L’imprenditore non รจ colui che ha tante idee

Lo ammetto. Anni fa ero tra quelli che ritenevanoย che un imprenditore che riusciva a fare la differenza fosseย colui che sfornaย idee continuamente.ย L’esperienza personale fatta negli ultimi anni mi ha insegnato tutt’altro.

Nella mia “cantina mentale” in questi anni ho accantonato centinaia di idee: alcune negli anni sono state sviluppate, altre regalate, altre eccessivamente precoci sono morte prima di partire (magari oggiย avrebbero ragion d’esistere), altre invece sono ancora lรฌ in attesa di esser riprese e sviluppate.

Alcuneย di queste ideeย sono state realizzate piรน o meno velocementeย e hanno preso forma: qualcuna รจย morta, qualcunaย ha finito il ciclo di vita in modo naturale e altre sono in corso e probabilmente necessitano di ulteriore lavoro.

Ad oggi perรฒ nessuna di queste idee รจ diventata ancora milionaria e forse non succederร  ancora.

Il problema non credo siano la quantitร  di idee, ma la percentualeย di quelle che rimangono nel cassetto, l’incapacitร  di provare e riuscire a portare in porto la restante percentuale.

L’imprenditore non รจย colui che ha tante ideeย di business, nรฉ tanto meno uno che sente che un giornoย avrร  un’idea milionaria, ne tanto meno uno che vuoleย diventare imprenditore di se stesso senza mettersi in gioco.

Un imprenditore รจ colui che esegue, immediatamente, mixando esperienza, pancia, visione e tecnicismo. E’ colui cheย impara dalle precedenti esperienze e se non le ha, impara dalla ricerca eย dalla lettura e dallo studio di quello che sta avvenendo. L’imprenditore รจ focalizzato sul suo progettoย e riduce il rumore circostante con il fine di alzare il livello di attenzione. E’ย colui che usa il diversivo e la sperimentazione come distrazione creativa.

Ho imparato che non รจ necessario fare mille “startup” o micro progetti incompletiย per esser (o sentirsi) un imprenditore. L’imprenditore รจ coluiย che si assume la responsabilitร , il governo e la gestione di un progetto da eseguire e lo porta alla crescita, o alla morte se necessario, ed รจ consapevole dell’impegno preso nei confronti dei collaboratori, degli investitori, degli utenti.

Un imprenditore รจ colui che non permette ad una idea di annidarsi nella mente: ma inizia a chiedersi fin da subito come puรฒย far accadere quello che ha in mente.

Eย fa in modo cheย le cose avvengano.

ICT 2011, idee driver e business

Allโ€™inizio dellโ€™anno scorso mi sono cimentato in una previsione dei driver che avrebbero spinto e trainato il mercato dellโ€™ICT 2010 analizzando la tipologia di sviluppo che avremmo visto. Il risultato della previsione, a distanza di un anno, รจ stato piรน che positivo poichรฉ gran parte degli argomenti affrontati, anche se ancora poco noti allโ€™inizio dellโ€™anno passato, hanno avuto unโ€™impennata e una successiva crescita oltre ogni aspettativa.

Le Mobile Application, grazie ad iPhone, iPad ed Android e allโ€™esplosione dei Location Based Service, hanno visto una crescita esponenziale: come direbbe qualcuno, ormai โ€œcโ€™รจ un App per tuttoโ€. I social network che giร  nel 2009 avevano in qualche modo influenzato i mercati hanno avuto il loro ulteriore impatto sulle aziende e sul business e, hanno fatto crescere lโ€™esigenza di un passaggio rapido a sistemi di Enterprise 2.0 ed l’utilizzo di strumenti diย social Crm. Sono cresciute le applicazioni che utilizzano sistemi di Tag (Rfid, Qrโ€ฆ), anche se meno di quanto immaginavo, e si รจ cominciato a parlare in modo piรน consapevole di Internet delle cose.

Guardando allโ€™anno appena iniziato, ritengo che il 2011 non sarร  un anno di grossi stravolgimenti dal punto di vista dei driver trainanti del mercato, quanto invece un anno di consolidamento ed affermazione di alcune tecnologie che usciranno dal giro ristretto degli early adopter e vedranno luce nella vita di tutti i giorni. I social network che giร  dal 2009 hanno iniziato lโ€™insediamento nella vita quotidiana e che nel 2010 hanno coinvolto milioni di persone, diventeranno la normalitร , raggiungendo un livello tale di integrazione da poter esser visti come il โ€œbackup delle informazioni della vita personaleโ€: una sorta di memoria della vita, in Cloud, classificabile e interrogabile su una timeline. Lโ€™integrazione vita personale-social network e lo sviluppo degli oggetti che pensano darร  modo di sviluppare prodotti e soluzioni basati sul concetto di context-awareness, sistemi in grado di attivarsi e svolgere elaborazioni in modo simultaneo con una coscienza sempre maggiore del contesto in cui sono attivi anche grazie alla conoscenza dellโ€™utente finale e dei suoi dati.

Per quanto riguarda le aziende invece il 2011 sarร  un anno di ri-partenza in cui dovranno metabolizzare determinati strumenti, superare eventuali blocchi culturali e affrontare un cambiamento tecnologico che vedrร  i suoi frutti nel giro dei prossimi due anni. I driver che hanno trascinato il 2010 saranno ancora validi ma con qualche sfaccettatura e declinazione diversa ma dovranno assolutamente esser affrontati per non rimanere indietro, con il rischio dโ€™impatti negativi negli anni a venire. Si parlerร  ancora di Cloud Computing, Mobile, Social Network e Analytics.

Il cloud computing avrร  ancora come tema caldo principalmente la sicurezza e la continuitร  di servizio. Le aziende romperanno la barriera culturale e investiranno in cloud non solo dopo averne percepito il beneficio economico, ma soprattutto dopo aver preso coscienza che i propri dati non sono nelle mani di estranei e alla portata di tutti, ma sono gestiti con livelli di sicurezza elevati.ย  Le infrastrutture proposte dai fornitori inoltre dovranno garantire la continuitร  del business in caso di disastro.

Il Mobile per le aziende sarร  il contatto principale verso tutti gli stakeholder. I dipendenti, sempre piรน in contatto con lโ€™azienda e fuori dalle mura aziendali, utilizzeranno applicazioni mobili in modo piรน consistente per dialogare, comunicare e gestire informazioni. I clienti, sempre piรน presenti in rete ed interconnessi con smartphone, tablet e cellulari, utilizzeranno servizi in mobilitร  per ogni azione di relazione: informazione, acquisto, prenotazione e segnalazioni.

Per quanto riguarda i social network , le aziende dovranno necessariamente prender atto che questi fanno parte della vita quotidiana e dovranno cosรฌ liberalizzarne lโ€™utilizzo, imparando a controllarne lโ€™uso e gli effetti. Sempre di piรน sarร  necessario inoltre integrare le tecnologie sociali allโ€™interno dei sistemi di CRM, collaboration e business intelligence. I sistemi di analisi nello specifico diventeranno strumenti utili al business per verificare le tendenze e il dialogo tra aziende e clienti e se integrati correttamente con i social media, diverranno anche strumenti di previsione real time.

Infine l’uscita del Mac Store ed il consolidamento dei market ย store darร  una spinta ulteriore alla crescita di piccole-medie imprese per lo sviluppo di applicazioni desktop e mobile. Vinceranno le applicazioni che, sรฌ andranno sullo store, ma saranno cross piattaforma e non solamente focalizzate su un ambiente: l’HTML5 e tutto il mondo che ci gira intorno darร  una bella mano a questo tipo di sviluppo.

Creare la Cultura della Creativitร  e dell’Innovazione

Recentemente su PRNewsWire e su Harward Business Reviews, ho letto di uno studio effettuato da IBM. Sono stati intervistati circaย 1.500 amministratori delegati di aziende di 60 paesi diversi, individuando, nel risultato finale,ย la creativitร  come fattore piรน importante per il successo di un azienda. E’ interessante leggere che circa l’80%ย dei CEO intervistati ritiene che in un mercato complesso e veloce come quello attuale, ย รจ assolutamente necessario trovare nuovi modi di pensare e strade alternative ai modelli comuni. E’ anche interessante notare che piรน del 60% ha affermato che la propria azienda non ha ancora fatto nulla per affrontare efficacemente questa complessitร  crescente. Mmm.

La domanda che mi sono posto leggendo questo studio, anche dopo aver parlato con qualche azienda italiana, รจ: “Ma inย Italia, ci sono amministratori delegati e dirigenti realmente disposti ad intervenire sulla propria azienda per promuovere la cultura della creativitร  e dell’innovazione?” E soprattutto “Cosa deve fare un imprenditore per dare il via a questa ri-evoluzione?”

Secondo la mia esperienza in Italia ci sono veramente pochi imprenditori con questa cultura e quelli che ci sono, non รจ facile trovarli. La maggior parte degli imprenditori รจ ancora influenzata da modelli economici e organizzativi, secondo me, obsoleti o comunque non piรน adeguati.

Per quanto riguarda invece la seconda domanda, la Cultura della Creativitร  e dell’innovazione, secondo me,ย puรฒ esser attivata in sei piccole, grandi, mosse.

1. Rispondere alle esigenze delle persone. Il primo passo da fare รจ mettere in discussione il modo in cui ci si aspetta che le persone lavorino. Per stimolare la creativitร  รจ necessario generare un ambiente sano, vicino alle abitudini e alle esigenze delle persone sia dal punto di vista fisico, che emozionale, mentale e spirtuale. Le persone devono esser soddisfatte del proprio posto di lavoro e non devono viverlo con insoddisfazione, poichรจ questo stato d’animo genera un minor impegno di energia. L’azienda potrebbe iniziare chiedendo al proprio dipendente di cosa ha bisogno per lavorare meglio e svolgere al massimo il proprio lavoro, e allo stesso tempo responsabilizzare le persone con obiettivi ben specifici.

2. Insegnare la creativitร . La creativitร , come spesso ha scritto anche Edward De Bono nei suoi libri relativi al pensiero laterale, non รจ innata ma puรฒ esser sviluppata attraverso esercizi ed allenamento. I 4 principi fondamentali del pensiero creativo che devono esser trasmessi sono i seguenti:ย rinviare il giudizio durante fase di generazione di idee, generare il maggior numero di idee possibile, prendere nota delle idee e sviluppare e migliorare le idee. La creativitร  va stimolata ed insegnata.

3. Coltivare la passione ed il talento. Il modo piรน veloce per uccidere la creativitร  รจ mettere le persone in ruoli che non stimolano la loro immaginazione. Le persone incoraggiate a seguire la loro passione ed abbinarla al lavoro, ย sviluppa una maggiore disciplina, una profonda conoscenza delle proprie attivitร , e una maggiore resistenza di fronte agli insuccessi. L’azienda deve riuscire a mettere le persone nel posto piรน adeguato e vicino al talento e alla personale predisposizione.

4. Motivare e generare senso di appartenenza. E’ vero, il denaro รจ necessario ed รจ alla fine dei conti quello che tutti guardano. Non c’รจ dubbio. Le persone perรฒ si sentono meglio quando sanno di dare un contributo personale anche al di lร  dei soldi. Per sentirsi davvero motivate, le persone devono credere a quello che stanno facendo e devono sentirsi partecipi. Se l’azienda riesce a definire una missione irresistibile che trascende l’interesse personale, si genera una tale energia tale che sono garantite le migliori prestazioni, e anche il pensiero creativo riesce a superare gli ostacoli e generare nuove soluzioni.

5. Dare tempo. Il pensiero creativo richiede necessariamente di un momento di dedicato, ininterrotto e senza pressione. Non si devono esigere risposte immediate e soluzioni istantanee. Oggi tutte le aziende vivono con un solo ideale: “more, bigger, faster“. Sicuramenteย il tempo รจ denaro, ed รจ sicuramente sempre poco, ma per generare creativitร  ed innovazione รจ necessario tempo. Ovviamente non infinito, ma sicuramente dedicato.

6. Stimolare il cambiamento. La maggior parte delle soluzioni, secondo le teoria del pensiero creativo, vengono fuori dopo la fase detta dell’incubazione ed รจ definita con il termine di Illuminazione. L’illuminazione non sempre รจ immediata, e molto spesso รจ necessario distogliere l’attenzione dal problema affinchรฉ, il cervello a livello inconscio lavori sul problema e fornisca una risposta. Le aziende devono esser in grado di stimolare questa fase di illuminazione, dando alle persone la disponibilitร  di momenti di pausa, caffรจ, relax e aggregazione extra lavorativa.

Sono sicuro che in primo approccio questo post sembrerร  strano, ma รจ proprio lรฌ, l’alternativa.

E voi conoscete realtร  simili o casi in cui l’azienda porta avanti una Cultura della Creativitร ? Cosa ne pensate?

Io Amo Internet. Ecco perchรจ.

In questo ultimo periodo mi sono domandato piรน volte perchรจ amo internet e perchรจ ho questa innata passione per la tecnologia. Sono arrivato alla conclusione che tutto รจ legato alla domanda: Internet ed il digitale ha cambiato in meglio la nostra vita?

Internet , il web 2.0, i servizi mobile e tutto il mondo digitale che ci orbita intorno ci ha cambiato, non รจ un modo di dire. Dagli smartphone all’iPad, dagli sms alla mail, dai feedrss ai tweet, dalla connessione a banda larga, ai pagamenti on line e ai pagamenti con cellulare, dai servizi in mobilitร  fino ai social network location-based, siamo sempre piรน legati al mondo digitale e la nostra routine giornaliera รจ sempre piรน legata ad un click e alle informazioni interconnesse tra di loro.

Ogni giorno tutte questi click mettono in relazione realtร  e virtuale, ci forniscono nuove informazioni, ci permettono di sviluppare idee e nuovi business ma soprattutto ci permettono di comunicare ed interagire con persone spesso sconosciute e lontane, allargando orizzonti ed opportunitร .

Il Web 2.0 sta creando nuove forme artistiche, nuovi mestieri e nuove correnti culturali. La rete ha dato spazio, voce, consapevolezza ed autorevolezza a chi, in altro modo, non ne avrebbe mai avuta ed in particolare ha dato visibilitร  a guerre altrimenti sconosciute. Ha permesso di salvare delle vite umane e ha portato la cultura e l’informazione dove non ci sarebbe stata la possibilitร . Ha smosso la voglia di sapere e ha dato vita a piccole grandi rivoluzioni.

Internet ha ampliato le relazioni e allo stesso tempo ha reso molto piรน piccolo il mondo. L’ha reso un piccolo paese, un pรฒ provinciale, nel quale una notizia o un inciucio si propaga rapidamente da news in messaggio, da post a tweet fino al rimbalzo cross mediale, in tv, dove arriva all’orecchio e alle persone ancora non connesse.

Semplicemente, ha giร  cambiato la nostra vita. Lo ha giร  fatto e continua a farlo ogni momento.

Ecco perchรจ io amo internet ed il vivere digitale.

Il Business Plan per fare impresa

Come ho detto in altri post, la creativitร , l’entusiasmo e la fantasia sono le caratteristiche fondamentali per qualunque iniziativa che si vuole definire imprenditoriale. Il rischio e la possibilitร  di sbagliare , quando si fa impresa, sono dietro l’angolo. Uno strumento fondamentale per non andare allo sbaraglio ed affrontare un attivitร  in modo piรน strutturato รจ il business plan, un documento di programmazione e pianificazione indispensabile per determinare obiettivi e strategie ed evidenziare gli eventuali pericoli che si potrebbero manifestare.

Cos’รจ un Business Plan?
Il business plan รจ un documento dettagliato, che approfondisce ed esamina tutte le aree e le tematiche di un’impresa. Puรฒ essere pensato come una sorta di documento d’identitร  dell’impresa, attraverso il quale si formalizzano tutte le componenti del piano imprenditoriale: dall’analisi del mercato e dei concorrenti al progetto finanziario, dala ย gestione delle risorse umane fino al marketing. Questo documento piรน รจ dettagliato e piรน facilita la comprensione e la valutazione del valore dell’impresa e del progetto. Le funzioni del business plan vanno al di lร  del semplice biglietto da visita: se ben fatto serve ad approfondire i problemi che si dovranno affrontare e gli strumenti da utilizzare per farlo.

La preparazione richiede tempo e dedizione e purtroppo spesso si cade nell’errore di pensare di poterlo fare in poco tempo. Non รจ cosรฌ. Non si tratta di un semplice riassunto delle competenze e delle idee che si intendono avviare, nรฉ di un excel contenente le spese da affrontare. Il business plan รจ un progetto studiato, approfondito, strutturato e dettagliato che da vita alla nuova impresa. Piรน il documento รจ fatto bene, piรน l’azienda avrร  delle radici forti.

E’ importante fare un Business Plan?
Come ho giร  detto, purtroppo si pensa troppo spesso che la pianificazione scritta sia una perdita di tempo. Ci sono molti casi in cui รจ dimostrato che รจ meglio perdere qualche giorno in piรน, piuttosto che trovarsi a chiudere l’azienda, poco dopo averla avviata,ย perchรฉย qualche “imprevisto” si รจ manifestato e non eravamo pronti ad affrontarlo. L’elaborazione e la creazione di un piano dettagliato per la propria idea di business richiede dedizione e sottopone il futuro imprenditore ad uno sforzo intellettuale non indifferente e di gran lunga superiore alla sua immaginazione.

L’entusiasmo iniziale che si ha allo startup spesso induce le persone a minimizzare e sottovalutare i dati non favorevoli e i possibili punti deboli, se non addirittura a non considerarli… Gravissimo e pericoloso!

In termini di comunicazione, il documento di impresa รจ un manifesto, รจ la carta d’identitร  del progetto. Il Business Plan parla dell’azienda che sarร , parla dell’idea e del modello di business, definisce le modalitร  di monetizzazione e parla dell’imprenditore, della sua serietร  e del suo impegno. E’ uno strumento fondamentale che deve esser utilizzato anche ai fini comunicativi: serve a farsi conoscere ed eventualmente finanziare. Il Business Plan รจ importante anche nelle fasi successive all’avvio del progetto:ย ย ha un grande importanza anche come strumento di gestione e controllo e permette all’imprenditore di non perdere mai di vista gli obiettivi dell’azienda, di controllarne l’andamento e in alcuni casi serve di capire che รจ il giusto momento di ri-tarare il proprio business.

Come si fa un Business Plan?
Ci sono alcune linee guida da fissare a mente. La redazione del business plan deve essere sintetica ma non troppo, deve convincere in poco tempo senza esser prolissa. Deve utilizzare un linguaggio tecnico ma non specialistico, altrimenti rischia di non essere comprensibile a tutti. Deve fornire dettagli e informazioni specifiche ma non dati superflui e ininfluenti alla valutazioni del business. Detta cosรฌ, sembra tutto scontato e banale, ma tra il dire ed il fare, come sempre, c’รจ di mezzo un immensitร . Il consiglio che si posso dare รจ legato al buon senso: si deve valutare l’entitร  del progetto in base ai destinatari, alle esigenze e alla specificitร  della propria attivitร . In un Business Plan รจย sicuramente importante enfatizzare alcuni fattori che riepilogo in tre macro categorie:

  1. gli obiettivi , devono esser strutturati per motivare gli altri e se stessi;
  2. il piano di marketing e la comunicazione, per dimostrare che il progetto puรฒ funzionare e ha uno spazio in cui muoversi;
  3. i numeri, per la definizione di costi e ricavi, modello di business e piano di rientro di un investimento iniziale.

Queste tre macro informazioni rendono facilmente intuibile l’idea di business ed il piano che si vuole portare avanti all’interlocutore con il quale ci troveremo a confronto.

Esiste una struttura standard per un Business Plan?
Esistono ormai dei modelli di Business Plan piรน o meno noti, ma tendenzialmente un documento di questo tipo dovrร  sempre contenere:

  1. La copertina del progetto con le informazioni dell’imprenditore (nome, cognome, sede, riferimenti);
  2. La descrizione del progetto, sintetica ma allo stesso tempo esaustiva contenenteย caratteristiche tecniche, materiali, punti di forza e debolezza, aspetti innovativi, politiche di pricing e confronto con il mercato;
  3. La forma giuridica della societร  e gli la struttura in termini di persone, profili e qualifiche professionali. E’ buona norma definire ruoli e competenze;
  4. Analisi del mercato, dati raccolti in fase di ricerca, target, concorrenza e descrizione del servizio offerto;
  5. Piano di marketing (si puรฒ utilizzareย la regola delle quattro P del marketing: prodotto, prezzo, place, promozione);
  6. Obiettivi imprenditoriali e dettaglio del progetto;
  7. Aspetti organizzativi della societร  (struttura, uffici, personale,ย curriculum, tipologie contrattuali, piano di assunzione di nuovo personale, orari di lavoro);
  8. Piano finanziario comprensivo diย informazioni di startup, fonti di finanziamento, i metodi e tempi di rimborso,ย piano di ammortamento dell’investimento iniziale,ย previsione dei costi di gestione, flussi di cassa e ipotesi di ricavo;
  9. Promozione e piani di comunicazione pubblicitaria
  10. Motivazione e descrizione personale. L’imprenditore ci deve mettere la faccia e deve quindi mettersi in gioco descrivendo le ragioni che lo spingono a scegliere la strada del rischio imprenditoriale. Anche se puรฒ sembrare inutile dichiarare la propria motivazione, รจ in realtร  un’indicazione importante per chi di investire e finanziare il progetto.

Una StartUp che si rispetti, deve avere un Business Plan? Secondo me si, e personalmente (sarร  un limite) non riesco a capire quei progetti che partono senza avere un modello di business tendenzialmente delineato e una logica di monetizzazione non definita e chiara.

Due parole sull’Ignite e poi appuntamento a Roma

Sono giorni che medito di portare il concetto dell’Ignite (PS per i colleghi: tranquilli, non ha niente a che fare con Crypton e cose similari) all’interno delle aziende come metodologia di condivisione e presentazione dei progetti in corso o in partenza, con l’obiettivo di far conoscere a tutti lo stato dell’arte e gli impegni dell’azienda periodicamente. Parlandone mi sono accorto che prima di tutto bisogna introdurre un pรฒ di concetti partendo (purtroppo troppo spesso) dall’importanza della condivisione e del sapere diffuso, per poi passare proprio alle metodologie, alleย presentazioni efficaci eย sintetiche (anche perchรจ non si puรฒ passare una giornata a vedere slide! Sai che palle…). Sul discorso della cultura, il lavoro non รจ facile e bisogna lavorarci un pรฒ, sul resto invece ci si puรฒ lavorare meglio.

Ora, cos’รจ l’ Ignite? In poche parole lโ€™idea di base dell’Ignite รจ molto semplice, si tratta di mettere insieme persone diverse, animate dalle piรน svariate motivazioni e ambizioni, con diversi background, ma con la caratteristica comune : far conoscere agli altri qualcosa che li appassiona e che potrebbe essere di interesse generale, nel modo piรน efficace possibile.

Il format per la presentazione รจ definito rigidamente e questo รจ il punto di forza e allo stesso tempo la barriera da superare per chi non รจ sintetico e abituato a parlare in pubblico. Infatti, secondo questa formula,ย ogni relatore ha a disposizione 5 minuti per parlare del proprio argomento preferito, accompagnato da 20 slide, che scorrono automaticamente con un intervallo di 15 secondi tra una e lโ€™altra. Un evento di questo tipo รจ organizzato inย due fasi: la prima prevede unaย piccola gara tra i partecipanti raggruppati in squadre,e nella seconda si svolgono leย presentazioni. La prima fase ha l’obiettivo di rompere il ghiaccio e la seconda di condividere e presentare.

Sul sito di Ignite Italia ci sono vari esempi e spiegazioni interessanti. Altri approfondimenti sul’impostazione di una presentazione รจ possibile trovarli anche su una pagina di Working Capital, lโ€™iniziativa di telecom Italia a favore delle start-up.

Lโ€™origine dell’Ignite risale piรน o meno al 2006, quando Brady Forrest, Technology Evangelist per Oโ€™Reilly Media, e Bre Pettis – produttore di robot, ideatore di Etsy.com ed abile divulgatore โ€“ inventarono il format e lo inaugurarono durante un evento svoltosi a Seattle.

In occasione della Global Ignite Week, Roma ospiterร  un evento giovedรฌ 4 marzo. Vi do quindiย appuntamento all’edizione italiana, a Roma, presso Antรน, in Via Libetta 15c, dalle 18.30 alle 24.00.

Scegliere di fare l’imprenditore con proprie idee di business

In questi giorni mi son trovato a parlare con un amico del dilemma “Posto di lavoro da dipendente o fare lโ€™imprenditore ?“. In effetti non รจ un argomento banale e ognuno vede la cosa, ovviamente, da un punto di vista diverso, unico. Certo porsi la domanda vuol dire avere giร  fatto un passo: chi si pone la domanda (imho) รจ una di quelle persone che sentono un fuoco, particolare, ardere dentro. Quel fuoco che fa continuamente pensare a come sarebbe la propria azienda, alle proprie idee, al modo in cui si potrebbe migliorare qualcosa di esistente o perchรฉ no inventare qualcosa di nuovo. Se non si ha questo fuoco difficilmente ci si pone questo tipo di domanda.

Lasciare un posto di lavoro รจ come dire lasciare la routine e la noia per la fantasia, lโ€™imprevedibilitร  e, perchรฉ no, il denaro e il successo. Allora, perchรฉ non provare? Ognuno di noi ha in mente la sua azienda ideale, un progetto che puรฒ essere supportato e pianificato, ma spesso la mancanza di coraggio e la non predisposizione al rischio, personale e/o di chi ci sta vicino, ci induce a temporeggiare, aspettare e ripensare fino ad arrivare al cedimentoย e lasciar spegnere quella fiamma e far passare il momento.

La scelta non รจ facile e prima di lanciarsi in una scelta credo sia essenziale conoscere se stessi, avere ben chiari i propri limiti, le proprie potenzialitร , sapere quanto siamo disposti a rischiare e avere focalizzato i propri obiettivi. E’ importante esser consapevoli dei rischi, ma anche dei benefici ai quali si va incontro. Bisogna avere le idee piรน chiare possibile e questo ovviamente non รจ facile. Mi vengono in mente alcuni punti fondamentali da tenere considerare prima di di partire con un progetto:

  • รจ necessario scegliere i mercati in modo mirato
  • รจ fondamentale conoscere i potenziali clienti
  • รจ impossibile procedere se non si conoscono i propri competitor
  • รจ importante saper posizionare la propria idea
  • รจ assurdo non sapere i vantaggi della propria idea rispetto alle altre
  • bisogna saper presentare, con enfasi ed entusiasmo, il proprio progetto

Per alcuni tipi di progetti รจ importante riuscire a trovare fin da subito finanziatori, imprenditori e aziende che credano nell’idea e nel progetto al fine di dare lo sprint iniziale che, senza capitali, stenterebbe a decollare o lo farebbe molto lentamente. In Italia รจ un problema molto sentito dalle piccole e medie imprese.

Negli ultimi anni, finalmente, cominciano ad esistere piazze ed eventi importanti per provare a far conoscere la propria idea. Recentemente ho assistito, via web, ad alcuni Working Capital di Telecom: ย un modo molto interessante di dare spazio alle idee, all’innovazione e far conoscere i progetti e le aziende. Ovviamente il suggerimento che ho dato al mio amico รจ stato proprio in questa direzione: preparare un progetto, presentarlo e far vedere di cosa si tratta. Anche se non si avranno risposte immediate, ritengo che saranno utili i feedback, gli spunti e i punti di debolezza che ne usciranno fuori. Questo sarร  un buon punto di partenza per affinare ancora di piรน il progetto nel quale si crede e partire.