Le formule magiche non esistono – BIT2013
Volevo scrivere un post relativo alย BIT2013,ย evento che si รจ svolto a Milano la settimana scorsa, al quale ho partecipato per il secondo anno consecutivo (la prima volta presentaiย “Social Che?“)ย in qualitร di relatore con un panel, anche questa volta, fuori dalle righe dal titolo “Harry Potter non aveva lo smartphone“.
Mentre organizzavo un po’ di appunti, questa mattina mi sono trovato a leggere una discussione in Facebookย nata da una riflessione di Roberta Milanoย condivisa via twitter qualche giorno fa: “La sensazione forte รจ che laย #Bit2013ย non riesca ad adattarsi ai tempi ormai cambiati.“
In effetti in parte condivido questo pensiero: le fiere, generalizzo appositamente, non riescono ad adattarsi ai tempi che stanno cambiando. Perรฒ la mia domanda รจ: ma sono solo le fiere?
Io ho partecipato appunto come relatore e l’ho vista con un occhio diverso da addetto ai lavori (non lavoro esplicitamente in ambito turismo), ne tanto meno ero un espositore o un visitatore curioso. Come qualcuno ha giร scritto in rete, come ho detto alla stessa organizzazione e come ho accennato anche durante il mio panel, in effetti un eccesso di carta e una carenza totale di nuove tecnologie in sperimentazione si รจ notata. Arrivare e non trovare “qualcosa di tecnologico ad aspettarmi”, dover ricorrere al biglietto per tracciare i varchi e gli accessi o ancora vedere tonnellate di volantini per dare informazioni su date, riferimenti e contatti, รจ assolutamente deprimente soprattutto per chi come meย della tecnologia e delle integrazioni ne fa il proprio mestiere ed il proprio verbo.
Certo una cosa va detta perรฒ: il QR code รจ ormai sdoganato… ne ho visti appiccicati ovunque, si ma soprattutto per utilizzi inutili!
Secondo me una fiera oltre ad esser aggregatore di esperienze ed organizzatore di una manifestazione, dovrebbe avere anche il compito di mostrare qualcosa di nuovo, d’avanguardia e dovrebbe esser la prima a farlo in qualitร di punto di riferimento di una manifestazione di settore.
Ma il problema se proprio vogliamo scendere in verticale sul problema, non รจ solo qui.
Chi espone dovrebbe esser portatore di novitร ed innovazione anch’esso: dopo tutto una fiera รจ fatta principalmente da espositori e da aziende che si mettono in mostra. E se queste si mettono in mostra con flyer, bigliettini, pupazzetti e sistemi vecchi come i dinosauri, l’effetto per il visitatore non puรฒ esser che di vecchiume o comunque di qualcosa che avanza molto lentamente e che non evolve.
Ma anche qui c’รจ un altro problema e non รจ limitato solo ad espositori e organizzazione:ย il visitatore.
Io ho tenuto un panel dal nome “Harry Potter non aveva lo smartphone” durante il quale, a differenza di quello che mi era stato chiesto, non ho parlato di mobile, numeri, mercato, della rava e della fava, ma ho parlato di nuove tecnologie e ho cercato di stimolare idee e attenzione su qualcosa di innovativo e non sui temi ormai noti a tutti. Non ho parlato di Facebook, Twitter o del perchรจ esser in rete o su Mobile. Il mio obiettivo era portare una serie di nozioni, indicazioni e segnalazioni basate sul concetto che non esistono le pozioni magiche alla Harry Potter, ma esistono le tecnologie – apparentemente futuristiche – alla Startrek. Che non ci si puรฒ fermare al “faccio la pagina su Facebook e avrรฒ mille-mila fan” e nemmeno al “ho aggiunto il QR code alla mia insegna, adesso arriveranno sul sito milioni di utenti“.
La formula magiche non funzionano e chi le propina รจ una sorta di Harry Potter, simpatico si, ma inefficace. Esiste la ricerca, l’innovazione, esistono tecnologie da adottare, contestualizzare ed integrare all’interno di progetti di comunicazione e strategie di marketing.ย
Le persone non conoscono ancora queste cose. Veramente, aimรจ lo dico.
Sapete quale รจ stato l’effetto in una sala piena di gente, durante il mio panel, quando ho chiesto chi utilizzasse l’NFC, l’RFID o altre tecnologie affini? Si รจ alzata una sola mano su circa 250/300 persone.
Preso dallo sconforto ho rifatto la domanda: “Chi conosce le tecnologie RFID o NFC?” Si sono alzate 10 mani.
Ecco, questo รจ il punto. Non tutti sanno cosa siano questi acronomi e molti non sanno nemmeno che esistano. Un tizio mi ha domandato a fine panel se veramente รจ sicuro e si puรฒ pagare con il cellulare. Volevo morรฌ.
Quelli che di queste cose “geek/nerd/tech” ne masticano tutti i giorni, siamo noi, quelli che si informano e che le vivono in prima persona. Ma non tutti hanno questo livello di conoscenza, proprio come succedeva con i social qualche anno fa. Noi siamo quelli che si lamentano che la fiera sia poco tech/innovativa, ma dobbiamo renderci conto che la maggior parte di quelli che partecipano, per quanto la mia sala non per forza possa esser un campione significativo, รจ un indicatore culturale su determinati temi.
Questi eventi devono portare case history, storie e devono “digitalizzarsi” (per quanto io odi questo termine) affinchรจ siano promotori e trasmettano nuove idee e nuovi spunti.ย Anche io pensavo, fino a poco tempo fa, che il problema fossero le fiere (intese come logica e tipo di evento) e li ritenevo degli appuntamenti morti. Ma non รจ cosรฌ. Le fiere ancora servono, ma devono evolvere a 360 gradi: l’organizzazione deve farsi promotrice anche di nuove soluzioni e tecnologie, gli espositori devono portare innovazione (che oggi non fanno – quindi come fanno a portarla in fiera? O_o) e che bisogna portare ai visitatori delle storie, dei casi applicati per far capire anche il valore di quanto fatto e non solo la marketta.
Tutti dovrebbero comunque capire che le formule magiche non esistono, esistono solo le eccezioni (cit).