandro, Emanuele, Tommaso, Francesca, Massimiliano, Jacopo, Luca, Massimo, Giovanni e molti altri ancora: grazie a tutti voi.

Ho capito che sperimentare, provare e fallire è importante: solo così si può crescere e riuscire a fare il salto.

Ora, cosa mi aspetto dal 2012? Uscire dalla mia zona di comfort, e riuscire a farlo al massimo, anche perchè – sarà che mi piacciono gli anni pari – sono convinto che il 2012 sarà un anno particolarmente intenso e pieno di cambiamenti. Il 2010 lo avevo iniziato con un lancio da 4000m… questa volta lo inizio con un altro lancio. Un pò diverso. I dettagli li saprete tra qualche giorno 😉

Vabbè, ora mi preparo per il secondo e per il brindisi…. vi faccio i miei più sinceri auguri.

Buon anno nuovo pieno di soddisfazioni e risultati! Daje!

Un anno di felicità, vera.

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Un anno fa mi è cambiata veramente la vita: è nato Mattia.

Scrissi un post nel quale esprimevo l’emozione dell’attesa, poi la sequenza di immagini del parto che ti rimbombano nella testa, l’incontro del primo giorno di vita e poi la promessa che sarebbe diventato la persona più importante della mia vita. La suo arrivo mi ha reso fin da subito consapevole di una cosa: tutto non sarebbe stato più come prima.

E’ così, non esagero. Tutto non è più come prima. E’ molto più bello. Anzi, è meglio ed è ancora più indescrivibile di quello che si possa immaginare. Lo puoi capire solo vivendo questa esperienza.

Durante i primi giorni di vita ti addormenti ascoltando il suo respiro ed il tuo sonno rimane leggero perché hai la preoccupazione di non sentirlo, di esser poco attento e pensi possa succedere qualcosa. Cerchi tenerlo vicino pensando che sia più al sicuro. Il livello di attenzione è a livelli altissimi e non vorresti perderlo di vista un secondo. Il livello di dialogo ed interazione dei primi mesi è difficile, e non è semplice capire cosa voglia e ogni volta cerchi di intuire e intercettare, soprattutto quando non sta bene o si lamenta, cosa tu possa fare per fargli capire che ci sei. E’ difficile, stancante e stressante.

Con il passare del tempo lo vedi crescere e progredire. E’ piccolo, ma fa cosa incredibili. E’ piccolo, ma ti sembra stia crescendo velocemente. Alcuni momenti ti sembra che cresca anche troppo velocemente: vorresti ancora coccolarlo così piccolo, dolce e con quell’odore della pelle che ti manda in estasi e che ti rende impossibile stargli lontano.

Qualcuno pensa che un bambino ti cambi la vita perchè con il suo arrivo non puoi più uscire, non puoi stare con gli amici o non puoi goderti il tempo libero, e lo spazio personale si riduce: si è vero, è indiscutibile che lui richieda attenzione e non si può negare che modifichi le dinamiche e le abitudini di ogni componente della famiglia.

Ma il vero cambiamento non è questo.

Ti accorgi che ti ha cambiato la vita quando stai lontano da casa e non vedi l’ora di vederlo. Quando addormentandoti vuoi sentire il suo respiro perché è il suono più piacevole e rilassante che un uomo possa sentire. Quando torni a casa e ti sorride dicendo, a modo suo, Papà e non vorresti più partire. Quando facendo i primi passi verso di te, ti stringe con quelle manine piene di forza prima di cadere, facendoti sentire importante. Quando ti ride a singhiozzo perchè si sta divertendo e ti cancella dalla mente qualsiasi altra cosa. Quando piangendo, malgrado ancora non parli, ti fa capire che vuole qualcosa e ti rendi conto di esserci entrato veramente in sintonia. Quando giocando ti fa capire che per lui non è importante ieri o domani, ma adesso. Quando conoscendo una cosa nuova si stupisce incredibilmente, facendoti pensare all’importanza della scoperta delle cose semplici e del bisogno di continuare a stupirsi delle piccole cose anche da grande. Quando vorresti immortalare ogni piccola novità perché ti sembra il momento più bello del mondo o ancora quando ogni cosa che fai pensi di farla per lui.

Auguri piccolino di Papà per questo tuo primo anno di vita e grazie per avermi reso così felice.

Papà.

3… 2… 1… Happy new year!

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E’ finito il primo decennio e per me questo finale è stato veramente con il botto! Al lavoro fino all’ultimo momento per concludere delle attività ancora pending, qualche disastro (tecnologico) da recuperare, progetti in partenza e qualche brutta notizia da comunicare e gestire. In generale, comunque il 2010 è stato grandioso e non sarà un anno che potrò facilmente dimenticare. Dalla nascita di Mattia, al cambio di azienda che è stato un vero e proprio rilancio professionale, il numero di persone che ho conosciuto grazie ai Social Network e ai vari network offline (se solo iniziassi una lista penso che potrei mandare in tilt il database di wordpress…), il numero di novità, la mole di informazioni, gli eventi e le cose che ho fatto sono veramente tante.

Come avevo anticipato nel precedente post ero alla ricerca dei miei nuovi propositi per il 2011, e mi sono preso qualche giorno di riflessione. Bene eccomi qui ad elencarli, anche se a differenza dell’anno precedente saranno un pò di più. Ecco cosa mi aspetto dal 2011:

  • una migliore organizzazione del tempo e dei viaggi in compagnia di mia moglie e del mio piccoletto
  • il consolidamento di un progetto partito nel 2010
  • l’avvio di un nuovo progetto che ho in mente da una vita con mio fratello
  • il conseguimento della cintura nera di taekwondo (non raggiunta l’anno precedente – Umpf!)
  • il superamento di almeno 3 esami dei 5 mancanti (non raggiunta l’anno precedente, e due – Umpf!)
  • una continua crescita professionale basata su etica e trasparenza
  • lo sviluppo e la diffusione della cultura e dei valori degli Indigeni Digitali

Mi piacerebbe anche che il 2011 fosse un anno di cambiamento per tutti: una maggiore diffusione dei valori della cultura digitale, una politica più giusta e corretta, una crescita esponenziale di persone che hanno voglia di rivoluzionare tutto quello che non va nella nostra società, nuove riforme per le Università e per le nuove imprese, finanziamenti per la ricerca, maggiori investimenti per le startup che nascono da giovani brillanti, il superamento del momento di crisi che viviamo da qualche anno e la diffusione di maggiore ottimismo e positività nelle persone.

Leggendo in rete un pò di buoni propositi mi è piaciuto molto quello che ha scritto Gianluigi sul suo blog WebConoscenza: meno opportunismo e più solidarietà, ricerca e condivisione delle cose che ci uniscono, meno televisione e più teatro e infine meno lavoro e più tempo libero (molto hacker).

Per concludere mando un augurio speciale ad alcune persone con le quali quest’anno ho condiviso veramente molti momenti personali e professionali speciali: David Funaro, Giuliano Iacobelli, Luca La Mesa, Roberto Macina, Nicola Celiento, Cristiano Severini, Francesca StanzaniNicola Mattina, Claudio Vaccaro e Andrea Serravezza 🙂 Grazie a tutti

Auguri a tutti, e…. Happy New Year!

PS: Se parte prima di mezzanotte vuol dire che ho l’orario del server errato! Damn!

Auguri e buon feste

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Si in effetti arrivo un pò in ritardo con gli auguri di Natale, ma meglio tardi che mai.

L’anno scorso avevo chiuso l’anno augurandovi un grande 2010 e anticipando che il mio nuovo anno sarebbe stato pieno di cambiamenti. In effetti è stato così: c’è stato un radicale cambiamento professionale, l’avvio di alcuni progetti che avevo in testa e che ora si stanno materializzando, ma soprattutto l’arrivo del mio piccolo Mattia.

Tirando le somme, rispetto ai 5 obiettivi che mi ero dato, devo dire che posso ritenermi soddisfatto: ne ho centrati 3 di 5. I due non raggiunti cercherò di perseguirli l’anno prossimo, però con calma. Per i prossimi obiettivi mi prendo ancora qualche giorno di riflessione. Li metterò nel post del 31 dicembre 🙂

Vi lascio con un abbraccio enorme, un mega augurio digitale e un buon Natale con un pezzo che non stanca mai:
Last Christmas di George Michael / WHAM!

Durante queste feste sarò social ma meno del solito: mi godo il primo Natale del mio piccoletto Mattia. Augurii!

Tutto non sarà più come prima

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Quel giorno arriva. Dopo mesi di attesa, di preghiere, di pensieri, di letture, chiacchiere e confronti con amici e parenti, quel giorno arriva e ti trovi lì, finalmente, ad incontrare quel piccolo estraneo che ti cambierà la vita. Ma in fondo non sai ancora come.

Il momento del travaglio e del parto sembrano non passare mai, è una parentesi della vita che sembra durare un’eternità, eppure sono poche ore rispetto ai nove mesi trascorsi.

Malgrado il rumore generato da chi sta assistendo al parto, l’evolversi delle azioni e dallo strillo di tua moglie nello sforzo della spinta finale, in quel momento preciso, riesci ad isolarti in un silenzio di emozioni interne. Non senti più nulla e tutto sembra iniziare a rallentarsi sempre di più. Emozioni fortissime che si alternano tra momenti di adrenalina durante i quali ti rendi conto che stai diventando padre, e momenti di paura perché sai che non puoi far nulla per alleviare quel dolore di tua moglie.

Comincia a vedersi la testa, il corpo ed il cordone ombelicale che lo lega alla madre. Lo vedi li indifeso, sporco ed in apnea e quei secondi che trascorrono tra il suo primo rigurgito ed il primo vagito sembrano lunghissimi. Poi arriva quel pianto che lo porta definitivamente in contatto con il mondo e quel suono ti arriva dentro fino al cuore, forte e dirompente come un tuono. Ti dice che lui adesso c’è.

La voglia di vederlo da vicino è irrefrenabile, tanto da continuare a pensare ai momenti che hai vissuto e rivedere le immagini sognando ad occhi aperti. Fino a quando arriva il momento di poterlo avere tra le braccia, poterlo accarezzare e sentirne l’odore. Ancora non può vederti, ma quando ti stringe il dito nella sua mano piccolissima, hai come la sensazione che ti dica di non lasciarlo più ed il senso di responsabilità nei suoi confronti sale alle stelle, ti senti un energia che potresti spaccare il mondo e cominci a sentirti grande, forse come non ti sei mai sentito.

Ti accorgi che, adesso, tutto non sarà più come prima. Gli sforzi, le ambizioni ed i progetti saranno tutti legati a lui, tutte le cose cambieranno priorità e le scelte avranno lui al centro. Di tutto.

Lo conosci da poco quel piccoletto, ma non puoi più stare senza di lui.

Io non so se sarò un padre perfetto e non credo esista una metodologia o uno schema che delinei la giusta strada, la giusta educazione o i valori di vita corretti: dovremo imparare a fare i genitori, osservando dai nostri genitori e cercando di trasmettergli il valore più grande che è il nostro amore. Ho una sola certezza: il mio impegno sarà al massimo e in ogni momento potrà contare su di me.

Benvenuto nella mia vita Mattia [14.10.2010 – ore 19.11]

Papà

My Birthday 2.0: Grazie a tutti

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Oggi è il mio compleanno, compio 33 anni.

Ho ricevuto una marea di auguri. Dalle persone che son venute a trovarmi a casa, agli SMS, alle email, le telefonate, i messaggi sui social e una lettera. Si una lettera, spedita qualche giorno fa da un amico, scritta a mano: un emozione incredibile. Fantastico, della serie quando si dice l’ Happy Birthday cross mediale!

Per ringraziarvi tutti, a parte le risposte che vi ho inviato su Twitter, Friendfeed e Facebook, ho riassunto tutto in una infografica, ovviamente aggiornata alle 18 circa quando ho iniziato a riepilogare i dati. Nel frattempo infatti vedo che arrivano ancora tanti messaggi, soprattutto sulla bacheca di Facebook, ma questo non cambia di molto i dati.

Grazie ancora a tutti, veramente. Per me questo anno è iniziato con un grande salto e tante aspettative. Molte ci sono già state, ma il cambiamento più bello, quello che veramente trasformerà la mia vita sta per arrivare: un piccolo indigeno digitale!

Nota: per l’infografica non è stato utilizzato nessun tools. E’ fatta con Fireworks, una selezione di icone, dati ed un pò di pazienza

UltimoMemo in tutti i linguaggi del mondo

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E così arrivò l’ennesimo momento di saluti, abbracci e invio dell’ultimo memo. Forse qualcuno non lo sa, ma in Accenture ed in molte altre aziende, esiste l’usanza dell’UltimoMemo. Praticamente l’ultimo memo non è altro che una email, generalmente inviata l’ultimo giorno di lavoro a tutto il personale dell’azienda (all personal) o ad un gruppo di colleghi, contenente un messaggio di saluto, di ringraziamento, contenente inoltre i nuovi contatti e spesso una valanga di lamentale e randellate varie sparate a tutti. L’ultimo memo, secondo me è molto importante sia da un punto di vista di educazione (banalmente si saluta tutti) e sia perchè si ha pubblicamente la possibilità di dire quello che si pensa (più o meno…) e che non si è mai riusciti a dire.

Ieri per me è stato l’ultimo giorno di lavoro in archebit e, anche se qui non c’è mai stata questa usanza, io ho scritto una mail di ultimomemo, non troppo polemica e diversa dal solito messaggio che vi riporto qui di seguito. L’oggetto era “Ultimo memo 2.0“:

<%
*******************************************************************************
‘ * Author:           Fabio Lalli
‘ * Versione:        2.0
‘ * Data:              31/03/2010
‘ * Titolo:             Ultimo Memo
‘ * Linguaggio:    vbscript / asp 3.0 – amarcord
‘ * Descrizione:   Contiene lo script per la generazione dell’ultimo memo e
la disintallazione delle librerie installate

‘ * ATTENZIONE: bisogna avere la libreria Archebit installata 😉

********************************************************************************

‘ * Creo l’oggetto per l’ultimo memo
set UltimoMemo = CreateObject(“Archebit.UltimoMemo”)

‘ * Apro la comunicazione
UltimoMemo.Open()

‘ * Definisco il messaggio
UltimoMemo.Message(“

Ciao a tutti.

Come più o meno tutti già sapete oggi è il mio ultimo giorno di lavoro in azienda e per la seconda volta, a distanza di 5 anni, mi trovo a scrivere di nuovo qualche riga di saluti in Archebit.

Questi due anni di lavoro sono stati molto importanti per la mia crescita professionale: il confronto, la discussione e le incompresioni, gli scazzi e le delusioni, la condivisione di idee, le riflessioni e i momenti “brainsharing” durante i pranzi romani sono stati belli, affascintati, coinvolgenti e formativi.

Approfitto di questo ultimomemo per chiudere questa mia seconda parentesi con un grazie enorme rivolto a tutti, sia alle persone con le quali ho lavorato a stretto contatto sia agli altri, con i quali ho condiviso anche solo qualche momento al telefono o al caffè. Grazie a tutti perchè da tutti penso di aver imparato qualcosa, negativa o positiva che sia. Veramente.

Dal momento che come sapete vivo di web, i miei riferimenti non li troverete in questa email. Li troverete tutti (cellulare, mail, skype, msn…) in rete, su Facebook sopratutto, e su tutti gli altri social network. Se non siete assidui frequentatori di questi ambienti potete sempre cercare su Gooooogle (Fabio Lalli). Se vi interessa sapere quello che farò nella vita professionale potete cercarmi su Linkedin.

A presto, tanto … questo mondo è piccolino. In bocca al lupo a tutti.

Fabio Lalli

PS: ho messo il commento al codice di programmazione per i non addicted. Per i tecnici invece, vi avviso che il codice è stato debuggato ed è funzionante e questa email ne è la dimostrazione. Non lo eseguite nel debugger 🙂

“)

‘ * Invio il messaggio
UltimoMemo.Send()

‘ * Rimuovo tutte le librerie installate ma non le reference di sistema
UltimoMemo.Remove()

‘ * Chiudo la comunicazione
UltimoMemo.Close()

‘ * Distruggo l’oggetto affinchè non possa esser riutilizzato
set UltimoMemo = nothing
%>

A seguito dell’invio, ho ricevuto alcune email e messaggi di risposta, da quelli di auguri ed in bocca al lupo fino a quelli che mi hanno emozionato per la grande dimostrazione di stima ed amicizia. Grazie a tutti, ma soprattutto Giuliano, Stefano, David e Sonia. Tra i messaggi che ho ricevuto però ce ne è stato uno che mi ha fatto veramente ridere e che non posso non pubblicare e ringraziare pubblicamente. E’ il messaggio di Matteo aka Code , che si è superato con una mail di risposta “a tono” dall’oggetto “Goodbye FLalli Collection” e che vi riporto qui di seguito:

… e io ti saluto con la “Goodbye FLalli Collection” Some “Goodbye FLalli” programs in many more-or-less well known programming languages


ActionScript 3.0

var t:TextField=new TextField();

t.text=”Goodbye FLalli!”;

addChild(t);


Ada

— Goodbye FLalli in Ada

with Text_IO;

procedure Goodbye_FLalli is

begin

Text_IO.Put_Line(“Goodbye FLalli!”);

end Goodbye_FLalli;


Algol-68

( # Goodbye FLalli in Algol 68

# print((“Goodbye FLalli!”,newline))

)


Amiga-E

-> Goodbye FLalli in Amiga-E

PROC main() IS WriteF(‘Goodbye FLalli\n’)






AppleScript

— “Goodbye FLalli” in AppleScript:

display dialog “Goodbye FLalli”


ASP-C#

<!– Goodbye FLalli for ASP.NET using C# –>

<% @ Page %>

<%= “Goodbye FLalli!” %>


ASP-VBS

Goodbye FLalli for Microsoft ASP (in VBScript)

<%@ language=”vbscript” %>

<html><body>

<%

Response.write “Goodbye FLalli!”

%>

</body></html>


ASP.NET

<!– Goodbye FLalli in ASP.NET –>

<%= “Goodbye FLalli!” %>


Assembler-Intel

; Goodbye FLalli for Intel Assembler (MSDOS)

mov ax,cs

mov ds,ax

mov ah,9

mov dx, offset GOODBYE

int 21h

xor ax,ax

int 21h

GOODBYE:

db “Goodbye FLalli!”,13,10,”$”


Assembler-Linux

;; Goodbye FLalli for the nasm Assembler (Linux)

SECTION .data

msg     db      “Goodbye FLalli”,0xa ;

len     equ     $ – msg

SECTION .text

global main

main:

mov     eax,4          ; write system call

mov     ebx,1           ; file (stdou)

mov     ecx,msg         ; string

mov     edx,len         ; strlen

int     0x80           ; call kernel

mov     eax,1          ; exit system call

mov     ebx,0

int     0x80           ; call kernel


Assembler-PDP11

;       Goodbye FLalli in Assembler for the DEC PDP-11 with the

;       RSX-11M-PLUS operating system

;

.title Goodbye

.ident /V0001A/

.mcall qiow$s, exit$s

.psect $code,ro,i

start:  qiow$s #5,#5,,,,<#str, #len, #40>

exit$s

.psect $data,ro,d

str:    .ascii / Goodbye FLalli!/

len=.-str

.end start


Assembler-Win32

; Goodbye FLalli in Assembler for the Win32 architecture

TITLE Goodbye FLalli in win32. Tasm

VERSION T310

Model use32 Flat,StdCall

start_code segment byte public ‘code’ use32

begin:

Call MessageBox, 0, offset sHallo, offset caption, 0

Call ExitProcess, 0

start_code Ends

start_data segment byte public ‘data’ use32

sHallo  db ‘Goodbye FLalli’,0

caption db “Hi”,0

start_data Ends

End begin


BASIC

10 REM Goodbye FLalli in BASIC

20 PRINT “Goodbye FLalli!”


C#

// Goodbye FLalli in Microsoft C# (“C-Sharp”).

using System;

class GoodbyeFLalli

{

public static int Main(String[] args)

{

Console.WriteLine(“Goodbye FLalli”);

return 0;

}

}


C++

// Goodbye FLalli in C++ (pre-ISO)

#include <iostream.h>

main()

{

cout << “Goodbye FLalli!” << endl;

return 0;

}


C-ANSI

/* Goodbye FLalli in C, Ansi-style */

#include <stdio.h>

#include <stdlib.h>

int main(void)

{

puts(“Goodbye FLalli!”);

return EXIT_SUCCESS;

}


Clipper

// Goodbye FLalli in Clipper

? “Goodbye FLalli”


CLP

/* Goodbye FLalli in CLP for the IBM AS/400 */

PGM

SNDPGMMSG  MSG(‘Goodbye FLalli !’) MSGTYPE(*COMP)

ENDPGM


ColdFusion

<!—Goodbye FLalli in ColdFusion—>

<cfset message = “Goodbye FLalli”>

<cfoutput> #message#</cfoutput>


CommandScript

#Goodbye FLalli in Command Script 3.1

#Meta.Name: “Goodbye FLalli”

#Block(Main).Start

echo “Goodbye FLalli!”

#Block(Main).End


CSS

/* Goodbye FLalli in CSS */

body:before {

content: “Goodbye FLalli”;

}


dBase

* Goodbye FLalli in dBase IV

? “Goodbye FLalli!”


Delphi

// Goodbye FLalli in Delphi

Program Goodbye_FLalli;

{$APPTYPE CONSOLE}

Begin

WriteLn(‘Goodbye FLalli’);

End.


Fortran

C     Goodbye FLalli in Fortran

PROGRAM GOODBYE

WRITE (*,100)

STOP

100 FORMAT (‘ Goodbye FLalli! ‘ /)

END


GoogleGadgets

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″ ?>

<!– Goodbye FLalli as a Google gadget –>

<Module>

<ModulePrefs title=”Goodbye FLalli example” />

<Content type=”html”>

<![CDATA[

Goodbye FLalli

]]>

</Content>

</Module>


HP-48

<<

@ Goodbye FLalli for the HP-48

@ << and >> are one char each

“GOODBYE FLALLI”

>>


HTML

<HTML>

<!– Goodbye FLalli in HTML –>

<HEAD>

<TITLE>Goodbye FLalli!</TITLE>

</HEAD>

<BODY>

Goodbye FLalli!

</BODY>

</HTML>


HyperTalk

— Goodbye FLalli in HyperTalk

answer “Goodbye FLalli”


Informix-4GL

# Goodbye FLalli in Informix 4GL

MAIN

DISPLAY “Goodbye FLalli”

END MAIN


Java

// Goodbye FLalli in Java

class GoodbyeFLalli {

static public void main( String args[] ) {

System.out.println( “Goodbye FLalli!” );

}

}


Java-Server-Pages

<!– Goodbye FLalli for Java Server Pages –>

<%@ page language=’java’ %>

<%=”Goodbye FLalli!” %>


Java-Servlet

import javax.servlet.*;

import javax.servlet.http.*;

import java.io.*;

//

// Goodbye FLalli Java Servlet

//

public class GoodbyeFLalli extends HttpServlet {

public void service(HttpServletRequest request,

HttpServletResponse response)

throws IOException {

response.setContentType(“text/html”);

PrintWriter out = response.getWriter();

out.println(“<html><body>”);

out.println(“Goodbye FLalli!”);

out.println(“</body></html>”);

}

}


JavaScript

<html>

<body>

<script language=”JavaScript”>

// Goodbye FLalli in JavaScript

document.write(‘Goodbye FLalli’);

</script>

</body>

</html>


Kix

; Goodbye FLalli in Kix

Run( “Notepad.exe” )

Sleep 1

SetFocus( “Untitled – Notepad” )

$ReturnCode = SendKeys(“Goodbye FLalli”)

Sleep( 2 )

$ReturnCode = SendKeys(“~{F4}Y”)


LaTeX

% Goodbye FLalli! in LaTeX

\documentclass{article}

\begin{document}

Goodbye FLalli!

\end{document}


Lingo

Goodbye FLalli in Lingo (Macromedia Director)

on startmovie

alert “Goodbye FLalli”

end


Lisp

;;; Goodbye FLalli in Common Lisp

(defun GoodbyeFLalli ()

(print “Goodbye FLalli!”)

)


Logo

; Goodbye FLalli in Logo

DRUCKEZEILE [Goodbye FLalli!]


MATLAB

% Goodbye FLalli in MATLAB.

disp(‘Goodbye FLalli’);


Modula-2

(* Goodbye FLalli in Modula-2 *)

MODULE GoodbyeFLalli;

FROM InOut IMPORT WriteString,WriteLn;

BEGIN

WriteString(“Goodbye FLalli!”);

WriteLn;

END GoodbyeFLalli.


MSDOS

@ECHO OFF

REM Goodbye FLalli for DOS batch

ECHO Goodbye FLalli!


Pascal

{Goodbye FLalli in Pascal}

program GoodbyeFLalli(output);

begin

WriteLn(‘Goodbye FLalli!’);

end.


Perl

# Goodbye FLalli in perl

print “Goodbye FLalli!\n”;


PHP

<?php

// Goodbye FLalli in PHP

echo ‘Goodbye FLalli!’;

?>


PL-SQL

— Goodbye FLalli in Oracle PL/SQL (sqlplus)

set serveroutput on

begin

dbms_output.enable(10000);

dbms_output.put_line(‘Goodbye FLalli’);

end;

/


Postscript

% Goodbye FLalli in Postscript

%!PS

/Palatino-Roman findfont

100 scalefont

setfont

100 100 moveto

(Goodbye FLalli!) show

showpage


Prolog

% Goodbye FLalli in Prolog

goodbye :- display(‘Goodbye FLalli!’) , nl .


Python

# Goodbye FLalli in Python

print “Goodbye FLalli”


QuickBASIC

REM Goodbye FLalli in QuickBASIC

PRINT “Goodbye FLalli!”

END


Rational Rose

‘ Goodbye FLalli in Rational Rose scripting language

Sub Main

RoseApp.WriteErrorLog “Goodbye FLalli”

End Sub


Rexx.simple

/* Goodbye FLalli in Rexx, simple version (writes to standard output) */

say ‘Goodbye FLalli!’

exit


Smalltalk.simple

“Goodbye FLalli in Smalltalk (simple version)”

Transcript show: ‘Goodbye FLalli!’.


SQL

# Goodbye FLalli in SQL

SELECT ‘Goodbye FLalli’;


T-SQL

— Goodbye FLalli in T-SQL

PRINT ‘Goodbye FLalli’


TeX

% Goodbye FLalli in plain \TeX

\immediate\write16{Goodbye FLalli!}

\end


Turing

% Goodbye FLalli in Turing

put “Goodbye FLalli!”


Unix-Shell

# Goodbye FLalli for the Unix shells (sh, ksh, csh, bash, …)

echo ‘Goodbye FLalli!’


VBScript

‘ Goodbye FLalli in VBScript (Windows Scripting Host)

msgbox “Goodbye FLalli”


Visual-FoxPro

*Goodbye FLalli in Microsoft Visual FoxPro 5-9

? “Goodbye FLalli!”


VisualBasic.NET

‘Goodbye FLalli in Visual Basic .NET (VB.NET)

Imports System.Console

Class GoodbyeFLalli

Public Shared Sub Main()

WriteLine(“Goodbye FLalli”)

End Sub

End Class


VisualBasic6

‘ Goodbye FLalli in Visual Basic 6

Private Sub Form_Load()

Print “Goodbye FLalli”

End Sub


VVVV

Goodbye FLalli in VVVV


wml

# Goodbye FLalli in Wesnoth Markup Language (wml)

#define GOODBYEFLALLI

[message]

speaker=”narrator”

message=_”Goodbye FLalli”

[/message]

#enddef


XHTML

<?xml version=”1.0″?>

<!DOCTYPE html PUBLIC “-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN”

“http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd”>

<!– Goodbye FLalli in XHTML –>

<html

xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml”>

<head>

<title>

Goodbye FLalli!

</title>

</head>

<body>

<p>

Goodbye FLalli!

</p>

</body>

</html>


XQuery

(: Goodbye FLalli with XQuery 🙂

let $i := “Goodbye FLalli”

return $i


XSLT

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″?>

<!– Goodbye FLalli in XSLT –>

<xsl:stylesheet version=”1.0″ xmlns:xsl=”http://www.w3.org/1999/XSL/Transform”>

<xsl:template match=”/”>

<xsl:text>Goodbye FLalli!</xsl:text>

</xsl:template>

</xsl:stylesheet>

Grandissimo Code. Un forte abbraccio a tutti e in bocca al lupo per tutto.

Il mio 2010 inizia così.

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Avevo voglia di iniziare l’anno con una scossa particolare. Qualcosa di estremo che poteva darmi la carica per il 2010… Ecco la scelta, come preannunciato!


E’ una sensazione indescrivibile e non si riesce a spiegare cosa si prova quando si apre il portellone e ci si affaccia. Tutto sembra normale quando si scende in caduta libera. L’unica cosa che posso dire è “bisogna prendere coraggio e provarlo”. E’ veramente una emozione unica. Una carica di adrenalina a livelli impensabili.