Vision Pro. Non รจ una questione di prezzo, ma di viaggio, esperienza ed ecosistema.
Ho preso il Vision Pro.
L’ho pagato tanto? Dipende dal punto di vista.
Se la risposta devo darla come early adopter, no assolutamente, come ogni tecnologia nuova in ogni ambito. Se la guardo come un device alla prima uscita che vuole un posizionamento alto, forse. Se lo confronto con altri device, potrei dire di si, ma dipende con quali device lo volete mettere a confronto.
Saranno mesi, da quando รจ stato annunciato, che leggo un lamento continuo di blogger, youtuber e commentatori vari riguardo al prezzo dell’Apple Vision Pro. Di cosa stiamo parlando?
L’approccio di Apple nel lanciare i suoi prodotti piรน iconici รจ sempre stato evidente. Il Macintosh, l’iPod, l’iPhone e l’Apple Watch hanno seguito tutti una formula introduttiva simile.
ร davvero cosรฌ inaspettato il prezzo di lancio dell’Apple Vision Pro? Il Meta Quest 3 costa $499, mentre l’Apple Vision Pro costa $3499 (piรน accessori, tipico apple). Ma questo che importanza ha?
Provo a condividervi una provocazione, non troppo lontana dalla realtร , per far capire perchรฉ in fondo il confronto รจ sbagliato, soprattutto sul prezzo e sulla visione. Una bicicletta elettrica ben carrozzata costa circa 2000 euro, mentre una Tesla Model Y ha un prezzo di 45000 euro. Entrambe sono veicoli elettrici che possono portare una persona da un punto A a un punto B.
Nessuno sembra lamentarsi (almeno che io sappia) della differenza di prezzo tra questi due prodotti, perchรฉ รจ ovvio che, nonostante realizzino casi d’uso simili, ogni prodotto รจ progettato per un tipo di acquirente diverso. Ma soprattutto una esperienza diversa di viaggio.
Il Quest 3 di Meta, grandissimo prodotto e ancora poco utilizzato per le sue potenzialitร , รจ stato progettato per mostrare al mercato e ai consumatori la visione del Metaverso di Mark Zuckerberg. Questo device ha radici progettuali che risalgono all’Oculus Rift, inizialmente rilasciato nel 2016 per i gamer. Anche quando รจ stato lanciato il primo Oculus Quest nel maggio 2019, il suo principale punto di forza era ancora il gaming.
Il Quest 2, rilasciato nel settembre 2020, ha aggiunto piรน capacitร di calcolo ed elaborazione, ottiche migliori e meno peso, promuovendo l’interazione sociale per migliorare l’esperienza di gioco.
Il Quest Pro, e poi il Quest 3, uscito nell’ottobre 2023, hanno migliorato leggermente il processore, le ottiche e soprattutto le telecamere esterne per offrire un’esperienza di Mixed Reality piรน efficace, con l’obiettivo di migliorare ancora di piรน l’esperienza di gioco e stimolare ulteriori interazioni sociali.
L’approccio di Meta per realizzare la visione di Mark รจ stato quello di offrire ai consumatori un’esperienza simile a Ready Player One e lanciare Meta Horizon Worlds, nella speranza che gli utenti potessero fare il salto nel virtuale. Meta vuole connettere gli utenti.
L’Apple Vision Pro ha un obiettivo diverso, ossia dimostrare la visione di Apple per il futuro dell’ “informatica personale” a chi entra per la prima volta in questo modo. Questo dispositivo non รจ pensato per il gioco, le interazioni sociali o il Metaverso, ma piuttosto per lo Spatial Computingdi cui si parla tanto ultimamente.
Questo termine si riferisce ad un’interazione avanzata di fatto tra essere umano e device, facendo in modo che l’interazione e l’utilizzo del software venga percepito completamente inglobato e integrato nel mondo reale, intorno al corpo della persona, invece di esser confinato dietro allo schermo di un computer o di un tablet/telefono.
L’Apple Vision Pro รจ un’estensione dell’ecosistema Apple e offre un’esperienza utente che puรฒ essere facilmente trasferita tra un desktop, un laptop, un iPad e un iPhone. Questo dispositivo consente agli utenti di passare senza soluzione di continuitร dall’interazione con uno schermo piatto (2D) a un’esperienza spaziale immersiva in 3D. Apple vuole permettere agli utenti di vedere l’integrazione tra fisico e digitale in modo differente.
Il suo pubblico target non sono i giocatori o coloro che cercano il Metaverso (seppur a mio avviso questa รจ la direzione piรน prossima al concetto), ma piuttosto gli early adopter, gli appassionati che vivono all’interno dell’ecosistema Apple e desiderano sperimentare la visione di Apple su come gli utenti interagiranno con la tecnologia in futuro.
ร il prodotto definitivo? No.
ร il prodotto con l’esperienza perfetta? Forse, ancora, no.
ร il prodotto con contenuto giร adatto all’aspettativa dell’utente? Sicuramente no.
ร meglio di Quest 3? Lo potrรฒ valutare tra qualche giorno, dopo aver valutato se sono confrontabili.
Come disse Palmer Luckey, imprenditore di OculusVR, nel 2015 “La realtร virtuale diventerร qualcosa che tutti desiderano prima di diventare qualcosa che tutti possono permettersi“. Palmer ha ribadito questo concetto anche nel 2023 in un’intervista, sottolineando che il prezzo non รจ importante per i primi utilizzatori.
Il prezzo รจ il frutto del desiderio ed inoltre una scelta di posizionamento di Apple puntuale di non uscire con un prodotto per tutti, ma per una nicchia, con l’obiettivo inoltre di alimentare l’app store di servizi ed app prima di far accedere la grande massa rischiando altrimenti di creare l'”effetto WindowsPhone” ossia un contenitore senza contenuto ed il conseguente fallimento ed abbandono.
In sostanza, Apple non sta competendo con il Meta Quest 3 o altri visori AR/VR. Per ora.
Apple sta vendendo ciรฒ che ha sempre venduto: innovazione nell’esperienza utente. Proprio come il Macintosh ha introdotto l’esperienza utente grafica alle masse, l’iPod ha portato con sรฉ 1000 canzoni in tasca, l’iPhone ha rivoluzionato l’interfaccia touch e presto l’Apple Vision Pro introdurrร l’informatica spaziale al pubblico.
Ma prima, Apple deve abilitare il desiderio e dimostrare ai suoi early adopter che sarร qualcosa che di diverso prima di concentrarsi sulla sua diffusione al resto degli utenti.
E appena lo avrรฒ tra qualche giorno, vi dirรฒ molto di piรน.
