PENSIERI SPARSI

Wolfram Alpha, la mia prima ricerca…

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Wolfram alpha la prima ricerca Sorry, Wolfram Alpha is temporarily unavailable. Please try again. Error: DataPacletFilter: Unable to get Connection Data source rejected establishment of connection, message from server: "Too many connections"

A beh, iniziamo bene 🙂 Si è presentato questo errore alla prima ricerca:

Sorry, Wolfram Alpha is temporarily unavailable. Please try again. Error: DataPacletFilter: Unable to get Connection Data source rejected establishment of connection, message from server: “Too many connections”

Poi ho riprovato cercando “Google”

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HADOPI: approvata la legge antipirateria di Sarkozy

La Francia ha ufficialmente adottato la linea dura nei confronti della diffusione di materiale online senza il rispetto delle regole imposte dal copyright: il Senato ha votato a favore della legge Hadopi, fortemente voluta dal presidente Nicolas Sarkozy, segnandone di fatto l’entrata in vigore. L’approvazione è arrivata con larga maggioranza: 189 voti a favore e 14 contrari. Praticamente tutti d’accordo! Leggo da Quomedia quanto segue:

Il provvedimento mette i provider in condizione di vigilare sull’operato degli abbonati e si articola mediante una serie di step: gli Isp devono prendere nota degli indirizzi IP degli internauti che effettuano download illegali. I fornitori di accesso internet saranno tenuti a fornire ai ‘responsabili Hadopi’ l’identità dei trasgressori in modo che l’Alta autorità possa procedere alla messa in atto della ‘risposta graduale’. Tale risposata prevede l’invio di una email che avverte il pirata internet dei rischi che corre. Se l’internauta effettua una seconda trasgressione entro i successivi sei mesi, una lettera raccomandata verrà recapitata a casa sua. In caso di comportamento recidivo, scatterà la sanzione vera e propria attraverso la sospensione della connessione internet.

Il periodo di sospensione andrà da 1 mese a 1 anno, in base all’analisi del caso specifico e non comporterà il taglio delle spese previste dall’abbonamento sottoscritto. L’internauta ha a disposizione un mese di tempo per presentare ricorso. Non tutti gli internauti verranno però trattati allo stesso modo. I privati subiranno la sospensione della connessione, mentre le aziende riceveranno un’ingiunzione per procedere alla protezione della propria connessione contro i download illegali.

La legge, discussa anche in Gran Bretagna, si dirige nella direzione opposta rispetto alle indicazioni dell’Unione europea che, solo una settimana fa, ha bocciato il pacchetto tlc per ribadire il ruolo di internet quale diritto fondamentale del cittadino europeo.

Il partito socialista francese, contrario all’emendamento, ha annunciato l’intenzione di fare immediatamente ricorso. Adesso che si è creato un precedente, chissà invece cosa succederà da noi e negli altri paesi. Mah!

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Come proteggere la propria privacy su Facebook

Da quando è nato Facebook, il livello di informazioni che circolano è cresciuto in modo esponenziale. Ora che praticamente tutti hanno creato un profilo personale su Facebook e vi accedono con regolarità, ci si comincia a chiedere sempre più insistentemente come continuare a condividere liberamente le informazioni inserite sul web, pur preservando la privacy degli utenti.

Sebbene Facebook consenta agli utenti registrati di personalizzare via web le proprie impostazioni di privacy con un livello di dettaglio molto spinto, la percentuale di utenti che hanno utilizzato queste funzionalità modificando tali parametri e che, soprattutto, sanno di poter gestire puntualmente e in autonomia le proprie impostazioni di privacy è sorprendentemente bassa.
La maggior parte degli utenti, e in particolare quelli che non si sentono particolarmente tutelati dal punto di vista della privacy, non solo non sanno che possono indicare le proprie preferenze di privacy direttamente via web (e modificarle in qualsivoglia momento) ma non hanno nemmeno contezza delle condizioni di utilizzo che hanno “firmato” all’atto della registrazione su Facebook.
Questa breve guida ha, pertanto, l’obiettivo di riepilogare le 9 regole d’oro per proteggere la vostra privacy opportunamente configurando il vostro profilo su Facebook e di rispondere ai dubbi più comuni sull’argomento.

1. Segmentare gli amici
1-segmentare-gli-amiciPrima di tutto è importante creare ed organizzare al meglio tutti i contatti. Nel menu in alto di ogni pagina trovate il link “Amici”. Ciccandolo entrerete nella sezione dedicata alla gestione dei contatti. Qui è possibile creare, modificare ed eliminare liste di amici. Le liste possono essere organizzate per area geografica, tipo di rapporto, per interesse, ecc…come meglio credete e come vi fa più comodo. Una tale organizzazione dei contatti vi sarà molto utile (lo vedremo in seguito) nel configurare le impostazioni di privacy, ma è utile anche nell’utilizzo delle più recenti funzionalità rilasciate da Facebook, quali la “Chat” e lo “Stato”. E’ possibile, infatti, impostare su “off line” il proprio profilo solo per alcuni gruppi (che, quindi, non vi vedranno come “connessi”, anche se in realtà lo siete). L’utilizzo più frequente di questa funzionalità sapete quando si verifica? Secondo Facebook nell’orario dell’ufficio! Chissà come mai…
I gruppi possono essere inoltre utilizzati anche nella messaggistica interna del sistema. Se volete comunicare con un gruppo di utenti, invece di selezionarne uno per uno, a quel punto potete tranquillamente selezionare la lista e mandare un messaggio!

2. Impostare i criteri per la tutela della privacy
2-impostazioni-privacy-dashboardLe impostazioni della Privacy permettono di modificare la visibilità e le informazioni del tuo profilo ad altri utenti. Per accedere alle impostazioni di privacy, occorre cliccare su “Impostazioni” sulla barra dei menu in alto e poi scegliere “Impostazioni sulla privacy” nel menù a tendina. Verrà visualizzata una pagina (come quella in foto) da cui è possibile accedere alle opzioni di privacy:

  • Profilo: consente di modificare tutte le informazioni personali ed i livelli di visibilità
  • Ricerca: consente di personalizzare le impostazioni relative alla visibilità in fase di ricerca interna ed esterna dai motori di ricerca (Google per esempio!)
  • Notizie e Bacheca: consente la gestione delle informazioni e delle notizie che volete pubblicare nella home di tutti gli amici
  • Applicazioni: consente la gestione della condivisione dei dati con le applicazioni sviluppate da terzi per Facebook.

3. Gestione del profilo
3-informazioni-personali-e-profiloIl profilo e, nello specifico, la Bacheca di Facebook contengono molteplici informazioni personali dell’utente, quindi è importante pensare bene a quali sono le informazioni che si vogliono far conoscere, a chi farle conoscere e soprattutto a chi concedere l’autorizzazione a scrivere sulla propria bacheca. Accedendo alla voce “Profilo” potremo così abilitare/disabilitare alcune informazioni decidendo per ogni voce quale livello di autorizzazione dare.
Ponderando bene questi fattori è possibile evitare “disastri relazionali” di cui si sente parlare in giro o si legge anche in rete quali ad esempio interruzioni di rapporti personali (coppie “scoppiate”) o anche lavorativi (capi che vengono a conoscenza di informazioni personali…). Un amico, per esempio, ha completamente disattivato la possibilità di scrivere sulla propria bacheca dopo che una sua conoscente ha scritto un post che faceva allusioni ad un suo cambio di lavoro imminente, che lui stesso non aveva ancora annunciato a colleghi, superiori ed amici: bel guaio! Le alternative per evitare questi inconvenienti sono due:

  • disabilitare la possibilità di scrivere messaggi
  • selezionare la rete o la lista di utenti da escludere dalla scrittura

Nell’immagine è riportata una configurazione “imprudente” del profilo.
E’ inoltre importante scegliere in modo puntuale anche le autorizzazioni sui campi del proprio profilo. Da questa stessa maschera, infatti, è possibile definire politiche di visualizzazione “Personalizzate” per ogni campo del profilo: potrei per esempio decidere che gli amici visualizzano il telefono cellulare e tutti gli altri no.

4. Impostazione per la visibilità dei contatti
4-impostazioni-contattiSempre accedendo dal menù “Profilo” e spostandoci su “Info di contatto” (vedi figura) avremo la possibilità di modificare la visibilità dei nostri contatti.
C’è da notare che Facebook mette a disposizione di tutti una funzionalità chiamata Rubrica.
Questa funzionalità accede ai dati di contatto (email, IM, telefono e cellulare) e crea una rubrica di tutti gli amici presenti in Facebook.
Personalizzando opportunamente tali impostazioni si evita che i proprio contatti vengano letti dalla funzione rubrica e dalla scheda personale (sotto la funzione “INFO”). Nella figura ho riportato un esempio di impostazioni “prudenti” per i contatti.

5. Foto: impostare la visibilità e le informazioni
Allo stesso modo accedendo dall’album fotografico, nella sezione “Impostazioni Privacy” è possibile definire un sotto – insieme di contatti con i quali condividere le proprie foto. Nell’immagine per esempio, ho impostato l’accesso ai “soli amici” per l’album “Upload da cellulare”

6. Bloccare un utente: nel dubbio, blocchiamo tutto?
6-visualizza-profiloSempre dalla sezione “profilo” è possibile visualizzare la propria scheda pubblica visualizzando un’ anteprima di cosa vede un preciso contatto. Nella foto ho riportato il punto in cui inserire il nome dell’utente per il quale volete “verificare” le informazioni che visualizza su di voi.

Se dalle impostazioni non riuscite a configurare un profilo idoneo alla vostra esigenza, non vi rimane che il blocco completo. In Facebook è infatti possibile sia rimuovere un contatto dal proprio network, sia bloccarlo completamente.

Dove sta la differenza?
Nel primo caso, lo eliminate dal vostro network, ma se lui è in contatto con un vostro contatto vedrà comunque tutte le vostre informazioni che sono autorizzate con “Amici di amici”.
Nel secondo caso (blocco), invece, l’effetto è radicale: per quell’utente è come se non voi non esisteste in Facebook. Attenzione però: se state utilizzando applicazioni di terze parti (per esempio il Texas Holdem), la persona bloccata potrebbe visualizzare i vostri punteggi e le vostre informazioni.

7. Azioni recenti e attività: impostare ciò che finisce in bacheca
7-bloccare-le-personeÈ possibile scegliere quali azioni effettuate nel sistema, vuoi pubblicare sulla tua bacheca. Questa operazione è molto importante. In aggiunta, è possibile scegliere se si desidera apparire nelle “Pubblicità Sociali”. Che cosa sono? Praticamente Facebook utilizza la vostra faccina (avatar) negli annunci delle applicazioni o dei prodotti che hai utilizzato, durante la navigazione dei vostri amici.
Esempio: “Anche Stefano utilizza l’applicazione XXX” corredata da foto.
Ovviamente una pubblicità sociale è molto più appetibile di qualunque altra, poiché attira maggiormente l’attenzione dell’utente e soprattutto è una sorta di raccomandazione per gli altri, quindi non so voi, ma io non concedo la mia faccina per far guadagnare altri!

8. Scegliere come apparire nelle ricerche e sui motori di ricerca
8-impostazioni-azioniNelle impostazioni di “Privacy > Ricerca” è possibile impostare tutti i parametri e decidere chi può trovarti nelle ricerche sia su Facebook che su altri motori di ricerca. I tuoi amici potranno sempre trovarti, sia all’interno che all’esterno di Facebook.
È possibile inoltre decidere quali informazioni si desidera includere nei risultati della ricerca (foto, amici, aggiungi link come un amico / inviare un messaggio e Pagine di cui sei Fan).

9. Scelta impostazioni di privacy per le applicazioni
9-impostazione-ricercheFacebook, da quando è nato, ha sempre messo a disposizione degli utenti molte funzionalità per la gestione della Privacy e man mano le ha sempre più affinate.
Per quanto riguarda infatti le applicazioni sviluppate da terzi ed integrate tramite le API è possibile definire, anche in questo caso, quali dati rendere visibili.

Per modificare queste impostazioni è sufficiente accedere al menu “Privacy > Applicazioni” e spostarsi su “Impostazioni”.
Per ogni voce si può abilitare o disabilitare la domanda di accesso ai dati / inviare le email / pubblicare una riga alla vostra bacheca.

Conclusione
Facebook è un luogo in cui tutti, amici, parenti e colleghi, interagiscono ogni giorno con le nostre informazioni e con la nostra vita.
La decisione di interagire è nostra ed è strettamente personale: esser presenti in Facebook vuol dire aver preso la decisione di esserci e condividere.
Questa presenza genera obbligatoriamente, ad un certo punto, l’esigenza di scegliere quanto e come condividere in Facebook. Potremmo esser presenti senza pubblicare o condividere informazioni, foto e messaggi, ma anche solo per “vivere” in Facebook è necessario almeno chiedere/accettare amicizie.
Chi sono i vostri amici è già un informazione importante di noi, da questo si capisce chi si frequenta, qual è il tuo giro e, pertanto, a quali informazioni o persone puoi accedere….
In conclusione ritengo che Facebook sia un social network potentissimo ma se si vuole tutelare la propria privacy occorre informarsi ed applicare gli strumenti che Facebook stesso mette a disposizione, capirne i vantaggi ed i limiti ed usarli bene. Anche in questo caso “la legge non ammette ignoranza”!
Questa guida è stata scritta proprio per dare un minimo di informazioni a chi utilizza Facebook ma non ha avuto tempo e modo di informarsi bene.

E’ possibile visualizzare tutto l’articolo e scaricare il fire direttamente da SLIDESHARE

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Mark Zuckerberg e i suoi 25 anni. Auguri!

zuckerbergfacebook Mark Zuckerberg (Boca Raton, 14 maggio 1984) è uno studente statunitense, fonda tore di Facebook.

Mentre era studente ad Harvard ha fondato il sito di social networking Facebook con l’aiuto del collega e specializzato in informatica Andrew McCollum, insieme ai compagni di stanza Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Attualmente è amministratore delegato di Facebook. Di origine ebraica, nel 2008, la rivista statunitense Forbes lo ha nominato “Il più giovane miliardario del mondo” con un patrimonio netto stimato intorno al miliardo e mezzo di dollari., sebbene la validità di questa classifica abbia suscitato alcune polemiche.

Quest’uomo, o meglio questo ragazzo che vi ho appena raccontato in poche righe, oggi compie 25 anni. Si 25 anni, e se non ci credete potete vederlo nella foto. A 25 anni è miliardario ed ha in mano una azienda che sta crescendo a ritmi vertiginosi pur non sapendo esattamente dove andare (e come evitare un potenziale collasso).

Il mio 25 compleanno non ricordo di averlo trascorso in modo particolare. Voi vi ricordate come avete trascorso il vostro 25esimo compleanno? Mark, auguri e complimenti 🙂

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Il Trio Medusa parla di Facebook su La7 tra risate e legge.

Tra domande e battute, legge, normativa e dubbi, informazioni serie o meno, leggende metropolitane e dati reali, il Trio Medusa nella puntata di Gaia Scienza su La7 del 10/05/2009 ci parla di Facebook della privacy e dei dati del sistema di Social Network.

Un modo simpatico di fare terrorismo psicologico agli utenti? Secondo me con qualcuno ci sono riusciti, tanto che oggi durante la pausa pranzo ne ho sentito parlare!

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Il Co-Fondatore di Twitter dice: “Non siamo in vendita”

Ieri abbiamo assistito ad un tam tam della rete relativamente a Twitter e l’acquisizione da parte di Apple. La notizia era quella di una una mega offerta da 700 milioni di dollari. Oggi, comparsa su The View, il co-fondatore di Twitter, Biz Stone ha detto”non siamo in vendita”.

Francamente, sono sorpreso. Di solito le notizie di Apple, quando trapelano diventano realtà.

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Rumors: Apple compra Twitter ?

apple-twitter-tweetsCi risiamo. Ecco altre voci dalla rete relative all’acquisizione di Twitter. Questa volta non è di Google, Microsoft o Facebook che si parla, ma di un altro colosso: Apple. Di solito sono scettico, cerco di non dare seguito a questo tam tam, ma quando le voci si fanno insistenti, non riesco ad ignorare la cosa e comincio a buttarci l’occhio e l’orecchio.

Tutto parte da un post di Thomas Owen su Valleywag:

A source who’s plugged into the Valley’s deal scene and has been recruited by Apple for a senior position says Apple and Twitter are in serious negotiations, with the goal of unveiling a deal by June 8, when Apple’s annual Worldwide Developers Conference launches in San Jose.

Twitter turned down a $500 million offer in cash and stock from Facebook, in part because Twitter’s investors couldn’t agree on whether Facebook’s stock was worth as much as Facebook said it was. But Apple could easily pay cash. A source familiar with the thinking of Twitter’s board says the company would be hard-pressed to refuse an all-cash offer in the range of $700 million.

Praticamente secondo lui, una fonte, ben posizionata, dice che ci sarebbero seri negoziati in corso, con l’obiettivo di svelare l’accordo l’8 giugno, quando la Apple presenterà il Worldwide Developers Conference annuale a San Jose.

Apple potrebbe facilmente pagare in contanti. Un offerta nell’intorno di $ 700 milioni di euro sarebbe difficile da rifiutare. Attendiamo altre voci e cerchiamo di capire. Io già mi immagino di servizi di Twitter integrati nella versione 3.0 dell’Iphone 🙂

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Retweeting: cos’è, come si fa, pro e contro

ringraziamento-robingood-adsense-26042009Molti blogger utilizzano Twitter come piattaforma per promuovere i propri blog. Fin qui è tutto sufficientemente noto e non c’è bisogno di sprecare tempo a spiegare ulteriormente i motivi di questo tipo di utilizzo. L’attenzione di questo post sarà rivolta principalmente ad una tecnica poco utilizzata o per, dirla tutta, utilizzata male, dalla maggior parte dei blogger: la promozione di altri blogger utilizzando il “retweeting“. Per “retweet” si intende ripetere, citare, riscrivere un altro Tweet. In questo post vi spieghero come si fa, quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’utilizzo di questa tecnica.

Come si fa un Retweet
Prima di procedere con i pro e contro dell’utilizzo del retweet , è necessario capire come si utilizza e qual’è la sintassi da utilizzare. La sintassi comune e principale è Retweet. Esistono però abbreviazioni e altri modi per segnalare che si tratta di re-inoltro di un Tweet di un altro utente. La struttura quindi del vostro Tweet dovrebbe iniziare con la sigla RT o la parola Retweet seguita dall’account della persona che state tweetando  (ad esempio @utente) e poi finire con il contenuto effettivo del Tweet. Infine, si dovrebbe aggiungere il link con una breve nota ed il motivo per cui il tweet è rilevante. Qui è un esempio di retweeting:

RT: Retweeting: cos’è e come si fa, pro e contro | .iFABIOLALLI http://bit.ly/nbJTW – Approfondimento

Passiamo ora ad alcuni concetti importanti riguardanti il retweeting

Solo Retweet veramente interessanti e rilevanti
L’istinto naturale è quello di effettuare il retweet di qualsiasi contenuto ritenuto interessante, ma in questo modo diminuisce la probabilità che i vostri utenti ne traggano beneficio. E’ un pò come la storia dell’ “Al lupo, al lupo”. Se si strilla sempre con la stessa enfasi si avrà l’effetto della non-enfasi. È necessario quindi essere selettivi quando si fa un retweet poichè con questa tecnica si impatta su utenti, notorietà e affidabilità.

Il Retweeting fornisce valore ai vostri utenti
Vi è una ragione per cui la gente vi segue, il valore dei contenuti che postate. Il valore di un blog si costruisce principalmente con la pubblicazione di post di alta qualità, e con il successivo collegamento ad un tweet. Anche se questo sembra l’unico modo per avvicinare e fidelizzare gli utenti al nostro sito, non è l’unico modo. Un altro modo è quello di fornire anche link e altri contenuti pertinenti e interessanti.

Retweeting ed il beneficio del vostro Brand
Il Retweeting serve a costruire la vostra reputazione, ed il vostro Brand.Un buon link o una segnalazione puntuale e tempestiva, letta in momento di necessità o di carenza di informazioni sarà letta, e apprezzata. In questo modo i vostri utenti si fideranno sempre più di voi. Vi accorgerete che le volte successive, i vostri link ed i vostri post, se pur al vostro blog, avranno un numero di click maggiore vista la fiducia catturata negli utenti.

Il Retweeting vi aiuterà a costruire relazioni con l’originale blogger
Così come faremo retweet di un post, c’è molta probabilità che qualcuno ad un altra estremità lo faccia per noi. Il Retweeting è visto come un atto di gentilezza e la maggior parte blogger ricambieranno come potranno. Questo però non vuol dire che ci si deve aspettare che qualcuno ci faccia un retweet, solo perchè noi abbiamo fatto retweet a loro.

A mio parere il retweeting non genera la perdita di seguaci e lettori, a meno che non si trasmettano continuamente contenuti non in linea alle aspettative e messaggi che possono esser presi come Spam. Dopo tutto mi mando, ma perché qualcuno dovrebbe smettere di leggere il vostro blog ed il vostro Twitter, solo perché gli avete inviato un altro sito web, interessante, da leggere? Secondo me la trasparenza e l’atteggiamento aperto e di condivisione, sarà sempre ripagato.

Conclusione
Il Retweeting è un ottimo modo per aggiungere valore e qualità al vostro Twitter. Se non usato correttamente il retweeting può effettivamente fare male al al brand e alla fiducia che che gli utenti hanno di voi, e quindi al vostro traffico su blog e twitter.  Se fatto bene, il retweeting può aiutarvi ad educare i vostri utenti, costruire il vostro marchio, aumentare il traffico, mettervi in collegamento con altri blogger / creatori di contenuti nella tua stessa nicchia di mercato.

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Microblogging for Business

Ritorno sul discorso del Microblogging già affrontato un paio di post fa, ma questa volta dal punto di vista della comunicazione aziendale.

Twitter consente ai suoi iscritti di postare piccoli messaggi, nella forma di ‘microblog’. Quello dei microblog è un fenomeno piuttosto recente, e per questo in grande espansione. Si può dire che il tutto sia iniziato proprio con Twitter: in origine era un sistema per far sapere a tutti i propri contatti cosa si stesse facendo in quel dato momento (quello che in Facebook è sostanzialmente la barra dello stato), poi il meccanismo ha subito un’evoluzione trasformandosi in un vero e proprio canale per pubblicare piccoli post (commenti, segnalazioni di fatti o eventi, auguri, consigli e via dicendo), generando appunto il concetto di microblog.

Il microblog ha sostanzialmente tre grandi caratteristiche: è di velocissima lettura, essendo appunto di dimensioni contenute; è di altissima frequenza di aggiornamento, anche più volte in una sola ora; non richiede un apposito lettore di feed, ma è sufficiente un instant messanger.

Le aziende possono utilizzare Twitter come un canale di pubbliche relazioni, ma devono essere consapevoli che così facendo possono andare incontro a problemi sul versante della riservatezza e quindi della sicurezza. A sostenerlo è Gartner, che ha condotto uno studio sull’impiego da parte delle imprese di questo social network alternativo ai più tradizionali LinkedIn e Facebook, individuandone quattro forme diverse d’uso. Queste forme di utilizzo di Twitter hanno un impatto su diversi livelli:

  • Comunicazione: Molte imprese stanno già adottando Twitter come canale marketing o di pubbliche relazioni, rivela Gartner. Diversi sono gli esempi di aziende che su Twitter segnalano risultati, annunci, link a comunicati stampa o che rispondono a specifici commenti da parte di utenti o consumatori. Tuttavia Gartner avverte che questo particolare approccio deve essere usato con cautela, perché post poco interessanti potrebbero risultare più deleteri che utili all’immagine dell’azienda.
  • Reputazione: Altre imprese usano invece Twitter in una maniera più indiretta: evitando magari di parlare del proprio brand o dei propri prodotti, ma postando commenti o segnalazioni intelligenti e interessanti, così da attrarre letture sui propri microblog e aumentando di fatto la propria reputazione.
  • Trasparenza e fiducia: Altre aziende ancora si servono di Twitter come piattaforma interna per comunicare cosa stanno facendo, i progetti in corso e le idee che stanno cercando di valutare. Ma Gartner non raccomanda di usare Twitter in questo mondo, “perché non vi è alcuna garanzia di riservatezza e sicurezza”.
  • Feedback: Infine, vi è una quarta forma in cui Twitter viene usato dalle imprese, riferisce Gartner, quella di collettore di piccole segnalazioni. Si tratta di un sistema per cogliere cosa stiano dicendo della propria azienda i clienti e i concorrenti. “Le aziende più intelligenti usano queste piccole segnalazioni per anticipare l’insorgere di eventuali problemi o per raccogliere impressioni su nuovi prodotti”, sottolinea Gartner.

Jeffrey Mann, vice presidente per la ricerca di Gartner e autore del report ‘Four ways in which enterprises are using Twitter‘, segnala che qualsiasi sia il modo in cui un’impresa utilizza o intende utilizzare Twitter, “dovrebbe regolamentarne l’uso da parte degli utenti per evitare problematiche legate alla riservatezza e alla sicurezza”.

Secondo Mann, in generale l’utilizzo di Twitter deve sottostare a quegli stessi principi e regolamenti che in azienda guidano l’uso dei social network e dei forum web. “Se le aziende non hanno ancora definito una policy per la partecipazione alle attività sociali sul web, devono farlo il più velocemente possibile”, conclude l’analista di Gartner.

Stando a Gartner, concludendo, entro il 2011 il microblogging aziendale diventerà una caratteristica standard per l’80% delle piattaforme sociali.

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iPhone supera Blackberry nell’utilizzo Business? Me lo aspettavo

Leggo alcune novità relative all’Iphone su ComputerWorld On line. Nel 2007 un analisi dell’autorevole società  Forrester Research definì l’iPhone di Apple inadatto (unfit) per gli utilizzi aziendali e il loro analista Benjamin Gray in quell’occasione elencò una serie di motivi per giustificare questa conclusione sull’iPhone. Tra i principali c’era l’impossibilità di criptare dati e informazioni sensibili, la mancanza di supporto alle funzioni di agenda ed e-mail di Microsoft Exchange, e la carenza di alcune funzioni specificamente telefoniche. “Un iPhone rubato può provocare gravi rischi per la sicurezza aziendale“. Fin qui devo dire che è tutto vero e che queste valutazioni sono pienamente condivisibile.

Oggi, quindi circa un anno e mezzo dopo, Forrester sembra avere cambiato idea sulla questione iPhone vs Blackberry e nel report pubblicato sul loro sito dal titolo ‘Making iPhone Work In The Enterprise: Early Lessons Learned‘, un altro analista della società (forse l’altro l’hanno cacciato per quello che aveva detto…!??), tale Ted Schadler, ritorna sui passi e illustra i benefici di alcune applicazioni Business realizzate da grosse aziende (per citarne qualcuna Kraft Foods e Oracle) direttamente per iPhone,

I motivi di questo cambiamento di posizione, secondo me prevedibile, le motivazioni sono diverse. Prima di tutto l’iPhone ora lavora con Exchange, poi il browser Safari e l’applicazione di e-mail del dispositivo di Apple sono di qualità paragonabile agli analoghi software dei netbook ( o quasi) e la versione 3.0 del firmware dell’iPhone, attesa per la prossima estate, supporterà meglio le VPN e in generale fronteggerà tutta una serie di carenze lamentate dagli utenti.

Tra le varie cose è stato inoltre sottolineato che le persone spesso si comprano per conto loro l’iPhone senza aspettare che i dipartimenti IT delle loro aziende li assegnino: “Questo abbassa i costi aziendali e rende i dipendenti molto più attenti: se il dispositivo è privato, le cadute e gli urti accidentali tendono a ridursi drasticamente“. In pratica si sono accorti che l’Iphone è un oggetto di culto e non solo di lavoro!

Infine si può leggere un affermazione di Schadler, riguardo al confronto tra i due dispositivi, nella quale dice che “.. il BlackBerry è migliore negli ambiti agenda ed e-mail, ma l’iPhone è preferibile per tutte le altre funzioni: e siccome l’utilizzo degli smartphone sta piano piano andando oltre l’e-mail e riguarda sempre più la navigazione internet e le applicazioni di produttività personale, i vantaggi del BlackBerry stanno diventando meno importanti”. Olè! E’ viva lo scenziato 🙂 Si chiama Entertaiment e tira più del lavoro.

Insomma, io utilizzo l’Iphone, e l’ho preso a livello aziendale. Dal punto di vista della posta elettronica e dell’agenda, a parte qualche piccola feature da migliorare sono soddisfattissimo. Dal punto di vista personale, che dire: è un giocattolo che modifica il modo di comunicare, occupa il tempo morto (o ne ruba a quello vivo) e fa compagnia ed utilissimo.

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Crisi lavoro: 10 idee di business per il 2009

La crisi del 2009 c’è. Solo chi non si guarda in giro, non legge e non si informa può pensare il contrario. In questo momento di crisi le aziende sempre meno investono sull’innovazione e con maggiore attenzione controllano i costi andando a tagliare dove possibile. Il primo taglio che viene fatto è quello del personale: il momento lo consente, le giustificazioni ci sono e le aziende ne approfittano per mandare a casa chi non è più “utile” al raggiungimento degli obiettivi. Condivisibile, in parte.

L’attenzione di questo post però non è sulla crisi ne sulla scelta delle aziende, ma bensì sulle persone che si trovano di punto in bianco senza lavoro. Cosa succede a chi rimane senza lavoro? Quali sono le strade che si presentano in questo caso? La prima strada che viene in mente è quella di cercare un altro lavoro, probabilmente stesso settore rivendendo una competenza ormai consolidata. La seconda strada, un po’ meno frequente invece è la creazione di un’impresa.

La prima ipotesi è più auspicabile per chi ha necessità di un reddito garantito e soprattutto per chi non ha un carattere imprenditoriale con una bassa predisposizione al rischio. La seconda ipotesi invece è la soluzione per tutti coloro che, con una buona dose di predisposizione al rischio, sono stufi di tutte le politiche aziendali precedentemente vissute, non trovano giusto il ridimensionamento delle aziende, hanno capacità da vendere e magari anche idee valide da portare avanti. Ovviamente la scelta dipende da persona a persona, però, qualunque soluzione si scelga in questi momenti, è importante ricordare e prendere in considerazione anche la via imprenditoriale per due motivi:

  1. Guardando alla storia delle imprese, grandi, medie o piccole che siano, da ogni ridimensionamento o cambiamento, sono nate aziende, imprenditori ed idee;
  2. Così come succede alle aziende che licenziano per ridurre i costi, ce ne saranno altre che per esigenze di mercato avranno bisogno servizi efficienti a basso costo.

Detto questo, vi riporto alcune idee che secondo me possono essere spunti di Business per il 2009, e che potrebbero invogliare qualcuno ad immergersi in imprenditorialità:
1. Do-It-Yourself
Nella maggior parte dei casi, il fai da te riduce i costi. Se si riesce a fornire prodotti e servizi che permettono alle persone di fare qualcosa “fai da te” si fronteggia un esigenza che in momenti di crisi è largamente condivisa da tutti.

2. Il risparmio energetico delle imprese
Questa idea è decisamente calda in questi ultimi anni, e dall’inizio del 2009 c’è stato un forte accento sulla riduzione dei costi energetici delle imprese. Produzione o distribuzione di illuminazione su sistemi a basso consumo potrebbe essere una strada.

3. Business online
Questa è la mia preferita. La meraviglia di Internet è questa: con un investimento basso (se non gratuito) si acquista un dominio, lo spazio web ci si affaccia sul mercato globale. Si investe un minimo in visibilità e si può avviare una attività online arrivando ad una clientela così lontana che non si sarebbe mai pensato di avere. Il limite di questa idea? Sono i prodotti e la loro giacenza! Esistono molti casi di aziende che, in breve tempo, sono riuscite a raggiungere un fatturato interessante. Naturalmente in internet un fattore fondamentale è la competitività, i costi e la qualità del servizio.

4. Effetto “Baby-boom”
I Baby boomer sono tutte quelle persone nate tra il 1945 ed il 1964 e che in questi anni (2007/2010) andranno in pensione creando un problema per l’economia vista la coincidenza della crisi e dell’alto tasso di natività di quel periodo. L’idea potrebbe svilupparsi nella creazione una rete di assistenza, sicurezza o servizi per l’intrattenimento. Un esempio potrebbe essere la creazione di centri di formazione imprenditoriale, o anche centri culturali.

5. Riciclo di materiale per la creazione di prodotti economici
Con l’aumento del materiale di scarto e dei costi di produzione, l’utilizzo di materiale inutile e di scarto per la creazione di qualcosa è diventato una fiorente attività. Un esempio: La creazione di Converse attraverso l’utilizzo di tele di rifiuto, o lo scrapbooking.

6. Telelavoro aziende
Il telelavoro o lavoro a domicilio è una soluzione al rapporto costo-taglio. Non è innovativo ma le aziende lo prendono in considerazione. Il punto di rottura è la fiducia: “Se lavori a casa come ti controllo?” La soluzione è la qualità, la puntualità e l’efficienza.

7. Health e Salute
Se Obama ne ha fatto uno dei suoi argomenti di battaglia durante le elezioni d’America, se Google e Microsoft si contendono il mercato pubblicando sistemi per la gestione dei dati sanitari e clinici, se le persone (volenti o nolenti) hanno sempre a che fare con la salute, il mercato dell’Health è sicuramente un mercato nel quale poter buttare qualche briciolo di tempo per trovare opportunità. No?

8. Outsourcing: standardizzazione e scalabilità
L’esigenza delle aziende è quella di essere più snelle e reattive alle richieste del mercato. In quest’ottica le aziende affidano a terzi servizi “pronta consegna” e progetti chiavi in mano da realizzare in tempi brevissimi. Per far fronte a questa richiesta è necessario standardizzare e creare sistemi in grado di adattarsi a casistiche più disparate. In questo modo si avrà una riduzione dei costi e un prezzo di mercato più basso e competitivo.

9. Mobile Business
Lo sviluppo delle applicazioni mobile non è più una ipotesi di espansione della tecnologia, ma una crescente tendenza del mercato. Ancora una volta, Internet svolge un ruolo importante nel business ed in particolar modo nella telefonia mobile. Applicazioni e soluzioni accessibili in totale mobilità, integrate con servizi online ad oggi accessibili solo da postazioni fisse saranno l’eldorado dei nuovi sviluppi.

10. Entertainment
Partendo dall’uscita dell’iPhone fino alla rincorsa di Android, passando per le molteplici consolle presenti sul mercato, il settore dell’Entertainment non sembra avere crisi. I bambini giocano, gli adulti anche. Lo sviluppo di applicazioni da intrattenimento sono sempre sulla cresta dell’onda.

Vi riporto infine la classifica delle top 10 tecnologie richieste dal mercato, stilata da Robert Half Technology:

  1. Sicurezza informatica 43%
  2. Virtualizzazione 28%
  3. Efficientamento’ dei data center 27%
  4. VoIP 26%
  5. Software as a service 26%
  6. Green IT 20%
  7. Business intelligence 19%
  8. Social networking 18%
  9. Web 2.0 17%
  10. Outsourcing 16%

Questo articolo l’ho voluto scrivere per tutti coloro che trovandosi senza lavoro, pensano di essere arrivati in un vicolo cieco. Io non penso sia così. Ritengo che ogni cosa nella vita non capita per caso, bisogna solo saper leggere il lato giusto e trovare la forza e l’energia per affrontare la prossima nuova decisione.

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