PENSIERI SPARSI

Facebook, da 100 milioni a 200 milioni di utenti in 8 mesi

facebook for goodFacebook ad agosto 2008 ha segnato un record mai visto: 100 milioni di utenti. Se qualcuno avesse detto ad Agosto che in 8 mesi Facebook sarebbe passata da 100 milioni di utenti a 200, ci avreste mai creduto? Quando si hanno centinaia di migliaia di utenti, il 100 per cento di crescita in un breve periodo è già impressionante. Se si dispone di un centinaio di milioni di utenti, allora la crescita diventa a dir poco sorprendente.

Nell’anno passato, Facebook  (spesso contestata), era stata valutata circa $ 15 miliardi di dollari. Si diceva fosse sopravvalutata. Ora che il numero di utenti è raddoppiato, la valutazione è ancora troppo elevata? Oppure, forse, possiamo ritenerla eccessivamente bassa? Nonostante la recessione economica Facebook cresce e l’entusiamo intorno a questo social network non sembra cedere.

Per festeggiare questa crescita, Facebook ha avviato una campagna chiamata FaceBook for Good. Qui gli utenti possono condividere le storie legate alla comunity e a “come Facebook ha contribuito alla vita sociale di oguno di noi o come ha cambiato i rapporti con un parenti e amici lontani.”

Su altri fronti intanto Facebook sta lavorando, insieme a 16 organizzazioni di beneficenza, alla raccolta di fondi attraverso la vendita di prodotti sul proprio sito. Acquistando questi prodotti, nei negozi di Facebook, il 95 per cento circa del costo sarà devoluto in beneficienza. Facebook non riceverà nessuna commissione per se.

Articolo tratto da Mashable

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iDolcetti, applicazione anti-dieta?

iDolcetti - E non è un applicazione per Iphone!Non potevo non postare questa foto che mi ha fatto troppo sorridere: iDolcetti. Non è un applicazione per il mio iPhone, ma l’applicazione di dolci contro la mia dieta, da consumare su iTable.

Certo iTable rispetto al Microsoft Surface non ha niente a che vedere, ma lo stile della Apple è vero stile.

(*) Ovviamente il termine applicazione viene da applicare, nel senso mangiare! 🙂

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Nuova Governance di Facebook? Si deciderà con votazione online democratica

Leggo da un post sul blog di Facebook che dal 16 aprile al 23 aprile avrà inizio una votazione online sulla nuova proposta relativa alle Facebook Principles and the Statement of Rights and Responsibilities (SRR ), ossia tutte quelle modifiche al trattamento dei dati, alla privacy, alle responsabilità e alle nuove modalità di gestione delle informazioni da parte di Facebook. Tale votazione avverrà attraverso un’applicazione sviluppata su piattaforma Facebook da Wildfire e l’intero processo verrà controllato da Ernst & Young con l’obbiettivo di garantire che i risultati siano equi e legittimi. La votazione sarà valida solo se voteranno almeno il 30% degli utenti attivi e che hanno effettuato il login negli ultimi 30 giorni. Ovviamente Facebook invita tutti gli utenti a votare affinchè la decisione sia più democratica possibile.

V riporto il comunicato apparso sul blog di Facebook :

The 30-day comment period for submitting feedback on Facebook’s proposed governance documents has ended, but the opportunities to help shape the policies that will govern Facebook have only begun. Since announcing the new governance structure in February, we received more than 3,000 comments from the over 10,000 members who joined each of the groups dedicated to discussion about the proposed Facebook Principles and the Statement of Rights and Responsibilities (SRR).

Thanks to the help of volunteer law students from the University of California Hastings, the University of San Francisco and Santa Clara University, our legal team has been reading every last one of your submissions. The group administrators from the original protest against the changes to the Terms of Use, Julius Harper and Anne Kathrine Yojana Petterøe, have been distilling the feedback down to a list of key concerns. We’ve also asked for comments from various privacy, copyright and internet law experts as well as several photography trade groups from around the world.

On April 16, we’ll be posting revised versions of the documents based on the feedback we’ve received. We’ll also be sharing a written response to the main concerns people have expressed. This will explain in clear language why we did — or did not — make certain changes. This is similar to how U.S. federal agencies create regulations.

At the same time, we’ll be asking people to vote on the new revised documents. Voting will begin on April 16 and end on April 23. It will be done through an application developed on Facebook Platform by Wildfire, and the entire process will be audited by Ernst & Young to ensure that the results are fair and legitimate.

We encourage you to participate in this vote on our new revised documents. If it is approved, all future changes to the Statement of Rights and Responsibilities will go through the same process of notice and comment. As specified in the SRR, we will hold a vote on any proposed change if at least 7,000 people submit comments and the vote will be advisory unless at least 30 percent of our “active users” (people who have logged into Facebook at least once in the previous 30 days) participate in the vote. If turnout is 30% or more, the results will be binding.

Your continued involvement in this process is crucial, and we want to thank everyone who has participated so far. We look forward to taking the next step towards a more democratic system of online governance.

Simon, an associate on the Public Policy team, hopes to see you and all of your friends at the Facebook voting booth.

Cosa ne pensate della scelta di Facebook?

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Lo svago online rende più produttivo il lavoro?

La libertà di navigare online e di utilizzare Facebook, YouTube, Twitter e gli altri social network aumenta la produttività negli uffici. Non sembra avere dubbi in proposito Brent Coker, ricercatore alla University of Melbourne (Australia) ed esperto in marketing e amministrazione. Secondo una recente ricerca del professore, la possibilità di compiere “Workplace Internet Leisure Browsing” (WILB), ovvero navigare liberamente per svago sul proprio posto di lavoro, aiuterebbe gli impiegati ad aumentare il loro livello medio di produttività, con evidenti benefici per l’ufficio in cui lavorano.

«Le persone che utilizzano Internet per divertimento al lavoro – entro un ragionevole limite pari al 20% del tempo totale che trascorrono in ufficio – sono più produttive di circa il 9% rispetto a coloro che non lo fanno» racconta l’autore della ricerca, per poi aggiungere: «Le aziende spendono milioni per adottare software in grado di impedire ai loro impiegati di visualizzare i video su YouTube, utilizzare i social network come Facebook o fare dello shopping online, presumendo che tali attività possano portare alla perdita di milioni a causa della produttività perduta, ma non è sempre così».

La ricerca del prof. Coker è stata svolta su un campione di 300 impiegati, evidenziando come circa il 70% delle persone utilizzi regolarmente la connessione alla Rete per il WILB. Le azioni svolte online sono le più disparate e variano a seconda delle attitudini e degli interessi dei singoli lavoratori, tuttavia si rivelano predominanti le attività come la ricerca di informazioni su specifici prodotti e la lettura delle ultime notizie sui siti web di informazione. L’utilizzo della connessione in ufficio per giocare ai videogame online si colloca al quinto posto tra le attività maggiormente svolte, mentre la visione dei video su YouTube è appena settima.

Secondo Coker, il Web costituisce un valido sistema per ritrovare la concentrazione dopo un certo periodo di tempo impiegato per svolgere una mansione lavorativa: «Le persone hanno bisogno di svagarsi per un po’ per recuperare la concentrazione. Basta pensare a quando si era a scuola e si seguiva una lezione: dopo una ventina di minuti la concentrazione scemava, eppure dopo un breve intervallo era possibile recuperare la concentrazione. Sul proprio posto di lavoro avviene il medesimo fenomeno. Brevi intervalli poco invasivi, come una rapida navigazione online, consentono alla mente di riposare, portando a un livello medio di concentrazione più alto durante la giornata lavorativa e dunque a una maggiore produttività».

Basta, però, una pausa più lunga del dovuto per sortire un effetto esattamente contrario. In Australia, paese in cui è stata condotta la ricerca di Coker, si stima che il 14% degli utenti soffra di una sostanziale dipendenza da Internet e ne faccia dunque un uso sregolato e nei momenti più disparati della giornata. Per questo gruppo di persone il WILB potrebbe rivelarsi deleterio e nuocere al livello medio di produttività sul posto di lavoro.

Articolo via WebNews

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Content Management System? I Love WordPress!

wordpress logoLavoro nel campo dell’informatica da circa 10 anni. Una delle tipologie di progetti sui quali sono stato maggiormente impegnato sono i sistemi di Content Management System (CMS): dalle esperienze su sistemi sviluppati in casa, a quelli opesource o non, da tecnologia ASP (bastapoco.it di aditusnet.it, Dblog ) a quelli .net (BlogEngine) passando per quelli in Php dutante l’esperienza universitaria (Joomla e Mambo).

Da circa 4 mesi ho iniziato a sviluppare alcuni blog per clienti ed alcuni per sfizio sulla piattaforma editoriale WordPress.  Inizialmente ho utilizzato WordPress direttamente sui server messi a disposizione, poi, ho cominciato a passare alcuni siti direttamente presso il provider sul quale si appoggia l’azienda di mio fratello.

In prima battuta ho effettuato delle installazioni su server Linux e dopo aver approfondito alcune tematiche relative alla sicurezza, all’installazione e alla personalizzazione, ho ricevuto la richiesta di installare tutta la piattaforma WordPress su Server Microsoft (windows 2003 server) e MySQL. L’installazione non è stata facilissima, ma grazie alla rete e ai mille forum presenti in internet tutto è stato risolto (l’unico problemino continuo ad averlo con la spedizione di email… – ma presto metterò un post su questo!).

Insomma per concludere. Dopo un pò di verifiche, installazioni, configurazioni e qualche personalizzazione devo tornare sui mie passi: se fino a qualche tempo fa ero contro l’utilizzo di queste piattaforme ed ero a favore dei CMS sviluppati ad hoc e non open source, beh, adesso non posso che dire il contrario. I Love WordPress!

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Martedì 31 Marzo 2009 esce Skype per IPhone

skype per IphoneE ‘ufficiale, a partire da domani Skype rilascerà una versione del suo client per il VOIP nell’ Apple App Store, per il nostro amato iPhone. Naturalmente, sarà possibile effettuare chiamate VoIP a basso costo tramite connessione Wi-Fi. l’apps riguarderà sia  iPhone che iPod Touch e lo stile sarà quello di Iphone (non quello di Skype).

Tra le caratteristiche incluse fin da subito è prevista la chat, la foto di riconoscimento al momento della chiamata, la gestione dell’avatar, e la possibilità di accettare chiamate in conferenza (non sarà possibile creare chiamate in conferenza), la gestione della rubrica ed il blocco dei contatti, nonchè la visibilità dello stato online.

Come per le altre funzionalità dell’IPhone, in questa prima versione, non c’è il supporto per SMS ed il trasferimento di file. Attualmente utilizzo Fring per accedere al mio account di Skype, ma sapendo dell’uscita del client dedicato, credo che non ci penserò due volte.

La notizia è stata pubblicata su CNET e sono state pubblicate anche degli screenshot (compreso questo pubblicato). Aspettiamo domani per scaricare e verificare un pò 🙂

Articolo via Mashable

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iPhone 3.0 – Le nuove funzionalità

Screenshot nuove funzionalità iPhone 3.0Qualche giorno fa avevo scritto un post segnalando l’uscita dell’aggiornamento dell’Iphone. Oggi leggo piacevolmente sul sito MobileCrunch a questo indirizzo tutte le novità e le impressioni sulla nuova versione del firmware 3.0 dell’Iphone. Apple ha presentato un’anteprima del software iPhone di nuova generazione che porta con sé diverse funzionalità a lungo attese. Tra queste il copia e incolla, gli MMS e la possibilità di effettuare ricerche sul terminale così come sul suo cugino iPod Touch. In totale si parla di oltre un centinaio di novità che arriveranno per tutti quando ci sarà il lancio ufficiale in estate. iPhone 3.0 sarà un aggiornamento gratuito per i possessori di iPhone mentre chi ha un iPod Touch dovrà spendere 9,95 dollari per averlo (ancora da fissare il prezzo in euro).

Una beta di iPhone 3.0 e del software developer’s kit (SDK) a supporto è già disponibile per gli sviluppatori. Tra le caratteristiche maggiormente degne di nota per l’utente finale dello smartphone ci sono le funzioni copia e incolla e MMS (Multimedia Messaging Service), due omissioni che erano state evidenziate sin dal modello originale dell’iPhone uscito a metà 2007. Con iPhone 3.0 gli utenti potranno copiare e incollare testo da un’applicazione sul dispositivo e incollarlo in un’altra. MMS è invece una funzione che la maggior parte dei cellulari includono e permette di inviare foto e filmati come allegato a un messaggio testuale. Tale funzione non sarà disponibile con la prima generazione di iPhone (che in Italia non è stata venduta ufficialmente) poiché l’hardware più vecchio non la supporta. Lo stesso destino varrà per altre caratteristiche introdotte con iPhone 3.0 anche se non è stato spiegato ancora di quali si tratta.

Intanto fa il suo debutto su iPhone la funzione Spotlight, per effettuare ricerche sulle applicazioni integrate nel dispositivo, incluse e-mail, calendario, note e iPod. Spotlight potrà anche essere usato per avviare un’applicazione come già accade in Mac OS X. Altre nuove caratteristiche includono una modalità panoramica per la posta, il testo e le note; la capacità di registrare e inviare audio con una nuova applicazione chiamata Voice Memo; sincronizzazione con note; supporto per CalDAV, uno standard di calendario condiviso usato da Google e Yahoo; e supporto per il Bluetooth A2DP stereofonico. Buona parte della presentazione è stata però occupata dalle descrizioni dei nuovi strumenti che iPhone 3.0 mette nelle mani degli sviluppatori incluse oltre 1.000 nuove application programming interfaces (API). Tra queste quelle che consentono di creare una rete peer-to-peer ad hoc tra iPhone e iPod Touch vicini, via Bluetooth. Una funzione che potrà essere usata per il gaming multigiocatore o lo scambio di contatti. Altre API consentiranno ai produttori hardware di sviluppare applicazioni custom in grado di comunicare direttamente con questo hardware sia via Bluetooth che attraverso il connettore fisico presente sul dispositivo; integrare Google Maps nelle rispettive applicazioni; e per la prima volta creare software di navigazione per iPhone in grado di dare realmente indicazioni ‘svolta per svolta’.

Infine Apple ha anche aggiornato la sua infrastruttura lato server con il supporto per un sistema di notifiche push. Manca il funzionamento in background delle applicazioni che devono riceverle, ma così si risparmia in batteria.

Ma secondo McGuire di Gartner il maggiore cambiamento fronte back end è rappresentato dalla nuova opzione In App Purchases di App Store che consente agli sviluppatori di far pagare gli utenti per abbonamenti ai contenuti, per lanciare del nuovo contenuto o per ulteriori funzionalità post acquisto.

Articolo e foto via MobileCrunch e Cwi

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Micro-blogging: irrefrenabile voglia di scrivere

In questo periodo sempre più spesso si sente parlare di Micro Blogging. Qualcuno mi ha domandato cos’è, in cosa consiste e cosa ha di diverso dal blogging o soprattutto cosa c’è di diverso dal semplice cambio di stato di MSN.

Bene, allora, prima di tutto cerchiamo di capire cosa è il micro-blogging (o microblogging o micro blogging).

Il microblogging è una forma di blog (micro) costante di piccoli contenuti in Rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni e appunti che può avvenire tramite piattaforme web o anche tramite email ed sms. Questi contenuti vengono pubblicati in tempo reale all’interno di un servizio di Social Network e visibili a tutti o soltanto alle persone della propria community (network di amici/contatti).

Il servizio attualmente più popolare è Twitter, lanciato nel Giugno 2006 da Evan Williams e diventato popolare alla South by Southwest Conference di Austin, Texas. Un altro servizio famoso e già particolarmente diffuso in rete è Jaiku (recentemente acquisita da Google) e da molti considerato come concorrente diretto di Twitter, sebbene presenti caratteristiche diverse. Più recentemente e dopo il particolare boom di questi servizi, sono comparsi in rete altri servizi simili, tra i quali Plurk, che visualizza i messaggi sotto forma di timeline orizzontale, Pownce (acquistato da Sixapart e poi chiuso), che integra il microblogging col file sharing e la gestione degli eventi e Folkstr che integra il micro-blogging con un social network vero e proprio (non più raggiungibile in rete). In Italia sono stati presentati altri sistemi simili: Hictu, BeeMoode e Meemi.

In seguito al successo del microblogging anche i più famosi servizi di Social Network presenti in rete come Facebook e MySpace hanno aggiunto caratteristiche simili chiamandole “status update“. Lo status update non è altro che lo stesso concetto del cambio di stato di MSN o altri sistemi di messaggistica. Inizialmente con l’ingresso di questi grossi colossi si era pensato ad un collasso di questo mercato, ma contro ogni aspettativa il trend di crescita di questi sistemi è stato vertiginoso e gli utilizzatori sono cresciuti a dismisura.

A maggio del 2007 si ci contavano oltre 100 servizi simili a Twitter, nel febbraio 2008 il numero di “cloni” ha abbondantemente superato il migliaio.

Passiamo oltre. Perchè stanno prendendo così tanto piede e cosa hanno di diverso dagli altri sistemi. Mmm,… Servizi come Twitter danno voce a una irrefrenabile voglia di esprimersi: non c’è bisogno di pianificare il tempo di scrivere e organizzare pensieri e opinioni, basta postare un link, un’idea, un parere e lasciare agli altri il compito di strutturare giudizi più complessi. È uno strumento che rispecchia un’idea di società più che liquida, vaporosa, dinamica e con i minuti contati, fatta di pensieri veloci e messaggi brevi.

Non importa quali siano i contenuti dei messaggi: dal messaggio di una persona amica scrive che sta andando a prendere un caffè, fino alla persona che annuncia un due righe una notizia seria uscita su qualche sito.

Il microblogging è un modo per raccogliere gli istanti, quelli che a volte sono banali, a volte esilaranti, a volte inutili  a volte di presa in giro. Il microblogging, a differenza dello stato su MSN, memorizza i cambi di stato e genera una storia dell’utente che potrà avere o meno un significato.

Roba da teenager? Forse, ma non solo.

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A oltre 400.000 utonti non piace il nuovo facebook

Da ieri Facebook ha cambiato di nuovo  volto e alcune delle sue pagine principali sono cambiate. Ovviamente può piacere o meno, ma il trambusto che sta generando questo cambiamento è mostruoso. Come era prevedibile, sorgono i gruppi che protestano e che rivogliono il vecchio Facebook. Vi segnalo alcuni gruppi che sono contro questa versione di Facebook:

Molte persone rivogliono il vecchio Facebook perchè del nuovo “NON CI CAPISCONO NULLA”. Proprio adesso che stavano cominciando a capire il funzionamento di Facebook, glielo cambiano. Poveri, mannaggia a faccialibro… La gente non capisce però che partecipare a questi gruppi, non serve veramente a nulla ed il rivolgersi a Facebook dicendo “Ma perchè avete cambiato la grafica?” è completamente inutile. Come se Facebook leggesse tutti i messaggi….

Invece, alla faccia di tutte le discussioni degli esperti del web 2.0 che si fanno nei blog: grafica, struttura delle informazioni, ergonomia, usabilità… e poi l’effetto è “NON CI CAPISCO NULLA”. Mah! Tra le modifiche in effetti ci sono alcuno poco condivisibili: è per esempio scomparso il collegamento a GRUPPI dalla Home e tanti non sanno dove trovarlo (Suggerimento: dalla barra, in basso a sinistra…)

Che spettacolo! La cosa infine significativa è che questi gruppi e queste lamentale vengono quasi esclusivamente da gruppi Italiani…

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Web: 20 anni dalla rivoluzione

Auguri World Wide Web. Sono passati 20 anni da quando il ricercatore britannico Tim Berners-Lee intervenne al CERN di Ginevra, dove lavorava, presentando un’idea destinata poi a rivoluzionare l’uso di internet e la comunicazione online in generale, allora ferma ancora ad applicazioni e servizi come la posta elettronica o i gruppi di discussione che giravano (e girano) sulla rete Usenet.

Il 13 marzo 1989 Berners-Lee propose di fatto un sistema che prevedeva l’utilizzo di ipertesti (ossia l’integrazione sulle pagine di collegamenti verso altri contenuti) per memorizzare e diffondere dati. Il tutto sfruttando un linguaggio di markup, l’HTML (Hypertext Markup Language). Due anni dopo arrivarono le prime prove con il primo browser ipertestuale (sviluppato come l’HTML anch’esso da Berners-Lee e battezzato WorldWideWeb) e venne messo online il primo sito web. Il tutto basato sul protocollo HTTP (Hypeterxt Transfer Protocol). Contemporaneamente arrivava su internet anche il protocollo Gopher, che ebbe meno fortuna.

Nel settembre scorso l’inventore brittanico ha lanciato la World Wide Web Foundation, una nuova fondazione focalizzata sull’estensione delle capacità del Web (che in questi anni si è enormemente sviluppato) e sul tentativo di portare effettivamente internet a tutte le persone del mondo.

Articolo via Computer World

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IPhone: il 17 Marzo esce il firmware 3.0

Apple IPhone firmware 3.0 - 17 marzo 2009La Apple ha comunicato che nell’evento del 17 marzo ci sarà il debutto del firmware iPhone OS 3.0. Sono passati circa 8 mesi dalla versione di OS 2.0, e 6 mesi, da quando Apple ha annunciato che si autoimponeva un termine per realizzare la gestione delle applicazioni in background

Ci saranno riusciti? la mancanza del copia e incolla sarà stata risolta? Avranno inserito altre cose alle quali non si può resistere?
Aspettiamo il 17 marzo alle ore 10 PST per scoprirlo!

Articolo via MobileCrunch

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Punto e a capo.

Ogni volta che mi trovo, o meglio mi ri-trovo, a scrivere il primo post del mio nuovo blog, sono sempre così imbarazzato che non mi vengono più parole, la tastiera sembra diventare rigida ed è difficile scrivere. Questo blog ri-nasce con la voglia di parlare di temi più web 2.0: social network, blogging, mobile, web marketing, wordpress e molto altro ancora. Di blog che parlano di questi argomenti ce ne sono molti, ma per me sarà un nuovo esercizio e sopratutto una sfida: affinare la mia tecnica , imparare a bloggare e archiviare tutto quello che durante il giorno trovo in rete.

Beh che dire, buona lettura, spero di non far troppo rumore. Punto e a capo.

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