Oltre la corsa tecnologica: il valore del tempo e della pianificazione

Nel 2013, ho avuto il piacere di lavorare con Alberto Gangarossa sul progetto Pathflow, che all’epoca poteva sembrare visionario: praticamente un “Google Analytics del mondo fisico” per il retail.

La soluzione mirava a trasformare il modo in cui nel retail, attraverso il tracciamento in tempo reale dei movimenti e dei comportamenti dei clienti all’interno dei negozi, venivano prese decisioni di allestimento, progettazione e analisi dei risultati.

La reazione del mercato quando se ne parlava era stupore, ma le barriere principali poi per l’adozione erano riguardanti i costi, la complessità e in particolare la privacy: ostacoli insormontabili allo sviluppo che ne hanno poi decretato di fatto un lento percorso verso la chiusura, frutto anche il possibile time to market anticipato.

Oggi, quello che una volta era considerato pionieristico non solo è diventato fattibile, ma a tutti gli effetti è percepito come più accessibile, necessario e di conseguenza sta iniziando ad esser “quel qualcosa di cui non puoi più farne a meno per competere”.

Ciò che dovrebbe colpire di più è il cambiamento negli atteggiamenti verso le tematiche di privacy, gestioni dei dati e l’entusiasmo crescente per le soluzioni basate sull’IA.

Ma non è questo il punto su cui voglio fermarmi, tanto meno sulla bella storia che mi ha portato a conoscere un fantastico team di persone, come Alberto appunto.

In un momento come questo, in cui stiamo vedendo l’arrivo di mastodontici cambiamenti – anche e soprattutto tecnologici – la corsa all’adozione delle ultime tendenze mette in luce una lezione a mio avviso essenziale: l’innovazione non è una merce da acquistare nell’entusiasmo delle tendenze di mercato e nella fase di hype mediatico.

Al contrario, l’innovazione è un processo progressivo che richiede tempo, pianificazione, progettazione, sperimentazione di nuovi metodi e tecnologie, anche quando il loro impatto reale e il valore sono ancora da comprendere appieno.

L’innovazione non riguarda il seguire la folla. Riguarda l’essere pronti a valorizzare le nuove possibilità ed esplorarne il potenziale, molto prima che diventino la prossima grande cosa, acquisendone conoscenza, vantaggi e benefici e di conseguenza la capacità di scegliere il momento migliore per partire.

Industrial revolution mechanized muscles. AI revolution is mechanizing minds.

Era il diciottesimo secolo e l’avvento delle macchine iniziava a spostare equilibri che sembravano consolidati. La rivoluzione industriale, con la sua meccanizzazione massiccia, sollevò preoccupazioni e timori ovvi in prossimità dei grandi ed imminenti cambiamenti.

Cosa sarebbe stato dell’uomo e della sua essenza di fronte a questa trasformazione?

Una serie di evoluzioni, miglioramenti e criticità in divenire in vari ambiti che poi nella storia abbiamo letto: da grandi impatti industriali a lavorativi, dal tempo liberato dalle macchine, l’emergere del lavoro part-time, l’incremento dei consumi, nuove dinamiche di aggregazione sociale, la riduzione delle distanze e tempi, nuovi ambiti normativi da sviluppare ma soprattutto – di base – la facilitazione delle attività fisiche, e la conseguente meccanizzazione dei muscoli.

E cosa sarà dell’uomo e della sua essenza di fronte all’imminente crescita dell’AI?

Oggi siamo nel pieno (non si può e non si deve parlare di inizio perché questo processo di cambiamento è nato ben prima di chatgpt…) di nuova rivoluzione “industriale”, derivante appunto dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, e che presenta incredibili parallelismi con la storia già vissuta. L’IA sta creando nuova forma di libertà temporale, destabilizzando processi e modelli consolidati, forgiando nuove forme di comunità e conoscenza. Stiamo assistendo e partecipando, in modo diretto o indiretto, consapevole o meno, ognuno di noi, ad uno shift di competenze, creatività, apprendimento, segnando temporalmente quella che verrà con certezza chiamata l’era della meccanizzazione delle menti.

AI’s societal impact mirrors industrialization: disruptive, transformative, yet inevitably integrated

E così come la meccanizzazione è divenuta parte integrante delle industrie, trasformando il modo in cui operavano, l’IA diventerà essenziale in termini di sopravvivenza e competitività (se già non lo è per molti ambiti), integrandosi pienamente nei modelli e nella consapevolezza aziendale. Nessuna impresa potrà ormai prescindere dall’adozione dell’IA per “meccanizzare” processi di studio, analisi e conoscenza, creando nuovi modelli operativi.

Tanto meno riusciremo a fare a meno di utilizzare strumenti di AI per sviluppare competenze, comprendere e cercare, e non è detto che lo faremo coscientemente perché l’AI ci sarà e sarà sempre più invisibile ai nostri occhi, esattamente come la tecnologia che indossiamo ed usiamo, e di cui non ci accorgiamo più.

Generative AI: Dall’esplorazione all’integrazione. Prossima fermata, l’Era BioSpaziale.

L’intelligenza artificiale generativa ha iniziato il suo viaggio negli anni ’60, ma è stato il 2022, a mio avviso, a segnare un’epoca che definiamo – e che sarà definita senza dubbio in futuro – rivoluzionaria, un po’ un nuovo Rinascimento, caratterizzato da nuove forme di creatività e scoperte.

Il rilascio di strumenti come MidJouney, DALL-E e GPT ha acceso un interesse globale – ed un entusiasmo – in precedenza pari a momenti di grandi stravolgimenti come l’arrivo di Internet, dell’Ecommerce e del Mobile. L’arrivo poi di Stable Diffusion ed il successo di ChatGPT hanno ulteriormente catalizzato questo interesse, portando l’IA Generativa al centro dell’attenzione mondiale.

Atto Primo – Esplorazione: Il primo atto di questa storia è stato caratterizzato dall’esplorazione e dall’innovazione. DALL-E 2 ha aperto nuovi orizzonti nella generazione di immagini, mentre GPT-3 ha rivoluzionato la scrittura assistita dall’IA. Con il rilascio di Stable Diffusion, abbiamo visto un’esplosione di strumenti di immagini AI, segnando un cambiamento significativo nella percezione e nell’accessibilità (fortemente semplificata e a portata di tutti) dell’IA Generativa. Questa fase ha visto un’accelerazione nell’adozione e nella sperimentazione dell’IA, preparando il terreno per una maggiore integrazione nel tessuto della vita quotidiana, e aziendale.

Atto Secondo – Integrazione: Mentre l’Atto Primo è stato di esplorazione, l’Atto Secondo, come suggerito da diverse scritture, articoli e riflessioni, è definito ill momento dell’integrazione. In questa fase, l’IA Generativa sta maturando, passando dall’essere una novità a diventare una componente fondamentale di vari sistemi e servizi. Grandi aziende tecnologiche stanno rapidamente incorporando l’IA Generativa nei loro prodotti. Microsoft, ad esempio, sta integrando l’IA in tutto, dalla suite Office 365 a Bing e Windows. Google sta seguendo un percorso simile, potenziando servizi come Google Search e Workspace con modelli di linguaggio avanzati.

L’Era dell’Integrazione: Questa era sta mettendo le basi, per le aziende tecnologiche e non solo, del consolidamento della loro posizione di mercato attraverso collaborazioni strategiche, acquisizioni ed integrazioni di modelli. L’approccio è semplice (concettualmente) ma potente (praticamente): integrare l’IA Generativa in strumenti e prodotti già utilizzati dai consumatori e dalle imprese, al fine di incrementare efficacia, modello di business, fedeltà utente.

Adobe, con il suo Firefly v2, sta portando l’IA Generativa nel mondo della grafica e del design, mentre Amazon, attraverso la sua piattaforma cloud, offre modelli di IA come servizio. Ma non solo i grandi brand si stanno muovendo rapidamente, anche le piattaforme come Roblox, Unity, Nvidia, Notion, Zapier e tante altre hanno intrapreso un processo virtuoso di implementazioni.

Dall-e | ChatGPT | Fabio Lalli | “About Generative Timeline”

Sfida, non facile, per le Aziende e Startup: Le startup – così come le aziende attive nei processi di ricerca – vitali per l’innovazione continua, si trovano di fronte a sfide significative. Le grandi aziende tecnologiche controllano le piattaforme e i modelli principali, rendendo difficile per le piccole imprese competere a lungo termine. Nonostante ciò, l’importanza dell’open source nell’IA Generativa rimane cruciale per garantire un ambiente di innovazione senza le restrizioni imposte dalle grandi aziende.

Collaborazione e Personalizzazione: L’integrazione dell’IA Generativa sta portando ad un aumento della collaborazione tra sistemi e aziende, offrendo soluzioni personalizzate per varie applicazioni. Questo è evidente nella partnership tra Canva e Runway, e nell’incorporazione di Firefly di Adobe in applicazioni Google, così come le implementazioni di Heygen, Evenlabs, Perplexity o Inflection in diverse piattaforme. Queste collaborazioni stanno aprendo nuovi orizzonti per applicazioni innovative e soluzioni personalizzate e fortemente potenziate.

What’s Next? – Una era BioSpaziale: Guardando al futuro, è probabile che l’era dell’IA Generativa si evolva ulteriormente nell’Era “BioSpaziale“. Questa fase prevede una fusione tra IA, mondo fisico e biologia, portando nuove frontiere nell’ IOT (Internet delle Cose) e nella biologia sintetica. Le caratteristiche principali e le potenziali implicazioni di questa era potrebbero includere:

  • Convergenza di IA e Biologia: sviluppi significativi nella biotecnologia e nella medicina personalizzata, progettazione di farmaci assistita da IA, diagnostica avanzata e terapia genetica.
  • Sintesi tra IA e il Mondo Fisico: fusione tra IA e dispositivi fisici, innovazioni nel campo dell’Internet delle Cose (IoT), immersività, robotica avanzata e sistemi autonomi.
  • Applicazioni nell’Edilizia evoluta: progettazione e gestione degli ambienti urbani, miglioramento l’efficienza energetica, mobilità sostenibile e abitabilità delle città.
  • Agricoltura e Sostenibilità Ambientale: ottimizzazione di pratiche agricole, giorne delle risorse naturali in modo più efficiente e contributo alla lotta contro il cambiamento climatico.
  • Sviluppi della Bioinformatica: analisi dei dati genetici e biomolecolari, nuove scoperte in genetica, evoluzione e ecologia.
  • Human Computer Interaction: progresso nelle neurotecnologie, nuove forme di interazione tra uomo e macchine, possibilità di sviluppo di interfaccia cerebrale-computer.
  • Etica e impatti Sociali: nuove sfide etiche e sociali significative, nuove forme di gestione della privacy, sicurezza biologica e accesso equo alle tecnologie avanzate.

L’Era BioSpaziale rappresenta un potenziale futuro, non troppo remoto, in cui la tecnologia IA si fonde e interagisce profondamente con il mondo biologico e fisico, aprendo nuove frontiere in molteplici settori e sollevando questioni importanti che richiederanno un’attenta considerazione e gestione.

Dall-e | ChatGPT | Fabio Lalli | “BioSpatial Era”

L’IA Generativa, ora al suo Secondo Atto e nel pieno dell’accelerazione, dell’adozione e della complessità da gestire in termini di sostenibilità e scalabilità, sta acquisendo graduale maturità tecnologica in diversi ambiti, ma siamo comunque solo all’inizio di un viaggio che sta modellando e modellerà totalmente intere industrie.

GPT Store, ecco perchè sarà una rivoluzione.

Ho ricevuto un po’ di commenti e messaggi riguardo GPT, e provo a condividere il motivo dell’entusiasmo intorno all’annuncio di OpenAI, relativamente al GPTs Store, così da rendere più completo il senso del concetto di “rivoluzione”.

🤓 Cos’è il GPT Store prima di tutto?

Il GPT Store è fondamentalmente un AppStore per l’Intelligenza Artificiale, e questo dovrebbe già far capire il potenziale di quello che abbiamo davanti.

📊 Un po’ di contesto:

  • L’Appstore di Apple ha 2,24 milioni di app e giochi
  • Il Play Store di Google ha 2,59 milioni di app

Entrambe gli store gli store nati nel 2008, hanno traguardato il milione di app tra il 2012 ed il 2013. A mio avviso il GPTs Store di OpenAI avrà almeno 100 milioni di app e succederà in molto meno tempo, addirittura meno di un anno.

❓ Perchè questa stima?

Da quando ho fondato IQUII abbiamo sviluppato ben oltre 500 app (ios, android e non solo) per diversi brand in diverse industrie: indicativamente una app ben fatta, tra progettazione, disegno, integrazione, sviluppo, e test ha un ciclo lavoro di 2 / 3 mesi (ribadisco app mediamente complesse). Oltre ai tempi necessari per pubblicazione, validazione e lancio.

💥 Per sviluppare un GPTs, di base, e senza grandi integrazioni, ci vogliono tra 10 ed i 30 minuti (per stare larghi). Compresa pubblicazione e condivisione tramite canali social, wa, telegram e via dicendo. Ovviamente non parlo di GPTs con integrazioni di servizi terze parti magari da realizzare ad hoc per aggiungere un valore dinamico e fortemente integrato con il proprio core business. Ma parliamo di tempi decisamente diversi.

👀 Non c’è dubbio che GPT Store rivoluzionerà quasi tutti i settori, inclusi:

  • Salute mentale
  • Fitness
  • Assistenza sanitaria
  • Produttività
  • Creazione di contenuti
  • Analisi di business
  • Marketing
  • Vendite
  • Viaggi
  • e tanto altro ancora.

Praticamente intere industrie.

✍ Chiunque voglia entrare essere qualificato e avere una solida conoscenza di:

  • Formulazione di prompt
  • Ricerca
  • Raccolta dati
  • Integrazione di servizi
  • ma soprattutto analisi di processi ed analisi di impatto.

Nulla dovrà esser lasciato al caso, e commettere gli stessi errori già fatti in fasi precedenti (investimenti affrettati e senza disegno e progettazione, come successo anche nel mobile) avrà, in questo caso, impatti molto più grandi.